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Eccoci alla fine *___* anche questo capitolo è un pò lunghetto.
Si torna di nuovo nel passato fino ad arrivare al presente, si dovrebbe svelare tutto e i due protagonisti si chiariscono >__<
Grazie per averla letta! ^__^

Titolo: Una notte d’estate
Genere:  Mista
Pairing: Lo scoprirete solo leggendo XD
Raiting: G/PG
Desclaimer: non sono miei e bla bla bla...
Note: Questa ficcy è stata scritta di getto, fu iniziata il 12 luglio e per il 17 era già conclusa XD
A me piace tanto, anche se il paring mi è stato contestato >___<
Capitoli precedenti: Capitolo 1 - Capitolo 2 - Capitolo 3 - Capitolo 4 - Capitolo 5
- Capitolo 6

"Jun, ti va del thè freddo?"

"Si grazie."

Jun osservò il ragazzo, la sua camminata era proprio bella da vedere.

Lui era un tipo affascinante, bello, alto, carismatico, ambiguo, seducente, aveva tutti i requisiti per essere un idol.

Perso in questi pensieri non si accorse del telefono che squillava, e dell'aggressività con la quale il ragazzo rispose.

"Che cosa vuoi? Ti avevo detto di non chiamarmi più!!" quasi urlava.

"Non dirmi quello che devo fare! Ti ho cercato in questi giorni, perchè hai avuto il telefono spento?" la voce era molto infastidita.

"Volevo evitare di parlarti! Mi stai sui nervi!" non resistiva più.

"Ah si? Beh dimmi dove sei, devo vederti."

"Devi smetterla! Come devo dirtelo?" il ragazzo stata per arrivare al limite.

"No che non la smetto, vieni qui. Dobbiamo parlare." e si concluse la chiamata.

Quando Jun si destò dai suoi pensieri, vide avvicinarsi il ragazzo che, gentilmente gli porse il thè e poi, all'improvviso, lo abbracciò alle spalle.

Quest'atteggiamento era troppo strano per lui, non capiva cosa succedeva, fino a quando il corpo di lui iniziò a muoversi.

"Cosa fai?" chiese Jun incuriosito.

"Cerco una cosa."

"Beh lasciami, così ti viene meglio." non capiva perchè si ostinava a fare entrambe le cose.

"Non posso lasciarti andare, non voglio."

"Ma cosa dici?"

"Ecco questo è per te, indossalo sempre." e gli mise in mano un anello, era una fascetta semplice.

"Cos'è?" lo guardava attentamente.

"Leggi." e con un dito gli indicò l'interno dell'anello.

"Due persone sole, insieme, possono farcela." lesse Jun ad alta voce.

"Ti prego non odiarmi." disse il ragazzo alle sue spalle, che lo teneva ancora stretto.

"Perchè dovrei? E' un pensiero molto bello."

"Lo so, spero che non ti sentirai solo."

"Cosa intendi? Ci sei tu con me!" Jun sorrideva felice.

"No. Vedi.. io lunedì parto."

"Cosa? E dove vai?" il sorriso scomparve.

"Lontano." il ragazzo era sofferente.

"E quanto starai via?" stavano per arrivare le lacrime.

"Tanto, ho bisogno di allontanarmi da qui! Non resisto più."

"Ok, fai ciò che devi, ma poi torna qui." Jun cercava di esser forte.

"Non mi dici niente? Non mi urli contro?"

"Perchè dovrei?" aveva forse sbagliato a comportarsi così?

"Lo sapevo. Tu mi capisci, comprendi le mie scelte." la voce del ragazzo sembrava sollevata.

"Scusa, non capisco." era perplesso, cosa stava dicendo?

"Lui non l'accetta, mi costringe a restare qui. Io sto male, devo andarmene." spiegò il ragazzo.

"Fai ciò che ti senti, io sarò qui per te." si riferiva al suo ragazzo, ne era sicuro, il suo cuore soffriva terribilmente a quella notizia.

"Grazie." e datogli un bacio sulla guancia se ne andò.

Jun restò a lungo seduto lì, con in mano l'anello e il thè. Non poteva crederci.

Se n'era andato. Era tutta colpa di quello stupido! In questi anni non ha fatto altro che opprimerlo.

Doveva immaginarsela questa reazione, adesso entrambi lo avevano perso.

Quando l'estate finì, Jun ritornò a Tokyo, si presentò negli studi in cui si svolgevano i provini e inserì il suo nome. Era determinato ad ottenere la parte, voleva lavorare, voleva dare il meglio di sè, così lui ne sarebbe stato orgoglioso. Ma mentre si stava preparando lo incontrò.

"Oh Matsumoto, ciao. Cosa ci fai qui?" gli disse Kame guardandolo con aria di sfida.

"Mi presento per il provino." rispose con lo stesso tono.

"Eh? Ma lo sai che le parti sono state scelte tutte? Manca solo il protagonista."

"Infatti, mi presento per quello." e sfoggiò un ghigno.

"Ma scherzi?!? Per quel ruolo mi presento io!!" e gli diede una botta alla spalla.

"Non scherzo. Voglio quella parte!" contraccambiò la botta.

"Perchè? Hai già altri drama da girare!" Kame era adirato, non si dava pace.

"Voglio questo." e gli si avvicinò pericolosamente al viso.

"Qual è il tuo vero obiettivo?" Kame adesso capiva perfettamente a cosa puntava Jun.

"Lui, lo voglio solo per me, te lo porterò via. Non lo meriti." disse Jun sfidandolo apertamente.

"Bene, allora beccati questo." e con tutta la forza che aveva, Kame, affondò un duro pugno nello stomaco di Jun che rispose di conseguenza. Furono solo 5 minuti, ma sembrava che fosse durato un giorno intero, i due iniziarono a colpirsi sempre più forte. Tutto il personale era in subbuglio, non riusciva a capire cosa stesse accadendo, fino a quando non apparvero due uomini della sicurezza che divisero i due lottatori e li tennero fermi.

"Allora, cosa avete intenzione di fare?" esordì il direttore dell'emittente televisiva osservando, prima l'uno poi l'altro.

"Niente. Ci siamo lasciati andare, non accadrà più." disse Jun con aria severa.

"Non ci sarà una prossima volta, non voglio più vedere nessuno di voi due dentro questi studi, per quanto riguarda questo canale televisivo voi avete chiuso.

Non è ammissibile che due "star" come voi si accapigliano come degli adolescenti. Ricordate che qui siamo sul posto di lavoro, i fatti personali vengono mantenuti fuori. Quando si ricercano i personaggi per un nuovo drama noi puntiamo al carattere dell'attore. Vogliamo qualcuno con talento! Non esiste proprio che dei ragazzini immaturi come voi, rovinino il nostro duro lavoro. Detto questo potete anche andare, e se volete, potrete tornare solo quando sarete maturati. Ma esigo che da voi traspari tutta la vostra determinazione, il vostro talento e, soprattutto, l'amore per questo lavoro. Vi saluto." queste parole furono dette con una severità incredibile, ma allo stesso tempo con una dolcezza nascosta sotto lo sguardo del direttore, e quando concluse uscì lasciandoli a riflettere.

Dopo questo episodio, Jun si chiuse in se stesso, non riusciva più a lavorare, non era concentrato, non capiva.

Possibile che in quegl'anni lui non aveva messo tutto se stesso nel recitare?

Eppure era sicuro, aveva dato il massimo, che non bastasse?

Così un giorno decise di confidarsi con Ohno e, quando arrivarono a una soluzione, decisero di comunicarla agli Arashi e a tutto lo staff: Jun voleva prendersi una pausa, aveva bisongo di stare da solo, voleva perfezionarsi, voleva migliorare e tornare vincitore.

Dopo vari lamenti, critiche e litigi, finalmente gli fu concesso quel periodo così, fatti i bagagli, si trasferì nella sua casa in campagna, lontano da tutti e tutto.

 

- Mi senti? Jun insomma!

- Eh? Cosa? Oh, scusami.. dimmi. - per un momento si era dimenticato di essere con lui.

- Hai capito? - il ragazzo sembrava spazientito.

- Scusa.. a dire il vero non ti stavo ascoltando.

- Ho detto di rispondere al telefono!

- Chi io? Ma se non suona! - Jun non capiva.

- Appunto! Ti ho detto che vado a farmi una doccia.

- Non capisco. - era perplesso.

- Ma sei di coccio! Vado a farmi la doccia, per cui, se dovesse suonare il telefono rispondi al mio posto. - sbottò il ragazzo.

- Ah.. e dillo prima no? - e li diede una pacca in testa.

- Prim.. ehi! Stai cercando di prendermi in giro?

- No perchè? - Jun rideva di gusto.

- Ma se è due ore che ti ripeto sempre la stessa cosa!! Basta!!

- Sù, non arrabbiarti. - era troppo divertente farlo arrabbiare.

- Vado a rinfrescarmi, mi raccomando! - e si allontanò a passo svelto.

Jun, rimasto solo, cominciò a lavare i piatti e pensò al perchè di quello strano comportamento.

Di solito dopo pranzo iniziava a romperlo, andiamo qui, facciamo questo, proviamo quello.

Invece oggi aveva preferito farsi una doccia, come mai? Continuava a chiederselo quando il telefono suonò davvero.

Sorpreso, non tanto dalla chiamata, ma dalla previsione del suo amico, prese il telefono.

- Pronto? - rispose Jun.

- Jun? Sei tu? - la voce del telefono era preoccupata e sollevata al contempo.

- ... - Jun non riusciva a parlare.

- Che bello sentirti! Ero preoccupato, da quando te ne sei andato non ti sei fatto più sentire! - la voce adesso era allegra.

- Riida.. sei tu? - Jun era scioccato.

- Certo che sono io! Per fortuna quell'idiota è riuscito a trovarti! Non sapevamo più dove cercati!! - Ohno era felicissimo.

- .. Idiota? Vuoi dire che.. - Jun non poteva crederci.

- Sì, quando è tornato è venuto a cercati, io non sapevo come comportarmi..

- Gli hai raccontato tutto? Ohno lo sai che quelle cose le ho dette solo a te.

- Si lo so, ma lui sapeva già tutto. L'avrà saputo da Kame, ad ogni modo voleva vederti a tutti i costi..

- E tu cosa gli hai detto?

- Beh.. la verità, che non sapevamo dove ti trovavi.

- Quindi quando è venuto.. sapeva già tutto.. ecco cos'erano quei discorsi.. - adesso Jun riusciva a collegare.

- Cosa? Comunque aspetta, adesso entro nella stanza che ci sono delle persone che ti vogliono salutare! - disse Ohno con voce eccitata.

- Jun!!!!! Matsujunnnnnnnn!!! Ci senti???? Baaaaaakaaaaaaa!! Torna a casa!!! - gridavano i suoi amici, c'erano tutti, riusciva a sentire non solo le voci degli Arashi e dello staff, ma anche tanti altri.

- Cosa fai brutto scemo? Ti stai divertendo eh! Portami con te! - disse Nino urlando.

- Jun dove sei? Stai viaggiando? Portami dei regalini!! - diceva Aiba.

- Non farci preoccupare e torna. - Sho fu molto diretto ma gentile.

- Ragazzaccio ti prego rinsavisci e torna! Questi 4 ci fanno impazzire! Abbiamo bisogno d'aiuto!! - gli gridava lo staff.

- Grazie a tutti. - Jun aveva le lacrime agli occhi. Chiuse il telefono dopo aver sentito altri saluti e si sedette a riflettere.

Allora le cose stavano così? Lui era venuto a cercarlo, era preoccupato per lui.

A pensarci bene, con tutto questo trambusto non aveva neanche pensato al fatto che lui non doveva neanche essere in Giappone.

Era tornato per lui? Possibile? Beh, rimaneva una sola cosa da fare. Dirgli tutta la verità.

Salì al piano superiore, sentiva ancora lo scroscio d'acqua provenire dal bagno così, silenziosamente si spogliò.

Entrato nel bagno lo vide, era messo di spalle e stava cantando, non lo aveva sentito. Ottimo.

Si insinuò dentro la vasca e, all'improvviso, lo strinse forte alla vita.

Lui non si mosse, sapeva della chiamata, aveva fatto tutto questo per lui.

Doveva dirglielo, adesso, subito.

- Jin, ti amo. - lo disse tutto d'un fiato.

Il ragazzo chiuse l'acqua e, sempre immobile com'era disse: - Cosa hai detto?

- Ti amo Jin, ti ho sempre amato. - Jun adesso lo abbracciava ancora più forte.

- Mi prendi in giro? - Jin lo disse con voce beffarda.

- No, so che ci sono state delle incomprensioni, ma quella sera di tre anni fà avevo deciso anche di dire addio ai miei sentimenti per Sho, volevo iniziare di nuovo con te. Mi affascinavi, mi hai colpito con la tua forza d'animo e con il tuo carattere forte. Ho preso spunto da te, mi sono appropriato di un pò della tua forza, mi sono fatto coraggio grazie a te. Devo ringraziarti, per allora e per adesso. Mi dispiace di aver fatto a pugni con Kame, so che è il tuo ragazzo, ma non posso lasciarlo fare, ti fa soffrire e io non voglio. - finalmente Jun aveva detto tutto ciò che provava, si sentiva leggero e felice.

- Ragazzo?!? - dalla voce di Jin si sentiva la sua ironia.

Aprì di nuovo l'acqua e delicatamente si girò, si abbassò verso il collo del ragazzo e gli sussurrò qualcosa all'orecchio.

Dopodiché si avvicinò alle labbra di Jun che sembravano aspettarlo e, con estrema gentilezza lo baciò.

Fu un bacio lungo, dolce e appassionato, carico di emozioni.

Quando si staccarono Jun chiuse l'acqua.

- Avanti, adesso ridimmelo forte e chiaro. - fece un sorriso furbetto.

- Dirti cosa? - Jin faceva l'indifferente.

- Mmh.. vediamo, se inizio io poi tu mi segui? - chiese Jun.

- Se torni a Tokyo con me sì. - non voleva cedere senza guadagnarci niente.

- Subito? Non vuoi passare almeno una settimana da soli? - Jun lo sfidava con quei suoi occhi biricchini.

- Beh, si ci può pensare, però ho il compito di riportarti a Tokyo, quindi non fare storie. - non poteva cadere nella sua trappola.

- Ok affare fatto!! - e gli diede un bacio sul petto.

- Allora? - Jin aspettava.

- Jin, Ti amo.

- Anche io ti amo, Jun.

E sigillarono quelle parole in un bacio, se possibile, ancora più appassionato del primo.



Date: 2009-08-20 08:44 pm (UTC)
From: [identity profile] yuya-lovah.livejournal.com
Aww, alla fine se lo sono detto ç__ç a Jun c'è voluta la telefonata per aprire gli occhi o_o e JinJin lo conosce così bene che sapeva dove si era rintanato ç_ç se non è amore questo!
Aiba quando chiede i regali è puccio XD pare un bambino *_* e Sho è sempre distaccato u_u'' ma tanto ormai è stato un bastardo e non lo perdono èOé!
E la scena nel bagnoo *____* che carini ç_ç finalmente si sono chiariti e JinJin si può rilassare e lasciare Kame, che ammettiamolo era un po' stronzo qua.
Era carina questa ficcina ç__ç finisce anche bene!

Date: 2009-08-21 06:15 am (UTC)
From: [identity profile] jinnypazza82.livejournal.com
Diiiiio ce l'hano ftta!!!! XDDDDDDD
Vi ci è voluta tutta la ficcy e l'aiuto di Ochan, ma ce l'avete fatta XDDDD

Date: 2009-10-24 09:53 pm (UTC)
From: [identity profile] sylviakun.livejournal.com
OK ho finito di leggerla proprio ora .e ti dico che mi e piaciuta moooooltissimo. pero' 2 cosine le devo dire : prima: al signor matsumoto:non ti permettere piu' di trattare male il MIO MASAKI altrimenti ti stacco le tonsille.seconda: SCUSAMI ma con tanti ragazzi che ci sono ci dovevi mettere proprio JIN ?.perdonami se ti dico cosi',ma mi e diventato un tantino odioso. O_O

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