[ Burden Of Sacrifice ]
Jun. 16th, 2009 01:37 pmChe bello avere almeno cinque capitoli pronti su non so quanti ç__ç *perchè non ha idea di quando mettere il fattaccio*, comunque, più la rileggo per correggerla (e manco tanto bene poi XD), più mi accorgo di essere stata cattiva ç__ç *piange*.
Titolo: Burden Of Sacrifice
Genere: AU/Angst/Emo/EATrattiStupida?XDD
Fandom: Kis-My-Ft2
Pairing: Kitayama Hiromitsu x Fujigaya Taisuke
Raiting: NC-17 (così Hiro sarà felice XDD)
Disclamers: Non sono miei manco loro e blablabla, altrimenti mi guarderei un porno dal vivo, mica ci scriverei u_u
Note: Il prologo si svolge nel "presente", come l'epilogo una volta che l'avrò fatto XD, mentre il resto della fic nel passato *_*!
“Taisuke, siamo in ritardo!”
“Lo so, lo so, ma non riesco a chiudere la valigia!”
Te l’avevo detto di non portare così tanta roba.
Sapeva che lo avrebbe detto, come ogni volta che dovevano partire e a Taisuke non si chiudeva la valigia, ma stavolta era differente, era tutto programmato. Il suo bagaglio non aveva nessunissimo problema, si era chiuso quasi subito, Fujigaya lo stava usando come scusa per far entrare Hiromitsu in camera in modo da potergli parlare per bene prima di prendere il taxi. Se solo quel nano si fosse avviato verso la camera da letto fin da subito invece di lamentarsi, sarebbe stato meglio.
“Te l’avevo detto di non portare così tanta roba”
“Puoi venire a darmi una mano?”
Mentre gli parlava si stava sistemando i capelli allo specchio, voleva essere perfetto per lui.
A volte aveva avuto paura che se non fosse stato al meglio, Hiro lo avrebbe lasciato da solo, fortunatamente non era mai successo, neanche quando si era beccato la febbre ed il più grande era stato costretto a soffiargli il naso.
Quando sentì dei passi avvicinarsi, Taisuke si portò vicino alla valigia facendo finta di lottarci, doveva mantenere viva quella farsa alla fine; era una fatica essere il compagno dell’uomo più testardo e lento del mondo.
“Il taxista ci uccid-“
Il compagno non aveva potuto finire la propria frase di lamentela perché lui gli aveva piantato una mano sulla bocca, aveva bisogno che rimanesse in silenzio, non che gli mettesse fretta lamentandosi del taxi.
Il giorno in cui Hiromitsu aveva mostrato quei biglietti, il più piccolo era stato un po’ freddo inizialmente e si era accorto di quanto ci fosse rimasto male l’altro, così aveva deciso di farsi perdonare confessandogli quanto fosse felice di trascorrere due settimane con lui.
“V-volevo dirti quanto sono felice di questo viaggio, quanto la sola idea di stare lontano da tutti per due settimane mi renda felice. Ma la cosa più importante è l’essere con te…stare soltanto con te e nessun altro.”
Sentì la lingua di Kitayama passare sul palmo della sua mano e la prese come una richiesta di libertà, così la tolse da dove stava.
Hiro lo stava guardando senza dire una parola e si preoccupò; e se avesse sbagliato a fargli tutto quel discorso?
Se l’altro l’aveva trovato stupido e patetico?
Non riusciva a guardarlo in volto a quel modo, quindi girò la testa da un’altra parte finchè non sentì due mani posarsi sulle proprie guance.
“Saranno le due settimane migliori della nostra vita Taisuke, te lo prometto~”
“Hiro-chan…”
Avrebbe voluto dirgli molto di più, sentiva come se le parole che gli rivolgeva non fossero mai abbastanza, ma nulla era arrivato alla sua mente, si piegò semplicemente su di lui dandogli un bacio dolce, sperava che quel gesto potesse ricoprire ogni parola mancata.
“Adesso però dobbiamo andare, mica vorrai perdere la nave, eh?”
“N-no!”
Fujigaya afferrò la valigia dal letto e vide Kitayama sorridere, aveva capito che era stata tutta una scusa, vero?
Dando un’ultima occhiata al loro appartamento, chiuse la porta pronto a godersi quelle due settimane di libertà, non stava più nella pelle.
Voleva vedere quella nave.
Voleva sapere come fosse fatta la loro cabina.
Persino il resto dei passeggeri lo incuriosiva!
“Hai chiamato i tuoi?”
“No, lo farò una volta sulla nave”
Anche se pensava di non farlo.
Taisuke non era bravo a mentire, se avesse detto di dover partire da solo i genitori non gli avrebbero mai creduto, avrebbero capito immediatamente che c’era qualcosa sotto e non aveva nessuna intenzione di rovinarsi la vacanza a causa delle loro domande, era grande abbastanza da prendere delle decisioni senza metterli al corrente.
“Hai lasciato Pocky da tua madre?”
“Si~ ha detto che gli mancheranno le tue coccole e anche i tuoi gemiti~”
L’ultimo pezzo di frase gliel’aveva detto in un orecchio, era stato un bisbiglio leggero, quasi un sospiro, ma Taisuke aveva udito tutto alla perfezione ed era arrossito, talmente tanto da sembrare un pomodoro.
Una volta era successo che Pocky fosse nella loro stanza mentre facevano sesso e Hiro continuava a tirare fuori quella storia, sapendo bene quant’era stato imbarazzante sentire il cane abbaiare mentre lui veniva. In più quel cretino era convinto di riuscire a capire cosa il proprio cane dicesse e finiva col raccontare che tutte le volte che Pocky lo fissava, lo faceva ricordando quanto fosse bello Fujigaya mentre raggiungeva il piacere. Giusto perché il solo padrone maniaco non era abbastanza.
“E’ soltanto un cane Tai-chan, non ti salterà addosso”
“Basti tu per quello”
“Non mi dire che non ti piace quando lo faccio…”
Il tono della sua voce era malizioso e dire che il più piccolo aveva mormorato quel “Basti tu” più per imbarazzo che altro, ma doveva arrivare a prevedere quella reazione da parte di Kitayama, era una parte spiccata della sua personalità, si divertiva a dirgli cose all’apparenza innocenti che poi si trasformavano sempre in allusioni sessuali.
Avvertendo un braccio del più grande passargli da spalla a spalla, Taisuke si voltò verso di lui vedendolo sogghignare; si divertiva a vederlo rosso a quel modo, eh? Chissà che diavolo passava nella sua mente in quel momento, conoscendolo nulla di casto.
“Sei carino quando arrossisci, sai?”
“Me l’hai detto anche la prima volta che ci hai provato con me”
“Ahh, sto diventando troppo ripetitivo allora? Se preferisci eviterò di fartelo notare ogni volta che diventi un pomodoro~”
“N-no…mi piace quando lo dici..”
In fondo era una cosa carina, no? Anche se spesso metteva il broncio quando Hiromitsu glielo diceva.
Ed era vero che fin dalla prima volta che ci aveva provato con lui, non aveva fatto altro che ripetergli quanto fosse carino con quel colorito leggero sul viso, diceva anche che gli ricordava una ragazza ed una volta Taisuke gli aveva rovesciato la propria bevanda addosso, gridandogli di andarsi a cercare due tette invece che illuderlo. Se ci ripensava gli veniva persino da ridere, era sempre stato geloso del compagno, forse in modo troppo ossessivo, ma quella gelosia in gran parte era dovuta all’insicurezza che provava. Non si riteneva bello, carino si, ed aveva sempre creduto che prima o poi qualcuno migliore di lui avrebbe potuto attirare l’attenzione del più grande, così quando notava qualcosa di strano attorno a sé iniziava a scattare come una molla, per sua fortuna Hiro non si era mai arrabbiato più di tanto, forse perché capiva come poteva sentirsi.
“Ti amo Taisuke.”
Ed era così serio mentre glielo diceva, cosa che aveva fatto bloccare il respiro nella gola di Fujigaya.
Hiromitsu era quel tipo di persona che scherzava in continuazione, spesso allegro ed abbastanza tendente all’idiozia, ma quando diventava serio stava a significare che quella cosa contava davvero tanto per lui e il più piccolo rimaneva sempre sorpreso a quel cambio di attitudine. Però poi era felice di rientrare tra le poche cose degne di nota e di serietà.
“Ti amo anche io Hiro”
Prima che si piegasse per baciare il compagno, sentì il taxista urlare un: “Siamo quasi arrivati” impedendogli di abbassarsi ancora di più, forse quell’uomo voleva evitare di vedere due maschi baciarsi, perché dalla voce che aveva fatto non sembrava per niente contento di tutto quel flirtare nella propria auto.
Le labbra dell’altro erano al suo orecchio e Taisuke cominciò a ridacchiare leggermente, gli stava dicendo quanto fosse geloso quel taxista perché probabilmente lui non aveva nessuno con cui stare la notte, dopo il turno, e quindi voleva evitare di vedere una coppia felice dirsi determinate cose.
“E’ quella la nave?”
Fujigaya aveva puntato quella più piccola delle due che vedeva, Hiro mica poteva aver preso dei biglietti per quella grande, vero? Come minimo ci sarebbe voluto un mutuo per prenderne uno, figurarsi due!
“No, è quella!”
Non era possibile, si rifiutava di crederlo, eppure, il dito di Kitayama stava indicando quell’enorme nave da crociera, magari c’era una piccola navetta che non aveva notato mentre il più grande si.
Era sicuro di avere un’espressione confusa, dato che l’altro lo stava guardando con un sorriso beffardo sul volto, era pure soddisfatto! Ok, non si era affatto sbagliato, la nave che dovevano prendere era sul serio quella gigantesca.
“Q-quanto ti sono costati quei biglietti?”
Non che volesse fargli i conti in tasca, ma Taisuke pensava di non meritarsi tutto quello e dire che non aveva ancora visto dove avrebbero dormito, ma se il guscio fosse stato solo la metà del lusso che c’era all’interno, si sarebbe sentito ancora di più a disagio e sorpreso.
“Secondo te sono tanto scemo da dirtelo~?”
“Ma Hiromii…quella nave è enorme!”
“E non hai ancora visto niente”
“Che ho fatto di buono per meritarmi uno come te, eh?”
“Me lo dovrei chiedere più io di te, sai?”
Il compagno non aveva la minima idea di quanto valesse, di quanto fosse una persona speciale.
Si atteggiava spesso a quello sicuro di sé, quello che non doveva chiedere mai nulla perché ce la faceva per conto proprio, soprattutto nel lavoro. Taisuke inizialmente lo aveva giudicato in modo sbagliato, lo credeva un pallone gonfiato già convinto di portarselo a letto al primo appuntamento, ma poi era riuscito a conoscerlo meglio e non aveva potuto fare a meno di innamorarsene, perché Hiromitsu era dolce.
Era attento a tutto quello che capitava a Fujigaya, quando c’era qualcosa di brutto cercava sempre di farlo stare bene, anche quando il più piccolo non aveva ottenuto la promozione che tanto voleva, Hiro lo aveva tirato su di morale facendolo divertire come meglio poteva.
“Vedrai quant’è bella la camera!”
Pagarono il taxista prendendolo in giro di nuovo, il più grande aveva leccato il suo collo per provocare quell’uomo.
“Chissà se anche mio padre reagirà allo stesso modo…”
“Non ci pensare dai, ci dobbiamo divertire, ricordi?”
Annuì decidendo di dare ascolto all’altro, aveva ancora altro tempo per cercare un modo decente per svelare la propria storia ai suoi.
Afferrando una delle valigie seguì il compagno verso l’imbarcazione, la maggior parte dei loro bagagli era finita nelle mani dei facchini e probabilmente li avrebbe ritrovati direttamente in cabina; sembrava che Kitayama avesse pensato proprio a tutto, eh? Persino a come non faticare.
Più si avvicinavano a quella cosa enorme, più lui si sentiva piccolo ed emozionato, gli sembrava di essere tornato bambino, magari nel giorno di Natale, ma vedere quella grossa nave da crociera, così lussuosa ed assortita, gli faceva brillare gli occhi. Era come se gli stessero dando un grosso pacchetto di caramelle e lui potesse mangiarsele tutte in santa pace.
Poteva vedere la gente a bordo salutare in modo casuale chiunque rimanesse a terra, gli sembrava tanto una scena di qualche film, uno di quelli in cui le persone partivano e si mettevano a salutare perfetti estranei solamente perché chiunque lo faceva. Da dove stava in quel momento, non riusciva a vedere l’interno della nave ovviamente, ma neanche il ponte e tutto il resto, non se ne intendeva molto alla fine, quindi non vedeva l’ora di salire per poter curiosare meglio e discuterne con Hiromitsu, che tanto lo avrebbe ascoltato senza lamentarsi.
“Lascia la valigia a quel ragazzo Tai-chan”
“U-uhm”
Non era molto contento di lasciare il proprio bagaglio a qualcun altro, ma Hiromitsu gli aveva detto di fare a quel modo e quindi non protestò neanche per un attimo; poteva stare tranquillo, no? Nessuno si sarebbe messo a frugare tra le sue cose, almeno così sperava, perché oltre ai vestiti aveva pensato bene di portare qualcosa per intrattenersi col compagno nei momenti di riposo.
Sentendosi ancora un po’ spaesato, Taisuke afferrò la mano di Hiro stringendola forte nella propria, non voleva di certo perdersi con tutto quel caos.
“Vuoi salutare anche tu mentre la nave salpa?”
“Davvero possiamo?”
Sapeva di aver sgranato gli occhi, tanto da farli sembrare più grandi del normale, ma l’altro sapeva quanto fosse peggio dei bambini per certi versi, ecco perché lo stava sempre ad assecondare. Hiro voleva solamente vederlo felice.
Sfregandogli le mani sulle le spalle, il più grande lo spinse delicatamente verso le ringhiere ai lati della nave e Fujigaya riuscì a vedere la nave salpare davvero. Udiva i motori cominciare ad attivarsi e timidamente lui iniziò a salutare a casaccio chiunque fosse rimasto a terra; sentiva lo sguardo di Kitayama su di sé e quello non fece altro che farlo arrossire ancora di più. Le prime volte gli aveva chiesto come mai lo fissasse così tanto quando faceva qualcosa, lui gli aveva sempre risposto perché gli piaceva guardarlo, perché lo trovava bello e doveva rendersi conto di non stare sognando. Era strano come certe parole uscissero facilmente dalla bocca di Kitayama Hiromitsu.
“Pronto per vedere dove dormiremo, per dire, nelle prossime due settimane?”
“S-si!”
Muovendosi tra quell’ammasso di gente, senza mai lasciare la mano di Kitayama, Taisuke finì addosso ad un uomo più grosso di lui e gli chiese scusa sorridendo leggermente. Perché quella persona lo stesse guardando con quell’espressione di disprezzo non lo capiva mica, si era scusato, che diavolo aveva da fissarlo a quel modo?
“Che c’è Taipi?”
“Quel tipo…Hai visto come mi ha guardato?”
“Sarà stato geloso~”
Che razza di gente che c’era in giro però…sperava che non tutti i passeggeri fossero così arroganti, a lui piaceva socializzare con la gente, gli dicevano sempre che se possibile avrebbe conversato pure coi muri, Hiro lo chiamava spesso “Mitraglietta” perché Taisuke aveva il vizio di parlare a raffica.
Aveva pure la sensazione di aver perso qualcosa, magari nell’urto con quella sottospecie di persona, i soldi che aveva sistemato nella tasca della giacca erano caduti da qualche parte e di sicuro non li avrebbe più trovati. La cosa più importante era non perdere il portafoglio, più che altro perché non voleva essere scambiato per un clandestino o qualcosa di simile.
Dopo aver salito le rampe di scale che portavano verso l’alto, aveva la sensazione di poter capitare in una sorta di suite, arrivarono nella loro cabina e Hiromitsu si voltò verso di lui sorridendo. Sarebbe rimasto sorpreso, vero? L’altro stampava sul volto quel sorriso ogni volta che gli faceva una sorpresa.
“Non ci credo…p-possiamo permettercela Hiro-chan?”
Insomma, quella cabina era enorme, aveva un grande lampadario di cristallo appeso sul tetto, per non parlare poi della tappezzeria lussuosa e della piscina idromassaggio nel mezzo della stanza. Come poteva essere la zona notte? Se il resto era così, non osava pensare a come potesse essere quello che ancora non aveva visto.
Il più grande gli diede una pacca sul sedere e Fujigaya arrossì immediatamente; non gli aveva ancora risposto.
“Se siamo qua, che ne dici?”
“E’…non riesco nemmeno a parlare”
“Fujigaya Taisuke è rimasto senza parole? Sono stato bravo allora!”
L’unico che riusciva a fargli perdere le parole era lui, ma non lo faceva soltanto con le cose grandi come quella crociera, lo faceva anche e soprattutto con le cose quotidiane, piccole, erano quelle azioni che gli facevano capire quanto il più grande lo amasse.
Come si era aspettato poi, le loro valigie stavano già là, i facchini dovevano aver portato tutto mentre la nave salpava, chissà dov’erano gli armadi, voleva disfare ogni cosa per non pensarci durante gli altri giorni, prima avrebbero sistemato le loro cose, prima avrebbero potuto farsi un giro per la nave.
“Hai visto la piscina idromassaggio nel mezzo~?”
Lo sapeva che l’avrebbe puntata come prima cosa, sapeva pure a cosa stesse pensando, lo conosceva così bene che delle volte Hiro non aveva neanche bisogno di finire i propri discorsi, tanto Taisuke li aveva conclusi mentalmente prima di lui.
Attaccandosi al più grande, gli avvolse il collo unendo le proprie mani alla base di esso, aveva preso a giocare con qualche ciocca dei suoi capelli e lo sentì tremare leggermente a quel tocco; sapeva quanto fosse sensibile in quella zona e molto spesso si divertiva a stuzzicarlo in quel punto ed in quelli vicini.
“Perché non disfiamo le valigie prima e poi ci mettiamo a fare tutto quello che vuoi?”
“Tutto tutto? Ma proprio tutto?”
Lo sguardo di Kitayama era pieno di malizia, così come la sua voce e le mani che stavano lentamente andando verso il sedere del più piccolo confermavano tutto quello che in mente aveva.
Taisuke inclinò la testa in modo lieve verso sinistra, stava pensando a come rispondere a quella domanda, anche se poi le opzioni erano abbastanza ovvie e variavano dal “si” al “di sicuro”.
“Quanto sei carino quando stai così!”
“Hiromii! Le mani!”
Quel cretino aveva pensato bene di infilare le proprie mani dentro i pantaloni di Fujigaya e lo aveva fatto in modo del tutto normale! Delle volte aveva la sensazione di stare con un Polpo, non con una persona.
“Rispondi alla domanda Tai-chan~”
“Uhm, se mi aiuti con le valigie, faremo tutto quello che vorrai..anche sesso nell’idromassaggio!”
“Valigie, stiamo arrivando!!”
Vedendo l’entusiasmo di Hiromitsu all’idea della ricompensa che avrebbe ottenuto dopo la fatica, Taisuke sorrise felice; stava bene insieme a quello zuccone, talmente tanto che non poteva immaginare la propria vita senza di lui. Sarebbe morto senza un pezzo di anima.
Titolo: Burden Of Sacrifice
Genere: AU/Angst/Emo/EATrattiStupida?XDD
Fandom: Kis-My-Ft2
Pairing: Kitayama Hiromitsu x Fujigaya Taisuke
Raiting: NC-17 (così Hiro sarà felice XDD)
Disclamers: Non sono miei manco loro e blablabla, altrimenti mi guarderei un porno dal vivo, mica ci scriverei u_u
Note: Il prologo si svolge nel "presente", come l'epilogo una volta che l'avrò fatto XD, mentre il resto della fic nel passato *_*!
“Taisuke, siamo in ritardo!”
“Lo so, lo so, ma non riesco a chiudere la valigia!”
Te l’avevo detto di non portare così tanta roba.
Sapeva che lo avrebbe detto, come ogni volta che dovevano partire e a Taisuke non si chiudeva la valigia, ma stavolta era differente, era tutto programmato. Il suo bagaglio non aveva nessunissimo problema, si era chiuso quasi subito, Fujigaya lo stava usando come scusa per far entrare Hiromitsu in camera in modo da potergli parlare per bene prima di prendere il taxi. Se solo quel nano si fosse avviato verso la camera da letto fin da subito invece di lamentarsi, sarebbe stato meglio.
“Te l’avevo detto di non portare così tanta roba”
“Puoi venire a darmi una mano?”
Mentre gli parlava si stava sistemando i capelli allo specchio, voleva essere perfetto per lui.
A volte aveva avuto paura che se non fosse stato al meglio, Hiro lo avrebbe lasciato da solo, fortunatamente non era mai successo, neanche quando si era beccato la febbre ed il più grande era stato costretto a soffiargli il naso.
Quando sentì dei passi avvicinarsi, Taisuke si portò vicino alla valigia facendo finta di lottarci, doveva mantenere viva quella farsa alla fine; era una fatica essere il compagno dell’uomo più testardo e lento del mondo.
“Il taxista ci uccid-“
Il compagno non aveva potuto finire la propria frase di lamentela perché lui gli aveva piantato una mano sulla bocca, aveva bisogno che rimanesse in silenzio, non che gli mettesse fretta lamentandosi del taxi.
Il giorno in cui Hiromitsu aveva mostrato quei biglietti, il più piccolo era stato un po’ freddo inizialmente e si era accorto di quanto ci fosse rimasto male l’altro, così aveva deciso di farsi perdonare confessandogli quanto fosse felice di trascorrere due settimane con lui.
“V-volevo dirti quanto sono felice di questo viaggio, quanto la sola idea di stare lontano da tutti per due settimane mi renda felice. Ma la cosa più importante è l’essere con te…stare soltanto con te e nessun altro.”
Sentì la lingua di Kitayama passare sul palmo della sua mano e la prese come una richiesta di libertà, così la tolse da dove stava.
Hiro lo stava guardando senza dire una parola e si preoccupò; e se avesse sbagliato a fargli tutto quel discorso?
Se l’altro l’aveva trovato stupido e patetico?
Non riusciva a guardarlo in volto a quel modo, quindi girò la testa da un’altra parte finchè non sentì due mani posarsi sulle proprie guance.
“Saranno le due settimane migliori della nostra vita Taisuke, te lo prometto~”
“Hiro-chan…”
Avrebbe voluto dirgli molto di più, sentiva come se le parole che gli rivolgeva non fossero mai abbastanza, ma nulla era arrivato alla sua mente, si piegò semplicemente su di lui dandogli un bacio dolce, sperava che quel gesto potesse ricoprire ogni parola mancata.
“Adesso però dobbiamo andare, mica vorrai perdere la nave, eh?”
“N-no!”
Fujigaya afferrò la valigia dal letto e vide Kitayama sorridere, aveva capito che era stata tutta una scusa, vero?
Dando un’ultima occhiata al loro appartamento, chiuse la porta pronto a godersi quelle due settimane di libertà, non stava più nella pelle.
Voleva vedere quella nave.
Voleva sapere come fosse fatta la loro cabina.
Persino il resto dei passeggeri lo incuriosiva!
“Hai chiamato i tuoi?”
“No, lo farò una volta sulla nave”
Anche se pensava di non farlo.
Taisuke non era bravo a mentire, se avesse detto di dover partire da solo i genitori non gli avrebbero mai creduto, avrebbero capito immediatamente che c’era qualcosa sotto e non aveva nessuna intenzione di rovinarsi la vacanza a causa delle loro domande, era grande abbastanza da prendere delle decisioni senza metterli al corrente.
“Hai lasciato Pocky da tua madre?”
“Si~ ha detto che gli mancheranno le tue coccole e anche i tuoi gemiti~”
L’ultimo pezzo di frase gliel’aveva detto in un orecchio, era stato un bisbiglio leggero, quasi un sospiro, ma Taisuke aveva udito tutto alla perfezione ed era arrossito, talmente tanto da sembrare un pomodoro.
Una volta era successo che Pocky fosse nella loro stanza mentre facevano sesso e Hiro continuava a tirare fuori quella storia, sapendo bene quant’era stato imbarazzante sentire il cane abbaiare mentre lui veniva. In più quel cretino era convinto di riuscire a capire cosa il proprio cane dicesse e finiva col raccontare che tutte le volte che Pocky lo fissava, lo faceva ricordando quanto fosse bello Fujigaya mentre raggiungeva il piacere. Giusto perché il solo padrone maniaco non era abbastanza.
“E’ soltanto un cane Tai-chan, non ti salterà addosso”
“Basti tu per quello”
“Non mi dire che non ti piace quando lo faccio…”
Il tono della sua voce era malizioso e dire che il più piccolo aveva mormorato quel “Basti tu” più per imbarazzo che altro, ma doveva arrivare a prevedere quella reazione da parte di Kitayama, era una parte spiccata della sua personalità, si divertiva a dirgli cose all’apparenza innocenti che poi si trasformavano sempre in allusioni sessuali.
Avvertendo un braccio del più grande passargli da spalla a spalla, Taisuke si voltò verso di lui vedendolo sogghignare; si divertiva a vederlo rosso a quel modo, eh? Chissà che diavolo passava nella sua mente in quel momento, conoscendolo nulla di casto.
“Sei carino quando arrossisci, sai?”
“Me l’hai detto anche la prima volta che ci hai provato con me”
“Ahh, sto diventando troppo ripetitivo allora? Se preferisci eviterò di fartelo notare ogni volta che diventi un pomodoro~”
“N-no…mi piace quando lo dici..”
In fondo era una cosa carina, no? Anche se spesso metteva il broncio quando Hiromitsu glielo diceva.
Ed era vero che fin dalla prima volta che ci aveva provato con lui, non aveva fatto altro che ripetergli quanto fosse carino con quel colorito leggero sul viso, diceva anche che gli ricordava una ragazza ed una volta Taisuke gli aveva rovesciato la propria bevanda addosso, gridandogli di andarsi a cercare due tette invece che illuderlo. Se ci ripensava gli veniva persino da ridere, era sempre stato geloso del compagno, forse in modo troppo ossessivo, ma quella gelosia in gran parte era dovuta all’insicurezza che provava. Non si riteneva bello, carino si, ed aveva sempre creduto che prima o poi qualcuno migliore di lui avrebbe potuto attirare l’attenzione del più grande, così quando notava qualcosa di strano attorno a sé iniziava a scattare come una molla, per sua fortuna Hiro non si era mai arrabbiato più di tanto, forse perché capiva come poteva sentirsi.
“Ti amo Taisuke.”
Ed era così serio mentre glielo diceva, cosa che aveva fatto bloccare il respiro nella gola di Fujigaya.
Hiromitsu era quel tipo di persona che scherzava in continuazione, spesso allegro ed abbastanza tendente all’idiozia, ma quando diventava serio stava a significare che quella cosa contava davvero tanto per lui e il più piccolo rimaneva sempre sorpreso a quel cambio di attitudine. Però poi era felice di rientrare tra le poche cose degne di nota e di serietà.
“Ti amo anche io Hiro”
Prima che si piegasse per baciare il compagno, sentì il taxista urlare un: “Siamo quasi arrivati” impedendogli di abbassarsi ancora di più, forse quell’uomo voleva evitare di vedere due maschi baciarsi, perché dalla voce che aveva fatto non sembrava per niente contento di tutto quel flirtare nella propria auto.
Le labbra dell’altro erano al suo orecchio e Taisuke cominciò a ridacchiare leggermente, gli stava dicendo quanto fosse geloso quel taxista perché probabilmente lui non aveva nessuno con cui stare la notte, dopo il turno, e quindi voleva evitare di vedere una coppia felice dirsi determinate cose.
“E’ quella la nave?”
Fujigaya aveva puntato quella più piccola delle due che vedeva, Hiro mica poteva aver preso dei biglietti per quella grande, vero? Come minimo ci sarebbe voluto un mutuo per prenderne uno, figurarsi due!
“No, è quella!”
Non era possibile, si rifiutava di crederlo, eppure, il dito di Kitayama stava indicando quell’enorme nave da crociera, magari c’era una piccola navetta che non aveva notato mentre il più grande si.
Era sicuro di avere un’espressione confusa, dato che l’altro lo stava guardando con un sorriso beffardo sul volto, era pure soddisfatto! Ok, non si era affatto sbagliato, la nave che dovevano prendere era sul serio quella gigantesca.
“Q-quanto ti sono costati quei biglietti?”
Non che volesse fargli i conti in tasca, ma Taisuke pensava di non meritarsi tutto quello e dire che non aveva ancora visto dove avrebbero dormito, ma se il guscio fosse stato solo la metà del lusso che c’era all’interno, si sarebbe sentito ancora di più a disagio e sorpreso.
“Secondo te sono tanto scemo da dirtelo~?”
“Ma Hiromii…quella nave è enorme!”
“E non hai ancora visto niente”
“Che ho fatto di buono per meritarmi uno come te, eh?”
“Me lo dovrei chiedere più io di te, sai?”
Il compagno non aveva la minima idea di quanto valesse, di quanto fosse una persona speciale.
Si atteggiava spesso a quello sicuro di sé, quello che non doveva chiedere mai nulla perché ce la faceva per conto proprio, soprattutto nel lavoro. Taisuke inizialmente lo aveva giudicato in modo sbagliato, lo credeva un pallone gonfiato già convinto di portarselo a letto al primo appuntamento, ma poi era riuscito a conoscerlo meglio e non aveva potuto fare a meno di innamorarsene, perché Hiromitsu era dolce.
Era attento a tutto quello che capitava a Fujigaya, quando c’era qualcosa di brutto cercava sempre di farlo stare bene, anche quando il più piccolo non aveva ottenuto la promozione che tanto voleva, Hiro lo aveva tirato su di morale facendolo divertire come meglio poteva.
“Vedrai quant’è bella la camera!”
Pagarono il taxista prendendolo in giro di nuovo, il più grande aveva leccato il suo collo per provocare quell’uomo.
“Chissà se anche mio padre reagirà allo stesso modo…”
“Non ci pensare dai, ci dobbiamo divertire, ricordi?”
Annuì decidendo di dare ascolto all’altro, aveva ancora altro tempo per cercare un modo decente per svelare la propria storia ai suoi.
Afferrando una delle valigie seguì il compagno verso l’imbarcazione, la maggior parte dei loro bagagli era finita nelle mani dei facchini e probabilmente li avrebbe ritrovati direttamente in cabina; sembrava che Kitayama avesse pensato proprio a tutto, eh? Persino a come non faticare.
Più si avvicinavano a quella cosa enorme, più lui si sentiva piccolo ed emozionato, gli sembrava di essere tornato bambino, magari nel giorno di Natale, ma vedere quella grossa nave da crociera, così lussuosa ed assortita, gli faceva brillare gli occhi. Era come se gli stessero dando un grosso pacchetto di caramelle e lui potesse mangiarsele tutte in santa pace.
Poteva vedere la gente a bordo salutare in modo casuale chiunque rimanesse a terra, gli sembrava tanto una scena di qualche film, uno di quelli in cui le persone partivano e si mettevano a salutare perfetti estranei solamente perché chiunque lo faceva. Da dove stava in quel momento, non riusciva a vedere l’interno della nave ovviamente, ma neanche il ponte e tutto il resto, non se ne intendeva molto alla fine, quindi non vedeva l’ora di salire per poter curiosare meglio e discuterne con Hiromitsu, che tanto lo avrebbe ascoltato senza lamentarsi.
“Lascia la valigia a quel ragazzo Tai-chan”
“U-uhm”
Non era molto contento di lasciare il proprio bagaglio a qualcun altro, ma Hiromitsu gli aveva detto di fare a quel modo e quindi non protestò neanche per un attimo; poteva stare tranquillo, no? Nessuno si sarebbe messo a frugare tra le sue cose, almeno così sperava, perché oltre ai vestiti aveva pensato bene di portare qualcosa per intrattenersi col compagno nei momenti di riposo.
Sentendosi ancora un po’ spaesato, Taisuke afferrò la mano di Hiro stringendola forte nella propria, non voleva di certo perdersi con tutto quel caos.
“Vuoi salutare anche tu mentre la nave salpa?”
“Davvero possiamo?”
Sapeva di aver sgranato gli occhi, tanto da farli sembrare più grandi del normale, ma l’altro sapeva quanto fosse peggio dei bambini per certi versi, ecco perché lo stava sempre ad assecondare. Hiro voleva solamente vederlo felice.
Sfregandogli le mani sulle le spalle, il più grande lo spinse delicatamente verso le ringhiere ai lati della nave e Fujigaya riuscì a vedere la nave salpare davvero. Udiva i motori cominciare ad attivarsi e timidamente lui iniziò a salutare a casaccio chiunque fosse rimasto a terra; sentiva lo sguardo di Kitayama su di sé e quello non fece altro che farlo arrossire ancora di più. Le prime volte gli aveva chiesto come mai lo fissasse così tanto quando faceva qualcosa, lui gli aveva sempre risposto perché gli piaceva guardarlo, perché lo trovava bello e doveva rendersi conto di non stare sognando. Era strano come certe parole uscissero facilmente dalla bocca di Kitayama Hiromitsu.
“Pronto per vedere dove dormiremo, per dire, nelle prossime due settimane?”
“S-si!”
Muovendosi tra quell’ammasso di gente, senza mai lasciare la mano di Kitayama, Taisuke finì addosso ad un uomo più grosso di lui e gli chiese scusa sorridendo leggermente. Perché quella persona lo stesse guardando con quell’espressione di disprezzo non lo capiva mica, si era scusato, che diavolo aveva da fissarlo a quel modo?
“Che c’è Taipi?”
“Quel tipo…Hai visto come mi ha guardato?”
“Sarà stato geloso~”
Che razza di gente che c’era in giro però…sperava che non tutti i passeggeri fossero così arroganti, a lui piaceva socializzare con la gente, gli dicevano sempre che se possibile avrebbe conversato pure coi muri, Hiro lo chiamava spesso “Mitraglietta” perché Taisuke aveva il vizio di parlare a raffica.
Aveva pure la sensazione di aver perso qualcosa, magari nell’urto con quella sottospecie di persona, i soldi che aveva sistemato nella tasca della giacca erano caduti da qualche parte e di sicuro non li avrebbe più trovati. La cosa più importante era non perdere il portafoglio, più che altro perché non voleva essere scambiato per un clandestino o qualcosa di simile.
Dopo aver salito le rampe di scale che portavano verso l’alto, aveva la sensazione di poter capitare in una sorta di suite, arrivarono nella loro cabina e Hiromitsu si voltò verso di lui sorridendo. Sarebbe rimasto sorpreso, vero? L’altro stampava sul volto quel sorriso ogni volta che gli faceva una sorpresa.
“Non ci credo…p-possiamo permettercela Hiro-chan?”
Insomma, quella cabina era enorme, aveva un grande lampadario di cristallo appeso sul tetto, per non parlare poi della tappezzeria lussuosa e della piscina idromassaggio nel mezzo della stanza. Come poteva essere la zona notte? Se il resto era così, non osava pensare a come potesse essere quello che ancora non aveva visto.
Il più grande gli diede una pacca sul sedere e Fujigaya arrossì immediatamente; non gli aveva ancora risposto.
“Se siamo qua, che ne dici?”
“E’…non riesco nemmeno a parlare”
“Fujigaya Taisuke è rimasto senza parole? Sono stato bravo allora!”
L’unico che riusciva a fargli perdere le parole era lui, ma non lo faceva soltanto con le cose grandi come quella crociera, lo faceva anche e soprattutto con le cose quotidiane, piccole, erano quelle azioni che gli facevano capire quanto il più grande lo amasse.
Come si era aspettato poi, le loro valigie stavano già là, i facchini dovevano aver portato tutto mentre la nave salpava, chissà dov’erano gli armadi, voleva disfare ogni cosa per non pensarci durante gli altri giorni, prima avrebbero sistemato le loro cose, prima avrebbero potuto farsi un giro per la nave.
“Hai visto la piscina idromassaggio nel mezzo~?”
Lo sapeva che l’avrebbe puntata come prima cosa, sapeva pure a cosa stesse pensando, lo conosceva così bene che delle volte Hiro non aveva neanche bisogno di finire i propri discorsi, tanto Taisuke li aveva conclusi mentalmente prima di lui.
Attaccandosi al più grande, gli avvolse il collo unendo le proprie mani alla base di esso, aveva preso a giocare con qualche ciocca dei suoi capelli e lo sentì tremare leggermente a quel tocco; sapeva quanto fosse sensibile in quella zona e molto spesso si divertiva a stuzzicarlo in quel punto ed in quelli vicini.
“Perché non disfiamo le valigie prima e poi ci mettiamo a fare tutto quello che vuoi?”
“Tutto tutto? Ma proprio tutto?”
Lo sguardo di Kitayama era pieno di malizia, così come la sua voce e le mani che stavano lentamente andando verso il sedere del più piccolo confermavano tutto quello che in mente aveva.
Taisuke inclinò la testa in modo lieve verso sinistra, stava pensando a come rispondere a quella domanda, anche se poi le opzioni erano abbastanza ovvie e variavano dal “si” al “di sicuro”.
“Quanto sei carino quando stai così!”
“Hiromii! Le mani!”
Quel cretino aveva pensato bene di infilare le proprie mani dentro i pantaloni di Fujigaya e lo aveva fatto in modo del tutto normale! Delle volte aveva la sensazione di stare con un Polpo, non con una persona.
“Rispondi alla domanda Tai-chan~”
“Uhm, se mi aiuti con le valigie, faremo tutto quello che vorrai..anche sesso nell’idromassaggio!”
“Valigie, stiamo arrivando!!”
Vedendo l’entusiasmo di Hiromitsu all’idea della ricompensa che avrebbe ottenuto dopo la fatica, Taisuke sorrise felice; stava bene insieme a quello zuccone, talmente tanto che non poteva immaginare la propria vita senza di lui. Sarebbe morto senza un pezzo di anima.
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Date: 2009-06-16 01:50 pm (UTC)Commento? Massì (>ω<*)
Allura, ma quanto è dolce e coccoloso Taipi? Quanto?!?!
Ovviamente Pocky è il mio personaggio preferito della ficcy dopo loro due XD Hiro è proprio un demente quanto dice certe cose ma è davvero adorabile~ lui ama Tai-chan♥♥ shi shi~
Le persone che devono andarsi a nascondere sono quel taxista e quell'energumero che rompono è__é non vi piacciono?Non li guardate, sciò è__é
Hiro è un amore~ ha preparato tutta questa sopresona per il suo amove♥ ovviamente i suoi istinti da porco non si sono assopiti XD ho adorato la scena finale quando discutono dell'idromassaggio XD senza parlare del nuovo lato di Hiro "il polpo" *rotolo dal ridere*
oh oh oh~ pure io quando troverò un ragazzo (diciamo maiXD)userò questi ricatti XD
Bello bello voglio il seguito prestoooo ヽ(^o^)ノ
E come ultima cosa, che poi la smetto, cosa scrivi? ç___ç
Io l'immagino già cosa ha inventato la tua testolina ç__ç ma non ricordarmelo che ci sto male ç__ç
Voglio Pocky che mi consola raccontandomi cosa fanno quei due ç___ç *sbava XD*
Basta, fuggo viaaa ja nè~
no subject
Date: 2009-06-16 02:14 pm (UTC)Hiro mi è uscito decisamente cretino o_o con voglia di lavorare pari a 0 XDD sempre che fa festa e porta in giro Taisuke XDD e parla con Pocky insomma, si sa, tra bestie CI SI capisce *annuisce*.
Lui darebbe la vita per il suo Tai-chan ç__ç *coff coff*. Pocky è un cane maniaco, ovviamente non poteva essere che di Hiroro XDD
L'energumeno poi tornerà anche nella fic *da spoiler* quindi odialo sempre e comunque *_*!
Ormai Hiro si prende soprannomi e associazioni con bestie come nulla XDD e non sempre sono belli eh, però con l'idromassaggio c'era da capirlo =çç=!
Per ora sono alla sesta parte ç__ç che non so se farla essere effettivamente il penultimo capitolo o_o'' *ci pensa*
Perchè anche tu lo capiresti! Proprio come il Polpo *_*!
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Date: 2009-06-16 04:40 pm (UTC)La tua risposta mif a rotolare XD *si aggiunge anche lei alla lista degli animali*
Più ti fai scappare le cose, e più mi si sta formando un'idea di come procede la storia e.. ç__ç non vogghio ç__ç
Però la DEVO leggere perchè loro due sono adorabili, Taisuke è splendido ç__ç non posso restarne lontana ç__ç aspetto paziente U__U!
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Date: 2009-06-16 07:30 pm (UTC)Ma nuu ç_ç Hiro è scappato perchè ha scoperto di essere figlio del re di Ciuccopia ç_ç e quindi è andato a prendere il proprio posto nella stirpe reale, solo che non ha potuto portare Taisuke con sè perchè era promesso ad una donna ç__ç! *scappa*
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Date: 2009-06-17 07:36 am (UTC)Hiro è un maiale XD, ma quella nave è davvero meravigliosa, mi sto chiedendo dove ha preso i soldi, non è che è immisciato in qualche losco giro?
E' davvero carina questa ficci, mi piace un sacco, posta presto *____*
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Date: 2009-06-17 09:43 am (UTC)Ha voluto fare un bel regalo a Taichan *_* tutto per arrivare ad un suo scopo *_* *da mezzi spoiler*.
In realtà è uno strozzino e usa i soldi di quei poverinii XDD *si uccide*
Graziee ç__ç mi fa piacere che ti piaccia *_* considerando che sta diventando una delle mie preferite insomma ç_ç mi riempie di orgoglio *_*
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Date: 2009-06-17 09:32 pm (UTC)"Jinny è ora fan di Pocky"
sono in super ansia per "il fattaccio" e odio l'energumeno!!
L'ultima scena mi ha fatta morireeee Kawacipperrimi al cubo!!
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Date: 2009-06-17 09:51 pm (UTC)L'energumeno è passato due secondi e già tutte lo odiateee XDD é Yokoo! *non è vero XDD però dovete odiarlo allo stesso modo XD*
Mi sento cattiva per il fattaccioo ç__ç avevo pure pensato di cambiarlo per la pena che mi fa Hiroro XDD.
Lui voleva usare l'idromassaggio!!
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Date: 2009-06-17 10:17 pm (UTC)*dice quella che ha eliminato una buona parte di jimusho nella storia che sta postando...*