[identity profile] jinnypazza82.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
Non resisto non resisto, drogata di commentiiii!!! Siccome è molto lunga, la spezzo in due post. attenzione, perchè il post più su, è quello più nuovo, e viceversa (meno male che ve lo dico, eh, immagino proprio non ci sia arrivato nessuno, no no no... mamma mia, sempre meno a piombo...)

Bene, e allora, inizio a postare



Masaki guardò l’orologio. Camminava avanti ed indietro davanti alla porta da circa quaranta minuti

<< Masa, fermati prima che ti venga un embolo… non sei più un ragazzino, tutto questo movimento non ti fa bene.>> disse Yusuke, facendo capolino dalla cucina. Masaki si girò a guardarlo

<< Ma sono nervoso! Non riesco a stare fermo…>> si difese.

<< Fai come vuoi. Tanto manca ancora mezz’ora, non arriveranno tanto presto. Io e Akane usciamo. Mi raccomando, non voglio trovare vecchi infartati al mio ritorno…>> disse Yusuke

<< Hey! Guarda che hai solo quattro anni meno di me!>> disse Masaki. Yusuke gli sorrise. Poi gli si avvicinò e lo abbracciò rapidamente.

<< Scherzi a parte. Avete dieci anni da raccontarvi, e tante cose da chiarire. Io e Akane ci fermiamo da papà, ok?>> disse Yusuke. Masaki annuì.

<< Ci penso io a lui, zio. Non preoccuparti.>> disse Chika, apparendo dal nulla e spaventando tantissimo Yusuke. Masaki iniziò a ridere

<< Domani ti picchio.>> disse Yusuke, senza che si capisse a chi si stesse rivolgendo. Poi se ne andò. Akane, subito prima di chiudere la porta, si girò

<< Guarda che il mio bambino non si accontenta di uno zio solo. Ha sentito parlare tanto anche degli altri quattro e adesso li vuole. Quindi, cerca di recuperarli.>> dopodiché uscì. Masaki sentì una mano sulla spalla

<< Come ti senti?>> gli chiese Chika

<< Strano…>> rispose Masaki.

 

Sho guardò il ristorante e la casa

<< Non è cambiato nulla…>> disse in un soffio

<< Cosa? Cos’è che non è cambiato, papà?>> chiese Yoko

<< Non disturbare papà quando si fa i viaggi mentali, Yoko, non è una cosa carina. Terra chiama Sho, terra chiama Sho. Dovremmo magari entrare… non credi?>> disse Kayoko. Sho la guardò. Poi sorrise ed annuì. Lei arrossì. Le succedeva ogni volta che suo marito sorrideva. Aveva un’aria così innocente e dolce, la lasciava sempre senza fiato. Si avvicinarono alla porta d’entrata. Sho venne investito da un ciclone

<< Sho-chaaaaaaaaan!!!!!!!!>> urlò Masaki, abbracciandolo stretto. Sho vacillò, ma rimase in piedi. Allontanò un attimo l’amico, per guardarlo negli occhi

<< Aiba-chan.. ma… insomma, un po’ di contegno!!>> gli disse, asciugandogli gli occhi

<< Anche tu hai gli occhi lucidi!>> lo accusò lui. Sho sorrise

<< Eh, già…>> disse.

<< Mi sei mancato così tanto… ma… sei uguale!! Ah! E lei… ah, mi scusi, signora Sakurai… sono Aiba Masaki, piacere di conoscerla…>>

<< Che impressione… sei come nelle foto… ma perchè voi non invecchiate?>> rispose Kayoko. Poi arrossì violentemente

<< Accidenti… parlo sempre un attimo prima di pensare… comunque sono Kayoko..,. e siccome ormai sento parlare di te come Aiba-chan da dieci anni, temo dovrai darmi del tu e chiamarmi Kayo-chan … Shoooo, l’ho detto… che imbarazzo, oddio…>>

<< Sei bello.>> disse Yoko, guardando Masaki e tirandolo per una manica. Masaki sorrise, arrossendo leggermente

<< Oh! Grazie! Anche tu sei bella!>> rispose. Yoko arrossì e corse da Kayoko

<< Mamma, hai visto? Mi ha fatto un complimento…>> disse, ridendo. Masaki sorrise

<< Ti assomiglia… beh assomiglia a tutti due in effetti…>> disse a Sho, guidandolo all’interno

<< E’ rimasto tutto identico!>> disse Sho, fermandosi in una delle sale. Masaki annuì

<< In realtà abbiamo cambiato tutto l’arredamento, ma abbiamo preso tutto uguale, quindi non si nota… due fratelli nostalgici e complessati che altro potevano fare?>>

Sho lo guardò

<< Masa… come stai?>>

Masaki sorrise

<< Adesso bene. Non fare quella faccia, dico sul serio. Non ho più problemi a parlare…>>

<< Papà, suonano alla porta!>> disse Chika, entrando in quel momento

<< Corro!>> disse Masaki. Sho lo seguì. Aprirono insieme

<< E se fosse stato tipo il postino? Bella figura…>> disse Satoshi, guardando i due che lo fronteggiavano con le guance arrossate

<< Brutto stronzo, l’ultima volta sei scappato!>> lo salutò Masaki

<< Hey, ero sconvolto, sai?>> si difese Satoshi

<< Ma io ci sono rimasto malissimo, uffa!!>> disse Masaki. Satoshi gli rivolse uno dei suoi sorrisini un po’ storti. Masaki si morse le labbra.

<< Mi sei mancato Riidaa…>> singhiozzò Sho. Satoshi lo abbracciò

<< Anche tu mi sei mancato, Sho-chan…>> disse in un soffio.

<< Su, su, tutti dentro. Mentre aspettiamo la diva e la star possiamo attaccare il sakè.>> disse Masaki. Gli altri due annuirono e lo seguirono. Passando, videro, in cucina, Chika e Kayoko chiacchierare tranquille, mentre Yoko giocava.

<< Com’è avere una figlia così grande?>> chiese Sho. Masaki si girò a guardarlo, un sopracciglio alzato. Poi sorrise

<< Abbastanza facile, ad essere sinceri. Sua madre era molto più problematica.>> disse. Sho e Satoshi si fermarono

<< Era?…>> chiese Satoshi. Sho lo guardò. Masaki ignorò la domanda. Li scortò fino ad una saletta privata. Aprì una piccola anta incassata nel muro e ne tirò fuori una bottiglia dall’aria invitante.

<< Hey! Non si apre il sakè senza di me!>> protestò Chika, entrando.

<< Solo un goccino. Poi aspetti la cena eh. Che non reggi bene…>> disse Masaki, versando prima a lei, poi agli ospiti

<< Hey, guarda che solo la tua faccia non è cambiata negli ultimi dieci anni. Io sono cresciuta…>> disse Chika. Si fece riempire un bicchiere per Kayoko ed uscì. Masaki era roso in volto

<< Che scena bellissima… credo che la dipingerò…>> disse Satoshi, ispirato

<< Però non puoi mettere nessun “ kazu” da nessuna parte…>> gli fece notare Masaki.

<< Non lo scrivo così spesso…>> disse Satoshi. Masaki gli indicò con un gesto della mano i quadri appesi alle pareti. Sho spalancò gli occhi

<< E’ ovunque… gli verrà un infarto ad entrare qui dentro…>> disse. Satoshi abbassò il viso.

<< Beh, io… io sono innamorato di lui, che male c’è se lo richiamo in qualche modo?…>> disse. Aveva le lacrime agli occhi. Sho lo abbracciò stretto

<< Ne è arrivato un altro…>> disse Chika, aprendo la porta scorrevole. Satoshi impallidì

<< Spostati, tappetto, voglio vederli dal vivo e con dieci anni di più!>> disse una voce femminile, mentre una ragazza minuta con lucidi capelli neri ed occhi azzurri appariva da dietro Kazunari

<< Ah! Tu devi essere Sally-chan…>> disse Sho. Sarah annuì, senza guardarlo. Era persa a guardare una persona precisa

<< Tu sei Aiba?>> chiese, con un filo di voce. Masaki annuì, altrettanto perso.

<< Piacere… dissero, stringendosi la mano in maniera decisamente buffa.

<< Non credo di aver capito bene cosa sia successo…>> disse Sho, mentre Satoshi e Kazunari annuivano.

<< Ah… O-chan, tagliati quei capelli.>> disse Sarah, riprendendosi un attimo. Dopodiché uscì dalla stanza per andare a chiacchierare con Chika e Kayoko.

<< Cos’ha contro i miei capelli?>> chiese Satoshi, imbronciandosi leggermente.

<< Dice che ti fanno la faccia tonda. Secondo me invece stai bene… sembri più giovane… ah, ecco, l’ho detto..>>disse Kazunari, arrossendo violentemente. Anche Satoshi annuì. Gli tremava il mento. Masaki guardò Kazunari, poi gli indicò con un cenno del mento i quadri. Kazunari si guardò intorno. Poi guardò Satoshi

<< Li hai fatti tu?>> chiese, con un filo di voce. Satoshi annuì. Kazunari si passò le mani sul viso.

<< Al diavolo.>> disse poi. Si inginocchiò ed abbracciò stretto Satoshi. Erano dieci anni che voleva farlo. Lo strinse a sé con tutta la forza che aveva. Satoshi gli si aggrappò

<< Così mi fai piangere, Nino, però!>> protestò. Kazunari si allontanò leggermente, per guardarlo negli occhi.

<< Mi sei mancato tanto…>> disse in un soffio << Mi siete mancati tutti…>>

 

Jun suonò il campanello. La sua mano tremava, e parecchio…

<< Hey, diva, sei in ritardo!>> disse una ragazza, aprendo la porta

<< Scusa?>> se ne uscì lui

<< Si stanno seccando tutto il sakè, quindi ti conviene darti una mossa. >>

Jun rimase a fissare la ragazza, alzando un sopracciglio. Lei lo prese per un braccio e lo trascinò lungo un corridoio

<< Qui dentro.>> disse, aprendo una porta << Papà, la diva è qui.>> disse poi, rivolgendosi a Masaki, che scattò in piedi

<< Jun-Jun!>> urlò, gettando le braccia al collo dell’amico. Jun ricambiò l’abbraccio. Poi vide anche gli altri. Sho, sempre con gli stessi lineamenti morbidi. Satoshi, col viso un po’ più rotondo del solito, forse a causa della pettinatura. Kazunari, che non era cambiato di un virgola

<< Ci siete tutti…>> disse.

<< Ci siamo tutti.>> confermò Masaki

<< E c’è la cena.>> disse Kayoko, entrando.

<< Sei bello.>> disse Yoko a Jun

<< Aaaah! Yoko-chan, sono geloso!>> protestò Masaki. Yoko lo guardò

<< Scusa, ma siete belli tutti due, che ci posso fare?>> chiese poi.

<< A me non l’ha mai detto…>> borbottò Sho, leggermente imbronciato

<< Ma sei mio padre! >> protestò la bambina. Sho rise e la abbracciò

<< Lo stesso sorriso…>> commentò Kazunari

<< Già… non sarebbe bello averne uno nostro?>> disse Satoshi

<< Eh, già… solo dobbiamo decidere hi è incinto…>> disse Kazunari

<< Yaaaayyy!! Gli Ohmiya alla  riscossa!!>> disse Masaki, battendo una pacca sulle schiene dei due, che reagirono tossendo

<< Quando sei diventato così forte, Aiba-chan? Com’è possibile una pacca simile con quelle braccine esili?>> chiese Kazunari, riprendendosi

<< Guarda che sono uno che lavora, eh! Mi sono irrobustito!>> disse Masaki, orgoglioso

<< Salvo pesare comunque circa venti chili.>> disse Chika, alzando un sopracciglio

<< A proposito di venti chili. Quanto sei dimagrito, Nino?>> chiese Satoshi, guardando Kazunari con aria severa

<< Non è il momento, Saccho.>> disse Kazunari, fuggendo il suo sguardo. Satoshi sbuffò.

<< Che ventata gelida, ragazzi… fate paura…>> disse Sarah

<< Però, parla benissimo il giapponese!>> disse Masaki a Kazunari, spalancando gli occhi.

<< Si, ed è seduta di fianco a te… puoi parlarle, eh, non ti morde…>> disse Kazunari

<< Questo ragazzo è sempre faticoso.>> dissero in coro Jun e Chika, per poi guardarsi in cagnesco.

<< Secondo me tra quei due c’è del potenziale.>> bisbigliò Sarah a Masaki, che si girò, arrossendo violentemente

<< Si, Aiba-chan. Ti ha rivolto la parola…>> disse Kazunari

<< Nino, ma sei sicuro che sia tuo coetaneo?>> chiese Sarah

<< Ha sei mesi più di me.>> disse Kazunari, stringendosi nelle spalle

<< Ti imbarazzi sempre così tanto?>> chiese Sarah a Masaki, che arrossì di più

<< Ehm…>> riuscì a borbottare, per poi girarsi ed attaccare il sakè. Sarah rise

<< Kawaii.>> bisbigliò. Solo Masaki la sentì e quasi si strangolò col sakè, per poi girarsi a guardarla

<< Eh?…>> chiese

<< Dico che sei carino.>> disse lei, senza alzare il viso

<< Anche tu.>> balbettò lui

<< Il diabete sta per uccidermi… mi passeresti quel piatto?>> li interruppe Satoshi

<< O-chan, ti sei trasformato in una zitella acida!>> protestò Masaki. Satoshi gli fece una linguaccia, per poi sorridergli dolcemente

<< Non particolarmente, ma… vedo il cibo e sragiono… mi conosci, no?>> disse Satoshi. Masaki sospirò e gli passò il piatto indicato.

<< Comunque secondo me si odiano…>> disse Sho, indicando con un cenno del mento Jun e Chika

<< Sakurai-kun, scommettiamo?>> chiese Kazunari.

<< Ok, io ci sto.>> disse Sho

<< Cosa confabulate, voi due?>> chiese Jun, minaccioso

<< Nulla.>> si affrettò a dire Sho.

<< Papà, posso sposarmi con Jun?>> chiese Yoko, facendo ammutolire tutti

<< Non credo proprio.>> rispose immediatamente Sho, terrorizzato all’idea

<< Grazie eh! Me ne ricorderò quando sarai in ospizio! >> disse Jun, acido

<< Allora con Masaki?>> chiese ancora Yoko. Sho guardò Masaki

<< Proprio no, ti toccherebbe fargli da babysitter.>> disse Sho, in tono severo

<< Padre geloso mode on…>> commentò Satoshi

<< Paurissima!>> disse Kazunari

<< Guarda che non sono così infantile!>> si difese Masaki

<< “Disse sventolando il tovagliolo di Winnie the Pooh”>> disse Jun

<< Poi ti picchio… Sho-chan, posso picchiare Jun?>> chiese Masaki

<< Chiedi alla mamma.>> disse Sho

<< O-chan, poi posso picchiare Jun?>> chiese Masaki

<< Si, tesoro.>> disse Satoshi, troppo preso da quello che stava mangiando per seguire davvero i discorsi. Poi calò il silenzio. Si girarono tutti verso Kazunari, che aveva abbassato il viso e si teneva una mano sulla bocca

<< Nino?>> chiese Jun, posandogli una mano sulla spalla. Kazunari soffocò un singhiozzo. Satoshi lo abbracciò

<< Che ti piglia?…>> gli chiese.

<< Non pensavo che mi mancaste così tanto… queste scene stupide… io… pensavo di farcela…>>

<< Cazzate>> tossì Sarah. Kazunari le tirò un calcio sotto il tavolo.

<< Bene, il cibo è finito. Portiamo via i piatti e porto dell’altro sakè, poi scompariamo.>> disse Chika, alzandosi. Kayoko e Sarah seguirono il suo esempio.  Yoko si girò verso Kazunari

<< Il mio papà mi ha parlato tanto di te… e mi ha portato a vedere tutti i tuoi film. Sei il mio attore preferito. Quindi non buttarti giù così.>> disse Yoko, poi seguì le altre. I cinque, rimasti soli, si guardarono. Kazunari tentò di riprendersi, ma nuove lacrime gli inondarono il volto. Satoshi continuava a tenerlo stretto.

<< Nino, così fai piangere anche me…>> disse Masaki, con un filo di voce

<< Se lo dici mentre piangi già non vale come avvertimento, lo sai?>> gli fece notare Jun, asciugandosi gli occhi

<< In questo momento vi odio un po’…>> disse Sho, abbracciando Masaki e cercando di asciugarsi gli occhi

<< Nino, hai innescato una reazione a catena tremenda…>> singhiozzò Satoshi

<< Scusatemi…>> singhiozzò Kazunari

<< E non solo per questo… scusatemi per tutto… per avervi abbandonati. Per averlo fatto intenzionalmente… Quando poi sono arrivato la… senza di voi stavo così male… io non… >> non riuscì a proseguire, mentre i singhiozzi lo scuotevano

<< Nino, perchè sei così magro?>> chiese Satoshi, cercando di tenere ferma la voce.

<< Perché… devo proprio parlarne?>>

<< Si.>> dissero in coro gli altri. Kazunari li guardò. Poi si staccò da Satoshi.

<< Ok… ecco… ho avuto un anno un po’ strano… da quando ho visto un articolo con… quel quadro…>> disse, ed indicò il quadro che aveva di fronte. Satoshi arrossì ed abbassò il viso

<< Non sapevo dov’eravate… non mi ero più fatto vivo con nessuno, ma nemmeno voi vi eravate fatti sentire, quindi mi sentivo un po’ meno in colpa forse… pensavo non mi mancaste più così tanto, pensavo di aver quasi superato tutto. Poi però… ho visto questo. E mi sono sentito sprofondare… negli ultimi dieci mesi avrò passato due ore da sobrio… e… non mangiavo… non ci riuscivo… io… che stronzata, accidenti… però… >>

Gli altri lo guardarono. In silenzio. Kazunari li guardò uno ad uno. Sho, pallidissimo, un leggero rimprovero misto alla preoccupazione. Masaki, ad un passo dall’infarto da preoccupazione, pronto a saltare ed abbracciarlo se non l’avesse fatto nessun altro. Jun, che si mordeva le labbra alla ricerca di qualcosa da dire per farlo sentire meglio o peggio, non avrebbe saputo dirlo, e Satoshi, terrorizzato.

<< Nino, io… scusami… io… volevo solo arrivare a te… volevo che sapessi che ti pensavo ancora… Nino… io… Kazu…>> Satoshi scoppiò in singhiozzi. Kazunari gli prese una mano.

<< Vi prego, fatecela!>> urlò Sho, tra le lacrime. Si girarono tutti a guardarlo. Tremava forte

<< Sono almeno quindici anni che vi amate, ma possibile che siate così spaventati? Siete amici da una vita, avreste avuto mille occasioni per dirvelo, ma invece niente, mai, e guardate come siete ridotti… Nino, tu sei l’ombra di te stesso… Riidaa, tu… beh… quello che mi hai detto per telefono… i vuoti, il fatto che ti ritrovassi per strada ancora in pigiama senza sapere perchè…>>

<< Sho, basta.>> intimò Satoshi.

<< Non ho finito! Per anni avete detto le cose a me negli unici momenti in cui l’altro non c’era…>>

<< Sho!>> Satoshi sembrava abbastanza infastidito

<< No, O-chan. Non me ne sto zitto. Quel “Kazu” su tutti i quadri, la depressione, Nino che non mangia e… beh, alcolizzato… mi preoccupo! Ho paura! Smettetela di negare i vostri sentimenti!>>

Satoshi abbassò il viso. Kazunari guardò Sho, cercando un sostegno.

<< Nino…>> chiamò Masaki. Kazunari si girò ad incontrare i suoi occhi pieni di lacrime

<< Non andartene… cioè… si, puoi tornare in America e continuare la carriera eccetera, ma… se continui così, se continui così…>> Masaki si prese il viso tra le mani, incapace di finire la frase. Sho gli passò un braccio intorno alle spalle

<< Se continui così morirai.>> disse Jun, in tono cupo. Kazunari sorrise

<< Ho Sally-chan che mi controlla. Non sono in pericolo. Non più.>> disse. Satoshi lo strinse a sé

<< Meno male…>> singhiozzò. Poi si calmò e lo guardò negli occhi

<< Posso controllarti anch’io?>> chiese. Kazunari lo guardò alzando un sopracciglio

<< Intendo dire…>>

<< Se preferite, andiamo a prenderci un caffè, tanto qui ne avrete per mezz’ora…>> disse Jun. Gli arrivò un calcio da Kazunari e si zittì. Ma aveva l’espressione divertita

<< Ma così non ci si può riuscire!>> protestò Satoshi

<< Se non lo fai tu, lo faccio io.>> disse Kazunari.

<< Io l’ho già fatto!>> protestò Satoshi, indicando i quadri. Kazunari gli prese la nuca e lo baciò. Poi si staccò

<< Ti amo, Toshi! Da tanto! Aveva paura a dirtelo… avevo paura che tu non provassi lo stesso… e per quanto chiedessi a Sho, lui non ha mai confermato o negato nulla…>> disse Kazunari

<< E poi sarei io quello sadico!> disse Jun

<< E io quello scemo.>> disse Masaki

<< Ma c’eravate arrivati tutti??>> chiese Satoshi

<< C’era arrivato lui, senza che nessuno gli dicesse niente…>> disse Sho, dando una pacca sulla spalla a Masaki. Gli altri ridacchiarono.

<< Sho, com’è che stai con una come Kayoko? Ti avrei visto di più con una un po’ più… ecco… normale…>> disse Satoshi

<< Che ha Kayoko che non va’?>> chiese Sho, minaccioso

<< Nulla, anzi. E’ che è talmente bella… toglie il fiato.. e fa anche un po’ paura…>> disse Satoshi

<< Hey! Saccho! Sono geloso!>> disse Kazunari. Satoshi lo guardò

<< Però… però io un ritratto glie lo farei…>> disse Satoshi

<< No!>> disse Kazunari, imbronciandosi

<< Non se ne parla!>> disse Sho.

<< Ok… beh, comunque racconta!>>

<< Non c’è nulla da raccontare. E’ stato quando ho fatto il master… l’ho vista, lei ha lasciato una spalla sullo stipite della porta, le sono caduti i libri, l’ho aiutata e mi sono innamorato…>> disse Sho, arrossendo

<< E’ davvero così goffa come dicevi al telefono?>> chiese Masaki. Sho annuì, gli occhi serrati, un sorriso enorme, il viso rossissimo

<< Non credevo che dopo tutti questi annidi matrimonio si potesse avere ancora queste reazioni da liceale alla prima cotta…>> disse Jun, battendo una mano sulla spalla a Sho, che ridacchiò

<< La adoro…>> si difese, con un filo di voce

<< E sei felice.>> disse Kazunari, con un sorriso enorme. Sho lo guardò. Poi guardò i visi degli altri. Gli sorridevano tutti. Incoraggianti

<< Però mi sento in colpa… voi siete stati così male…>> disse << Io invece…>>

<< Sho! Sai che i discorsi mielosi toccano a me quindi lo dico: vederti con questo sorriso è la cosa più bella degli ultimi dieci anni.>> disse Masaki.

<< Poi ti pago, promesso.>> disse Sho. Masaki lo guardò. Era serissimo

<< Non sto scherzando, Sho-chan. Abbiamo passato tutti dei periodi di merda, e vederti così fa bene, davvero.>>

Sho arrossì. Guardò Masaki. Poi Jun. Poi Satoshi e Kazunari, che ora si tenevano la mano, come se avessero paura di venire separati ancora.

<< Ragazzi… grazie.>> disse.

<< Hey, Aiba-chan… che era tutto quel rosso sulla tua faccia mentre Sally-chan ti parlava?>> chiese Kazunari. Masaki alzò le sopracciglia. Poi fece un mezzo sorriso

<< Nulla di che… mi ha fatto un complimento e sono timido…>>

<< Anche prima del complimento.>> disse Jun. Masaki abbassò il viso

<< Solo che non sono più abituato… a parte Akane, che è mia cognata, e Chika, tendo a non avvicinarmi più alle donne… e se si avvicinano loro, fuggo…>> disse. Alzò il viso, sentendo il silenzio

<< Beh, che sono quelle facce?>> chiese, sorridendo.

<< Ma-chan… questa è una reazione post traumatica, ne sei consapevole?>> chiese Jun. Masaki si accigliò leggermente

<< Ma vaffa…>> disse poi, cercando di buttarla sul ridere

<< Tua madre è morta. La donna con cui stavi pure e non eri li in nessuna delle due occasioni. L’hai saputo dopo. Hai paura che succeda di nuovo…>>

<< Jun, non sparare stronzate.>> disse Masaki, iniziando ad alterarsi.

<< In effetti questo discorso ha una sua logica.>> disse Satoshi. Masaki li guardò

<< L’altra teoria è che tu sia ancora innamorato di Rumiko.>> disse Sho << E visto quanto sei scemo, nonostante quello che ti ha fatto passare direi che è altrettanto plausibile.>>

<< O tutte due le cose insieme.>> ipotizzò Kazunari. Si fermarono, vedendo Masaki passarsi le mani sul viso e tirarsi indietro i capelli

<< Ma-chan…>> lo chiamò dolcemente Sho.

<< Sono passati cinque anni da quando Rumiko è morta. E’ vero, penso ancora a lei… ma…>> una lacrima gli rigò il volto

<< Si, è vero. Ho paura che succeda di nuovo… non lo sopporterei… e… beh, ho quasi la certezza che succederà di nuovo… e non voglio… ho paura…>> i singhiozzi lo sommersero. Si abbandonò all’abbraccio di Sho. Sentì altre due braccia

<< Quanto altro tempo te lo saresti tenuto dentro, scemo?>> gli chiese Jun, in un orecchio. Masaki gli affondò il viso nell’incavo del collo.

<< Aiba-chan, lascia che ti dica una cosa.>> disse Kazunari, attirando la sua attenzione

<< Adesso è presto, probabilmente, ma… facci un pensiero su Sally-chan. Ne avresti bisogno. Davvero.>>

<< Io però adesso ho bisogno di voi.>> disse Masaki. Gli altri sorrisero

<< Baka!>> gli dissero in coro. Calò un attimo di silenzio. Poi si girarono tutti verso Jun.

<< Che c’è?…>> chiese lu, con un filo di voce.

<< C’è che ci siamo scoperti tutti. Tocca a te. Che t’è pigliato nell’ultimo periodo?>> disse Kazunari << Perché rimani pur sempre il più piccolo e ci siamo sempre preoccupati per te. E da dieci anni, oltre alle nostre varie magagne, ci siamo arrovellati su cosa ti sia capitato.>>

<< Altri dieci anni e proprio non ci siete arrivati?>> disse Jun, incupendosi. Ci fu un momento di silenzio.

<< Non erano voci, vero?>> chiese Masaki ad un tratto. Jun lo guardò. I suoi occhi erano freddi e distanti. Masaki però non distolse lo sguardo

<< No, non lo erano.>> disse Jun, sedendosi con la schiena appoggiata al muro.

<<Non erano voci! E lo sapevate!>>

<< No, Jun! Tu hai fatto di tutto perchè credessimo che lo fossero! Forse non te ne sei reso conto, ma è così!>> urlò Satoshi. Jun lo guardò e si morse le labbra

<< Pensavo ve ne sareste accorti…>> disse, irritato. Masaki batté un pugno sul tavolo

<< Ci fidavamo di quello che ci dicevi tu! Porca puttana, Jun! Volevamo fidarci di quello che dicevi! Lo sai che siamo ottusi! Che se non ci dici le cose non ci arriviamo! Perché non ce ne hai mai parlato?!>>

<< Ragiona, Aiba! Non ho fatto l’audizione!>> urlò Jun.

<< Continui a non dire le cose chiaramente nemmeno ora! Hai mai pensato che parlandone non dico che saremmo riusciti a fartene uscire, ma ti saresti sentito meno peggio?!>> urlò Masaki. Sho si spostò leggermente, spaventato. Gli sembrava di assistere alla discussione che aveva avuto con Jun dieci anni prima, ma questa volta quello che urlava era Masaki, e la cosa spaventava tutti.

<< E che dovevo fare? O forse avrei dovuto dirlo già all’inizio? Entrando nei MAIN? “Piacere, sono Jun Matsumoto e sono l’attuale mante del capo”?!>>

Calò il silenzio, interrotto solo dai singhiozzi soffocati di Satoshi..

<< Pensavi che non avremmo capito, Jun?>> chiese poi Masaki, sentendo che tutti volevano sapere la stessa cosa.

<< L’unica persona con cui ne ho parlato a suo tempo, non ha capito.>> disse Jun, asciugandosi gli occhi.

<< Con chi ne hai parlato?>> chiese Sho, preoccupato

<< Con mio padre… ha detto che era quello che mi meritavo e nient’altro…>>

Masaki serrò la mandibola

<< Che stronzo.>> sibilò << Scusa Jun, ma è così. >>

Jun si strinse nelle spalle

<< Non gli ho più parlato. Non che me ne abbia dato la possibilità, però… comunque non volevo coinvolgervi, ecco… era già abbastanza… umiliante così, senza che si sapesse che era vero… anche solo le voci, anche se poi tutti dicevano che era tutto un pettegolezzo, io… io sapevo… ero li… e… avevo paura che se l’aveste saputo mi avreste isolato…>>

<< Non sarebbe successo. Che tu lo sappia solo ora è triste… però… Jun, guarda il viso di Sho. Con un viso del genere secondo te non ha mai dovuto passare un’ora dal capo?>> chiese Kazunari << O Masaki. Come credi sia uscito dalla storia delle foto scandalistiche? Con le scuse pubbliche e basta? Le sai queste cose. Come potevi pensare che non avremmo capito?>> chiese.

<< Voi l’audizione l’avete fatta! Erano episodi saltuari! Non tutti i giorni! Ho letto il mio contratto, e si capisce benissimo che o facevo esattamente quello che diceva o mi sbatteva fuori immediatamente… possibile che davvero non c’abbiate mai pensato? Per due anni se non ero io ad avvicinarmi spontaneamente non potevate nemmeno sfiorarmi, un motivo ci sarà stato, no?!… io… avevo paura! E mi facevo schifo…>> singhiozzò Jun. Masaki lo abbracciò stretto.

<< Avremmo dovuto accorgercene.>> disse, inspirando profondamente.

<< Hai ragione, avremmo dovuto arrivarci… sapevamo come funzionavano le cose, ma… Jun-Jun, eri il più piccolo, questa cosa l’abbiamo sempre sentita, e… pensare che stesse succedendo a te…>>

<< Volevamo proteggerti, Jun. Ma… evidentemente abbiamo fallito.>> disse Sho, tenendo il viso basso. Jun si rannicchiò, piangendo, tra le braccia di Masaki. Sho li raggiunse e strinse tutti due. Dopo poco anche Kazunari e Satoshi cedettero e si unirono all’abbraccio di gruppo

<< Sapete cosa sarebbe bello? Se vi fermaste qui stanotte..>> disse Masaki, ad un tratto

<< Mettiamo tutti i futon in una stanza e dormiamo tutti insieme… oddio, forse Kayo-chan non sarebbe tanto d’accordo…>>

<< Probabilmente correrebbe a riprenderci per poi riguardare tutto all’infinito dicendo “kawaii! Kawaii!”…>> disse Sho

<< E allora facciamolo…>> disse Kazunari, con un filo di voce

<< Io credo di averne bisogno…>> disse Jun, ripresosi dalla crisi di pianto

<< Andata. Si dorme qui.>> disse Satoshi << Sono pur sempre il Riidaa, no?>>

<< Si. E lo sarai sempre.>> disse Jun, sorridendo ed abbracciandolo. Kazunari si schiarì la gola con ostentazione

<< Eddai, Nino!>> disse Jun, abbracciando anche lui. Kazunari gli si aggrappò

<< Mi sei mancato, checca isterica che non sei altro!>> gli disse

<< Certo che detta da te…>> disse Jun, alzando un sopracciglio.

<< Sei sempre cattivo!>> disse Kazunari << Ho sempre ammirato questo tuo lato. Ma dov’è finito Aiba?>>

<< Sono in soggiorno!>> si sentì arrivare dal piano superiore. I quattro si affrettarono a raggiungerlo. Aveva già sistemato i futon. Si guardarono

<< Sembri un ragazzino in gita…>> disse Sho

<< Ed è così che mi sento…>> confessò Masaki, abbassando il viso arrossato

<< Messaggio ricevuto. Distribuisco donne e bambina nelle stanze degli ospiti.>> disse Chika, facendo capolino. Poi guardò Jun, arrossì violentemente ed uscì.

<< Non ce la faranno mai.>> disse Kazunari

<< Eh no, mai.>> disse Satoshi. Aveva lo sguardo pensieroso e un po’ distante, ma nessuno ci fece caso.

Due ore dopo, sentendo quattro respiri regolari, Satoshi si alzò a sedere. Guardò, nella penombra, i suoi amici. Sho, che dormiva abbracciando il cuscino. Masaki, con l’espressione leggermente severa data dalla curva delle sopracciglia. Jun, con la testa appoggiata al petto di Masaki. Ed infine Kazunari. Il suo Kazu. Rimase fermo a guardarlo per una mezz’ora buona. Poi lo scosse leggermente. Kazunari aprì un occhio

<< Che c’è?>> chiese in un bisbiglio assonnato

<< Vieni un attimo con me?>> gli chiese Satoshi. Kazunari si stiracchiò. Poi si mise a sedere, annuendo. Satoshi si alzò e gli tese una mano. Kazunari gli prese la mano e lo seguì in silenzio fino nell’ingresso. Li Satoshi gli lasciò la mano e frugò in un angolo. Prese un rotolo e lo aprì. Kazunari si portò le mani alla bocca. Il suo stesso viso lo osservava. Lo sguardo più intenso, i lineamenti più belli. Era così che Satoshi lo vedeva? Una lacrima gli rotolò sul viso, ma la ignorò. Continuò a fissare il disegno. Poi guardò Satoshi

<< Satoshi-chan…>> gemette

<< Devi averlo tu… l’ho iniziato quando sei partito. Inconsapevolmente. E’ rimasto nell’armadio, nascosto in fondo, per quasi dieci anni… non avevo il coraggio di tirarlo fuori… ma adesso ci sei tu. E voglio che lo tenga tu…>>

Kazunari lo abbracciò stretto

<< Io… io ti amo, Toshi… per tutti questi anni non ho fatto altro che maledirmi per averti abbandonato… io… come ho potuto? Come?…>> singhiozzò Kazunari. Satoshi lo strinse a sé

<< Avevi paura. Ne avevamo tutti. Hai reagito di conseguenza. Quando ho iniziato questo disegno, non stavo guardando cosa stavo disegnando.. quando me ne sono reso conto l’ho lanciato nell’armadio e non l’ho praticamente più tirato fuori… mi mancavi così tanto, non riuscivo nemmeno a guardare il tuo viso… volevo averti li… e adesso sei qui e sono così felice che credo esploderò…>>

<< Scemo!>> rise Kazunari. Satoshi lo baciò. Poi riarrotolò il disegno

<< Questo domani te lo prendi. Adesso torniamo a dormire.>> disse. Kazunari gli prese la mano di nuovo, e di nuovo lo seguì in silenzio. Entrando nel soggiorno, videro Masaki seduto, con espressione smarrita.

<< Oh, meno male, ci siete… pensavo di essermi sognato tutto…>> disse in un soffio.

<< Ma se ci sono loro…>> disse Kazunari, indicando Jun e Sho. Masaki li guardò ed annuì

<< Ok… ma che io li veda, non garantisce che ci siano sul serio…>> mormorò.

<< Siamo tutti qui, Ma-chan.> disse Satoshi, sdraiandosi. Masaki annuì, si sdraiò e si riaddormentò di botto. Jun li guardò

<< Siamo messi davvero così male?>> chiese.

<< Ma adesso siamo di nuovo tutti insieme.>> disse Kazunari << Adesso ce la facciamo.>>

Jun annuì e si addormentò. Satoshi si strinse a Kazunari e si addormentò a sua volta. Kazunari rimase un po’ sveglio a fissare Satoshi, ascoltando il suo cuore battere accanto al suo, ed ascoltando  i respiri degli altri. Il leggero russare di Sho. Il respiro un po’ pesante di Jun. Quello leggero, quasi impercettibile di Masaki. Era tranquillo. Si sentiva benissimo, in quel momento. Si addormentò.


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