Eclypse of the Heart
Jul. 4th, 2012 08:03 pmSera a tutti ^O^
Oggi 4 luglio compio il mio 5° anniversario arashico, è incredibile che sono passati già 5 anni, sono tantissimi e mi fanno sentire vecchia XD eppure sono passati davvero, 5 anni che seguo gli arashi, con il tempo il fandom è cambiato quando ho iniziato eravamo pochissimi ancora ora ci siamo davvero moltiplicati a dismisura, forse diciamo che io non apprezzo moltissimo il fandom di ora come apprezzavo invece quello di quando ho iniziato, però nonostante tutto sono ancora qui!
Per festeggiare quindi ho deciso di ridicolizzarmi XD ossia di cominciare il postaggio delle uniche cose che non ho mai postato su pasticci ma solo sul forum di AFD. Questa che posterò infatti è una delle mie primissime fict, forse la terza o la quarta che ho scritto, ebbe un gran successo mi ricordo allora, all'alba di quasi 5 anni fa, ma ora rileggendo mi rendo conto che il mio stile è notevolmente cambiato e ringraziando il cielo perchè è proprio poverella questa fict XD eppure anche se poverella ci sono molto affezzionata <3
Quindi... forse qualcuno l'avrà già letta e forse qualcuno no, e forse non vi piacerà affatto visto che non è scritta molto bene ma... io ve la propongo oggi per festeggiare questi 5 anni passati^^
Titolo: Eclypse of the Heart
Fandom: Arashi
Genere: one-shot, angst
Raiting: Pg-15
Pairing: Sakumoto
Declaimers: Non sono di mia proprietà ma per 5 anni hanno fatto parte della mia vita.
Aveva paura di perderlo, ogni notte era tormentato da quel pensiero e i suoi incubi erano sempre più frequenti; si tormentava perché si sentiva in colpa per quello che era successo; in fondo era stato lui quello disattento e soprattutto era stato lui che aveva cominciato le discussione che portò all’incidente.....
-Sho ti prego non ne posso più di questa situazione, voglio sapere cosa provi per me- disse irritato.
-Jun non ti capisco, cosa vorresti da me- gli rispose.
-Vorrei che non mi venissi a cercare solo quando hai voglia di una scopata- gli urlò contro.
-Nessuno ti obbliga ad accettare quando te lo propongo, però mi pare che basta che ti tocchi che ti faccio venire voglia- disse prendendogli il mento e avvicinandolo al suo viso.
Jun arrossì, ma la rabbia era talmente tanta che diede con tutta la forza che aveva uno schiaffo a Sho che barcollò leggermente.
-Sei un bastardo!- disse poi Jun scappando via in lacrime.
Corse fino alla strada, chiedendosi come poteva amare un tipo come lui, come faceva a non pensare ad altro che a lui nonostante il modo in cui lo trattava...
Era così assorto nei suoi pensieri che non fece caso che il semaforo era rosso e attraversò.
Accadde tutto in fretta: due fari lo abbagliarono, vide l’autista del camion frenare bruscamente per cercare di evitarlo e poi senti qualcuno spingerlo via.
Finì a terra sbattendo la testa, era confuso non capiva cosa era successo e chi lo aveva spinto via dalla traiettoria del camion.
Si alzò da terra, la testa gli girava, toccò il punto che pulsava e vide che stava sanguinando, si avvicinò alla gente che si stava radunando davanti al camion; si fece strada per vedere e quando riuscì a superare la folla, lo spettacolo che si trovò davanti lo sconvolse a tal punto che cadde in ginocchio con gli occhi sbarrati.
A terra c’era Sho con la testa sanguinante privo di sensi.
Jun si sentì morire, era stato Sho a spingerlo via per salvarlo, perché lo aveva fatto? Perché lo aveva seguito?
In poco tempo la gente intorno li riconobbe; l’agenzia era a pochi passi e presto la sicurezza mandò via la gente e arrivarono due ambulanze per portarli via.
Fu difficile staccare Jun da lì, era talmente sconvolto che non lasciava andare la mano di Sho che aveva afferrato inconsciamente; fu Ohno, arrivato per primo a riuscire a far lasciare a Jun la mano di Sho e a salire nell’ambulanza insieme a lui, mentre Nino e Aiba li seguivano su una macchina dell’agenzia.
Jun si riprese in pochi giorni, la sua ferita era superficiale, l’unico problema era stato lo shock, non aveva detto una parola ne mangiato per giorni, gli altri avevano tentato di riportarlo alla realtà e a turno avevano vegliato su di lui e su Sho.
Poi dopo alcuni giorni Aiba ebbe una crisi di nervi mentre era con Jun.
-Ora basta!- aveva cominciato ad urlare.
Jun era rimasto impassibile anche a quel grido improvviso.
-Jun smettila, questo non cambierà lo stato in cui si trova Sho ora- continuò
Quella frase smosse qualcosa dentro Jun che si girò verso l’amico e disse:
-Masaki… Sho non è morto vero?-
Aiba in lacrime corse da Jun e lo abbracciò forte.
-No, è vivo- gli disse piangendo –ma non sta molto bene-
In quel momento arrivarono anche Ohno e Nino che erano stati attirati dalle urla di Aiba e li trovarono abbracciati ed entrambi in lacrime.
La situazione di Sho era apparsa subito grave, all’arrivo dell’ambulanza era privo di sensi ma stabile, ma durante il tragitto all’ospedale era andato in arresto cardiaco, arrivati l’hanno stabilizzato ma aveva una grave emorragia interna, i medici avevano detto che sarebbe stato difficile salvarlo; l’operazione era durata quasi 12 ore e fu molto difficile, ma andò bene; l’unico problema era che adesso Sho era in coma e le speranze che si svegliasse diminuivano ogni giorno.
Jun non lasciava quasi mai l’ospedale, passava notte e giorno accanto a Sho parlandogli e tenendogli la mano; di rado tornava a casa, solo ogni tanto quando gli altri lo costringevano ad andarsene almeno un po’ a casa a riposare e a fare una doccia per rilassarsi.
Naturalmente i media assediavano spesso l’ospedale ed erano venuti a sapere che Sho aveva tentato di salvarlo, e tutte le volte che gli chiedevano:
-Sho ti ha salvato è un eroe vero?-
Lui avrebbe voluto rispondergli:
-No è uno stupido, avrei preferito esserci io in quel letto ora-
Erano passate alcune settimane e Sho rimaneva sempre lì immobile senza dare segno di volersi svegliare; e i media erano passati al momento delle colpevolizzazioni che ricaddero ovviamente su Jun.
L’atmosfera cominciò a farsi pesante, Jun ricevette anche delle lettere minatorie dalle fan:
“E’ TUTTA COLPA TUA”
“VATTENE”
“STAGLI LONTANO”
“DOVEVI MORIRE TU”
Naturalmente non aveva detto a nessuno delle lettere.
Così i giorni passavano ma Sho continuava a rimanere in quel letto senza svegliarsi.
Dopo una notte di veglia accanto a lui dormendo con la testa appoggiata sul suo letto, continuando ad avere incubi incessanti, Jun tornò a casa per farsi una doccia; ma quando arrivò alla porta di casa sentì che il telefono stava squillando; entrò nel panico, ormai gli succedeva ogni volta che suonava il telefono; si precipitò a rispondere:
-Pronto- disse d’un fiato.
-Jun sono Nino, Sho si è svegliato-
Jun rimase senza parole, il suo cuore andava a mille per la gioia.
-Jun ci sei ancora?- chiese Nino dall’altra parte del filo.
-Si, si ci sono- rispose Jun.
-Si è svegliato poco dopo che te ne sei andato, abbiamo provato a chiamarti sul cellulare ma lo hai dimenticato in ospedale- spiegò.
Jun non se ne era neanche accorto ormai non badava più alle piccole cose.
-Vengo subito- disse svelto.
-Non serve, fatti una doccia con calma, i dottori lo stanno visitando e gli devono fare qualche analisi; però ormai sembra tutto apposto- disse tranquillizzandolo.
-Ok, allora arriverò il prima possibile-
-A dopo, ciao-
-Ciao- e riattaccarono entrambi.
Jun si fece la doccia in fretta e mentre si preparava era angosciato da quello che gli avrebbe detto, perché le ultime parole che si erano scambiati erano state dure.
Scese fino al portone e notò che nella buca erano presenti le solite lettere più un pacchetto; ma poco importava delle minacce ora, contava solo andare subito in ospedale.
Arrivato trovò tutto il gruppo riunito intorno al letto di Sho che parlava e sorrideva tranquillo agli amici.
-Ciao Jun- gli disse quando lo vide.
-Ciao- rispose trattenendo le lacrime.
Furono solo queste le parole che si scambiarono lungo tutta la degenza di Sho in ospedale; parole semplici e quasi formali, perché nessuno dei due voleva ricordare il passato.
Quel giorno fu il più felice dopo tanti, al suo ritorno a casa svuotò la cassetta della posta pensando che adesso le fan sarebbero state felici di sapere che Sho si era ripreso del tutto; le posò sul tavolo e con esse anche il pacchetto.
La mattina dopo si svegliò presto per prepararsi alla conferenza stampa che ci sarebbe stata in tarda mattinata; in quel periodo si era curato talmente poco di se stesso che era irriconoscibile; quando fu quasi pronto ed era ritornato ad essere il vecchio Jun, si accorse del pacchetto rimasto sul tavolo dalla sera precedente.
Lo prese in mano, era piccolo e sopra non c’era scritto niente, cominciò a scartare la carta con una mano mentre con l’altra sorseggiava il caffè; quando improvvisamente il pacchetto esplose, e Jun si ritrovò con una mano ustionata e coperta di tagli.
Andò in ospedale e avvisò che si era ferito ad una mano e che non avrebbe potuto partecipare alla conferenza.
Gli altri gli chiesero spesso come aveva potuto farsi male in quel modo, ma Jun in qualche modo evitava sempre il discorso.
I giorni passarono e Sho aveva ormai riacquistato le forze e smaniava di voler uscire dall’ospedale.
Nonostante questo qualcuno continuava a mandare lettere a Jun, che aveva capito si trattava di una persona sola, la stessa che aveva mandato il pacchetto; ma era sicuro che appena Sho fosse uscito dall’ospedale avrebbe smesso.
Finalmente era arrivato il giorno in cui avrebbero dimesso Sho, la degenza era stata lunga e lo aspettava ancora qualche settimana di riposo; quella mattina gli fecero gli ultimi controlli e alle 6 del pomeriggio fu dimesso.
Jun insistette con gli altri per riaccompagnarlo a casa da solo, spiegando che aveva bisogno di parlargli, loro non obiettarono minimamente perché desideravano che tra loro le cose si chiarissero, così li lasciarono soli e Nino avvisò Sho che sarebbe passato il mattino seguente.
Per tutto il tragitto in macchina non riuscirono a dirsi una parola, Jun era teso come una corda di violino, non sapeva come iniziare il discorso.
Una volta sulla porta di casa fu Sho a prendere l’iniziativa prendendogli il viso tra le mani e rubandogli violentemente un bacio.
Jun era spaventato, sapeva che adesso sarebbe riiniziato tutto come prima, avrebbe fatto l’amore con lui e avrebbe sofferto, ma in fondo non si poteva rifiutare dopotutto Sho aveva rischiato la vita per salvare la sua, anche se magari da parte di Sho era stato solo un riflesso incondizionato tentare di salvarlo, Jun si sentiva in debito e d’ora in avanti avrebbe fatto tutto quello che Sho voleva senza aspettarsi niente in cambio.
Jun si alzò dal letto e cominciò a rivestirsi.
-Dove vai?- chiese Sho assonnato.
-A casa tra poco arriverà Nino-
-Uhm- rispose Sho rigirandosi nel letto.
Ecco lo sapeva era tornato ad essere tutto come prima, Sho era distaccato come sempre, lui era solo il passatempo di una notte.
Gli scese una lacrima ma l’asciugò in fretta per non farsi vedere, poi afferrò il cappotto e uscì di casa.
Scese fino al garage dove aveva lasciato la macchina, mise le mani nelle tasche alla ricerca delle chiavi ma non le trovò, sicuramente gli erano cadute in camera da letto e fece per tornare indietro.
-Fermati- disse una voce.
Jun si girò verso di essa; davanti a lui c’era una ragazza tremante che impugnava una pistola.
-Proprio non hai capito che gli devi stare lontano, non ti sono bastati gli avvertimenti?- urlò la ragazza, puntandogli contro la pistola.
-Sei stata tu a mandare quel pacchetto?- chiese Jun
-Si, e ora vi seguo e vi vedo baciarvi davanti alla porta, questo è troppo!- disse afferrando la pistola con entrambe le mani.
In quel momento uscì Sho dall’ascensore dicendo:
-Jun le chia…- la frase gli si spezzò in gola alla vista di ciò che stava accadendo.
-Chi sei? Abbassa la pistola- disse Sho.
La ragazza impaurita dalla situazione cominciò ad indietreggiare puntando la pistola a turno su entrambi.
-Sho va via non ce l’ha con te, ti prego vattene- disse Jun .
-Che significa tutto questo- urlò Sho ignorando Jun e cominciando ad avvicinarsi alla ragazza con passo deciso, tanto che presto superò Jun e la ragazza continuò a puntare la pistola su Sho dicendo:
-Non ti avvicinare-
-Cosa vuoi?- gli chiese.
-Voglio che lui ti stia lontano- rispose la ragazza tremante.
-Questi non sono affari tuoi, dammi quella pistola e vattene!- continuò ad urlare Sho avvicinandosi sempre più a lei.
-Fermo! Fermo!- urlò lei chiudendo gli occhi.
Poi improvvisamente partì un colpo.
La sua reazione era stata istintiva, voleva fermarlo, aveva paura, così si era messo di fronte a lui, ma in quell’istante era partito un colpo che lo prese in pieno dietro la schiena.
A Jun cedettero le gambe ma Sho lo sorresse adagiandolo piano a terra.
La ragazza spaventata fece cadere la pistola a terra e scappò via piangendo.
-Jun, Jun- urlava Sho scuotendolo piano.
Aveva le mani sporche di sangue, la ferita di Jun sanguinava copiosa.
-Sho…- sussurrò Jun
-Jun ti prego resisti. AIUTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!- cominciò a gridare .
Dopo poco alle sue grida vide arrivare Nino di corsa, evidentemente era appena arrivato.
-Che succede?- chiese vedendo i due a terra.
-Corri chiama un ambulanza, Jun è ferito- gli gridò Sho.
Nino corse via il più veloce che poteva.
-Sho…- sussurrò di nuovo Jun.
-Nino è andato a chiamare aiuto, tra poco saranno qui, ti prego non morire- cercò di rassicurarlo.
-Perché ti sei messo in mezzo?- disse poi piano Sho senza accorgersene.
-Bè così siamo pari- rispose in un soffio Jun sorridendogli.
-Jun sei uno stupido- urlò Sho al ragazzo piangendo –non capisci che ti amo! E’ solo che non riesco ad esprimere i miei sentimenti! Anche il giorno dell’incidente ero nervoso e stanco e ti ho trattato male; per questo ti ero corso dietro, per dirtelo, per dirti che ti amavo, poi quando ho visto quel camion che ti stava per venire addosso…-
-Anche io ti amo, e tu lo sai- lo interruppe Jun –e il fatto che ora me lo hai detto mi rende felice e non mi importa cosa succederà…-
-Non lo dire neanche ti prego- disse continuando a piangere.
Poi Jun con le poche forze che aveva gli afferrò la camicia e disse:
-Sho ti prego dammi un bacio-
Sho lo guardò un secondo, poi avvicinò le sue labbra a quelle di lui e lo baciò delicatamente come mai aveva fatto, finchè non sentì la mano che ancora gli stringeva la camicia allentare la presa fino a cadere senza vita.
Rimase per lungo tempo a piangere tenendo stretto a se il corpo di Jun, finchè non arrivò l’ambulanza, ma ormai era troppo tardi.
FINE
Lo so potevo scegliere una cosa più allegra ma le altre non andavano bene per vari motivi XD
Ed ora lanciate pure i pomodori *si ripara dietro un coperchio*
Oggi 4 luglio compio il mio 5° anniversario arashico, è incredibile che sono passati già 5 anni, sono tantissimi e mi fanno sentire vecchia XD eppure sono passati davvero, 5 anni che seguo gli arashi, con il tempo il fandom è cambiato quando ho iniziato eravamo pochissimi ancora ora ci siamo davvero moltiplicati a dismisura, forse diciamo che io non apprezzo moltissimo il fandom di ora come apprezzavo invece quello di quando ho iniziato, però nonostante tutto sono ancora qui!
Per festeggiare quindi ho deciso di ridicolizzarmi XD ossia di cominciare il postaggio delle uniche cose che non ho mai postato su pasticci ma solo sul forum di AFD. Questa che posterò infatti è una delle mie primissime fict, forse la terza o la quarta che ho scritto, ebbe un gran successo mi ricordo allora, all'alba di quasi 5 anni fa, ma ora rileggendo mi rendo conto che il mio stile è notevolmente cambiato e ringraziando il cielo perchè è proprio poverella questa fict XD eppure anche se poverella ci sono molto affezzionata <3
Quindi... forse qualcuno l'avrà già letta e forse qualcuno no, e forse non vi piacerà affatto visto che non è scritta molto bene ma... io ve la propongo oggi per festeggiare questi 5 anni passati^^
Titolo: Eclypse of the Heart
Fandom: Arashi
Genere: one-shot, angst
Raiting: Pg-15
Pairing: Sakumoto
Declaimers: Non sono di mia proprietà ma per 5 anni hanno fatto parte della mia vita.
Aveva paura di perderlo, ogni notte era tormentato da quel pensiero e i suoi incubi erano sempre più frequenti; si tormentava perché si sentiva in colpa per quello che era successo; in fondo era stato lui quello disattento e soprattutto era stato lui che aveva cominciato le discussione che portò all’incidente.....
-Sho ti prego non ne posso più di questa situazione, voglio sapere cosa provi per me- disse irritato.
-Jun non ti capisco, cosa vorresti da me- gli rispose.
-Vorrei che non mi venissi a cercare solo quando hai voglia di una scopata- gli urlò contro.
-Nessuno ti obbliga ad accettare quando te lo propongo, però mi pare che basta che ti tocchi che ti faccio venire voglia- disse prendendogli il mento e avvicinandolo al suo viso.
Jun arrossì, ma la rabbia era talmente tanta che diede con tutta la forza che aveva uno schiaffo a Sho che barcollò leggermente.
-Sei un bastardo!- disse poi Jun scappando via in lacrime.
Corse fino alla strada, chiedendosi come poteva amare un tipo come lui, come faceva a non pensare ad altro che a lui nonostante il modo in cui lo trattava...
Era così assorto nei suoi pensieri che non fece caso che il semaforo era rosso e attraversò.
Accadde tutto in fretta: due fari lo abbagliarono, vide l’autista del camion frenare bruscamente per cercare di evitarlo e poi senti qualcuno spingerlo via.
Finì a terra sbattendo la testa, era confuso non capiva cosa era successo e chi lo aveva spinto via dalla traiettoria del camion.
Si alzò da terra, la testa gli girava, toccò il punto che pulsava e vide che stava sanguinando, si avvicinò alla gente che si stava radunando davanti al camion; si fece strada per vedere e quando riuscì a superare la folla, lo spettacolo che si trovò davanti lo sconvolse a tal punto che cadde in ginocchio con gli occhi sbarrati.
A terra c’era Sho con la testa sanguinante privo di sensi.
Jun si sentì morire, era stato Sho a spingerlo via per salvarlo, perché lo aveva fatto? Perché lo aveva seguito?
In poco tempo la gente intorno li riconobbe; l’agenzia era a pochi passi e presto la sicurezza mandò via la gente e arrivarono due ambulanze per portarli via.
Fu difficile staccare Jun da lì, era talmente sconvolto che non lasciava andare la mano di Sho che aveva afferrato inconsciamente; fu Ohno, arrivato per primo a riuscire a far lasciare a Jun la mano di Sho e a salire nell’ambulanza insieme a lui, mentre Nino e Aiba li seguivano su una macchina dell’agenzia.
Jun si riprese in pochi giorni, la sua ferita era superficiale, l’unico problema era stato lo shock, non aveva detto una parola ne mangiato per giorni, gli altri avevano tentato di riportarlo alla realtà e a turno avevano vegliato su di lui e su Sho.
Poi dopo alcuni giorni Aiba ebbe una crisi di nervi mentre era con Jun.
-Ora basta!- aveva cominciato ad urlare.
Jun era rimasto impassibile anche a quel grido improvviso.
-Jun smettila, questo non cambierà lo stato in cui si trova Sho ora- continuò
Quella frase smosse qualcosa dentro Jun che si girò verso l’amico e disse:
-Masaki… Sho non è morto vero?-
Aiba in lacrime corse da Jun e lo abbracciò forte.
-No, è vivo- gli disse piangendo –ma non sta molto bene-
In quel momento arrivarono anche Ohno e Nino che erano stati attirati dalle urla di Aiba e li trovarono abbracciati ed entrambi in lacrime.
La situazione di Sho era apparsa subito grave, all’arrivo dell’ambulanza era privo di sensi ma stabile, ma durante il tragitto all’ospedale era andato in arresto cardiaco, arrivati l’hanno stabilizzato ma aveva una grave emorragia interna, i medici avevano detto che sarebbe stato difficile salvarlo; l’operazione era durata quasi 12 ore e fu molto difficile, ma andò bene; l’unico problema era che adesso Sho era in coma e le speranze che si svegliasse diminuivano ogni giorno.
Jun non lasciava quasi mai l’ospedale, passava notte e giorno accanto a Sho parlandogli e tenendogli la mano; di rado tornava a casa, solo ogni tanto quando gli altri lo costringevano ad andarsene almeno un po’ a casa a riposare e a fare una doccia per rilassarsi.
Naturalmente i media assediavano spesso l’ospedale ed erano venuti a sapere che Sho aveva tentato di salvarlo, e tutte le volte che gli chiedevano:
-Sho ti ha salvato è un eroe vero?-
Lui avrebbe voluto rispondergli:
-No è uno stupido, avrei preferito esserci io in quel letto ora-
Erano passate alcune settimane e Sho rimaneva sempre lì immobile senza dare segno di volersi svegliare; e i media erano passati al momento delle colpevolizzazioni che ricaddero ovviamente su Jun.
L’atmosfera cominciò a farsi pesante, Jun ricevette anche delle lettere minatorie dalle fan:
“E’ TUTTA COLPA TUA”
“VATTENE”
“STAGLI LONTANO”
“DOVEVI MORIRE TU”
Naturalmente non aveva detto a nessuno delle lettere.
Così i giorni passavano ma Sho continuava a rimanere in quel letto senza svegliarsi.
Dopo una notte di veglia accanto a lui dormendo con la testa appoggiata sul suo letto, continuando ad avere incubi incessanti, Jun tornò a casa per farsi una doccia; ma quando arrivò alla porta di casa sentì che il telefono stava squillando; entrò nel panico, ormai gli succedeva ogni volta che suonava il telefono; si precipitò a rispondere:
-Pronto- disse d’un fiato.
-Jun sono Nino, Sho si è svegliato-
Jun rimase senza parole, il suo cuore andava a mille per la gioia.
-Jun ci sei ancora?- chiese Nino dall’altra parte del filo.
-Si, si ci sono- rispose Jun.
-Si è svegliato poco dopo che te ne sei andato, abbiamo provato a chiamarti sul cellulare ma lo hai dimenticato in ospedale- spiegò.
Jun non se ne era neanche accorto ormai non badava più alle piccole cose.
-Vengo subito- disse svelto.
-Non serve, fatti una doccia con calma, i dottori lo stanno visitando e gli devono fare qualche analisi; però ormai sembra tutto apposto- disse tranquillizzandolo.
-Ok, allora arriverò il prima possibile-
-A dopo, ciao-
-Ciao- e riattaccarono entrambi.
Jun si fece la doccia in fretta e mentre si preparava era angosciato da quello che gli avrebbe detto, perché le ultime parole che si erano scambiati erano state dure.
Scese fino al portone e notò che nella buca erano presenti le solite lettere più un pacchetto; ma poco importava delle minacce ora, contava solo andare subito in ospedale.
Arrivato trovò tutto il gruppo riunito intorno al letto di Sho che parlava e sorrideva tranquillo agli amici.
-Ciao Jun- gli disse quando lo vide.
-Ciao- rispose trattenendo le lacrime.
Furono solo queste le parole che si scambiarono lungo tutta la degenza di Sho in ospedale; parole semplici e quasi formali, perché nessuno dei due voleva ricordare il passato.
Quel giorno fu il più felice dopo tanti, al suo ritorno a casa svuotò la cassetta della posta pensando che adesso le fan sarebbero state felici di sapere che Sho si era ripreso del tutto; le posò sul tavolo e con esse anche il pacchetto.
La mattina dopo si svegliò presto per prepararsi alla conferenza stampa che ci sarebbe stata in tarda mattinata; in quel periodo si era curato talmente poco di se stesso che era irriconoscibile; quando fu quasi pronto ed era ritornato ad essere il vecchio Jun, si accorse del pacchetto rimasto sul tavolo dalla sera precedente.
Lo prese in mano, era piccolo e sopra non c’era scritto niente, cominciò a scartare la carta con una mano mentre con l’altra sorseggiava il caffè; quando improvvisamente il pacchetto esplose, e Jun si ritrovò con una mano ustionata e coperta di tagli.
Andò in ospedale e avvisò che si era ferito ad una mano e che non avrebbe potuto partecipare alla conferenza.
Gli altri gli chiesero spesso come aveva potuto farsi male in quel modo, ma Jun in qualche modo evitava sempre il discorso.
I giorni passarono e Sho aveva ormai riacquistato le forze e smaniava di voler uscire dall’ospedale.
Nonostante questo qualcuno continuava a mandare lettere a Jun, che aveva capito si trattava di una persona sola, la stessa che aveva mandato il pacchetto; ma era sicuro che appena Sho fosse uscito dall’ospedale avrebbe smesso.
Finalmente era arrivato il giorno in cui avrebbero dimesso Sho, la degenza era stata lunga e lo aspettava ancora qualche settimana di riposo; quella mattina gli fecero gli ultimi controlli e alle 6 del pomeriggio fu dimesso.
Jun insistette con gli altri per riaccompagnarlo a casa da solo, spiegando che aveva bisogno di parlargli, loro non obiettarono minimamente perché desideravano che tra loro le cose si chiarissero, così li lasciarono soli e Nino avvisò Sho che sarebbe passato il mattino seguente.
Per tutto il tragitto in macchina non riuscirono a dirsi una parola, Jun era teso come una corda di violino, non sapeva come iniziare il discorso.
Una volta sulla porta di casa fu Sho a prendere l’iniziativa prendendogli il viso tra le mani e rubandogli violentemente un bacio.
Jun era spaventato, sapeva che adesso sarebbe riiniziato tutto come prima, avrebbe fatto l’amore con lui e avrebbe sofferto, ma in fondo non si poteva rifiutare dopotutto Sho aveva rischiato la vita per salvare la sua, anche se magari da parte di Sho era stato solo un riflesso incondizionato tentare di salvarlo, Jun si sentiva in debito e d’ora in avanti avrebbe fatto tutto quello che Sho voleva senza aspettarsi niente in cambio.
Jun si alzò dal letto e cominciò a rivestirsi.
-Dove vai?- chiese Sho assonnato.
-A casa tra poco arriverà Nino-
-Uhm- rispose Sho rigirandosi nel letto.
Ecco lo sapeva era tornato ad essere tutto come prima, Sho era distaccato come sempre, lui era solo il passatempo di una notte.
Gli scese una lacrima ma l’asciugò in fretta per non farsi vedere, poi afferrò il cappotto e uscì di casa.
Scese fino al garage dove aveva lasciato la macchina, mise le mani nelle tasche alla ricerca delle chiavi ma non le trovò, sicuramente gli erano cadute in camera da letto e fece per tornare indietro.
-Fermati- disse una voce.
Jun si girò verso di essa; davanti a lui c’era una ragazza tremante che impugnava una pistola.
-Proprio non hai capito che gli devi stare lontano, non ti sono bastati gli avvertimenti?- urlò la ragazza, puntandogli contro la pistola.
-Sei stata tu a mandare quel pacchetto?- chiese Jun
-Si, e ora vi seguo e vi vedo baciarvi davanti alla porta, questo è troppo!- disse afferrando la pistola con entrambe le mani.
In quel momento uscì Sho dall’ascensore dicendo:
-Jun le chia…- la frase gli si spezzò in gola alla vista di ciò che stava accadendo.
-Chi sei? Abbassa la pistola- disse Sho.
La ragazza impaurita dalla situazione cominciò ad indietreggiare puntando la pistola a turno su entrambi.
-Sho va via non ce l’ha con te, ti prego vattene- disse Jun .
-Che significa tutto questo- urlò Sho ignorando Jun e cominciando ad avvicinarsi alla ragazza con passo deciso, tanto che presto superò Jun e la ragazza continuò a puntare la pistola su Sho dicendo:
-Non ti avvicinare-
-Cosa vuoi?- gli chiese.
-Voglio che lui ti stia lontano- rispose la ragazza tremante.
-Questi non sono affari tuoi, dammi quella pistola e vattene!- continuò ad urlare Sho avvicinandosi sempre più a lei.
-Fermo! Fermo!- urlò lei chiudendo gli occhi.
Poi improvvisamente partì un colpo.
La sua reazione era stata istintiva, voleva fermarlo, aveva paura, così si era messo di fronte a lui, ma in quell’istante era partito un colpo che lo prese in pieno dietro la schiena.
A Jun cedettero le gambe ma Sho lo sorresse adagiandolo piano a terra.
La ragazza spaventata fece cadere la pistola a terra e scappò via piangendo.
-Jun, Jun- urlava Sho scuotendolo piano.
Aveva le mani sporche di sangue, la ferita di Jun sanguinava copiosa.
-Sho…- sussurrò Jun
-Jun ti prego resisti. AIUTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!- cominciò a gridare .
Dopo poco alle sue grida vide arrivare Nino di corsa, evidentemente era appena arrivato.
-Che succede?- chiese vedendo i due a terra.
-Corri chiama un ambulanza, Jun è ferito- gli gridò Sho.
Nino corse via il più veloce che poteva.
-Sho…- sussurrò di nuovo Jun.
-Nino è andato a chiamare aiuto, tra poco saranno qui, ti prego non morire- cercò di rassicurarlo.
-Perché ti sei messo in mezzo?- disse poi piano Sho senza accorgersene.
-Bè così siamo pari- rispose in un soffio Jun sorridendogli.
-Jun sei uno stupido- urlò Sho al ragazzo piangendo –non capisci che ti amo! E’ solo che non riesco ad esprimere i miei sentimenti! Anche il giorno dell’incidente ero nervoso e stanco e ti ho trattato male; per questo ti ero corso dietro, per dirtelo, per dirti che ti amavo, poi quando ho visto quel camion che ti stava per venire addosso…-
-Anche io ti amo, e tu lo sai- lo interruppe Jun –e il fatto che ora me lo hai detto mi rende felice e non mi importa cosa succederà…-
-Non lo dire neanche ti prego- disse continuando a piangere.
Poi Jun con le poche forze che aveva gli afferrò la camicia e disse:
-Sho ti prego dammi un bacio-
Sho lo guardò un secondo, poi avvicinò le sue labbra a quelle di lui e lo baciò delicatamente come mai aveva fatto, finchè non sentì la mano che ancora gli stringeva la camicia allentare la presa fino a cadere senza vita.
Rimase per lungo tempo a piangere tenendo stretto a se il corpo di Jun, finchè non arrivò l’ambulanza, ma ormai era troppo tardi.
FINE
Lo so potevo scegliere una cosa più allegra ma le altre non andavano bene per vari motivi XD
Ed ora lanciate pure i pomodori *si ripara dietro un coperchio*
no subject
Date: 2012-07-04 11:21 pm (UTC)Poveri Jun e Sho... soprattutto Jun tra sensi di colpa, le minacce e alla fine ç___ç Juuuuuuuuuuuuuun ç___ç
no subject
Date: 2012-07-05 08:03 am (UTC)no subject
Date: 2012-07-05 09:47 am (UTC)Buon anniversario XDDDDDDDDDDDD
no subject
Date: 2012-07-05 09:21 pm (UTC)Si probabilmente sul forum XD