[identity profile] harin91.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
Senza Vampiretta nei paraggi mi sento in dovere di postare qualcosina... così quando vedrà il post sarà contenta <3 (mi manchi, donnaH! Riposati tanto tanto!).
In più c'è NECESSITA' di festeggiare gli Arabimbi come si meritano, dopo i fantastici 3 giorni di concerto al Kokuritsu e l'anno dell'anniversario (di matrimonio... >///>), quindi: drabbles. Sono 5 (il numero magico) e sono tutte riguardanti i concerti al Kokuritsu e le cose che sono successe il 28, il 29 e il 30... quindi se non foste al corrente delle effusioni Matsumiya, del regalo di compleanno di Jun o della pioggia battente... beh, potrebbero esserci degli spoiler che per altro ho appena fatto pure io, ma...

Titolo: 1, 2, 3, 4, 5... ARASHI!
Tipo: 5 drabbles
Gruppo: Arashi
Autrice: io ([livejournal.com profile] harin91 )
Pairing: dell'amore generale, del sakumoto, del matsumiya, dell'ohmiya.
Rating: fra il G e il PG (avanti, per un bacetto...)
Disclamers: non mi appartengono ma quando vincerò la lotteria andrò da Johnny e comprerò TUTTO *bwahahahah!*
Note: a leggere i report dei concerti ho pianto... LI AMO. E ho partorito queste strane cose...


1.
Guardò ancora una volta dietro di sé, il piazzale gremito di fan in attesa di entrare dai cancelli dei Kokuritsu per iniziare il concerto, e come fece quel gesto, si alzò un coro di urla che lo fecero sorridere di nuovo, e salutare con la mano.

Ma come prese a scendere le scalette al fianco della torcia olimpica, sospirò.

-Non puoi pretendere una cosa del genere, MatsuJun…- lo riprese Sho, ma con un tono molto più preoccupato che severo. Lui alzò lo sguardo e Aiba dovette fermarsi pigolando, come suo solito, qualcosa del tipo “Il broncettoooo!”. Nino lo spinse, ridendo, facendolo quasi volare giù e fare tutti i restanti scalini con il sedere.

Come finì di vendicarsi sul piccolo essere malefico, tirandogli i capelli, Leader gli fece segno di prendergli la mano: camminarono piano sul palco, mentre gli altri tornavano più in fretta nei camerini e loro si godevano l’ultimo istante di silenzio in quello spazio così grande. Potevano quasi sentire il rimbombo dei propri passi.

Poi Ohno disse: -Ieri eri un po’ nervoso, e oggi sei così giù di tono… non stai prendendo benissimo questi tre giorni…-. Ci stava, come piccola parentesi.

-Me la caverò, entro domani…- sospirò di nuovo.

-JunJun, non può essere tutto perfetto, lo sai. E’ già tanto se siamo arrivati fin qui dopo dieci anni, ehi… guarda- fece segno di guardarsi intorno: il palco perfettamente in ordine, gli strumenti della band già posizionati, le bandiere che sventolavano sull’ultimo anello dell’arco. Tre giorni di concerti. Nello stadio più importante del Giappone.

Dieci anni di Arashi.

-Volevo solo poter condividere tutto questo con un po’ più di fan… sono rimaste lì fuori tutto ieri, e forse anche oggi…- mormorò.

Satoshi sospirò e lo riportò nei camerini, dove la costumista lo bloccò e lo costrinse a cambiarsi e fare il trucco. Rimuginò tutto il tempo su quello che avrebbe detto al momento dei ringraziamenti, poi rinunciò con l’ennesimo sospiro e tirò di nuovo fuori il discorso che si era già preparato, con un fastidioso nodo in gola dovuto moltissimo alla solita tensione e molto anche alla delusione.

Non era un sentimento umano preoccuparsi per quelle fan che non erano riuscite a vincere un biglietto e ora se ne stavano fuori dallo stadio? Non era terribile pensare che forse avrebbe potuto fare qualcosa ma non l’aveva fatta in tempo?

-Eppure tu non puoi farci proprio niente- disse una voce alle sue spalle, e fece un balzo sulla sedia semi-rovesciando il tè che stava bevendo.

Kazunari ridacchiò e si sedette al suo fianco: si era trascinato dietro il portatile.

-Tiè, leggiti queste e smettila di pensare troppo…-.

Sullo schermo del computer c’era una pagina web. E su questa pagina web una serie infinita di messaggi delle fan, da tutto il mondo, che auguravano loro buon concerto e buon anniversario. Avrebbe voluto leggerli uno ad uno, ma molti erano in inglese e avevano poco tempo prima dell’inizio del concerto, dato che sentiva le fan iniziare già ad occupare l’arena.

-Il messaggio è: è un peccato che non siano tutte qui, ma loro non sono certo arrabbiate con noi per questo. Dobbiamo mettercela tutta e dimostrare loro che il loro amore è ricambiato, ok?- disse Nino, riprendendosi il computer.

Jun si asciugò gli occhi e annuì.

Il giorno dopo, anche grazie a Sho che l’aveva preceduto, trovò il coraggio di salutare e ringraziare anche tutte le fan che non avevano potuto festeggiare assieme a loro.

E, colto dall’euforia del concerto, dalla gioia di aver passato il più bel compleanno della sua vita, dai sorrisi e dalle risate degli altri, dalla pioggia battente… ricambiò l’amore nel modo più esplicito possibile, sorprendendo tutti.

“Vi amo”.

 

2.
Attese il suono inconfondibile della voce di Kazunari cantare il proprio pezzo, ma sentì solo il cadere incessante della pioggia e le fan cantare, attorno a loro: Nino guardava il proprio microfono leggermente irritato, quasi gridandoci dentro.

Saltò senza pensarci sul palco centrale e gli si avvicinò, facendolo cantare nel proprio microfono.

Era fan service chiaramente improvvisato e le fa iniziarono a gridare.

Era successo anche l’anno prima con Leader, ma questa volta si trattava di Nino, e Nino era più reattivo e capace di fare qualunque cosa in una situazione simile, con le loro labbra così vicine allo stesso microfono e loro stessi, per obbligo di copione, così vicini l’uno all’altro.

Aveva così tanta paura che Kazunari lo sorprendesse con una delle sue trovate geniali che per primo gli appoggiò la guancia contro la sua, fredde e bagnate di pioggia, per prevenire ogni suo movimento. Lo sentì soffocare una risatina mentre la canzone finiva e, in un attimo, si ritrovò sommerso da un mare di grida femminili quando Nino lo sfiorò con un bacetto.

Fortunatamente erano entrambi attori.

Come riuscì a raggiungerlo nei camerini, Kazunari fece qualche passo indietro, ridendo nervoso che “E dai… solo un bacino… che vuoi che sia…”. Lo zittì ad occhi chiusi, baciandolo: fu felice di sentirlo sussultare fra le proprie braccia e poi rilassarsi, ricambiando.

-Stronzo…- protestò Kazunari tentando di riprendere fiato, mentre lui rideva e si allontanava.

-Ne riparliamo più tardi~♥-.

 

3.
Erano tutti impilati nel van, aspettando il guidatore che li riportasse a casa.

Nino era stato picchiato per aver acceso l’aria condizionata, Jun aveva caritatevolmente distribuito a tutti i suoi infiniti vestiti di ricambio per coprirsi un pochino di più. Sho non disse nulla perché era troppo stanco, ma si chiese perché proprio a lui fosse toccato il golf rosa e pelosino.

Aiba sentiva i brividi, ma era decisissimo a non dire nulla per non farli preoccupare.

Finché, nel buio del parcheggio e nel silenzio dell’auto…

ETCHU’!

-Leader?- chiese Jun, un tono leggermente irritato nella voce, dopo aver spento l’i-pod.

-Non sono stato io…- protestò non troppo convinta una voce dal fondo, dopo aver tirato su con il naso. Jun stava per ribattere quando…

ETCHU’!

-Shochan?- chiese Aiba, spaventato.

-Avreste per caso un fazzoletto?- chiese quello, una mano a coprire la bocca.

ETCHU’!

-JUNCHAN???- fecero tutti in coro.

-Zitti, sto cercando questi dannati fazzoletti…- disse lui, rovistando nella borsa.

ETCHU’!

-Uno anche per me…- mormorò Kazunari, sospirando.

ETCHU’!

Aibachan sprofondò nel suo sedile, coprendosi gli occhi con il cappello.

Il viaggio in macchina fu un trionfo di starnuti e colpi di tosse.

Come arrivarono a casa di Jun scesero tutti, salutando il manager basito.

-Spiegatemi un po’…- fece il più piccolo una volta aperta la porta e permesso ai quattro malatini di occupargli la casa. Si passò una mano sulla fronte, sicuro di avere già un filo di febbre.

-Non ci torno a casa così, appesto tutta la famiglia- lo informò una voce appartenente all’uomo che si era arreso alla vergogna e aveva indossato il golf rosa pelosino.

Ohno alzò una zampa quotando quello che era appena stato detto.

Aibachan non aveva la forza per spiegare i propri motivi e Kazunari si era addormentato l’istante stesso che aveva poggiato il culo sul divano bianco.

-Casa mia non è un sanatorio, lo sapete…- aveva sospirato Jun, per poi, con un ultimo sforzo, andare in cucina e preparare cinque bicchieri di medicine che bevvero tutti, senza protestare.

-Basta concerti sotto la pioggia…- disse qualcuno, prima che si addormentassero.

Però si erano divertiti.

-Se muoio adesso… muoio felice- sospirò Nino, non si sa se di nuovo nel dormiveglia o già nel sonno. Ridacchiarono, sfiniti.

Il giorno dopo stavano tutti pressoché meglio, ma si rassegnarono a doversi vestire pesante e munirsi di fazzoletti per i tre giorni seguenti… il prezzo da pagare per una serata indimenticabile.

 

4.
Raggiunse gli altri e si abbracciarono, in cerchio, mentre Jun faceva il suo solito discorso. Non sapeva come, ma riusciva sempre ad essere originale ad ogni concerto…

Quando lo staff e i Juniors se ne andarono, rimasero loro cinque, a guardarsi.

-Che ne pensate, ce la facciamo?- aveva chiesto Aiba: saltellava da un piede all’altro, agitatissimo, non vedeva l’ora di salire sul palco. Le fan stavano già gridando il loro nome, dall’arena del Kokuritsu. Il cielo era libero di nuvole e stava per tramontare.

-Certo che ce la facciamo- aveva risposto Kazunari, al suo fianco, il suo solito ghigno di sfida sulle labbra da gatto, lo stesso che indossa prima di iniziare un nuovo videogioco.

Jun sorrise e allungò la mano destra, fra di loro; venne subito raggiunta da quella di Sho, e gli anelli dorati si sfiorarono, facendoli entrambi sorridere. Quando furono tutti pronti, gridarono un “OH!” e lui aggiunse: -Arashi saikouuuu!- con un enfasi mai sentita prima.

Gli altri risero: -Leader, tieni l’energia per dopo!- ridacchiò Masaki.

Il concerto fu, come al solito, spettacolare.

Jun riuscì a appenderli di nuovo sopra strani marchingegni sospesi, e le fan sembravano più preoccupate di loro, che (a parte Sho) roteavano tranquilli in aria come se avessero ancora vent’anni. Incrociandosi dietro il palco durante il solo di Masa, Kazunari rise dicendogli: -Guarda che vai per i quaranta e se ti viene un coccolone?-. Rispose con una linguaccia e basta.

Durante l’MC parlarono delle recenti attività e gli chiesero di dimostrare la nuova tecnica di pesca che aveva imparato. Quasi si emozionò quando le fan lo applaudirono.

Poi ci fu il momento-rivelazione quando Jun e Sho mostrarono gli anelli.

-Vecchi scemi, ce l’avete fatta a sposarvi!- ghignò Nino, appoggiandosi alla sua spalla. Le fan fecero un’altra ovazione e Masaki constatò: -E gli Ohmiya quando si sposeranno?-.

Si guardarono ridendo, incapaci di mantenersi seri con tutta l’euforia del concerto.

Durante i ringraziamenti finali, piansero più o meno tutti.

-Ho trentasei anni, ormai non reggo più a queste cose commuoventi…- aveva borbottato Masaki, ancora in lacrime mentre si cambiavano prima dell’encore. Jun aveva riso, asciugandosi gli occhi: -Non hai mai retto neanche quando ne avevi dieci di meno…- lo prese un po’ in giro.

-Grazie per questi vent’anni insieme!- avevano gridato tutti in coro, prima di sparire nei camerini, e ripetendo l’inchino: -VI AMIAMO!- gridarono, tutti tranne Jun, che scoppiò a ridere. Li avrebbe sicuramente strigliati per non averlo informato di quella dichiarazione programmata.

-Anche per i prossimi dieci anni: yoroshiku~♥- aveva detto Nino, facendo il segno di vittoria con le dita. Sho aveva riso: -Fra dieci anni ne avrò quarantasette, non so se ce la farete a farmi correre così tanto sul palco-. Nino incitò le fan perché gridassero a Sho che ce l’avrebbe fatta di sicuro. Jun esclamò: -Nino sarà l’unico a farcela: lui ringiovanisce invece che invecchiare!-.

Salutarono e si ritrovarono tutti abbracciati in camerino a piangere via la tensione.

-Cretini… vent’anni e ancora ci commuoviamo… cretini…- ripeteva Kazunari: odiava farsi vedere in lacrime. Lo abbracciò stretto, il suo Kazunari, e risero ancora.

-Ho appena realizzato che… voglio vedervi tutti qui… fra dieci anni ancora…- mormorò Jun, nell’abbraccio protettivo di Sho.

-Ci saremo!!! Ci saremo di sicuro MatsuJun!- saltellava Aibachan: -Passeremo altri dieci anni stupendi e poi faremo il trentesimo anniversario!!!-.

-Per esserne sicuri, rinchiudiamo Masa in uno di quegli armadietti e torniamo fra dieci anni a prenderlo…- aveva progettato maleficamente Nino.

Poi si erano messi a bisticciare, e Sho li aveva divisi, e Jun l’aveva guardato un po’ geloso.

Sorrise. Il Leader sorrise e sentì di nuovo il batticuore vedendoli così, ancora dopo vent’anni.

Non erano un gruppo normale. Non erano solo cinque idol messi assieme a caso.

C’era un discorso di destino in ballo che Jun aveva tentato di fargli dieci anni prima, ma non aveva capito proprio nulla. C’era una questione di statistiche e calcolo delle probabilità che Sho gli aveva spiegato ma si era dimenticato. C’era tutto quell’amore che Aiba ribadiva di continuo. C’era tutta quell’atmosfera che Nino ogni tanto faceva presente.

Ma per lui, che di queste cose ci capiva sempre poco, c’erano cinque persone speciali.

E tantissima amicizia.

-Yakiniku?- aveva proposto Masaki.

Tutti avevano accettato.

 

5.
Sentì dei passi avvicinarsi nel corridoio e attese l’ingresso del più piccolo, già ridacchiando.

-Buongiorno!- esclamò Jun, sfoggiando il regalo di compleanno come se niente fosse: sembrava una palla da discoteca, con degli occhiali imbarazzanti e dei pantaloni viola.

Salutarono tranquilli, poi si voltarono giusto per non ridergli in faccia.

Una volta esaurite le risate e le lacrime, Aiba fu anche capace di dirgli che stava bene.

-Grazie, anche secondo me- disse lui, sorridendo.

La seconda ondata di risate fu tanto forte che non poterono non passare inosservati.

contents here.


Date: 2009-09-02 09:20 pm (UTC)
From: [identity profile] jinnypazza82.livejournal.com
la disco ball mi ha stesaaaaa XDDDDDDDDDDDD (e soprattutto mi ancava. Yeeeeeeeeeeeeee)

ma che belle le drabbelineeeeeeeeeeeeee

Date: 2009-09-03 09:28 am (UTC)
From: [identity profile] sakura-watanuki.livejournal.com
Sono una più adorabile dell'altra! *___*
Bravissima Harin!

Date: 2009-09-03 12:02 pm (UTC)
From: [identity profile] ary-piccolina.livejournal.com
ma sei bravissima mi hai fatto tanto ridere...bellissime complimentoniiiiiiiiiiii

Date: 2009-09-24 07:58 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
ok non c'è storia devo commentarle una a una:
1- Ma Junji amore certo che non siamo arrabbiate ç_____ç tesoro come sei dolce e grazie per la dichiarazione d'amore anche noi vi amiamo tutti e 5 sennò non saremo qui a delirare con le lacrime agli occhi ç_____ç

2- Ne riparlano più tardi *fufu* quanto adoro questi due *___* ma solo quando li scrivi tu XD

3- Il golf rosa e pelosino XDDDDDDDDDDDDD darei una mano per vedercelo XDDDDDDDDDDDDDDDD
Tutti malati a casa di Jun se vogliono gli faccio da infermiera *si mette la divisa*

4- Anelli dorati? *_______*
Oddio gli ha detto vai per i 40 O___________O *corre a riparo sa che sta per venire giù la fine del mondo*
Che carini i nostri aranonnini che ancora si credono dei ragazzini.

5- Oh mio dio XDDDDDDDDDDDD

Tesoro ero contentissima quando l'ho vista ma con tutti gli arretrati che avevo sono riuscita a leggere solo ora scusami ç______ç
Però sono davvero bellissime e mi piacciono troppo tutte, ora ritrova presto l'ispirazione che io ho bisogno di leggere le tue ficcine ç_____ç

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***La Pasticceria Italiana***

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