Years

Aug. 6th, 2012 02:24 pm
[identity profile] gkj.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic

Salve gente!

Per diverse ragioni sono rimasta per un po' in "pausa fic"... nel frattempo ho visto che sono state pubblicate un bel po di ficche kanjaniche... <3  Bene, bene! ^___^   appena avrò tempo vedrò di mettermi in pari ^_^
Per festeggiare il mio ritorno al mondo delle RPF, ho deciso di spolverare un po' la mia cartella e pubblicare un paio di cosette che stanno li, da... diciamo più di un anno? ^^'''' 
Intanto vi presento questa Yasuba, che in realtà non avevo più intenzione di pubblicare (soprattutto perchè assomiglia un po' a Board of dark moonlight night -_-''), ma sekkaku che l'ho scritta... e poi "qualcuno" ha detto che sarebbe il caso di pubblicarla comunque..

boh, se avete tempo e voglia di yasuba, dateci un occhiata ^^'


Titolo: Years
Gruppo: Kanjani 8
Paring: Yasuba
Genere: introspettivo
Rating: PG (per esagerare)
Disclainer: nessuna intenzione di violare la privacy o i sentimenti di nessuno...
Warning: scritta l'11 gennaio 2011... quando ancora molte cose erano diverse, e soprattutto i FFF erano ancora un gruppo... per cui perdonate le incongruenze con i fatti attuali ^^'  Altra nota... l'editing di solito mi perde gli spazi tra i paragrafi... mi spiace ma non so come farceli restare ç_ç





Il primo del gruppo a buttarsi oltre la porticina del ristorante era stato, come al solito, Maru.

Lo seguiva Hina, che per cercare di calmarlo gli stava urlando di non fare confusione, finendo per essere lui a fare più casino di tutti. Dietro a loro, Tacchon, troppo impegnato a ridere di quello scambio per camminare, si era lasciato superare da uno dei manager.

Yasu entrò dopo Okura, trascinandosi dietro Subaru.

In coda al gruppo erano invece Yoko e Ryo che da quando erano scesi dalla macchina stava chiacchierando con il ragazzo dello staff che gli aveva fatto da autista.

Quando Yasu arrivò alla fine delle scale, Hina stava già parlando con la cameriera del ristorante, che gentilmente gli stava indicando come raggiungere la sala dove l'altro manager ed il resto dello staff li stavano aspettando.

Yasu ricordava quel locale. Seminterrato, un po' nascosto, tanto che loro stessi ci erano arrivati solo grazie alla cartina lasciata al manager da una delle costumiste, originaria di quelle parti: aveva insistito perchè si fermassero li per la cena. E ricordava anche come allora tutti fossero usciti molto grati.

Quanto tempo era passato? Quella volta erano in tour per il giro delle 47 prefetture... Non molti anni in realtà. Il ristorante era ancora esattamente come lo ricordava: il legno alle pareti, il pavimento a tatami un po' sciupato, la saletta in fondo, con i suoi sei tavoli, stretti uno accanto all'altro da lasciare a malapena lo spazio per raggiungere i vari posti.

Sembrava che li il tempo si fosse fermato.

Eppure, per loro, quante cose erano cambiate.

Allora, quando gli avevano detto che per la prima volta avrebbero avuto il Tokyo Dome, gli era sembrato un miracolo. Poter fare un tour nazionale con così tante date, gli era sembrato incredibile. I dorama, erano qualcosa a cui giusto poteva pensare Ryo. Oggi, potevano permettersi addirittura di organizzare concerti o butai solisti, senza timore di ritrovarsi il teatro mezzo vuoto, anzi, dovendo pure aggiungere date, a volte. A condizionare il numero di date per tour erano principalmente tutti i loro altri impegni. Era normale per tutti loro apparire spesso in televisione. E quando uscivano di casa potevano nascondersi sotto cappelli, sciarpe e mascherine senza la paura di stare peccando di troppa fiducia nella loro stessa fama.

Yasu si fermò all'ingresso della saletta ad osservare i posti già occupati e quelli ancora liberi, e a pianificare mentalmente dove avrebbero potuto mettersi gli altri ragazzi che man mano stavano arrivando. L'altra volta che erano andati a quel ristorante, Subaru lo aveva afferrato per il polso e trascinato in un angolo un po' in disparte. Anche quella volta era stata invitata gran parte dello staff, e per Subaru, sempre intimidito dalla gente, ritrovarseli così, fuori dall'ambiente di lavoro, era stato spiazzante. E quell'angolo era certo un ottimo posto per nasconderglisi dietro. O meglio, per passare più di metà della serata sdraiatogli addosso, protetto da Maru-chan dall'altro lato.

Questa volta Subaru lo superò senza neanche chiedergli perchè si fosse bloccato lì in mezzo. Ostentando una fretta esagerata, per una finta paura che qualcuno potesse rubargli il posto, era corso a sedersi accanto ad un giovane tecnico delle luci, e stava facendo ampi gesti a Yoko perchè si mettesse davanti a lui. Evidentemente voleva continuare con loro il discorso iniziato durante le prove, su quale fosse il metodo migliore per sconfiggere un tigarex.

Yasu lo seguì con lo sguardo, sospirando, finchè dal tavolo accanto non lo chiamò Maru.

-Qui, Yasu, qui! Mettiti accanto a Shin-chan!

Come sempre, la compagnia dei due, nonché quella del manager, seduto davanti a lui, fu piacevole. Ultimamente aveva meno impegni, ed aveva iniziato ad uscire spesso con Hina, a volte anche loro due da soli, e questo li aveva avvicinati molto. E Maru, che fosse davanti ad una telecamera, o su un palco, o dietro le quinte, o seduto al tavolo di un ristorante, era sempre divertente.

Quando già erano ben avanti con la cena, al rumore del vocio, sciolto anche dai diversi bicchieri di alcolici che avevano trasformato Tacchon nell' “anima della festa”, se ne sommò un altro, che pochi di loro riuscirono ad identificare, finchè Subaru non rispose platealmente al suo telefono. Ci volle qualche secondo a Yasu perchè si rendesse conto del deja-vu.

Anche la volta precedente, infatti, Subaru aveva ricevuto una telefonata. Dalla signora Taeko, all'epoca forse l'unica a parte i Kanjani ed il manager a telefonargli, e il figlio l' aveva liquidata con un paio di grugniti infastiditi.

-Pronto? Hasshi!- Urlò Subaru, che evidentemente aveva indugiato anche lui nella birra.- Eh? Sì, abbiamo finito, siamo a pranzo. Come? Eh? Ah, ah, ah! Sì... No! Ah, ah, ah! No, aspetta...

Finita la chiamata, che almeno nei loro due tavoli, avevano seguito tutti, Subaru riappoggiò il telefonino sul tavolo scuotendo la testa.

-Ah, questi junior...- Commentò fingendosi oltraggiato, ma ridacchiando.- Ai miei tempi noi non ci saremmo mai sognati di telefonare ad un senpai per chiedergli di portarci un souvenir!

A vederlo così, Yasu tornò a dedicarsi quel che restava nel suo piatto, sorridendo.

Tornati all'albergo, Yasu lasciò cortesemente ad altri la precedenza all'ascensore, mettendosi ad aspettare per il secondo turno di salita.

Subaru lo raggiunse alle sue spalle, e da dietro gli passò la tessera della sua camera.

-Ti raggiungo in camera mia.- Gli sussurrò all'orecchio.

Yasu si girò, appena in tempo per vedere l'altro andarsi a sedere su una delle poltroncine della hall, dove Yoko, Tacchon ed il ragazzo delle luci, lo stavano aspettando con le loro PSP in mano.

-Non fate troppo tardi, domani abbiamo un live...- Gli disse sospirando.

Accanto a lui gli fece eco il manager, lanciando ai quattro un'occhiataccia minacciosa piuttosto efficace.

L'arrivo dell'ascensore fu annunciato da un campanello, e Yasu salì insieme al manager ed alcuni ragazzi dello staff, mentre la voce preregistrata dava istruzioni di sicurezza e ripeteva dove si sarebbero fermati. Le stanze dello staff erano al terzo ed al quarto piano, mentre il quinto era riservato ai kanjani ed ai manager, perciò alla fine Yasu si ritrovò a scendere insieme a lui al piano. Si scambiarono i saluti per la buonanotte, e con un po' di imbarazzo, Yasu andò verso la sua camera. Sapeva di poter contare sulla discrezione del manager, che probabilmente aveva pure notato lo scambio di tessere, ma preferiva comunque evitarsi silenziose ma eloquenti sgridate. E poi, doveva comunque prima passare a prendere la sua roba in camera.

Scelse velocemente le cose da portarsi, le mise in una borsa e sgattaiolò fuori dalla sua stanza, verso quella di Subaru. Ovviamente giusto in tempo per farsi cogliere in pieno da Maru-chan.

“Shibuyan mi ha chiesto di portargli una cosa...” stava per dirgli, ma lo sguardo malizioso seppur benevolo di Maru, che lo oltrepassò senza dirgli nulla, lo azzittì.

Come la spia della porta divenne verde, Yasu si buttò dentro la camera. Una volta oltrepassata, si stese sulla porta, stirando il collo fino ad appoggiarci anche la testa. Nei Kanjani8, quello che passava tra Yasu e Subaru era un segreto che tutti conoscevano, ma di cui nessuno parlava. Ma forse se invece di Maru fosse stato Hina, o, per ragioni opposte ma anche peggiori, Ryo, non se la sarebbe cavata così facilmente.

Seguendo l'unica luce nella stanza, inserì la tessera nell'apposito interruttore e il lampadario si accese, mostrandogli la stanza di Subaru. Una volta arrivati in città avevano appena avuto il tempo di poggiare le valige e riprendersi dal viaggio, prima di andare ad una mini-riunione con sopraluogo del palco, e poi a cena. E per questo sembrava incredibile come in quel brevissimo tempo Subaru fosse riuscito a disseminare la sua roba fuori dalla valigia, per tutta la stanza. Ed in mezzo a quel casino di bottigliette, borselli pieni di chissà cosa, e decine di fogli, si distinguevano le piccole pile di vestiti, perfettamente piegati ed in ordine. Attaccato ad un appendino in bilico sullo schienale della sedia, stava una camicia che Yasu ancora non aveva visto. Chissà quando la aveva comprata?

Facendosi spazio tra la roba, Yasu appoggiò la sua borsa sul tavolino della camera.

Lì accanto stavano un paio di fogli, ricoperti dai segni nervosi di Subaru e da decine di cancellazioni. E accanto a quelle, delle piccole note in una grafia che non riconosceva, forse quella di Rikiya. Subaru non voleva che si andasse a frugare tra i suoi appunti, ma alla fine era colpa sua se non sapeva tenere in ordine nemmeno una stanza in cui sarà stato si e no mezz'oretta. Yasu prese il foglio in mano ed iniziò a leggere.

Nel testo, i suoni delle parole si ripetevano seguendosi uno con l'altro, mentre il significato era tormentato, ma forte e deciso; il classico stile delle canzoni che Subaru scriveva per i Furafura.

Sicuramente ne sarebbe venuto fuori un ottimo pezzo.

Yasu si lavò velocemente, si cambiò e si buttò subito sotto le coperte, accendendo l'abatjour sul comodino e spegnendo la luce principale.

Gli sembrò un po' patetico cercare l'odore di Subaru in quel letto dove probabilmente ancora non si era nemmeno steso.

Non sempre passavano la notte insieme, e se lo facevano prima di un concerto era solo per sentire il calore l'uno dell'altro. Non ne avevano mai parlato chiaramente, ma entrambi preferivano conservare energie e tensione per il live. E semmai scaricare tutto dopo.

All'inizio Yasu si era preoccupato, perchè prendere una stanza per poi lasciarla vuota gli era sembrato uno spreco. Poi aveva notato come sempre il piano in cui stavano le loro stanze era sempre deserto di altri ospiti, ed aveva capito che comunque doveva essere una pratica comune per l'ufficio prenotare qualche stanza extra, in modo da assicurare la loro privacy.

Rimase a fissare la luce, chiedendosi per quanto ancora quei quattro avrebbero continuato a giocare.

Così nemmeno si accorse di essersi appisolato. Riprese completa coscienza quando sentì il materasso muoversi sotto di lui.

Alzò la testa per vedersi sdraiato accanto Subaru, che si era buttato sul letto senza preoccuparsi di chi ci stava dormendo sopra. Addosso aveva solo una T-shirt che gli aveva regalato Hina e le mutande; ovvero, era pronto per andare a dormire.

-Shibuyaaan...- Mormorò Yasu ancora un po' assonnato.- Che ore sono?

-Non è tardi...- Rispose Subaru, senza precisare nessun orario.- Ma è meglio andare a nanna...

Yasu si girò meglio verso Subaru, che ancora era sopra alle coperte.

-E io che ero venuto apposta in camera tua sperando di stare un po' con te...- Si finse offeso.

-E infatti sono qui, no?

Yasu sorrise, e Subaru rispose al sorriso. Poi gli si avvicinò, e lo baciò.

Yasu cercò di recuperare in quel bacio tutto il tempo che l'altro aveva perso dietro al videogioco.

-Ma cosa fa, Shibutani-san!- Lo sgridò scherzosamente, ripetendo una frase che lui diceva spesso.- Non lo sa che tra i Kanjani8 sono proibite le relazioni?

Subaru ridacchiò.

-Certo che lo so... Potrebbe nuocere all'immagine del gruppo... e poi... se dovesse andare male, dover continuare a lavorare con qualcuno con cui si stava, sarebbe un problema...- E qui il tono di Subaru si fece improvvisamente serio.- Eccome se lo so, quanto sarebbe un problema...

Yasu capì immediatamente a cosa Subaru si stesse riferendo. E la cosa lo trapassò al petto.

-Shibuyan, io...- Mormorò, guardandolo teneramente.

Ma Subaru mostrò prontamente un sorriso.

-E' per questo che noi non abbiamo una relazione, no?- Continuò, riprendendo il tono giocoso, per poi riavvicinarsi a Yasu e baciarlo di nuovo.

E quando Subaru stava per staccare le sue labbra, Yasu lo inseguì per proseguire.

-Mi piace, sai... non avere una relazione con te!- Gli disse.

-Anche a me... ma ora è meglio che dormiamo, eh?- Disse a sua volta Subaru, allontanandosi abbastanza da potersi mettere anche lui sotto la coperta.

Yasu spense la luce e si risdraiò girato verso il bordo del letto.

Subaru si strusciò sul materasso fino ad arrivare dietro a lui, tanto che Yasu poteva sentirne il respiro sul suo collo.

Per un lungo tempo Yasu era stato l'appoggio di Subaru. Ne aveva seguito più volte l'alternarsi dell'umore, fino ad arrivare ad un progressivo deterioramento. E quando quel peso era diventato troppo anche per le sue forze, alla fine lo aveva allontanato.

Ora Subaru sembrava davvero essere diventato più forte. Aveva sempre, momentanee o prolungate, le sue crisi; ma ora riusciva a superarle, anche da solo. E comunque, Subaru non era più solo: quel piccolo sistema che comprendeva solo il gruppo, la famiglia e pochi altri, si era esteso, fino a diventare un universo fatto di molte persone, alcune che addirittura Yasu neppure conosceva. E anche il legame con gli altri Kanjani, sembrava in qualche modo essere diventato più rilassato e più diretto. Certo, una cronica aggressività da timidezza, quella Subaru non se l'era tolta; ma adesso non aveva più paura delle persone. Almeno, abbastanza da poter andare a fare shopping da solo.

Dopo aver raggiunto, senza di lui, questa stabilità, avevano potuto riavvicinarsi. Ed il loro rapporto, era potuto diventare più leggero, più equilibrato. Più paritario, anche.

A vederlo oggi, Yasu si sentiva molto orgoglioso di quello che Subaru era diventato, di quel che lui lo aveva fatto diventare.

Subaru si mosse. Lo faceva sempre, spostarsi decine di volte prima di trovare la posizione giusta per dormire.

Alla fine sembrò decretare che il modo più comodo per stare, fosse appiccicato a Yasu, passandogli un braccio sopra, per tenerlo all'altezza della pancia.

Yasu prese piano quel braccio e lo strinse a sé. Sperando, in qualche modo, di poter riavere almeno una parte di quel Subaru di una volta, che era tutto suo.



Date: 2012-08-09 09:25 am (UTC)
From: [identity profile] crazygirlll123.livejournal.com
Sono contenta che "qualcuno" ti abbia convinta a postarla questa fict :PP ;D Che dire... Probabilmente ti ho già detto tutto quello che penso a voce, ma voglio ribadire che AMO le cose che scrivi. Sarà che la nostra visione su di loro è molto simile (anche perché sei il mio shishou kanjanico XD)... Ma le cose che scrivi per me sono una dolce droga, che da un lato fa male e dall'altro mi appaga completamente... >__< Aaaahh yappari le angst Yasuba saikou!!! *sfodera il suo lato M* XD

Yasu prese piano quel braccio e lo strinse a sé. Sperando, in qualche modo, di poter riavere almeno una parte di quel Subaru di una volta, che era tutto suo.

<3

Erika

Date: 2012-08-09 09:38 am (UTC)
From: [identity profile] harin91.livejournal.com
Come al solito le Yasuba migliori sono quelle un po' bittersweet, come le sai scrivere tu <3
Ho adorato anche questa, ovviamente!
Mi spiace moltissimo non essere stata una fan dei FuraFura prima dello scioglimento e soprattutto non conoscerli molto bene... adoro le canzoni e avrei veramente voluto andare ad un loro concerto! A parte questo adoro quello che hanno fatto per Subaru, l'aiuto psicologico che Rikiya e gli altri sono stati per lui nei momenti di 'crisi' che sappiamo perfettamente Subaru, ogni tanto, passa...
E' proprio vero che dal tour di 47 sono cambiate tante cose... lo si nota nella relazione degli Yasuba specialmente, ma in generale in tutte quelle come che nei comportamenti di Subaru sono cambiate.

Come al solito le tue descrizioni degli avvenimenti e il modo in cui analizzi la 'storia degli Eito' mi lasciano affascinata e mi trovano perfettamente d'accordo, come se fossi riuscita ad esprimere a parole scritte dei pensieri che ho sempre avuto ma a cui non avevo mai dato una 'forma'.

Bellissima, come sempre <3

Date: 2012-08-17 06:44 pm (UTC)
From: [identity profile] yoshiko93.livejournal.com
*____* Grazie per aver scritto questa meravigliosa fic è davvero stupenda!Ti prego di continuare a condividere i tuoi lavori!!

Date: 2012-08-31 11:25 am (UTC)
From: [identity profile] jinnypazza82.livejournal.com
Le tue yasuba le amo lovvo e adoro ç_____ç
Il modo in cui descrivi il loro rapporto, solo tra loro due, all'interno del gruppo, al confronto col resto del mondo, mi fa recuperare gli anni (troppi ç__ç) i cui non li conoscevo prima e non li seguivo ancora poi. Ecco, adesso che ho detto la bimbaminkiata mi sento meglio.
Però ci voleva. Sono bellerrimiiiiiii ç_______ç *e questa non era una bimbaminkiata? °-°*

Cito pure io: Yasu prese piano quel braccio e lo strinse a sé. Sperando, in qualche modo, di poter riavere almeno una parte di quel Subaru di una volta, che era tutto suo.
<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3

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