[identity profile] harin91.livejournal.com posting in [community profile] pasticci_fanfic
Oneshottina carina divisa in due parti... è lunga, ma sono convinta che vada letta tutta assieme, sennò si perdono dei punti. Sono presenti 3 gruppi della JE! ^()^
DOUZO!

Titolo: Okinawa Night's Party!
Autrice: Ore-sama *Hanadan mode*
Rating: Boh... PG-13.
Group: Arashi, NewS, Kanjani8.
Pairing: Ecco, vediamo... XDDD Potete aspettarvi di tutto, anche se c'è un fondo Sakumoto.
Disclamer: Vorrei tanto possedere almeno 1 di questi 3 gruppi (ma anche tutti e 3 vanno benissimo XDDD)... putroppo però non mi chiamo Johnny Kitagawa, sennò sarei un vecchio bavoso e in ogni caso non scriverei fanfiction.
Note: Non so come mi è venuta fuori... stavo parlando con la Vampiretta (come ogni sera XDDD) e le ho detto "Vado ad allenarmi con le PWP" (XDDD Oddio...), ho aperto la pagina e ho scritto 'sta roba che non è affatto PWP... chissà cosa scrivo se mi metto in testa di voler fare un romanzo d'amore, allora! XDDD

Si ricordava poco di come fossero arrivati a quel punto della serata.
Arashi, NewS e Kanjani erano stati invitati a partecipare ad un festival locale ad Okinawa e, finito quello, si erano riuniti a cenare e passare la sera insieme sulla spiaggia privata dell’albergo dove alloggiavano. Questo era tutto quello che sapeva, al momento.
Da dov’era, seduto su una sdraio blu, poteva vedere il mare nero di fronte a sé, le mille candele e torce accese per illuminare le 2 tavole ricoperte da bottiglie vuote e piene di cibarie. Sentiva qualcuno gridare forte e ridacchiare, Yasuda e Nishikido suonare con la chitarra in riva al mare, e vedeva chiaramente un Kato addormentato sulla sabbia umida del bagnasciuga, abbandonato alla sua narcolessia. Al suo fianco, Yuya stava schiacciando ad una velocità supersonica i tasti del suo cellulare con aria assente, comparabile quasi all’abilità di Nino con la sua PSP, ormai diventata parte integrante del suo arto sinistro.
-Sho-kun, dove vai?- gli chiese sentendolo (ovviamente non vedendolo, perché non sollevò assolutamente lo sguardo dallo schermo luminoso) alzarsi.
-In giro- rispose.
Voglia di dire “tento di andare a salvare quel che rimane della mia band e della tua” non ne aveva… come non aveva voglia di andare a salvare qualcuno, con la testa così pesante e gli occhi carichi di sonno… ma dopotutto chi avrebbe potuto, se non lui, salvare Masaki prima che affogasse nel mare?
-Rimettiti i pantaloni- ordinò ad Aiba che piagnucolò qualcosa.
-Non ci vai a cercare le meduse adesso, piantala. Rimettiti i pantaloni- lo aiutò Jun, quasi letteralmente rivestendo Masaki lui stesso.
Sho poté allora dedicarsi a Ohno e con l’aiuto di Yokoyama lo sollevò di peso dalla grossa buca che stava scavando nella sabbia con il cucchiaio del curry.
Nino se la cavava alla grande, disteso su un lettino affiancato da YamaPi, a giocare (ma davvero?) ai videogiochi.
Tirò un sospiro di sollievo quando notò che Koyama aveva recuperato Kato e che non c’era nessun altro in pericolo, a parte Ohkura addormentato su un’amaca che sembrava non troppo stabile, ma farlo scendere da lì avrebbe richiesto tempo ed energie di cui non disponeva.
Fece per tornare alla sua sdraio, ma qualcuno lo trattenne per una spalla.
-Ehi, gente ancora sveglia!- esclamò Maruyama –Facciamo un gioco!-.
Un “Yeeeeeh!” eccessivamente alto di Shibutani fece svegliare improvvisamente il batterista dei Kanjani che, ribaltandosi, cadde dall’amaca. Ecco cosa intendeva con “pericolo”.
In ogni caso, Yasuda lanciò la chitarra (salvata prontamente da Nishikido) e corse ad aiutare Ohkura.
-Che tipo di gioco?- chiese scettico Nino, che ovviamente non aveva alcuna voglia di lasciare il suo tale livello di tale gioco.
-Ci mettiamo in cerchio attorno al tavolo con dei bicchieri pieni di sakè e a turno ognuno di noi dice una cosa che non ha mai fatto. Chi invece ha fatto quella cosa deve bere l’intero contenuto di un bicchiere in un solo sorso- spiegò il bassista.
-Vieto questo gioco a Masaki e Ohno- sentenziò subito Sho, ma era ovvio che quei due non potevano fare altro che starsene appoggiati ad una palma a pensare (???) alla loro esistenza prima di vomitare l’anima.
Idem fu per Kato nel suo mondo dei sogni colorato e anche Koyama preferì tirarsene fuori, come Nino e YamaPi che preferirono la PSP e Masuda, intento a scofanarsi l’ennesimo piatto.
Gli altri furono, volenti o nolenti, costretti a partecipare da uno Shibutani entusiasta, seguito a ruota da uno Yasuda che-si-fa-subito-coinvolgere e dall’inventore del gioco che stava già preparando i bicchieri.
Lanciò uno sguardo a Murakami, che sospirò e scosse la testa, come per dire: “Sakurai, mi dispiace… arrivati a questo punto non si fermano più”.
I partecipanti si strinsero attorno al tavolo e Yasuda che-si-fa-subito-coinvolgere insistette per iniziare.
-Non ho mai finito di leggere un libro che non mi piaceva. Tendo a stufarmi e lasciarli perdere- disse. Sho sospirò e, assieme a Murakami, bevve il suo primo bicchiere.
-I libri vanno letti dall’inizio alla fine- si sentì di precisare con la gola che bruciava.
Dopo Yasuda, toccò a Shibutani:
-Non ho mai riso tanto a tavola da farmi uscire ramen dal naso- dichiarò.
Nessuno, ovviamente, alzò il suo bicchiere, e Nishikido lo colpì sulla testa, esclamando: -Nessuno l’ha mai fatto, scemo!-.
-O almeno Kyapten non sta partecipando…- mormorò Jun, sarcastico.
-Non ho mai pianto ad un funerale- disse semplicemente Ryo, e questa volta più o meno tutti bevvero dal loro bicchiere.
-Insensibile!- commentò poi Koyama dalla sua sdraio.
-Uruse- lo fulminò Nishikido.
Ognuno disse qualcosa e Sho fu costretto a bere 6 bicchieri di sakè. Alla fine del giro si sentiva la testa girare tantissimo.
-Sho-san, tutto bene?- chiese Jun, appoggiandogli una mano sulla spalla.
Annuì, notando gli occhi ancora svegli del kohai… era davvero bravissimo a reggere l’alcol.
Il giro riprese, e lui non stava quasi più ascoltando. Era ubriaco e ne era ampiamente consapevole, se avesse bevuto ancora avrebbe raggiunto Ohno e Aiba per vomitare e soprattutto… ma quanto era bello Jun quella sera?
Oddio, ancora? Ma basta! Possibile che non sapeva pensare ad altro?
-Sakurai, è il tuo turno- lo richiamò Yokoyama.
Annuì e dichiarò, tranquillo: -Non ho mai detto ad una persona che mi piace- girandosi a guardare Jun.
Ci fu per un po’ il silenzio, poi Nino applaudì dal suo lettino e alcuni del gruppo bevvero il loro bicchiere, fra sorrisini e occhiate. Jun non disse nulla e abbassò lo sguardo.
Sho chiuse gli occhi e probabilmente si addormentò all’istante, perché si ritrovò nella sua stanza d’albergo con Nino che lo guardava sorridendo.
-Che vuoi?- chiese, un mal di testa fortissimo e la sveglia del cellulare che segnava le 3 di notte.
-Quando bevi sei molto più coraggioso. Sono fiero di te- canticchiò Kazunari.
 
-Ok, vai col piano- fece YamaPi incrociando le gambe sul letto.
Nella stanza d’albergo, nel pieno della notte, c’erano in totale 12 persone. Nessun Arashi, tutti i News e i Kanjani, ma ovviamente Ryo non era contato due volte. e Ryo si poteva anche non contare perché la notte gli saliva la malinconia e andava a suonare sul balcone.
Pi, Massu, Tegoshi e il dormiente Shige (YamaPi se l’era caricato in spalla dalla spiaggia alla stanza, dimostrando che il peso netto del ragazzo era di circa 4 etti) stavano sul letto centrale, ammassati come meglio potevano. Subaru, Yassu e Maru erano sull’altro letto, accanto alla parete.
Koyama era uscito in quel istante dal bagno, mentre Hina e Tacchon erano seduti per terra, di fianco al mobile della televisione.
-Ecco, allora… il piano è: ci tocca agire- fece Hina e Maru applaudì, fischiando.
Shige si tirò a sedere grattandosi un braccio e sbadigliando e fu salutato con un “Buongiorno principessa” di tutta la stanza.
-Ma sono ancora le 4!- protestò quello, ricadendo pesantemente sul letto.
Non passò neanche un secondo che si era già riaddormentato.
-E come si agisce?- chiese Tegoshi.
-Bisogna fare in modo che uno dei due si prenda il coraggio di confessarsi!- esclamò Yassan saltando in braccio a Shibuyan.
-Esatto- disse Shingo.
Tacchon si limitò ad annuire.
-E come si fa?- chiese Massu, alzando gli occhi dalla barretta di cioccolato che lo aspettava.
Ryo rientrò in quel momento nella stanza, richiudendo la chitarra nella custodia.
-Jun ha paura del buio e anche Sakurai è abbastanza fifone…- commentò a mezza voce.
Maru saltò in piedi sul letto e esclamò: -Ci sono! Cosa si fa sempre d’estate, in vacanza?- chiese.
Nessuno rispose.
Dal corridoio si sentì Koyama dire: -Prove di paura?-.
-Beccato!- fece Ryuhei.
-Giusto, Maru! organizzeremo una prova di paura e manipoleremo le coppie in modo tale che quei due finiscano insieme!- fece YamaPi.
Tutti annuirono, applaudirono e fischiarono.
-Bene, la seduta è finita. Ognuno nella propria stanza, da bravi- fece Keiichiro.
 
 
-Prova di paura a coppie?- chiese Jun.
Gli altri annuirono continuando a camminare.
-E dove, scusate?- chiese Nino, visto che intorno a loro non c’erano altro che alberi.
-Qui- disse semplicemente Tadayoshi sorridendo, ed indicò il bosco in cui si trovavano.
Durante il giorno erano riusciti ad organizzare tutto e, sceso il buio, condussero i malcapitati nel bosco dietro l’albergo.
Jun chiese subito se venivano distribuite torce e Yassu domandò a Ryo se volesse fare coppia con lui.
-Le coppie sono ad estrazione- annunciò Maru e Shingo gli portò un barattolo con i nomi di tutti quanti. Ovviamente i biglietti per Jun e Sho erano diversi, di modo tale che chi pescava riuscisse a distinguerli.
A parte gli organizzatori (Maruyama, Murakami, Koyama, Kato e Aiba, che aveva accettato più che volentieri) le coppie si formarono e Sho non ebbe il tempo di protestare che tutti, presa la propria lanterna di carta, si avviarono in direzioni diverse per il bosco.
-Dobbiamo riuscire a raggiungere un tempio, firmare un foglio e aspettare gli altri, no? Non sarà difficile- sospirò, ma Jun sembrava non ascoltarlo.
Teneva stretto la sua lanterna con aria poco convinta e si guardava in giro.
-Cos’hai?- chiese.
-N-niente… andiamo- si scosse il ragazzo e consegnò la luce a Sho, di modo che camminasse avanti e illuminasse la strada. Fecero qualche passo fra gli alberi e trovarono un sentiero segnato sulla terra. Proseguirono per un po’ nel silenzio completo, poi sentirono un fruscio e si bloccarono.
-Cos’è?- chiese Jun, agitandosi. Sho non rispose e tentò di proseguire, quando dal cespuglio basso al loro fianco uscirono degli uccelli che volarono via disturbati dalla luce della lanterna.
Entrambi tirarono un sospiro di sollievo.
Sho si girò a guardarlo, illuminandogli il viso con la lanterna.
-Puoi ammetterlo che hai paura- disse.
Jun lo guardò malissimo, ma per una volta non ribatté. Si limitò a fargli segno di proseguire.
-E tu?- chiese poi il kohai.
-Io non ho paura- fece lui.
Anche se in effetti era una bugia. Era ovvio che avesse paura, un fifone come lui. Però non avrebbe mai mostrato la sua debolezza a Jun. MAI. Questione di onore.
Camminarono a distanza per un bel po’ di tempo. A Sho venne il dubbio che fosse effettivamente troppo. E poi: dov’erano finiti gli altri? Il bosco non poteva essere così grande da non trovare qualche altra coppia in giro e soprattutto dov’erano finiti i soliti scemi vestiti da fantasmi o simili?
-Non hai la sensazione di essere già passato di qui?- chiese, girandosi a guardarlo.
Jun annuì e iniziò come suo solito a torturarsi il labbro inferiore.
-Ci siamo persi?- chiese poi il kohai.
-Beh, tecnicamente non sappiamo con precisione neanche dove dobbiamo arrivare…- argomentò Sho.
Jun spalancò gli occhi e indicò qualcosa alle spalle del sempai.
Si girò e si trovò faccia a faccia con Masaki travestito da una Sadako fin troppo alta.
Nonostante questo lanciò un grido. Uno dei suoi soliti urli fin troppo femminili.
Jun scoppiò a ridere e raccolse la lanterna caduta a terra.
-Che fifone, Shochan!- esclamò Masaki togliendosi la parrucca nera.
-Siamo sulla strada giusta?- chiese Jun ad Aiba.
-Credo di sì, poco più avanti girate a destra… dovete solo seguire il sentiero- disse Masaki.
Proseguirono appena Sho si fu ripreso.
 
-Pronto?- chiese tornando a nascondersi dietro il cespuglio.
Shige lo guardò e annuì, stringendo la torcia fra le mani, accucciato per terra con addosso una lunga tunica bianca. Koyama sorrise.
-Appena arrivano ti faccio un segno- disse, alzando il pollice.
Kato alzò il pollice a sua volta.
Passò un po’ di tempo nel silenzio più assoluto. Poi, rendendosi contro che effettivamente non arrivava proprio nessuno, Keiichiro si avvicinò a Shige e domandò: -Hai impegni sabato?-.
Shige sbatté ripetutamente gli occhi prima di ridere.
-Perché me lo chiedi ora?-
-Perché mi va- risposta chiara e svelta.
Shige annuì e confermò: -Sono libero-.
-Ti porto ancora al cinema, allora- fece Kei.
Non era solito fare troppe domande, ma questa era d’obbligo. Dopotutto si era sempre chiesto perché mai Koyama si ostinasse a voler spendere il poco tempo libero che aveva a disposizione con lui… erano amici, erano i Koyato, ma…
-Ce l’hai una famiglia, tu?- ok, domanda scema. Però gli andava di farla.
-Certo che ce l’ho! Li conosci, pure!-
-No, scemo… nel senso: non li vai mai a trovare? Passi sempre le vacanze con me!- esclamò Shige.
Koyama lo guardò stupito poi rise: -Certo che li vado a trovare!-.
Pausa.
-Perché, Keichan?- domandò ancora.
-Perché mi piaci e ci sto provando con te, Shige- rispose Koyama candidamente.
Shige trattenne un grido premendosi le mani sulla bocca. Poi si guardò intorno e si avvicinò per chiedere: -Da quanto?-.
-Da circa 3 anni- contò Kei sulle dita della mano.
Shige fece lo stesso movimento di prima, trattenendo un altro grido.
-Certo che sei una persona sveglia, Kato…- commentò Koyama, ironico.
-Ma potevi dirlo prima, Keichan!- protestò quello.
Shige stava per fare l’ennesima domanda, ma Koyama decise di finirla e lo baciò all’improvviso, per farlo stare zitto.
-Zabetta- gli sussurrò poi all’orecchio.
Shige sorrise e lo abbracciò, mormorando: –Cretino-.
Ripresero a baciarsi finché una forte luce non gli investì.
-AKIRA SHOOOOOCK!- fu il commento di YamaPi che li trovò dietro il cespuglio.
-Parlate più a bassa voce, quando volete fare degli scherzi…- fu invece quello di Ryo.
 
-La pianti di ridacchiare?- chiese Sho scocciato.
-Scusa è… ahah… tu che… ahah… che fai tanto il figo… ahah…- mormorò Jun.
-Felice di averti distratto- fu in commento.
-Scusa tanto, sai!- protestò il kohai, ma il discorso che stava per infiammarsi si concluse lì.
Jun tornò silenzioso e ripresero a camminare.
Sho sentì un tonfo da qualche parte fra gli alberi e si bloccò tanto repentinamente che Jun gli finì addosso. Attesero, ma non sentirono altro.
-Cos’era?- chiese Jun piano.
-Un suono- rispose.
-Era verso dove stiamo andando?-
-Non lo so…-
-Era tanto lontano?-
-Non lo so…-
-Cosa sembrava?-
-Non lo so!-
-Ma si può sapere cos’hai sentito, allora???- protestò Jun.
-Ok, se vuoi saperlo: sembra il rumore di una testa che rotola- disse, per farlo spaventare.
-Che rumore fanno le teste che rotolano?- chiese il kohai.
-Quello che ho sentito prima!- esclamò, stanco di rispondere a quelle domande.
Fece per riprendere a camminare ma Jun lo fermò per il lembo della camicia.
-Che vuoi?- fece, scontroso.
Ma come al solito Jun teneva gli occhi bassi e si stava mordendo il labbro. L’immagine lo fece sciogliere.
-Ci dobbiamo andare per forza?- chiese il kohai.
-Tu non ci vuoi arrivare, alla fine? Vuoi restare qui nel bosco? Da solo?-.
Jun si girò a guardare la strada che avevano percorso e scosse la testa, si aggrappò al braccio di Sho e, senza dargli il tempo di protestare, proseguirono arrivando in poco tempo al tempietto, senza incontrare nessuno. Dovettero aspettare un bel po’ prima che arrivassero tutti gli altri, abbastanza interdetti per averli trovati già lì. Hina e Maru protestarono perché erano riusciti a spaventare solo Tegoshi e Massu, mentre i Koyato arrivarono al piccolo trotto senza aver spaventato nessuno ad eccezione di YamaPi (ma per altri motivi).
Primo livello: Daishippai.

Decisero allora di provare con una più classica gita in barca.
Si trovarono nella hall dell’albergo alle 6, aspettandosi di essere al largo al tramonto del sole.
Sulla grande barca ognuno se ne stava per i fatti suoi: Aiba, YamaPi e Maru se ne stavano vicino alla cabina del capitano a cospirare… insomma, a dire cose che solo quei tre sarebbero capaci di dire fra di loro; Ohno teneva un Nino distrutto per il mal di mare stretto a sé; Shige e Koyama erano da qualche parte per i fatti loro… la notizia sensazionale si era diffusa velocemente, tanto velocemente quanto YamaPi aveva potuto; Tacchon, Yoko, Massu e Hina giocavano a carte al coperto e sembravano molto concentrati sulla partita; Yassu e Subaru erano seduti sulle panchine esterne della prua; Ryo e Jun passeggiavano per il ponte, mentre Sho tentava di leggere il giornale contro tutta l’ostinazione del vento, seduto di fianco al solito Tegoshi, cellulare munito.
Dopo l’ennesima folata di vento rinunciò, piegando le pagine del giornale come meglio poteva e fermandolo sotto la borsa di Yuya.
-Che bisogno c’era di fare una gita in barca?- chiese, sbuffando.
-Che bisogno c’è di lamentarsi sempre?- propose Tego, senza, ovviamente, alzare lo sguardo dallo schermo -Che bisogno c’è di portare il giornale ovunque?- fece poi.
-Che bisogno c’è di stare perennemente attaccato al cellulare? Chissà quante persone ti stanno scrivendo…- commentò Sho senza pietà.
Tegoshi evitò di rispondere, sapendo che la discussione sarebbe andata avanti a domande retoriche almeno per una buona mezz’ora e se ne andò, lasciando Sho a litigare con il suo giornale.
 
-Che bisogno c’era di fare una gita in barca?- protestò Ryo tirando un debole calcio alla balaustra della nave. Jun si limitò a tentare inutilmente per l’ennesima volta di mettersi a posto i capelli, scompigliati dal vento, e diede un'altra boccata alla sigaretta.
-Vedo che ti stai divertendo anche tu…- fece poi Ryo, appoggiandosi alla ringhiera al fianco del sempai. Jun rise.
-Come no? Uno dei miei compagni di band sta per vomitare l’anima e ad un altro sta venendo una crisi di nervi perché non riesce a leggere il giornale- disse.
-Potresti smetterla di preoccuparti per gli altri e pensare a te stesso- fece Ryo, sospirando.
Jun non disse nulla, e Ryo lo vide spegnere la sigaretta.
-Ok, allora. Pensiamo agli altri: io vado ad occuparmi di Ninomiya perché da solo Ohno-sempai non ce la fa a trasportarlo fino al bagno. Tu pensa a chi rimane- continuò Nishikido.
-Te lo scordi. Già ieri sono dovuto restare da solo con lui per la prova di paura- fece Jun scocciato.
Ma Ryo se n’era già andato.
 
-Ohi- borbottò Jun sedendosi al suo fianco.
-Se sei venuto solo per fare commenti su com’è ridotto il mio povero giornale, allora puoi anche andartene- ringhiò Sho.
-D’accordo- fece Jun alzandosi e facendo per allontanarsi, ma Sho lo fermò con un piede.
-Ho detto se… puoi rimanere, se stai zitto- specificò.
Il kohai si sedette di nuovo. Aveva quasi voglia di accendersi la terza sigaretta, ma aspettò: ne avrebbe avuto bisogno più tardi, ne era certo.
Entrambi guardarono verso il mare e scoprirono il meraviglioso tramonto che aveva reso la luce rosa.
Decisero che era una buona occasione per non dire nulla, ma piuttosto stare zitti e fare finta di star pensando ad altro, mentre Jun fantasticava e Sho avvicinava impercettibilmente la sua mano a quella del kohai… fino… a…
-Ho perso, cavolo!!!- sbottò Yokoyama poco più in là, facendoli sobbalzare.
-Che merda…- sospirò Jun andandosene, distrutta per sempre la bella atmosfera che si era creata.
 
-Shibuyan!- pigolò Yassu, indicando il tramonto e scuotendo un po’ il braccio di Subaru per attirare la sua attenzione. Il sempai fece un “ooooh” e guardò rapito lo spettacolo del sole rosso che tramontava sul mare. Alle loro spalle già giungeva la sera.
-Ti piace?- chiese Yassu.
-Che cosa?- domandò spaesato.
-Il tramonto…- spiegò Shota.
Subaru scosse in modo strano la testa, poi balbettò un: -S-sì… sì, mi piace…-.
-Cosa intendevi tu, scusa?- chiese il kohai, sorridendo.
-No, niente…- borbottò Shibutani.
Rimasero in silenzio per un po’, guardando il cielo farsi sempre più scuro e sentendo la brezza del mare calmarsi leggermente. Poi Yassu prese la mano di Subaru nella sua e sorrise dolcemente.
-Va bene?- chiese.
-Che cosa?- domandò lui, ancora spaesato.
-Che ti prenda per mano…- spiegò Shota.
Subaru fece lo stesso movimento di prima e balbettò: -Sì, sì… va bene…-.
Pausa.
-Credevo… credevo… ah, non fa niente…- borbottò.
-Shibuyan…- mormorò Shota, senza capire.
I loro sguardi si incontrarono, poi Subaru si voltò di scatto rosso in viso.
Ci fu un minuto di silenzio, prima che iniziasse a dire: -Yassan… ore ga… omae no koto…-
-Shibuyan… ?-
-Omae no koto… SUKKYA-.
Yassu si portò la mano libera sulla bocca e esclamò: -Eeeeh??? Honma???-.
Subaru annuì solenne: -Honma-.
Shota sorrise e lo abbracciò di slancio, baciandolo dolcemente sulla guancia.
-Shibuyan! Sukkya!- miagolò.
La migliore dichiarazione che avesse mai potuto fargli… mare, tramonto, kansai-ben.
 
Al rientro della nave in porto, tutti si resero conto che la coppia che si era formata, esattamente come la sera prima, non era quella che si erano aspettati. Stremati dal viaggio si chiusero nelle loro camere e dormirono come sassi fino alla mattina seguente, mentre Nino tentava di ritrovare il proprio stomaco e ringhiava contro quei “fottuti bastardi” che l’avevano costretto a salire sulla barca.
Secondo livello: Daishippai.
 
Al ritorno, sull’aereo che gli avrebbe riportati a Tokyo, tutti conclusero che bene o male qualcosa erano riusciti a combinare, e che se quei due non ce la facevano proprio a stare insieme, non era certo colpa loro. Jun guardava il gruppo confabulare mentre la musica gli risuonava nelle orecchie e tornò concentrato sulla sua rivista con un sorriso.
Neanche 5 minuti che qualcuno gli si sedette di fianco, chiudendogli la rivista con un gesto secco.
Stava per protestare, quando incontrò lo sguardo di Sho.
-Che vuoi?- chiese scontroso.
-Tentando di ignorare gli occhi fiammeggianti che mi stai lanciando, guarda qui- fece il sempai, allungandogli 2 biglietti.
-Calcio?- chiese Jun stupito.
-Nishikido me li ha passati perché lui e Murakami non possono andarci… ha insistito che invitassi anche te. Ti va?- chiese Sho, guardando da un'altra parte come se stesse parlando ad un’ipotetica terza persona, dallo sguardo sicuramente meno letale del suo kohai.
Jun sorrise. –Ok, ci sto. Mi passi a prendere domani alle 18- sentenziò.
Sho sospirò ma ricambiò il sorriso.
Nel frattempo, dall’altro lato della fila di posti, Ryo e Shingo ridacchiavano complici.
-Certo che se volevate la gloria tutta per voi, allora potevate anche dircelo!- protestò Maru.
Ma venne tutto sommato ignorato, mentre Subaru e Yassan dormivano tranquilli accoccolati uno di fianco all’altro, alle loro spalle si stava svolgendo una partita di carte all’ultimo sangue e un gruppetto guardava un film sul lettore DVD portatile di Pi.

Date: 2008-06-29 08:17 pm (UTC)
From: [identity profile] jinnypazza82.livejournal.com
Prima parte...
Belli gli idol ubriachi in giro per la spiaggia (bravo Sho, vai a recuperare Aiba, che cercare meduse non è un'idea brillante... bravo Junji, aiuta Sho XD Ochan!! Una buca con un cucchiaio da curry? Ne hai di pazienza XD)

Bella anche la mezza dichiarazione da ubriaco (Sho, però... eddai, cerca di fare da sobrio...)

Tacchon che si ribalta dall'amacaaaaa!!! Mi stavo ribaltando anch'io dalla sedia XD XD XD XD (si, sto commebntando un po' random XD)

Sho che urla da ragazzina XD (Una Sadako alta 175? Sho, ok tutto, ma... anche quella del libro che aveva 18 anni non superava il metro e sessanta XD XD XD)e Jun che lo sfotte... belli loro!!!

Akira shooook!!!!!!!!!!!!!! Yay!!!!

E i Koyato... aaawww *sguardo sognante*

Seconda parte...

*si piazza dietro a Sho e lo spintona verso Jun, poi fa il giro, spintona Jun verso Sho e così via, prima op poi si incontreranno*

Belliccima la dichiarazione in kansai-ben ç_ç che dolciosi... pititini...

evvai due coppie formate ma mai i due scemotti xD XD XD

Povero Nino col mal di mare T__T ma tanto c'è il suo ochan con lui XD

E finalmente riesconoo a darsi un appuntamentoooo!!! /se Jun non dava un orario, mi sa che erano ancora li a tentennare XD)

Adesso posso andare a nanna felice!! Yay!!!

Date: 2008-06-29 08:49 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Che bello finalmnte ho letto la fine ed hanno un appuntamento yeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!1
Ti chiederei di scrivere un epilogo ma non lo farò, ammeno che non sia tu che vuoi scriverlo XD

Date: 2008-06-29 10:15 pm (UTC)
From: [identity profile] mery-jun.livejournal.com
Oddio oddio oddio tesora mi devo ancora riprendere (lo so un pezzo l'avevo già letto ma è strabellissimissima!!)

Idem fu per Kato nel suo mondo dei sogni colorato
(ma io LO AMOOO!)


Pi, Massu, Tegoshi e il dormiente Shige (YamaPi se l’era caricato in spalla dalla spiaggia alla stanza, dimostrando che il peso netto del ragazzo era di circa 4 etti) stavano sul letto centrale
(calcolando di lanciarmi ad angolo 45° ed avendo il tempo di tirare una tallonata sul mento a Massu direi che il terzetto rimanente è il mio preferito!)

Però non avrebbe mai mostrato la sua debolezza a Jun. MAI. Questione di onore.
(Sakurakkio Sakurakkio Sakurakkio...sei pieno di te quasi come me e Nishikido!)

Perché mi piaci e ci sto provando con te, Shige- rispose Koyama candidamente.
(ma io ,,, io,,, io,,,, mi §§§§§§§ciolgo!)

AKIRA SHOOOOOCK!- fu il commento di YamaPi che li trovò dietro il cespuglio.
(ma io amo anche te piccolo mangiucchione, futuro meteorologo e sogno proibito di quasi tutte le giappe gionniche)

Complimenti mogliettinaaaaaaaaaaaaaaa!!!!! Ancora ancora ne voglio ancora così!!!! *_________* Bakawaiiiiii!!!

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***La Pasticceria Italiana***

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