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Andiamo avanti...

Titolo: Chains of Blood
Fandom: Arashi e Kanjani
Genere: AU, angst
Raiting: NC-17
Pairing: Yoko/Jun, Sakumoto, Yoko/Jun/Sho, Ohmiya
Desclaimer: Ne gli Arashi, ne Yoko sono di mia proprietà, ma la storia si e siccome quella è mia gli faccio fare quello che mi pare U___U
Ringraziamenti: Come al solito a Jinny e Harin che l'hanno letta in anteprima e che si sono appassionate <3
Capitoli precedenti: Prologo, Cap.1, Cap.2, Cap.3, Cap.4, Cap. 5, Cap.6, Cap.7, Cap.8, Cap.9, Cap.10, Cap.11, Cap.12

Capitolo 13

Quando furono arrivati a destinazione Jun sentì fermare la macchina e spegnere il motore, poi il ragazzo gli tolse la benda e gli liberò le mani.
-Siamo arrivati- annunciò, poi scese dall'auto e Jun fece altrettanto.
Si trovavano davanti a una piccola villetta, il posto sembrava tranquillo e tutto intorno regnava una calma quasi innaturale.
Il ragazzo si avviò verso la porta, senza però perdere di vista per un istante Jun che rimase immobile accanto all'auto.
-Entra- lo intimò aprendo la porta ed aspettando che fosse lui il primo ad entrare.
Jun obbedì ed entrò nell'ingresso, la casa era modesta e abbastanza vuota, come se fosse solo una sistemazione temporanea che non valeva neanche la pena di sistemare, sulla sinistra Jun vide una cucina anche questa abbastanza spoglia, le uniche cose presenti erano un piccolo frigorifero, una macchina del gas e il forno a microonde.
-Entra nella stanza sulla destra- ordinò ancora l'altro rimanendogli alle spalle, teneva la pistola nella cintura dei pantaloni, pronto ad usarla se fosse servita.
Jun entrò nella stanza e quello che vide lo lasciò di sasso, era arredata anche questa in modo spartano, vi era una tavolo con una sedia e un divano con delle coperte buttate sopra alla rinfusa, ma quello che più lo scioccò era la grande gabbia che prendeva metà della sala, all'interno della quale c'era un ragazzo seduto a terra in un angolo che disegnava su un blocco da disegno.
Quando anche il ragazzo entrò nella stanza dietro Jun, quello dentro la gabbia scattò in piedi in un istante che Jun riuscì a malapena a cogliere, fu davanti alle sbarre afferrandole con entrambe le mani, ma la scossa che ricevette a quel contatto lo fece indietreggiare.
-Lui è...- provò a dire Jun, ma non riuscì a finire la frase perchè l'altro lo interruppe.
-Lui è un vampiro, ed era il mio ragazzo, si chiama Satoshi- disse e nella sua voce Jun percepì per la prima volta una tristezza infinita.
Quindi era lui il ragazzo che Yoko aveva quasi ucciso, il ragazzo che lo aveva attirato come Sho aveva attirato Jun, il ragazzo con il sangue così simile a quello del creatore di Yoko.
-Perchè mi hai portato qui?- chiese poi Jun.
-Perchè voglio che tu veda cosa ha fatto!- disse, poi si avvicinò alla gabbia e il vampiro al suo internò si buttò contro di lui per aggredirlo, ma venne di nuovo fermato dalla stessa scossa di poco prima e tornò a rintanarsi nel suo angolo.
Jun poteva vedere gli occhi scuri venati di rosso anche nell'angolo buio dove questo si era rifugiato, erano gli occhi della fame, quelli che portavano alla pazzia.
-Devi farlo nutrire- lo riprese Jun piuttosto preoccupato non solo per il vampiro, ma anche per quanto potesse essere pericoloso in quel momento.
-Non cambia nulla- disse, poi prese una sacca di sangue dalla tasca della sua borsa e la fece passare tra le sbarre, il vampiro all'internò afferrò velocemente il sangue e tornò nel suo angolo, Jun poteva sentire distintamente il succhiare avido del vampiro, ma i suoi occhi rimanevano scuri e iniettati di sangue.
-Non ha coscienza di se- sussurrò Jun quasi sconvolto.
-Esatto, è solo un animale, da retta all'istinto e al richiamo del sangue- spiegò, -Per questo voglio uccidere quel mostro! Voglio che Satoshi torni come era prima-
Jun tremò per un istante, cosa sarebbe successo se davvero fosse accaduto quello che stava dicendo? Yoko gli aveva detto che era impossibile, che se anche lui fosse morto non sarebbe tornato umano. Però aveva paura, paura di perdere tutto, non solo la vita, ma anche la persona che per lui era più importante al modo, la persona che lo aveva salvato e che lo amava incondizionatamente.
-Non funzionerebbe- disse poi d'un tratto.
-Che vuoi dire?!- chiese il ragazzo, e per la prima volta Jun vide il timore nei suoi occhi.
-Anche se Yoko morisse... ne io ne lui torneremmo a essere umani-
-Stai mentendo!- urlò contro Jun, tirando fuori la pistola e puntandogliela al petto.
-Non è così! Non funziona come credi, lui ormai è uno di noi, non puoi cambiare il suo destino- cercò di spiegare Jun, ma capiva che poteva essere difficile da comprendere.
-Non può essere! Lui tornerà come prima...-
-No! Mi spiace ma non è così- ripetè Jun interrompendolo, doveva capire qual'era la realtà, doveva comprendere la verità, per il suo bene.
L'altro lo fissò con disprezzo, poi strinse più forte la pistola con la mano e gli fece segno con essa verso la gabbia.
-Avvicinati alle sbarre- gli ordinò.
-Che vuoi fare ora?- chiese Jun rimanendo immobile dov'era.
-Gli darai il tuo sangue- disse, poi lo incitò di nuovo, puntano la pistola alla sua testa sta volta.
Jun sospirò, poi si avvicinò alla gabbia, senza toccarla per via della tensione che vi passava attraverso, l'altro nel mentre si era spostato verso il piccolo generatore che era collegato alle sbarre di ferro e lo spense.
-Dagli il tuo sangue!- ordinò di nuovo.
-Ok, glielo darò non serve che mi punti ancora quella pistola addosso, non ti aggredirò te lo prometto- disse Jun cercando di calmarlo vedendo che era furioso e molto agitato, poi si alzò la manica del cappotto insieme alla camicia e fece passare il braccio attraverso le sbarre, ma il vampiro rimase fermò nel suo angolo.
-Satoshi nutriti di lui!- lo incitò l'altro, ma il vampiro si mosse soltanto per guardarlo senza avvicinarsi.
-Perchè non si muove?!- esclamò arrabbiato.
-Perchè sa che sono come lui, io non sono la sua preda, ho il suo stesso odore, non mi attaccherebbe mai, a meno che non si sentisse minacciato da me- spiegò Jun, -Ma non ti preoccupare ho detto che gli darò il mio sangue e lo farò- poi si girò verso l'angolo dove il vampiro era rimasto ad osservarli.
-Satoshi non temere avvicinati- disse dolcemente e con grande meraviglia dell'altro lo vide avvicinarsi alle sbarre.
-Vieni- disse ancora facendogli segno con la mano che teneva tra le sbarre e l'altro si avvicinò; -Sei affamato vero? Ti aiuterò io a far passare la sete- disse, poi avvicinandosi con il viso alle sbarre mostro i denti all'altro e morse il suo stesso polso porgendoglielo un istante dopo. Il vampiro lo guardò per un istante, sembrava confuso, poi con un movimento velocissimo fu davanti a Jun e gli afferrò il braccio cominciando a succhiare avidamente dal suo polso, condividere il sangue con un altro vampiro significava aprirgli il proprio cuore e Jun lo sapeva bene, era vero che non sapeva quanto Satoshi potesse comprende quello che avrebbe visto, ma Jun preferiva che vedesse il meno possibile, quindi si concentrò per schermare tutte le sue emozioni, poi quando sentì che si stava indebolendo per poter ancora mantenere quella concentrazione, si mosse contraendo i muscoli del braccio spingendolo via e Satoshi finì a terra; a quel movimento improvviso l'altro tornò a puntargli la pistola.
-Non farlo mai più!- lo minacciò.
-Se non lo avessi fatto non mi avrebbe lasciato, non ha controllo di se- disse semplicemente Jun.
-N...nino?- arrivò il sussurrò del vampiro ancora a terra.
-Satoshi?- chiese l'altro rimanendo stupito, Jun suppose che Satoshi non aveva mai neanche riconosciuto il ragazzo, ma ora i suoi occhi avevano perso quella colorazione rosso sangue data dalla fame e aveva riacquistato un po' di lucidità.
-Nino- ripetè l'altro facendogli un sorriso, e questo fece subito per avvicinarsi alle sbarre, quando Jun solo per un attimo riuscì a fermarlo e tirarlo via da lì un secondo prima che il vampiro lo afferrasse e dissanguasse.
-Non abbassare la guardia mai!- lo ammonì Jun severamente.
-Perchè... perchè mi hai salvato?- chiese confuso dal gesto che Jun aveva appena fatto.
-Non voglio farlo soffrire per aver tentato di uccidere la persona che ama- disse Jun e il suo sguardo si fece triste.
-Però... mi ha riconosciuto, non era mai successo-
-Il mio sangue lo ha aiutato a ritrovare un po' di controllo- spiegò Jun.
-Allora... dagliene altro!- ordinò.
-Non posso-
-Si che puoi!- urlò Nino puntandogli la pistola al petto.
-Se vuoi spara pure, ma non gli darò altro sangue- quella risposta fu talmente risoluta che l'altro tentennò un istante nell'incertezza di come comportarsi.
-Ora... ora ti riporto indietro, ma domani gliene darai altro, sennò giurò che Sho si farà molto più male di quello che io possa fare a te con questa pistola-

-Jun dove sei stato è quasi l'alba!- proruppe Yoko raggiungendolo appena lo vide entrare in casa.
-Un po' in giro- rispose soltanto.
-Jun è successo qualcosa? Hai incontrato Sho per caso?- chiese preoccupato.
Jun non sapeva che dire, aveva incontrato Sho è vero, ma ora c'era anche dell'altro che non poteva dire perchè avrebbe potuto essere pericoloso, sapeva come era fatto Yoko e se avesse saputo cosa era successo quella notte, sarebbe andato su tutte le furie e per prima cosa sarebbe andato a cercare il ragazzo ed ora questo Jun proprio non poteva permetterglielo, non sapeva quanto le minacce di Nino nei confronti di Sho potessero essere reali, ma sapeva con che determinazione si stava occupando di Satoshi e quello che stava facendo gli veniva dal cuore, nonostante lo facesse soffrire.
-Sono solo stanco- rispose infine andando verso la camera da letto.
-Ti sei nutrito?- chiese ancora Yoko.
-Si... un po'- rispose Jun, poi si sedette sul letto.
-Vuoi un po' del mio sangue per stanotte?- domandò Yoko.
-Smettila di essere così oppressivo, ho detto che sto bene!- proruppe Jun innervosendosi dall'insistenza dell'altro, ma subito dopo aver detto quelle parole si sentì in colpa, in realtà Yoko era solo in pensiero per lui a causa del suo comportamento degli ultimi giorni.
-Scusami... ho esagerato. Ma non ti preoccupare, ho solo bisogno di riposare un po'- si scusò, poi si sdraiò sul letto e poco dopo Yoko lo raggiunse e lo avvicinò a se.
-Ok amore mio, riposa, non ti preoccupare- disse poi baciandogli i capelli, Jun rimase fermò e finse di addormentarsi, ma in realtà troppi pensieri ora gli affollavano la testa e lo preoccupavano sempre di più.

Date: 2011-10-25 04:22 pm (UTC)
From: [identity profile] tempestarashica.livejournal.com
Povero Toshi ç_____ç è chiuso in una gabbia ç____ç e povero Nino ç___ç è disperato e sta facendo di tutto per far tornare Ohno come prima ç___ç poveri ohmiya <3 pero Toshino ha riconosciuto Nino dopo tanto tempo <3<3<3 forse c'è una speranza (?) ... Jun che dice palle a Yoko XDD andiamo bene XDD

Date: 2011-10-25 05:04 pm (UTC)
From: [identity profile] tempestarashica.livejournal.com
oddio uahuahauahu si intendevo "balle" però mi piace più come suona "palle" XDDDD

Date: 2011-10-25 09:45 pm (UTC)
From: [identity profile] daria-91.livejournal.com
Toshiiii ç_________ç
però Nino, ok abbiamo capito che sei disperato e che ti importa solo di Satoshi però non è che puoi minacciare di sterminare tutti, un minimo di ritegno...

Date: 2011-10-26 02:06 pm (UTC)
From: [identity profile] jinnypazza82.livejournal.com
amo e adoro gli ohmiya e lo sai, e Nino cattivo è figo U_U e dispierato U_U con la i, si ... shhhhhh ... forse è ora che prenda qualcosa? Inizio a straparlare XD

Date: 2011-11-01 05:14 pm (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Toshi belva ç___ç
Alla fine Nino lo fa perché lo ama tanto!!! ç___ç
Mi sento tanto triste ç_ç

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