Eternal sunshine of a spotless mind
Apr. 12th, 2008 09:37 pmVoi non mi conoscete e quindi quando mi avete accettato nella community non lo sapevate, ma l'unico modo per farmi smettere di scrivere e/o postare roba è abbattermi! Ora che lo sapete siete autorizzate a farlo! Yeee! *momento iperattivo*
Dunque... questa fanfiction è un po' particolare, perchè è liberamente ispirata ad un film totalmente depressivo chiamato "the Eternal sunshine of a spotless mind", in italia è chiamato "Se mi lasci ti cancello" (che titolo del...).
Considerate questa FF quasi una AU..!
Titolo: Eternal sunshine of a spotless mind
Pairing: PIN (main), Akame (onesided?), RyoPi
Genere: vagamente AU (più che altro perchè si suppone che JinJin parli inglese alla perfezione n_n), angst, romantica.
Summary: Dove il viaggio di Jin in america è stato deciso da altri, dove il rapporto tra lui e Yamapi è dei più morbosi che esistano, dove tutti se ne rendono conto tranne Yamapi e dove Kame è segretamente innamorato di Jin ma si sente in colpa a mandare Pi fuori dalla scena per prendere il suo posto… e dove c’è anche Ryo, ovviamente. Perché Ryo c’è sempre.
Prologo
Gentile Mr. Nishikido Ryo,
Akanishi Jin si è di propria volontà sottoposto ad un trattamento di auto-ipnosi per eliminare ogni traccia della sua precedente relazione con Yamashita Tomohisa dalla propria memoria.
Per favore non menzioni più il loro precedente rapporto ad Akanishi Jin.
Grazie.
Dr. Barish Jonathan
“Mr. Akanishi, lei capisce che questa non è una decisione che possa essere presa a cuor leggero, vero?”
“Non la sto prendendo a cuor leggero.”
Jin sentì le proprie mani fredde nella loro reciproca stretta, aveva le dita fredde, ghiacciate, come quelle di un morto. Ma lui non era morto, non ancora.
Anzi, al momento si sentiva del tutto dolorosamente vivo.
“Lei ha vissuto la maggior parte della sua vita al fianco di questo ragazzo. Cancellarlo dalla sua memoria vorrebbe dire…”
“So cosa vuol dire, dottore.”
Jin lo sapeva. Jin lo capiva.
Capiva che sarebbe stato un procedimento lungo, capiva che non era una decisione da prendere a cuor leggero, ma accidenti, non era così stupido come tutti dicevano.
Non avrebbe mai preso a cuor leggero una decisione simile.
Portò le proprie mani all’altezza del suo viso, coprendosi gli occhi, muovendo appena un piede, lì disteso su quel lettino da psicanalista, e dire che lui non c’era mai stato prima, dallo psicanalista.
Forse avrebbe dovuto.
Forse non sarebbe arrivato a questo.
Si soffermò a pensare che più di una volta, lui e Tomohisa, avevano visto quei lettini nei telefilm americani.
Insieme, sotto le coperte, a guardare la televisione con scarso interesse, giusto il tempo di riprendere fiato, prima di lasciarsi trascinare ancora dalla passione.
Faceva male da quanto erano vivide quelle immagini. Faceva male al cuore.
“Cominciamo, per favore, dottore?”
Era semplicemente stanco di stare male.
E lui era sempre stato un debole, troppo debole.
Non ce la faceva mai ad affrontare i suoi problemi, li affrontava sempre Tomohisa per lui.
Ma per questo particolare problema, non poteva ovviamente contare sul suo aiuto.
Allora meglio dimenticare, allora meglio scappare, una volta per tutte, per sempre.
“L’hai ricevuta anche tu?”
Kamenashi si fece da parte, lasciando entrare in casa il suo amico e collega, spostandosi contro il muro, sollevando solo dopo lo sguardo verso di lui.
“Che cosa?”
Era spaventato, piangeva.
Piangeva in quel modo drammatico e un po’ teatrale che troppi anni di recitazione gli avevano imposto, con le lacrime che scendevano silenziose sulle guance, gli occhi poco arrossati, quasi nessun singhiozzo.
Le lacrime non del tutto vere, quelle che servono a muovere pietà.
“È uno scherzo del cazzo. È uno degli scherzi del cazzo di Ryo.”
Piangeva in quel modo perché non ci credeva, questo aveva realizzato Kamenashi dopo poco.
“Yama…”
“Hai ricevuto anche tu quella cazzo di lettera, Kame?”
Aveva cominciato a tirare fuori lettere dai cassetti, i lunghi anni pregni di quello strano rapporto di amore-odio che c’era tra loro venivano fuori in quel momento, quando uno sapeva alla perfezione le abitudini dell’altro, dove nascondeva le cose importanti, e l’altro si mordeva le labbra, chiedendosi quale fosse la cosa migliore da fare in una situazione del genere.
Fanculo, nessuno di sua conoscenza si era mai trovato in una situazione tanto assurda.
“Kame, cristo, l’hai ricevuta?”
Kamenashi abbassò lo sguardo, si guardò le scarpe, senza notare che a pochi passi, Yamashita era caduto a terra in ginocchio, quasi respirando a fatica.
Cominciava a crederci.
“Dimmi che è uno scherzo del cazzo. Dimmi che tu e Ryo vi siete messi d’accordo per farmi un cazzo di scherzo. Giuro che non vi ucciderò.”
Kamenashi scosse la testa, appena.
Chiuse gli occhi, non voleva vedere il lampo di disperazione che avrebbe in un istante rovinato l’espressione del suo amico, facendo crollare la maschera di pianto finto e trascinandolo in una di pianto vero.
“È uno scherzo del cazzo. Ryo sa che può scherzare su tutto, ma non su Jin. Mai su Jin. Ma non lo ucciderò, ditemi solo che è uno scherzo, per favore…”
Gli occhi rossi, le lacrime scomposte, i singhiozzi, le parole senza senso.
“Scusami… Pi, scusami…”
Una lettera lasciata cadere per terra, identica a quelle che avevano ricevuto tutti i suoi amici, unica differenza il destinatario della lettera, in cima.
Un urlo di dolore, le spalle tremanti del suo amico strette tra le proprie braccia, Kamenashi non potè fare a meno di chiedersi perché Yamashita sembrava così tanto più piccolo di lui, in quel momento.
Tsuduku!
(continua XD)
Grazie per l'attenzione, restate con noi! *-*
Dunque... questa fanfiction è un po' particolare, perchè è liberamente ispirata ad un film totalmente depressivo chiamato "the Eternal sunshine of a spotless mind", in italia è chiamato "Se mi lasci ti cancello" (che titolo del...).
Considerate questa FF quasi una AU..!
Titolo: Eternal sunshine of a spotless mind
Pairing: PIN (main), Akame (onesided?), RyoPi
Genere: vagamente AU (più che altro perchè si suppone che JinJin parli inglese alla perfezione n_n), angst, romantica.
Summary: Dove il viaggio di Jin in america è stato deciso da altri, dove il rapporto tra lui e Yamapi è dei più morbosi che esistano, dove tutti se ne rendono conto tranne Yamapi e dove Kame è segretamente innamorato di Jin ma si sente in colpa a mandare Pi fuori dalla scena per prendere il suo posto… e dove c’è anche Ryo, ovviamente. Perché Ryo c’è sempre.
Prologo
Gentile Mr. Nishikido Ryo,
Akanishi Jin si è di propria volontà sottoposto ad un trattamento di auto-ipnosi per eliminare ogni traccia della sua precedente relazione con Yamashita Tomohisa dalla propria memoria.
Per favore non menzioni più il loro precedente rapporto ad Akanishi Jin.
Grazie.
Dr. Barish Jonathan
“Mr. Akanishi, lei capisce che questa non è una decisione che possa essere presa a cuor leggero, vero?”
“Non la sto prendendo a cuor leggero.”
Jin sentì le proprie mani fredde nella loro reciproca stretta, aveva le dita fredde, ghiacciate, come quelle di un morto. Ma lui non era morto, non ancora.
Anzi, al momento si sentiva del tutto dolorosamente vivo.
“Lei ha vissuto la maggior parte della sua vita al fianco di questo ragazzo. Cancellarlo dalla sua memoria vorrebbe dire…”
“So cosa vuol dire, dottore.”
Jin lo sapeva. Jin lo capiva.
Capiva che sarebbe stato un procedimento lungo, capiva che non era una decisione da prendere a cuor leggero, ma accidenti, non era così stupido come tutti dicevano.
Non avrebbe mai preso a cuor leggero una decisione simile.
Portò le proprie mani all’altezza del suo viso, coprendosi gli occhi, muovendo appena un piede, lì disteso su quel lettino da psicanalista, e dire che lui non c’era mai stato prima, dallo psicanalista.
Forse avrebbe dovuto.
Forse non sarebbe arrivato a questo.
Si soffermò a pensare che più di una volta, lui e Tomohisa, avevano visto quei lettini nei telefilm americani.
Insieme, sotto le coperte, a guardare la televisione con scarso interesse, giusto il tempo di riprendere fiato, prima di lasciarsi trascinare ancora dalla passione.
Faceva male da quanto erano vivide quelle immagini. Faceva male al cuore.
“Cominciamo, per favore, dottore?”
Era semplicemente stanco di stare male.
E lui era sempre stato un debole, troppo debole.
Non ce la faceva mai ad affrontare i suoi problemi, li affrontava sempre Tomohisa per lui.
Ma per questo particolare problema, non poteva ovviamente contare sul suo aiuto.
Allora meglio dimenticare, allora meglio scappare, una volta per tutte, per sempre.
“L’hai ricevuta anche tu?”
Kamenashi si fece da parte, lasciando entrare in casa il suo amico e collega, spostandosi contro il muro, sollevando solo dopo lo sguardo verso di lui.
“Che cosa?”
Era spaventato, piangeva.
Piangeva in quel modo drammatico e un po’ teatrale che troppi anni di recitazione gli avevano imposto, con le lacrime che scendevano silenziose sulle guance, gli occhi poco arrossati, quasi nessun singhiozzo.
Le lacrime non del tutto vere, quelle che servono a muovere pietà.
“È uno scherzo del cazzo. È uno degli scherzi del cazzo di Ryo.”
Piangeva in quel modo perché non ci credeva, questo aveva realizzato Kamenashi dopo poco.
“Yama…”
“Hai ricevuto anche tu quella cazzo di lettera, Kame?”
Aveva cominciato a tirare fuori lettere dai cassetti, i lunghi anni pregni di quello strano rapporto di amore-odio che c’era tra loro venivano fuori in quel momento, quando uno sapeva alla perfezione le abitudini dell’altro, dove nascondeva le cose importanti, e l’altro si mordeva le labbra, chiedendosi quale fosse la cosa migliore da fare in una situazione del genere.
Fanculo, nessuno di sua conoscenza si era mai trovato in una situazione tanto assurda.
“Kame, cristo, l’hai ricevuta?”
Kamenashi abbassò lo sguardo, si guardò le scarpe, senza notare che a pochi passi, Yamashita era caduto a terra in ginocchio, quasi respirando a fatica.
Cominciava a crederci.
“Dimmi che è uno scherzo del cazzo. Dimmi che tu e Ryo vi siete messi d’accordo per farmi un cazzo di scherzo. Giuro che non vi ucciderò.”
Kamenashi scosse la testa, appena.
Chiuse gli occhi, non voleva vedere il lampo di disperazione che avrebbe in un istante rovinato l’espressione del suo amico, facendo crollare la maschera di pianto finto e trascinandolo in una di pianto vero.
“È uno scherzo del cazzo. Ryo sa che può scherzare su tutto, ma non su Jin. Mai su Jin. Ma non lo ucciderò, ditemi solo che è uno scherzo, per favore…”
Gli occhi rossi, le lacrime scomposte, i singhiozzi, le parole senza senso.
“Scusami… Pi, scusami…”
Una lettera lasciata cadere per terra, identica a quelle che avevano ricevuto tutti i suoi amici, unica differenza il destinatario della lettera, in cima.
Un urlo di dolore, le spalle tremanti del suo amico strette tra le proprie braccia, Kamenashi non potè fare a meno di chiedersi perché Yamashita sembrava così tanto più piccolo di lui, in quel momento.
Tsuduku!
(continua XD)
Grazie per l'attenzione, restate con noi! *-*
no subject
Date: 2008-04-12 08:49 pm (UTC)çOç Questa fic è tristerrima e io l'adoro...e tu sai che la leggo solo perchè l'hai scritta tu. E per questo mi piace..anche se è Pin ù.u io aspetto solo il momento della Kame-revenge *va a prendere a calci in culo Kame che sta sempre appiccicato a Koki*
Continuala presto love <3
te am!
no subject
Date: 2008-04-13 05:58 pm (UTC)Grazie amore... so che le odi le Pin quindi apprezzo molterrimo che tu la legga comunque!
Te amo!
no subject
Date: 2008-04-13 07:58 pm (UTC)ook...in "patati" erano carini...FORSE..
in realtà di Patati mi hanno colpito molto di più le foto di Maru e Ueda çOç LORO SI' che si amano e mi danno soddisfazioniAmore...lo sai che leggo qualunque cosa tu scriva *-*
Suki da! *-*
no subject
Date: 2008-04-12 09:10 pm (UTC)anche se è pin e ciò mi spezza il cuore ù___ùno subject
Date: 2008-04-13 06:01 pm (UTC)forzavoglia di continuare!Le Pin spezzano il cuore di un sacco di gente T_T
ma sono così belliiiini insieme!no subject
Date: 2008-04-13 11:21 am (UTC)E questo prologo mi incuriosisce davvero tanto, quindi seguirò ASSOLUTAMENTE questa AU!
Povero Ryochan... ç___ç Sempre colpa sua quando succedono casini... XDDD
Pi resisti!
no subject
Date: 2008-04-13 06:02 pm (UTC)Anche io lo adoro quel film..! Lo conosco a memoria e piango tutte le dannate volte, per poi dibattermi in un gorgo di angoscia, ma nonostante quello lo riguardo comunque...Mi faccio paura, coff.
Grazieee! Posterò presto!
no subject
Date: 2008-04-13 12:38 pm (UTC)certamente dopo questo input sarò qui ad aspettare che continui questa AU!!!!
complimenti!!
>_________< voglio il continuo!!! *capricci mode on*
no subject
Date: 2008-04-13 06:03 pm (UTC)Pi mi fa una pena inumana quando piange, uho... sarà colpa dei drama lacrimevoli che mi diletto a guardare... Eppure scrivo comunque queste cose? Non sono normale, no no...
Posto presto! Yakusoku! *_*