[identity profile] daria-91.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
Questa roba che leggerete è frutto di un sogno fatto qualche settimana fa; finalmente, dato che ora possiedo di nuovo una connessione, posso condividere con voi questo atto di follia XDD
Titolo: Io Tarzan, tu Jane
Genere: Demenziale con un tocco romantico
Fandom: Arashi
Pairing: Sakumoto (ma va!)
Rating:G
Disclaimer: non conosco gli Arashi personalmente e non mi appartengono, questa storia è frutto della fantasia malata di una povera ragazza che non ha nulla da fare! XD



Io Tarzan, tu Jane!

Da una solitaria barca, o meglio bagnarola, sballotata dalle lievi onde dell’oceano, si erse la figura di una donna, forse un uomo. Insomma, di qualcuno vestito di nero e costui si rivolse ad un’altra figura, vestita da arcobaleno con pantaloni corti, abbarbicata all’asticcella dei cestini della città, ma con una vela, ovvero quello che in condizioni normali è definito albero maestro.
“Aiba vedi nulla?” domandò Jun
“Vedo acqua, acqua, acqua, nuvole, nuvole, il sole, qualche uccello…vedo te che sembri una donna araba, tutto coperto; Sho-chan che ronfa; Ohno-chan che pesca e Nino che sta morendo e vomita l’anima” rispose Aiba
“La mia domanda non era: descrivimi cosa vedi; ma sapere se vedi una nave o un’isola” replicò Jun
“E allora sii più chiaro, non chiedermi se vedo nulla, ma chiedimi: vedi qualcosa di diverso da ciò che hai visto negli ultimi due giorni? Questa è una domanda sensata”
“Va bene, la prossima volta comporrò un’epopea per farti una semplice domanda”
“Ragazzi siete troppo rumorosi” disse Sho con voce rauca e impastata “Jun sembri una donna araba” affermò sollevando il sopracciglio destro.
“NONCAPITENULLA! C’è il sole! C’è troppo sole. Non posso ustionarmi!” urlò Jun
“A qualcuno è venuto il ciclo” riuscì a dire Nino prima di riprendere a vomitare.
“Basta siete dei compagni ingrati. Vado a parlare con Riida” così dicendo Jun andò a sedersi al fianco del più vecchio della compagnia. Restò in quella postazione pochi secondi. Satoshi era troppo preso dall’attività da sembrare aver raggiunto il Nirvana, l’Illuminazione: tra le raffigurazioni di Buddha e Satoshi, in quell’istante, non c’era differenza.
“AAAAAAAAAAHHHHHHH!” urlò Jun disperato sistemandosi vicino a Sho
“NOOOOOOOOOOO! Che spaventi i gabbiani” gli disse quest’ultimo
“Per tutti gli dei del Giappone…e ce ne sono tanti. Che cosa ho fatto di male? Quale karma ingrato devo redimere per meritarmi ciò?” disse Jun disperato.
“Jun dai non disperarti così” cercò di consolarlo Sho, approfittandone per accarezzare la schiena dell’amico.
Jun in quell’istante pensò che forse non era proprio così sfortunato; in fondo era insieme alla persona che amava, anche se il diretto interessato non era ancora a conoscenza dei suoi sentimenti. Il tocco gentile della mano dell’amico aveva immediatamente fatto impazzire il suo cuore;
Jun avrebbe tanto voluto far sapere a Sho che con lui non si sarebbe mai disperato.
“Sì che c’è da disperarsi” emerse Nino più pallido del solito “Siamo dispersi chissà dove in mezzo al mare. Con un sacco di lavoro da dover fare. L’intero Giappone si starà chiedendo che fine hanno fatto gli Arashi. E per disperarci di più abbiamo finito il cibo. L’acqua sta finendo. Ci restano solo alcune caramelle dello stesso imbecille che ha perso l’unico coltellino che avevamo e a cui è venuto in mente di fare una gita in barca”
“Per il coltellino non l’ho fatto apposta e poi possiamo stare tranquilli abbiamo i pesci di Ohno-chan” si difese Aiba
“E come te li mangi i pesci, con le squame e le budella?” disse Nino gelido
Nel frattempo Jun si disperò ancora di più e scoppiò a piangere
“Moriremo! Moriremo tutti! Non ci troveranno mai. Diventeremo cibo per gli squali. Nessuno saprà che fine ho fatto. Tutti si dispereranno. I miei vestiti….a chi finiranno i miei bellissimi vestiti!” urlò Jun isterico
“Jun calmati! Calmati-ti-ti” disse Sho prendendolo a schiaffi
“Grazie! Mi è stato di aiuto” disse Jun, le guance diventate rosse.
Durante tutta la discussione Ohno era rimasto nella stessa posizione, con la stessa espressione beata. Poi molto lentamente, girò la testa verso i compagni.
“Credo di aver perso l’ultima esca rimasta” dichiarò con normalità.
“Siamo rovinati! Rovinati!” riprese Jun aggrappandosi a Sho che pronto iniziò a sollevare la mano
“Recepito il messaggio!” disse Jun tranquillo dopo aver notato il movimento. Con rammarico si staccò da Sho, non avendo più nessuna scusa per stargli così vicino.
“Se ti fa stare meglio ti puoi aggrappare a me” sussurrò Sho.
Quella frase lasciò Jun di stucco, ma non si fece perdere l’occasione e si attaccò a Sho.
Nel frattempo Aiba osservava rapito l’orizzonte.
“Un’isola! Ragazzi c’è un’isola siamo salvi!” strillò


Dopo non molto tempo dall’avvistamento i cinque arrivano alla spiaggia. Il litorale era ampio, la sabbia bianchissima, grandi dune ricoperte di arbusti sulle cime separavano l’arenile dalla foresta. Alzando un po’ lo sguardo si poteva scorgere la montagna, l’unica dell’isola, composta da pietra calcarea, dato il colore bianco e le numerose cavità presenti sui pendii. La foresta rappresentava il separé tra montagna e spiaggia, una distesa indecifrabile di alberi Banyan ricoperti di liane e di fittissimo sottobosco.
I cinque ragazzi tra la scelta di addentrarsi nella foresta ed esplorare la costa, scelsero la seconda opzione.
Il sole brucia la sabbia scotta e si bruciò il primo piede del primo, secondo, terza, quarto, quinto Arashi….ma questa un’altra storia; torniamo alla scena precedente.
Cammina, cammina i cinque dispersi ritornarono al punto di partenza.
“Ma non è un po’ troppo piccola quest’isola? Camminiamo solo da mezz’ora e siamo già tornati” osservò Nino
“No, Nino ti sbagli” disse Aiba
“No che non sbaglio. Quella è la nostra imbarcazione“ replicò Nino
“Ma quel cartello prima non c’era” constatò Ohno
Tutti si diressero verso il cartello indicato da Ohno e Sho lesse ad alta voce ciò che vi era scritto sopra: FAI UN PASSO, FANNE UN ALTRO, FAI LA GIRAVOLTA, FALLA UN’ALTRA VOLTA, GUARDA IN SU, GUARDA IN GIU’, L’IMBECILLE SEI PROPRIO TU!
“Oh, caspita questo cartello ci ha azzeccato” disse Nino
“Ma quanto sei simpatico” disse Sho
Mentre Nino e Sho battibeccavano, Aiba e Ohno ridevano, Jun continuò a guardare il cartello. Improvvisamente una folata di vento sollevò della sabbia, scoprendo così un secondo cartello, su cui splendevano le seguenti parole
OH VOI FORESTIERI GIUNTI FIN QUAGGIU’, PREPARATEVI ALL’OBLIO PERCHE’ DA QUI NON SI RITORNA PIU’.
“Ragazzi siamo fottuti!” dichiarò Jun “Lo dice il cartello”
Un’altra raffica di vento si alzò, scoprendo interamente i due cartelli dalla sommità alla base.
“AAAAAAHHH” urlarono tutti abbracciandosi a vicenda
Alla base dei cartelli stava uno scheletro e sulla cassa toracica vi era un piccolo bottoncino rosso su cui stava scritto PUSH ME!
Sho, smaltita la paura, era già pronto a premerlo quando venne fermato da Jun
“Fermo imbecille che fai?” strillò
“Premo il bottone” rispose Sho non capendo il motivo dell’agitazione dell’altro
“Si vede che non guardi film di paura” disse Nino “Ti comporti proprio come i personaggi cretini che ci trovi”
“Ti do tre motivi per non premere quel bottone” disse Ohno “Uno: c’è scritto sopra “Push me”, come i biscotti di Alice nel Paese delle meraviglie che avevano scritto sopra “Mangiami” e lei ha passato una marea di guai. Due: è un bottone rosso; sei un attore anche tu e sai che il bottone rosso non si deve premere mai, e con mai intendo MAI. Tre: lo vedi dove sta?! Su uno scheletro”
Ohno aveva appena finito di parlare che lo scheletro si mise in piedi e dopo essere scoppiato in una risata da brivido, si inchinò a loro e recitò
“Benvenuti nell’Isola In Culo Al Mondo, dove ci arrivano solo gli sfigati per non fare più ritorno. Io Scheletrik sono il custode dell’isola e suo creatore, vi auguro un piacevole soggiorno nella mia dimora. Addio!” e si dissolse nell’aria.
Tutti si girarono ad osservare Aiba che, con la tipica espressione di chi ha combinato un casino e le mani nascoste in tasca, confessò “Non ho saputo resistere”.

I nostri eroi, rassegnati al loro destino, si diressero verso il limitare della foresta. Stare sulla spiaggia non era comodo, la salsedine e il troppo vento avrebbero rovinato i capelli di Jun che, di conseguenza, avrebbe poi fracassato i maroni ai suoi compagni con i suoi piagnistei e lamentele.
Scelsero un posto abbastanza riparato dove sistemarsi.
“Voi non avete fame?” domandò Ohno con sguardo sofferente
“In effetti ora che mi ci fai pensare sì” disse Jun
“IO STO MORENDO DI FAME!” urlò Sho
“Diamo il benvenuto a Tarzan!” disse Nino rivolto a Sho
“Ragazzi” chiamò Aiba
“Facciamo così: Tarzan va a procurare del cibo” iniziò a dire Nino “Mentre noi raccogliamo frasche e prepariamo il fuoco”
“IovadoconSho!” disse Jun tutto d’un fiato saltando in piedi
“Ah se ci tieni tanto, vai pure” disse Nino
“Ragazzi” chiamò un’altra volta Aiba
“Beh che fate voi due ancora qui? Su aria!” disse Ohno “Eh Tarzan, mi raccomando stai attento alla mia piccola Jane”
“Roger!” rispose Sho incamminandosi e portandosi dietro Jun
“Ragazzi” chiamò per la terza volta Aiba
“Che vuoi?” chiesero all’unisono Ohno e Nino
“Mi potreste slegare” li supplicò Aiba
“Non se ne parla” disse Nino acido
“Aiba cerca di capire, lo facciamo per il tuo bene e anche per il nostro! Così non farai danni!” disse Ohno con un tono di voce che ricordava tanto un monaco buddhista che spiega pacato e paziente la Via al discepolo indisciplinato.

Intanto nella foresta Jun e Sho camminavano. Ad ogni passo il più giovane malediceva liane, ragnatele, radici, spine e tutto ciò che si può trovare in una foresta.
“Oh guarda! Frutti!” esclamò Sho rivolgendo lo sguardo in alto
“Li vedo” disse Jun “E ce ne sono molti anche in quell’altro” esclamò
“Allora organizziamoci, tu vai su quello io su questo” disse Sho
Jun annuì e si diresse dalla parte indicatagli.
Arrampicarsi sull’albero non fu affatto semplice, c’erano troppe cavità, troppi rami ingarbugliati e le caviglie ci si incastravano in mezzo. Jun stanco di bisticciare con i rami si aggrappò ad una delle liane e colse i frutti dondolandosi da una parte all’altra.
Sho vedendo l’altro aver trovato una soluzione, ci provò. Ci volle tutta la sua forza per tenersi alla liana, la paura dell’altezza gli attanagliava il corpo, ma il dolce dondolio del rampicante lo tranquillizzò. Dopo pochi minuti Jun vide Sho dondolarsi tranquillamente tra le liane degli alberi.
“Adesso sì che sono davvero Tarzan” disse tutto contento “Jun guarda” ed emise il famoso urlo.
“Sho, fai attenzione all’al…” iniziò a dire Jun, ma troppo tardi, Sho si schiantò contro un tronco mastodontico, perdendo la presa sulla liana e rovinando a terra “..bero” concluse Jun scendendo il più in fretta possibile per raggiungere l’amico.
“Sho sei ancora vivo? Ti prego dimmi che sei ancora vivo” disse Jun non ricevendo alcuna risposta “No, brutto idiota, non ti permetterò di morire, non prima di averti detto che ti amo”.
Piccole lacrime sgorgarono dagli occhi di Jun, solcarono il suo viso e ricaddero su quello di Sho.
“Ma che è? Piove!” disse riprendendo conoscenza. Si guardò intorno e vide Jun chino su di lui.
“Jun che ti è successo? Perché stai piangendo?”chiese Sho allarmato.
“Mi sono innamorato di un demente” rispose Jun
“Eh?!” chiese Sho confuso
“Sei un demente Sakurai Sho!” continuò Jun non riuscendo a trattenere le lacrime per la paura, no puro terrore, provato prima “Come ho fatto ad innamorarmi di uno come te?!”
“Tu…io….EEEEEEEEEEEEEEEEEHHH” disse Sho, segno che finalmente aveva fatto due più due.
Jun che ormai non aveva nulla da perdere, decise di giocare tutto per tutto: si avvicinò sempre di più a Sho per baciarlo, ma venne bloccato da questo che gli mise un dito sulle labbra.
“Aspetta!” disse Sho serio “Io Tarzan” e si battè un pugno sul petto “Tu Jane” detto ciò lo baciò con foga, catturando le labbra di Jun e stringendolo a sé.

Nel frattempo era passata più di un’ora e mezza e gli altri tre iniziarono a domandarsi che fine avessero fatto.
“Ma che fine avranno fatto quei due?” si chiese Nino
“Si saranno persi, andiamo a cercarli” propose Aiba ancora legato
“Sono sicuro che stanno bene” disse Ohno “Anche meglio di noi e quando avranno finito torneranno”
“Avranno finito?!” ripeté Nino e una luce malefica si accese nei suoi occhietti
“Di cercare cibo Nino che vai a pensare” si affrettò a specificare Ohno.
Dopo un altro po’ di tempo, accanto a loro si mossero alcuni cespugli e subito dopo comparvero Jun e Sho. Entrambi con un sorriso ebete stampato in volto, i vestiti malmessi, sporchi e strappati, i capelli arruffati.
“Che avete combinato?” domandò Aiba
“Sapessi” risposero i due all’unisono
“Almeno avete preso da mangiare?” chiese Nino
“Eh! Tanti frutti abbiamo colto” risposero, anche stavolta insieme, e dopo si osservarono sorridenti.
“Voi due che…” cercò di parlare Nino, ma fu interrotto da Ohno che scagliatosi sui frutti gliene infilò uno in bocca
“Zitto e mangia” disse.
Quando tutti furono sazi, si distesero a guardare le stelle.
“In fondo quest’isola non è male” disse Aiba “Volevamo un po’ relax no?”
“Già” rispose Ohno
Continuarono ad osservare il cielo stellato, ridere e scherzare, finchè non si addormentarono: Nino con la testa sul braccio di Ohno, Aiba al centro prendeva tanto spazio dormendo a stella marina e infine Jun e Sho beatamente addormentati uno tra le braccia dell’altro.
“Dolci sogni, cari Arashi. Scheletrik veglierà su di voi” sussurrò una voce.
Una lieve brezza soffiò su di loro e con dolcezza li prese tutti e cinque, li depose sulla barca e li riaccompagnò verso il porto da cui erano salpati.

FINE

Date: 2011-08-06 08:42 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
ma che carina <3<3<3<3<3<3 pure io secoli fa ne avevo iniziata una con gli arashi su un isola deserta e Jun e Sho che raccoglievano frutta XDDD ma non l'ho mai finita XDDDD
Le descrizioni di aiba su quello che vede mi hanno fatto morire dal ridere XDDDDDD e Sho è stato un grande XDDDD giustamente LUI TARZAN U____U
E che belli che sono con sorriso ebete <3
Cmq toshi è molto più sveglio di Nino XD anche se Nino ha penzato subito alle cosacce XDDDD non a torto però XDDD

Date: 2011-08-06 08:55 pm (UTC)
From: [identity profile] tempestarashica.livejournal.com
Ma che meravigliaaaa <3 <3 <3 <3 <3 che cosa dolce!
...oltre ovviamente al rotolamento auhauahuahauahuahauhauahauhauahau Jun la DONNA araba uaauhauhauuahuh però quanto è tenero a cercare ogni scusa per attaccarsi a Sho <3 <3 che amore <3 <3
Aiba è un pazzooooooooooooo uahauhauah le descrizioni all'inizio sono una chicca assurda auhaua Nino che vomita uahuahuahua e Ohno chep praticamente medita uhauahuauahuahua Toshi ma che fishing leader sei se ti perdi l'esca?????!!!! uahuahauhauahuahauahu i sakumoti che escono fuori dal cespuglio con i vestiti stracciati e i capelli arruffati li AMOOOOOOOOOO !!!!
Bellissimaaaaaaaaaaaaa davvero XDDDDDDDD
...scheletrik è il mio mito XDDDDDDDDDDDDD
Daria bravissimissima <3 scrivine altreeeeeeeeeee! uahuauahuahauhauahu

Date: 2011-08-06 10:13 pm (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Stupenda! Mi ha dato tanta gioia dopo aver pianto tanto stasera.
Allora... Toshi sei un pescatore delle balle!
Aiba incementategli le mani che fa solo danni... Nino che vomita anche i vasi sanguigni...
Jun istericamente se stesso Sho.... tarzan ma dei miei stivali che caracolla in terra come una pera matura e Jun riesce a dichiarasi a lui!
Wuah!

“Ti do tre motivi per non premere quel bottone” disse Ohno “Uno: c’è scritto sopra “Push me”, come i biscotti di Alice nel Paese delle meraviglie che avevano scritto sopra “Mangiami” e lei ha passato una marea di guai. Due: è un bottone rosso; sei un attore anche tu e sai che il bottone rosso non si deve premere mai, e con mai intendo MAI. Tre: lo vedi dove sta?! Su uno scheletro”

Diglieli un po' Toshi!!! XD
Stupenda davvero sorellina!!! <3 <3

Profile

pasticci_fanfic: (Default)
***La Pasticceria Italiana***

June 2019

S M T W T F S
      1
2345678
9101112 131415
16171819202122
23242526272829
30      

Most Popular Tags

Style Credit

Expand Cut Tags

No cut tags
Page generated Mar. 29th, 2026 09:39 am
Powered by Dreamwidth Studios