[identity profile] eos-92.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
Salve a tutti!!! Sono Rory e ho 18 anni, sono una grande appassionata di Giappone e mi piace scrivere; ormai è circa un anno che bazzico la Pasticceria e mi piace tantissimo; dato che i miei preferiti sono i KAT-TUN, all'inizio leggevo solo fanfic su di loro ma poi, spaziando, mi sono appassionata anche ad altri gruppi... tipo i Kis-my-ftII.
Già una volta ho provato a postare qualcosa ma poi mi sono pentita (non so bene neanche io il perché... scusatemi T__T e ho cancellato tutto), ma ora, dato che lo ha fatto anche Cry-chan, una delle mie migliori amiche, mi faccio forza e posto anche io qualcosa! (Grazie, bella!)
Quindi... ecco a voi una ficci, sperando nei vostri commenti, soprattutto le critiche sono ben accette... ^^

Grazie a tutti!


Titolo:
Rain
Fandom: KAT-TUN
Capitoli: One shot
Rating: R
Pair: Tanaka Koki & Nakamaru Yuichi
Desclaimer: i personaggi non mi appartengono
Warning:  Boy's Love
Ringraziamenti: mia sorella e il mare
Note: questa è la mia terza fanfic, l'ho scritta il 24 agosto 2009, davanti al mare scuro.


La spiaggia era deserta. Il cielo un po’ grigio, le onde si alzavano e sbattevano a riva con forza, potenti.

Lasciarono le infradito accanto ad un arbusto solitario.

Koki si arrotolò i larghi pantaloni della tuta fino a metà coscia fermandoli con degli elastici.

Yuichi si arrotolò i jeans fino al ginocchio.

Iniziarono a camminare.

L’acqua carezzava i loro piedi magri e le caviglie.

Dovevano fare attenzione a non pestare i sassi che popolavano la spiaggia.

Avevano appena finito di girare un PV e avevano tempo libero fino all’ora di cena.

Loro avevano optato per una passeggiata lungo riva. Anche se avevano le gambe a pezzi ed erano stanchissimi, avendo ballato fino a quel momento, il pensiero di chiudersi nella camera d’albergo, per quanto confortevole potesse essere, non li attirava proprio.

Koki si tirò su il cappuccio della felpa. Si sentiva a disagio senza qualcosa in testa.

Yuichi infilò le mani nelle tasche dei jeans.

Lo sue mani erano davvero belle. Le dita lunghe e delicate.

Koki lo diceva sempre: doveva fare il “modello di mani” e tutti concordavano ridando.

I cavalloni si facevano sempre più alti e rumorosi.

“Ehi… vogliamo tornare?” chiese Yuichi, alzando la voce il più possibile per coprire quella del mare.

“Non dirmi che hai paura!” lo derise Koki.

“Vorrai scherzare!”

In verità Yuichi era il più pauroso del gruppo. Durante il loro ultimo Live avrebbe dovuto fare bungee jumping da venti metri per dieci giorni di seguito. All’inizio non ce l’aveva fatta, e aveva anche fatto a cambio con Tatsuya. Solo l’ottavo giorno era riuscito a lanciarsi. Ma la paura lo aveva privato di ogni forza.

Continuarono a camminare, in silenzio.

Koki giocherellò per un po’ con la catenina d’oro che aveva al collo. Strano che non riuscivano a trovare un argomento di cui parlare.

Di solito Yuichi era molto loquace e anche lui era un tipo spigliato.

Colpa di tutto questo rumore, pensò. Sospirò appena.

“Ricordi quando sei caduto?”

“Cosa?” Koki alzò lo sguardo su di lui. Era la prima volta da quando si erano allontanati insieme che si guardavano in faccia.

Non capì il motivo, ma gli sembrò di guardarlo per la prima volta.

Quelle labbra carnose, gli occhi profondi, di un nero infinito, il naso un po’ grande.

I capelli scuri, corti.

“Koki, tutto bene?”

“E… eh?!”

“Mi guardavi con una faccia strana”

Koki abbassò di scatto lo sguardo e accelerò leggermente il passo.

“Ma… che mi stavi dicendo? Prima…?”

Yuichi sembrò pensarci un attimo.

Poi prese a correre.

“Dicevo della tua caduta!” urlò.

Koki gli corsi dietro, ma l’essere più basso non lo aiutava. Maledette gambe corte!

Doveva ammettere però che i suoi riflessi gli avevano dato buca.

Si era fermato a fissare l’amico che si allontanava urlandogli qualcosa. Che non aveva capito.

Forse sarà stato per colpa delle gambe stanche e dei piedi infreddoliti o forse, più semplicemente, del cervello momentaneamente assente, che scivolò in pieno su un sasso e rotolò a terra.

Scoppiò a ridere.

Yuichi si voltò, ansimando. Una decima di metri più indietro c’era Koki, disteso a terra, piegato in due dalle risate che gli tendeva una mano.

Yuichi gli corse incontro, sorridendo.

Stava per afferrargli la mano quando un’onda, più alta delle altre, lo colpì in pieno facendolo sbilanciare.

Cadde a terra.

In fondo il mare era ancora lì.

Nulla del paesaggio intorno a loro era cambiato. La spiaggia era ancora deserta, le nuvole si stavano piano addensando.

Un leggero vento freddo iniziò a soffiare.

“Cazzo, com’è freddo!”

Solo in un secondo momento Yuichi si accorse di essere finito esattamente sopra a Koki.

Sentiva il suo respiro sul collo. Aveva smesso di ridere.

Come paralizzati, non riuscivano a muoversi.

Isolarono, entrambi, i rumori esterni e si concentrarono soltanto sui loro respiri. Sempre più affannati.

Entrambi bagnati, con il mare che ancora li raggiungeva, come privati di ogni forza, rimasero immobili.

Non avevano più la percezione dei loro corpi. Erano veramente così vicini? Era veramente Koki quello sotto di lui?

D’improvviso, come svegliato da un sogno, percepì qualcosa di ruvido e bagnato sul collo.

Koki lo stava leccando.

Lo aveva afferrato per il colletto della giacca e lo stava leccando.

Con uno scatto Koki fu sopra di lui. A cavalcioni sul suo sterno lo teneva stretto con le ginocchia e con una foga inaspettata aveva iniziato a mordergli e a succhiargli ogni centimetro di pelle disponibile.

Una mano premuta sulla sua bocca.

Aveva chiuso gli occhi.

Yuichi riuscì a sollevargli lentamente la mano, scuotendo piano la testa.

Le mani lungo i fianchi, come morte, stringevano la sabbia bagnata.

“Koki…” ansimò.

E l’altro si bloccò. In un attimo fu in piedi, si allontanò pochi passi e gli diede le spalle. La testa piegata in avanti.

Tremava leggermente.

“Scusa, non volevo farlo” … “Scusa, dimenticalo”.

E il mare tornò a farsi sentire. Si impose tra di loro, quasi a volerli dividere.

Yuichi non era sicuro di aver capito ciò che l’altro gli aveva detto. Ma poteva ben immaginarlo.

Il vento era troppo forte.

Sentiva freddo.

Koki tremava con più forza. L’enorme felpa, completamente zuppa, pesava e sembrava volerlo trascinare a terra.

I piedi affondavano un poco nella sabbia.

Voglio scomparire, pensò.

Si strinse le spalle e fece per muovere un passo.

Intorno a loro la natura tuonava.

Signora e regina, avanzava minacciosa contro di loro.

Se ora si fossero divisi. Si sarebbero persi per sempre.

Koki inghiottito dalla terra, Yuichi portato via dal mare.

Sperò di riuscire a ritrovarlo, al centro del mondo.

Un’altra onda, minacciosa, colpì Yuichi in pieno e lo destò dall’immagine che aveva di un luogo roccioso e infuocato dal quale Koki urlava il suo nome, ma lui non riusciva a vederlo.

Gattonò verso di lui, che intanto aveva mosso qualche passo, gli abbracciò le ginocchia scoperte strattonandolo un po’.

Koki oscillò.

Yuichi gli afferrò la maglia e lo trascinò giù, a terra, ma lo tenne stretto, non lo avrebbe lasciato andare.

“Ti prego… fallo di nuovo” gli sussurrò in un orecchio.

Koki rimase in silenzio.

Le snelle mani di Yuichi si muovevano frenetiche sul corpo di Koki.

Sei ancora qui. Si diceva.

“Koki, ti prego… fa qualcosa, dì qualcosa…”.

Yuichi lo voltò, gli alzò la testa, prendendolo con delicatezza da entrambi i lati.

“Guardami, Koki…” gli sussurrò, sembrava una preghiera.

Se non mi guardi non ho la conferma di averti veramente qui. Se non mi guardi ho paura che tu possa sgretolarti tra le mie braccia. Se non mi guardi potrei essere io quello che non esiste.

Finalmente, con una lentezza infinita, Koki alzò gli occhi su di lui.

Nero contro nero. La profondità della terra contro l’immensità del mare.

Yuichi lo baciò.

Appoggiò le labbra su quelle di Koki, iniziò a morderle piano. Con  la lingua tentava di dischiuderle.

Cercava un passaggio.

E lo trovò. Koki ricambiò il bacio.

E una lacrima gli rigò la guancia. Yuichi la raccolse con il pollice.

E raccolse tutte le sue lacrime.

“Non piangere, va tutto bene” gli disse contro le sue labbra.

“Come fa ad andare tutto bene…?” Koki singhiozzava.

“Ti rendi conto di ciò che stiamo facendo?”

Si abbandonò contro il suo petto, così magro e fragile ma che sapeva infondergli tante certezze.

Chi rispose a quella domanda?

Il vento la portò lontano.

La terra la inghiottì.

Il mare la nascose.

Le loro menti vollero dimenticarla. Così come i loro cuori.

Le loro bocche ripresero a baciarsi.

I loro membri si indurirono.

“Torniamo… in hotel… ci ammaleremo” ansimava Koki mentre Yuichi tentava di sciogliergli i lacci dei pantaloni.

“Al punto in cui siamo…” Yuichi glielo prese in bocca.

 

Camminavano, uno accanto all’altro, in silenzio.

Erano vicini ma non si toccavano. Erano bagnati fino al midollo, scomposti, pallidi, infreddoliti.

Una pioggerellina sottile li avvolgeva.

Forse non sarebbero mai arrivati, forse non avrebbero mai ritrovato le loro infradito.

Erano passati anni, secoli, erano invecchiati.

Vecchi, alla fine di una vita passata insieme.

Koki allungò una mano verso quella di Yuichi, gliela sfiorò. Sfiorò ad una ad una tutte le dita.

Erano le dita di un ragazzo. Non erano ancora invecchiati.

Intrecciarono le dita.

Un calore li avvolse, un pallido sole sorse la quella unione, un sole che si faceva sempre più forte.

Avrebbero voluto parlare, cantare, ballare al ritmo del loro amore. E invece continuavano a camminare.

Intorno a loro solo l’oblio.

Le loro mani erano il perno intorno al quale girava il mondo.

Avrebbero voluto sussurrare “Ti amo”.

Ma videro le loro infradito ancora lì, vicino all’arbusto.

Sorrisero e, raccogliendo le loro ultime energie, corsero verso di esse.

Arrivati, se le infilarono.

Si guardarono.

Koki gettò le braccia intorno al collo di Yuichi.

Yuichi gli afferrò la nuca.

Si baciarono.

E la notte li avvolse.

 

Date: 2010-08-13 06:51 pm (UTC)
From: [identity profile] okuribi-dreams.livejournal.com
Tanto tanto tanto amore per la tua icon ♥
Quelle foto facevano un po' Silenzio degli innocenti ma le adoravo. XD

Benvenuta!

Date: 2010-08-13 06:53 pm (UTC)
From: [identity profile] 92missmurder92.livejournal.com
ah Rory ^^ questa ficci è bellissima *-* ma già lo sai ^^

ps. post ben fatto ^^

Date: 2010-08-14 10:05 am (UTC)
From: [identity profile] 92missmurder92.livejournal.com
si infatti è stato un grande passo per te xD e di niente cara ^^ ci sentiamo per lunedì <3<3

Date: 2010-08-13 07:18 pm (UTC)
From: [identity profile] seleraf.livejournal.com
Benvenuta!
Quant'è bella questa one shot. L'hai scritta benissimo, lasciando avvertire ogni sensazione.
Mi è piaciuta un sacco, brava *-*

Date: 2010-08-13 08:01 pm (UTC)
From: [identity profile] harin91.livejournal.com
Ciao Rory! ^O^
Benvenutissima su questi lidi (anche se pare tu già li conosca xD) anche dalla mod-fuffa-più-fuffa-del-mondo! ^^
Sei stata bravissima a farti coraggio e a postare, soprattutto perché come vedi non mangiamo xD (cioè, non mangiamo altre fanwriters... io personalmente mi cibo di paella e ogni tanto mi viene l'irresistibile voglia di provare un idol, ma ancora non me ne è capitato uno sotto mano da sgranocchiare xDDD)
Buona permanenza su questa pagina, carissima *__*

Date: 2010-08-15 08:45 am (UTC)
From: [identity profile] reallystorygirl.livejournal.com
Questa fanfiction è decisamente malinconica, comunque scritta bene.
La coppia non è delle mie preferite, sono per la MaruDa XD.
ç____ç Però debbo dire che Kokino così teneroso mi fa uno strano effetto, l'ho trovato realmente dolce.
Naka era molto in carachter secondo il mio modesto parere.
^O^ Mi piace come all'inizio tentino di non lasciarsi andare ai sentimenti, mentre poi ne vengono avvolti.
E il mare è decisamente un ottimo sottofondo per una fanfiction del genere.

Date: 2010-08-17 09:34 am (UTC)
From: [identity profile] reallystorygirl.livejournal.com
AWWWWWWWWWWWWW LA JINDA MI PIACE.
Kame è l'unico che non posso sopportare. L'unico idol, in generale, per cui ho provo un profondo... rapporto di conflitto.
Proprio non mi piace XD.
Naka e Jin? Questa mi mancava ò.ò. Sarebbe interessante leggerne.

Date: 2010-08-19 10:47 am (UTC)
From: [identity profile] reallystorygirl.livejournal.com
Non so come si abbrevia, ma io ci sto ^^.
Kame... err, proprio non mi piace, gomenne.

Date: 2011-01-27 03:32 pm (UTC)
From: [identity profile] sylviakun.livejournal.com
eccomi qua' ti perseguito visto ?? hi hi hi (risata malefica )oddioooooo io amo il mare d'inverno, pero' ragazzi non vi bagnate che poi vi viene una polminite e chi lo vuole sentire il vecchiaccio dopo XDDDDDDDD!!! kiss kiss

Date: 2012-04-07 07:55 pm (UTC)
From: [identity profile] masrmg.livejournal.com
"Chi rispose a quella domanda?
Il vento la portò lontano.
La terra la inghiottì.
Il mare la nascose.
Le loro menti vollero dimenticarla."
Se in molte situazioni felici che però sembrano avere qualcosa di sbagliato ci si comportasse così tante sofferenze non sarebbero vissut.
E' sempre la stessa storia.
Non riusciamo a vivere la vita, i nostri sentimenti, le nostre emozioni senza pensare a quello che potrebbere "dire" tutti quelli che sono intorno a noi. Io non riesco a capire perchè facciamo così. Voglio dire la vita è nostra e noi dobbiamo viverla : se siamo felici, siamo felici noi; se siamo tristi siamo tristi noi. Perchè diamo tanta importanza alla gente che non sarà mai felici quando lo siamo noi e, soprattutto, non sarà mai triste quando lo siamo noi. Siamo noiu che viviamo i nostri dolori i nostri dispiaceri. Non sono loro a "viverli" per noi. Quindi dico io, ma che se ne frega di quello che la gente pensa! Se io sono felice con quella persona e non faccio del male a nessuno ma perchè non devo continuare ad essere felice. Perchè la gente magari può pensare: o guarda sta con quello/a. Ma chi se ne fega! Io sono felice e va bene così. Perciò Koki, tu sei felice con Yuichi e non chiederti cose "stupide". Sii felice e basta!
Come avrai capito anche questa ff mi ha "dato" qualcosa, come sempre.

P.S.: grazie ancora per l'"aiuto" che mi hai dato con Ebay. Ora non mi resta che aspettare e armarmi di santa pazienza.

Baci, baci!
A domani!

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