(no subject)
Jan. 14th, 2011 07:31 pmBuona lettura!!
Titolo: Sonnifero -Se Kamenashi gli dice di sì-
Capitoli: parte 2 (su 2 finitaaaa!!! ^^)
Autore: Eos_92
Rating: pg-13
Fandom: KAT-TUN
Pairing: Akame
Genere: AU
Disclaimer: I personaggi non sono miei
La sveglia suonava imperterrita. Come uno schiaffo improvviso che arrossa una guancia.
Jin socchiuse gli occhi e allungò un braccio verso terra, tastando il pavimento in parquet alla ricerca del cellulare, per spegnere quella fastidiosissima melodia.
La luce del giorno filtrava limpida, il cielo era di sicuro azzurro.
Forse stava arrivando… la maledetta Primavera, che tardava ogni anno. Jin sperava riuscisse a spuntarla contro l’inverno, in modo da poter partire e volare via, supportati da un vento piacevolmente caldo.
Caldo, era anche il corpo addormentato di Kazuya accanto a sé.
Riuscì a zittire la sveglia; si posizionò più comodamente su un fianco, reggendo la testa col braccio destro, per poterlo guardare meglio. Lo ammirava, come faceva da un mese circa.
Dopo che lo aveva abbracciato, quella mattina nel supermercato, non aveva più cercato di toccarlo, né tantomeno di stringerlo fra le braccia, ma non aveva smesso di pensare a lui.
Di desiderarlo, come gli aveva ripetuto solo qualche ora prima.
Era amore?
Poteva il desiderio del suo corpo indifeso e pallido diventare amore? Poteva il desiderio di proteggere quel corpo disarmato e fragile diventare amore?
Kazuya non si era mosso di un millimetro.
Non aveva sentito nulla, né il rumore della sveglia, né il frusciare delle lenzuola.
Jin gli passò le dita tra i capelli sottili scostandoglieli dalla fronte fredda e umida per il sudore. Sospirò forte.
Aveva fatto l’amore con lui, ed era stato bello. Kazuya non lo aveva respinto, anche se non era gay. Aver avuto un rapporto completo con lui significava… aver abbattuto una barriera, non per fargli cambiare i gusti sessuali, ma per farsi accettare per come era realmente e nella sua totalità.
Decise di preparare la colazione. Anche se era domenica e di norma lo facevano insieme, aveva deciso di svegliarlo prima e di accoglierlo con la tavola apparecchiata, il riso fumante e il tè caldo.
Si infilò i jeans senza perdere tempo ad allacciare la cintura e lo coprì meglio anche con la coperta che era finita in fondo al letto.
Era piuttosto caldo. Si fermò a guardare il cielo.
Era proprio azzurro.
Raggiunse la cucina, l’unica stanza senza parquet, e neanche si era mai posto il perché, e avvertì una sensazione di freddo ai piedi: non aveva messo i calzini; ma la luce calda che filtrava dal vetro della piccola finestra gli penetrava dritta nella pelle nuda delle braccia e del petto, e subito se ne dimenticò.
Era mattina inoltrata. Lo stomaco brontolò.
Kazuya socchiuse gli occhi, e subito fu colpito da un prepotente raggio di sole. Li richiuse in un attimo. Si sentiva tutto appiccicoso e dolorante.
Arrossì di colpo, e non era proprio cosa da lui.
Stiracchiò le braccia verso l’alto; ricordava la voce dolce e pastosa di Jin, che sussurrava al suo orecchio parole su parole, scuse e mi dispiace che mai avrebbe voluto sentire. Jin non doveva scusarsi. E lui doveva solo ringraziarlo.
Che cosa significava aver fatto l’amore con lui?
Il suo sì a che cosa era riferito?
Si, dimentico lei; no, non sono gay; sì, voglio stare con te; no, non ti amo come ho amato lei.
Sospirò. Avrebbe dovuto affrontare la situazione con Jin.
Il profumo della colazione pronta gli arrivò dritto nelle narici. Scacciò il torpore dalle membra; si tolse la maglia del pigiama e si fermò per un po’ di secondi a contemplare il proprio corpo.
Pallido, marchiato dai baci e dai morsi di Jin.
Vide la sua felpa in fondo al letto e la indossò sopra il corpo nudo. Respirò il suo odore intenso e vi trovò conforto. (è una mia costante far indossare al passivo di turno la felpa dell’altro e nient’altro, scusate la monotonia!! ^//^ n.d.a.)
Raggiunse la cucina e lo vide di spalle: come tutte le volte, era concentrato e aveva raccolto i capelli scuri e lunghi con la pinza gialla.
Sorrise, “Buon giorno, Akanishi” disse.
Jin si voltò di scatto e per poco non rovesciò la piccola pentola con il tè bollente che teneva in una mano.
“Ah, b-buon giorno! Non ti ho sentito arrivare”
Nel vederlo, Jin si sorprese, e non solo a causa del suo silenzioso arrivo: Kazuya stava indossando la sua maglia, ed era più bello che mai. Il viso era un po’ emaciato, le occhiaie profonde e scure… ma ciononostante, era tranquillo. Sereno.
Kazuya si sedette e subito si versò nella ciotola una porzione di riso alla cantonese.
“Questa mattina ho fame”, disse semplicemente di rimando allo sguardo sempre più incredulo di Jin.
“Mh… il sesso consuma parecchie energie…” si lasciò sfuggire Jin, poi si morse un labbro, pentito di aver parlato: magari Kazuya voleva solo dimenticare.
“Scusa…” aggiunse.
Kazuya scosse la testa e sollevò lo sguardo fino ad incontrare i suoi occhi scuri, “Smetti di scusarti, anche io l’ho voluto”
Come ogni volta, Kazuya non arrossì, mentre le guance di Jin presero fuoco.
“Così…” disse piano, “…mi illudi”
Kazuya non disse altro, non poteva dire non è cambiato niente, perché in realtà qualcosa era cambiato: essere solo amici e essere amici che avevano fatto sesso non era la stessa cosa.
“Vuoi ancora… partire con me per l’Italia?” chiese poi Jin, sedendosi di fronte a lui e versando in entrambi i bicchieri il tè verde che ancora fumava.
“Certo che voglio”
Mangiarono in silenzio.
Kazuya si propose di lavare le stoviglie; Jin si appoggiò alla parete bianca, con le braccia conserte, e prese a guardarlo. Era suo. Continuava a ripetersi la sua mente.
Sentì un tuffo al cuore e il pavimento parve sprofondare sotto i suoi piedi. Il tempo interruppe il suo corso ancora una volta, lo scrosciare dell’acqua del lavello scomparve. Come comandato da una presenza invisibile, lo raggiunse e lo abbracciò da dietro stringendo ancora una volta il suo corpo sottile tra le braccia.
Inspirò con forza il proprio odore mischiato al suo.
Kazuya non lo respinse, sussultò appena, poi si tranquillizzò e girò la manopola per far cessare l’acqua.
“Andiamo…” sussurrò Jin al suo orecchio, “…a comprare i bagagli a mano e una valigia adatta all’aereo per te?”
Kazuya annuì.
“Akanishi…”
“Mh?”
“Io… ti ho detto sì”
“Anche io ti ho detto sì”
“In che senso?”
Continuavano a stare immobili, Kazuya stretto a lui, appoggiò le mani bagnate sulle sue.
“Sì… vuol dire… che riuscirò a farti dormire senza sonniferi, riuscirò a farti dimenticare lei”
Kazuya non disse nulla. Il suo cuore aveva compiuto un moto strano. Non si era bloccato, non aveva accelerato i battiti, era rimasto tranquillo a pompare sangue, come indifferente. Ed era strano, perché Jin gli si era appena dichiarato.
Ma il cervello… quello aveva compiuto un moto ancora più strano. Aveva goduto di ogni singola parola uscita dalla bocca di Jin, di ogni singolo suono.
Coscientemente, non spinto dal desiderio di dimenticarla, non disperato per il mancato sonno, si girò nel suo abbraccio, con le mani a stringere la sua felpa all’altezza del proprio cuore, e si abbandonò contro il suo petto.
Il cuore di Jin pareva impazzito, eppure la sua voce gli era apparsa calma.
“Il mio sì… vuol dire…” e gli appoggiò le labbra sottili sul collo caldo, “…che sto bene solo da quando ci sei tu”
Poteva anche non essere amore…
Jin lo strinse ancora più forte.
…ma era un’emozione bellissima.
Kazuya chiuse gli occhi.
Il nero che vide non annunciava l’arrivo di una tempesta, di una catastrofe che lo avrebbe ingoiato. Il nero era accompagnato dalle mani di Jin che avevano preso a carezzargli la schiena liscia da sotto il tessuto della felpa. Quel nero non sfumava per far trasparire il ricordo di lei…
…ciò che Kazuya ricordava, il quel momento, era la notte più bella della sua vita.
“Kamenashi…”
“Mh?”
“Vorrei tanto dirti che ti amo… ma ho paura che tu possa sfuggirmi… svanire”
Come quando rientrava tardi la sera e l’appartamento che lo accoglieva era silenzioso, buio, disabitato. Rientrare e non trovarlo, non avrebbe potuto accettarlo.
“Non scompaio…”
Jin sospirò a malapena, per rilasciare la tensione accumulata prima di dare voce a quei pensieri.
“Akanishi…”
“Mh?”
“Con te… ho passato la notte più bella della mia vita”
Jin gli circondò il viso con le mani, lo sollevò e riuscirono a guardarsi negli occhi, poi Kazuya li chiuse e Jin gli baciò le labbra.
Commento:
la fine è stata davvero faticosa. Ho cancellato le frasi che buttavo di getto un sacco di volte. Di solito non mi succede, ma questa volta ero davvero tormentata dall’idea di fare una cosa banale! Dato che l’argomento è serio e delicato… non me la sono sentita di concluderlo in modo definitivo. La strada per uscire dalla dipendenza dal sonnifero è ancora lunga, ma, dopotutto, i miei cari personaggi stanno affrontando la situazione piano piano. Kazuya non è gay, ma alla fine si innamorerà di lui. Jin non solo è spinto dal desiderio di proteggerlo, ma lo ama davvero e profondamente.
Non so… magari la cosa si è fatta un po’ irreale, da reale che era all’inizio (almeno mi pare XD), se è così mi dispiace! Ma non potevo lasciare Jin nel tormento dei suoi sentimenti verso Kazuya, e non indagare su cosa passasse per la mente di quest’ultimo.
Uff… sono sfinita! Spero non sia sembrata scritta in modo veloce e sconclusionato, io c’ho davvero ragionato tanto!
no subject
Date: 2011-01-14 06:50 pm (UTC)Non ti commento in specifico, lo farò domani, quando mi darai la versione cartacea.. spero solo di non dimenticare quello che mi è venuto in mente leggendola ora xDDD
ps. tranquilla, è perfetta così! nè frettolosa, nè banale, come sempre <3<3
no subject
Date: 2011-01-14 08:03 pm (UTC)Veramente è stato un lungo e travagliato parto! Non volevo che ci fosse troppa distanza tra i personaggi di "Sonnifero"... ma... se qualcosa è cambiato in qualche modo si deve pur vedere, no?
Allora ci vediamo domani!!
Baciooooo <3
no subject
Date: 2011-01-15 10:39 pm (UTC)Che dolce, la conversazione fra loro.. l'ho trovata commovente..
Grazie per la bella lettura, vado a nanna soddisfatta ^_^
Bacio
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Date: 2011-01-16 06:12 am (UTC)http://community.livejournal.com/pasticci_fanfic/tag/g%3A%20kattun
Penso che tu l'abbia capito, Sonnifero viene prima.. è un po' più tormentata, ma dato che il finale lieto c'è, vai tranquilla ^^
Ho cercato di rendere le conversazioni il più realistico possibile... e dato che tutto sommato sono due personaggi dolci, sono contenta di aver reso bene l'idea! ^^ (JinJin è così dolciotto!!! E' proprio innamorato perso!)
Grazie per aver letto!
Un bacio <3
no subject
Date: 2011-01-16 01:14 pm (UTC)Grazie per averla scritta e continuata :DDD
See ya~♬
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Date: 2011-01-16 01:50 pm (UTC)Chissà.. potrei continuarla ambientandola in Italia! Bah..
A presto,
un bacio <3
no subject
Date: 2011-01-17 10:16 pm (UTC)Bye~
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Date: 2011-01-17 11:38 pm (UTC)Ora mi sento un po' come Kame.. non riesco a dormire T.T