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Per la vostra somma gioia XDD ecco a voi il capitolo in cui è presente il fattaccio *scappa*, non date la colpa a me, ma ai pirati che hanno deciso di prendere possesso della nave XD e ovviamente non potevano non prendersela con Taisuke e Hiro *coff*.
Non sono molto sicura di com'è venuto questo capitolo, perchè sono abbastanza negata con le scene emo e tristi, quindi se è piattuccia scusatemi tanto ç__ç ma ci ho provato almeno *scappa*.

Titolo: Burden Of Sacrifice
Genere: AU/Angst/Emo/EATrattiStupida?XDD
Fandom: Kis-My-Ft2
Pairing: Kitayama Hiromitsu x Fujigaya Taisuke
Raiting: NC-17 (così Hiro sarà felice XDD)
Disclamers: Non sono miei manco loro e blablabla, altrimenti mi guarderei un porno dal vivo, mica ci scriverei u_u
Note: Il prologo si svolge nel "presente", come l'epilogo una volta che l'avrò fatto XD, mentre il resto della fic nel passato *_*!

“Sono tutti qua?”

“Si, gli altri hai pensato bene di ucciderli…”

“Stavano scappando, non è stata colpa mia.”

Quando Taisuke riaprì gli occhi, dal rumore che stava sentendo attorno a sé, vide il volto di Hiromitsu rilassarsi immediatamente, sembrava preoccupato di qualcosa; che gli era successo? L’unica cosa che ricordava era un tizio che lo tirava per un braccio, poi un sacco di grida e dopo una gran botta alla testa, da lì in poi i suoi ricordi sparivano.

“Stai bene?”

“Mi fa un po’ male la testa..”

Il più grande aveva una scia di sangue che gli stava scivolando sulla guancia, probabilmente aveva ricevuto un colpo alla fronte dato che pure la tempia era attraversata dallo stesso rivolo.
Taisuke portò la mano sul volto di Hiro, stava toccando il sangue sulla sua pelle ed una strana stretta allo stomaco lo colpì; perché aveva quella brutta sensazione toccando il più grande? Non gli era mai successo, era come se sentisse che qualcosa di terribile stava per accadere, come se quella fosse l’ultima volta che potesse toccare l’altro..ma non era possibile, giusto? Aveva soltanto una semplice e banale ferita alla testa, per quanto ne sapeva non poteva procurare troppi danni.

“Sto bene Tai-chan”

“Sicuro?”

“Si, è solo uno sgraffio”

Vedendolo sorridere, Fujigaya gli afferrò la mano portandosi ancora di più contro di lui.
Cercava in tutti i modi di accantonare quella brutta sensazione, ma più gli stava vicino, più quella cosa aumentava, se possibile era ancora più spaventato.
Si guardò in giro, tutte quelle persone ammassate agli angoli della sala, impaurite e congelate al proprio posto, sembravano tante pietre e quello lo terrorizzava, stava a significare che quella situazione era molto più grave di quel che vedeva.

“Andrà tutto bene, capito?”

“Uhm”

Non era molto convinto, ma strinse ancora più forte la mano di Hiromitsu, come per dirgli che si fidava, nonostante poi avesse qualche dubbio.

Il primo uomo con la pistola era lo stesso a cui era andato addosso appena salpati, se lo ricordava bene perché gli aveva messo una strana paura dentro.
Quello che non aveva capito quel giorno era il motivo per cui aveva provato quella sensazione, adesso però qualcosa in mente gli si stava formando.

“Voi due piccioncini, avete finito? Piccoli scherzi della natura”

“La natura non ha fatto un buon lavoro neanche con te.”

“Hiro…”

Non voleva che Kitayama si mettesse nei guai, non gli piaceva il tono di quel tipo, provocarlo non avrebbe portato a nulla, se non renderlo ancora più arrabbiato.
Il secondo uomo sembrava meno impulsivo dell’energumeno, anche più spaventato, forse non voleva che tutto quello capitasse?
Da come teneva il fucile riusciva a percepire una certa insicurezza.

“Prendi la mogliettina!”

“Avevi detto ch-“

“Prendilo e basta!”

Quel tipo lo afferrò più delicatamente, cosa che dava altri indizi alla sua teoria, ma di sicuro non lo rendeva innocente.
Fujigaya deglutì sentendo la canna fredda di una pistola contro di sé, gliela aveva puntata alla gola con mano fredda, doveva essere piuttosto convinto di quello che faceva.
Sentiva il proprio corpo tremare, cercava di non farlo, ma come al solito quello stupido coso faceva come voleva.

“Piantala di tremare mogliettina!”

Uno schiaffo raggiunse il suo volto e con la coda dell’occhio vide Hiromitsu tentare di raggiungerlo, aveva pure gridato di lasciarlo stare, esattamente come la prima volta, quando tutta quella cosa aveva preso inizio.
Taisuke si morse il labbro per evitare di scoppiare a piangere, sapeva che avrebbe scaturito un’altra reazione violenta ed in quel caso Kitayama si sarebbe messo nel mezzo.

“Hai paura che gli faccia del male, eh? Ha tanta bella roba d’oro addosso…”

“L-lascialo”

Era una delle rare volte in cui la voce del compagno tremava, doveva essere piuttosto preoccupato per lui, Taisuke lo sapeva benissimo, l’altro avrebbe dato la vita per lui, avrebbe fatto qualsiasi cosa per proteggerlo.
La mano di quel tipo aveva spinto la pistola ancora di più contro la sua gola, ci aveva messo una certa cattiveria; perché con tutte quelle persone, quei due avevano preso di mira loro?
Era un pensiero cattivo, ma non poteva fare a meno di pensarlo.

“Vorresti proteggere la tua troietta, vero?
Vorresti evitare la mia pistola sul suo bel collo, uhm?”

Hiro aveva stretto i pugni, quella situazione lo avrebbe ucciso, Taisuke riusciva a capirlo dai suoi gesti, da come usciva la sua voce oppure semplicemente dal suo sguardo, che era fisso su di lui.

“Potrei uccidere un’altra persona al suo posto, che ne dici?”

“Tanto ci ucciderete tutti…”

“Lo prendo per un sì.”

Il rumore assordante di uno sparo spezzò il silenzio della stanza, quell’uomo aveva colpito un uomo poco distante da loro; era morto. A causa sua.

“Hi-Hiro..”

“Lascialo andare, per favore”

Con una spinta si ritrovò a terra, prima che le braccia di Kitayama lo avvolsero, se non avesse avuto così tanta paura si sarebbe sentito al sicuro.
Le braccia del compagno lo stavano stringendo forte e all’orecchio gli arrivavano le sue parole dolci, parole che tentavano di rassicurarlo, per un attimo aveva avuto la sensazione che tutto sarebbe finito presto.

“Mi date la nausea”

Chiuse gli occhi automaticamente quando vide le dita di quel tipo muoversi sul grilletto, quel colpo era diretto a lui.

Qualcosa di caldo stava scivolando sulla sua mano, che poteva essere?
Il corpo di Hiro era appoggiato del tutto su di lui, come se fosse privo di forze…non poteva essergli successo qualcosa, vero? Quel colpo non..non poteva averlo preso, era diretto a lui, non a Hiromitsu, quell’idiota non poteva averlo protetto facendosi ferire a quel modo.

“Hi-Hiro-chan…”

La voce neanche usciva dalla bocca, nessun suono lasciava le sue labbra e così provò a muoversi provando ad attirare l’attenzione del più grande; perché non gli rispondeva?
Il cuore stava per uscirgli dal petto, si sentiva scoppiare e morire, il sudore che gli scendeva sulla fronte era freddo, teneva tra e braccia il corpo del compagno pensando ad un modo per posarlo a terra senza fargli male.

“T-Tai-chan…”

“Hiro! Hiro, stai bene?”

Riuscì a sdraiarlo senza farlo sbattere, il suo vestito bianco era ricoperto di rosso, il colore del sangue che aveva perso. Non riusciva a capire dove lo avevano colpito, vedeva soltanto quel rosso contrastare con il bianco del completo.

“N-non ti preoccupare”

“Hiromii”

Afferrò la mano del più grande con la propria, mentre con l’altra gli accarezzava la fronte.
Sembrava così sofferente, aveva bisogno di un medico prima che fosse troppo tardi.

“Ha…ha bisogno di un medico!”

“Affari suoi.”

“Cosa? Gli hai sparato, non possiamo farlo morire così”

Quei due avevano iniziato a discutere, dovevano soltanto recuperare un medico, non qualche Dio.
Trovata la ferita sospirò sollevato, poteva provare a fare pressione per evitare che il sangue continuasse ad uscire, se avesse fermato l’emorragia, avrebbe potuto salvare Hiro.

“N-non provare a lasciarmi, d-devi conoscere i miei genitori”

“T-Taisuke…”

Se lo avesse perso, sarebbe morto con lui.
Taisuke non poteva vivere senza Kitayama, non avrebbe saputo affrontare la sua morte e di sicuro non avrebbe superato tutti i sensi di colpa che quella perdita avrebbe portato con sé.

“P-per favore, abbiamo un sacco di soldi, ve li posso dare in cambio di un medico”

Avrebbe dato tutto quello che aveva pur di salvare il compagno, voleva averlo ancora con sé, lo voleva presentare alla propria famiglia, voleva sposarlo ed invecchiare con lui, nessun prezzo sarebbe stato troppo.

“Smettila di piangere!”

“Chiamiamogli un medico, hai sentito no? Hanno i soldi!”

“Non importa, dobbiamo ucciderli tutti o ci faranno finire in carcere”

Continuando a premere forte sul busto di Hiromitsu, Taisuke parlava.
Gli stava dicendo tutti i loro piani per il futuro.
I viaggi che avevano fatto assieme.
Tutti i ricordi che gli venivano in mente potevano essere utili per mantenerlo sveglio, in attesa che un medico arrivasse.

“V-vi prego, ci d-dobbiamo sposare”

“Vuoi stare zitto?!”

“Dovete aiutarlo”

“Zitto o ti faccio saltare il cervello!”

Non gli importava nulla, sarebbe morto lo stesso senza il più grande.
Tutta la sua esistenza era legata a Kitayama.

“T-Taisuke…”

“Hiro-chan, Hiro-chan sono qua”

Abbassandosi su di lui, gli posò un bacio sulla fronte per poi sorridergli. Qualcosa sarebbe andata storta, lo riusciva a percepire, dentro di sé si era fatto strada un gran senso di vuoto, come se fosse rimasto solo al mondo e non sapesse cosa fare per andare avanti.

“Dobbiamo sposarci Hiromii, d-dobbiamo passare la vita insieme”

Kitayama gli strinse la mano, la sua stretta era debole e di sicuro non era un buon segno.
Il suo respiro era lento e quasi discontinuo, il più piccolo aveva paura di vederlo chiudere gli occhi e di non poter udire più la sua voce, non stava bene, non era mai stato bene.

“A-aiutatelo, vi prego”

Aveva perso il conto di quante volte aveva chiesto aiuto, aveva offerto tutto quello che possedeva per far si che gli concedessero un medico, ma quei bastardi lo avevano ignorato condannando Hiro a morte.

Un colpo di tosse del più grande catturò la sua attenzione e notò del sangue ai lati della bocca dell’altro. Era la fine, vero?
Senza alcun aiuto sarebbe stato difficile per chiunque sopravvivere.

“No, no! A-apri gli occhi Hiro, n-non mollare adesso!”

Fujigaya aveva cominciato a dare dei piccoli schiaffi sul volto di Hiromitsu, cercando di fargli aprire di nuovo gli occhi.
Non poteva lasciarlo così, non era giusto, l’altro doveva morire da vecchio, con lui, non in una nave in mezzo al nulla e non a quel modo, una persona come lui non lo meritava.
Avevano un sacco di progetti, di cose da fare e…

“Devo diventare tuo marito Hiro”

“M-moglie…”

Un sorriso si era stampato sulle sue labbra, ma non era un sorriso di gioia, era amaro…perché sapeva che non avrebbero passato la vita assieme.
Perché tutto sarebbe finito a quel modo, in quello schifo di modo.

“Ti…ti amo Hiro-chan.”

Le labbra del compagno si inclinarono leggermente, poi in un attimo tossì di nuovo sputando sangue; in quell’istante il cuore di Taisuke si era fermato, quasi non lo sentiva più, come se lo avessero strappato e gettato da qualche parte.

“Hi-Hiromii…Hiro?”

Tutta la voce che si era rifiutata di uscire fino a quel momento, aveva riempito la stanza.
Nonostante le grida, il pianto straziante e disperato, nulla poteva essere comparato al dolore che stava provando.
 

Date: 2009-07-07 02:23 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
ç__________________________ç
Brutti bastardi, spero moriate in modo atroce ç_________ç
Hiroooooooooo ç_______________ç

Un capitolo bellissimo ma... ma.... ç________________________ç

Date: 2009-07-09 05:53 am (UTC)
From: [identity profile] jinnypazza82.livejournal.com
T__________________________T Lo sapevo che l'energmeno avrebbe dovuto finire in mare la prima volta che ha urtato Taipi ... tipo per qualche strana legge fisica... sdonk, flyyy, splash! E invece no T__________T
Hirooooooooooo T_______________________________T

Date: 2009-07-11 05:48 pm (UTC)
From: [identity profile] concy.livejournal.com
T_________________T
Lo sapevo.

*è in preda alla disperazìon quindi non riesce a scrivere altro, prende fazzoletti e va in un angolino della stanza a piangere per il nano*

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