[identity profile] lalois.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
Della serie, mi sono detta "postiamo nel mio LJ e subito dopo nella community". Subito dopo = sono passate sei ore e non sono ancora riuscita a postare, evviva >_<

Allora... grazie agli entusiastici commenti *O* sono tornata con il capitolo 1 * _ * speriamo vada tutto bene e che io non deluda le aspettative XD
Un paio di segnalazioni:
1) probabilmente sarò lenta a postare: sto scrivendo i capitoli seguenti ma poiché scrivo a mano, poi copio al pc, stampo, correggo, ri-scrivo e così via, mi ci vuole un po', gomen -_-
2) credo che i capitoli saranno di lunghezza variabile, anche se mi sto impegnando di brutto per fare le cose sensate >.>!!
3) Ho scelto il titolo!! Se notate nello scorso prologo non l'avevo messo perché non l'avevo ancora deciso XD
E ora andiamo *_*

**

Titolo: Incorreggibile
Capitolo 1 ~ Un pugno nello stomaco

Fandom: Kanjani8
Pairing: JohnnyAce (RyOhkura)
Genere: AU (8UPPERS), romance, drama, introspettivo
Rating: R
Warning: Fortemente spoiler per chi non ha visto il film 8UPPERS  
Disclaimer: Nessuno dei personaggi mi appartiene, purtroppo. E' mia solo l'idea di farli interagire tra loro, dato che nel film si ignoravano abbastanza >.> Spero non risultino troppo OOC.
Note: Commenti, critiche, allusioni, fangirleggiamenti e quant'altro sono oltremodo accetti, soprattutto non avendo precedenti esperienze di pubblicazione di fanfic ^^ Ringraziamento costante e immenso a [livejournal.com profile] yukichan_tb per il sostegno morale e il supporto tecnico ♥
Capitoli precedenti:
PROLOGO ~ Quello che lui non aveva capito

**

Alla fin fine si era appisolato sul divano. Era stato Jacky a svegliarlo con la sua familiare, bonaria sberla sulla testa. Era lui in effetti a preoccuparsi di far alzare tutti loro al mattino, o al rientro dalle loro missioni, in tal caso dopo qualche ora di meritato riposo. Ed era sempre lui a preparare ampie colazioni, sufficienti a sfamare un famelico esercito o, come in questo caso, tutti loro compreso lui, Ace, che da solo mangiava abbondantemente per tre persone.
- Scommetto che ti ci sei steso da poco su quel divano, eh? – Gli fece ammiccante Jacky, pensando che come al solito, Ace fosse rincasato poco prima.
Ace, dal canto suo, si sentiva piuttosto intontito. Il grosso della sbornia gli era passato, ma lì per lì non ricordava come ci fosse finito sul divano, né quando fosse rientrato la sera prima.  Gli bastò tuttavia un momento di seria concentrazione, e ricordò tutto.
Cercò di sollevarsi piano, allargò le spalle e distese le braccia sul divano; la testa gli doleva un po’, a voler essere del tutto franchi – e poi rispose a Jacky sfoderando il consueto sorriso sfrontato che gli era proprio.
- Ti sbagli – gongolò - Primo, sono rientrato più presto del solito – iniziò, contando allegro sulle dita, mentre Jacky lo ascoltava spignattando.
- Secondo, ho avuto una conversazione davvero interessante con Johnny ieri sera. Cioè, in realtà all’inizio non lo era per niente – precisò con una smorfia, strizzando nervosamente gli occhi al ricordo – Lui era di cattivo umore. Però poi mi ha confessato di essere gay. -
Si voltò a guardarlo con un sorriso enorme sul volto – Non lo trovi divertente? Il nostro super seduttore è gay! -
Non ci poteva davvero credere. Non che avesse qualcosa contro gli omosessuali, al contrario, lui per primo era stato con degli uomini, a volte, e ciò non gli faceva né caldo né freddo.
Ma gli pareva una cosa bizzarra, al punto che la sera prima aveva riso a crepapelle, e quella stessa sensazione di euforia gli pervadeva ancora la testa.
Sebbene, mentre ora lo riferiva a Jacky, già non gli sembrasse più così divertente. Ma volle scacciare quel pensiero dalla testa, ricordando mentalmente a sé stesso che era sicuramente ancora un po’ annebbiato dall’alcool.
- A dire il vero non ci trovo niente di strano. Johnny è molto discreto, e comunque il suo lavoro lo sa fare molto bene. Anzi – aggiunse poi Jacky, aggrottando la fronte – Forse lui più di chiunque altro riesce a comprendere il cuore e la mente di una donna, e quindi a farla palpitare nei modi, nei momenti e nei punti giusti. Si dice che spesso i migliori amici delle donne siano omosessuali, e io ci credo. Così come sono convinto del fatto che la mente di una donna rimane per me il più oscuro dei misteri – gli confessò Jacky, scuotendo rammaricato il capo.
- Non so come lui riesca a metterle così a proprio agio, dopo in genere appena un paio di incontri. Ma so che non ha mai fallito una volta. E’ incredibilmente affidabile e decisamente competente. E’ un elemento prezioso per tutti noi. - concluse infine Jacky.
Ace ascoltava attento. Alzatosi dal divano, aveva inforcato una sedia e vi si era messo a cavalcioni, alle spalle di Jacky ai fornelli, e con le braccia incrociate sullo schienale della sedia lo ascoltava senza commentare, un vago broncio sul viso.  Non gli riusciva difficile prestargli ascolto, mentre si accingeva a ingurgitare la spropositata quantità di cibo che l'altro gli stava spadellando per colazione.
- Ah, ho capito. -  Ace annuì vagamente. Pensare non era esattamente la sua specialità, pertanto non si era mai fermato a riflettere su cose come queste. Cosa comportasse il lavoro di Johnny. Di ciò che gli disse Jacky lo colpì in particolare l'idea di entrare in sintonia con il cervello femminile.
Nemmeno lui capiva granché le donne. Non che gli interessasse poi molto, visto che dopotutto riusciva ugualmente a ottenere da loro ciò che voleva. Era vero però che da molte delle sue avventure occasionali aveva rimediato schiaffi o urla, e non sempre conclusioni simili lo avevano divertito.
E tutto per cose che 'non aveva detto', 'non aveva fatto', 'mi aspettavo di sentire', con infine l'immancabile 'mi hai terribilmente deluso' cui lui, in genere, riservava due opzioni: ridere come un forsennato, o urlare rabbioso di rimando che no, di dire affermazioni così idiote non gli sarebbe passato mai nemmeno per l'anticamera del cervello.
Pensando invece a come Johnny gestiva le donne, sentì per la prima volta farsi strada la stima nei confronti del talento dell'altro. Sarà anche stato qualcosa che a lui, Ace, non interessava a fondo, ma era pur sempre un'abilità affascinante. E che di certo risparmiava schiaffi.
- Mi spiace solo che non ci fosse seriamente la possibilità di tenere con noi Eito. Sarebbe forse stata per Johnny l'unica occasione di allevare un figlio. - Jacky si espresse con rammarico, distogliendo Ace dai suoi pensieri.
Era stato proprio Jacky a invitare Johnny negli Uppers, e fra loro scorreva un'amicizia e un rispetto incredibilmente solidi per entrambi.
- Hai ragione. - Gli concesse Ace distratto.
Tra un boccone e l'altro iniziava a sentirsi davvero sazio, e dopo aver opportunamente rivoltato la sedia nel senso corretto, si lasciò ricadere all'indietro sullo schienale. Un ottimo modo per iniziare la giornata.
Sarebbe bastato poi farsi un giro e trovare una bella pupa da rimorchiare, per rimediare al vuoto della sera prima, e sarebbe stato tutto oltremodo perfetto. A quel pensiero sentì il suo cervello vorticare all'improvviso, ma non ne capiva il senso. Poi fu come se gli si accendesse un'inedita lampadina in testa: la pupa!
Aveva detto a Johnny di farsi una tipa e...
Si alzò di scatto, rovesciando la sedia, allungò il busto verso il bancone, spostando tutto il suo peso sulle avanbraccia che aveva proteso in avanti, con un tonfo secco.
- Come hai detto, scusa? - chiese d'un tratto a Jacky, frastornato.
- Ho detto - ripeté paziente Jacky, lievemente turbato da quel suo scatto improvviso, e non capendo cosa gli prendesse mai così di colpo, né se davvero lo avesse ascoltato fin lì - che Eito sarebbe forse stata per Johnny l'unica occasione di allevare un figlio. Ehi, ma mi stavi ascoltando prima?? -
- Ah. - Fu la risposta di Ace, che fece un vago cenno di annuire leggermente con la testa, ma si sentiva la bocca asciutta.
- Quindi lui non... - Ace lasciò la frase in sospeso, mentre cercava a tutti i costi di pensare e riunire i tasselli di un puzzle la cui visione completa sul momento gli sfuggiva.
- Pensa, cazzo, pensa - si disse. Ma lui non era mai stato un pensatore, figuriamoci veloce.
Sebbene fosse ormai sobrio, dopo tutto il cibo che aveva ingurgitato gli sembrava di avere la mente - e lo stomaco - vagamente annebbiati di nuovo. Con evidente difficoltà riuscì infine nell'impresa di fare due più due.
- Merda! - esclamò sonoramente, sputacchiando briciole di cibo di fronte a un attonito Jacky.
Avendo seguito il bizzarro comportamento di Ace con evidente preoccupazione, Jacky fu sollevato nel notare che Ace pareva aver trovato il bandolo di una matassa che, a quanto pare, gli sfuggiva, ma al tempo stesso continuava a non avere assolutamente idea di cosa diavolo potesse turbare Ace così tanto, specialmente di primo mattino. Non era da lui.
- Tutto bene, Ace? – Tentò Jacky, senza osare aggiungere altro.
- Merda. – Ripeté l'altro, con crescente disappunto. Gli veniva da vomitare, la testa gli girava e si sentiva soffocare. Forse gli conveniva farsi un giro per prendere un po' d'aria.
Sì, forse era proprio il caso.
Si voltò con un altro scatto, inciampò maldestramente sulla sedia che aveva rovesciato, e che rimise a posto alla bell'e meglio, poi puntò veloce al corridoio che conduceva all'uscita.
Jacky aveva osservato tutta la scena con occhi e bocca spalancati. Non si mosse, né tentò di fermarlo, ma provò comunque a inseguirlo con la voce, dopo essersi scrollato la testa, come a sincerarsi di ciò che stava avvenendo sotto i suoi occhi.
- Ehi! EHI! Ace, mi senti? Si può sapere che diavolo ti prende? -  
- Torno più tardi
- gli urlò dietro l'altro di rimando, già lontano.
 
**

Passeggiando sarebbe stato costretto a riordinare le idee.
Devo pensare, pensare di più, cazzo. - Era stato un vero coglione.

'quindi tu vai solo con gli uomini', 'pensa a farti qualche tipa e prenderti il pupo', 'sarebbe stata la sua occasione per allevare un bambino', 'dopo tutto questo tempo, non hai ancora capito un cazzo'.

Brandelli della conversazione della serata precedente gli balenarono frementi in testa, mentre li associava solo adesso alle parole di Jacky e, tassello dopo tassello, ricomponeva l'accaduto.
Il vero motivo per cui Johnny gli aveva scoccato quella sibilante risposta. Non era stato perché Ace rideva della sua omosessualità, ma piuttosto perché Johnny evidentemente non sopportava che Ace gli avesse involontariamente toccato il suo nervo più scoperto. Il suo desiderio di una famiglia, con un bambino.
Anche volendo, lui un altro Eito non potrà mai averlo.
Da lì, da quella consapevolezza improvvisa che lo sferzò come uno schiaffo gelido, nasceva il senso di nausea che stava perseguitando Ace da quando aveva lasciato il rifugio.

Anche se tutti loro erano cresciuti senza più la loro famiglia di origine, poi ne avevano in un certo senso costruita un’altra tra di loro. Benché fossero molto diversi e ognuno badasse perlopiù ai fatti propri, fuori dal lavoro, esisteva comunque un legame simile a quello tra fratelli e forse anche più, solido e radicato. Una volta Ace aveva persino sentito Mac che ne parlava con Jacky apertamente, anche se non ricordava bene il motivo per il quale avessero fatto quella divagazione.
E poi persino lui aveva sempre ritenuto, in maniera probabilmente più o meno inconscia, che qualcuno di loro, un giorno si sarebbe poi trovato la ragazza, e magari avrebbe anche avuto dei marmocchi.
Aveva sempre avuto questa convinzione, dettata da non sapeva bene cosa, ma in qualche modo certa. Certa come il fatto che lui non sarebbe stato uno di quelli.
Certo che no. -  Lui non sapeva nemmeno cosa fosse una relazione. Non era portato per quel genere di cose.
Al pensiero che anche Johnny sarebbe stato, giocoforza, un solitario come lui, provò una strana fitta di rimorso.
Il rimorso era un sentimento che conosceva assai poco, e provato ancora meno volte.
Si maledì mentalmente per aver bevuto troppo la sera prima e scrollò la testa come a farsi più lucido. Da sobrio non avrebbe avuto di quelle debolezze. Ma ora si sentiva male e desiderava non aver mai sputato nessuna di quelle sentenze.
D'altra parte lui era fatto così. Non pensava mai due volte prima di aprire bocca. Era per quello che lo chiamavano lunga lingua biforcuta, e lui amava persino riderci sopra.
- Sono proprio un coglione… se c’è uno qua dentro che si merita di fare il padre come si deve, quello è proprio Johnny. - Confessò, sospirando suo malgrado e scuotendo la testa.
Era innegabile che, tra loro, fosse colui che meglio ci sapesse fare con i bambini. Li adorava, pur badando a loro senza diventare eccessivamente zuccheroso come a volte faceva Gum con i suoi gatti.
Era stato un emerito imbecille, Johnny aveva ragione.
Si fermò di fronte a una vetrina. Non badò a quello che offriva invitante ai passanti, concentrandosi piuttosto sul proprio riflesso.
Gli faceva schifo. La sua faccia gli mostrava ciò che provava dentro. Rimorso.
Si sentiva in colpa per quella stupida conversazione.
Per i suoi ululati di scherno, mentre Johnny se ne andava stizzito.
Allungò una mano a nascondere il suo viso riflesso. Non voleva vederlo.
Si sentì meglio al tocco freddo che incontrarono le sue dita fermandosi sul vetro.
Forse dovrei chiedergli scusa sul serio.
D'un tratto gli fu chiaro cosa avrebbe dovuto fare.
Non sapeva come - e il solo pensiero gli faceva venire i brividi - ma gli avrebbe chiesto scusa.

**

Date: 2012-07-22 05:39 pm (UTC)
From: [identity profile] yukari85.livejournal.com
Prima!^o^
Ace...la finezza!XDD E un'intelligenza davvero fuori dal comune...sìsì! XD
Dai su...vai a fare la pace con Johnny! <3
Mi hai fatto voglia di rivedere 8Uppers!

Date: 2012-07-24 10:08 am (UTC)
From: [identity profile] yukari85.livejournal.com
Mi sto divertendo a scegliere icon appropriate...XDD però adesso le ho finite!XD
E' carina anche la tua con Kobato!<3

Date: 2012-07-23 09:38 am (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Non è che forse, magari devi scusarti... DEVI ASSOLUTAMENTE SCUSARTI con Johnny!!!!! è____é povero tesoro lui.
*non è assolutamente di parte*
Gli sta bene ad Ace di sentirsi un verme! E' i minimo!!!! aspetto impaziente il prossimo capitolo per vedere in che modo si scuserà questo cavernicolo!

Date: 2012-07-31 04:16 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Ace finalmente ha capito di essere stato un cretino, solo che ora spero trovi un buon modo per rimediare.

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***La Pasticceria Italiana***

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