Circle Exchange START! - Drums
Oct. 26th, 2012 02:35 pmSalve a tutte! Ogni tanto anche la mod-fuffa sente il bisogno di tornare a postare qualcosa XD Prima di tutto ci tengo a salutare tutte le nuove arrivate (vi ho attivate, ma non ho ho salutato ;__;). Lasciatemelo dire come lo direbbe Silente:


*sì, sono una moderatrice e sto abusando del mio potere per caricare delle gif piuttosto pesanti... ora mi dovrò autobannare, con permesso*
Ciò che porto oggi non è un nuovo capitolo di Reach *schiva pietre* ma una nuova challenge che ho iniziato io con me stessa contro me stessa perché... fondamentalmente adoro farmi del male *non ditelo in giro*
Si tratta di una CIRCLE CHALLENGE! *peppereppeppèèè*
Le regole sono le seguenti, poche e interessanti:
Si sceglie un gruppo (o più gruppi) della JE su cui scrivere delle fanfiction e si compila una tabella (o per meglio dire un cerchio) in cui appaiano in ordine dei pairings. I pairings devono essere ordinati di modo in questo modo: personaAxpersonaB - personaBxpersonaC. Per fare un esempio: sakumoto - matsumiya - aimiya - ecc. I personaggi non possono ripetersi più di una volta nel cerchio e devono apparire soltanto in due pairings.
Ogni pairing deve avere una fanfiction, di qualsiasi genere, lunghezza e rating a scelta. Per esempio possono essere tutte drabbles, o tutte oneshot, avere tutte un tema di base... ma anche no! XD Come vedrete, io sono rimasta molto libera sui temi e i generi delle mie fanfiction.
Una volta terminato di scrivere tutte le fict, le si posta di giorno in giorno rispettando il cerchio compilato e il senso (orario/antiorario) scelto.
Nel postare, abusate della nuova tag: '! circle challenge', grazie ^__^
Perché vi sto dicendo tutto questo?
Ecco il mio cerchio: Kanjani8 circle challenge!
Ho iniziato con gli Eito perché sto sperimentando molto con loro ultimamente, ma se trovo tempo potrei cimentarmi anche con Arashi e altro *__* Come da schema, la prima fanfiction è una Ryokura!
Titolo: Drums
Gruppo: Kanjani8
Pairing: Ryokura
Altri personaggi: Maru
Rating: PG-13
Genere: AU, fantasy-storico (?), angst
Disclaimers: i personaggi non mi appartengono
Note: ispirato da diverse cose... il Taiko no Tatsujin di Shiwake8, Maru-bonzo (LOL XD), una frase letta nel museo etnologico di Osaka il mese scorso (FOTO!) scritta di fianco ad un taiko bellissimo. Ho scritto questa prima fanfiction durante le 3 ore di scalo a Dubai, di ritorno dal Giappone.
Durante il restauro del magazzino di un vecchio tempio vicino all’azienda dove lavorava, avevano riportato alla luce un taiko di considerevoli dimensioni e ottime rifiniture, perfettamente conservato.
L’aveva visto, in tutta la sua splendente imponenza, troneggiare nel bel mezzo del capannone provvisorio allestito dai restauratori, circondato da moltissimi altri oggetti religiosi di eguale valore storico e artistico.
La curiosità lo spinse fino ad intrufolarsi, in pausa pranzo, nello stesso capannone e chiedere informazioni sull’incredibile strumento.
-Quello? E’ solo un vecchio taiko, si è rovinato durante un vecchio incendio. Lo usavano tempo fa per delle cerimonie religiose, ma i monaci vogliono liberarsene perché dicono che porti sfortuna- rispose uno degli addetti, con tono svogliato.
-Liberarsene? Ma è ancora in buono stato!- esclamò sconvolto l’impiegato, indicando con gesto enfatico il grande tamburo ancora ben tirato e dall’aria perfettamente funzionante: -Si fidi, sono figlio di liutai!- aggiunse. Lo era veramente: nato e cresciuto in una famiglia di antiche tradizioni, che gestiva da diverse generazioni un negozio di strumenti giapponesi, nel Kyushu.
La pausa pranzo del giorno seguente, la passò alla ricerca di informazioni dai monaci del tempio, tentando di farsi spiegare il motivo di quella assurda superstizione.
-Si narra che in tempi antichi quel taiko fosse suonato da un essere umano demoniaco, che viveva in questa zona- gli spiegò con pazienza ed interesse un giovane apprendista, Maruyama. Sapeva che il monaco aveva all’incirca la sua età e veniva da Kyoto, ma si era trasferito in quel tempio spinto dalla curiosità su parecchi misteri che interessavano il luogo.
-Quell’essere poteva assumere all’occasione diverse forme, umane e non, per ammaliare le proprie vittime. Un mito racconta di un uomo che, attirato dal suono del tamburo, vide una donna molto bella piangere e si offerse di aiutarla, venendo poi catturato e divorato- disse ancora Maruyama, lo sguardo rivolto verso il maestoso taiko che riposava all’ombra del capannone.
-Poi un monaco di questo tempio, dai forti poteri spirituali, riuscì a spezzare l’incantesimo del demone e ucciderlo, sottraendo il taiko dalle fiamme dell’aldilà. Ma il monaco, che già era diventato famoso per aver sconfitto altri demoni, aveva parecchi nemici e rivali all’interno del tempio e qualche notte dopo il recupero del taiko magico, venne pugnalato da un suo superiore, per invidia. Da allora il taiko suona ogni notte nei magazzini del tempio, senza un suonatore. A noi apprendisti è vietato avvicinarci durante le ronde notturne per paura che si tratti dello spirito del grande monaco che cerca vendetta- finì la spiegazione, con un sospiro.
L’impiegato, che era rimasto in silenzio durante il racconto, decise all’improvviso che quella notte avrebbe tentato di avvicinarsi al taiko demoniaco per sentirne il suono. Non era mai stato particolarmente coraggioso e anzi, aveva spesso pausa delle storie di demoni e fantasmi, ma quella sua acuta curiosità gli fece ignorare ogni timore.
Rimase in attesa della mezzanotte in un cafè vicino alla propria azienda, poi si intrufolò nel giardino del vecchio tempio, facendosi luce con il proprio cellulare.
A pochi passi dal capannone, già poteva udire i bassi colpi sul tamburo, cupi e potenti, tanto da fargli raggelare il sangue nelle vene: non immaginava che quel taiko potesse avere un suono tanto rabbioso.
Nonostante la paura che iniziava a provare, volendo scoprire la verità su quella leggenda, si costrinse a proseguire e fece altri due o tre passi quando, all’improvviso, il cellulare si spense lasciandolo al buio fra le statue bronzee di alcuni dei.
Poi, una luce bianca e debole gli indicò la strada fino al taiko, dove una figura umana stava suonando coi bastoni sul tamburo. Il ritmo del giovane uomo era perfetto: lento, preciso, pulito. Il ragazzo indossava un happi da cerimonia verde, nero e bianco e gli dava le spalle: era più altro di lui e con lunghissimi capelli castani legati con dei nastri in una coda di cavallo.
-Chi sei?- gli chiese, senza girarsi a guardarlo, intento a suonare.
-Solo… l’impiegato di un’azienda qui vicino, ho fatto tardi e…-.
-Dimmi il tuo nome- ordinò la voce del giovane, che era tanto bassa e potente quanto quella del tamburo che suonava.
-Nishikido Ryo- si affrettò a rispondere.
-Ryo…- ripeté il ragazzo smettendo all’improvviso di suonare. Si girò a guardarlo e Nishikido dovette trattenere il fiato per non gridare: il viso del ragazzo era per metà sfigurato da profondi segni di bruciature e sul petto, una orribile ferita da spada o lancia squarciava i vestiti da festa e la carne ancora sanguinante. La debole luce quasi argentea vista prima proveniva chiaramente dal corpo del giovane, che nonostante i terribili segni della morte possedeva ancora quella demoniaca bellezza di cui parlava il mito.
-Non c’è nessun demone, qui- sospirò il fantasma, forse capendo i rumorosi pensieri di Nishikido, atterrito per la scoperta.
-Mi chiamo Tadayoshi. Sono il suonatore di questo taiko da quando è stato costruito- spiegò con calma il ragazzo.
-Il monaco dovrebbe averti sconfitto molti anni fa!- esclamò Ryo facendo un passo indietro, ancora senza capire.
-Il monaco? Ah, è così che si racconta, vero? Era lui il buono e noi i cattivi!- disse con disprezzo Tadayoshi.
-Noi…?- domandò Nishikido.
-Senti, Ryo. Non c’è mai stato nessun demone. Si sono inventati quella storiella solo per non gettare il buon nome di questo tempio in cattiva luce. Io suonavo per le loro cerimonie e loro, i monaci, mi permettevano di vivere qui. Ma c’erano alcuni di loro che erano invidiosi della mia bravura al taiko e forse del mio aspetto. Così, non appena riuscirono a scoprire il mio segreto…-.
-Segreto?- chiese ancora Ryo, interrompendolo.
-Il mio amante. Era un monaco apprendista- spiegò Tadayoshi, per poi fare una pausa: -E si chiamava Ryo, come te-.
Nishikido non disse nulla, lasciando che il fantasma continuasse a sfogarsi mentre mille pensieri gli turbinavano nella testa.
-Un monaco in particolare, che si dava arie di santone con poteri magici, decise di agire seguendo la propria gelosia: uccise Ryo nella sala degli strumenti e fece ricadere la colpa su di me, macchiando il mio nome con accuse infondate e costringendomi a scappare. Ma non potevo lasciare lo spirito del mio amante irrequieto e il mio taiko in mano a quelle persone spregevoli, così tornai indietro di nascosto. Ma lui mi attendeva…- fece una pausa, perso nei ricordi: -Mi uccise e diede fuoco alla stanza, causando un grande incendio. Dicono che ne fu accusato e costretto all’esilio- concluse, vago.
-Allora non è morto qui…- disse Ryo.
-No, ma di malattia in un altro monastero-.
-E il taiko non è bruciato…?-.
-No, l’ho protetto con tutte le mie forze. Questo taiko ha ancora un compito molto importante da svolgere, che io non sono più in grado di portare a termine- disse il fantasma.
-La vendetta sugli eredi del monaco?- domandò Nishikido, credendo di aver trovato una soluzione.
Tadayoshi scosse la testa, ridacchiando: -Suonare al funerale del mio Ryo-.
Rimasero in silenzio, nel cuore della notte. Il maestoso taiko ora pacifico, al loro fianco.
-Posso provare io a dare pace alla sua ed alla tua anima- affermò allora Ryo: -Fammi provare-.
Tadayoshi gli sorrise e Ryo capì ogni verità su quelle leggende, ogni possibile gelosia nei confronti di una bellezza così antica e profonda, da risplendere ancora su quel volto lontano nel tempo.
Prese i legni dalle mani di Tadayoshi e si posizionò di fronte al tamburo, pronto a colpire. In un brivido freddo sentì il fantasma di Tadayoshi abbracciarlo, stringere i pugni attorno ai suoi, per guidarlo nel ritmo.
Già al primo colpo poté sentire il suono cambiare e la luce affievolirsi.
Quando la marcia funebre aveva iniziato a risuonare nell’aria della notte, percepì l’ultimo saluto di Tadayoshi, un leggero bacio sui capelli e solo il suo nome, sospirato una sola volta.
-Ryo…-.
Quando le lacrime si asciugarono e i ricordi gli si affievolirono nella mente, placandogli l’animo, il tamburo era illuminato solo dalla luce del cellulare che stringeva nel pugno alzato.
Per la prima volta lo strumento appariva anche ai suoi occhi vecchio, logoro e con chiari segni delle bruciature che l’avevano voluto distruggere.
Giorno 1 postato! ^O^9
no subject
Date: 2012-10-26 12:58 pm (UTC)oddioddioddioddioddio
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaawwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww
ç________________________ç
Non si fanno queste cose ai Ryokuri, monaci di medda ç____________ç cioè .. cioè ... non si fa, ecco ç_____ç
Bellissima! Loro sono bellissimi! Li amo! Ti amo! Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaawwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww
no subject
Date: 2012-10-26 02:06 pm (UTC)Però dai, in un certo senso c'è l'happy ending XD *seee*
*grab fort fort*
Ricomincia a scrivere anche tu, però çOç TORNA PANTOFOLAIAAAA! XDDD
no subject
Date: 2012-10-26 01:32 pm (UTC)questa storia è così gyuuuuuuun che non mi lascia abbatsanza coerenza per commentarla.. ç___ç
ma voglio farti sapere che l'ho letta ed apprezzata. molto.
ç_______________________ç
no subject
Date: 2012-10-26 02:08 pm (UTC)D'ora in poi invece che 'angst' scriverò 'genere: gyuuuuuun', descrive molto meglio i sentimenti secondo me U__U
no subject
Date: 2012-10-26 01:53 pm (UTC)no subject
Date: 2012-10-26 02:10 pm (UTC)no subject
Date: 2012-10-26 03:52 pm (UTC)no subject
Date: 2012-10-26 03:54 pm (UTC)no subject
Date: 2012-10-26 03:56 pm (UTC)no subject
Date: 2012-10-26 05:38 pm (UTC)Mi piace l'idea dello Youkai e Maru ce lo vedo a fare il monaco XDDDDD
Bellissima la parte finale ç_____ç Finalmente Tacchon ha potuto riabbracciare il suo Ryo ç___ç
no subject
Date: 2012-10-26 08:22 pm (UTC)Il finale poi è dolcissimo (;___;)
Ah, e scrivi benissimo! *invidia* Ogni volta che leggo le tue fanfic riesco chiaramente a immaginarmi ogni scena e ogni dettaglio! Sono sempre semplici e scorrevoli. Complimenti!!
no subject
Date: 2012-10-27 12:08 pm (UTC)Non è vero che scrivo bene, ho ancora tanto tanto da allenarmi ed imparare, specie per rimanere in character anche quando si tratta di AU, cosa su cui puntualmente fallisco ^^"
Ma... GLASHIE <3
no subject
Date: 2012-10-28 01:51 pm (UTC)Comunque, tornando al commento:
ç_ç
Non contenta della prima lettura, dopo aver finito sono tornata indietro e ho riletto tutto da capo. E mi si sono aperte tipo le cascate del Niagara.
Questa cosa è troppo triste ç____________ç
Cioè, non mi serve a nulla pensare che, tipo, Ryo sia schiattato al solo vedere il fantasma figo di Tacchon (e qua nasce una leggenda: anche i fantasmi possono essere fighi!!), perché è troppo triste ç________ç
buaaahhh ç_ç