[identity profile] vampiretta87.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
Eccomi, avevo detto che postavo regolare poi sono passati 10 giorni dal mio ultimo post e non me ne sono nemmeno resa conto O____O il freddo mi ha gelato anche il cervello XDDDDDDD
Cmq scusate l'attesa m(_ _)m e vediamo se Jun a Sho se lo è mangiato del tutto oppure no XDDDD

Titolo: Chains of Blood
Fandom: Arashi e Kanjani
Genere: AU, angst
Raiting: NC-17
Pairing: Yoko/Jun, Sakumoto, Yoko/Jun/Sho, Ohmiya
Desclaimer: Ne gli Arashi, ne Yoko sono di mia proprietà, ma la storia si e siccome quella è mia gli faccio fare quello che mi pare U___U
Ringraziamenti: Come al solito a Jinny e Harin che l'hanno letta in anteprima e che si sono appassionate <3
Capitoli precedenti: Prologo, Cap.1, Cap.2, Cap.3, Cap.4, Cap. 5, Cap.6, Cap.7, Cap.8, Cap.9, Cap.10, Cap.11, Cap.12, Cap.13, Cap.14, Cap.15, Cap.16, Cap.17, Cap.18, Cap.19, Cap. 20, Cap. 21




Capitolo 22
Sentiva quel sangue riempirlo e dargli sollievo pian piano, ed era così inebriante che non riusciva a pensare ad altro, eppure sentiva un dolore al petto, non era un vero e proprio dolore fisico, però gli stava facendo male, come se stesse facendo qualcosa di sbagliato, ma cosa stava sbagliando? Proprio non riusciva a capire, mentre continuava a bere.
Poi d'un tratto sentì un rumore e l'odore di un altro vampiro lo raggiunse, riconobbe quell'odore e capì in un attimo che non era una minaccia, continuò a nutrirsi, ma c'era qualcos'altro... lo stavano chiamando?
-J..u..n- ma era una voce lontana...
-Jun... lascialo...- perchè doveva dar retta a quella voce?
-Jun... lo stai... uccidendo- disse di nuovo quella voce.
Lentamente Jun riaprì gli occhi e si rese conto di dov'era, quindi si staccò immediatamente da Sho che tremava ed era estremamente pallido.
-S...sho- sussurrò Jun spaventato vedendo il sangue sul collo dell'altro e sentendone ancora il sapore sulle labbra.
Sho si portò la mano al collo e indietreggiò barcollando di qualche passo da Jun guardandolo con terrore.
Jun si sentì morire in quell'istante, Sho lo vedeva come un mostro e nient'altro ora.
Improvvisamente ci furono degli spari, Jun fece per muoversi e per proteggere Sho, ma Yoko fu più veloce e fece da scudo con il suo corpo proteggendo entrambi.
-Ora hai superato il limite- disse Yoko con una calma quasi irreale la testa bassa senza neanche guardare l'altro, poi si mosse e lo disarmò prendendolo poi per il collo sollevandolo leggermente da terra.
-Stai giocando con la vita degl'altri, stai facendo un gioco egoistico e basta! E non posso più sopportarlo!- gridò.
-Sho vattene!- disse poi rivolgendosi all'altro senza voltarsi, ma Sho rimase fermo ancora immobile e terrorizzato, -Ho detto VATTENE!!!!- urlò di nuovo e questo finalmente si riscosse e si allontanò prima piano senza distogliere lo sguardo terrorizzato da Jun, poi si girò e corse via il più velocemente possibile nonostante le poche forze che aveva.
Nino intanto continuava a lottare come poteva contro la ferrea stretta sulla sua gola, ma era completamente paralizzato dalla morsa dell'altro che con sguardo furioso continuava a guardarlo dritto negl'occhi.
-Se è vero che ami quel ragazzo perchè gli stai facendo questo? E' vero è colpa mia se è in quello stato, ma io l'ho creduto morto ed ho vissuto con il senso di colpa fin ora, finchè non ho incontrato Jun e per la prima volta in quel momento mi sono di nuovo fidato di me stesso! Io posso aiutarlo ma tu non me lo permetti! E allora io non credo che tu lo ami sul serio!- Yoko sbraitò addosso a Nino tutta la sua rabbia e frustrazione, Jun credeva di non averlo mai visto così arrabbiato.
Nino non riusciva a parlare e il suo colorito stava diventando cianotico...
-Ni...no...- d'un tratto la voce di Satoshi ruppe il silenzio e Jun si avvicinò a Yoko.
-Kimi... lascialo ti prego- disse Jun afferrandogli il braccio con cui ancora stringeva il collo di Nino.
-Perchè?! E' solo un egoista!- proruppe arrabbiato.
-Lo stai uccidendo... io so che tu non vuoi ucciderlo, non è giusto, è quello che mi hai detto fin dal primo momento, sempre, mi hai insegnato a non uccidere per sopravvivere. Lascialo ti prego- lo supplicò ancora Jun, nonostante quello che gli aveva fatto Nino, a quanto stava soffrendo per colpa sua... non voleva che Yoko finisse per ucciderlo e portare per sempre dentro di se quel peso di nuovo come lo aveva portato per anni credendo di aver ucciso Satoshi.
E riuscì a convincerlo e Yoko lasciò la presa facendo cadere a terra Nino che tossi come l'aria gli riempì di nuovo i polmoni.
Yoko non lo degnò di nuovo sguardo e senza parlare si avvicinò alla gabbia dove Satoshi era rinchiuso e l'aprì distruggendo del tutto quello che rimaneva della porta.
-N...o...- tentò di urlare Nino ma non si era ancora ripreso e non riuscì neanche ad alzarsi.
-Non sarai più tu a decidere per lui ora- disse freddamente Yoko, poi si rivolse a Satoshi, -Mi dispiace per quello che ti ho fatto, è tutta colpa mia... ora però... se tu vuoi, io posso aiutarti. Sarai come me e come Jun, potrai controllarti e ti insegnerò a non uccidere, basta che bevi il mio sangue e sarai completo-
Satoshi lo guardava confuso, probabilmente quello che Yoko aveva detto era troppo difficile per lui da comprendere pensava Jun, ma invece improvvisamente...
-Io... voglio diventare come Jun... io... non voglio più fare del male a Nino- disse e in quel momento Jun vide Nino smettere di tossire e di tentare di alzarsi per fermalo, rimase semplicemente immobile per le parole che Satoshi aveva appena detto, probabilmente non sapeva neanche che Satoshi ricordasse ciò che gli aveva fatto in passato.
-Puoi bere il mio sangue allora- disse Yoko, poi si girò verso Jun, -Ora va!- disse rivolto a lui che però rimase immobile, -Jun ho detto VA! Possibile che debba urlare? Siete tutti sordi per caso oggi? Va e raggiungilo presto!- disse ancora.
-Ma...- provò a protestare Jun, non aveva senso per lui andare da Sho, ormai lo odia e per lui provava solo paura e nient'altro, e poi non poteva lasciarlo solo con Nino in quel momento, sarebbe stato vulnerabile mentre Satoshi beveva il suo sangue.
-Ora va tutto bene- disse facendo segno a Nino che si era seduto sul divano e tentava di riprendersi ancora, però era come calmo ora, come se avesse rinunciato e sicuramente erano state le parole di Satoshi a colpirlo e a farlo cedere, lo amava davvero, forse anche troppo per questo aveva fatto tutto quello che aveva fatto, però non si sarebbe mai opposto a una sua decisione.
-Jun... va!- disse ancora Yoko, poi abbassò la testa e in un sussurrò che potè sentire solo Satoshi che era abbastanza vicino a lui disse:
-Ti prego non farmelo ripetere ancora-
Poco dopo Jun sparì velocemente.
-Perchè?- chiese Satoshi, probabilmente aveva intuito il dolore di Yoko in quel momento.
-Perchè lo amo- rispose soltanto.

Sho scorse con tutte le forse che aveva ed entrò in casa con il fiatone, stava ancora tremando e non riusciva a credere a quello che aveva visto, sperava solo che fosse tutto un sogno, ma la gola che gli bruciava per la ferita gli diceva che non era affatto un sogno ma la realtà.
Riuscì a sfilarsi le scarpe e ad entrare in casa, ma quando accese la luce e vide la figura che in piedi vicino alla finestra lo stava aspettando raggelò ed ebbe l'impulso di scappare.
-Aspetta!- urlò Jun per fermarlo, -Voglio solo parlare giuro che non mi avvicinerò-
Sho lottò con se stesso per non fuggire via, rimase immobile a guardarlo.
-Ti prego- lo supplicò Jun con gli occhi colmi di tristezza e forse furono proprio quegl'occhi e i sentimenti che ancora provava per l'altro a convincerlo, si mosse di pochi passi e si sedette a terra spalle alla porta sentendosi più sicuro in quel modo.
Anche Jun si sedette, lentamente per non allarmare l'altro e rimase in silenzio per un po'.
-Mi dispiace, mi dispiace davvero. Io non volevo che lo scoprissi, non sai quanto ho lottato contro me stesso per non farti del male, la prima volta che abbiamo fatto l'amore credevo di avercela fatta credevo di aver vinto contro il mio istinto, che potevo smettere di aver paura di farti del male per colpa del tuo sangue, invece...-
-Del mio... sangue?- chiese Sho confuso.
-Si. Il tuo sangue è diverso per me, è irresistibile, ha un odore inebriante e io lo desidero ad ogni costo, per questo ti sfuggivo all'inizio, perchè avevo paura di farti del male di nuovo- disse.
-Di nuovo? Io non capisco- disse portandosi una mano alla testa, il suo mal di testa aumentava sempre di più -Tu chi sei? E perchè io non ricordo! Voglio la verità Jun!- urlò infine.
-Io sono un vampiro Sho. Nino non mentiva... io sono davvero un mostro e i tuoi ricordi... dovevano essere cancellati del tutto quando ti ho tolto il marchio, eppure non è così- disse Jun, poi fece una pausa e un sospiro abbassando gli occhi e preparandosi a raccontare...

-... infine ho deciso di toglierti il marchio perchè avevo paura di farti ancora del male e non riuscivo a capire quello che provavo per te- disse alla fine del suo racconto.
-E cosa provi per me?- chiese Sho.
Jun tornò a guardarlo negl'occhi; -Io... io non ho mai sofferto per amore Sho, mai. Non ho mai saputo cosa vuol dire amare e non essere ricambiati, non ne ho mai avuto l'opportunità. Ma io ti amo- confessò, -Ma... tu sei umano e io no... la verità è che non possiamo stare insieme è contro la mia natura-
-Non puoi tornare umano?- chiese ingenuamente Sho, le parole che Jun aveva detto gli avevano fatto male e non poteva pensare a vivere senza di lui, nonostante in quel momento avesse paura dell'altro.
-No Sho, non posso e... non voglio- rispose.
-Perchè?-
-Perchè se davvero potessi tornare indietro, se davvero non fossi un vampiro... io a quest'ora non ci sarei più, sarei morto- rispose.
Sho rimase a fissarlo, non capiva deltutto quello che Jun aveva voluto dire.
-Io sono un vampiro da poco, poco più di 1 anno, ma... per me è come fosse passato solo un anno da quando sono nato, sto vivendo ora per la prima volta. Io Sho... quando Yoko mi ha trovato... stavo per morire- fece una pausa e guardò Sho che se ne stava immobile e in silenzio; -Sono nato con una rara malattia degenerativa, i miei genitori mi hanno abbandonato in un istituto quando ero ancora troppo piccolo per ricordarmeli, probabilmente soffrivano troppo all'idea di vedermi morire presto, io non gliene ho mai fatto una colpa per questo. Sono quindi cresciuto tra l'istituto e l'ospedale, non ho mai avuto la vita di un bambino normale, la scuola la frequentavo poco e non avevo amici, vivevo in ospedale per gran parte del tempo. Capii presto che non sarei guarito e mi rassegnai, continuavano a tentare varie cure e finchè ero piccolo la malattia era più leggera, sono riuscito a superare i vent'anni solo grazie all'accanimento terapeutico. Però... il mio corpo si è indebolito sempre più, finchè ormai non c'era nulla da fare, venivo semplicemente imbottito di antidolorifici e attendevo la morte sperando venisse in fretta, fu in quel momento che arrivò Kimi. Grazie a lui per la prima volta non mi sono sentito solo, mi ha salvato e mi ha dato un altra vita, un altra possibilità di vivere, anche se potessi non ci rinuncerei-
-Perchè non mi hai detto tutto questo prima?- si arrabbiò Sho, -Perchè mi hai sempre mentito?-
-Perchè avevo paura che mi considerassi un mostro e perchè... era diverso da prima, non avevi più il marchio, eri te stesso e basta- disse Jun, lottava con le rosse lacrime che gli salivano agl'occhi.
-Io non sono diverso, ero sempre io, con o senza il marchio, avrei preferito essere il tuo servo per sempre invece di essere circondato dalle tue bugie!- lo accusò, la paura era sparita, quello che era rimasto era solo delusione e frustrazione, Jun gli aveva mentito su tutto, forse gli aveva mentito pure sul fatto che lo amasse, dopotutto Jun aveva Yoko da quello che aveva capito, quindi lui era solo la seconda scelta, lo spuntino di mezzanotte.
-Mi dispiace- disse Jun abbassando lo sguardo cercando di non far vedere le lacrime.
-Comincio a credere che anche che mi ami è una bugia, forse in realtà volevi solo qualcosa di diverso per cena- disse sprezzante, ma si pentì immediatamente di quello che aveva detto quando vide il viso di Jun rigato da lacrime color rubino.
-Non ho mai mentito su quello, io ti amo davvero e non ti avrei mai fatto del male... però hai ragione ho sbagliato e mi dispiace- disse alzandosi, Sho lo imitò e si sentì in colpa, anche lui lo amava eppure lo stava ferendo quando Jun gli stava chiedendo scusa.
-Ti prometto che... non mi vedrai mai più- disse, poi in un secondo sparì prima che Sho potesse fermarlo, rimase solo la tenda che lentamente si muoveva con il vento.

Date: 2012-02-10 07:47 pm (UTC)
From: [identity profile] gloriaseable.livejournal.com
ciao,
sentimenti contrastanti,
Yoko meraviglioso e se non fosse che anche Sakumoto è stupendo avrei difficoltà a scegliere, è molto bello questo capitolo, molto dolce nelle parole di Yoko e in quelle di Jun, spero che Sho lo vada a cercare, perché è un grande amore, grazie

Date: 2012-02-10 08:03 pm (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Sho riesce sempre a dire la cosa SBAGLIATA al momento giusto.
Non credi all'amore di Jun faccia da culo che non sei altro!?
E il povero Yoko che aiuta Satoshi?
Quanto è dolce!!!!
Nino si è rassegnato dopo le parole di Toshi! <3<3 <3
Sho fottiti! Sei uno stronzo! Juuuuuuuuuuuuuuuun ç____ç

Date: 2012-02-10 10:08 pm (UTC)
From: [identity profile] daria-91.livejournal.com
O____O
oh nuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
poveri
tutti
poveri tati
stanno tutti male, tutti soffrono, cavolo ragazze che allegria in questa community u.u
XDDDDDD
commento idioti a parte


o mio dio e ora? cosa succede? povero Sho, chissà che trauma, e Jun *coccola* fioredelcuoredellamammasua su che si aggiusta tutto

Date: 2012-02-10 10:43 pm (UTC)
From: [identity profile] tempestarashica.livejournal.com
Oh signore ... Jun ... e adesso dove diavolo vai?
che significa "ti prometto che non mi vedrai mai più"? ç______ç
*piange*
*piange forte*
*piange fortissimo*
Ilaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa fa qualcosa!!!!?!!!!! ç__ç

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