[identity profile] vampiretta87.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
Ho deciso che visto che correte un sacco di fantasia è meglio chiarire sta cosa del viaggio/rapimento di Jun da parte di Yoko XDDDD che mi chiedo esattamente da dove è uscito XDDDD

Titolo: Chains of Blood
Fandom: Arashi e Kanjani
Genere: AU, angst
Raiting: NC-17
Pairing: Yoko/Jun, Sakumoto, Yoko/Jun/Sho, Ohmiya
Desclaimer: Ne gli Arashi, ne Yoko sono di mia proprietà, ma la storia si e siccome quella è mia gli faccio fare quello che mi pare U___U
Ringraziamenti: Come al solito a Jinny e Harin che l'hanno letta in anteprima e che si sono appassionate <3
Capitoli precedenti: Prologo, Cap.1, Cap.2, Cap.3, Cap.4, Cap. 5, Cap.6, Cap.7, Cap.8, Cap.9, Cap.10, Cap.11, Cap.12, Cap.13, Cap.14

Capitolo 15
Quando riaprì gli occhi, l'altro lo stava adagiando dolcemente su un enorme letto a baldacchino, la stanza era molto buia, ma dopo poco l'altro accese la luce e poté vedere l'interno. Era un monolocale, quasi privo di arredamento, al di fuori del letto, una poltrona e il televisore.
-Dove... siamo?- chiese con un po' di sofferenza, i polmoni gli bruciavano e aveva il respiro corto.
-Io vivo qui- rispose l'altro, -Mi spiace non è un posto molto accogliente-
-Qualsiasi posto... è migliore di quell'ospedale, andava bene... anche se mi lasciavi in un parco-
-Non ti avrei mai lasciato in un parco!- disse subito l'altro.
-Grazie- disse cercando di sorridergli, anche se qualsiasi movimento gli dava dolore ora che non aveva più gli antidolorifici.
-Ora riposa un po'- disse accarezzandogli una guancia preoccupato e facendo per allontanarsi dal letto.
-No! Ti prego... rimani con me- disse ed era il suo desiderio più grande, poteva leggerglielo negl'occhi, Jun aveva paura e non voleva rimanere solo, non mancava molto alla fine e non voleva essere solo in quel momento, lo era stato per tutta la sua vita dopotutto.
Rispettò il suo desiderio e si sedette accanto a lui sul letto.
-Posso chiederti... alcune cose? Tu sembri sapere tutto di me, ma io...- chiese con po' di timore temendo che l'altro potesse arrabbiarsi per la sua troppa invadenza quella sera.
-Chiedimi pure tutto quello che vuoi- disse interrompendolo dandogli poi un bacio sulla fronte tranquillizzandolo e dandogli quel senso di calore e di affetto che Jun desiderava così tanto.


Riprese i sensi lentamente e si mosse nel letto tentando di alzarsi.
-Rimani giù- disse subito Yoko fermandolo e obbligandolo a sdraiarsi di nuovo, il tono di voce era dolce e preoccupato, ma un istante dopo Jun ricordò cosa era successo e fu assalito dal panico.
-Che cosa hai v...-
-Quasi nulla non preoccuparti- rispose precedendo la domanda di Jun.
Jun si sentì immediatamente sollevato, però vedeva che l'altro era strano.
-Kimi io...-
-Non dire nulla. Se non vuoi dirmi cosa succede avrai le tue ragioni, dopotutto non mi hai mai nascosto nulla e se lo fai con tanta convinzione avrai i tuoi motivi- disse, ma Jun sentiva che l'altro era ferito da questo, ma lui davvero... mai avrebbe pensato che sarebbe stato costretto a nascondergli qualcosa in quel modo, però... non poteva aveva troppa paura di quello che sarebbe potuto accadere.
-Kimi io... aspetta ancora un po' ti prego, poi partiremo, faremo quello che vuoi- lo supplicò.
-Jun io sono semplicemente preoccupato per te, però... ho esagerato ieri notte, non avrei dovuto aggredirti così, non volevo farti del male... non mi sono neanche accorto di quanto eri debole, tanto ero arrabbiato, solo quando sei svenuto mi sono accorto di quanto poco sangue ti era rimasto-
Jun si sentiva sempre più in colpa, stava facendo preoccupare l'altro e non voleva che fosse così, solo che come poteva fare? D'un tratto però si rese conto di alcune delle parole di Yoko.
-Che ore sono?!- esclamò d'un tratto sedendosi di scatto sul letto.
-E' passata da poco la mezzanotte, non hai ripreso i sensi per tutto il giorno- rispose Yoko cercando di costringere Jun a rimettersi sdraiato, ma fu inutile perchè l'altro si alzò in piedi e uscì dalla stanza.
Yoko lo seguì e lo vide mettersi il cappotto.
-Dove vai ora?- chiese.
-Io... devo andare in un posto, scusa- disse, poi in un secondo sparì.

Era ingiusto scappare così, ma non poteva dirgli nulla per ora, sperava solo che Nino non avesse fatto nulla a causa del suo ritardo. Quando arrivò le luci erano spente e all'interno sembrava non esserci nessuno. L'ansia cominciò a crescere e con quella anche la preoccupazione, cominciò a bussare forte alla porta ma niente nessuno veniva ad aprire.
-Sei in ritardo... Jun- disse d'un tratto una voce alle sue spalle.
-Ho avuto...- cominciò a dire mentre si girava avendo riconosciuto la voce di Nino, ma si bloccò immediatamente quando vide insieme a lui Sho.
-Jun?- sussurrò confuso Sho mentre lo fissava.
-Sho lui è Jun- disse Nino presentandolo.
-Jun...- ripetè continuando a guardarlo, Jun sentì una stretta al cuore; -Ci siamo già visti per caso?- chiese poi Sho infliggendogli la ferita più grande che chiunque potesse fargli.
Nino ridacchiò soddisfatto della sua opera, -Perchè non entriamo in casa?- disse poi avvicinandosi alla porta.
-No!- disse Jun fermandolo.
-Jun è scortese da parte mia non fare entrare Sho, l'ho invitato a cena- disse Nino, ma sul volto aveva un sorriso compiaciuto.
-Non farlo...- lo supplicò Jun in un bisbiglio mentre Nino apriva la porta di casa con le chiavi.
-Oh!! Sho scusami tanto!! Mi ero scordato di una cosa importante da fare questa sera, ma Jun me lo ha ricordato...- disse rivolgendosi a l'altro, Jun sospirò sollevato.
-Non ti preoccupare non fa niente- disse Sho sorridendogli.
-Vuoi entrare un attimo e poi ti riaccompagno a casa in macchina?- propose Nino e Jun entrò di nuovo nel panico.
-No, no non ti preoccupare torno in metro non c'è problema- rispose cortesemente Sho declinando la proposta.
-Ti pago il pranzo domani per farmi perdonare- disse Nino.
-Ci conto eh?!- rispose Sho scherzando.
-Lo faccio promesso!- finse di offendersi Nino.
Jun li invidiava, sembravano essere così in qualche modo... intimi, mentre lui... lui cos'era? Solo la sensazione di un lieve ricordo forse?
Entrarono in casa e Nino andò direttamente nel salone, Jun lo seguì senza dire nulla, ma una volta nella stanza non si trattenne più.
-Perchè lo hai portato qui?! Poteva essere pericoloso, avevi promesso che...-
-Perchè non sei venuto subito?!- lo interruppe incalzandolo con un altra domanda.
-Io... ho avuto dei problemi, non sapevo fosse così tardi- cercò di giustificarsi Jun.
-Dei problemi... è che diamine di problemi può avere un essere come te eh?!! Quello di non trovare un bel collo da prosciugare?!!- lo incalzò furioso.
-Non sono affari tuoi!- replicò Jun con altrettanta acidità, -Sono qui ora è questo quello che ti importa di più! Sei tu che non hai rispettato i patti!-
-Io non vengo a patti con un essere come te- sibilò maligno, -Ed ora entra dentro!- urlò tirando fuori la pistola, ma sta volta Jun tremò sul serio vedendo la piccola pistola con cui gli aveva sparato la prima volta.
Obbedì ed entrò nella gabbia dove Satoshi aveva guardato tutta la scena in silenzio.
-Dagli il sangue!- urlò di nuovo dopo aver chiuso la porta.
-Nino?- sussurrò confuso Satoshi guardando il suo compagno.
-Daglielo ho detto!!!- urlò ancora.
-Io non potrò farlo ancora per molto- confessò Jun, ed era la verità, sapeva che non poteva ancora per molto donare ogni notte il suo sangue a Satoshi, stava diventando troppo debole per farlo.
-Non mi importa nulla, io voglio solo che lui stia bene!- disse Nino ed era furioso, probabilmente notava anche lui il cambiamento in Jun, lo vedeva dai suoi occhi e dalla sua pelle talmente chiara che sembrava quasi marmo bianco ed era furioso per questo.
-Allora permetti a Yoko di aiutarlo- propose Jun, non sapeva se sarebbe servito, ma era sicuro che Yoko avrebbe tentato, Jun sapeva gli effetti che gli dava bere il sangue del suo creatore, sapeva quanta forza in più riusciva a sentire nel corpo in quel momento e sperava che questo avrebbe in qualche modo aiutato Satoshi.
-Non permetterò a quel mostro di avvicinarsi a lui per nessun motivo!!! Ed ora dagli il sangue!!!- ringhiò quasi.
Jun rinunciò, Nino non avrebbe mai accettato di farsi aiutare da Yoko, lo odiava troppo per quello che aveva fatto a Satoshi e Jun in parte poteva capirlo, anche se lui amava Yoko dal più profondo del suo cuore, capiva che per Nino era stato tremendo vedere Satoshi trasformarsi in quel modo e non poteva biasimarlo se ora odiava Yoko per quello che aveva fatto.
Alla fine Jun si sedette a terra e Satoshi gli si fece vicino.
-Stai bene Jun?- chiese un po' preoccupato.
-Si sto bene Toshi non preoccuparti, ora bevi- disse reclinando il collo per permettergli di morderlo.

Date: 2011-11-22 11:27 am (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Povero Jun si sta prosciugando e Nino per un piccolo ritardo corre subito a tirar fuori Sho che sente di averlo visto da qualche parte ç_ç
Cattivo Nino! So che ami Satoshi e stai male a vederlo così ma è crudele.
Poveretto pure Yoko che vuole solo proteggere il suo amato Jun ç__ç

Date: 2011-11-22 11:35 am (UTC)
From: [identity profile] tempestarashica.livejournal.com
ahahah oddio chiedo perdono XDDD chissà perchè ho pensato che Yoko avesse portato Jun da qualche parte ... forse perchè diceva che sarebbero partiti presto XDD vabbè i miei viaggi mentali hanno raggiunto vette allucinanti XDDD

beh ma Jun se continui così non so se durerai ancora a lungo XDD Nino l'ha scambiato per un distributore di sangue??? ora basta! povero Junji ç___ç

Date: 2011-11-22 02:06 pm (UTC)
From: [identity profile] gloriaseable.livejournal.com
ciao,
come può fare Jun? Fa male vederlo così e fa male vedere Sho indifferente, tutto sta nelle tue mani, come la risolvi?

Date: 2011-11-22 06:01 pm (UTC)
From: [identity profile] daria-91.livejournal.com
*prende per mano Sho e lo fa sedere su una macchina per recuperare i ricordi*
Nino è veramente perfido
povero Jun ç_____ç

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