BE WITH YOU
Mar. 13th, 2012 10:58 pmTitolo: Be with you
Autore: Grace
Fandom: Arashi
Genere: sentimetale, drammatico,
Pairing: aimoto, sakuraiba (diciamo per poco..)
Rating: G x la maggior parte, NC-15 (in alcune scene)
Disclaimer: come al solito gli Arashi non sono i miei, nemmeno la vita di Jun >_<
Ringraziamenti: come al solito a mia moglie sylviakun che la sa meglio di me, e ad un'altra mia amica xD
Be with you
Parte 4 le parole di un amico…
Quella sera venne cancellato il concerto, anzi vennero cancellate tutte le date che erano state prestabilite. Ad annunciare il tutto fu Nino, l’unico ancora lucido e ragionevole, o almeno così appariva. Riida continuava a cercare il compagno invano, Sho era seduto nel camerino con le mani nei capelli, addossandosi tutta la colpa. Masaki invece aveva deciso di lasciare quello stadio e fare quattro passi per le vie della città. Voleva a tutti i costi cancellare quelle parole, ma non ci riusciva, continuavano a riformularsi nella sua testa, sempre più forti e nitide. Di certo due mesi prima non pensava che Jun avrebbe lasciato il gruppo. Ne che le date dei concerti sarebbero state cancellate. Credeva semplicemente che una volta lasciato il ragazzo le cose si sarebbero sistemate in un modo o nell’altro.
Camminava senza una meta precisa. Aveva addosso i vestiti di scena, leggerissimi e scollati, avrebbe preso sicuramente qualche malanno se non si sarebbe coperto al più presto.
-Perché sono finito qui? Sarà l’abitudine.- Masaki inconsciamente si era diretto verso la casa di Jun. Era lì in piedi a fissare quella casa. Quella casa per lui era come sfogliare un album di foto, troppi ricordi, troppi sorrisi, troppe notti d’amore …
-Già … l’amore … - sussurrò. Che poi, perché l’aveva lasciato così crudelmente? Non se lo spiegava neanche lui. Semplicemente non lo amava più? E allora perché era lì davanti? Cosa aspettava? Sapeva benissimo che il suo ex non si sarebbe fatto vivo.
Nel frattempo Jun, tornato a casa sua, si era messo a letto. Ci aveva riflettuto molto e aveva preso una decisione, nessuno gli avrebbe fatto cambiare idea. Nessuno. Forse neanche Masaki. L’indomani Jun lasciò il gruppo. Avrebbe lavorato da solo senza il bisogno di una band. Ormai aveva fama e popolarità da vendere e ogni giorno arrivavano infinite richieste di lavoro a suo conto, non sarebbe morto di fame.
-Matsumoto san! Perché ha preso questa decisione!-
-Cosa l’ha spinto a lasciare il gruppo?-
-Perché all’improvviso ha deciso di abbandonare gli Arashi?-
-Matsumoto san crede che con il suo abbandono, gli Arashi perderanno di notorietà?-
-MatsuJun ci dica cosa le ha fatto prendere questa decisione! Come l’hanno presa gli altri componenti?-
-Rimarrete in buoni rapporti?-
-Matsumoto san! Matsumoto san!-
Giornalisti. Maree di giornalisti. Non appena Jun lasciò l’agenzia, per recarsi nello studio dove lo attendeva un servizio fotografico, venne assalito da un’infinità di giornalisti. Tutti contro uno. Lui in mezzo che imperterrito continuava a farsi strada tra la folla che sempre più lo stringeva e tentava di farlo fermare. Jun non rispondeva a nessuna domanda, era indifferente a quella gente. Voleva semplicemente arrivare il prima possibile a lavoro.
Finalmente riuscì ad infilarsi in auto. Mentre il suo autista guidava, Jun osservava Tokyo. Era tappezzata di led e manifesti degli Arashi, lui compreso, e di notizie sul suo abbandono. Scosse la testa e riportò lo sguardo dentro la vettura. Dopo qualche minuto arrivò nel set fotografico per il servizio. Da quel giorno la sua vita continuava la sua solita routine: set fotografici, studi televisivi, studi di registrazione, pubblicità, drama e concerti. La sua vita quindi era la stessa di prima, unica differenza? Era solo.
Gli Arashi erano sempre sulla cresta dell’onda anche se non avevano lo stesso successo di prima. L’abbandono di Jun era stato fatale ma ormai non si poteva tornare indietro, o meglio, Jun non sarebbe tornato indietro.
Era strano vedere per le strade della città manifesti che raffiguravano i restanti componenti degli Arashi, e a pochi metri manifesti con le gigantografie di Jun. Faceva uno strano effetto a tutti. Anche a Jun stesso che una sera aveva deciso di tornare a casa a piedi dopo il lavoro.
Tornato nella sua residenza dopo qualche ora suonarono al campanello.
-Nino! Che ci fai da queste parti?- chiese Jun che lasciò entrare l’amico in casa.
-Ciao MatsuJun, da quanto tempo che non ci si vede! Facevo due passi in zona. Allora vedo che le cose ti vanno più che bene, ne sono felice-
I due continuarono a parlare del più e del meno per circa un’ora, bevendo del vino italiano e mangiando qualche dolce che Jun aveva comprato quel pomeriggio.
-Quei due … stanno ancora insieme? Vero Nino?- improvvisamente l’atmosfera cambiò, si fece cupa e fredda e Nino abbassò lo sguardo.
-Si … dai non parliamo di questo …-
-E Masaki è felice? …-
- … -
-Sorride sempre? È tranquillo? … Sho lo tratta bene? Non lo fa dannare vero? … non lo fa piangere vero …? Dimmi che è felice … Nino … ti prego … dimmi che è felice … almeno lui … - lente, taglienti, dolorose e ricolme di un amore puro e distrutto, quelle parole erano state pronunciate da un Jun scoppiato a piangere, da un Jun disperato, apparentemente disinvolto e appagato dalla sua nuova vita, ma che in realtà più di tutti soffriva.
-E Riida … come sta Riida … mi sta odiando vero? … come sta andando il gruppo … Johnny sta cercando qualcuno che mi sostituisca non è così? … - Jun continuava a parlare e a piangere. Nino non aveva mai visto un uomo ridursi così per amore e per il lavoro. Era shockato, credeva che il suo unico dolore fosse legato ad Aiba, mentre in realtà Jun soffriva per aver lasciato gli Arashi e si preoccupava per loro … tanta gentilezza, tanto amore per il lavoro, tanta fedeltà … Nino per la prima volta aveva conosciuto qualcuno che sinceramente e dal più profondo del cuore si preoccupava per gli altri, era davanti ad un ragazzo che non si stava vergognando di piangere davanti ad una persona del suo stesso sesso, non gli importava umiliarsi a tal punto. Jun era sincero, puro. Pensò che il nome che gli avevano dato era seriamente azzeccato per lui.
-Non ti odia. Non ti ha mai odiato e mai lo farà. Satoshi ti vuole bene, e per lui fai ancora parte del gruppo. Ma questo sono sicurissimo che lo sai anche tu. Manchi a tutti, nessuno escluso. Anche a lui … pensa giorni fa si lamentava con alcuni tecnici, diceva che se ci fossi stato tu avresti sistemato tutto… naturalmente non viviamo bene la situazione … ti vorremmo indietro. Vederti lavorare da solo ci fa sentire vuoti … siamo un gruppo … e prima o poi ti faremo ritornare alla base.-
-Se tornassi rischierei di far sciogliere definitivamente gli Arashi-
-Almeno, sarebbe una cosa fatta insieme. Anche scioglierci mi andrebbe bene a questo punto. A patto che però tutti e 5 i componenti siano presenti… voglio essere gruppo anche in quel momento. Ora vado MatsuJun … buona notte-
Così Nino se ne andò via lasciando il compagno seduto nella cucina con in mano un bicchiere di vino ancora mezzo pieno. Lo sguardo del ragazzo era perso nel rosso rubino di quel vino che piano agitava con la mano. Per un brevissimo istante pensò di voler tornare dagli altri ma subito quel pensiero venne scacciato dalla sua mente dal ricordo di Masaki. Se sarebbe tornato avrebbe dovuto sopportare le effusioni di quei due.
-Non potrei mai farcela- affermò. Portò il bicchiere alla bocca e con un sorso veloce ingerì tutto il vino, allontanò il bicchiere e lo gettò a terra. Ogni singolo pensiero che gli ricordava il suo ex gli trasmetteva rabbia. Decise così di chiudere quella giornata con una bella dormita. Forse dormendo, avrebbe potuto sentirsi un po’ più in pace con se stesso … In fondo che colpe aveva? Era semplicemente un ragazzo innamorato …
Be with you
Parte 5 magicamente ti amo ancora
-Jun, stringimi forte, più forte che puoi, fammi sentire il calore del tuo corpo su di me, fammi sentire che non mi lascerai mai-
-Si Masaki … -
-Così Jun, e ora dimmi che mi ami …-
-Ti amo Masaki-
-Dimmelo di nuovo…-
-Ti amo, ti amo da morire Masaki-
-Si Jun, anche io ti amo! Ti amo troppo! Sei solo mio. Nessun altro deve sentire queste parole, nessun altro deve sapere che sapore ha la tua pelle … ti amo… -
-Mmm… si … Masa… AAAAAA che diavolo è !! … MASAKI?? …? Eh? La sveglia? … giusto, era tutto un sogno. Iniziamo bene …- Era solo un sogno, un crudele sogno. Jun dimenandosi nel letto aveva fatto cadere la sveglia sulla sua testa provocandogli il risveglio.
-E dire che speravo di dormire tranquillamente …- e così era iniziata nel peggiore dei modi quella giornata che sarebbe continuata sempre peggio.
Era ormai passato quasi un anno da quando aveva lasciato il gruppo.
Appena uscito di casa la pioggia lo bagnò come un pulcino, non si era reso conto che stesse piovendo, prese la sua macchina e si diresse alla Johnny’s come quasi tutte le mattine.
-Si si lo so che sono in ritardo cronico! C’era traffico per la strada!-
Jun entrava sempre di corsa in agenzia e si giustificava perennemente con la scusa del traffico, anche quando non era vero.
-MatsuJun quei documenti sono arrivati sta mattina, li ho fatti sistemare nel tuo camerino- disse una ragazza che lavorava come assistente nell’agenzia facendo voltare di colpo Jun che senza fermarsi continuava ad avanzare all’indietro.
-Ok grazie!-
Si girò velocemente e cadde a terra.
Si erano scontrati. La loro distrazione li aveva fregati entrambi. Uno andava di corsa essendo in ritardo, l’altro camminava con alcuni fogli in mano leggendoli. Non si erano visti. Ma avevano sbattuto finendo a terra.
-JUN!- urlò Masaki.
-Eh…?- disse un po’ intontito Jun che si teneva la testa. Non appena alzò lo sguardo vide Aiba.
-Scusami. Ero distratto..- si scusò il ragazzo raccogliendo alcuni fogli che erano caduti.
-Tranquillo è anche colpa mia, leggevo. Ah grazie per averli raccolti- rispose l’altro mentre afferrava quei pezzi di carta sfiorando dopo chissà quanto tempo le mani di Jun.
Lui tolse subito la mano per paura che Masaki potesse sentire il brivido che gli aveva provocato il suo tocco.
-S-scusa..- disse Jun con un filo di fiato che lo sorpassò e veloce continuò a camminare per il suo camerino.
Masaki si era girato per guardarlo quasi d’istinto per poi rigirarsi e tornare a fare quello che stava facendo.
Non si incontrarono più per quel giorno, avevano impegni troppo diversi, finché non arrivò la sera.
-A domani ragazzi!- disse Nino
-Buonanotte Riida- disse Sho
-Ciao a tutti-
Finito il lavoro gli Arashi si accingevano a tornare a casa, quando Masaki improvvisamente si fermò davanti lo studio dove era in corso il programma notturno in cui era invitato Jun.
-Pubblicità!!- urlò un ragazzo dello staff
-Ma-chan che è successo? Perché ti sei fermato? Dai andiamo- disse Sho
-Ragazzi qualcuno mi sistemi i capelli! Quella ragazza me li ha scompigliati tutti dannazione- era Jun a parlare, rientrato nel back stage per risistemarsi un po’. Non poteva sapere che lì fuori Masaki lo stesse guardando.
-Jun sta ancora lavorando? Non si stanca mai… ma perché ci siamo fermati Ma-chan? Dai andiamocene- insistette Sho apparentemente infastidito.
-Si andiamo, scusami- rispose Masaki senza distogliere lo sguardo dal compagno più piccolo ignaro di tutto.
Si avviarono verso la casa del più grande che aveva preparato una cena a lume di candela per Masaki.
-Era tutto buonissimo Sho-chan, ma quando li hai cucinati?- chiese Masaki
-A dir la verità è stato il cuoco a fare il tutto. Io non sono capace a cucinare lo sai- rispose l’altro.
Di colpo Masaki ripensò ai pranzi che Jun appena aveva tempo gli cucinava, lui si che era un ottimo cuoco, adorava la sua cucina. Si perse inconsciamente a pensare a quei fatti passati dimenticandosi del resto e di Sho.
-Masaki? Ehi? Ci sei? Ma-chan!-
-EH? Oh si scusami ero sovrappensiero, dicevamo?
-Niente di importante, che ne dici di salire di sopra … ?
-Accetto molto volentieri –
Così i due amanti salirono al piano superiore dirigendosi nella stanza del proprietario di casa, buttandosi sul letto e spogliandosi lentamente mentre i baci si facevano sempre più lunghi e intensi. Le mani si muovevano sui corpi accaldati dei due, Masaki aveva abbandonato le labbra del compagno per poter baciare il suo petto, mentre con le mani scendeva sempre più in basso per la gioia di Sho.
Quest’ultimo si contorceva dal piacere, amava i movimenti del ragazzo, lo facevano impazzire, Masaki gli faceva perdere la testa.
Così Sho si distese sul letto a pancia in giù stringendo le fodere dei cuscini mentre Masaki su di lui lo penetrava. Dolore intenso e piacere peccaminoso si mescolavano nei corpi dei due ragazzi che si stavano lasciando andare in una notte di sesso sfrenato. Erano sudati più che mai e stanchi ma non riuscivano a fermarsi, la sensazione di piacere era troppo sublime per poterla fermare. Almeno così sembrava.
-Ma-chan … mi, mi fai male così … -
-Che c’è non ti piace? … -
-Aaah … sei uno stronzo Ma-chan…- sospirò Sho immerso nel piacere.
Improvvisamente Masaki cessò di muoversi. Aveva lo sguardo fisso nel vuoto mentre Sho, sotto di lui, lo guardava chiedendogli perché si fosse fermato.
-E’ la stessa frase che mi ripeteva sempre Jun … - pensò Masaki ricordando ogni volta che aveva fatto sesso con il suo ex.
-Jun … - sussurrò poi.
-Eh? Hai detto qualcosa Ma-chan? Dai continuiamo- chiese il compagno.
Masaki si rialzò e si rivestì veloce.
-Scusami Sho! Ci sentiamo la prossima volta! Mi sono ricordato di una cosa!- urlò Masaki che stava correndo via lasciando Sho da solo.
-Ma che succede oggi … - si chiese sconsolato il ragazzo rimasto nudo in un letto vuoto e solitario.
Nel frattempo Jun si stava dirigendo verso casa sua a piedi, come faceva di solito, avendo appena terminato la trasmissione. Le strade della città erano a tratti piene di ragazzi e a tratti isolate.
Jun camminava lento e solitario pensando nuovamente a Masaki, chiedendosi cosa stesse facendo. Quel pensiero venne stroncato bruscamente. Successe tutto in un attimo. Un millesimo di secondo. Arrivato così velocemente come quel pensiero. Jun camminava sul marciapiede di una strada abbastanza popolata quella sera, quando un’auto che avanzava ad alta velocità sbandando finì sul marciapiede travolgendo il ragazzo.
Jun si ritrovava schiacciato tra la macchina e il muro del palazzo costruito in quella via. I ragazzi che erano nei dintorni e che avevano assistito alla crudele scena si erano subito movimentati per aiutare il povero malcapitato. Una ragazza riconosciuto Jun gridò che si trattava di lui. L’ambulanza arrivò dopo qualche minuto insieme le altre forze dell’ordine e i pompieri che, delicatamente e velocemente allo stesso tempo, cercavano di liberare Jun dalle lamiere dell’auto e dalla fossa che si era creata nel muro. L’autista della vettura aveva riportato solo qualche ferita alla testa avendo sbattuto al parabrezza. Era sotto l’effetto di droghe e di alcool. Nel frattempo Masaki direttosi alla Johnny’s aveva chiesto di Jun, di dove lo avrebbe potuto trovare ma tutti gli dissero che era uscito poco prima senza dire dove si stava dirigendo.
-Ma la sua macchina è parcheggiata lì fuori!- disse Masaki.
-E’ uscito a piedi Aiba-kun!-
Improvvisamente qualcuno entrò di corsa nell’agenzia dando alle persone rimaste la tragica notizia.
-E’ stato investito?-
-E’ grave? Come è successo!-
-Oddio!!-
Il panico e la preoccupazione erano alle stelle, Masaki era immobile, incapace di respirare, con lo sguardo fisso e puntato verso il basso. Poi si mosse. E iniziò a correre, prese la sua macchina e si diresse verso il luogo dell’incidente. Arrivato lì trovò una miriade di giornalisti assetati di notizie, e di poliziotti che tentavano in tutti i modi di calmarli. Jun non c’era. Era stato trasportato in ospedale. Vedere come erano ridotti quell’auto e quel muro gli metteva i brividi e gli faceva pensare al peggio. Dopo essersi un po’ ripreso e parlato con i passanti che avevano assistito alla scena si diresse verso l’ospedale in cui era stato portato l’amico. Durante il tragitto cercava di consolarsi da solo. Non riusciva a pensare che al peggio. L’impatto era stato troppo violento. E Jun era così piccolo e indifeso … Jun era assorto nei suoi pensieri … Jun … era così dannatamente solo …
no subject
Date: 2012-03-13 10:23 pm (UTC)Ma forse Masa si sta ravvedendo u___u lo spero se no lo pesto
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Date: 2012-03-13 10:36 pm (UTC)no subject
Date: 2012-03-13 10:47 pm (UTC)penso che la prima parte sia meravigliosa, ho sempre pensato che per un periodo Jun avesse avuto in mente di lasciare gli Arashi e vederlo scritto mi ha spiazzata, ho pensato che la cosa potesse essere legata all'Ice Age, non necessariamente a Sho, ma all'insieme e al cambiamento di Jun, hanno anche detto che si erano riuniti per sapere se far continuare il gruppo, trovarlo su una pagina fa effetto, è scritta molto bene, i sentimenti d Jun, il desiderio di scappare, tutto comprensibile, la seconda parte molto più movimentata, Aiba che comincia ad avere dei dubbi, spero che Jun si faccia desiderare e che dia ad Aiba il ben servito, almeno per un po', grazie