[identity profile] jinnypazza82.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
Ebbene si, ora che sono tornata ricomincio a postarla... cioè, quello che ho postato rimane (tre pagine indietro, gente, tre pagine indietro. C'ho messo 40 minuti ieri a ritrovare l'ultima parte postata... vbbè, in mezzo mi sono fermicchiata a leggere, ma... dettagli, dettagli...). Ricomincio da dove dovevo ricominciare due mesi fa, insomma... mamma mia che fatica sto computer... ok. Gonin no juunen kan riparte!! Yay!!
per ratings, disclaimers e quant'altro, cercate al pimo capitolo (così avete la scusa per leggere tutto... me perfida). Nota, in questi due mesi di astinenza da commenti, ho fatto leggere questa ficcy a mia madre... e le è piaciuta! Sono ancora sconvolta... è successo a marzo, ma sono ancora sconvolta...




Masaki guardò il telefono, poi rivolse un’espressione supplichevole a Yusuke

<< Abbi pietà, sto lavando i piatti…>>

Yusuke sbuffò e rispose al telefono. Spalancò gli occhi, poi la bocca. Poi inspirò

<< Te lo passo subito… che sorpresa, comunque!>> disse, sorridendo. Guardò Masaki, che si asciugò le mani

<< E’ per te…>>

<< Proprio adesso che c’è il pienone… vai a dare una mano a Chika e Akane. >> disse Masaki. Yusuke annuì e scomparve. Masaki prese il telefono

<< Si?…>>

<< Aiba-chan!>> gli arrivò la voce di Sho. Cadde seduto a terra. Si rese conto di tremare. Si passò la mano libera sul viso

<< Sho-chan…>> disse in un soffio. Sho, dall’altra parte, rise. Era proprio lui

<< E’ un sacco di tempo che non ci sentiamo! Che bello, mi hai chiamato… sono… sono emozionato… raccontami qualcosa! Ti ho visto tante volte al tg, il mio ministro degli esteri preferito…mi sei mancato…>>

<< Anche tu mi sei mancato, Aiba-chan.>> disse Sho. Si sentiva che stava sorridendo. Masaki rise. Non poté fare a meno di iniziare a ridere

<< Quasi dieci anni…>> disse << Mancano otto giorni… notizie degli altri? Mi piacerebbe organizzare una rimpatriata, magari venite tutti qui, tengo chiuso una sera… >>

<< E qui arriviamo al punto… io Jun e O-chan ci siamo, tra otto giorni, da te… bisogna vedere se sei d’accordo, però…>>

<< Certo che sono d’accordo! Ah, aspetta un attimo… Chika, quello scotta, stai atte… troppo tardi… scusami un attimo Sho-chan..>>

Sho sentì dei rumori indistinti, un’imprecazione detta dalla voce di una ragazza

<< Ma te l’avevo detto che scottava…>> sentì dire a Masaki

<< Si, beh, c’era il fuoco acceso sotto…. Bene, torno di la.>>

Masaki tornò al telefono.

<< Scusami… sta ragazza sta passando troppo tempo con me… Beh, ma tu? Sei sposato, no?>>

<< Si… e ho anche una figlia… si chiama Yoko, ha sei anni…>> disse Sho, in tono dolcissimo.

<< Questo tuo tono mi sta un po’ uccidendo…ma se ci sono bambini di mezzo tu diventi super zuccheroso, si sapeva…>> disse Masaki, ridendo.

<< Beh, e tu? Come è andata poi? Che sei riuscito a mettere su il locale lo sappiamo, ma il resto?…>> chiese Sho

<< Beh, ecco…>> iniziò Masaki

 

Scese dal taxi e pagò. Camminò fino a casa, come in trance. Fu quasi sicuro di aver incrociato Yusuke sulla porta, ma non ci fece caso. Salì al piano superiore e si buttò sul letto. Si sentiva terribilmente stanco. Sembrava stesse andando tutto male. Affondò il viso nel cuscino. Poi ricordò di aver messo l’assegno sul tavolo della cucina, entrando.

<< Masa, che è questo?>> chiese Yusuke, facendo capolino dalla porta

<< La mia liquidazione. Possiamo comprarci tutto il locale, così almeno per quello papà non avrà più nulla da dire.>> disse Masaki, la voce soffocata dal cuscino. Sentì un peso sulle gambe

<< Yu-chan! Ti siedi sulle mie gambe?>> chiese, interdetto, girandosi a guardarlo

<< Si.>> disse Yusuke, guardando dritto davanti a sé.

<< Non sei contento che possiamo riprenderci il ristorante? La mamma sarebbe contenta, no?>> disse Masaki, cercando di liberarsi. Yusuke sorrise

<< Si, sono contento. Però… non so, è tutto strano in questo periodo… la mamma che ha avuto l’incidente, papà che ha venduto e se n’è andato, e adesso anche hanno sciolto il gruppo… ho paura di perdere anche te, ecco.>> disse. Masaki riuscì a liberarsi e a mettersi seduto. Abbracciò il fratello.

<< Stai tranquillo, ok? Sono qui. E sono troppo preso dal fatto che riusciamo ad aprire un locale noi due per deprimermi.>> disse. Yusuke sorrise.

<< Bene. Ti preparo il bagno. E mentre sei in acqua ti preparo una buona cena, così ti tiri su!>> disse, alzandosi

<< Ok…>> disse Masaki, leggermente spaventato << Prometti anche che ti trovi una ragazza in fretta? A volte mi sembra di avere una moglie, non un fratello…>>

Yusuke rise.

Passarono tre mesi prima che Masaki prendesse il coraggio di andare dal padre. Sapeva già come sarebbe andata, ma ci provò comunque. Suonò il campanello ed aspettò. Sapeva che a quell’ora era a casa. Infatti, dopo poco, la porta si aprì

<< Ciao papà…>> disse Masaki. L’uomo lo guardò. Poi scosse la testa

<< Scusami. Non ce la faccio. Le assomigli troppo.>> disse, e fece per chiudere la porta, ma Masaki lo fermò

<< Almeno questa volta ti scusi…>> disse, sorridendo

<< Almeno non sorridere! Mi sembra il suo fantasma che torna a perseguitarmi! Mi spaventi!>> disse lui. Masaki si morse le labbra

<< Ok. Solo una cosa. Siamo riusciti a ricomprarci il ristorante. Credo la mamma sarebbe contenta…>>

<< Sarebbe contenta se non avesse dovuto venire a quello stupido concerto, se non fosse stata stanca e se fosse viva! E magari se fossi venuto in ospedale nei tre giorni in cui è rimasta viva! O se fossi venuto ai funerali!>>

Masaki guardò il padre. Si sentì mancare il terreno sotto i piedi. Senza dire nulla se ne andò. Riuscì ad arrivare a casa senza incidenti, anche se non seppe mai come. Entrò nella propria stanza senza nemmeno salutare Yusuke e chiuse la porta. Si buttò sul letto. Voleva sparire. Sentì un peso al suo fianco. Girò appena il viso

<< Papà mi ha chiamato, mentre tornavi… ha detto che non intendeva dirti quelle cose…>>

<< Però ha ragione…>> disse Masaki con un filo di voce. Yusuke sospirò e gli si sdraiò accanto

 << Non ci hanno lasciato contattarti fino alla fine del tour. Non sapevi nemmeno dell’incidente, Masa. Non farti ste paturnie, ok? Papà sta passando un momento di merda e si sfoga con chiunque… con te di più, perchè non eri la…>>

<< Ho sentito che c’era qualcosa che non andava, Yusuke! Me lo sentivo! Ma… ho lasciato perdere… ho detto che se non sentivo nessuno di voi, era solo perchè era tutto sotto controllo… >> Masaki scoppiò in singhiozzi. Yusuke lo strinse forte

<< Masa. Io ti voglio bene. Anche papà te ne vuole, solo che al momento è confuso. Ma fregatene di lui! Io sono qui, ok? Io sono qui!>>

Masaki si calmò e sorrise al fratello.

<< Grazie Yu-chan… oh, che figura… scusami, sono scoppiato a piangere in questo modo… parlando di questo argomento…>>

<< Meglio. Ho avuto, in questi ultimi mesi, l’impressione che tu fossi come bloccato… adesso ti sei sfogato. Ero spaventato, sai? Di solito basta guardarti male che ti viene da piangere. E invece adesso…>>

<< Magari sono solo cambiato un po’, cresciuto…>>

Yusuke lo guardò un attimo, in silenzio.

<< Certo.>> disse poi << Bel tentativo, Masa. Davvero…>> disse. Masaki lo picchiò con un cuscino.

 

<< Tuo fratello, circa sei anni fa, mi ha accennato ad una donna…>> disse Sho, interrompendo i pensieri di Masaki

<< Ah… si, beh, più o meno… ho avuto una mezza storia, ma è un po’ complicato…>> disse Masaki

<< Dai! Racconta! Sono curioso!>> disse Sho

<< Sei pettegolo, è diverso!>> disse Masaki, ridendo.

<<Eddai!! Una volta mi raccontavi tutto! Poi lo raccontavi anche a Jun ed ero geloso, ma vabbè…>>

<< Che rompiscatole!>> rise Masaki

 

La vide uscire da un negozio. Era bellissima. Non poté fare a meno di fermarsi a guardarla. Lei lo vide immediatamente e rise. Masaki arrossì violentemente. Era normale vedere al rallenty? Lei gli fece un impercettibile cenno. Voleva che la seguisse…

<< Yu-chan, ci sentiamo dopo.>> disse, e riattaccò. Non aveva tempo di parlare ora. Seguì la donna in una strada meno affollata

<< Allora, giovanotto. Segui sempre le donne che te lo chiedono?>> chiese lei

<< Ah, no… solo quelle tremendamente belle.>> disse lui. Ormai il rossore se n’era andato completamente

<< Vedo che sei abituato a piacere. Beh. In effetti ragazzi così belli ce n’è gran pochi… strano. Ero sicura di averti viso da qualche parte…>> disse la dona. Lo sguardo di Masaki si rabbuiò leggermente. Dietro di lei c’era un vecchio cartellone pubblicitario

<< Tipo li?>> chiese. Lei si girò e vide il cartello

<< Eh, si, tipo qui… ma ormai non sei più un idol, no?>> chiese lei. Masaki alzò un sopracciglio

<< No. Decisamente no. Anche non ci avessero mandati a casa, non avrei comunque più l’età.>> disse. Lei rise. Poi allungò una mano

<< Piacere. Sono Yamamura Rumiko.>> disse.>>

<< Beh, mi presento anch’io allora. Aiba Masaki… se ti chiamavi Sadako1 scappavo urlando…>> disse Masaki. La donna rise

<< Giusto. Pensa, volevo chiamarci mia figlia Sadako… Poi mi hanno fatto cambiare idea…>>

<< Hai una figlia?>> chiese Masaki. Rumiko lo guardò. Di solito gli uomini fuggivano davanti a quell’affermazione. Masaki invece sorrideva dolcemente.

<< Si. Ha tredici anni. Si chiama Chika… vive sola con me, poverina. Suo padre al momento non ho idea di dove sia… ma questo non ti interessa mi sa…>>

<< In realtà hai una vita piuttosto interessante.>> disse Masaki. Si era avvicinato. Si baciarono senza praticamente rendersene conto. Lei si staccò per prima

<< Quanti anni hai, Masaki?>> gli chiese

<< Ventinove.>> disse lui

<< Oh, cielo… sei un bambino! Mi metteranno in carcere!>> disse lei ridendo

<< Hey, sono maggiorenne, sai!>> disse lui, facendo il finto offeso. Lei rise. E due mesi dopo si trasferì da lui, con la figlia al seguito.

<< Posso chiamarti papà?>> chiese Chika, appena vide Masaki. Lui prese un’espressione interrogativa

<< Eh?…>>

<< Parliamoci chiaro. Il mio vero padre è una merda, tu invece sei un figo! Voglio potermi vantare con le amiche, che cavolo!>>

<< Hey! Alla tua età le ragazze non dovrebbero nemmeno pensare di parlare così!>> disse Masaki

<< Bene! Sei già entrato nel ruolo, papà!>> disse Chika, andando ad appropriarsi della camera più grande

<< Tutta sua madre.>> borbottò Yusuke, scoccando un’occhiataccia a Rumiko.

<< Yu-chan si preoccupa sempre per me.>> disse Masaki, felice, scompigliando i capelli al fratello

<< Toccami ancora i capelli e ti infilo la mano nel tritaghiaccio!>>

<< Come non detto…>> disse Masaki.

Sei mesi dopo, scoprì che Rumiko non gli aveva detto tutto di sé. La trovò nascosta in cucina, una polvere bianca sul tavolo, il naso rosso.

<< Rumi-chan…>> la voce di Masaki si ruppe.

<< Beh? >> disse lei, stizzita. Masaki serrò la mandibola. Prese quello che c’era su tavolo e buttò tutto

<< Sei impazzito?! Hai presente quanto casta quella roba?!>> urlò lei. Masaki la schiaffeggiò. Lei rimase bloccata

<< Che cazzo credi di fare, ragazzino?>> sibilò

<< Tirarti una sberla. E se non cambi atteggiamento subito te ne mollo un’altra! Me ne frego se sei una donna! Almeno poi avresti un motivo per farti!>> urlò lui di rimando. Lei lo colpì con una sedia. Masaki alzò le braccia, giusto in tempo per non essere preso in pieno viso

<< Ti difendi la faccia? Mica sei più un idol, no? >> disse lei. Masaki la bloccò. La portò di peso fino in bagno e la cacciò sotto l’acqua gelata della doccia. Per tenercela, si bagnò completamente anche lui. La sentì tremare. Poi sentì i singhiozzi. La abbracciò, tirandola fuori dalla doccia

<< Mamma, che succede?>> chiese Chika, entrando, spaventata dalle urla.

<< Nulla. Sono semplicemente una deficiente.>> disse lei, sorridendo alla figlia.

<< Mamma, l’hai fatto piangere!>> disse Chika, guardando Masaki. Rumiko alzò lo sguardo. Masaki si nascose il viso tra le mani

<< Scema.>> le disse, drigendosi verso la camera.

<< Hai ragione…>> disse lei, abbassando il viso a sua volta.

<< Bene. Se mi promettete che la piantate, torno a studiare.>> disse Chika. Ed uscì.

Cinque anni dopo, Rumiko scomparve. La cercarono per giorni. La trovarono dopo una settimana in una cabina telefonica. Era morta da almeno due giorni. Overdose, disse il medico legale.

<< Lo sapevo che sarebbe finita così. Che stronza.>> fu il commento di Chika. Masaki si limitò ad annuire mentre il medico legale parlava. Rimase i silenzio fino a casa.

<< Masa…>> lo chiamò Yusuke. Masaki lo guardò

<< Datemi tre ore. Non ho bisogno di più tempo, ok? Solo tre ore.>> disse, e si chiuse nella propria stanza. Prese tutte le cose di Rumiko e le raccolse in un paio di scatole. Poi le spinse fuori dalla porta e chiuse a chiave. Rifece il letto e vi si rannicchiò. Lei non c’era più. Era morta. Era un concetto che conosceva. Ed era morta in maniera veramente triste. Completamente sola. E, come se non bastasse, gli aveva mentito. Gli aveva promesso di smettere. Gli aveva giurato i aver smesso. E invece… avrebbe dovuto accorgersene. Avrebbe dovuto accorgersene… si passò le mani sul volto. Poi si alzò e girò la chiave. Yusuke entrò immediatamente, seguito a ruota da Chika.

Li  guardò. Sentì le ginocchia cedergli. La testa gli girava. Poi fu tutto buio. L’ultima cosa che percepì, furono le braccia di suo fratello che lo sorreggeva. Quando riaprì gli occhi non si sentiva più così sfasato. Tutto quel bianco e verde pastello lo disturbavano un po’, ma…

<< Ah! Sei sveglio! Meno male!>> disse Chika. Lui la guardò.

<< Sei svenuto per lo shock. E sei rimasto addormentato per una settimana. Non c’era verso di svegliarti… io non mi spavento facilmente, ma zio Yu-Yu è terrorizzato…>>

Masaki fece un debole sorriso. Chika gli strinse la mano

<< Anche se tu e la mamma non siete mai stati sposati e adesso lei è morta, posso considerarti lo stesso mio padre?>> chiese con un filo di voce. Masaki sorrise e la abbracciò stretta. Poi la guardò, annuendo. Chika sorrise, felice. Yusuke entrò nella stanza. Guardò il fratello. Poi scoppiò in singhiozzi

<< Brutto stronzo, che spavento mi sono preso!>> urlò. Masaki si strinse nelle spalle.

Per quasi un anno non aprì bocca. Non riusciva a parlare. Riuscì a balbettare un saluto quando Yusuke gli presentò Akane, con cui si era appena fidanzato. Lei sorrise. Yusuke le aveva già raccontato tutto ed era preparata.

Masaki riprese a parlare quando il padre di Chika si presentò a casa loro.

<< O cazzo.>> disse Chika, guardando dalla finestra. Masaki guardò a sua volta. Un uomo sulla cinquantina stava suonando il campanello.

<< Io… io non lo voglio vedere…>> disse Chika. Masaki serrò leggermente la mandibola. Scese le scale e spalancò la porta

<< Chika abita qui, vero? Yamamura Chika.>> disse l’uomo, senza presentarsi ne nulla.

<< Si.>> disse Masaki, alzando leggermente un sopracciglio.>>

<< Bene. Le dica di preparare le sue cose e venire via con me.>> disse l’uomo

<< Non credo lei sia d’accordo. E poi, scusi, ma sarebbe stata educazione presentarsi.>> disse Masaki.

<< Sono suo padre.>> disse l’uomo. Masaki lo guardò dritto negli occhi

<< Quindi lei è il padre naturale di Chika. E questo le darebbe il diritto di portarla via?>>

<< Certo!>> rispose l’uomo. Masaki gli rise in faccia

<< Mi dica! Dov’era negli anni in cui Rumiko passava da un uomo all’altro? E quando Rumiko si drogava? Quand’è morta, lei dov’era? Perché erano quelli i momenti in cui “sua” figlia aveva bisogno di lei. Adesso ce la fa tranquillamente da sola.>> disse Masaki.

<< E poi non sono sola. Ci sei tu.>> disse Chika, prendendo Masaki per una manica. Lui si girò a guardarla

<< Non fare la cretina. Sei legalmente affidata a me fino ai vent’anni!>>

<< Capirai, mancano otto mesi. E poi tu non sei mio padre. Hai smesso di esserlo quando hai mollato la mamma da sola, incinta di me!>> urlò lei. L’uomo alzò una mano, intenzionato a colpirla, ma si ritrovò sdraiato a terra

<< Non t’azzardare a toccare mia figlia!>> urlò Masaki. Chika lo guardò, gli occhi spalancati, pieni di stupore, di gioia e d’orgoglio. L’uomo steso a terra guardò Masaki a sua volta

<< Tornerò con la polizia.>> disse.

<< Faccia pure. Che vedano che razza di persona è!>> sibilò Masaki. L’uomo si alzò e se ne andò, spaventato.

<< Hai parlato…>> disse Chika, con un filo di voce.

<< Già. Direi che la rabbia è terapeutica. Qualcun altro vuole farsi sotto?>>

Chika rise, mentre rientravano.

Due anni dopo, Yusuke ed Akane si sposarono. Yusuke era molto spaventato. Non dal matrimonio in sé, ma dalla sfortuna che sembrava averli perseguitati.

<< Le donne che sono coinvolte con noi, tendono a morire… ho un po’ paura… mamma, e poi Rumiko…>>

<< Lei vuole sposarti comunque, quindi non farti paranoie. Io sono il fratello con le paranoie, va bene? Ne basta uno!>> disse Masaki. Yusuke rise.

Altri due anni ed Akane annunciò di essere incinta.

<< Sarò zio! Yay!!!>> urlò Masaki

<< Sarò padre! Sarò padre? Ma è fantastico!>> urlò Yusuke, correndo ad abbracciare la moglie

<< Un cuginetto!>> se ne uscì Chika, spostando in malo modo Yusuke ed abbracciando Akane.

E poi, quella strana sera dopo tre mesi dalla notizia di Akane, quando sembrava che le cose non potessero andare meglio, il telefono aveva squillato…

 

<<Sho-chan, ci sei?>> chiese Masaki, visto che dall’altra parte c’era un improvviso silenzio

<< Ehm, si…. Più o meno… se avessi anche solo lontanamente immaginato che fosse morta non ti avrei chiesto… e per un anno non hai parlato… oddio, Ma-chan… mi spiace così tanto…>> disse Sho

<< Oh, ma adesso sto bene. Ogni tanto sono un po’ triste, ma succede a tutti. Chika è un po’ in crisi, ma solo perchè ha appena lasciato il ragazzo… Yu-chan e Akane sono sposati, e tra un po’ diventerò zio…pensavo di non poter essere più contento. E invece mi hai telefonato dicendomi che venite almeno in tre qui tra otto giorni… Sho-chan, sono davvero davvero felice…>>

<< E allora perchè piangi?>> chiese Sho. Masaki tirò su col naso

<< Mi commuovo facilmente, dovresti saperlo…>>

Sho rise. Poi riattaccarono. Masaki guardò Yusuke, che nel frattempo era tornato a recuperare alcune ordinazioni

<< Il quindici siamo chiusi.>> disse. E si rimise a lavare i piatti, canticchiando contento.



1 Sadako Yamamura, la ragazza (che poi nel film è diventata una bambina) malefica di Ring




Puvirino il mio cipolletto... :(  con la scusa che è il mio Araraperonzolo preferito, lo maltratto sempre nelle ficcy...

Date: 2008-04-30 11:17 am (UTC)
From: [identity profile] shochan-reru.livejournal.com
uaaa quanto mi è mancata questa fic!!! ç___ç
Masa adorato T_T
inizialmente ho pensato di andare a rileggere i capitoli indietro per rinfrescarmi la memoria, ma alla fine ho letto subito questo! non ho resistito XD
adesso vado a rileggere gli altri capitoli!!
*saltella felice per la stanza*

Date: 2008-04-30 01:21 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Jinny sei una tentatrice e dire che volevo andare a studiare, ma quando ho visto che avevi postato non mi sono potuta trattenere, quanto ho aspettato questo capitolo ç__ç.
Povero Masa mi veniva da piangere ç___ç
Non vedo l'ora di leggere il resto

Date: 2008-04-30 01:34 pm (UTC)
From: [identity profile] harin91.livejournal.com
Tua mamma è un'intenditrice! ^^

Questa è una delle tue fanfiction che preferisco *___* e ringrazio il cielo che l'ho già letta, perchè se avessi dovuto aspettare 2 e passa mesi per questo meraviglioso capitolo avrei sclerato di sicuro!

Muuuuuuu... ç____ç
I capitoli che mi hanno fatto più piangere sono questo, quello di Jun (vedi 3 pagine fa XD)*sensibilissima al pianto della mia bella Hime* e l'ultimo... ç____ç

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