(no subject)
Jan. 14th, 2011 02:34 pmVabbé, la finisco con i piagnistei e la pubblico!!!
E' solo la prima parte... la seconda sta ancora nella mia mente ^^
ps: Le due righe iniziali in corsivo sono tratte da una canzone dei Nomadi.
Titolo: Sonnifiero -Se Kamenashi gli dice di sì-
Capitolo: parte 1 (su 2)
Autore: Eos_92
Rating: pg-17
Fandom: KAT-TUN
Pairing: Akame
Genere: AU
Disclaimer: i personaggi non sono miei
Quando ci sarai, ti porterò lontano
Lontano… dove si perde il suono
Pochi minuti allo scoccare della mezzanotte.
Ma questo era irrilevante. Il tempo pareva essersi fermato, ed entrambi, ancora svegli, non accennavano a voler chiudere gli occhi alla notte.
Jin era seduto sul bordo del suo letto, Kazuya, infilato sotto le coperte, con la schiena appoggiata e le ginocchia incrociate, prendeva appunti su un blocco.
“Allora, abbiamo detto che le cose liquide, come shampoo e bagno doccia li compriamo in Italia, no?”
Jin annuì, ma stava guardando da un’altra parte.
“Mh… poi… per il bagaglio a mano? Quando lo compriamo? E le valigie?”
Jin continuava a fissare la parete alla sua sinistra, poi si sistemò meglio sul letto e lo guardò fisso negli occhi: Kazuya stava aspettando paziente una sua risposta.
“Akanishi…” sospirò poi, “Hai insistito tu affinché facessimo la lista delle cose da portare… e ora non stai collaborando… è quasi mezzanotte…”
Veramente la mezzanotte era passata, Jin guardò l’orologio che teneva al polso. Il tempo aveva ripreso a scorrere, la stanza si illuminava della voce pacata e secca di Kazuya, nessun’altro suono.
“…Io… il medico mi ha detto che farei meglio a prendere la pasticca sempre alla stessa ora, e cioè due ore fa…!”, chiuse il blocco e lo lasciò scivolare a terra.
Cadde con un tonfo. Jin spostò lo sguardo dall’orologio al pavimento, sporse un braccio in avanti, prese il blocco e, allungandosi indietro, lo appoggiò sulla scrivania.
Accanto ad esso… c’era la confezione dei sonniferi.
“Akanishi…”, Kazuya aveva alterato il tono di voce, “Si può sapere che hai?”
Jin non lo guardò, prese la scatoletta bianca e, tornato composto sul letto, iniziò a rigirarsela tra le dita.
“Ti ho detto… che avresti potuto provare a non prenderla… almeno per una notte”
Sentiva lo sguardo gelido di Kazuya su di sé. Si forzò di alzare la testa e si specchiò nei suoi occhi color nocciola. Gli occhi di Kazuya erano vitrei, uno specchio ghiacciato.
“E io ti ho già detto che non è così semplice…”, Kazuya addolcì l’espressione, sapeva bene quanto l’altro si preoccupasse.
“Kame…?”
“Mh?” rispose distrattamente l’altro mentre prendeva la confezione dalle sue mani e si guardava intorno per vedere dove avesse appoggiato il bicchiere pieno d’acqua.
Fece per alzarsi ma Jin lo bloccò stringendogli forte un polso.
Sorpreso, Kazuya di scatto puntò gli occhi contro i suoi.
Gli occhi di Jin erano velati da un sottile strato opaco. Il tempo si era fermato di nuovo. I suoi occhi opachi brillavano, e Kazuya non si spiegava come ciò potesse succedere.
“Ti desidero così tanto… che potrei toccarmi davanti a te, ora”
Kazuya sussultò e si liberò velocemente della sua stretta forte.
“Akanishi…?”
Jin sospirò rumorosamente e si portò le mani alla cintura, slacciandola.
“Akanishi, che stai facendo?”, Kazuya gli afferrò le mani e le tenne strette nelle sue.
“Ti voglio… scusa…”
Kazuya ansimava. Il petto si alzava e si abbassava velocemente. Era stato colto impreparato. Lui era etero e Jin gay. Lui aveva avuto lei… Jin un altro… lui doveva assolutamente dormire, doveva prendere quella pasticca bianca e dimenticare… e dormire, morire… per poche ore e tornare, resuscitare, a fianco a Jin che lo avrebbe protetto.
Non poteva lasciarlo fare.
Trattenne un grido, nel momento in cui le labbra carnose e calde di Jin si posarono sulle sue.
“Ti voglio…” continuava a ripetere, “Non prendere quella pasticca… ti prego…”
Kazuya appoggiò le mani sul suo petto e lo allontanò con forza da sé; Jin lo prese per le spalle e lo avvicinò contro il proprio petto; Kazuya gli afferrò le braccia stringendo più che poteva per staccarsi da lui.
Non era una questione di sessualità. Non era una questione di sesso.
C’erano quelle pasticche per terra che lui doveva ingoiare.
Poteva cambiare quella che era diventata un’abitudine? Un’orrenda abitudine che regolava la sua vita?
Jin avvicinò ancora una volta il viso al suo, non contrastato dalle sue mani strette sugli avambracci, e gli morse le labbra sottili, non fredde, ma piacevolmente riscaldate.
Kazuya ansimò.
“Non… posso…”
Si guardarono negli occhi.
“Prova a dormire… fra le mie braccia…”, Jin lo stava supplicando. Kazuya scosse la testa.
Non era una questione di volontà. Il cervello stava andando in tilt. Avrebbe avuto un altro dei suoi attacchi di panico? Potevano quelle braccia calde e forti rischiarare la sua mente confusa.
Jin lo stava confondendo. Aveva imboccato con lui la strada per una nuova vita ma ora si era fermato in mezzo alla via, insieme con lui, anche il tempo era bloccato, intrappolato. Un altro passo… non sarebbe riuscito a farlo.
Stava forse correndo a ritroso?
Verso cosa e chi?
Verso lei?
“Lasciati abbracciare… dormi con me…” gli sussurrò Jin in un orecchio stringendo fra le braccia il suo corpo sottile.
Poteva sentire il cuore di Kazuya battere forte. Era ansia? Paura? C’erano troppe domande che affollavano la sua mente. Ti prego, pensava, non tornare indietro. Non ora. Non tornare indietro.
Kazuya scosse la testa.
“Fa’ l’amore con me”, poteva supplicare una persona a tal punto?
Forse stava dando un calcio a tutta la sua vita. A tutta quella che era stata la sua esistenza fino a quel momento. Tutti i traguardi raggiunti con Kazuya, tutta la fatica fatta per convincersi che la stretta che provava allo stomaco non era desiderio verso di lui. Tutto. Stava andando in frantumi.
“Fa’ l’amore con me”, ripeté.
Kazuya alzò le braccia e passò le dita tra i suoi capelli.
“Che cosa succede… se io ti dico di no?”
Jin non rispose.
“Te ne andrai? Lascerai questo appartamento? Andrai in Italia da solo?” chiedeva con un filo di voce, non smettendo di pettinare i suoi capelli scuri.
Jin non rispondeva. Ho solo troppa voglia di te. Avrebbe voluto dirgli. Di quello che sarebbe successo dopo non sapeva cosa pensare.
Kazuya sentiva chiaramente come stava reagendo il suo corpo allo stretto contatto col proprio. Aveva il fallo duro ed eretto, le braccia erano sudate, il respiro più affannato.
“Che cosa succede… se io ti dico di sì?”
Jin sussultò e lo strinse più forte.
Intrappolato in quella morsa calda, il pensiero del sonnifero si faceva sempre più lontano, assopito dal rumore del suo respiro, dal contatto con la sua pelle bollente.
“Riuscirai a farmi dormire?”
Kazuya stava sorridendo.
Fermo in mezzo alla loro via, ora c’era Jin accanto a lui, che gli tendeva la mano. Tutto suonava in maniera troppo idillica… non era quello il modo per uscire dalla dipendenza dai sonniferi. Ormai non era più neanche una dipendenza da lei.
Era solo un bisogno disperato di chiudere gli occhi.
“Sì”, Jin ne era convinto.
Kazuya gli strinse forte i capelli tra le dita, Jin gli appoggiò le mani sulle guance, coi palmi ben aperti. Erano veramente sudati.
Il tempo riprese a scorrere. Come uno scroscio di temporale, all’improvviso, in una sera d’estate.
Jin gli morse le labbra, continuando ad accarezzargli il volto e si spinse in avanti. Kazuya si sdraiò sotto di lui, con gli occhi ben aperti, fissava il suo viso: il desiderio trapelava da ogni singolo poro della sua pelle.
Baciarlo.
Era una sensazione bellissima. Di calma assoluta.
Jin gli sfilò i pantaloni del pigiama, la stoffa frusciava sulle sue gambe sottili e scopriva la pelle lattea. Si fermò a guardare le sue cosce, riusciva a vedere le vene bluastre sotto la sua pelle.
“Akanishi… non fissarmi…”
Jin tornò a baciargli le labbra, poi scivolò sul mento, mentre con le mani finiva di spogliarlo e iniziava a toccarlo con le dita tremanti, quasi stesse toccando un cristallo prezioso.
“Kamenashi…” mormorò contro la pelle accaldata dell’incavo del suo collo sottile, “…chiudi gli occhi”
Kazuya strinse con forza le palpebre e si lasciò sfuggire un gemito. Era la prima volta che qualcuno lo toccava. Non lo faceva spesso neanche da sé.
Affondò le dita tra i suoi capelli, quasi potessero trattenerlo alla realtà, e si abbandonò completamente alla bocca calda e umida dell’altro, che si impossessava del suo membro.
Quando fu completamente bagnato, percepiva anche le proprie energie abbandonarlo, risalivano da dentro il suo corpo ed uscivano dalle sue labbra insieme ai gemiti. Rimanevano bloccate a mezz’aria e precipitavano a terra, intrappolate dal pavimento, incollate, come quella scatoletta.
Gli parve di soffocare, quando il membro duro di Jin spinse per entrare. Aprì gli occhi di scatto, ma Jin gli baciò le palpebre. Sarebbe riuscito a dormire?
Gridò più forte e gli tirò i capelli. Le lacrime sgorgarono dai suoi occhi di nuovo sgranati.
Una nuova presenza, estranea e calda, si muoveva dentro di lui.
Vedeva Jin, ma non vedeva nulla.
Ritrovò le sue labbra, come un piccolo fuoco. Le mani grandi di Jin erano ferme sul lenzuolo e lo stringevano quasi con violenza. Si liberò dentro di lui, e il respiro di Kazuya si bloccò.
“Kame…” mormorò Jin, dopo che fu uscito dal suo corpo e sdraiato di fianco a lui, “…sei bellissimo”
Kazuya si voltò verso di lui, allungò una mano e per l’ennesima volta le dita piccole tra i suoi capelli.
“Ora… dormiamo…” gli sussurrò Jin a fior di labbra, “Basta che tu chiuda gli occhi”
Kazuya sorrise.
Le sue braccia calde e forti lo stringevano, ma il sonno non arrivava. Il respiro di Jin era calmo, dormiva profondamente.
Prendere o non prendere la pasticca? Era sveglio, ma il cuore batteva regolare, nessun attacco di panico, nessuna ansia irrefrenabile. La notte era tranquilla, il tempo scorreva lento. La scatoletta ad un solo passo. Ma decise di non prendere la pasticca.
Avrebbe anche potuto non dormire.
Ricordava quello che era successo con Jin. Non provava nulla di diverso dal piacere, un tenue piacere spirituale misto ad piacere intenso e fisico. Non si sentiva sporco, non si sentiva diverso.
Qualcosa era cambiato.
Ma lui non era gay.
Qualcosa era cambiato. Non Jin che dormiva beato, non se stesso in relazione con lui.
Non si era pentito di aver fatto l’amore con lui.
Decise di chiudere gli occhi.
Sentì le dita di Jin percorrergli un fianco. E riaprì gli occhi.
“Non crederti, Kame… sapevo che non saresti riuscito a dormire… scusa…”
Kazuya scosse la testa, “Ci abbiamo provato”
“Ma…”, anche se era buio, avevano entrambi la percezione di potersi vedere con chiarezza, come alla piena e viva luce del sole, “…io ti desidero davvero, Kame… ogni giorno…”
“Lo so… non devi scusarti”
Jin smise di carezzarlo. Si sporse dietro e prese la confezione da terra porgendogliela.
“Tieni, non puoi rimanere sveglio tutta la notte”
Kazuya lo guardò sorpreso.
“Intanto…” sorrise Jin, “…non hai avuto nessuna crisi isterica, va tutto bene… tranquillo”
Si alzò dal letto e prese il bicchiere pieno d’acqua appoggiato sulla scrivania; Kazuya si mise la pasticca sulla lingua e afferrò il bicchiere con entrambe le mani, lentamente se lo portò alle labbra.
Ingoiò.
Jin trattenne le lacrime che spingevano per uscire.
“Dormi con me” sussurrò Kazuya lasciandosi cadere sul materasso e tendendo una mano verso di lui.
Jin la strinse nella propria e si sdraiò accanto a lui, abbracciandolo con dolcezza.
Solo pochi minuti, e il respiro di Kazuya si fece regolare. Era sprofondato in un sonno profondo.
Jin lasciò scorrere le lacrime, e continuava a toccare con delicatezza il suo corpo. Come petali appassiti.
no subject
Date: 2011-01-14 02:07 pm (UTC)Ti dico solo che ho letto, da questa battuta "Ti desidero così tanto… che potrei toccarmi davanti a te, ora”, tutta la ficci con la bocca aperta *O* XDDD
Sei grandiosa! Davvero! Se è possibile questa storia diventa più bella di capitolo in capitolo! *_____*
Nya nya, mi ha fatto feliceeeeee! :3
bye byeee
no subject
Date: 2011-01-14 02:25 pm (UTC)Allora... quella frase ha tutta una storia dietro (infatti l'ho scritta in grassetto apposta)!! Pensa che mi è venuta in mente da circa una settimana e non potevo non scriverla! Ci ho ragionato tantissimo e alla fine ho deciso di costruirci intorno il sequel di Sonnifero.
Spesso mi capita così, di svegliarmi con una frase e dover per forza scriverci qualcosa!
Anche tu mi hai fatto tanto felice!!! Ero davvero preoccupata che questa fic non fosse degna dell'altra, ma ora sono più tranquilla!
Ora posso andare a studiare serena!
Se posso, per questa sera finisco anche la seconda parte e la posto! <3
Grazie ancora!!!!
no subject
Date: 2011-01-14 02:55 pm (UTC)come osi non aver ancora postato il seguito???????????
vuoi incorrere nella mia ira??
ahaha xD apparte gli scherzi *.* L'ho appena finire di leggere *______*
in una parola.. BELLISSIMA!!! Veramente T.T Te l ho riempita co 3218541464851 commentini, giusto per fartelo capire xDDDD e 1694845 colori xDDD Non vedo l'ora di leggere il seguito bella!!! Sempre più brava mi raccomando :P
Ti voglio bene!!! <3
ps. gli orari di domani non li so ancora con certezza.. ma è solo un ora e mezza, quindi me lo ritaglio uno spazio di tempo per venire da te!! (se mi ci vuoi t.t)
A domani!!!!!!!! <3
no subject
Date: 2011-01-14 03:08 pm (UTC)Ho scritto quasi una pagina del seguito, ora mi ci rimetto! (anche se è molto difficile... bah...)
Per domani, certo che ti ci voglio! Anche perché è ancora molto indeciso, su chi siamo e che facciamo.. cmq mi trovi a casa! Quando vuoi vieni giù!
Un bacione!!
ps: come è andata matemantica????
no subject
Date: 2011-01-14 03:53 pm (UTC)Bacio!!!!!!
ps. Non mi ha interrogato!!!!!! la uccido .-.
no subject
Date: 2011-01-15 10:26 pm (UTC)La frase in grassetto è piaciuta anche a me, moltissimo. Trasmette una passione che va oltre la vergogna.. è bello quando non ci si vegogna di esprimere le proprie emozioni.
Chiunque si sentirebbe trascinato, se il suo partner gli dicesse così, no? Essere desiderati è una sensazione molto potente! Bravo Jin ^_^
Seguitooooo arrivo!
no subject
Date: 2011-01-16 06:07 am (UTC)Svegliarsi e leggere subito un commento così positivo! (da parte tua, poi!!) Mi mette davvero il buon umore!!^^
no subject
Date: 2011-01-17 09:22 pm (UTC)Secondo me è bellissima!
Bravissima continua così!!!^___^
no subject
Date: 2011-01-17 11:36 pm (UTC)Ah! Quella frase... quasi quasi mi vergognavo un po' io, per averla scritta... ma mi è sorta spontanea!! ^^