Umareru

Jun. 6th, 2011 07:21 pm
[identity profile] harin91.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
A volte ritornano, diceva qualcuno!
Ed eccomi allora qui a postare FINALMENTE qualcosa scritta in questo ultimo burrascoso periodo.
Ci tengo però prima ad informarvi di due cose:
1) Sto postando "Reach", una nuova Sakumoto AU, sul forum Arashifordream.net. E' una storia un po' fantascientifica che parla della Terra negli anni 2500, di tre ricercatori scientifici selezionati per una spedizione su un pianeta popolato da alieni umanoidi che copiano ad arte lo stile di vita umano pur essendo composti dai principali elementi della natura. Oltre agli Arashi ci sono anche i Kanjani8. Se siete interessate non basta che iscrivervi al forum (se non siete già utenti XD) e postare quel che basta per farsi abilitare l'accesso alla sezione Fanarea.
2) Ho creato un MASTERPOST, che potete trovare Sul mio LJ. Tenterò di tenerlo aggiornato il più possibile ^^

Titolo: Umareru (ma non ha niente a che vedere con il dorama XD)
Gruppo: Kanjani8
Genere: crackissimo
Pairing: nessuno, anzi, TINA! (Murakami Shingo x Toda Erika) e un poi di sana amicizia Yokohina e in generale Eitosa.
Rating: PG
Disclaimers: non mi appartengono, sono mie solo le situazioni assurde e il sogno da cui tutto ciò è derivato.
Note: credo sia una delle prime ed uniche fanfiction ETERO che scrivo XD Ma devo ammettere che gli Yokohina e specialmente HINA *faretti colorati puntati sul nome, prego* mi ispirano così XD Come accennato prima, tutto 'sto delirio deriva da un sogno che ho fatto stanotte, infarcito di battute che sono sorte spontanee stamattina, mentre lo esponevo a mia sorella (aka, la mia psicologa personale per questo genere di avvenimenti). Yuki, questa ff è per te U__U/
in pochissime parole... Erika aspetta un bambino e Yoko, da bravo zio, sclera. Buona lettura XD

Yoko sapeva che prima o poi quel momento sarebbe arrivato.
L'aveva capito nell'istante in cui, un paio di anni prima, Hina si era messo a piangere durante una delle solite serate alcoliche, ma non soltanto per colpa della tequila.
“E' quella giusta” aveva detto, facendogli tirare un lungo sospiro di sollievo: “forse è la volta che mi sposo davvero”. Aveva accolto la notizia così come tutti gli altri: con un altro goccino.
Era felice, ovviamente: qualsiasi cosa si potesse pensare, non poteva essere né geloso né arrabbiato. Era il suo migliore amico e avrebbe sempre voluto per lui una vita meravigliosa... ergo, una vita sicuramente migliore della sua.
L'importante sarebbe stato: non venire coinvolto troppo. Questo era il piano... purtroppo andò in fumo appena un anno dopo.

Alla fine non si erano sposati.
Erano però andati a vivere insieme nel momento in cui Erika aveva scoperto di essere incinta. Tutti gli altri avevano preso la notizia con un lieve sconvolgimento interiore ed esteriore, se non con veri e propri attacchi di panico... Shingo invece era contento come non mai e assolutamente calmo.
I mesi successivi alla notizia erano passati abbastanza velocemente, mentre il pancione continuava a lievitare e Shingo raccontava di momenti toccanti o si chiedeva cosa dovesse comprare per la cameretta del pupo in diretta televisiva... ciascuno diede una mano e riempì la coppia di attenzioni: alla fine era il primo figlio per tutti all'interno del gruppo, quindi dovevano dimostrarsi dei bravi zii e, soprattutto, imparare la lezione.
Il sogno idilliaco si era trasformato in incubo quando Shingo gli aveva chiesto un piacere, a poche settimane da quella che sarebbe stata la data del parto.
-Mi hanno incastrato con un butai, non posso chiedere proroghe... visto che sei quello che abita più vicino avrei pensato di dare a Erika il tuo numero. Nel caso avesse bisogno o ci fosse da accompagnarla all'ospedale- aveva spiegato, con un tono serio che non sentiva da millenni.
-Intendi per... partorire?- aveva chiesto lui, sbiancando ancora più del classico colorito pallido.
-No, guarda... per giocare a freccette con i medici- gli aveva fatto eco Tacchon, facendo ridere gli altri.
-Non è niente di complicato Yoko... ti spiegherà lei cosa devi fare e il GPS della macchina è già impostato sul percorso per l'ospedale. Posso fidarmi?- chiese Hina, guardandolo ancora negli occhi.
In un istante maledisse quel giorno di più di 15 anni prima, quando quello stesso sguardo l'aveva convinto che al mondo i migliori amici esistessero davvero. Poi si rimangiò la maledizione, dato che, per l'appunto, i migliori amici dovevano dimostrarsi migliori amici coi propri migliori amici (a questo punto era lecito maledire Subaru per tutti i ragionamenti complicati che gli aveva messo in testa).
-Certo- aveva risposto, tentando di non tremare.

Per carità, Erika era una ragazza adorabile.
I giorni seguenti, per un motivo o per un altro, era passato spesso a trovarla per aiutarla in quello che aveva bisogno di preparare negli ultimi giorni utili.
Ma la serata passata in compagnia di Maru e Subaru non l'aveva aiutato a calmarsi.
-Quando si rompono le acque bisogna sempre preparare l'acqua calda- se n'era uscito Subaru, facendolo spaventare: -L'acqua calda?-.
-Sì, come nei film... che gridano sempre “l'acqua calda!”. Non so a cosa serva, ma va sempre preparata un po' di acqua calda...- aveva ripetuto il leader vocalist, dandogli qualche pacca d'incoraggiamento sulla spalla.
-E ricordati che non devi mai e poi mai essere il primo a guardare il bambino!- lo aveva ammonito Maru, con tono grave: -I bambini piccoli hanno l'imprinting, se pensano che tu sei il padre sei spacciato!-.
Yoko aveva deglutito a fatica: voleva bene a Erika, era una delle poche donne che non erano fuggite urlando dopo 5 minuti in sua presenza... probabilmente sarebbero riusciti ad andare d'accordo per anni ed anni anche dopo l'arrivo dell'affarino... ma questo non significava che avrebbe acconsentito ad accollarsi il pargolo solo per quella storia dell'imprinting. Il problema è che non voleva che l'affarino gli si affezionasse troppo, per motivi di convenienza: era pur sempre il migliore amico del padre, non il babysitter di famiglia.
La serata era terminata con agghiaccianti storie dell'orrore di donne che partorivano in macchina in mezzo al traffico e di sale parto stracolme di bambini urlanti.
Ecco perché Erika, qualche giorno dopo, lo vide chiaramente più teso.
-Yokoyama-san, non è il caso di allarmarsi così tanto. Le possibilità che Shingo non sia a casa nel momento del bisogno sono veramente pochissime- gli disse, facendogli cenno di sedersi un attimo con lei sul divano. Yoko fissò per un attimo il pancione gigantesco, chiedendosi come facesse una ragazza così minuta a portarsi in giro un affare del genere... ringraziò madre natura di essere nato maschio per l'ennesima volta in quegli otto mesi e mezzo.
-Chiamalo presentimento...- fece lui, facendola ridacchiare.
-E in ogni caso, quando capiterà, tutto quello che dovrai fare sarà accompagnarmi in ospedale, giusto?- fece lei, con l'indice sollevato.
-E... “chiamare quello stronzo perché metta il culo in macchina e ti raggiunga subito”, anche- recitò a memoria Yoko.
-Giustamente... visto? Ti ricordi tutto. Hai la situazione sotto controllo, parrebbe- disse la ragazza, incrociando le dita sul pancione e guardandolo negli occhi divertita. Lui sospirò: -E' una parola...-.
Rimasero per un po' in silenzio, poi Erika si mosse velocemente e prese la sua mano sul divano.
-Ti faccio sentire una cosa...- disse con dolcezza, posando la mano dell'altro sul pancione.
All'inizio l'imbarazzo lancinante non gli permise di sentire proprio nulla... poi, dopo qualche istante, sentì un buffissimo tremolio e qualche colpetto, come di tamburo.
-Credo tu gli stia già simpatico, solitamente scalcia pochissimo- affermò senza il minimo dubbio la mamma.
-E' tutto suo padre, non c'è che dire...- sorrise piano Kimitaka, agitato per la sensazione stranissima: -Ha iniziato a tirarmi tsukkomi già da adesso-.
Risero entrambi e in qualche modo l'atmosfera si rilassò per qualche giorno.

Poi, come da copione, avvenne.
Erika lo chiamò sul cellulare mentre stava, guarda caso, andando a trovarla per portare qualche sovrappiù di spesa (suo fratello non considerava quasi mai che, pur adorando le banane, in due non ne consumavano certo tre caschi alla settimana).
-Mi si sono rotte le acque e Shingo fra cinque minuti inizia lo spettacolo- disse, con una flemma da premio Oscar. Yoko diede un'accelerata con l'auto che anche quella sarebbe stata da prendere in considerazione almeno per la Palma d'oro.
In una manciata di minuti era già in cucina di casa Murakami a riempire la pentola d'emergenza d'acqua e accendere il fuoco.
-Si può sapere cosa stai combinando?- chiese Erika, reggendosi in piedi a fatica e fissandolo dal corridoio.
-L'acqua calda!- fece lui, come se fosse una cosa ovvia.
-Yokoyama, ho bisogno urgente di un'auto e una sala asettica con un'ostetrica, non di farmi due spaghi!- tentò di fargli comprendere, con un tono tutt'altro che calmo.
-Ma come faccio a portarti senza l'acqua calda???- piagnucolò lui, fissando alternativamente lei e il fuoco acceso sotto la pentola. La vide percorrere in due straordinarie falcate la cucina, spegnere con un solo gesto deciso il fuoco e prenderlo per il davanti della maglietta: -TU. ORA. IN MACCHINA- tuonò.
In un lampo, capì del motivo per cui “questa era quella giusta” per Hina.
Nel lampo appena successivo stava guidando alla Fast&Furious fra le viette che separavano casa Murakami dalla clinica privata. Erika aveva iniziato a respirare in un modo che non gli piaceva per niente, chiedendogli solo di tanto in tanto di prendere almeno qualche semaforo verde, così... per sport.
Arrivato di fronte all'ingresso principale inchiodò, aprì la portiera e invocò con disperazione teatrale l'aiuto di qualche infermiera, mentre Erika si trascinava a fatica fuori dal mezzo infernale ancora acceso. La portarono velocemente in sala su una carrozzina e lasciarono apposta un infermiere con Yoko, con la scusa di aiutarlo a trovare parcheggio (e la vera motivazione di fargli un'iniezione di calmante in un momento di distrazione).
-Primo figlio?- gli chiese scetticamente l'infermiere, accompagnandolo dal parcheggio al reparto.
-Sì, ma non mio- rispose lui, arraffando il cellulare dalla tasca per adempiere al suo secondo ordine categorico.
-Beh, c'è sempre una prima volta per chiunque, anche per i parenti- fece l'infermiere, con l'aria di uno che quelle scenate da tragedia greca le vedeva in continuazione, per poi indicargli la sala d'attesa: -La signora è già in travaglio, quindi deve aspettare qui- disse, senza neanche minimamente sognarsi di proporgli di entrare ad assistere al parto.
Yoko, dal canto suo, non si sognò neanche minimamente di chiedere se ciò fosse possibile.
Compose a fatica il numero di cellulare di Hina e quando rispose il manager abbaiò parole a caso che forse, messe in ordine, avrebbero avuto un senso compiuto. Per sua immensa fortuna Shingo era in pausa e riuscì a parlare direttamente con lui, che bene o male sapeva tradurre dallo Yokese al giapponese moderno. Non riuscì giusto a capire la parte in cui, praticamente in lacrime, Yoko gli gridò: -Ti prego! Non permettere che veda per primo me! Non voglio un bambino, è tuo! Non sono pronto! TI PREEEEGOOOO!-.
-Riesco ad essere lì fra 20 minuti massimo, ok? Vedi di resistere- gli rispose, per poi mettere giù: Yoko ebbe un momento di pace dei sensi quando si rese conto che, in fondo, un po' di panico ce l'aveva anche il padre originale. Poi la pace dei sensi finì e svenne brevemente sulle sedie della sala d'attesa.
Aveva resistito alla grande.

Alla fine l'affare ci mise quasi mezz'ora a venire al mondo.
La mezz'ora più lunga della sua vita, di cui però si ricordava solo innumerevoli bicchieri di tè verde, innumerevoli corse al bagno e l'arrivo sparso di tutti gli altri, padre compreso.
Padre che, nell'agitazione generale, gli corse incontro lungo il corridoio dell'ospedale e lo abbracciò, chiedendogli scusa: -L'ultima cosa al mondo che avresti voluto fare, vero?- domandò, descrivendogli ampi cerchi con la mano sulla schiena, per farlo calmare.
-Però sono stato bravo, no?- mormorò.
-Bravissimo. E poi ricordati che sarà una delle tante cose che potrai rinfacciargli quando crescerà e verrà a rubarti i giochi- sorrise Shingo.
Yoko annuì, per poi guardarlo male: -Ma non verrà a rubarmi i giochi, vero?-.
Hina rise e lo abbracciò una seconda volta, un po' più stretto, prima di entrare nella stanza dove Erika stava meritatamente riposando.
Loro si riunirono tutti di fronte alla vetrata del reparto, aspettando che apparisse l'infermiera con il fagottino in braccio. Fissarono per lunghissimi minuti la culla con il numero giusto, ancora vuota.
-Ma alla fine è maschio o femmina?- si domandò all'improvviso Yasu.
-Già... ci siamo sempre scordati di chiederlo- fece Ryo, che si era poi messo a ridere alle boccacce che Maru stava facendo ad un neonato nella culla a fianco.
-Io ho un po' paura a saperlo...- commentò Tacchon, l'istante prima che Hina li raggiungesse, con gli occhi ancora un po' ludici per la commozione.
L'infermiera col fagotto entrò subito dopo l'abbraccio di gruppo e posizionò comodamente il primo classificato della seconda generazione dei Kanjani8 nella sua culla, coprendolo con una inequivocabile copertina azzurra.
-Vi presento Yuji- disse il padre, mentre Yasu si commuoveva e Subaru fissava incredulo il faccino pacifico dello sgorbietto addormentato.
-Yuji? E' ufficiale o si può fare ricorso?- si informò subito Ryochan, facendoli ridere.
-In realtà io avevo proposto Ivan Gennaro(*), ma Erika mi sembrava contraria...- specificò Hina. Chissà come mai, tutti le diedero ragione.
-Cmq ha i tuoi occhi, che fortunato...- si ritrovò a dire Yoko: stava già pensando a tutte quelle volte che avrebbe dovuto sgridare il piccoletto e vedersi rispondere con il classico broncetto alla Hina. Non ce l'avrebbe fatta...
-E il naso di Erikachan, per fortuna- sospirò Tacchon, rincuorato... forse questo sarebbe stato un idol serio.
Subaru annuì, per poi tornare a fissare insistentemente il bambino: -Ok, ragazzi... parte il conto alla rovescia-.
-Per cosa?- si informò Hina, senza capire.
-Abbiamo scommesso su quanto tempo ci mette a tsukkomare uno dei vicini di culla- rispose semplicemente Yasuda: -Oh, quello sta per mettersi a piangere! E' una papabile vittima!-. Tutti si spiaccicarono contro il vetro, in attesa della reazione del piccolo Murakami.
-Kimi...- lo richiamò Shingo, picchiettandogli sulla spalla. Si girò a guardarlo.
-Erika vorrebbe ringraziarti di persona... ti va di venire nella sua stanza?- chiese, indicandogli la porta. Annuì appena e lo seguì, per poi asciugargli le lacrime con un sorriso: -Sii uomo, è nato tuo figlio. Mi aspettavo che corressi per l'ospedale esultando come un calciatore, piuttosto che vederti ridotto a piangere come una mammoletta- commentò.
-Si invecchia...- scherzò Hina, passandogli una mano attorno alle spalle: -Per fortuna tu ci sei sempre, a ricordarmi cosa devo fare- appuntandosi mentalmente un esultino alla Pippo Inzaghi mentre Erika non guardava.
-Murakami, cazzo... se stai tentando di far piangere anche me... ci sei riuscito- fece Yoko, tirando su col naso e scostandosi un pochino dall'abbraccio. Risero.
Si parlarono ancora un po' in privato, persi nel loro mondo, prima di andare a salutare la nuova mamma.
Chiaramente non si dissero cose come “grazie” o “ti voglio bene”, dato che erano fatti così... non era nel loro stile. Ma fra le battute, in qualche modo, si compresero lo stesso.
Ormai Yoko non aveva più paura di quelle cose come la famiglia, l'amore o i figli... anche se Shingo avesse fatto altri dieci bambini, anche se finalmente si fosse trovato uno straccio di donna pure lui (a cominciare dall'infermiera di reparto, per esempio... che non era niente male)... sarebbero sempre riusciti a condividere ogni avvenimento l'un con l'altro.
Con o senza panico, acqua calda e corse all'ospedale... e, con tutta sincerità, sperava veramente nel “senza”. (*)I due nomi di Gattuso, il giocatore del Milan. E' in assoluto il preferito di Hina, insieme a Kakà XD

Date: 2011-06-06 05:46 pm (UTC)
From: [identity profile] jinnypazza82.livejournal.com
Menzione d'onore per
-Abbiamo scommesso su quanto tempo ci mette a tsukkomare uno dei vicini di culla- rispose semplicemente Yasuda

Qui giuro di aver polleggiato rumorosamente *annuisce*

Cielo, mi sono rotolata tutto il tempooooo XDDDDDDDDDDDDDDDDDD

L'acqua calda XDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD Baru ti amo U_U

L'imprinting è puro genio!

E quando non sa come portarla senza acqua caldaaaaaaaas! Yoko, amo anche te!

IVAN GENNARO XDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD


Rotolando me ne vado a pappa

Date: 2011-06-06 06:26 pm (UTC)
From: [identity profile] yukari85.livejournal.com
Peccato...mi piaceva Ivan Gennaro Murakami! XDDD
Rivoglio i Tina! T___T posso fare una petizione?
Yoko: "No ci pensare nemmeno! Hina è MIO!"
Miii...quanto sei geloso...U__U

Date: 2011-06-07 06:39 pm (UTC)
From: [identity profile] yukari85.livejournal.com
Non riuscirebbero mai a pronunciare "Izecson"!! XDD Proporrei anche Filippo Murakami, già che siamo in tema! XDD

Date: 2011-06-06 07:19 pm (UTC)
From: [identity profile] rosa-elefante.livejournal.com
Io e le het andiamo d'accordo di rado, MA!
I Tina hanno sempre avuto la mia più totale approvazione, e tra quei due malati di Hina e Yoko sono sostanzialmente incapace di vedere altro se non amicizia! Belli loro *_*
Mi ha fatto ridere un sacco, comunque (e l'imprinting è epico. Subaru e Maru sono epici!!)

Date: 2011-06-06 07:56 pm (UTC)
From: [identity profile] gkj.livejournal.com
Oh, una fic su uno dei grandi misteri della vita... (non mi riferisco alla nascita, mi riferisco all'uso dell'acqua calda XD)
Questa fic è lollissima... XD
ma anche tenera tenera *_* (il pezzo finale soprattutto ç_ç)

[sto tenedo il conto alla rovescia di quando raggiungerò il numero di post per andare a leggere le fic sul forum ^^']

Date: 2011-06-07 06:41 pm (UTC)
From: [identity profile] yukari85.livejournal.com
*bella icon!*
Ganbatte! Io mi faccio auto-pubblicità e sponsorizzo "In una notte buia e tempestosa" uno dei rari momenti di collaborazione tra sorelle! ^^

Date: 2011-06-08 10:27 am (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Maru e Subaru vincono l'oscar di "Come spaventare Yoko" XDDDDD
L'acqua calda XD neanche fossimo nel west XDDDD e l'imprinting? XDDD Maru deve aver visto Twilight XDDDDD
Ma Yoko è stato bravissimo <3 e io la Erika l'adoro troppo è fantastica XD
Ryo non fare ricorso Yuji mi piace U___U

Date: 2011-10-21 12:32 pm (UTC)
From: [identity profile] ayumi-ciel.livejournal.com
I TINA ♥ Li ho sognati anch'io giusto qualche giorno fa, che stavano di nuovo insieme (çwç)
Mi è piaciuta tanto questa fanfic, è così tenera e allo stesso tempo divertentissima! XD Complimenti!!
Poi come hai detto, è una delle poche etero! E siccome non sono fan delle fanfic stracolme di pairing di tutti i tipi, è veramente ben accetta (*O*)

Date: 2013-08-18 01:02 pm (UTC)
From: [identity profile] lalois.livejournal.com
Ossantocielo, voglio mettermi a piangere di nuovo, gaww ç_ç
Non mi metterò a citare cose a destra e a manca perché sennò inauguro l'ennesimo wall of text... perché è bellissima e ho riso e ho pianto ç___ç
Anch'io rivoglio i Tina ç-ç
Ma persino più belli di loro due, qua, è Yoko. Yoko. Yoko. BELLISSIMO e tenerissimo e... oddio, quando ringrazia di essere nato maschio X°D, e commozione sulla parte finale :')
bellissima, complimenti!

ps: questa l'ho trovata grazie all'utilissimo masterpost, ne sto spiando in giro alcuni per riuscire a capire come costruire il mio, e così fatalità si trovano diverse cosucce carucce da leggere XD

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***La Pasticceria Italiana***

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