Retanzu ultima! ^()^
Jun. 22nd, 2008 06:13 pmPosto l'ultima parte di Retanzu... datele un'occhiata, poverina... non riceve quasi più commenti, cucciola... e io che l'ho scritta con tanto amore XDDD
Per fare la brava, metto di nuovo tutta la descrizione ^^
Titolo: Retanzu!
Gruppo: Arashi.
Pairing: Sakumoto classico, un po' di Ohmiya.
Rating: diciamo R o forse NC-17 per esagerare XDDD, angst.
Disclamers: Gli Arashi non sono miei, Johnny Kitagawa non è (purtoppo) un mio parente neppure lontano e se Sho e Jun (credo soprattutto Jun XD) leggessero questa fanfiction mi ucciderebbero. In ogni caso non hanno il mio indirizzo di casa, quindi sono salva ^^
Note: L'ultimo capitolo, il più triste ma anche quello venuto meglio XD.
Link alle altre parti: Parte 1 Parte 2 Parte 3 Parte 4
Per fare la brava, metto di nuovo tutta la descrizione ^^
Titolo: Retanzu!
Gruppo: Arashi.
Pairing: Sakumoto classico, un po' di Ohmiya.
Rating: diciamo R o forse NC-17 per esagerare XDDD, angst.
Disclamers: Gli Arashi non sono miei, Johnny Kitagawa non è (purtoppo) un mio parente neppure lontano e se Sho e Jun (credo soprattutto Jun XD) leggessero questa fanfiction mi ucciderebbero. In ogni caso non hanno il mio indirizzo di casa, quindi sono salva ^^
Note: L'ultimo capitolo, il più triste ma anche quello venuto meglio XD.
Link alle altre parti: Parte 1 Parte 2 Parte 3 Parte 4
Tornò a casa e Sho corse ad abbracciarlo, preoccupato.
-Insomma, ma dove sei stato??? Te l’ho già detto che non mi piace che vai in giro da solo!- lo sgridò dolcemente. Si lasciò stringere forte, chiudendo gli occhi, sentendo il dolce profumo dei capelli del suo ragazzo. Poi lo accompagnò in salotto, lo fece sedere sul divano e gli si sedette al fianco.
-Amore, ascolta…- mormorò. La voce gli uscì tanto bassa e lieve che non fece altro che aumentare le preoccupazioni di Sho.
Decise di sorridere, tranquillizzarlo, baciarlo dolcemente sulle labbra.
-Jun, non è arrivato quel momento, vero?- chiese lui.
Jun abbassò lo sguardo e si morse il labbro inferiore e Sho capì immediatamente.
-Ho fatto quello che dovevo fare qui. Non c’è bisogno che io resti ancora- sussurrò, abbracciandolo stretto.
-C’è bisogno! Sono io che ne ho bisogno! Dopo 3 anni lontani, non resti neppure una settimana!- protestò, stringendo forte il tessuto della giacca di Jun, nel pugno.
-Ti prego, devi essere forte. Promettimi di non far preoccupare mai gli altri, di proteggerli…- disse.
Sho si allontanò per guardarlo negli occhi, annuire, baciarlo ancora.
-Quando…?- chiese poi.
-Domani mattina non mi vedrai più- rispose, accarezzandogli il viso.
-Ma è troppo presto! Non hai salutato gli altri! Volevo vedere quando spaventavi Jin!- esclamò Sho, stringendo forte le mani di Jun contro il suo petto.
Jun sorrise, lo baciò in fronte e appoggiò la testa sulla sua spalla.
-Vedila invece da questo punto di vista: abbiamo una notte intera, da poter spendere soli io e te-.
Sho ricacciò indietro le lacrime e gli accarezzò la schiena.
-E cosa vuoi fare?- chiese, tentando di sorridere.
-Voglio andare al ristorante, sulla Tokyo Tower, sulla ruota panoramica di Odaiba, in giro per Ginza e voglio tornare a casa e fare l’amore con te- rispose, alzandosi dal divano e tirandolo su.
-Forza, vai a prepararti!- esclamò, spingendolo verso la stanza.
Fece scivolare la mano sul suo corpo.
Centimetro per centimetro.
Il viso con la fronte, la punta del naso, gli zigomi e le labbra umide, sorridenti.
Poi il collo e il petto, il lieve alzarsi e abbassarsi di esso ad ogni tiepido respiro, il dolce intervallo dell’ombelico, le morbide curve dei fianchi. E più giù, fino alle cosce, le ginocchia, i piedi, le pieghe del lenzuolo.
-Come sei bello…- sussurrò al suo orecchio, baciandolo sulla guancia.
-Lo so…- rispose Jun, giocando con il ciondolo della sua collana. Poi gli prese la mano nella sua. Le loro dita si incrociarono e i loro anelli si toccarono. Quello di Sho, molto simile a 2 fedi incastrate e quello di Jun, un anello argentato con dei morbidi disegni sopra.
-Jun io ti amo…- mormorò, baciandogli il viso con piccoli e lievi baci.
-Sho… non dimenticarmi mai… mai…- disse, fra le lacrime.
-No- rispose, assaggiando il pianto salato di Jun sulle sue labbra –No, te lo prometto-.
Quando si svegliò, il giorno seguente, la luce del giorno illuminava la stanza.
Le coperte candide, le pareti, il cuscino di fianco al suo.
C’erano ancora delle pieghe su di esso, come se fino a poco prima quel punto fosse stato coperto da un altro corpo, un’altra persona. Ora c’era solo lui, in quella grande casa vuota.
Lo accarezzò, tentando di trattenere le lacrime.
Ma quando infine lo sconfissero, premette forte il viso contro la morbida tela bianca e pianse a lungo, gridando forte il suo nome.
Gli presero le mani.
Nino la sua destra e Masa la sinistra, mentre Ohno si limitò a sorridergli brevemente.
Sapeva quanto poteva averli fatti soffrire il fatto che Jun se n’era andato senza salutarli, ma sapeva anche che loro si immaginavano di doverlo consolare il più possibile.
E per una volta, non si sentiva di doverli contraddire.
Aveva bisogno di loro.
Si fermarono davanti alla lapide nera e osservarono a lungo il bel viso del loro migliore amico, in silenzio. Non si accorsero che alle loro spalle li osservava una persona.
-Fate un po’ di spazio, ragazzi- sorrise quello, avvicinandosi sulla sedia a rotelle.
-Johnny-sama!- esclamò Nino voltandosi e lasciando la mano di Sho per far passare il capo, che sistemò dei fiori nuovi nel vaso di fronte alla lapide. Rimase qualche secondo a guardarne il colore acceso, poi accarezzò la foto di suo nipote.
-So che in realtà… tu vuoi che sappiano… è per questo che sono qui- gli sussurrò.
Si girò verso gli Arashi e piegò il capo in cenno di saluto.
Loro si inchinarono in segno di rispetto.
-E’ giunto il momento che io vi spieghi qualcosa riguardo a ciò che è accaduto a mio nipote-
“Nipote… è vero… ogni tanto, che strano, se ne dimenticava…” pensò Sho.
-Non so quanto lui possa avervi detto, dato che so che ultimamente è venuto a farci visita- disse il vecchio, sorridendo. Sho non si ricordava che i suoi occhi fossero così simili a quelli di Jun. Così grandi è delicati… quel tono di occidentale che rendeva Jun ancora più bello, se era possibile.
Sentiva il cuore aumentare dolorosamente i battiti, al solo ricordo che la sera prima lui aveva guardato in quegli occhi, li aveva baciati, li aveva sentiti su di sé.
-La cosa che sicuramente più vi colpirà è la notizia che Jun non è morto in un incidente. Si è trattato di omicidio- disse, calmo.
Sho spalancò gli occhi e per un breve istante sentì le gambe cedergli.
Per fortuna Masaki si era stretto forte a suo braccio e l’aveva tenuto in piedi. Nino prese la mano di Satoshi nella sua, spaventandosi nel vedere le lacrime negli occhi del suo ragazzo.
-Chi è stato?- chiese debolmente.
-Due uomini. Hanno sabotato l’auto di Jun in modo tale che prendesse fuoco e quando hanno visto che era riuscito ad uscire lo hanno colpito alla testa e hanno avvicinato il corpo alle fiamme. Si erano anche presi la briga di bloccare le telefonate del suo cellulare, in modo tale che non potesse chiedere aiuto o chiamare qualcuno di voi…-
-Perché?- domandò, la rabbia che cresceva sempre di più –Chi erano queste persone?-.
Il capo sorrise e scosse la testa.
-Perché Jun aveva rifiutato di partecipare ad un concorso. I due uomini erano solo dei poveracci mandati dal capo di una grossa agenzia di spettacolo che da tempo seguiva Jun per convincerlo ad entrare a farne parte. Nel loro progetto c’era l’intenzione di farlo uscire dalla Jimusho. Più volte questa compagnia mi è stata ostile e spesso ha mosso scandali contro di noi, per infamarci. Sono da sempre i rivali peggiori della nostra azienda. Hanno preso di mira Jun notando il suo apparente atteggiamento di superficialità riguardo all’azienda o al gruppo… non potevano sospettare quando il carattere di Jun fosse illeggibile dall’esterno, quando in realtà si stessero sbagliando sul suo conto. Gli proposero di causare uno scandalo per uscire dalla Jimusho e di entrare a fare parte della loro azienda, gli promisero mari e monti, ma ovviamente non accettò. Iniziarono a pedinarlo, assillarlo… e quando se ne accorse, senza dirmi niente, denunciò la cosa. Venne subito zittito e gli chiesero dei soldi per il torto subito. Avevano nelle loro mani foto. Vostre, foto…- disse, indicando con un movimento del capo Sho. Lui si morse il labbro inferiore.
-Jun ha tentato di resistere da solo, ma mi chiese un prestito e venni a sapere tutta la faccenda. E prima ancora che potessi aiutarlo, si erano stufati di usarlo come giocattolo. Sapeva troppe cose, quindi poteva solo scegliere di abbandonare la Jimusho. Rifiutò e lo uccisero-.
-Lei non ha fato niente???- protestò Ohno, stringendo forte i pugni.
Johnny sospirò e scosse la testa: -Non ho potuto fare nulla per Jun. Ma ormai la compagnia è fallita e i capi sono stati arrestati…-.
“Se solo avessi potuto proteggerlo… se solo avessi saputo…” pensavano l’anziano signore e Sho, chiudendo forte gli occhi, abbassando la testa.
“Jun… non sai quanto io possa odiarti per non avermi mai detto niente… perché? Perché solo quella sera, sì… quella sera che sei tornato a casa troppo tardi, mi hai abbracciato piangendo, mi hai chiesto di sopportarti e di non chiederti niente… mi hai supplicato di non morire, se ti avessi perso… solo ora… solo ora capisco il perché…”.
-La sua è stata una scelta. Sapeva che non si sarebbero fermati al ricatto, se avesse continuato ad assecondarli… ha scelto di proteggere tutti tranne sé stesso. Ha certamente sbagliato, ma come non riconoscere il suo coraggio?- terminò Johnny. Mosse la sedia a rotelle fino alla strada pavimentata di fronte alle lapidi e si allontanò in silenzio, dopo aver salutato i sui dipendenti.
Gli occhi di Sho si riempirono di amare lacrime, ma le ricacciò in gola.
-Vi… lasciamo soli…- mormorò Nino, prendendo sottobraccio Masaki e accompagnando dolcemente Ohno verso l’uscita. Sho lo ringraziò con uno dei loro soliti sguardi. Non c’era mai stato bisogno di parlare, fra di loro… tutti e 5 avevano sempre avuto questo straordinario potere.
Si chinò davanti alla lapide e la osservò in silenzio, pensando a tutti i ricordi, tutte le domande che si era posto e che ora trovavano risposta. Pensando a tutto quello che avrebbe potuto fare, se avesse… se solo avesse…
-Baka…- sussurrò, appoggiando la fronte contro il marmo nero e freddo.
-Ore no chiisai baka…*-.
*-Stupido…- e –Il mio piccolo stupido…-.
-Devo dirvi una cosa…- mormorò Masaki, stringendo forte il braccio di Sho per non cadere.
Erano andati come al solito al mare.
Da 3 anni, ormai, quando tornavano dal cimitero, si fermavano di fronte al mare, parcheggiavano l’auto e si arrampicavano su un piccolo promontorio, una scogliera a picco sui flutti. Quel giorni spirava un fortissimo vento.
-Fa che sia una buona notizia…- sospirò Satoshi.
Sho sorrise e li osservò uno per uno, con gli occhi ancora rossi e stanchi per il pianto.
-Rika… mi ha detto che Jun è andato a trovarla…- continuò Masaki.
Per un istante nessuno parlò, poi Nino chiese: -Perché? Non si conoscevano…-.
-No, infatti… ma, ecco… le ha chiesto una cosa e le ha detto di parlarmene- disse Aiba –Credo che sia giusto dirvelo, anche perché poi lo sapreste lo stesso, ecco… ha detto che la sua missione era di venire a dirci di chiamare nostro figlio Jun-.
-Chi si crede di essere, Gesù Cristo?- sbottò Nino, un po’ contrariato.
Gli altri non riuscirono a trattenere una risata.
-E vuole anche che Sho sia il padrino- aggiunse Masaki, con un sorriso –E direi che lo vuole anche il padre-.
-Non è giusto! Questa volta toccava a me, uffa!- protestò di nuovo Kazunari -Perché Sho sì e io no? Toshi, dì qualcosa!-.
-Io non mi intrometto, sono già padrino di Mizuki e mi va benissimo- fece il suo ragazzo tornando a guardare il mare. Nino gli si sedette al fianco, su una roccia e sbuffò.
-Il prossimo sono io- decise.
-Dipende, anche Toma mi aveva chiesto di…- osservò Masaki, ma non riuscì a finire la frase che già gli altri avevano ripreso a ridere.
-Sarò felice di essere il padrino, davvero…- sussurrò Sho appoggiando la testa contro quella di Masaki. Entrambi sorrisero.
Ci fu un’altra pausa durante la quale sentirono il fischio del vento che scompigliava loro i capelli e il rumore del mare infrangersi sotto di loro.
Poi Nino iniziò a cantare e, come al solito, lo seguirono:
-Subete wa Hawaii de hajimari
A-RA-SHI A-RA-SHI for dream…-.
Sistemò i fiori nel vaso e si sedette al fianco della lapide, come al solito.
-Ok, indovina che giorno è oggi…- fece, sorridendo. Non aveva perso l’abitudine di parlargli mentre il cimitero era deserto. –Troppo facile, è il mio compleanno. Sai quel idea di viaggio che avevo l’anno scorso? Ecco, ho già preparato tutto, parto appena uscito di qui. Mi dispiace per gli altri, ma ho deciso di staccare il cellulare- sospirò.
-Poi, vediamo… come al solito nuovo singolo, un po’ migliore dei precedenti. Il video è simpatico, ti sarebbe piaciuto filmarlo. Poi… Jun non ti assomiglia affatto, non piange quasi mai ed è un bimbo educato e tranquillo mentre tua mamma mi ha raccontato che tu eri pestifero e frignone- rise.
-Ti… ti ricordi l’anno scorso? Proprio il giorno del mio compleanno… non sono mai stato più felice, Jun… è sempre stato così fra me e te, c’è sempre stata dell’angoscia, una punta di paura e di dolore… ma quella sera eravamo… eravamo noi. Per la prima volta, non avevamo nulla da perdere. E mi sono sentito me stesso come mai nella mia vita. E’ per questo che mi manchi…-.
Chiuse gli occhi per qualche istante guardando il cielo, mentre un raggio di sole lo scaldava, in pieno gennaio.
-E poi il frignone sono io… non fai che piangere, quando vieni qui…- sbottò Jun chinandosi di fronte a lui per asciugargli una lacrima solitaria sul viso.
-E’ colpa tua! Hai fatto più danni che altro! E soprattutto ti ostini a tornare, ma non ti vergogni??? I morti restano morti, lo sai?- protestò Sho, sorpreso e divertito, rispondendo al dolce sorriso del suo ragazzo.
-Ho una licenza, l’ho ottenuta per te, vedi di esserne onorato. Ora posso tornare una volta all’anno- spiegò Jun. I suoi occhi dai bellissimi riflessi nocciola parlavano con quelli di Sho, gridavano tutto il loro amore, tutta la felicità di quel momento –Felice?-.
-Felice ed onorato- scherzò Sho facendo un inchino.
Jun lo aiutò ad alzarsi e lo abbracciò stretto, ritrovando il bacio su quelle labbra familiari.
-Bene, ora partiamo. Verso l’infinito e oltre!- esclamò Jun stringendogli la mano e portandolo verso l’uscita del cimitero.
-Eh?- chiese Sho, perplesso.
-Il viaggio che vuoi fare… vengo anche io. Saremo io, te e l’auto. E ti darò abbastanza motivi e distrazioni per dimenticare anche solo un giorno il tuo ingrato ruolo nel mondo- disse Jun con il suo classico sorrisetto. “Oh, ce la farai sicuramente…” pensò Sho.
-E lo scherzo a Jin quando lo fai, se oggi partiamo?-
-L’anno prossimo!- rispose Jun sicuro.
Risero e si baciarono ancora, sotto i raggi del sole invernale.
Sarebbe stato così, ogni anno.
FINE.
no subject
Date: 2008-06-22 05:02 pm (UTC)Ho riletto tutte le parti che mi piacciono di più.
Harin io ti adoro e adoro le tue fict <3
no subject
Date: 2008-06-22 05:06 pm (UTC)Quali sono le parti che ti piacciono di più? *curiosa curiosa*
Io adoro quando Sho si piega sulla tomba e lo rimprovera in giapponese... è tanto cippi... *lo schiaccia*
no subject
Date: 2008-06-25 07:27 am (UTC)Le parti che mi piacciono di più, bè in realtà mi piace tutta, però all'inizio mi divertivo troppo con quei giochini quando Jun predneva in giro Sho XD.
Poi mi piace tanto anche la parte quando parla con Jhonny, e naturalmente l'ultima sera è bellissima anche se tanto triste ç____ç.
Impagabile il pezzo in cui entra nel camerino dei kattun e fa a Jin: " -Jin! Amove! Ho finito lo shampoo, me ne pvesti un po’?-." XDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD
E io come Sho alla fine avrei voluto un altro scherzo fatto a Jin XD
no subject
Date: 2008-06-22 05:24 pm (UTC)In compenso... è bellissimo il finale (ma questa ficcy è tutta bellissima...)
Domani commento meglio ne, che quidevo sfogarmi!!
no subject
Date: 2008-06-23 10:14 am (UTC)Alla fine ieri la partita non è andata un gran chè bene... ma i commenti a freddo li voglio lo stesso, quindi stasera ci sentiamo! ^__- *fanatiche del calcio*
Ora tifo Russia! XDDD Il numero 10 è bravo e pure carino *ç*
COMMENTO, JINNY MIA!!! *()*
no subject
Date: 2008-06-23 06:22 pm (UTC)Ho assolutamente adorato questa ficcy nel suo totale completo essere (come parlo?)
Jun che si mette a fare battute e scherzi e tiene il punteggio per vedere quante volte li altri ci cascano, all'inizio, e quando entra nel camerino dei kattun e spaventa a morte Jin... tutte scene che mi vedo e rivedo in testa (si, mi faccio i film mentali XD XD XD) e le citazioni da gillmore girls (c'è una pioggia di meteoriti vieni a vederla? Sbrigati scheggia... aaawww, anzi, vista la citazione nella citazione, doppio aaaww, anche triplo volendo)
E poi il crescendo, man mano che si aggiungono nuovi particolari, scoprire (di nuovo, io l'ho già letta questa e c'ho già piantooo!!! Adoro!!!!)com'è morto davvero... e lo scoop di zio Johnny (lo scoop sta nella parola zio... non mi so spiegare XD XD)?! E poi quando johnny racconta ai quattro arabimbi superstiti cos'è successo davvero... per tutto il tempo avevo l'istinto di prendere Sho e grabbarlo forte forte... poi bellissimi i momenti in ui erano loro due soli... la gioia di essere insieme dopo tre anni, ma con la venatura di tristezza data dalla consapevolezza che non poteva durare...(e li volevo grabbarli forte forte tutti due...)
Nemmeno da dire che ho assolutamente adorato il finale: tutta la verità che viene fuori, la frase mitica "ore no chiisai baka" che mi provoca fontanismo fulminante... e poi sapere con sollievo che, seppure solo una volta all'anno, possono vedersi... aaawww... è che è perfetta così com'è, sennò ci sarebbe un enorme "ancoraaaa!!!" che aleggia nell'aria.. invece continuo a rileggerla XD (ok,sembra la recensione per una rivista femminile di gossip XD XD)
Bene, ho sfogato tutto il mio fanatismo per questa ficcy... (grabba forte Sho, futuro padrino di Jun secondo )
Grazie per averla postata!!! (si inchina)
no subject
Date: 2008-06-23 06:32 pm (UTC)Anzi, grazie mille a te per amarla così tanto!
In effetti anche a me piace moltissimo come ff, una delle poche di cui vado davvero fiera! *e adesso vorrà sapere le altre XDDD*
Hai citato le parti che anche io preferisco in assoluto! *____*
Le citazioni da Gilmore Girls... oddio... ho lottato fino alla fine con me stessa per metterla o no... alla fine ha vinto la me stessa stupida!
MeStessaStupida: YAYYYY!!!
MeStessaIntelligente: Solo questa volta, mia cara... solo questa volta.
E poi ci sono altre citazioni, anche da Star Wars! XDDD *si è sbizzarrita*
Per concludere l'analisi... il pezzo che mi è venuto meglio, secondo me, è la loro ultima notte assieme e quando Sho si sveglia. Poche parole, ambienti e gesti ben descritti. Dannazione, scrivessi sempre così!!! >____< *si picchia*
Grazie di cuore!!! *____* *secondo inchino fino a terra, come Junji dopo i concerti*
no subject
Date: 2010-07-03 09:36 am (UTC)davvero bella!