TITOLO: Things that change, things that don't change (posso stendere un pietoso macigno? Grazie)
AUTORE: Jinny
GENERE: angst. Tremendamente angst... T__T
RATING: PG-13, giusto per l'angstitudine del tutto
FANDOM: Arashi (ma a questo punto, non posso evitare di metterlo? XD)
PAIRINGS: c'è dell'Aimoto, c'è dell'Ohmiya... c'è della depressione che gira T__T
DISCLAIMER: Quando ho scritto questa fiction, gli Arashi hanno rilasciato una dichiarazione in cui dicevano di non voler mai, mai, mai avere nulla a che fare con me, quindi continuano ad essere del vecchio. Il cervello avariato, invece, continua ad essere mio. Il vecchio non l'ha voluto... (si vede che sono stanca stasera, eh XD)
NOTE: Questa parte è lunghissima, gomen... se vi stufate a metà, lasciate li di leggere...
HARIN, NON RILEGGERLA!!
Sto fermo ad osservarli. Sono davvero curioso di vedere quanto tempo ci metteranno a prendere il coraggio e suonare il campanello. Lo so, non dovrei nascondermi dietro una cassetta delle lettere a guardarli, sembro un maniaco, ma sono così buffi… Nino sembra ancora più giovane di un anno fa… Sho… beh, anche lui non è cambiato molto in un anno… però adesso i suoi capelli hanno un colore quasi normale. Poi il mio cuore quasi si ferma. Jun. C’è anche lui. Inspiro profondamente. Stanno discutendo e… non ci posso credere… inizio a ridere e si girano a guardarmi
<< Scusate… vi stavo guardando da un po’… vedervi fare janken per chi suona il campanello mi ha quasi ucciso…>> dico, continuando a ridere. Nino mi sorride. Non sorridermi, Nino. Sho fa una smorfia, una smorfia che conosco, che vuol dire “Lo stavo facendo solo per accontentare loro due, se fosse stato per me non ne avrei avuto bisogno”. Mi avvicino. Oh, no, non guardatemi così… sorrido, e guardo Jun. Lui regge all’incirca mezzo secondo, poi mi getta le braccia al collo
<< Mi sei mancato tanto…>> bisbiglia. Saluto con un cenno una delle mie vecchissime vicine, che guarda sconcertata la scena allucinante di due uomini che si abbracciano, e mi stacco da Jun
<< Salite? Vi offro un te…>> dico, e mi avvio all’interno dello stabile. In realtà non mi importa molto se mi seguano o meno. L’importante è non vedere le loro facce mentre faccio fatica a muovermi. Mi appoggio al bastone e chiamo l’ascensore. Sono tutti e tre attorno a me. Nonappena entriamo nell’ascensore, Nino scoppia a piangere ed inizia a chiedermi scusa. Non chiedermi scusa, Nino, non farlo… mi rendo conto dalla sua espressione di averlo detto ad alta voce. Esco dall’ascensore in silenzio, magari non ha sentito… li guido al mio appartamento. Poso il bastone e mi dirigo verso la minuscola cucina, attraversando lo strettissimo corridoio.
<< Non vi offendete se stiamo in cucina? >> chiedo.
<< Credo che non ti rivolgerò più la parola.>> scherza Nino. Vedere che non piange più mi fa sentire meglio.
<< Ma questo posto è un buco!>> dice Jun
<< Accidenti, che tatto…>> commenta Sho
<< Beh, ma scusa, è vero…>> dice lui
<< Così posso arrivare meglio in tutte le stanze.>> dico io << Basta che mi appoggi ai mobili.>>
e intanto mi siedo. Mi stanno ancora guardando. Lo so, anche se tengo il viso basso. Mi rialzo e, con tutta la velocità che mi è concessa, prendo il bollitore, lo riempio d’acqua e lo metto sul gas. Non ho un bollitore elettrico, lo so. Ma non me ne faccio molto. Ho tanto tempo, quindi perchè fare le cose in fretta?… mi risiedo, sentendomi i loro occhi addosso. Quelli di Sho, seri ed indagatori. Quelli di Nino, due frecce appuntite. Quelli di Jun, così profondi. Alzo il viso
<< Vi ho allontanati perchè non volevo che mi vedeste… così. Ma ieri, quando ho visto Sho, non ho resistito… mi sento solo, mi mancate. Non ce la faccio più a vivere senza di voi. Però continuo a chiedermi per quale motivo siate qui… dovreste odiarmi, invece…>>
Guardo Masaki, incredulo. Non riesco a capire cosa sia successo nella sua testa. Ha stravolto completamente quello che è successo, e continua a dire che non avrebbe dovuto guidare in quel modo… ma … io ho visto mentre salivano in macchina… e poi le registrazioni della telecamera dell’incrocio… ho parlato con medici e periti… era O-chan a guidare… Masa, che hai?… mi avvicino e gli prendo il viso. Lui cerca di ritrarsi. Ha delle cicatrici, ma non così visibili come pensavo. Forse era meno grave di quanto sembrasse, dopotutto.
<< Masa…>> lo chiamo, perchè sembra così lontano… mi spaventa vederlo così. Lui si morde le labbra. Mi chiedo quante lacrime abbia versato, mentre era solo, nascondendosi da noi.
<< Nino… io te l’ho portato via…>> singhiozza lui. Scuoto la testa
<< Guidava lui. Non so che gli sia preso, passare col rosso su quella strada, a quella velocità, ma…>>
Masaki scuote la testa, ma io continuo a guardarlo negli occhi. Devo ritrovarlo assolutamente. O Jun non me la perdonerà… Masaki toglie il viso dalle mie mani.
<< Se non è colpa mia… allora… allora perchè sono ridotto così?…>> chiede con un filo di voce. Vorrei morire, adesso, grazie. Non ce la faccio. Una domanda del genere è troppo anche per me… lo abbraccio stretto
<< Non ha senso che tu stia così, Masa… non ha senso, ma… è successo… Se proprio vuoi dare la colpa a qualcuno, dalla a me… io ho litigato con Toshi, quella sera… per quello ha accelerato così tanto…>> dico. Cos’era quel tremito nella mia voce? Perché ho il magone? Andatevene, stupide lacrime, non vi voglio! E’ passato un anno, accidenti! Un anno…
<< Dovevo almeno fermarlo… avevo visto in che stato era… dovevo guidare io… >> dice.
< Smettila!>> urla Jun, scattando in piedi << Sei quasi morto, porca puttana! Sei ridotto malissimo! Ho guardato anch’io le maledette registrazioni, e… sei rimasto con lui finchè non ti hanno trascinato via a forza, e… stavi bruciano, Masa! Non potevi muoverti… Smettila di tormentarti! Smettila! So che non si parla male dei morti, ma O-chan ha fatto una stronzata enorme! Mi manca tantissimo, ma lo odio, perchè ha fatto male al mio Masa!>>
Mi risiedo, cercando di frenare i singhiozzi. Non pensavo che avrei mai detto una cosa simile, ma è così. O-chan, perdonami… ti voglio bene, ma non posso perdonarti. Conosco molto bene Masaki. O almeno conosco il Masaki di un anno fa. Ti avrà urlato di fermarti, supplicato di rallentare. Lo so… perchè non l’hai ascoltato? Masaki sta piangendo. E non sono io ad abbracciarlo, ma Nino. Io non riesco nemmeno a muovermi… Perché sto piangendo di nuovo? Dovrei consolare Masaki, dovrei spostare Nino a forza e riprendermi il mio ragazzo… o quello che è, perchè dopo un anno non so come devo considerarmi…
<< Ho rischiato di perderti… e l’ultima cosa che ti avevo detto è stata così brutta…>> singhiozzo. Basta Matsumoto! Non sei più un ragazzino… non funziona. Sto proprio piangendo. Masaki mi abbraccia. Non l’ho visto, ma riconosco il modo di mettermi la mano sulla nuca, protettivo. Il modo di accarezzarmi la schiena, mentre tiene il mio viso sul suo petto. Riconoscerei quell’abbraccio tra mille.
<< Jun-Jun… non piangere così… ti prego…>> mi sussurra. << Non importa quello che è successo… eri stanco, io come al solito me ne sono fregato, e hai reagito di conseguenza, ma non piangere così… puoi dirmi che non mi sopporti, puoi urlarmi che non vuoi più vedermi, ma non piangere così, perchè così mi fai male…>>
Cerco di calmarmi e lo guardo. Non gli ho mai visto un’espressione simile. Serro gli occhi e lo abbraccio stretto. Non voglio più lasciarlo andare. Mai più… Ma lui si stacca
<< Ti passa?…>> mi chiede, premuroso. Come potrebbe? Tu sei cambiato così tanto, Ma-chan… Lui mi da un bacino sulla fronte e si risiede. Stiamo in silenzio, poi il bollitore si mette a fischiare. Masaki spegne il fuoco e mette il te nella teiera. Poi versa l’acqua e lascia in infusione. Intanto tira fuori le tazze. Fa tutto lentamente. Mi sento male… lui è quello che corre quando si dimentica le coreografie, che sbatte negli stipiti delle porte e nei mobili perchè sbaglia mira, che si muove con troppo impeto… invece adesso fa tutto con calma, calcolando ogni minima cosa… si siede, e ci guarda
<< Che c’è?>> chiede, e ha un’espressione buffissima… ora ti riconosco, Ma-chan… finalmente… però…
<<E’ strano vederti calcolare i movimenti…>> dico, ed abbasso subito il viso. Lo vedo chiudere e riaprire i pugni un paio di volte, ma non lo guardo
<< Beh… se sbatto in giro mi faccio molto più male del solito…e poi… beh, credo si veda che faccio fatica a muovermi… tutto quell’impeto, adesso mi è impossibile… forse era ora che mi calmassi…>> dice. Lo guardo. Sta sorridendo. Controlla il te, ma è ancora troppo chiaro. Stiamo fissando tutti la teiera. Vedo Jun allungare una mano e prendere quella di Masaki. Lo vedo seguire i contorni di una bruciatura. Masaki toglie la mano e Jun sospira
<< Puoi anche mandarmi via di nuovo, ma io non me ne andrò, stavolta.>> dice. Masaki lo guarda. Poi guarda Nino ed infine guarda me.
<< Nemmeno io me ne andrò.>> dico. << E devo davvero chiederti di perdonarmi… quella sera…>>
<< Sho…>> tenta di fermarmi.
<< Lasciami parlare.>> dico, severo. Masaki si zittisce. Il mio tono severo allora funziona ancora…
<< Quella sera ti ho accusato di non aver fatto nulla, di avermi portato via il mio migliore amico. Ero spaventato, e arrabbiato, avevo bisogno di prendermela con qualcuno. Sapevo che era O-chan a guidare, e sapevo che nell’ultimo periodo si sentiva particolarmente depresso… ma lui non era li. Da quella macchina tu sei uscito quasi morto, ma lui… ne è uscito gran poco… e me la sono presa con te. Però, anche se stavo così male, non sono giustificato. Tu non hai colpa, e tra l’altro eri ridotto… oh, non voglio nemmeno pensare a com’eri quando ti hanno portato in ospedale… e nonostante questo, io ti ho urlato quelle cose…>>
<< Hai detto anche che mi odiavi…>> dice, con un filo di voce. Tiene il viso basso. Usciremo devastati da questo incontro, temo… nessuno escluso. Sento Nino che ricomincia a piangere…
<< Mentivo.>> dico, e gli prendo le mani. Lui alza il viso. E’ ancora così bello… e così dannatamente innamorato di Jun.
<< Masa, io non potrei mai odiarti.>> dico << Nemmeno se fosse stata colpa tua.>>
Lui fa una smorfia
<< Davvero?…>> mi chiede << Anche se quando sei venuto a trovarmi ti ho cacciato via urlando?>>
<< Davvero.>> gli dico. Poi sospiro ed abbasso il viso. Ma non lascio quelle mani
<< Sai… quel giorno sarei fuggito comunque… non… non ce la facevo…>> dico, e lo guardo ancora.
<< Credo che il te sia pronto.>> dice Jun, secco. Mi affretto a lasciare le mani di Masaki, arrossendo. Lui versa il te, in silenzio. A Jun per primo
<< Prima le signore..>> dice. Kazunari inizia a ridere, io sorrido
<< E non posso nemmeno picchiarti!>> protesta Jun
<< Uh, è vero… posso sbizzarrirmi e prenderti in giro quanto voglio! Yay!!>> dice Masaki, ridendo.
<< Dai, Matsuhime, non farmi il broncetto…>> dice poi
Jun gli lancia un tovagliolo.
<< Non si lanciano i tovaglioli agli invalidi!>> dice Masaki, che, non riuscendo a spostarsi velocemente si è preso il tovagliolo in piena faccia.
<< Scusami…>> dice Jun, spaventato. Masaki gli rilancia il tovagliolo, ridendo. Si tiene il braccio con cui ha lanciato, ma sta ridendo, e questo mi basta. Perché temevo davvero che non avrei più rivisto quella risata. E non mi ero reso conto di quanto mi mancasse questa risata finchè non l’ho rivista…
Li guardo scherzare. Masaki e Jun si stuzzicano a vicenda, e la cosa più buffa è che Jun cerca in tutti i modi di sembrare arrabbiato, ma da dove sono vedo che gli luccicano gli occhi e che gli scappa da ridere. Sorrido. Vederli così va bene. Mi sento sollevato. Toshi, hai idea di quanto male ci hai fatto? Di quanto ne hai fatto a Sho, che è arrivato ad urlare contro al ragazzo per cui ha chiaramente una cotta da anni? Di quanto ne hai fatto a Jun, che si è ritrovato senza il suo punto di riferimento? Di quanto ne hai fatto a Masaki, che non potrà più avere una vita normale?… Di quanto ne hai fatto a me, che ti stavo mandando un messaggio per fare pace quando mi hanno chiamato per dirmi che eri morto?… E poi… loro non hanno visto il tuo corpo. Non ho voluto che ti vedessero. Non avrebbero retto. Ma… mi sa che tanto bene non ho retto nemmeno io, perchè continuo a dirmi che non eri tu. Non potevi essere tu… avevi preso in mano il pendaglio che ti avevo regalato, e quando me l’hanno dato ho pensato che il mio cuore sarebbe esploso. E quella cicatrice sulla mano destra di Masaki, quella glie l’hanno fatta le tue unghie. Lo so, perchè avevi la sua pelle sotto le unghie. Gli hai stretto la mano tanto forte da spezzargli un dito, mentre morivi. Perché hai fatto una cosa tanto stupida?
<< Nino, perchè piangi di nuovo?..>> mi chiede Sho, in tono preoccupato.
<< Nulla… è solo che… bisogna ammettere che è una giornata strana, ecco…>>
Masaki mi porge i biscotti
<< Mangiali… sono sicuro che poi ti sentirai meglio… li ho fatti io… non fare quella faccia! Ho imparato a fare un sacco di cose, in quest’ultimo anno… e poi ho un validissimo aiuto…>> dice, indicando un robot da cucina alle sue spalle. Sorrido tra le lacrime e prendo un biscotto. E’ davvero buono. Gli poso una mano sulla testa
<< Bravo, Ma-chan.>> gli dico. Lui sorride felice.
Sho è il primo ad alzarsi. Deve correre alla redazione di News Zero. Guarda Masaki
<< Ti chiamo stasera, ok? Posso?…>> gli chiede. Masaki sorride, felice. Guardo l’orologio, mentre Sho se ne va’. Devo andare anch’io. Bacio Masaki sulla guancia e lo abbraccio stretto.
<< Vai, adesso, sennò poi il regista ti sgrida.>> mi dice lui. Gli sorrido e faccio per uscire dalla cucina. Mi fermo sulla porta e mi faccio forza.
<< Ti voglio bene, Ma-chan.>> gli dico. Poi fuggo. Non pensavo avrei mai avuto il coraggio di dirgli una cosa tanto imbarazzante.
Lo guardo mentre inizia a riordinare. Mi alzo e lo aiuto. Ho ancora una quarantina di minuti prima di andarmene.
<< Ah! Lascia, faccio io! Tu sei un ospite…>> mi dice lui. Io non resisto. Lo stringo a me ed affondo il viso nei suoi capelli. Li ha lasciati crescere. Sono un po’ troppo lunghi, in effetti, ma così invitanti…
<< Jun…>> fa lui, e si stacca. Io sbuffo
<< Non so bene come comportarmi… ti ho detto che non volevo più vederti, che se volevi passare tutto il tuo tempo libero con Sho facessi pure, che però poi non volevo sapere niente. Ero geloso. Ti ho trattato male perchè ero geloso, e ho solo usato l’occasione del tuo essere casinista quand’ero stanco per farti male… però poi… venti minuti dopo ci hanno chiamati, dicendo che ti stavano portando in ospedale, che eri grave e che probabilmente non avresti passato la notte, e mi sono sentito morire… perchè ti amavo… e ti amo ancora, Masa…>> Inspiro per cacciare indietro le lacrime, ma almeno non abbasso lo sguardo. Ho sempre odiato dire le cose importanti con lo sguardo basso, perché quando abbasso lo sguardo, poi succede sempre qualcosa di brutto. Io non ho idea di cosa succederà adesso, non ho la certezza che le cose andranno come voglio solo perché sto guardando dritto negli occhi di Masaki. L’unica cosa che so è che mi è mancato tanto da togliermi il fiato, ma me ne sono reso conto solo ora, perché rivederlo è stato come ricominciare a respirare. Sono stato in apnea per un anno…
<< Tu hai salvato O-chan, Masa. >> dico, e gli passo un dito sulla doppia cicatrice a forma di mezza luna sulla sua mano destra, dove le unghie di O-chan sono penetrate abbastanza a fondo da lasciare un segno così evidente. Sento anche che l’osso dell’indice ha un piccolo avvallamento dove si era spezzato per la stretta di Toshi…
<< Gli hai tenuto la mano quando ne aveva bisogno, e ti sei preso la colpa di tutto perchè nessuno pensasse male di lui… più di così non poteva far nemmeno superman, ti pare?>> chiedo. Masaki sospira e mi guarda. Poi sorride mestamente
<< Però… lui non c’è più…>> dice, e la voce gli si spezza << E vi ho mandati via… ho litigato anche con i miei… non voglio che mi vedano così… mi sento sempre inutile… e mi sento solo… e ho paura, perchè se anche solo cadessi, da solo non riuscirei ad alzarmi… mi faccio portare la spesa a domicilio, e… se non avessi trovato Sho, ieri, non avrei mai avuto il coraggio di cercarvi… >> ha ripreso il controllo. Lo abbraccio di nuovo
<< E se ti aiutassi io a rialzarti? O se ti sostenessi quando rischi di cadere… >> dico in un soffio. Masaki mi si aggrappa. Sta tremando, quindi lo faccio sedere e mi allontano. Lui mi prende per la maglia. Non posso resistere. Non se ha quell’espressione… mi chino e lo bacio.
Affondo le mani nei capelli di Jun, attirandolo più vicino. Lui si mette in ginocchio davanti alla sedia, e continua a baciarmi. Non pensavo che mi sarebbe mancato così tanto. Non pensavo di provare ancora qualcosa di così forte per lui. Le sue mani sono sulla mia schiena. Ho voluto questo contatto per un anno, l’ho voluto così tanto da perderci il sonno, ma… mi stacco. Se fa così sentirà tutto. Le cicatrici, le ustioni… non voglio… mi mordo il labbro inferiore e lo guardo
<< Scusami…>> gli dico. Lui sorride. Ha capito.
<< Tranquillo. E’ passato un anno, sono successe cose orribili, non ci siamo più visti ed immagino avrai bisogno di tempo. Non volevi più mostrarmi nemmeno il tuo viso, per oggi direi che posso accontentarmi…>> dice. L’ho ferito, però, e lo vedo chiaramente dai suoi occhi. Lo bacio
<< Scusami…>> dico poi, di nuovo. Lui mi prende le mani e se le porta al viso. Inizio ad accarezzargli la fronte e le guance. Poi lo osservo bene
<< E’ una ruga quella, Matsujun?>> gli chiedo, senza riuscire a trattenere un sorriso. Mi mette il broncio
<< Zitto… è terribile, spuntano di notte! Io non voglio invecchiare!>> dice. Lo abbraccio
<< A me non importa se invecchi. Anzi, meglio se diventi vecchio e brutto, così poi non avrò più paura di farmi vedere da te…>> dico. Perché l’o detto? Lui mi guarda e mi prende il viso tra le sue mani. Sospiro. Adoro le sue mani, anche se sono tentato di bruciargli quell’anello… ma a lui piace, quindi eviterò di fargli notare che gli sta malissimo…
<< Mi sei mancato tanto.>> mi dice, stavolta guardandomi negli occhi.
<< Anche tu.>> gli dico, ed è vero. Poi mi viene un’idea
<< Senti, dovremmo fare una bevuta tutti insieme, come una volta… una di queste sere… >> dico
<< Sarà un po’ triste, ma non ho la minima intenzione di farvi andare via di nuovo…>> devo avere lo sguardo da bambino di cinque anni, perchè acconsente subito e chiama Sho. Pensavo non avrei mai visto Jun chiamare Sho di sua spontanea volontà. Inizio a ridere.
no subject
Date: 2008-06-15 08:04 am (UTC)Oh-chan è morto sul serio ç___ç, per un attimo avevo sperato di no ç___ç; ha combinato un bel disastro.
Vederli in quella cucina a parlare del passato a cercare ognuno di scusarsi; solo quei piccoli momenti che sebravano normali davano sollievo ç____ç.
Jinny non puoi scrivere cose così tristi ç_____ç; questo deve essere stato veramente un incubo di quelli brutti, e spero che tu non ne faccia più del genere ç___ç
no subject
Date: 2008-06-15 05:22 pm (UTC)Questa ff è una fra le cose più tristi che io abbia mai letto (il 99% delle cose più tristi che io abbia mai letto l'hai scritto tu, tesoro mio XDDD)!!!
no subject
Date: 2008-06-16 09:16 pm (UTC)Ohno çOç morto çOç così çOç perchèèè?çOOç
E' così triste questa fic o_o morirò ogni volta a leggerla o-o +va a leggere anche l'altra XD+
no subject
Date: 2008-06-16 09:34 pm (UTC)