Kurenai cap.8
Jun. 4th, 2008 11:26 pmWiii, eccomi qui! ^w^
Con un pò di ritardo torno a postare Kurenai! ewe Siamo già al capitolo 8, wow come passa il tempo! *_* Da adesso in poi i capitoli si faranno sempre più interessanti e inizieranno i colpi di scena! *w* (sembra un film d'azione così, LOL)
Obbè, speriamo vi piaccia, ecco l'ottavo capitolo! Buona lettura!! ^w^
Uhuhuh, aspettiamo i vostri commenti!
Alla prossima settimana con il capitolo 9! èwé
Con un pò di ritardo torno a postare Kurenai! ewe Siamo già al capitolo 8, wow come passa il tempo! *_* Da adesso in poi i capitoli si faranno sempre più interessanti e inizieranno i colpi di scena! *w* (sembra un film d'azione così, LOL)
Obbè, speriamo vi piaccia, ecco l'ottavo capitolo! Buona lettura!! ^w^
Capitolo 8
POV/SHO
Ormai erano alcune settimane che si vedeva regolarmente con Jun tutte le sere, ed ogni notte diventava una notte speciale. Avevano passato semplici serate a parlare e a volte erano andati in giro tutta la notte; una sera che erano andati al cinema Sho era rimasto incantato dal vedere che Jun piangeva commosso durante il film. Ogni notte si innamorava sempre più di lui e durante il giorno era una tortura dover stargli lontano; a volte si odiava per la sua natura che gli dava l’impossibilità di passare ancora più tempo con lui.
Inoltre il lavoro di Jun li costringeva a incontrarsi solo per poche ore ogni notte. Una volta Sho, dopo una nottata di passione a casa sua, aveva provato a dare a Jun dei soldi in modo che potesse andare avanti senza dover lavorare ogni sera, ma la sua reazione era stata quasi isterica.
“Jun, tieni.” gli disse dolcemente porgendogli una fascia di banconote.
Jun si girò, e alla vista del denaro assunse un espressione indescrivibile, tanto che Sho si spaventò un poco della sua reazione.
“Cosa vuoi farmi intendere? Che per te sono solo un oggetto che si può comprare? Mi stai trattando come uno dei miei clienti, questo da te non me l’aspettavo!” disse Jun urlando sconvolto.
Sho rimase senza parole, non si aspettava una reazione del genere.
“Scusa, non lo facevo con quelle intenzioni, era solo per renderti più facile la vita.” disse Sho cercando di scusarsi.
“Così non mi rendi facili le cose, mi fai solo sentire un oggetto, qualcosa che può essere comprato quando se ne ha voglia!” disse Jun, mentre gli scendeva una lacrima lungo la guancia.
Sho corse subito ad abbracciarlo stretto a sé.
“Ti prego non piangere, è che… vorrei passare più tempo con te e pensavo che così avresti dovuto lavorare di meno, non intendevo farti sentire così… scusami.” disse continuando ad abbracciarlo, poi sentì le mani di Jun stringergli la camicia e si diedero un bacio appassionato finché non senti che Jun era senza fiato e lo lasciò andare.
Si guardarono per un po’ poi Jun sorridendo disse “Non è che sei geloso?”
“Ma cosa dici, non è vero!” rispose Sho imbarazzatissimo.
Poi Jun gli sorrise e lo baciò di nuovo.
Da quel giorno non aveva più tentato di dargli dei soldi, aveva troppa paura di perderlo per una sciocchezza del genere. Però Jun aveva ragione, era geloso e ogni giorno la sua gelosia si placava solo alla vista del suo viso che gli sorrideva, perché sapeva che quei sorrisi così sinceri erano solo per lui.
Arrivò al luogo dove si incontravano ogni sera un po’ in anticipò e si mise nell’ombra ad aspettarlo, adorava guardarlo arrivare senza farsi vedere.
Non attese molto a lungo. Dopo circa una decina di minuti arrivò una macchina che si fermò poco lontano da lui e dalla quale scese Jun, che si fermò a parlare con l’uomo nella vettura appoggiandosi al finestrino, poi allungò una mano all’interno per prendere il denaro che infilò automaticamente in tasca, e ringraziò con un inchino l’uomo che ripartì con la macchina poco dopo.
Vide Jun guardarsi intorno per vedere se lui era già arrivato e poco dopo Sho uscì da un angolo buio, spaventandolo.
“Mi hai fatto paura” disse sorridendogli.
Sho aveva un’espressione cupa, il comportamento di Jun con quel cliente gli era sembrato così confidenziale che la sua gelosia cresceva a vista d’occhio e non riusciva a non renderla visibile sul suo volto.
“C’è qualcosa che non va?” gli chiese Jun con aria preoccupata.
“Chi era quello?” disse Sho non sapendo trattenersi.
“Che sei geloso?” rispose Jun ironico.
“Potrebbe anche essere, mi fa male vederti insieme ad altri.” disse triste.
“Ma era solo un cliente, lo sai che per me non significano nulla.” gli spiegò.
“Si, però sembravi piuttosto in confidenza.” disse Sho in tono un po’ irritato.
“Semplicemente perché lo conosco da tanto ed è una persona gentile, mi ha anche accompagnato fino qui.”
Sho rimase in silenzio; era vero, ormai la gelosia lo stava consumando. Poi Jun parlò:
“Gelosone!!” e gli diede un tenero bacio.
Sho istintivamente si rilassò, capendo che il cuore di Jun sarebbe rimasto suo.
“Allora, cosa vuoi fare stasera?” chiese Sho pochi minuti dopo mentre camminavano lungo la strada.
“Mmh… hai in mente qualcosa di particolare?” rispose Jun guardandolo.
“No, nulla. Decidi pure tu.”
“Allora ti andrebbe di venire a casa mia?”
Sho lo guardò stupito; era la prima volta che glielo chiedeva ed effettivamente si era sempre domandato in che tipo di abitazione vivesse.
“Va bene. Allora fai strada tu?” gli chiese infilando le mani nelle tasche del cappotto.
Jun sorrise felice. “Certo!”
E iniziarono ad incamminarsi; Sho aveva l’impressione che Jun sapesse già che sarebbero andati da lui.
Arrivati nei pressi di uno dei quartieri dei bassi fondi si fermarono davanti a un palazzo – anche se quello non gli sembrava il termine giusto – di circa 10 piani, dall’aria instabile. Gli dava la sensazione che con la prima folata di vento sarebbe caduto.
“So che è orribile, ma ci si sta bene.” disse Jun guardando l’edificio con affetto.
Si avviarono verso il portone, che Sho aprì per Jun, ma improvvisamente se lo ritrovò staccato dai cardini rimanendogli tra le mani.
Sho era sconvolto, in che razza di posto viveva? Si chiedeva preoccupato.
“Non farci caso, succede spesso, avviserò Yamapi che c’è da risistemarlo.” disse Jun tranquillamente tirandolo via per un braccio.
Salirono fino al 5° piano e si fermarono davanti alla porta dell’apparente appartamento di Jun, che tirò fuori le chiavi ed aprì.
“Prego,” disse a Sho lasciandolo passare; “non è molto grande ma è accogliente.”
“Okaeri!” dissero due voci all’unisono.
“Che ci fate voi qui?” disse Jun urlando ai due.
“Beh, eravamo curiosi di sapere chi era.” disse Masaki tranquillo.
“Ma come sapevate che lo avrei portato qui?”
“Semplicemente perché tu ci hai chiesto se lavoravamo stasera e questo è ovvio, quindi ci siamo insospettiti. E oltretutto giorni fa mi pareva di avervi intravisto passeggiare per la strada con qualcuno quando sono sceso dalla macchina del mio cliente; e siccome ho visto che eri allegro ho concluso che doveva essere lui che ultimamente ti rendeva così di buon umore.” spiegò Masaki.
L’altro ragazzo era rimasto per tutto il tempo di quella piccola discussione a guardarlo, come se lo stesse studiando, con un’espressione che non lasciava trapelare nessuna emozione; poi all’improvviso parlò:
“Jun perché non ci presenti?”
“Si, giusto.” rispose smettendo di battibeccare con Masaki.
“Lui è Sho,” disse indicandolo, “loro sono Masaki e Satoshi, i miei coinquilini.”
Sho era sempre più sconcertato, erano i suoi coinquilini? Cioè viveva in quella specie di buco con altre due persone? Ma era una cosa impossibile!
“Piacere, il mio nome è Sakurai Sho.” disse chinando la testa dopo quel primo attimo di sconcerto.
I due ragazzi lo fissarono ancora.
“Piacere nostro.” dissero semplicemente.
Ancora non credeva che Jun e quei due ragazzi potessero vivere insieme in quel monolocale minuscolo.
“Beh, visto che allora siete tutti qui vi preparo un the.” disse Jun distogliendolo dai suoi pensieri.
“Ah, non preoccuparti per me, sto apposto così.” gli disse rapidamente.
“Sicuro?”
“Si, grazie.”
“Allora mentre tu prepari il the Jun, noi ci sediamo con Sho a parlare.” disse Masaki avvicinandosi al piccolo tavolino e fissandolo insieme a Satoshi.
Si sentiva come tenuto d’occhio da quei due, come se lo stessero analizzando, e la cosa lo metteva leggermente a disagio. Si sedette quindi in ginocchio davanti al tavolino mentre i due ragazzi continuavano a scrutarlo.
“Ok, allora io inizio a preparare.” disse Jun lanciandogli un’occhiata – lui lo guardò e gli sorrise, quindi Jun si tolse la giacca e si avvicinò alla cucina iniziando a spostare delle pentole.
“Allora Sho… che lavoro fai?” iniziò a chiedergli Masaki.
“Lavoro in campo economico.” gli rispose. Cosa aveva intenzione di fare adesso, il terzo grado?
“Assì? E di che ti occupi in particolare?” andò avanti il ragazzo interessato.
Sho fu preso un po’ alla sprovvista perché Jun non gli aveva mai chiesto nulla a riguardo e quindi non si era mai posto il problema di inventarsi qualcosa di convincente.
“Mi occupo di borsa.” si inventò sperando che questo sarebbe bastato ad azzittire quel ragazzo troppo curioso.
“In borsa? Accidenti, devi essere ricco!” esclamò guardando prima lui e poi Jun – questo si voltò appena abbozzando un sorriso non sapendo esattamente cosa dire.
“Diciamo di si…” rispose vago Sho riportando l’attenzione del ragazzo su di lui. Intanto Satoshi accanto a lui continuava a scrutarlo con gli occhi socchiusi.
“Chissà che bella casa avrai…” disse Masaki con voce sognante e lo sguardo illuminato.
“Si, è molto bella!” commentò Jun che stava riscaldando l’acqua. Sho gli sorrise, poi tornò a guardare Masaki che lo stava ancora fissando commosso.
“E come mai una persona come te sta insieme ad uno come Jun?” sentì improvvisamente dire dall’altro ragazzo.
Calò il silenzio. Jun si girò verso Satoshi guardandolo, e Masaki era visibilmente sorpreso dal suo atteggiamento.
Sho lo guardava stupito da una domanda del genere. “Se ti riferisci al suo lavoro, io non giudico le persone per quello che fanno nella vita, ma per come sono.” rispose un po’ accigliato.
“Allora non ti importa che Jun passi ogni notte con un uomo diverso?” chiese serio Satoshi.
“Certo che mi importa, e mi fa soffrire, ma lui non vuole che io interferisca e non lo farò.” concluse abbassando lo sguardo.
“E sei disposto a stare con lui comunque?”
“Ora basta, smettila!” gli urlò contrò Jun.
Sho si alzò e cinse i fianchi di Jun con un braccio per tranquillizzarlo.
“Gli risponderò, non ci sono problemi.” disse a Jun guardandolo negli occhi; “Si, sono disposto a stare con lui lo stesso, e finché mi vorrà io non lo lascerò.”
Si guardarono in silenzio per un attimo, poi Satoshi alzò le spalle “Beh, io sono soddisfatto, avete la mia approvazione.” senteziò con un sorriso.
“Baka!!” gli strillò Masaki.
Jun era leggermente irritato, e Sho era senza parole; gli sembrava di aver appena passato il test dei suoi futuri suoceri. Se solo fossero venuti a conoscenza della sua vera natura…
Il discorso cominciò ad essere meno teso, e stava scoprendo cose di Jun che non conosceva: come ad esempio il fatto che si occupasse lui delle faccende di casa, che era geloso delle sue cose e tanti altri piccoli dettagli che non avrebbe mai immaginato.
Dopo circa un paio d’ore decise che era meglio andarsene; dopotutto, nonostante ritardasse le sue cene a poco prima di incontrarsi con Jun per risultare il più umano possibile, quello che poteva non notare lui poteva essere notato dagli altri due, anche se non li vedeva poi così svegli.
“Devo andare.” disse.
“Di già?” chiese triste Jun.
“Si, devo tornare a casa e poi andare a lavoro.” si giustificò.
“Ti accompagno.” disse subito Jun.
“Ma no, non c’è bisogno, ci vediamo domani.”
“Ok, ti accompagno alla porta.” gli disse, anche se sembrava un po’ ridicolo date le dimensioni dell’appartamento.
“È stato un piacere conoscervi.” disse Sho ai due.
“Piacere nostro!” risposero in coro.
Quando furono fuori, Jun accostò la porta e Sho gli diede un bacio.
“Scusa per come si sono comportati.” gli disse Jun.
“Ma no, stai tranquillo. Si preoccupano per te, si vede che ti vogliono bene.” disse accarezzandogli il viso, “Ci vediamo domani.” disse dandogli di nuovo un bacio e allontanandosi poi per le scale mentre Jun lo guardava andare via.
POV/JUN
Rimase a guardarlo mentre scendeva le scale finché scomparve dalla sua vista. Avrebbe voluto passare altro tempo con lui, parlargli, e ringraziarlo – quello che aveva detto prima parlando con Masaki e Satoshi era stato bellissimo, quando l’aveva sentito aveva provato tanta felicità che se fossero stati da soli loro due gli sarebbe saltato al collo dalla gioia.
Si voltò verso la porta iniziando a riaprirla, ma come la spinse avanti andò a sbattere contro qualcosa che la bloccò.
“Ahi!” sentì urlare da dietro.
Come entrò vide che dall’altro lato della porta c’erano Masaki e Satoshi accovacciati per terra che lo guardavano impauriti come due bambini scoperti a rubare caramelle.
Li guardò un’istante, poi furibondo chiuse la porta sbattendola.
“Si può sapere cosa avevate in mente di fare?!” iniziò ad urlare.
Alle sue grida i due ragazzi accovacciati sussultarono e balzarono in piedi fuggendo nella stanza.
“Very very danger!!” strillò Masaki infilandosi nel suo futon. Satoshi si rannicchiò accanto a lui.
Jun li seguì piazzandosi di fronte a loro con aria di rimprovero. “Cosa c’era da mettersi ad origliare?” chiese arrabbiato.
“È… è che eravate così carini, e a me piacciono le cose romantiche…” cercò di giustificarsi Masaki.
“Non mi importa nulla! E poi cos’era quell’atteggiamento che avevate con lui? Perché tutte quelle domande sconvenienti? Soprattutto da te, non me l’aspettavo!” disse guardando arrabbiato verso Satoshi.
“Aaah! Very danger!!” piagnucolò Masa stringendosi nel futon e guardando preoccupato l’amico.
“Volevo soltanto assicurarmi che fosse una persona affidabile,” iniziò Toshi con gli occhi lucidi “se si fosse trattato di qualcuno che ti stava usando solo per portarti a letto non avrei mai permesso che continuasse a vederti!”
A quel punto Jun si addolcì un po’; erano davvero preoccupati per lui, anche se il modo in cui si erano posti a Sho era stato comunque molto discutibile.
“Capisco che foste preoccupati per me,” iniziò con tono più tranquillo, “e di questo vi ringrazio, perché siete dei veri amici… ma ciò non toglie che vi siate comportati in maniera molto maleducata nei confronti di Sho, mettendo in discussione ciò che prova per me!” disse rialzando leggermente la voce.
I due ragazzi lo fissarono timorosi dal basso come aspettandosi una punizione. Jun li tenne in sospeso ancora qualche secondo, poi sospirò arreso e disse “Basta, sono stanco…”
L’aria tesa si rilassò all’istante; Masaki e Toshi si guardarono pensando la stesa cosa.
“Che c’è?” chiese Jun sospetto.
“Yeeeehh!” strillarono i due acchiappandolo per le braccia e buttandolo sui futon con loro.
“Aaah!” gridò mentre cadeva.
Poi però iniziarono a ridere tutti e tre, così tanto che ci vollero diversi minuti prima che riuscissero a fermarsi. Amava stare in quel modo insieme a loro; quand’era così si dimenticava di tutte le cose brutte e persino quel buco di appartamento sembrava un posto più bello.
Finalmente riuscirono a mettersi seduti, e Masaki lo tirò a se stropicciandogli i capelli. “E il nostro Jun si è accasato~♪” canticchiò tenendolo stretto a se nonostante si dimenasse cercando di staccarsi.
“Dai!” disse Jun ridendo divincolandosi dalla sua presa. Era arrossito, ma non voleva darlo a vedere, quindi si voltò sistemandosi i capelli. “Guarda, mi hai tutto spettinato!”
“Ahah, certo, intanto sei diventato completamente rosso!” gli fece notare Toshi punzecchiandogli la schiena.
“Dai, dai, racconta! Come vi siete incontrati?” chiese Masaki saltellandogli intorno.
“E va bene, però poi la smettete di tormentarmi?” disse facendo finta di essere un po’ scocciato, ma in realtà moriva dalla voglia di raccontargli tutto.
I due si sedettero in tremante attesa che Jun cominciasse a raccontare.
“Wow, ti ha salvato!” esclamò Masaki dopo che Jun raccontò come Sho era intervenuto quando era stato in pericolo il giorno del loro primo incontro.
“Si.” rispose fiero.
“E immagino che era lui l’amico da cui hai passato quei due giorni in cui sei sparito mentre eri malato?” chiese Toshi.
“Si, sono svenuto per strada e mi ha portato da lui.” rispose.
“E perché quando sei tornato sembravi così triste e scocciato?” chiese Masaki, che non si era scordato dello strano atteggiamento di Jun in quei giorni.
“Era a causa del suo strano comportamento.” spiegò Jun impensierendosi al ricordo.
“E avete risolto?”chiese Satoshi.
“A dire la verità ero andato da lui la sera dell’ultimo dell’anno per chiederglielo, però poi…” disse arrossendo.
“E com’è, com’è, bravo? Dicci dicci!” disse Masaki dandogli dei piccoli colpetti di gomito.
“BAKA!” gli urlò Jun arrossendo e picchiandolo.
“Itaaaiiii!!! Scusa, scusa!” supplicava mentre veniva picchiato.
Quando fu convinto che Masaki era stato punito a sufficienza smise di malmenarlo e disse “Adesso però basta è tardi, andiamo a dormire.”
“Ma come, la concludi così? Non ci racconti più niente?” chiese Masaki deluso massaggiandosi le parti contuse.
“Non c’è nient’altro da dire.” rispose alzando le spalle.
“Ma com’è possibile? Dicci qualcosa di lui; cosa gli piace, cosa no, insomma qualcos’altro!” insistette Satoshi.
“Sul serio, non c’è altro.” gli rispose pensando proprio in quel momento che in fondo di Sho sapeva poco, ma non gli importava, avrebbe aspettato che fosse lui a raccontargli qualcosa.
“E va bene.” disse poi Satoshi con aria di rinuncia.
“Ma no, perchè ti arrendi Toshi? Io voglio sapere!” insistette Masaki.
“Aiba Masaki! Ora basta!” lo strillò Satoshi che aveva intravisto il momento di riflessione che aveva avuto Jun e non voleva che tornasse ad essere triste tormentandosi per cose futili.
“Si va a dormire!“ concluse buttando Masaki a terra e tenendolo fermo con una mossa di judo; questo si dimenò per parecchio finché crollò esausto e insieme a lui anche gli altri due.
POV/SHO
Era incredibile come quei ragazzi gli avessero fatto una specie di esame. Si vedeva che erano molto protettivi nei confronti di Jun, e questo lo faceva sentire un po’ più sollevato perché sapeva che qualcuno avrebbe sempre vegliato su di lui durante le ore diurne.
Si fermò prima di uscire dall’edificio e fissò il portone scardinato che aveva appoggiato al muro e pensò:
-Questo glielo faccio aggiustare io, è pericoloso, potrebbe entrare chiunque.-
Poi sorridendo allegro uscì, ma appena vide chi lo stava aspettando fuori il suo sorriso svanì all’istante e la paura prese il sopravvento.
“Ni…no.” uscì come un sussurro dalle sue labbra.
Uhuhuh, aspettiamo i vostri commenti!
Alla prossima settimana con il capitolo 9! èwé
no subject
Date: 2008-06-04 09:57 pm (UTC)Adoro la scena del terzo grado!!!!!!!!!!!!!!! Masa-mamma e Toshi-babbo sono adorabili XD XD XD E Jun bimbo imbarazzato XD XD XD
Adesso voglio il prossimo capitolooooo