Concorso - Entry 3
Feb. 16th, 2013 05:11 pmEntry 3
Titolo: Senza di te
Gruppo: Arashi
Pairing: Sakuraiba (sakumoto inside)
Rating: NC-17
Genere: Angst/sentimentale
Disclaimers: L'autrice di questo scritto pubblicato in forma anonima garantisce di non possedere diritti sulle persone e le cose realmente esistenti contenute in esso.
Note: Il tormento di un amore finito che non si riesce ad accettare.
Continuo a suonare il campanello di casa. Non mi importa se sta dormendo. Non mi importa se sono le due e mezzo di notte e domani mattina dobbiamo alzarci presto per lavorare. Non mi importa un cazzo.
Ne ho bisogno. Estremamente.
Scampanello ancora un paio di volte e finalmente si sente il rumore della chiave che gira nella tocca e la porta si apre.
“Chi… Sho-chan…” dice con voce assonnata guardandomi in viso “Vieni… entra…” dice facendosi parte per farmi passare. Non mi chiede perché sono lì. E’ per lo stesso motivo da mesi.
Un altro vedendomi a quell’ora mi avrebbe insultato e cacciato. LUI mi avrebbe cacciato. Ma Masaki, il mio migliore amico no.
Entro nel salotto che ormai conosco a memoria e vado a sedermi sul divano senza dire una parola. Masaki si siede sulla poltrona di fianco al divano e mi guarda.
Restiamo in silenzio per una manciata di minuti ma lui non riesce a tacere per troppo tempo. Non è nella sua natura.
“E’ già la seconda volta questo mese…” dice grattandosi la testa.
“La terza…” preciso fissandomi le mani incrociate e mi sembra di vedere una mano, la sua mano che accarezza le mie. I miei sogni ad occhi aperti sono così vividi ultimamente che sembrano reali, tanto che mi sembra di percepire il calore di quella mano che però non c’è.
“La terza…” ripete Masaki “Hai avuto un incubo come la volta scorsa?” mi chiede e la mano svanisce.
“Non dormo da tre giorni … non i riesco”
Mento. Non voglio dire al mio migliore amico che mi rifiuto di dormire perché la notte lo sogno. Sogno LUI. Sogno quanto ero felice e ogni mattino, quando mi sveglio, apro gli occhi sperando di vedere il suo viso addormentato accanto a me. Ma LUI non c’è.
Fa troppo male.
“Capisco…” si limita a rispondere e, alzando di poco lo sguardo so che ha capito perfettamente che ho mentito ma non me lo farai mai pesare.
Sai quando dire qualcosa per incoraggiarmi e quando invece star zitto.
Masaki si avvicina, mettendosi seduto davanti a me toccandomi una spalla e so che ho iniziato a piangere.
“Masa…”
So che sto per riversarti addosso tutta la mia sofferenza , anche questa volta.
“Perché Masa… perché…”
La solita domanda che gli pongo come se non ci fosse un perché logico e invece la motivazione mi è stata data direttamente senza giri di parole…
“Ha preso questa decisione per il bene del gruppo… per te…”
“Non doveva! Non era quello che volevo! Non doveva decidere da solo!” urlo guardandolo “Nessuno glielo ha chiesto! Ha fatto tutta di testa sua! Io..:”
“Lo so Sho-chan…” interrompe il mio inutile sproloquio “Ma lo ha fatto comunque. Ti ha lasciato… e non si è voltato indietro. E’ fatto così…”
Come una poesia imparata a memoria ripete le parole che già tante volte mi ha detto.
“E’ un’egoista… uno schifoso egoista… un viziato uomo egocentrico, insensibile che pensa solo a se! Il fatto che mi ha lasciato per il gruppo, per me… sono tutte scuse!” inveisco con rabbia con le lacrime che mi offuscano gli occhi.
“E’ uno stronzo…” mormora e io mi sciolgo in lacrime ancora più amare.
“No… non è vero…” singhiozzo “Lui… è…” non riesco a terminare la frase.
Non riesco ad odiarlo anche se dovrei.
Lo amo… ancora…no. Di più di prima.
Ricordo ancora il suo volto quella sera quando tornò a casa… nella nostra casa.
La paura e la disperazione celate nei suoi occhi mentre mi spiegava i motivi della sua dolorosa decisione e io che ti urlavo addosso di essere uno schifoso… che ti odiavo. Non si è mosso… nemmeno gli ho mollato un pugno in pieno viso così forte che mi feci addirittura male alla mano.
Il suo sguardo basso mentre mi diceva -Mi dispiace- e io che non smettevo di urlargli di sparire dalla mia vita. Si è inchinato davanti a me, ringraziandomi per tutti i bei momenti trascorsi insieme poi, voltatosi, è uscito dalla nostra casa lasciandomi disperato.
“Lo odi?” mi chiede Masaki.
“Lo amo” riesco a dire tra un singhiozzo e l’altro aggrappandomi alla sua felpa come fosse un’ancora di salvezza “Mi ha lasciato Masa… Ha preferito gli Arashi a noi. Ha vinto la morale di questo paese… perché…” continuo a singhiozzare come se non ci fosse risposta a questo dubbio.
Ma mi ha comunque lasciato. Nonostante io sia qui a piangere disperato a casa del mio migliore amico nel cuore della notte non cambierà nulla.
“Sfogati Sho-chan…” dice accarezzandomi il viso per un breve istante prima di alzarsi e togliersi la felpa che indossa.
Lo guardo.
Di nuovo… succederà.
Lo stesso ribrezzo che provo per me stesso ogni volta che entro in questa casa per cercare conforto di ogni tipo….Sto usando il mio migliore amico per alleviare le mie pene… almeno per un po’.
“Masaki…”
“Ti aiuterò Sho-chan…Stanotte e tutte le notti che verrai a bussare alla mia porta”
Lo afferro per la maglietta, tirandolo su di me, toccando il suo corpo ovunque. Masaki mugola sommessamente passando una mano tra i miei capelli scompigliandogli ancora di più di quanto non abbia già fatto io nelle tre ore precedenti seduto da solo in uno squallido bar.
Sento la sua guancia premuta contro il mio collo mentre le mie mani vagano sotto il leggero tessuto della maglietta aumentando i suoi gemiti.
“Sho-chan…” la sua bocca è a un soffio dalla mia, sento le sue labbra muoversi per baciarmi ma io scosto bruscamente il viso.
“No”
“Scusa…lo so…” dice scendendo a baciare il collo.
Non permetterò mai più di toccare le mie labbra. Erano sue… solo sue.
Solo per lavoro contravverrò a questa mia imposizione.
Mi sfila la giacca aperta, aprendo bottone per bottone la mia camicia vedendo delle macchie scure.
“Whisky” mi affretto a dire vedendo il suo sguardo interrogativo. Masaki riprende a spogliarmi togliendomi del tutto la camicia. Resto a petto nudo. Con un dito segue la linea delle mie spalle. Quel tocco mi fa vibrare tutto. Non sembra nemmeno il tocco di Masaki…sembra… il SUO tocco. Quel calore… che solo LUI aveva.
Osservo Masaki. Il suo viso sembra trasformarsi davanti a me e appare quel volto. Il SUO volto.
I capelli scuri… le sopracciglia più folte e aggrottate in un’espressione seria… la bocca incurvata in un leggero sorriso…due piccoli nei sopra e sotto le labbra e poi… e poi gli occhi. Quegli occhi che riconoscerei tra mille. Scuri come la notte… profondi, sensuale…
Il suo bellissimo viso.
Le labbra si muovono, lo guardo rapito mentre mormorano –Sho-chan-
“Sho-chan…” il suo viso sparisce e ricompare quello di Masaki.
Voglio rivederlo.
Voglio riprovare la sensazione di fare l’amore con lui… di essere un tutt’uno con lui.
Masaki passa ad aprire i miei pantaloni abbassandoli insieme alla biancheria, portandosi tra le mie gambe aperte senza guardarmi in viso.
“Guardami” mormoro e lui alza timidamente lo sguardo.
Di nuovo lo vedo. I suo occhi seducenti mi scrutano dalle lunghe ciglia. Si porta una ciocca di capelli dietro l’orecchio e poi sorride compiaciuto vedendo come il membro si stia indurendo… lui mi eccita… sa che non so resistergli. Inizia a torturarmi piacevolmente con la lingua, gustando ogni centimetro della mia lunghezza. Tremo di piacere. Da quanto non sentivo il dolce calore della sua bocca avvolgermi? Voglio perdermi in quel piacere. Muovo il bacino verso di lui. Prende in bocca la mia erezione, succhiandola esperto… come solo lui sa fare…come solo lui sa che può farmi godere appieno e portare alla follia estrema. Mi tendo al divano. Lo so… non mi darà pace finché non raggiungerà il suo scopo… finché non perderò la ragione. Il mio corpo è un fremito totale. Non resisto. Vengo nella sua bocca. E’ soddisfatto. Lo capisco dal suo sguardo malizioso e io… io lo voglio. Voglio sentire il calore del suo corpo contro il mio. Sentire i suoi gemiti mentre lo faccio mio.
Si spoglia lentamente. L’ennesima tortura da parte sua ma è dannatamente bello LUI.
Impaziente, come mio solito, lo tiro su di me baciandogli il collo, mordendogli il collo, lasciandoli vistosi segni rossi.
Lo sento gemere nel mio orecchio mentre passo a stuzzicare i suoi capezzoli con la lingua mentre, facendolo sedere meglio su di me, porto una mano al suo sedere, le dita che scivolano alla sua apertura. Si morde le labbra per non urlare.
Lo voglio. Terribilmente.
Smetto di prepararlo. Lo penetro sono di nuovo eccitato. Si irrigidisce intorno a me. Mi fermo per farlo abituare nonostante il suo stretto calore sia come una droga.
-Vai avanti-
Mi muovo in lui, spingendomi a fondo. Sono pazzo di lui.
Spingo dapprima piano quasi uscendo completamente da lui per poi riaffondare, toccando il suo punto più sensibile facendolo gemere ad alta voce. Urlo anch’io mentre lui porta le braccia intorno al mio collo, vicino al mio orecchio.
Mi sento in paradiso. Vorrei non finisse mai. Prendo in mano la sua erezione muovendo la mano al ritmo serrato delle mie spinte. I suoi muscoli si contraggono piacevolmente. Non resisterò ancora a lungo.
Spingo più velocemente e forte. Pochi istanti dopo viene nella mia mano e io lo seguo a ruota urlando.
“JUN!”
Lo abbraccio stretto mentre riprendiamo fiato come se potesse scomparire da un momento all’altro.
“Sho-chan… mi fai male”
Riapro gli occhi e guardo il viso della persona che ho tra le braccia. Lui è scomparso. La magia è finita. C’è Masaki col fiatone. Sciolgo l’abbraccio. Lui si solleva da sopra di me, prende un fazzolettino dal tavolino di fronte al divano e si risiede vicino a me, pulendo la mia mano e io scoppio a piangere.
“Scusa Masa…”
L’ho fatto ancora.
Ho fatto sesso col mio migliore amico e, come le ultime due volte, ho avuto davanti agli occhi LUI.
“Non scusarti Sho-chan” mi dice dolcemente MAsaki ed io lo abbraccio.
“Non riesco ad accettarlo… non posso.. non posso far finta di nulla come se non ci fossimo mai amati. Non ce la faccio a vederlo tutti i giorni e sorridergli da semplice amico. Penso che accetterei di più se fosse morto…”
“Sho-chan! Ma che dici!” dice allibito per la mia affermazione.
“Se fosse morto… io lo avrei seguito subito… almeno saremmo potuti essere liberi, insieme e felici senza dar fastidio a nessuno… senza che nessuno ci giudichi…”
Masaki mi guarda sconvolto. Devo fare veramente pena.
“Dimentica quello che ho detto…” dico per tranquillizzarlo.
“Tu lo ami… e se lo ami davvero puoi fare solo due cose…” dice serio. Non l’ho m ai visto così serio “O te lo riprendi e te ne freghi di tutto, la società, i pregiudizi, il mondo intero oppure accetti la sua decisione e la rispetti andando avanti con la tua vita senza di lui al tuo fianco”
Lo guardo. Riprendermelo o lasciarlo andare per sempre. Non ho altre opzioni.
Sono paralizzato.
Dovrebbe essere scontata la mia risposta. Dovrei urlargli : lo riavrò! Sarà di nuovo mio a costo di impiegarci tutta la vita! Ma qualcosa dentro me, mi frena.
Sono sicuro che con me sarà felice?
Cosa posso offrirgli io?
Una vita di coppia in segreto, il nostro rapporto non sarebbe riconosciuto legalmente nel nostro paese, non potrà avere una vera famiglia come so che lui, come me, sogna.
In più siamo uomini famosi. Abbiamo moltissimi fan che ci seguono e molti potrebbero restare delusi.
Ma i suoi occhi… gli occhi di quella sera non potrò mai scordarli. Jun ha deciso tutto da solo.
“Sono patetico… non riesco a scegliere nessuna delle due opzioni..” dico a MAsaki che per tutto il tempo ha tenuto la mano sopra la mia spalla per infondermi un po’ di coraggio.
“E’ meglio se vai a dormire…” mi dice.
“Si… hai ragione…”
Mi alzo dal divano riprendendo i miei vestiti e anche Masaki fa lo stesso.
Mentre mi riabbottono la camicia, il mio sguardo cade sulle fotografie incorniciate al muro. Una vecchia foto di noi cinque. Il sorriso splendente di Jun. L’ennesimo tuffo al cuore.
A Masaki arriva un messaggio.
“E’ Toma vero?” chiedo anche se la risposta è scontata visto il sorriso dipinto sul suo volto.
“Si è lui”
“Mi dispiace” mormoro per scusarmi “Ti sto creando solo problemi”
“E continuerai a crearmene” mi sorride “Vai a riposare. Tra poche ore dobbiamo lavorare”
“Si… a dopo allora…” lo saluto ed esco da casa sua.
Faccio in tempo a rifugiarmi nella mia macchina che scoppio di nuovo a piangere.
Quello che sto facendo è orribile… non ho più nemmeno un briciolo di dignità.
Guardo l’orologio… le quattro del mattino.
Ho giusto tre ore per riprendermi e sembrare normale a lavoro.
Perché la c’è Jun e devo essere al massimo.
Mi asciugo le lacrime e metto in moto l’auto per tornare a casa. Una casa ormai vuota senza di LUI… senza Jun.
Titolo: Senza di te
Gruppo: Arashi
Pairing: Sakuraiba (sakumoto inside)
Rating: NC-17
Genere: Angst/sentimentale
Disclaimers: L'autrice di questo scritto pubblicato in forma anonima garantisce di non possedere diritti sulle persone e le cose realmente esistenti contenute in esso.
Note: Il tormento di un amore finito che non si riesce ad accettare.
Continuo a suonare il campanello di casa. Non mi importa se sta dormendo. Non mi importa se sono le due e mezzo di notte e domani mattina dobbiamo alzarci presto per lavorare. Non mi importa un cazzo.
Ne ho bisogno. Estremamente.
Scampanello ancora un paio di volte e finalmente si sente il rumore della chiave che gira nella tocca e la porta si apre.
“Chi… Sho-chan…” dice con voce assonnata guardandomi in viso “Vieni… entra…” dice facendosi parte per farmi passare. Non mi chiede perché sono lì. E’ per lo stesso motivo da mesi.
Un altro vedendomi a quell’ora mi avrebbe insultato e cacciato. LUI mi avrebbe cacciato. Ma Masaki, il mio migliore amico no.
Entro nel salotto che ormai conosco a memoria e vado a sedermi sul divano senza dire una parola. Masaki si siede sulla poltrona di fianco al divano e mi guarda.
Restiamo in silenzio per una manciata di minuti ma lui non riesce a tacere per troppo tempo. Non è nella sua natura.
“E’ già la seconda volta questo mese…” dice grattandosi la testa.
“La terza…” preciso fissandomi le mani incrociate e mi sembra di vedere una mano, la sua mano che accarezza le mie. I miei sogni ad occhi aperti sono così vividi ultimamente che sembrano reali, tanto che mi sembra di percepire il calore di quella mano che però non c’è.
“La terza…” ripete Masaki “Hai avuto un incubo come la volta scorsa?” mi chiede e la mano svanisce.
“Non dormo da tre giorni … non i riesco”
Mento. Non voglio dire al mio migliore amico che mi rifiuto di dormire perché la notte lo sogno. Sogno LUI. Sogno quanto ero felice e ogni mattino, quando mi sveglio, apro gli occhi sperando di vedere il suo viso addormentato accanto a me. Ma LUI non c’è.
Fa troppo male.
“Capisco…” si limita a rispondere e, alzando di poco lo sguardo so che ha capito perfettamente che ho mentito ma non me lo farai mai pesare.
Sai quando dire qualcosa per incoraggiarmi e quando invece star zitto.
Masaki si avvicina, mettendosi seduto davanti a me toccandomi una spalla e so che ho iniziato a piangere.
“Masa…”
So che sto per riversarti addosso tutta la mia sofferenza , anche questa volta.
“Perché Masa… perché…”
La solita domanda che gli pongo come se non ci fosse un perché logico e invece la motivazione mi è stata data direttamente senza giri di parole…
“Ha preso questa decisione per il bene del gruppo… per te…”
“Non doveva! Non era quello che volevo! Non doveva decidere da solo!” urlo guardandolo “Nessuno glielo ha chiesto! Ha fatto tutta di testa sua! Io..:”
“Lo so Sho-chan…” interrompe il mio inutile sproloquio “Ma lo ha fatto comunque. Ti ha lasciato… e non si è voltato indietro. E’ fatto così…”
Come una poesia imparata a memoria ripete le parole che già tante volte mi ha detto.
“E’ un’egoista… uno schifoso egoista… un viziato uomo egocentrico, insensibile che pensa solo a se! Il fatto che mi ha lasciato per il gruppo, per me… sono tutte scuse!” inveisco con rabbia con le lacrime che mi offuscano gli occhi.
“E’ uno stronzo…” mormora e io mi sciolgo in lacrime ancora più amare.
“No… non è vero…” singhiozzo “Lui… è…” non riesco a terminare la frase.
Non riesco ad odiarlo anche se dovrei.
Lo amo… ancora…no. Di più di prima.
Ricordo ancora il suo volto quella sera quando tornò a casa… nella nostra casa.
La paura e la disperazione celate nei suoi occhi mentre mi spiegava i motivi della sua dolorosa decisione e io che ti urlavo addosso di essere uno schifoso… che ti odiavo. Non si è mosso… nemmeno gli ho mollato un pugno in pieno viso così forte che mi feci addirittura male alla mano.
Il suo sguardo basso mentre mi diceva -Mi dispiace- e io che non smettevo di urlargli di sparire dalla mia vita. Si è inchinato davanti a me, ringraziandomi per tutti i bei momenti trascorsi insieme poi, voltatosi, è uscito dalla nostra casa lasciandomi disperato.
“Lo odi?” mi chiede Masaki.
“Lo amo” riesco a dire tra un singhiozzo e l’altro aggrappandomi alla sua felpa come fosse un’ancora di salvezza “Mi ha lasciato Masa… Ha preferito gli Arashi a noi. Ha vinto la morale di questo paese… perché…” continuo a singhiozzare come se non ci fosse risposta a questo dubbio.
Ma mi ha comunque lasciato. Nonostante io sia qui a piangere disperato a casa del mio migliore amico nel cuore della notte non cambierà nulla.
“Sfogati Sho-chan…” dice accarezzandomi il viso per un breve istante prima di alzarsi e togliersi la felpa che indossa.
Lo guardo.
Di nuovo… succederà.
Lo stesso ribrezzo che provo per me stesso ogni volta che entro in questa casa per cercare conforto di ogni tipo….Sto usando il mio migliore amico per alleviare le mie pene… almeno per un po’.
“Masaki…”
“Ti aiuterò Sho-chan…Stanotte e tutte le notti che verrai a bussare alla mia porta”
Lo afferro per la maglietta, tirandolo su di me, toccando il suo corpo ovunque. Masaki mugola sommessamente passando una mano tra i miei capelli scompigliandogli ancora di più di quanto non abbia già fatto io nelle tre ore precedenti seduto da solo in uno squallido bar.
Sento la sua guancia premuta contro il mio collo mentre le mie mani vagano sotto il leggero tessuto della maglietta aumentando i suoi gemiti.
“Sho-chan…” la sua bocca è a un soffio dalla mia, sento le sue labbra muoversi per baciarmi ma io scosto bruscamente il viso.
“No”
“Scusa…lo so…” dice scendendo a baciare il collo.
Non permetterò mai più di toccare le mie labbra. Erano sue… solo sue.
Solo per lavoro contravverrò a questa mia imposizione.
Mi sfila la giacca aperta, aprendo bottone per bottone la mia camicia vedendo delle macchie scure.
“Whisky” mi affretto a dire vedendo il suo sguardo interrogativo. Masaki riprende a spogliarmi togliendomi del tutto la camicia. Resto a petto nudo. Con un dito segue la linea delle mie spalle. Quel tocco mi fa vibrare tutto. Non sembra nemmeno il tocco di Masaki…sembra… il SUO tocco. Quel calore… che solo LUI aveva.
Osservo Masaki. Il suo viso sembra trasformarsi davanti a me e appare quel volto. Il SUO volto.
I capelli scuri… le sopracciglia più folte e aggrottate in un’espressione seria… la bocca incurvata in un leggero sorriso…due piccoli nei sopra e sotto le labbra e poi… e poi gli occhi. Quegli occhi che riconoscerei tra mille. Scuri come la notte… profondi, sensuale…
Il suo bellissimo viso.
Le labbra si muovono, lo guardo rapito mentre mormorano –Sho-chan-
“Sho-chan…” il suo viso sparisce e ricompare quello di Masaki.
Voglio rivederlo.
Voglio riprovare la sensazione di fare l’amore con lui… di essere un tutt’uno con lui.
Masaki passa ad aprire i miei pantaloni abbassandoli insieme alla biancheria, portandosi tra le mie gambe aperte senza guardarmi in viso.
“Guardami” mormoro e lui alza timidamente lo sguardo.
Di nuovo lo vedo. I suo occhi seducenti mi scrutano dalle lunghe ciglia. Si porta una ciocca di capelli dietro l’orecchio e poi sorride compiaciuto vedendo come il membro si stia indurendo… lui mi eccita… sa che non so resistergli. Inizia a torturarmi piacevolmente con la lingua, gustando ogni centimetro della mia lunghezza. Tremo di piacere. Da quanto non sentivo il dolce calore della sua bocca avvolgermi? Voglio perdermi in quel piacere. Muovo il bacino verso di lui. Prende in bocca la mia erezione, succhiandola esperto… come solo lui sa fare…come solo lui sa che può farmi godere appieno e portare alla follia estrema. Mi tendo al divano. Lo so… non mi darà pace finché non raggiungerà il suo scopo… finché non perderò la ragione. Il mio corpo è un fremito totale. Non resisto. Vengo nella sua bocca. E’ soddisfatto. Lo capisco dal suo sguardo malizioso e io… io lo voglio. Voglio sentire il calore del suo corpo contro il mio. Sentire i suoi gemiti mentre lo faccio mio.
Si spoglia lentamente. L’ennesima tortura da parte sua ma è dannatamente bello LUI.
Impaziente, come mio solito, lo tiro su di me baciandogli il collo, mordendogli il collo, lasciandoli vistosi segni rossi.
Lo sento gemere nel mio orecchio mentre passo a stuzzicare i suoi capezzoli con la lingua mentre, facendolo sedere meglio su di me, porto una mano al suo sedere, le dita che scivolano alla sua apertura. Si morde le labbra per non urlare.
Lo voglio. Terribilmente.
Smetto di prepararlo. Lo penetro sono di nuovo eccitato. Si irrigidisce intorno a me. Mi fermo per farlo abituare nonostante il suo stretto calore sia come una droga.
-Vai avanti-
Mi muovo in lui, spingendomi a fondo. Sono pazzo di lui.
Spingo dapprima piano quasi uscendo completamente da lui per poi riaffondare, toccando il suo punto più sensibile facendolo gemere ad alta voce. Urlo anch’io mentre lui porta le braccia intorno al mio collo, vicino al mio orecchio.
Mi sento in paradiso. Vorrei non finisse mai. Prendo in mano la sua erezione muovendo la mano al ritmo serrato delle mie spinte. I suoi muscoli si contraggono piacevolmente. Non resisterò ancora a lungo.
Spingo più velocemente e forte. Pochi istanti dopo viene nella mia mano e io lo seguo a ruota urlando.
“JUN!”
Lo abbraccio stretto mentre riprendiamo fiato come se potesse scomparire da un momento all’altro.
“Sho-chan… mi fai male”
Riapro gli occhi e guardo il viso della persona che ho tra le braccia. Lui è scomparso. La magia è finita. C’è Masaki col fiatone. Sciolgo l’abbraccio. Lui si solleva da sopra di me, prende un fazzolettino dal tavolino di fronte al divano e si risiede vicino a me, pulendo la mia mano e io scoppio a piangere.
“Scusa Masa…”
L’ho fatto ancora.
Ho fatto sesso col mio migliore amico e, come le ultime due volte, ho avuto davanti agli occhi LUI.
“Non scusarti Sho-chan” mi dice dolcemente MAsaki ed io lo abbraccio.
“Non riesco ad accettarlo… non posso.. non posso far finta di nulla come se non ci fossimo mai amati. Non ce la faccio a vederlo tutti i giorni e sorridergli da semplice amico. Penso che accetterei di più se fosse morto…”
“Sho-chan! Ma che dici!” dice allibito per la mia affermazione.
“Se fosse morto… io lo avrei seguito subito… almeno saremmo potuti essere liberi, insieme e felici senza dar fastidio a nessuno… senza che nessuno ci giudichi…”
Masaki mi guarda sconvolto. Devo fare veramente pena.
“Dimentica quello che ho detto…” dico per tranquillizzarlo.
“Tu lo ami… e se lo ami davvero puoi fare solo due cose…” dice serio. Non l’ho m ai visto così serio “O te lo riprendi e te ne freghi di tutto, la società, i pregiudizi, il mondo intero oppure accetti la sua decisione e la rispetti andando avanti con la tua vita senza di lui al tuo fianco”
Lo guardo. Riprendermelo o lasciarlo andare per sempre. Non ho altre opzioni.
Sono paralizzato.
Dovrebbe essere scontata la mia risposta. Dovrei urlargli : lo riavrò! Sarà di nuovo mio a costo di impiegarci tutta la vita! Ma qualcosa dentro me, mi frena.
Sono sicuro che con me sarà felice?
Cosa posso offrirgli io?
Una vita di coppia in segreto, il nostro rapporto non sarebbe riconosciuto legalmente nel nostro paese, non potrà avere una vera famiglia come so che lui, come me, sogna.
In più siamo uomini famosi. Abbiamo moltissimi fan che ci seguono e molti potrebbero restare delusi.
Ma i suoi occhi… gli occhi di quella sera non potrò mai scordarli. Jun ha deciso tutto da solo.
“Sono patetico… non riesco a scegliere nessuna delle due opzioni..” dico a MAsaki che per tutto il tempo ha tenuto la mano sopra la mia spalla per infondermi un po’ di coraggio.
“E’ meglio se vai a dormire…” mi dice.
“Si… hai ragione…”
Mi alzo dal divano riprendendo i miei vestiti e anche Masaki fa lo stesso.
Mentre mi riabbottono la camicia, il mio sguardo cade sulle fotografie incorniciate al muro. Una vecchia foto di noi cinque. Il sorriso splendente di Jun. L’ennesimo tuffo al cuore.
A Masaki arriva un messaggio.
“E’ Toma vero?” chiedo anche se la risposta è scontata visto il sorriso dipinto sul suo volto.
“Si è lui”
“Mi dispiace” mormoro per scusarmi “Ti sto creando solo problemi”
“E continuerai a crearmene” mi sorride “Vai a riposare. Tra poche ore dobbiamo lavorare”
“Si… a dopo allora…” lo saluto ed esco da casa sua.
Faccio in tempo a rifugiarmi nella mia macchina che scoppio di nuovo a piangere.
Quello che sto facendo è orribile… non ho più nemmeno un briciolo di dignità.
Guardo l’orologio… le quattro del mattino.
Ho giusto tre ore per riprendermi e sembrare normale a lavoro.
Perché la c’è Jun e devo essere al massimo.
Mi asciugo le lacrime e metto in moto l’auto per tornare a casa. Una casa ormai vuota senza di LUI… senza Jun.
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Date: 2013-02-17 10:05 am (UTC)