[identity profile] mery-jun.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
Dopo aver sperato (invano)per qualche secondo che il bastardo che sta usando il martello giù di sotto e mi permettesse una pennichella pomeridiana e dopo un'esilarante conversazione in MSN con Harin circa le gerarchie tra Niussi e le emoticon ONIGIRI che non danno segni di vita, posto l'ennesima one shot yaoi, perchè si sostanzialmente sono una porca suina  e soprattutto l'essere relegata in casa mi fa diventare pazza.. (come potrebbero testimoniare alcune persone)


Titolo: Just love me (più che altro a caso per non lasciare sempre lo stesso "one shot yaoi")
Rating: nc-17
Genere: yaoi
Gruppo: NEWS
Pairing: TegoShige
Disclaimers: nulla che ci sia nella ficcy purtroppo è mia (forse però i miei vicini di casa sono rincoglioniti come quelli di Shige). Shige non appartiene a Tego...lui è solo di Koy!XD

-Attento! Mantieni la distanza di sicurezza che con sto tempo e l’asfalto fradicio freni più a fatica!

 

L’auto procede a velocità costante per la strada, sotto una pioggia che non sembra intenzionata a cessare.

All’interno della vettura, due ragazzi di 20 anni, con solo una manciata di mesi di differenza, ascoltano la radio a basso volume, poco interessati alla voce del commentatore del giornale orario.

Il passeggero non sta zitto, cosa che fa desiderare al conducente che l’auto esploda per qualche oscura motivazione, ponendo fine al supplizio. L’unica cosa che gli da la forza di non strangolarlo con le proprie mani è il pensiero che ormai la casa dell’altro è vicina (nonché il fatto che poi dovrebbe dare molte spiegazioni per un cadavere seduto di fianco a lui…poi il gruppo si scioglierebbe…gli altri lo odierebbero e lui finirebbe alla pena capitale…).

Non capisce il perché di quel nervosismo crescente: d’altronde sa alla perfezione com’è fatto lui, sempre desideroso di dare consigli agli altri…non perché si creda superiore (quello lo lasciava fare a Ryo) ma perché vuole che diano il meglio. Ma non quando guida lui, cazzo!

 

-Mi sa che…

 

<<Basta basta basta bastaaaaa!!!!>>

 

Il ragazzo mette la freccia, accosta bruscamente e spegne la macchina.

 

-Shige…cazzo! – tira una manata al volante e fa un profondo respiro

 

-Cosa c’è Yuya?

 

Eccoli…quegli occhi scuri e profondi fissi nei suoi, quel suo solito sguardo smarrito quando qualcuno lo rimprovera e l’aria di non sapere quale sia il suo errore.

Piccolo adorabile Kato…l’unico del gruppo a suscitare ancora più tenerezza di lui, a patto che stia zitto ogni tanto. Ma non può lasciar correre: deve dirglielo o continuerà così fino a quando non si troverà davanti qualcuno di più irascibile.

 

-Shige…ti dispiacerebbe stare zitto quando guido? Sei molesto! Hai presente d’estate, quando dormi con la finestra aperta e c’è sempre la solita fottutissima zanzara che ti ronza di fianco all’orecchio e non riesci a scacciarla? – pausa porta-pathos…deve aver imparato da Ryo – Bene…immagina di avere una proboscide e delle ali… SEI TU LA ZANZARA IN QUESTIONE!

 

Silenzio…silenzio…silenzio…

Tegoshi riprende fiato…ha urlato e sgridare Kato risulta più faticoso di un live

Tic…toc….tic…tic…toc…tac…

La pioggia incessante sul parabrezza dal quale scorge confuse le luci della città. Cos’è questa sensazione di nausea? Perché si sente di voler vomitare?

Bum…bum…bum…bum…

Questo è il suo cuore…e non batte così forte solo per la sfuriata…perché sembra saltargli in gola?

 

Sono lacrime quelle che rendono lucidi i suoi splendidi occhi oppure è uno scherzo dato dall’oscurità nell’abitacolo? Guarda basso e non alza lo sguardo. Il labbro gli trema…un altro gioco di riflessi?

Respiri lenti e profondi e il suo petto che si gonfia ritmicamente mentre l’altro si sente una merda munita di arti: lo guarda pentendosi di aver scelto proprio quel momento per dirgli che è praticamente un rompicoglioni patentato. Neanche mezz’ora fa lo aveva visto piangere accucciato in un angolo dopo aver litigato furiosamente con Ryo e si era offerto di riportarlo a casa. Non sapeva cosa fosse successo con Nishikido ma era consapevole di quanto gli artigli affilati dell’Osakaman potessero ferire.

E allora perché ha continuato quella dolorosa tortura?

Vede la mano dell’amico muoversi, lo scatto della portiera e la stessa si apre lasciando entrare timide goccioline di pioggia che rimbalzano sulla pelle dei sedili

 

-Shige io…

 

-Torno a casa a piedi, tanto ci metto poco. Ci vediamo domani…

 

-Aspetta un attimo – Tegoshi desidera solo chiedergli scusa, ma le parole non gli escono di bocca….maledetto orgoglio

 

-Uh dimenticavo… volevo solo dirti che hai le quattro frecce ancora accese da quando ti sei fermato a prendere le sigarette. Non le ho tolte io perché so quanto ti dia fastidio che la gente metta mano alle tue cose – chiude piano la portiera, perchè sa che un’altra cosa che lo fa arrabbiare è che la sbattano

 

Lo guarda camminare sotto il diluvio, senza l’ombrello, cosa che odia fare perché l’acqua gli arriccia i capelli in pochi secondi.

Guarda il triangolino illuminarsi ad intermittenza e gli assesta un pugno

 

-Merda…

 

 

 

 

 

 

Gira le chiavi nella toppa ed entra in casa; chiude la porta alle sue spalle, si toglie le scarpe e si trascina fino al bagno per levarsi i vestiti fradici di dosso. La maglia sembra entrata a far parte del suo corpo e riesce a toglierla solo saltando sul posto. I pantaloni, poi, non ne parliamo…ci mette cinque minuti buoni per staccarseli di dosso, maledicendo il suo vizio di mettere i jeans attillati quando piove, se no sente freddo.

Il resto del vestiario è più semplice da togliere.

Guarda il suo riflesso nello specchio, i capelli ormai ricci che grondano pioggia e lo sguardo da cane bastonato. Tira fuori dal mobile una tuta che appoggia sul bordo del lavandino e torna a fissare il proprio viso.

 

-Forse sono veramente un rompipalle…devo imparare a starmene un po’ zitto quando penso che gli altri possano fare qualcosa meglio di quanto non stiano già facendo…

 

Tira un colpo alla manopola della doccia ed aspetta che l’acqua sia abbastanza calda per poi infilarcisi sotto. Si appoggia con la schiena al muro e chiude gli occhi, godendosi l’incessante discesa bollente sulla sua pelle. Sente solo il bisogno di parlare con qualcuno, ma non sa neppure lui chi. Forse potrebbe chiamare Koyama, ma dopo le prove era stanco ed aveva detto che sarebbe tornato a casa a dormire…Massu probabilmente si stava abboffando mezzo addormentato sul divano, guardando drama scadenti…Yamapi…boh, con Yamapi non aveva mai parlato molto..negli ultimi tempi si sono avvicinati molto, ma non si sente ancora di disturbarlo per una sciocchezza del genere.

Gli altri due meglio lasciarli stare…fatti come della stessa pasta.

Ryo nonostante lui gli volesse un bene dell’anima, si era sempre saputo, è lo stronzo per antonomasia ma…cosa sta succedendo a Yuya? Che la vicinanza con Nishikido lo stia cambiando? Non gli piace questa idea…gli è sempre piaciuto il Tego tenero che si accoccolava con la testa sulle sue gambe quando stava seduto a studiare sul divano e lui voleva dormire. Gli è sempre piaciuto il suo sorriso allegro e spensierato. Gli è sempre piaciuto il suo modo di fare deciso ma rispettoso. Forse gli è sempre piaciuto, punto e basta… Piaciuto così tanto da sentire la sua voce cristallina anche in quel momento.

Spegne l’acqua e si mette un asciugamano intorno ai fianchi quando…

 

 

 

Sale le scale in fretta e furia…meno male che ha trovato la solita vecchietta in procinto di portare fuori la spazzatura ed è sgattaiolato nel portone mentre “occhio di falco” non vedeva…

<<Cazzo dovevi proprio sceglierti l’appartamento al quarto piano?>>

Inciampa sul penultimo scalino e impreca sbattendo il ginocchio contro il marmo

<<Porca vacca!>>

Si rialza barcollando un pochino e si para davanti alla porta di casa di Kato

 

-Shige?Shige?

 

Urla a gran voce, come è capace di fare lui e come aveva fatto venti minuti prima nella sua auto, sentendo le corde vocali tendersi. Sostanzialmente se ne fotte se qualcuno esce sul pianerottolo a lamentarsi. Sostanzialmente l’età media degli inquilini è 70 anni, abbassata notevolmente dai 20 di Kato. Sostanzialmente nessuno lo sentirà mai.

Sbatte la mano contro la porta di casa e urla per l’ennesima volta il suo nome, ma non riceve risposta ed inizia a pensare che forse quello che ha bisogno della Amplifon è il ragazzo, non il circondario.

Si inginocchia a terra e guarda attraverso la serratura: la chiave è dentro quindi  è in casa.

 

<<Non è che…>>

 

In cuor suo è consapevole che Kato non farebbe mai una cosa del genere, o per lo meno se la facesse pianificherebbe tutto per mesi per evitare errori, ma tra il nervosismo e la voglia di scusarsi infila una mano in tasca e ne tira fuori la lima per le unghie che Sakurai gli aveva dato per nasconderla da un Matsumoto potenzialmente pericoloso.

Infila la limetta nella serratura e la muove per far cadere la chiave all’interno di essa. Una porta si apre e ne esce un vecchiettino che si ferma a guardarlo sospettoso.

 

-Giovane…cosa sta facendo a quella porta?

 

Yuya si alza, nasconde dietro la schiena la limetta e fa uno dei suoi sorrisi più convincenti

 

-Servizio manutenzione signore! Stavo controllando che la porta del signor… - guarda la targhetta sulla stessa come se non sapesse chi ci abita – …Kato, non avesse problemi

 

Cinque secondi di silenzio

 

-Che bravo giovanotto – borbotta il vecchio rientrando in casa e facendo un gesto a mò di saluto – Buonanotte!

 

-Buonanotte!

 

Aspetta che la porta si richiuda e poi dà un’occhiata al suo orologio da polso

 

<<Le undici e mezzo di sera…che gentili uomini della manutenzione che ha conosciuto quel tizio…non ci vuole una laurea in legge per capire che sto commettendo un effrazione..>>

 

Ridacchia per mandare via il nervosismo e dopo due tentativi sente la chiave cadere dall’altra parte della porta con un tonfo, probabilmente finendo sul tappeto.

Si alza sbattendosi le mani sulle ginocchia per togliere la polvere inesistente , dato che con ogni probabilità il padrone di casa sbatteva lo zerbino tre volte al giorno, come minimo.

Si guarda intorno con fare circospetto, gira le spalle alla porta e fa cinque passi in avanti, tre a sinistra e due indietro.

 

<<Shige solo tu potevi fare una cosa così…>>

 

Si accuccia e solleva la piastrella sulla quale si era posato il suo piede sinistro, trovandoci sotto la chiave di scorta di Kato. Ritorna alla porta e la infila nella toppa, girandola tre volte come gli aveva visto fare più volte, ai tempi in cui si frequentavano ancora o quando organizzavano le serate “member-ai”…

 

<<E’ da un po’ che non vengo qui>>

 

C’è forse della malinconia nella sua voce?

Apre la porta ed entrando inciampa in un paio di scarpe fradice, quelle che aveva addosso Shige quando si era sparato gli ultimi metri fino a casa sotto una pioggia incessante. Le rimette a posto e si toglie le sue Adidas poggiandole di fianco al paio di Kato. Si infila il paio di ciabatte di cui era solito impossessarsi quando entrava in quella casa e cammina lungo il corridoio buttando un occhio in ogni stanza, senza vedere neppure l’ombra dell’amico. Sussurra il suo nome un paio di volte, iniziando a pensare che magari stia dormendo da qualche parte, abbioccatosi improvvisamente come suo solito. Poi sente il rumore dell’acqua della doccia e il suo precedente timore torna a farsi vivo. Corre fino al bagno e spalanca la porta quando…

 

 

I due ragazzi si guardano come avessero davanti un fantasma, l’uno perché non riesce a comprendere cosa ci faccia Yuya in casa sua quasi a mezzanotte e l’altro perché si aspettava di vedere Shige mezzo morto, per qualche strano e inspiegabile gioco della sua testa.

 

-Uooooo – Shige stringe nella mano il lembo dell’asciugamano e fissa Tegoshi alquanto perplesso –Cosa ci fai qui?

 

Silenzio…silenzio…silenzio…

Probabilmente non sa neppure lui cosa ci faccia in casa sua a quest’ora della notte…

Tic…toc….tic…tic…toc…tac…

I capelli di Shige grondano goccioline di acqua che cadono sul tappeto e fanno quello strano rumore…acqua che scende lungo il suo petto…acqua che scende lungo i suoi fianchi perfetti…

Bum…bum…bum…bum…

E’ suo il cuore che batte come un martello pneumatico o quello dell’amico? Oppure entrambi…

 

Yuya non parla…non emette neppure un suono, ma resta tutto il tempo a guardare il corpo dell’amico. L’ha visto tante di quelle volte che ormai lo sa a memoria, tutte le volte che si erano cambiati tutti assieme per i concerti, ma non ha mai posato su di esso lo stesso sguardo che ora sembra volergli leggere attraverso. Non è pienotto come Massu; non ha il corpo muscoloso ma magro di Yamapi e non è secco secco come Ryo o Koyama.

E’ perfetto e basta.

 

<<Parla Yuya! Di qualcosa perché la situazione sta diventando decisamente imbarazzante>>

 

Tentativo di autoconvincimento da parte di Tegoshi…molto utile in casi di emergenza…come questo!

 

-Io…ehm… - Yuya guarda Shige che guarda Yuya…un fastidioso gatto che si morde la coda, fortunatamente non reale o Kato starnutirebbe da cinque minuti buoni – Sono venuto qui a scusarmi!

 

Tegoshi 1 Orgoglio 0

 

-Oh…- Shige sorride al suo indirizzo – Non ce n’era bisogno…devo essere stato proprio un gran rompipalle per fare arrabbiare te

 

Shige 0 Idiozia 1

 

Yuya lo guarda…e lo guarda…e lo guarda…

 

-No veramente mi dispiace…volevo solo dirti che mi sono comportato come uno stronzo di prima categoria – si scusa ancora…forse un giorno la smetterà

 

-Si è vero!!

 

Tegoshi alza lo sguardo verso Shige che ridacchia

 

-Sto scherzando…solo che se continuiamo ognuno a suo modo non risolviamo niente fino a domattina, come minimo – sorriso di Kato…sempre lo stesso, sempre più bello

 

Yuya gli fa una linguaccia e risponde al sorriso, questa volta riuscendo ad evitare di far cadere gli occhi al di sotto del collo dell’amico

Ancora qualche secondo di silenzio, Tegoshi abbassa l’asse del water e ci si siede sopra.

 

-Forse…ora è meglio che io me ne vada… - dice con tono poco convinto

 

<<Non lasciarlo andare via…digli qualcosa…piuttosto offrigli qualcosa…dai Shige!>>

 

-No… - la voce gli trema un pochino ma in un secondo riacquista il solito savoir faire – Resta un po’…magari beviamo un caffè assieme…

 

Caffè…a mezzanotte…perfetto…come andare ad un rave party dopo essersi bevuto sei litri di valeriana… Ma evidentemente non era riuscito ad inventare nulla di più intelligente.

 

-Va…va bene – Yuya balbetta e sente il cuore battere all’impazzata

 

Succede tutto in una frazione di secondo: Shige si leva l’asciugamano e si asciuga infilandosi in fretta i pantaloni della tuta; Yuya spalanca gli occhi per la sorpresa…non per il corpo in sé ma per il fatto che è il SUO di corpo che sta reagendo e anche molto bruscamente; Yuya non resiste più…dopo cinque secondi di quella vista si alza e bacia l’amico.

 

Bacio lento e tenero, a fior di labbra, con i nasi che si sfiorano leggeri. Tegoshi sente il corpo mezzo nudo di Kato contro il suo e si sente eccitato da morire; Shige sente il corpo vestito di Yuya contro il suo e si rende conto che qualcosa ha reagito alla sua nudità.

In realtà nessuno dei due capisce cosa stia succedendo…l’uno sente semplicemente la lingua dell’altro giocare con la propria e la cosa non crea nessun fastidio.

Si staccano da quell’intreccio di lingue e contatto di labbra e si guardano negli occhi per qualche secondo.

 

<<Perché?>>

 

Se lo stanno chiedendo entrambi, senza sapere che nella testa dell’altro balugina la stessa domanda e, in realtà, senza volere una risposta. Shige prende la mano di Yuya intrecciando le dita con le sue e lo conduce lento fino alla stanza. Si avvicina al comodino ed accende l’abat jour che diffonde una leggera luce giallina, gioco di vedo – non vedo.

Si gira verso Tegoshi e ricomincia a baciarlo, passandogli le dita tra i capelli morbidi mentre i suoi lasciano cadere ancora qualche sporadica gocciolina sulle sue stesse braccia e sul viso dell’altro.

Yuya geme, comprendendo quanta voglia abbia di quel ragazzo che sta lì così vicino a lui e pensando a quanto tempo ci sia voluto perché se ne accorgesse.

Shige respira profondamente sollevando la maglia a maniche lunghe dell’altro per poi togliergliela, interrompendo il lungo bacio per una sola frazione di secondo.

Tegoshi sente le labbra di Kato spostarsi lentamente dalle proprie e lasciare una scia di baci lungo la sua guancia sinistra per poi avventurarsi nell’incavo tra la spalla e il collo, solleticandolo leggermente e facendogli chiudere gli occhi per godersi al meglio quel contatto. Butta indietro la testa mordicchiandosi il labbro inferiore, presagendo che a breve ogni controllo sarà perduto.

Sente Shige scendere sempre di più…sul petto, baciando con dolcezza la pelle attorno ai capezzoli…sul ventre, soffiandogli dolcemente nell’ombelico e facendolo sorridere per il solleticare del suo fiato, per poi risalire e facendolo impazzire per le speranze svanite.

 

-Stronzo…- gli sussurra all’orecchio iniziando a baciargli il collo – …non dovresti illudermi così, non credi?

 

-Mmmmm – Shige mugola, incapace di produrre suoni più sensati

 

Yuya è più intraprendente, non è il suo petto che vuole e nemmeno il suo ventre. Si inginocchia di fronte a Kato che lo guarda, facendolo sentire un po’ in imbarazzo e gli abbassa i pantaloni, ringraziando che sono solo una tuta e che non si era messo i boxer addosso.

Shige nel frattempo ha buttato indietro la testa e Tegoshi preferisce di gran lunga così, si sente più libero di fare quello che si sente. Prende in mano l’erezione di Kato ed inizia a carezzarlo lentamente osservando i suoi stessi movimenti e cercando di resistere almeno qualche secondo prima di fare ciò che desidera da quando lo ha visto completamente nudo, nel bagno. Ma cede miserabilmente dopo poco, iniziando a baciarlo dolcemente e sentendolo fremere sotto le sue dita, sotto le sue labbra. Shige sente la lingua dell’altro percorrerlo per tutta la lunghezza e trattiene un gemito che sarebbe altrimenti stato un urlo.

 

-Ti prego fammi sentire che gemi Shige…voglio capire se quello che faccio ti piace – Yuya si ferma un attimo per poi ricominciare

 

Kato ascolta il suo desiderio e smette di trattenere quello che si sente di fare o dire…i suoi mugolii bassi rimbombano nella stanza e la cosa compiace Tegoshi che aumenta il ritmo dei movimenti fino a quando non lo sente pulsare sempre più costante contro le sue labbra e la sua lingua. Si stacca da quel bacio così intimo perché non è così che desidera accada.

Si alza in piedi e bacia Shige che tiene ancora gli occhi chiusi, mettendogli una mano sul petto umido a causa delle gocce che cadono ancora dai suoi capelli, e spingendolo letteralmente sul letto, salendogli addosso in un secondo.

Lo bacia…ancora…e ancora…e ancora….

Non sembra loro neppure di respirare, soddisfatti dal semplice sentire l’uno le labbra dell’altro.

Una mano di Kato percorre lentamente il corpo di Yuya fino a quando non raggiunge la cintura che si slaccia con un secco “clack” e viene sfilata dai passanti e lanciata brutalmente per terra, sul tappeto. Essa si insinua al di sotto dei boxer di Tegoshi che lancia un gemito acuto e affonda la lingua ancora più profondamente nell’altro mentre un rivolo sottile di saliva scende lungo il lato della sua bocca.

Le mani di Shige gli sfilano jeans e boxer, liberandolo da tutto ciò che lo costringeva e riprendendo con le lente e dolci carezze, fino a quando esse non si spostano sulle natiche piccole e sode di Tegoshi e si insinuano in mezzo ad esse.

Yuya produce una specie di sibilo contro il collo del ragazzo quando sente le sue dita forzarlo ed entrare in lui, ma inizia subito a strusciarglisi addosso, ormai completamente impazzito per quella vicinanza.

 

<<Chi l’avrebbe mai detto, Shige?>>

 

<<Chi l’avrebbe mai detto, Yuya?>>

 

Quel movimento dentro di sé gli fa quasi male, ma non lo fermerebbe per nulla al mondo. Yuya gli morde il collo quasi impazzito, lascia una scia di baci sulla sua pelle morbida e profumata di bagnoschiuma.

Shige sposta le mani da dietro Tegoshi, gliele posa sulle spalle e in un secondo ribalta la situazione trovandosi lui sopra. Lo vuole subito, lo vuole adesso, lo vuole in questo momento e con tutto se stesso.

Tego lo sa, lo sente da come ansima l’altro mentre lo bacia e gli martoria il collo di succhiotti e leggeri morsi. E lo sente anche entrare dentro di sé deciso, senza chiedergli o dirgli nulla, senza preoccuparsi di chiedergli cosa volesse o meno, come e perché. Lo fa semplicemente perché sarebbe esploso entro pochi minuti se non fosse entrato dentro di lui, lo fa perché per una volta se ne fotte di quello che può pensare lui… fa semplicemente quello che vuole, anche se non sa quanto sia giusto.

Yuya geme ad ogni movimento, non è dolore ma è piacere sconfinato, tanto forte da diventare quasi pungente. Shige lo sente contro il suo ventre e fa si che le loro pance siano l’una contro l’altra, perché capisce che a Tegoshi piace sentire quello strusciare. Respira a malapena Yuya, perché vuole attendere il momento in cui tutto si concluderà con un esplosione multicolore e sente che il momento non è poi così lontano. Kato sa come fare, Kato sa come muoversi…Kato è perfetto.

 

-L’hai mai fatto? – gli chiede in un sussurro sentendo l’ennesima vigorosa spinta dentro di sé

 

Shige ridacchia e gli mordicchia il lobo di quelle orecchie tanto carine e particolari, simili a quelle dei folletti.

 

-Non con un ragazzo se è questa la domanda…nel caso mi stessi chiedendo con una ragazza direi proprio di si – Shige gli respira addosso sempre più in affanno – E tu?

 

-Non con un ragazzo…e so che è questa la domanda – risponde Yuya con un mugolio

 

Ormai manca poco e lo sanno tutti e due…stanno in silenzio aspettando solo il momento, Kato aumentando il ritmo e Yuya appendendosi al suo collo per far si che ogni centimetro della propria pelle fosse contro di lui. E poi succede tutto, naturalmente…

Yuya urla e Shige lo segue una manciata di secondi dopo….non hanno mai provato nulla di simile e sono decisi a goderne il più possibile. Kato sente l’altro venire contro la sua pancia, mentre Yuya sente l’inconfondibile calore dentro di sé.

Tempo di riprendere fiato e Shige scivola via dal corpo dell’altro lentamente, accasciandosi al suo fianco, completamente sudato e con il fiato corto.

Yuya si mordicchia le labbra e sta con gli occhi chiusi, completamente soddisfatto. Rimane così per qualche minuto, in religioso silenzio, ascoltando solo il proprio respiro e quello di Shige. Fino a quando non sente le labbra morbide e carnose dell’altro contro le proprie e i denti di Kato mordicchiare  il suo labbro inferiore solleticandolo leggermente.

Shige ridacchia e si sdraia di nuovo, cercando la mano di Yuya e legando le dita alle sue.

 

-Perché ridi Shige? – gli chiede Tego mettendosi sdraiato puntandosi sul braccio sinistro per guardarlo meglio

 

-Stavo pensando che ti sei fatto perdonare bene…. – Shige chiude gli occhi e si addormenta

 

-Mi farei perdonare all’infinito da te – gli sussurra Yuya all’orecchio, non sapendo se l’altro sia sveglio o meno, ma non gli importa

 

 

Date: 2008-04-22 05:09 pm (UTC)
From: [identity profile] panny-chan.livejournal.com
*OOOOOOOOO* sono cosìììììì...nnnnnggggghhhhh!Che meraviglia ecco.
Alla fine sono anche dolci *si perde da sola in muoglii fangirlistici*
Davvero bella *O*

Date: 2008-04-22 05:33 pm (UTC)
From: [identity profile] shochan-reru.livejournal.com
bene, mi sono ripresa dalla mia orribile giornata con questo...questo TRIPUDIO!!!
dio mio che belli...*ç*...li voglio anche io!!! >.<
li voglio li voglio >.<
amour, me li regali?? dai, Shi no, regalami solo il mio Yu-chan XD
anche se lo sai come la penso su Shi ahahahah
la pianto prima che corri ad ammazzarmi U_U

Date: 2008-04-22 05:41 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Veramente carina mery.
La parte della limetta mi ha fatto morire dal ridere stavo per collassare XDDDDDDDD.
Ne stai producendo di fict così XD brava brava continua pure *sono un pò in modalità hentai XD*

Date: 2008-04-23 11:21 am (UTC)
From: [identity profile] harin91.livejournal.com
Perchè io sono l'unica cretina che non ha capito la funzione della lametta??? ç___ç *oggi non connette*

Che carina Meryyyyyyy! ^^
"Respiri lenti e profondi e il suo petto che si gonfia ritmicamente mentre l’altro si sente una merda munita di arti..."
XDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD Fantastico!

Date: 2008-04-24 01:16 pm (UTC)
From: [identity profile] arashipower.livejournal.com
Che bellaaaaa!!!

Ho riso come una cretina per un quarto d'ora solo per la battuta sulla zanzara..
"Bene…immagina di avere una proboscide e delle ali… SEI TU LA ZANZARA IN QUESTIONE!"

hahahaha

comunque sono davvero tenerosi!! love mode!!

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