[identity profile] sallyblackwater.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
E la terza parte (e scusatemi per il pasticcio ç___ç)



Itsushika bokura mo heiki na kao shite 
Hitonami magire iki hisometeta
Fuan na yoru wo
 
 
Futari ikutsu mo akashita
Ima koushite shinjiru mono
 
 
Kizami tsukete...” 


Prima che lo sapessimo, entrambi avevamo un'espressione calma
Trattenendo il respiro nella confusione di una grande folla
Eravamo stanchi delle tante notti tormentate
Ora incideremo così le cose in cui crediamo...”

Sho fissava attonito la scritta sulla parete. 
Di quale dei giocatori sei innamorato?” 
No, non era giusto. Non era assolutamente giusto. A parte che stare lì a rispondere a domande cretine mentre un suo amico stava morendo lo stava facendo sentire un totale idiota, poi si trattava di una domanda personale! Se il diretto interessato ancora non lo sapeva forse un motivo c'era! E certo: lui, con quell'aria da figo che poteva far cadere qualsiasi donna ai suoi piedi, come poteva non avere una ragazza? Era sempre stato molto riservato sulla sua vita sentimentale, ma insomma, poteva immaginarsela. Figuriamoci se stava a pensare a lui! 
- E-ecco... scusami, Luna, ma non puoi essere tu... - disse Sho. 
- Oh, figurati - disse Luna. 
Devi dire la verità, Sho! - disse la voce. 
- è uno di noi, giusto? - disse Jun. Sembrava decisamente contrariato. 
Ecco, forse se lo aspettava e una volta che l'avesse saputo si sarebbe arrabbiato! 
- Io.... 
Sho, dì la verità... o vuoi che gli succeda qualcosa di molto brutto? 
- No! Certo che no! 
Sentì un suono, come un battito di mani, e tutti tranne lui caddero a terra, in preda ad atroci dolori. 
Vuoi che tutto finisca nella buona o nella cattiva maniera? 
Falla finire, Sho-kun! Ti prego, falla finire! - urlò Aiba. 
- Va bene, va bene! Jun-kun! - fece Sho, alla fine. 
Il dolore si fermò per tutti. - Eeeeeeh?! - esclamò Aiba. 
Sho guardò Jun. Sembrava furioso. 
Ecco, adesso sono morto, e non per colpa del gioco! 
Sho si preparò alla valanga di parole che presto l'avrebbero investito. 
- Tu... tu! Come hai potuto aspettare così tanto tempo per dirmelo? - urlò Jun. 
Era peggio di come Sho si fosse aspettato, mi sa. 
- Avresti potuto dirmelo secoli fa! Invece no! Hai aspettato che finissimo in questo gioco! Hai aspettato che andassi in quella maledettissima segreta! Hai aspettato di vedermi quasi morto! E se tutto questo non fosse successo, per quanto tempo saresti ancora andato avanti? Mesi? Anni? 
Jun gli si stava avvicinando. Sho chiuse gli occhi, pronto a beccarsi un pugno o uno schiaffone. 
Con sua grande sorpresa, invece, Jun lo prese per la camicia, e lo baciò. 
- Ti amo anch'io, razza di idiota - disse Jun, poi ritornò nella sua casella. 
Sho si sentì un idiota esattamente come Jun aveva detto. Se solo avesse saputo tutto prima....

*

Dareka ga kimi wo madowase  
Meikyuu ni mayoi kondemo
Boku ga kitto sono te wo tsuyoku hiku yo
Mirai ni tsudzuku pazuru wo
 
 
Hitotsu zutsu awasete yuku
Dare yori zutto
 
 
Kagayaku kimi wo boku wa shitteru kara...” 


Anche se qualcuno ti portasse in un labirinto e tu ti perdessi
Decisamente, afferrerò quella mano e tirerò con forza
Mettendo assieme il puzzle che continua verso il futuro pezzo per pezzo
Perché più di chiunque altro ho conosciuto il te splendente...”

Nino aveva appena assistito alla scena tra Sho e Jun, e si sentiva idiota quanto se non forse anche più di Sho. 
Perché, perché aveva avuto paura? Magari anche Oh-chan lo ricambiava, e se lui avesse confessato tutto magari non sarebbero nemmeno stati lì, oppure sarebbe stato comunque divorato dalla paura di perderlo, ma senza provare alcun rimpianto riguardo i suoi sentimenti. 
Jun lanciò il dado. 
La casella in cui erano finiti recava un mosaico che raffigurava un coltello e un corno, incrociati. 
Coltello e sangue di unicorno: prendi questi due oggetti, e trova un modo per usarli!” 
Davanti a loro un pugnale e una fiaschetta fluttuavano a mezz'aria. Nino li prese. 
Un pugnale. Ottimo per tagliuzzare serpenti. 
- Sangue di unicorno! - esclamò Luna, scioccata. 
- Che c'è? - fece Nino. 
- è un perfetto antidoto, ma per ricavarlo è stata uccisa una creatura innocente! 
- Al diavolo gli unicorni! - esclamò Nino, correndo verso Ohno. 
Aveva finalmente trovato quello che cercava. Vedeva il serpente avvolgersi sempre di più attorno ad Ohno ad ogni passo che faceva, ma non importava, perché lui stava per salvarlo.... 
Nino si avventò sul serpente. Tagliava dovunque gli fosse possibile, ignorando il sangue del serpente che schizzava dappertutto e addosso a lui, cercando però di non ferire Ohno. 
- Non toccarlo! - esclamò Sho. - Potresti finire avvelenato! 
Nino lo ignorò. Dopo qualche minuto, Ohno era libero. Quello che Nino vide, però, fu terribile: in ogni punto di pelle scoperta, Ohno era pieno di vesciche sanguinolente. Il suo respiro era quasi impercettibile. 
Oh no oh no oh no. 
Nino stappò la bottiglietta, tremando. 
- Fermati! Dicono che chiunque beva sangue di unicorno sia destinato alla dannazione! - disse Luna. 
- Non m'importa! - urlò Nino. L'unica cosa che voleva vedere era Oh-chan di nuovo in piedi, sano e sorridente. 
Gli aprì leggermente la bocca, e cercò di fargli ingurgitare l'antidoto. 
Aspettò qualche secondo. Vide il petto del ragazzo alzarsi ed abbassarsi velocemente un paio di volte, per poi fermarsi del tutto. 
- Oh-chan... Oh-chan? - fece Nino, anche se sapeva che chiamarlo non sarebbe servito a nulla. Gli strinse la mano, ma lui non restituì la stretta. 

- Perché... perché... PERCHÉ? - urlò Nino. - PERCHÉ LUI? PERCHÉ PROPRIO LUI? 
Stava singhiozzando disperatamente. - Perché non io? Perché? Lui non ti ha fatto niente! Perché me l'hai portato via? 
Jun gli si avvicinò, e gli mise un braccio attorno alle spalle. 
- Io lo amavo, Jun-kun... lo amavo e non gliel'ho mai detto - disse Nino, tra le lacrime. 
- Lo sapevo, Nino-kun... credo che qui ormai l'avessimo capito tutti. 
Nino lo ignorò. 
- Oh-chan... perché mi hai lasciato... perché ci hai lasciato... - mormorò Nino. 
Come avrebbe fatto senza di lui? Si sentiva come se gli fosse stata strappata via una parte di sé. 
Sapeva di essersi comportato da stupido, ma perché doveva essere Oh-chan a pagarne le conseguenze? Perché non poteva esserci lui, ora, al suo posto? Avrebbe fatto qualsiasi cosa, se non proprio per riaverlo con sé, anche per essere lui al suo posto.... 
Sentì, all'improvviso, qualcosa stringergli la mano. Abbassò lo sguardo, e vide che si trattava di Oh-chan. La sua era la stretta di qualcuno che cercava con tutte le sue forze di restare aggrappato alla vita, che non aveva alcuna intenzione di morire. 
- Morirei... piuttosto che lasciarti... scemo - mormorò Ohno. Le vesciche che aveva stavano pian piano scomparendo. 
- Oh-chan! - esclamò Nino, e Ohno sorrise debolmente. 
Per Nino, quello era il sorriso più bello del mondo. Non appena Ohno riuscì a sollevarsi, Nino lo strinse forte a sé e lo baciò una, due, tre volte. 
- Ti amo - disse Nino. Stava ancora piangendo. 
- Non sarei mai potuto morire senza dirti che provo la stessa cosa per te - gli rispose Ohno. 
Un rumore improvviso li interruppe. 
- Mi dispiace interrompere la vostra scenetta, ma qui sta crollando qualcosa! - urlò Neville, indicando le pareti. 
Il ragazzo aveva ragione: buona parte della città sulla parete davanti a loro stava crollando. L'orologio notificava che mancavano soltanto cinque minuti allo scadere del tempo. 
- Cosa facciamo? - fece Sho, spaventato. 
- Continuiamo a giocare. Non è ancora tutto perduto, il castello non è ancora crollato - disse Neville. - Luna, tocca a te.

*
Moshimo shiro ka kuro ka  
Kimeta tobira hiraku hi ga kitemo
Kumori no nai omoi ga mou kagi wo sono te ni nigiraseteru yo...” 


Se arrivasse il giorno in cui dovrai scegliere tra una porta bianca o una porta nera da aprire 
I tuoi chiari sentimenti ti faranno già avere la chiave tra le mani...

Luna andrò a prendere il dado. 
Era stato bello vedere l'amore che, una volta per tutte, trionfava. Sperò soltanto che in quel tempo ridotto riuscissero a vincere quel gioco, e che quei ragazzi riuscissero a tornare a casa. Le erano sembrati dei ragazzi simpatici, non le sarebbe dispiaciuto incontrarli di nuovo, magari in una situazione più tranquilla. 
A dire la verità aveva sperato anche per lei una scena simile a quelle a cui aveva appena assistito, ma ciò non era successo, e in ogni caso per come le era andata la partita poteva soltanto dirsi fortunata. 
Lanciò il dado, e finì su una casella piuttosto strana. 
C'era disegnata una catapulta, e nessuna scritta. 
Come da regola, una catapulta si materializzò davanti a lei, ma non c'era nulla da lanciare, e in ogni caso non avrebbe saputo contro cosa lanciare qualcosa. 
L'unica alternativa possibile era che lei fosse il qualcosa da lanciare.... 
La ragazza si arrampicò sulla catapulta, e si accomodò su di essa. 
Quasi come se stesse aspettando soltanto lei, la catapulta partì. 
Luna aveva sempre desiderato volare. L'aveva già fatto, ma era sopra un Thestral, e non era la stessa cosa, rispetto all'essere libera da qualsiasi cosa. L'adrenalina le scorreva nelle vene, e la sensazione di euforia era accentuata dal fatto che la traiettoria del volo la stava portando dritta dritta verso l'ultima casella. 
Quando atterrò, stava sorridendo. Davanti a lei c'era una chiave sospesa a mezz'aria. Allungò una mano per prenderla, ma la voce la interruppe. 
Alt! Aspetta! Prima di prendere la chiave, ci sono delle cose che devi sapere. 
Luna si guardò attorno, con aria interrogativa. 
- Devi fare una scelta: puoi prendere la chiave e uscire da sola senza farti un graffio, oppure potrai far uscire tutti, ma dovrai affrontarmi. 
- Non ti basta quello che ci hai fatto passare? Non ti basta? - urlò Nino, rabbiosamente. 
La voce non rispose. 
- Non è ovvio? - disse Luna, tranquillamente. - Ti affronterò per far uscire tutti. Con quella voce, non credo che tu possa essere pericolosa più di tanto. 
Una luce abbagliante la investì. L'attimo dopo, davanti a lei si ergeva una figura enorme. 
Era una ragazzina, ed era vestita interamente di bianco. I suoi capelli erano neri, e aveva un sorriso angelico. C'era qualcosa di inquietante in quel sorriso, e la sensazione era accentuata dal fatto che avesse una consistenza simile a quella di un fantasma. 
Come faccio ad affrontarla? si chiese Luna, ma subito dopo la luce la inghiottì, e si sentì sollevare.

*

Quella ragazza aveva preso Luna. Quella ragazza aveva preso Luna. 
Sembrava un fantasma, eppure aveva preso Luna e ora la teneva in mano, a più di tre metri da terra. Avrebbe potuto farle qualsiasi cosa, e Luna probabilmente non sarebbe riuscita a difendersi. 
Ancora una volta, era lui a dover entrare in gioco. 
- Impedimenta! - urlò. 
L'incantesimo colpì una gamba della ragazza, ma l'attraversò senza avere alcun effetto. 
Cosa diavolo era quella ragazza? 
Oh, oh, oh. Di nuovo il nostro eroe! Ma quante volte te lo devo dire che non devi fare così? Lei ha scelto di affrontarmi, non tu! - fece la ragazza, con tono di voce come se stesse parlando ad un bambino. 
- Rimettila giù! 
- Perché? Ormai lei è qui... non posso lasciarla andare! E poi, l'ha voluto lei, ha scelto di affrontarmi... non sapendo che, in effetti, potrebbero non esserci modi per sconfiggermi! 
Ok. Ci sarebbero potuti non essere modi per sconfiggerla, ma tanto valeva tentare. Tanto per cominciare, lei non era esattamente incorporea come un fantasma... gli incantesimi la attraversavano, ma aveva potuto prendere Luna. Aveva solo bisogno di un piano.... 
Decise di prendere tempo. 
- Chi sei tu, veramente? - urlò. 
Io? Io mi chiamo Angelica Wright. Studiavo qui ad Hogwarts un centinaio di anni fa. Ero abbastanza brava negli incantesimi, e amavo i giochi da tavolo... così tanto che mi hanno chiesto di crearne uno come questo, per poter giocare dal vivo! Era un gioco tanto carino, il mio, e così... innocuo. Stupido, non trovate? - disse, e poi fece una risatina. Era inquietante, e Neville rabbrividì. 
- Che cosa c'è di meglio di un po' di rischio, per divertirsi? Comunque. Avevo quasi finito di creare il gioco, quand'ecco che gli scheletri di gomma che avrebbero dovuto assalirmi sono diventati qualcosa di diverso... ecco, qualcosa di molto simile a quelli che avete dovuto affrontare voi. Dopo qualche secondo credetti di essere morta, ma non fu esattamente così... il gioco era stato creato da me, e anche se aveva continuato a svilupparsi da solo, dentro c'era sempre la mia anima, e ad un certo punto mi resi conto che potevo comunque controllarlo! 
Sembrava molto divertita. 
- Il momento propizio per avere dei giocatori, poi, è arrivato quando questi simpatici ragazzi hanno deciso, inconsapevolmente, di rubarmi l'idea... ragazzi, non si fa! Nemmeno sul nome siete stati originali! Quanto a te e alla tua amica, beh, siete semplicemente stati i primi a trovare la scala per questa stanza, e i primi ad arrivarci... dovreste considerarvi onorati! 
A Neville venne in mente un modo per sconfiggere Angelica. Sarebbe stata un'azione rischiosa, e se tutto non fosse andato per il meglio probabilmente sarebbero morti, ma, in ogni caso, cos'altro li avrebbe attesi altrimenti? 
- Onorato di trovarmi nel tuo gioco? Mai! - urlò, poi corse indietro, verso una casella in particolare. 
- Ragazzi, venite qui! 
Gli dispiaceva chiedere il loro aiuto, dato che li stava esponendo ad un pericolo abbastanza grande, ma era necessario. 
Si fermò su una casella “Castello dell'Oscurità”, e anche gli altri lo seguirono. Gli scheletri arrivarono, e le spade si materializzarono nelle loro mani.
- Combattete! - urlò ai ragazzi, poi corse di nuovo verso Angelica. 
- Lasciala andare! - urlò, la spada levata. 
Ah, ah, ah. E perché mai dovrei? 
- Perché... lei... è... la... ragazza... che... AMO! - urlò, poi si lanciò contro le gambe di Angelica. 
Non appena la spada toccò la ragazza, vi fu una terribile esplosione di luce. Neville vide Luna cadere, e corse in avanti cercando di prenderla. La ragazza finì al sicuro tra le sue braccia. Stringeva una chiave in una mano. 
Neville vide la spada sparire dalla sua mano, sentì le esclamazioni vittoriose degli altri, ed emise un sospiro di sollievo. Ce l'avevano fatta. 
Subito dopo, però, sentirono una forte scossa muovere il terreno. 
Era ovvio, no? Aveva eliminato l'essenza del gioco, e ora il gioco si stava autodistruggendo. 
- Correte! - esclamò Luna, avviandosi verso il castello. 
Mentre tutto attorno a loro crollava, la ragazza mise la chiave nella toppa, e girò. Tutti quanti si lanciarono verso l'uscita, più velocemente che poterono. 
Neville e Luna si ritrovarono dall'altra parte della stessa porta da cui erano entrati. Jun, Sho, Ohno, Nino e Aiba, invece, erano scomparsi. 
- Peccato, li avrei voluti salutare - disse Neville. 
Luna era ferma accanto a lui, e lo stava osservando. 
- Era vero, quello che hai detto prima? Sono io la ragazza che ami? 
Neville non pensava che l'avesse nemmeno sentito. 
- Ecco... sì - disse. - Sì, è così - aggiunse, con maggior sicurezza. 
- Perché sai, non pensavo che sarebbe potuto essere lo stesso per te - disse la ragazza sorridendo, e poi lo baciò leggermente sulle labbra. 
Dopotutto, il lieto fine era arrivato anche per loro....

*

Erano ritornati nello studio. 
Ancora non poteva crederci: era tutto vero. Certo, in nessuno dei libri c'era mai stato scritto che esisteva una stanza con un gioco da tavolo potenzialmente letale, ma insomma, erano stati ad Hogwarts! Quel luogo esisteva! La magia esisteva! 
Avevano rischiato grosso, ma quante volte, nei periodi difficili della sua vita, aveva detto che avrebbe voluto mollare tutto e andare a combattere Voldemort? Ora aveva avuto un piccolo assaggio di quello che significava, ed avendo avuto la fortuna di essere ancora vivo assieme agli altri poteva definire la sua esperienza “fantastica”, ma forse avrebbe preferito continuare la sua vita di idol super impegnato. 
E poi, se esisteva Hogwarts, e se esistevano Neville e Luna, allora molto probabilmente esisteva anche Voldemort. Augurò mentalmente buona fortuna a Harry, Ron e Hermione, anche se sapeva benissimo come tutto sarebbe andato a finire. 
- A cosa pensi? - gli chiese Sho. 
Cavoli, se era felice di averlo accanto a sé. 
Non riuscì più a trattenere il suo entusiasmo. - Penso che... ragazzi, la magia esiste! Siamo solo dei Babbani, noi, ma la magia esiste! Hogwarts esiste! Neville-san e Luna-san esistono, e probabilmente ora si staranno confessando a vicenda il loro amore! Non è incredibile? 
- Questa magia continua a non convincermi - disse Nino. - Dopotutto, stava per portarci via Oh-chan! 
- Per fortuna che siamo usciti da quel postaccio - disse Aiba. 

- Ragazzi, possiamo promettere una cosa? - disse Ohno, mettendo una mano al centro del loro cerchio. - Promettiamo di non avere mai più idee del genere per i nostri video, non si sa mai?
- Promesso! - fecero gli altri, mettendo le loro mani sopra quella di Ohno.


Date: 2012-03-11 06:05 pm (UTC)
From: [identity profile] daria-91.livejournal.com
ovviamente me la sono riletta u.u ovvio mi pare!!!!
perchè adoro troppo questa storia *_________*
per tutti sboccia l'amour, anche se aiba rimane l forever alone povero tato!!! XDDD

Date: 2012-03-11 06:12 pm (UTC)
From: [identity profile] daria-91.livejournal.com
Prossimamente provvederò anche a lui
*_________________* me attende

Date: 2012-03-11 06:56 pm (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Sister hai fatto bene a postare anche qui! *___+
Che belle coppie che sono!
Luna e Neville <3<3<3
I sakumoto sono adorabili!
Mi spiace per il povero Aiba che è rimasto solo XD

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***La Pasticceria Italiana***

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