Autore: Gracematsumoto
Fandom: Arashi
Genere: sentimetale, comico, scolastico
Pairing: per il momento nessuno. ma c'è qualcuno innamorato di qualcun'altro xD
Rating: pg 15
Disclaimer: le vite di quei 5 pazzi non sono mie. e maledico emm... la mia prof di arte perchè è così!!! vabbò ciao xD
Ringraziamenti: al panino che mi ha illuminato xD
Trama: Jun è uno studente di moda all'università di Milano, è irrequieto e irragionevole e l'unica persona che riesce a calmarlo è il suo migliore amico, Sho, che invece è riflessivo e calmo. Jun viene scelto come studente apprendista per la sfilata di un famoso stilista e Sho si offre come modello, ma naturalmente a questa sfilata parteciperanno tanti professionisti e uno di questi sarà proprio un ragazzo che sconvolgerà le vite dei nostri due protagonisti...
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*masaki* parte 2 mi stai sul cazzo
Ad essere sincero non mi andava proprio l’idea di dover sfilare in un paese così lontano dal mio amato Giappone, ma mi aveva chiamato Neclass, non potevo rifiutare, neanche con Shiori che mi supplicava in ginocchio! Shiori era la mia ragazza da qualche tempo ma non è che mi piacesse poi così tanto… all’inizio si era dimostrata una persona affabile, simpatica e dolce, col tempo aveva tirato fuori il suo vero io: era capricciosa, egoista e bramava il denaro, non aveva capito, che i miei soldi non li toccava nessuno! Nemmeno lei. Non ero tirchio, ma i soldi che guadagnavo, li spendevo io, non altra gente.
E così eccomi a Milano, un buco in confronto a Tokyo, però era carina. Dopo una breve pausa in un delizioso bar del centro mi avviai con le mie tre guardie del corpo verso l’università di moda. Non era necessario che io andassi lì per provare insieme a quei ragazzi e a Neclass, mi bastava arrivare il giorno della sfilata, fare il mio lavoro e andare via, ma io non ero così. Amavo stare a contatto con la gente, soprattutto amavo instaurare un ottimo rapporto con le persone che avrebbero lavorato con me, quindi mi presentavo, spesso, anche giorni in anticipo e mi organizzavo direttamente con loro.
Il professore mi salutò, io ricambiai il saluto e mi presentai. Erano tutti entusiasti di avermi lì con loro, alcune ragazze notai che mi stavano già addocchiando e mangiando con lo sguardo. Sapevo benissimo di essere bello, ma non mi piaceva vantarmene più di tanto. Però la mia attenzione si catapultò tutta su due ragazzi, uno il modello l’altro il costumista, intento a mettergli una giacca sul rosso, mi piaceva quella giacca.
Non calcolai per nulla il costumista, ma mi soffermai a fissare il modello. Mi guardava minaccioso, come se volesse uccidermi. Quello sguardo… quella sorta di odio represso, incastonato nei suoi occhi, quelle labbra leggermente contorte… spostai il mio punto di vista sul braccio di quel ragazzo: stava stringendo quello del costumista che però non dava segni di dolore. Lo vedevo che rafforzava sempre più la presa, eppure non se ne importava. L’unico suo pensiero era fissare me.
-Aiba san, mostra apprezzamento per il ragazzo con la giacca rossa? Vuole che glielo faccia presente?- mi disse discreto e silenzioso uno dei miei manager.
-No Kaito san. Mi sta sul cazzo- risposi io.
-Vuole che gli dia una lezione?-
-Non provarci nemmeno! Sono contro la lotta. Però credo che mi divertirò parecchio…- e mi avviai, alzando un sopraciglio e ammiccando un sorriso, verso quei due.
-Se continui così gli romperai il braccio-
-No che non se lo rompe il braccio, sta tranquillo tu-
-Io dico che glielo spezzi. O che per lo meno si sta facendo male-
-Chi lui? Hahaha certo certo… non lo conosci-
-Appunto… proprio perché non so chi sia vorrei fare la sua conoscenza, stringendogli la mano, se sarà possibile, e, sempre se me lo permetti, vorrei conoscere anche te- sorridevo. Ero furbo io. Sorridevo sempre. E quando qualcuno non mi piaceva, sorridevo ancora di più, così l’altro, si sarbbe irritato da morire ma non avrebbe potuto ribattere.
Mi continuava a guardare, poco dopo lasciò il braccio di quel ragazzo che mi sembrava imbambolato.
-Piacere sono Masaki-
-Pi..acere sono Jun! Felice di fare la tua conoscenza!-
-E tu sei…?
-Un deficiente! Sho che cavolo! Avevi intenzione di spezzarmi un braccio?-
-Ma sentilo! Sei tu che mi devi delle spiegazioni, non io! Imbambolati di meno e lavora di più! Una cosa del genere non ti ricapita, idiota!-
-Ma si può sapere che hai oggi? È da ore che te la prendi con me!-
-E tu è da ore che fai cazzate! Lavora stupido!-
-Hahaha che spasso che siete! Il modello e il costumista che litigano, e non per i vestiti! Hahaha- Jun mi stava simpatico, il tipico impulsivo che non riusciva a tenere dentro le sue emozioni.
-A dire il vero io sono il figurinista qui… vesto io Sho perché è una sorta di tradizione… ma sono lo stilista. Il costumista oggi manca-
Era lo stilista? Mi aveva incuriosito e non poco. Avrei dovuto indossare quello che la sua mente aveva dato vita… chissà che abiti confezionava e disegnava! Non stavo più nella pelle.
-Fammi vedere i tuoi abiti! Mi hai incuriosito Jun-
-Certo… vieni per di qua…-
Un po’ impacciato mi condusse nella stanza a fianco. Piena di abiti maschili e femminili. Tutti estremamente bellissimi e anche molto difficili da realizzare.
-WAAAA! Sugoi!!! Li hai fatti tutti tu? Ma sei un genio!- mi bloccai di colpo appena il ragazzo aprì la porta, una distesa di abiti mi teneva con il fiato sospeso! Corsi dentro, dondolandomi come un bambino di qua e di là, da un vestito all’altro, riuscendo a dire solo “stupefacente” o “che figo”
-Si… sono tutti miei. Emm… sugoi sarebbe a dire? Che ti piacciono?- mi chiese l’artefice di quelle meraviglie con una faccia sognante e speranzosa.
-Che domande! Certo che mi piacciono! Anzi dai dimmi quale devo indossare così inizio a prendere un po’ la mano qui dentro- quando vedevo dei vestiti particolari, delicati, che suscitavano la mia attenzione, non vedevo l’ora di indossarli e portarli sulla passerella.
-Davvero?!? Adesso? Va benissimo, attendi qualche minuto in quel camerino-
-Corro- e mi addentrai nel camerino che mi aveva indicato Jun. Prima di chiudere la porta lo vidi parlare sospettoso con quel montato dell’amico. Non li sentii però. Poco dopo Jun arrivò con alcuni capi e mi aiutò a sistemare il primo.
-Te la cavi bene un po’ in tutte le mansioni eh? Sai fare anche il modello?- domandai mentre accuratamente mi sistemava la camicia.
-Preferisco stare dietro il sipario a gustarmi le facce degli spettatori ad essere sincero…- mi rispose concentratissimo senza staccare gli occhi dal colletto della camicia. Mi pareva leggermente teso. Finì e iniziai a sfilare, con me Sho, che indossava un altro abito. Continuammo per circa un’ora a provare posizioni da assumere, angolazioni, abiti. Ammetto che tra me e quell’altro modello era nata una sorta di competizione, una sfida personale. Non lo sopportavo quel suo sguardo perennemente puntato su di me!
-Sei bravo a sfilare, ma ne hai ancora tanta strada davanti per arrivare ad un livello professionale- lo punzecchiai io
-Faccio il modello solo per hobby, per secondo lavoro! Sono un restauratore io- mi rispose lui tutto irritato. Che bell’espressione da ebete assumeva quando si innervosiva!
-Ah si? Quindi non sei un modello a tutti gli effetti… ma solo un mediocre modello che lavora per hobby… -
-È un problema per te che io non sia un modello di professione?-
Amavo provocare chi non sopportavo. Mi eccitava di brutto!
-Oh no, non dicevo questo. Pensavo solo che potresti ostacolare il lavoro di Jun, che è un bravissimo e talentuoso stilista, con il tuo mediocre e improvvisato fare da modello- diciamo che soffrivo di doppia personalità: una parte di me era provocatoria, adoravo istigare la gente, ma solo quella che non mi andava a genio. Da un’altra parte ero la persona più gentile e simpatica del mondo. Chi conosceva questo mio “problemuccio” diceva che dovevo parlarne con qualche esperto per sistemare e riequilibrare il mio carattere, ma io amavo queste mie due personalità. Mi divertivo troppo.
-Aiba! Per favore non rivolgerti così a Sho! Lui è sempre stato dalla mia parte e mi ha sempre aiutato! E non è vero che potrebbe ost…-
-Tranquillo Jun. Non me la prendo mica. Ha semplicemente espresso il suo parere. Giusto, Aiba Masaki?-
-Giustissimo Sho chan-
La scena si era riscaldata! Avevo provocato Sho e mi aveva quasi aggredito Jun in sua difesa. Ma Sho prontamente lo aveva stoppato, calmando le acque.
Che scambio di sguardi i nostri. Lui parlò molto lentamente, rafforzando il tono di voce nel momento in cui pronunciò il mio nome, alzando un sopraciglio e restando serio in volto, io alzai entrambe le sopraciglia e sorrisi provocatoriamente.
Voleva la guerra, e io gliela stavo dando. Anche se non conoscevo minimamente i suoi motivi, e fino a dove volesse arrivare.
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*Sho* parte2 mi stai sul cazzo
Cosa aveva da guardare quello? Mi fissava imperterrito e bisbigliava qualcosa con uno dei suoi pinguini! Che nervi. Nessuno mai era riuscito a farmi salire quell’ira! Doveva arrivare il grande uomo dal monte Duji, Fuji o come diamine si chiamava, per farmi scoprire l’emozione della rabbia irrefrenabile. Eccolo, si avvicinava. Era davanti a noi due. Santissimo Dio quanto era alto? Ma i giapponesi non erano tutti un metro e una noce? Questo era quasi 1.80!!! Jun era incantato, bah che ci aveva visto di così tanto figo non lo so, sarà che avendo la vena dello stilista era sempre alla ricerca di fisici perfetti su cui indossare abiti! Ma aveva già me! Io con tutte le mie stupende forme, io con il mio sguardo provocante, io con il mio fisico ESTREMAMENTE perfetto. Cosa ci trovava in quell’Aiba? Era alto si, ma era un rametto. E sono sicurissimo che sotto era messo così male da pregare tutte le sere per un qualche miracolo! Ma si dai, si vedeva bene che non aveva granchè lì sotto. Aspetta… ma di che mi stavo a preoccupare? Tanto Jun era etero più di Rocco Siffredi, figuratevi se gli sbavava dietro! Quanti complessi mi facevo…
-Se continui così gli romperai il braccio- aveva parlato l’individuo! Ma che razza di voce aveva!
-No che non se lo rompe il braccio, sta tranquillo tu- risposi io nero di rabbia.
-Io dico che glielo spezzi. O che per lo meno si sta facendo male- ma che voleva?
-Chi lui? Hahaha certo certo… non lo conosci- Jun non era il tipo da farsi male facilmente.
-Appunto… proprio perché non so chi sia vorrei fare la sua conoscenza, stringendogli la mano, se sarà possibile, e, sempre se me lo permetti, vorrei conoscere anche te-
Ma che cavolo si sorride sta giraffa rinsecchita? Stavo per perdere le staffe. Io! Mi guardava, mi parlava e sorrideva! Dio solo sa quanto mi stava sul cazzo quel sorrisino compiaciuto. E poi che voleva fare? La mia conoscenza? Che schifo di idea, io, stringere la mano a quello? Impossibile, mi stava troppo sulle scatole. Comunque lasciai il braccio a Jun che pareva avesse d’avanti la Madonna.
-Piacere sono Masaki- che nome orribile che era Masaki… non mi piaceva.
-Pi..acere sono Jun! Felice di fare la tua conoscenza!- Jun gli aveva risposto quasi sussurrando…
-E tu sei…?- Col cavolo che ti rispondo!
-Un deficiente! Sho che cavolo! Avevi intenzione di spezzarmi un braccio?- ecco… Jun dovresti essere dalla mia parte! Non da quella del nemico… idiota di un Jun!
-Ma sentilo! Sei tu che mi devi delle spiegazioni, non io! Imbambolati di meno e lavora di più! Una cosa del genere non ti ricapita, idiota!-
-Ma si può sapere che hai oggi? È da ore che te la prendi con me!-
-E tu è da ore che fai cazzate! Lavora stupido!- non lo riconoscevo più! Ma che era quel giapponese? Un parente di qualche personaggio dei manga con poteri ipnotici e persuasivi?
-Hahaha che spasso che siete! Il modello e il costumista che litigano, e non per i vestiti! Hahaha- il costumista? Aveva preso Jun per il costumista… idiota! Degno di lui!
-A dire il vero io sono il figurinista qui… vesto io Sho perché è una sorta di tradizione… ma sono lo stilista. Il costumista oggi manca- ben detto Jun. Così si parla. Eppure invece di demoralizzare Masaki, quelle parole lo incuriosirono parecchio… quel suo sguardo stupito non me la contava giusta.
-Fammi vedere i tuoi abiti! Mi hai incuriosito Jun- … lo dicevo io che stava tramando qualcosa…ma tanto Jun non avrebbe fatto indossare i suoi capolavori a qualcuno che non fossi io.
-Certo… vieni per di qua…- come non detto… dovevo parlare urgentemente con il mio amico. Che gli stava succedendo? Bah…
E così seguii quei due fino la stanza dove erano depositate tutte le creazioni di mr. Cervello inesistente. Non appena spalancò la porta, quel giapponese si mise a urlare frasi in marziano antico, agitandosi, correndo da un vestito all’altro. Lo dicevo io che era un idiota. Poi chiese a Jun di fargli provare qualcosa… e lui tutto eccitato si mise a scegliere i vestiti che più gli si addicevano. Non appena Masaki andò nel camerino mi avvicinai al mio amico.
-Che stai facendo? Posso saperlo?- chiesi tutto nervoso
-Scelgo gli indumenti per Masaki perché?-
-Aaaah… capisco… e da quando tu fai indossare i tuoi abiti a qualcun altro? E io che faccio? Vi guardo applaudendovi e gridando bravi! Bravi! Bravi! ?-
-Che sei geloso per caso? Stiamo lavorando. Me lo hai detto tu di pensare solo a questo no? Prendi quei vestiti lì in fondo tu-
-Non.. Non sono geloso! Ah… che domanda stupida… - meglio troncare qui il discorso prima che i miei sentimenti verso di lui possano rendersi più tangibili… giusto, ero stato io a dargli quel consiglio. E lui mi stava sempre ad ascoltare. Ma perché non mi facevo mai i cavoli miei?
Jun si era dileguato nel camerino con Masaki, ma ci stava impiegando un po’ troppo per i miei gusti… eccoli finalmente. Dio… non volevo ammetterlo ma, Masaki era stupendo con quello smoking confezionato da Jun… si, era un modello professionale e d’alta classe… ma io non ero da meno! Sfilammo per circa un’ora. Io e la giraffa rinsecchita ci stavamo sfidando. Era nata una sorta di competizione. Da parte mia era puro e semplice odio, ma quello mi sorrideva… era troppo stupido per capirlo.
-Sei bravo a sfilare, ma ne hai ancora tanta strada davanti per arrivare ad un livello professionale- d’un tratto mi rivolse la parola…
-Faccio il modello solo per hobby, per secondo lavoro! Sono un restauratore io-
-Ah si? Quindi non sei un modello a tutti gli effetti… ma solo un mediocre modello che lavora per hobby… -
-È un problema per te che io non sia un modello di professione?-
-Oh no, non dicevo questo. Pensavo solo che potresti ostacolare il lavoro di Jun, che è un bravissimo e talentuoso stilista, con il tuo mediocre e improvvisato fare da modello- come?... io ero un ostacolo a Jun?... questa frase mi aveva smontato. Era da poco più di 3 ore che conoscevo quell’Aiba eppure era stata la prima persona a farmi abbassare la cresta, mi aveva fatto calare un briciolo della mia insormontabile autostima. Credo di aver fatto una faccia un po’ rattristata in quell’istante.
-Aiba! Per favore non rivolgerti così a Sho! Lui è sempre stato dalla mia parte e mi ha sempre aiutato! E non è vero che potrebbe ost…-
-Tranquillo Jun. Non me la prendo mica. Ha semplicemente espresso il suo parere. Giusto, Aiba Masaki?-
Oh Jun… adorabile, impulsivo idiota… come potevo non essere innamorato di te? Eri così ingenuo e pronto a difendere tutti… anche davanti ad una persona che stranamente ti piace… però era meglio intervenire e stoppare il suo discorso. Non poteva difendermi lui in quella situazione, ma ero io, a dover combattere. Avevo iniziato una sfida contro quel tipo e non avevo intenzione alcuna di perdere!
-Giustissimo Sho chan-
Tra me e Aiba non c’erano scintille, ma vere e proprie saette! Non lo tolleravo. Ci scambiammo degli sguardi assurdi. I miei occhi dicevano “preparati perché morirai di morte dolorosa e lenta” ma lui non si intimoriva. Accettava e rispondeva “fatti avanti” che nervi! Jun era mio. Di mia proprietà! Non lo avrebbe fatto suo neanche con uno sguardo.
no subject
Date: 2012-04-20 12:30 pm (UTC)ci sono troppe cose da dirti, non voglio dimenticare nulla, mi piace, mi piace di più la parte di Sho, non perché è Sho ma perché è più tontolone e meno sicuro di se stesso, nonostante l'apparenza sia diversa, mi piace Sho geloso, la parte di Aiba è bella, molto quando vede i vestiti di Jun, e bellissimo il commento di Sho a riguardo, ecco i commenti di Sho sono davvero unici. Non so se lo fai apposta o ti viene così, o i tuoi personaggi ti prendono la mano e fanno un po' quello che vogliono, ma il personaggio di Sho ti sta venendo davvero bene, tronfio e stupido, ma anche attento dolce e orgoglioso di Jun. Aiba ancora deve svilupparsi, che è bello non si discute, ora vediamo cosa farà. Jun mi sembra preso in mezzo, come se ancora dovesse capire bene cosa sta succedendo. A dirti il vero, mi piacerebbe venisse fuori una storia Sakumoto, però so che per te è difficile e quindi può benissimo esserci un Junba, arriveranno anche gli altri due? Hai letto qualche libro o racconto con questa impostazione?, perché è una struttura narrativa usata da alcuni scrittori ed è sicuramente pesante da gestire, sei brava. Posta presto, grazie
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Date: 2012-04-20 01:12 pm (UTC)no subject
Date: 2012-04-20 06:53 pm (UTC)Jun vai da Sho!!!! *non riesce a reprimere il suo istinto sakumoto*
Sono proprio curiosa di sapere che succederà tra i due rivali e se Jun metterà da parte la sua eterosità (parole inventate sul momento) per uno dei due o tutti e due forse...
E se Masa si innamora di Jun e lo fa soffrire u___u