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Stavo per spegnere il computer nonostante Vampiretta mi avesse ricordato 20mila volte che dovevo postare Kurenai per stasera...XDDD Sono un caso disperato lo so! LOL
Ma comunque me ne sono ricordata in tempo, quindi eccomi qui per postare il 4° capitolo di Kurenai! *w* La storia sta entrando pian piano nel vivo, speriamo vi piaccia! ^-^
Buona lettura!! ^O^




POV/JUN
Cominciò lentamente a riprendere conoscenza. Non ricordava bene cos’era successo, si ricordava soltanto di aver visto Sho e averci parlato, poi più nulla. La stanza era completamente buia e la sua vista offuscata non gli permetteva di vedere chiaramente; sentiva le lenzuola del letto in cui si trovava leggermente bagnate dal suo sudore, ed aveva un panno sulla fronte.
Doveva aver perso i sensi e Sho lo aveva portato a casa sua.
“Sho...” sussurrò.
“Sono qui.” disse una voce proveniente dall’angolo più buio della stanza; “Finalmente ti sei ripreso…” disse con sollievo.
“Dove siamo?” chiese Jun cercando di mettersi a sedere, ma era troppo debole e stanco.
“Non ti alzare, rimani sdraiato, hai ancora la febbre alta.” disse Sho alzando la voce; poi ritrovò un tono più calmo e disse “Siamo a casa mia, hai dormito per più di 12 ore.”
“Come mai è così buio?” chiese poi cercando di mettere a fuoco la figura di Sho rintanata nell’angolo.
“Ho tirato le tende.” rispose Sho.
“Sei rimasto con me tutta la notte?”
“Si, ma non ti preoccupare.”
“Ma oggi è il giorno di Natale, lo vorrai passare con la tua famiglia…” disse Jun improvvisamente triste.
“Non ho una famiglia.” rispose subito Sho.
“Mi dispiace… ma perchè stiamo al buio? Apri le tende e avvicinati.” disse Jun cercando di cambiare discorso da una cosa che poteva essere troppo triste per quel giorno che avrebbe dovuto essere di festa.
“Preferirei rimanere qua, e ti prego di non aprire le tende per nessun motivo.”
Non capiva cosa gli stava succedendo, perchè Sho non gli si voleva avvicinare? E perchè non voleva che aprisse le tende?
“Ti ho preparato qualcosa da mangiare, anche se ormai sarà un po’ freddo… ma mangialo lo stesso per favore, io per il momento non posso lasciare questa stanza e tu non hai la forza di uscire e di alzarti, quindi ti prego di accontentarti per ora.” disse Sho interrompendo i suoi pensieri.
Cominciava a spaventarsi; perchè si comportava in maniera così strana? E perchè non poteva uscire da quella stanza?
“Mi stai cominciando a fare paura…” gli disse improvvisamente Jun.
Sho si mosse leggermente nell’angolo della stanza, poi disse:
“Scusa, va bene mi avvicino.”
Jun vide Sho muoversi nella stanza e quando gli fu più vicino cominciò a riuscire a delinearne la figura. Sho spostò la poltrona della stanza e si sedette, mantenendo sempre una certa distanza; Jun non capiva perché si comportasse in maniera così strana.
“Ora mangia ti prego.” gli chiese Sho.
Jun prese il piatto che si trovava sul comodino, e cominciò a mangiare.
“Certo, non si può dire che tu sia un bravo cuoco…” disse dopo aver assaggiato la zuppa che gli aveva preparato Sho.
“Scusami, ma io non cucino mai.” gli disse Sho dispiaciuto.
“Non ti preoccupare, ho una fame cha mangerei qualsiasi cosa!” rispose Jun che nel frattempo aveva svuotato quasi tutto il piatto. Quando ebbe finito lo ripose sul comodino.
“Grazie, mi dispiace di averti creato disturbo, tra un po’ me ne vado.” disse Jun.
“Non ci pensare proprio, finché non ti passa la febbre tu non ti muoverai da qui.” disse Sho in tono irato.
“Ma io stasera devo lavorare, non posso…”
“Non esiste proprio, tu non vai da nessuna parte, se è una questione di soldi ti pagherò io per l’intera serata; ora torna a dormire.” disse Sho interrompendolo senza lasciarlo finire.
Jun era senza parole, non sapeva cosa dire; era ancora stanco e si rendeva conto di avere la febbre alta, allora decise che in fondo un altro po’ di riposo gli avrebbe fatto bene, si girò da un lato in modo da poter vedere Sho, e mentre gli occhi gli si chiudevano sussurrò: “Grazie…”.
 
POV/SHO
Finalmente la sera stava arrivando; era quasi un giorno intero che non riposava e si sentiva particolarmente stanco. Continuava a guardare in direzione del letto dove giaceva Jun addormentato; il suo respiro era tornato abbastanza regolare e non si agitava più – finalmente la temperatura si era abbassata. Scostò brevemente lo sguardo dal ragazzo per massaggiarsi la fronte con la punta delle dita; non solo era stanco, ma aveva anche bisogno di nutrirsi.
La presenza di Jun in quella stanza non lo aiutava minimamente. Poteva sentire l’intenso odore del sangue caldo scorrere nel suo corpo, e l’impulso di bere da quel collo pallido e gracile era molto forte. Durante la veglia aveva studiato quel viso così a lungo da conoscerne i minimi dettagli.
Appena fece abbastanza buio aprì le tende ed osservò la città in movimento. Aveva pensato di uscire per nutrirsi, ma non voleva lasciarlo solo; aveva paura che se fosse uscito anche solo per poco Jun risvegliandosi se ne potesse andare. Decise quindi che poteva ed era in grado di controllarsi almeno un altro po’; finché non fosse stato sicuro di poter lasciar Jun solo.
In quel momento sentì Jun muoversi. Allontanò lo sguardo dalla finestra girandosi dal lato del letto: il ragazzo aveva aperto gli occhi e si guardava intorno con aria addormentata.
Fece qualche passo verso di lui poi chiese:
“Come ti senti?”
“Meglio, grazie.” rispose tirandosi a sedere.
“Scusa se ti ho tolto i vestiti ma dovevo fare in modo di abbassarti la temperatura.” disse Sho imbarazzato guardando il ragazzo a petto nudo, seduto nel suo letto.
“Non ti preoccupare, piuttosto mi dispiace di averti creato problemi.” disse Jun guardandolo; “Sono contento che sei tornato il solito Sho, ti eri comportato in maniera così strana…” aggiunse con sollievo.
“Mi dispiace.” disse Sho capendo che il suo comportamento doveva averlo turbato.
Jun sorrise, poi osservò la stanza in cui si trovavano.
"Accidenti, si è già fatto buio..." disse imbarazzato voltandosi di nuovo verso di lui.
"Non pensarci nemmeno ad andartene, te l'ho già detto." lo precedette mentre si sedeva sul letto accanto a lui.
Jun fece per ribattere, ma prima che potesse farlo Sho avvicinò una mano alla sua fronte scostandogli i capelli per sentire la temperatura.
Rimase così qualche secondo quindi ritirò la mano - Jun lo guardava con volto interrogativo; gli sorrise.
"Hai ancora la febbre, devi riposare."
Recuperò una camicia dal fondo del letto. "Metti questa. È mia, ma dovrebbe andarti; sempre meglio di quella magliettina leggera che avevi addosso quando ti ho portato qua."
Si alzò dal letto. “Ora ti preparo qualcosa da mangiare.” disse avviandosi verso la porta.
“Aspetta, ti dispiace se cucino io?” disse svelto Jun.
“Stai male, è meglio di no.” gli rispose.
“Per favore! E poi stare un po’ in piedi non mi farà mica male.”
“Ok, ma poi torni a letto.” gli disse sconfitto.
Uscì dalla stanza e si sedette al tavolo della cucina ad aspettare che Jun si fosse vestito; quella stanza gli era quasi completamente estranea, non era mai stata usata a parte la sera prima quando aveva tentato di cucinare qualcosa a Jun.
Poco dopo sentì i passi di Jun che usciva dalla stanza; rimase immobile al suo posto, era così strano per lui avere qualcuno che girava per casa. Ma i suoi pensieri furono subito interrotti dall’ingresso di Jun nella cucina.
“Che bella casa che hai, e come è grande!” gli disse con un sorriso.
“Grazie, mi fa piacere che ti piaccia.” gli rispose.
Sho vide Jun guardarsi intorno e studiare la stanza, poi si avvicinò al frigo e lo aprì.
Quel frigo generalmente vuoto era stato riempito la sera prima appositamente per lui di tutto ciò che a Sho era venuto in mente.
“Wow!” esclamò Jun aprendolo; “Hai delle preferenze?” chiese sbirciando nel frigo.
“Cosa?” chiese Sho spiazzato dalla domanda.
“C’è qualcosa che preferisci mangiare?” gli domandò Jun girandosi verso di lui.
“No grazie, non ho fame.” rispose Sho.
“Sicuro?”
“Si, scegli pure quello che più ti piace.”
Jun frugò ancora un po’ e poi scelse gli ingredienti, li posò sul ripiano e cominciò a cucinare.
Sho rimase in silenzio a fissarlo; quanto lo invidiava, quanto invidiava la sua umanità. Avrebbe dato di tutto per essere al suo posto.
Continuò a guardarlo ormai ipnotizzato dai suoi movimenti quando ad un certo punto lo sentì esclamare:
“Ahi! Mi sono tagliato!”
Fu scosso dal rumore del coltello che ricadde sul piano della cucina come Jun lo lasciò per avvicinare la mano al viso.
I suoi occhi si spalancarono e le sue pupille si fecero piccole e scure. Fissò il ragazzo di spalle mentre si muoveva intorno al lavandino. L’odore del sangue che sentiva venire da lui si fece sempre più forte fino ad accecargli la mente; doveva berlo assolutamente.
Spostò la sedia e si alzò procedendo verso la cucina, continuando a tenere fisso lo sguardo su Jun.
Lo sentiva mentre diceva qualcosa probabilmente rivolto a lui, ma non lo ascoltava; l’unico pensiero che lo riempiva in quel momento era il bisogno di nutrirsi.  
Quando fu a due passi da lui vide il ragazzo voltarsi e sussultare sorpreso di trovarlo lì – si reggeva la mano dove il dito ferito sanguinava. Fece per dire qualcosa, ma prima ancora che potesse iniziare lo afferrò per il colletto della camicia sbattendolo contro il muro della cucina.
Jun serrò gli occhi e urlò per il colpo improvviso piegandosi in avanti – si aggrappò con una mano al braccio che lo costringeva al muro e sollevò lo sguardo confuso e spaventato.
“Sho, che cosa…?” iniziò tremante; ma non poté finire perché in quel momento si abbassò su di lui affondando i denti affilati nel suo collo.
Sentì Jun trasalire a quel contatto – il suo corpo si irrigidì mentre un urlo gli mori in gola e le sue mani si strinsero attorno alle sue spalle.
Il caldo liquido rosso fiottò nella sua gola e iniziò ad assaporare il sapore dolciastro; poteva sentire i rapidi battiti del cuore di Jun rimbombare nella sua testa, le sue mani stringerlo con forza e il corpo teso e tremante contro il suo.
Affondò i denti più in profondità lasciandosi trasportare da quell’estasi – Jun ansimò e gemette vicino al suo orecchio. Poi d’un tratto sentì la presa alle sue spalle allentarsi, e le mani di Jun scivolarono sulla sua schiena ricadendogli lungo i fianchi.
E improvvisamente si rese conto di ciò che aveva fatto.
Si scostò con orrore dal collo di Jun e vide il ragazzo pallido in volto crollare ai suoi piedi perdendo conoscenza. Corse a sorreggerlo, la sua testa gli ricadde contro il petto.
Lo sistemò appoggiandolo a se cercando di tenerlo dritto; quindi gli scostò i capelli per vedergli il collo: il lato dal quale l’aveva morso era ricoperto di sangue, mentre i buchi dei suoi canini iniziavano già a richiudersi.
Che idiota era stato; non avrebbe dovuto trattenersi così tanto senza nutrirsi mettendo a rischio la vita di Jun!
Avvicinò una mano al suo polso per sentire i battiti: respirava ancora, forse non aveva fatto nulla di irreparabile.
Gli rivolse uno sguardo triste e apprensivo.
“Mi dispiace… mi dispiace davvero.” disse passandogli il palmo della mano contro una guancia.
Quindi lo tirò su per portarlo di nuovo in camera da letto.
 



Speriamo abbiate gradito, alla settimana prossima col capitolo 5! x3
 

Date: 2008-05-01 08:20 am (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Meno male che ti sei ricordata sono venuta a guardare apposta stamattina.
Questo capitolo non sò perchè è uno dei miei preferiti sarà per via del morso ohohoh!!!!!

Date: 2008-05-02 03:13 pm (UTC)
From: [identity profile] panny-chan.livejournal.com
*OOO* Oh! Che bello ♥
Finalmente succede qualcosa tra Sho e Jun...amo i vampiri ♥ e trovo che i morsi siano una cosa magnifica..soprattutto nelle fic XD
Bella bella *O* continuatela presto!

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