Concorso - Entry 9
Feb. 16th, 2013 05:41 pmEntry 9
Titolo: Il principe con motocicletta
Gruppo: Arashi e Kanjani8
Pairing: AibaMaru
Rating: NC-17
Disclaimers: L'autrice di questo scritto pubblicato in forma anonima garantisce di non possedere diritti sulle persone e le cose realmente esistenti contenute in esso.
Note: Dopo l’esibizione al Music Station Super Live Aiba viene rapito da Ohkura e…
Aiba non aveva fatto in tempo a scendere dal palco e mettersi un asciugamano intorno al collo, che vide Ohkura correre come un matto verso di lui.
-Tacchon, tutto bene? Hai bisogno di qualcosa?- chiese preoccupato dal volto paonazzo dell'amico ancora vestito da Gurin. Ohkura, appoggiando le mani sulle ginocchia, non riusciva ad emettere nessun suono.
-Dovresti smettere di ingozzarti come un maiale e iniziare a fare un po' di moto!- disse picchiettandolo sulla schiena - Respira.. Così..
-Devi.. Devi..- a malapena riuscì a capire quello che Ohkura stava cercando di dire quando quest'ultimo lo prese per mano - Devi venire con me!- e se lo trascinò dietro senza dargli la possibilità di reagire.
-Aiba! Dove stai andando?- sentì le urla in lontananza - AIBA!- sapeva chi stava urlando il suo nome e preferì non voltarsi. Aveva definitivamente chiuso con Nino e non voleva saperne più niente. Dopo mesi di sofferenza, aveva deciso di andare avanti per la propria strada. Certo, i primi tempi erano stati difficili, e anche fingere davanti alle telecamere era diventato uno strazio perché questa volta riusciva a stento a trattenere le lacrime. Ben presto, le cose cambiarono e Aiba iniziò a separare la vita privata dal lavoro, riuscendo a spegnere, come se fosse un interruttore, i propri sentimenti.
La corsa durò pochi minuti e si fermarono davanti ad una porta bianca su cui c’era scritto “Kanjani8”. Aiba sentiva che qualcosa non andava, d’istinto si voltò preoccupavo verso Ohkura e lo trovò sorridente.
- No!! Non di nuovo!! TI PREGO! - non gli servì a niente urlare perché con una spinta Tacchon lo spedì dentro al camerino e lo chiuse dentro. – Basta scherzare.. Voglio uscire!!! - Continuava a sbraitare dando pugni sulla porta – OHKURA TI SENTO ANSIMARE!!! APRI!! - ma nessuno gli aprì e si ritrovò a girovagare per lo stanzino per una decina di minuti.
Si buttò sul divanetto e, con braccia e gambe incrociate, incominciò a bofonchiare. Oltre a dover sopportare gli sguardi pieni di preoccupazione e gli insistenti “Aiba, come stai?” “Tutto ok?” “Oggi ti vedo bene!” dei suoi compagni, ora doveva pure sottostare agli stupidi scherzi di quello là! Era già la seconda volta che lo fregava.. “Effettivamente questo sembra un dejà-vu.. ”pensò scompigliandosi i capelli. Ohkura che lo butta dentro ad un camerino, l’attesa e poi la porta che si apre.. *clik clik* Vide la manopola delle porta girarsi.
- Fa che non sia come l’ultima volta, fa che non sia come l’ultima volta..- ripeteva a fior di labbra con gli occhi chiusi. Tutto quello che sentì fu “SCUSAMI AIBA!” e la porta sbattere.
Non voleva aprire gli occhi per paura di vedere chi aveva portato Tacchon e commettere un omicidio.
-Ehm..- sentendo i suoni che l’intruso cercava di emettere Aiba si costrinse ad aprire gli occhi. Una fitta gli colpì il cuore.
-Tu! – era deciso, avrebbe ammazzato lui, Ohkura e visto che c’era pure Nino. – Di nuovo tu!- gli si avvicinò puntandogli l’indice contro - Spero di non dover ascoltare un’altra volta una tua smielata dichiarazione-.
-In realtà..- non fece in tempo a finire che Aiba lo interruppe.
-Maru, parliamoci chiaro! Ti sembro di umore giusto per una cosa del genere? E’ da mesi che sto cercando di rimettermi in sesto dopo la rottura con Nino e tu.. Proprio tu!- le ultime parole le uscirono di getto. Finalmente aveva trovato qualcuno su cui riversare tutta la sua frustrazione e rabbia e non gli importava assolutamente nulla che questa persona fosse Maru, anzi…
Maru divenne tutto rosso -Io? Ma cosa ti ho fatto?- fece per avvicinarsi per prendergli le mani, ma questo lo allontanò bruscamente.
-Non provare a toccarmi con quelle mani sudaticce!- e lo lasciò davanti alla porta con un’espressione inebetita.
Decise di sedersi sul piccolo divanetto che c’era nel camerino, lontano da Maru e lontano dalla tentazione di trattarlo male ulteriormente. La realtà era che incominciava a vergognarsi del suo comportamento. Guardandosi le mani decise di buttare tutto fuori.
-Pur sapendo che stavo con Nino, con la complicità di Ohkura, sei venuto sul set del nostro drama e ti sei dichiarato, oltretutto mettendomi mille pulci nell’orecchio. “Guarda che Nino non si comporta bene quando tu non ci sei.. Non ti fidare.. Io non ti tratterrei così..” ti ricordi? Ma io non volevo buttare tutto all’aria per quei pettegolezzi, ma poi le cose avevano incominciato ad andare male e più io cercavo di sistemare la situazione e più questa si stava disintegrando. Confesso che, quando io e Nino ci siamo lasciati, avevo incominciato a pensare a te.. Come posso dire.. In un modo diverso- Aiba si fermò un attimo per riprendere fiato – Poi tu hai rovinato tutto. Dimmi perché sei venuto ad Arashi ni Shiyagare a dire che ti piaceva Nino? L’hai fatto apposta? E’ stata una fottutissima ripicca per averti respinto? E poi l’espressione compiaciuta di quel nano di merda…
Non riuscendo a sta fermo per l’agitazione che gli stava attorcigliando le viscere, si alzò e andò verso la finestra. Ormai fuori era tutto buio e, a causa della luce che rifletteva sul vetro, riusciva a vedere Maru ancora fermo davanti alla porta. La testa bassa e le mani strette in pugni. A quella visione Aiba abbassò lo sguardo, avrebbe voluto rimangiarsi tutto quello che aveva detto ma era troppo tardi.
Inaspettatamente sentì i passi di Maru sempre più vicini e, quando sentì le sue mani cingergli la vita, gli si mozzò il fiato.
-Aiba, ti prego..- gli sussurrò all’orecchio - Voglio stare con te.. Non farmi andare via- mentre diceva quelle parole aveva incominciato a mordicchiargli il lobo dell’orecchio.
Aiba non sapeva come reagire perchè lasciarsi andare dopo tutto quello che aveva passato era difficile e l’erezione di Maru appoggiata sul suo sedere non aiutava. Maru mise il mento sulla spalla di Aiba e, guardando verso la finestra, che ormai rifletteva la loro immagine quasi quanto uno specchio, gli sorrise imbarazzato.
-Scusami, ma ogni volta che ti vedo, che sento il tuo profumo mi fai questo effetto.- disse girandolo verso di sé e stringendolo ancora più forte.
Ora che ce l’aveva davanti, a pochi centimetri di distanza, Aiba non poteva non guardarlo negli occhi e si accorse che scintillavano. Si sentì uno stupido nel pensare che sembravano due piccole stelle che stavano brillando solo per lui, ma non poteva farci nulla, era il lato romantico che stava riaffiorando. Gli sorrise e Maru gli diede un bacio sul naso.
E i baci incominciarono ad aumentare e Aiba si faceva sbaciucchiare volentieri. Un bacio sulla guancia. Il primo bottone della camicia che veniva sbottonato. Un bacio sul lobo dell’orecchio. Un bottone. Un bacio sul pomo d’Adamo. Aiba, gemendo, buttò all’indietro la testa mentre Maru gli toglieva la camicia. Ora che era a torso nudo, un brivido gli percorse la schiena e cercò di scaldarsi avvicinandosi a Maru. Gli mise le braccia attorno al collo ma lui gliele scostò mettendogliele adese ai fianchi.
Aiba non cercò di liberarsi dalle mani che gli stringevano i polsi, era troppo occupato a seguire i movimenti della lingua che dal collo passarono alla spalla, lasciando come delle strisce di fuoco sulla pelle.
–Ho sempre sognato farlo… - sussurrò per poi riprendere a tracciare con la lingua i contorni della voglia che gli marcava la spalla.
Sentendo quelle parole Aiba venne travolto dal desiderio di stringerlo a sé, fece per allungare le mani ma si ritrovò ancora imprigionato. Maru lo guardò dritto negli occhi e sogghignò. Appena lo lasciò libero di muoversi, Aiba gli prese la testa tra le mani e lo baciò. Con naturalezza le loro bocche si aprirono come si volessero divorare a vicenda. Non voleva più staccarsi da quelle labbra così morbide e da quella bocca che gentilmente gli succhiava la lingua facendolo sentire vivo dopo tanto, troppo tempo.
Le mani di Maru scesero velocemente verso la cintura dei pantaloni di Aiba.
-Ora ti libero…- disse staccandosi per un attimo dalle labbra di Aiba.
-Grazie, incominciavo a sentirmi un po’ costretto.- rispose sorridendogli.
Maru si inginocchiò e Aiba si sentì quasi mancare. “Tranquillo. Devi stare tranquillo.. Non è la tua prima volta, no? Sai come si fa, giusto? E se non dovesse andare bene? Oh, per l’amor del cielo!!! STOP! Cervello stai zitto! Lasciati andare e BASTA!” continuava a ripetersi per incoraggiarsi mentre Maru, senza perdere tempo, l’aveva ormai spogliato completamente.
Appena sentì le mani di Maru prendere con delicatezza la sua erezione dovette aggrapparsi al davanzale della finestra perché le gambe gli cedettero miserevolmente. Istintivamente Aiba abbassò lo sguardo per guardare la reazione di Maru a quella figuraccia e quando vide le fossette sulle sue guance sbocciare come due fiorellini si senti arrossire fino al punto di dover coprire il volto con le mani.
Sentì Maru alzarsi. “Ho rovinato tutto..” pensò e invece Maru gli scoprì la faccia. Prese tra le mani una ciocca di capelli e tirò con forza la testa da un lato. A quel gesto improvviso Aiba sussultò. Con la lingua tracciò una linea dalla spalla fino ad arrivare la lobo dell’orecchio.
-Vieni con me..- gli disse prendendolo per mano.
Aiba lo seguì come fosse un cagnolino. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui in quel momento. Si ritrovarono su un tappeto, entrambi nudi e vogliosi l’uno dell’altro. Si baciarono con trasporto mentre le loro mani si davano piacere. Aiba era completamente rapito dall’espressione di Maru e a volte aumentava la velocità dei movimenti della mano solo per vederlo mordersi le labbra e gemere.
-Aiba.. Ai..- gli si mozzò il fiato quando Aiba, che aveva capito cosa stava per chiedergli, lo penetrò con forza. Maru dovette coprirsi la bocca per soffocare l’urlo misto di dolore e piacere.
-Scusa! Ti ho fatto tanto male?- domandò preoccupato Aiba
-Sì, tantissimo e mi è piaciuto! Continua ti prego!-
Aiba ancora più eccitato gli sollevò la gamba mentre con l’altra mano prese l’erezione e rincominciò a muoverla sempre più veloce.
-Vengo.. Ven.. AIBA!- urlò mentre Aiba si chinò per baciarlo . Ora che erano occhi negli occhi i suoi movimenti si fecero sempre più rapidi. Voleva raggiungere il piacere in quella posizione, con Maru che guardava solo lui, desiderava solo lui.
-Anch’io Maru.. Sto per…- Maru non lo fece finire e lo tirò verso di sé mettendogli la lingua in bocca, poi lo lasciò andare e Aiba si staccò dall’abbraccio, uscì delicatamente da Maru e gli venne sulla sua pancia.
Aiba prese dei fazzolettini e corse a pulire Maru. “Come avevo potuto dire tutte quelle cose ad una persona così dannatamente speciale? Sono stato uno stupido.. Ero arrabbiato. Sì, sì, ero arrabbiato.. Ma per che cosa? Non ricordo! Oddio, guarda quanto è bello.” Sentì le guance diventare rosse “Smettila di fare il ragazzino Aiba! Ormai non sei più il tredicenne che arrossiva quando un senpai lo baciava di nascosto dietro le quinte. Forse dovrei chiedergli scusa.. Forse se…” Maru lo prese per il polso e lo tirò verso di sé.
-Basta pensare troppo!- lo intimò mentre lo stringeva forte.
Aiba si lasciò coccolare tra le braccia di Maru pensando che quello era decisamente il posto più bello del mondo.
Uscendo dallo studio televisivo Aiba trovò Nino ad aspettarlo. Aveva le braccia incrociate e l’espressione della viso non prometteva niente di buono.
-Dove sei stato fino adesso?
-Dovevo parlare con qualcuno..- rispose pensando che avrebbe voluto scappare il prima possibile.
- E ci hai messo così tanto tempo? Con chi eri? Ti rendi conto che sono rimasto qui ad aspettarti?
Aiba non sapeva cosa rispondere, anzi, non aveva voglia. Non voleva rovinare quella serata con l’ennesima discussione inutile con Nino.
-Aiba, mi vuoi rispondere!!
In lontananza si sentì il rombo di una moto che si stava avvicinando e quando questa si fermò a pochi metri di distanza da loro entrambi si voltarono. Il motociclista si tolse il casco.
-Maru, cosa vuoi?- gli urlò Nino irritato dal fatto di essere stato interrotto.
-AIBA!
Aiba non se lo fece ripetere due volte e corse verso Maru lasciando Nino a bocca aperta.
-Grazie Maru, mi hai salvato!
-Sono o non sono il tuo principe con la motocicletta?- disse sorridendo
Aiba non riuscì a resistere a quelle fossette e gli saltò addosso baciandolo di sfuggita. Infilò il casco e salì in moto stringendosi forte ai fianchi di Maru.
“Ciao Nino!!!” urlò mentre la moto si allontanava a tutta velocità.
Titolo: Il principe con motocicletta
Gruppo: Arashi e Kanjani8
Pairing: AibaMaru
Rating: NC-17
Disclaimers: L'autrice di questo scritto pubblicato in forma anonima garantisce di non possedere diritti sulle persone e le cose realmente esistenti contenute in esso.
Note: Dopo l’esibizione al Music Station Super Live Aiba viene rapito da Ohkura e…
Aiba non aveva fatto in tempo a scendere dal palco e mettersi un asciugamano intorno al collo, che vide Ohkura correre come un matto verso di lui.
-Tacchon, tutto bene? Hai bisogno di qualcosa?- chiese preoccupato dal volto paonazzo dell'amico ancora vestito da Gurin. Ohkura, appoggiando le mani sulle ginocchia, non riusciva ad emettere nessun suono.
-Dovresti smettere di ingozzarti come un maiale e iniziare a fare un po' di moto!- disse picchiettandolo sulla schiena - Respira.. Così..
-Devi.. Devi..- a malapena riuscì a capire quello che Ohkura stava cercando di dire quando quest'ultimo lo prese per mano - Devi venire con me!- e se lo trascinò dietro senza dargli la possibilità di reagire.
-Aiba! Dove stai andando?- sentì le urla in lontananza - AIBA!- sapeva chi stava urlando il suo nome e preferì non voltarsi. Aveva definitivamente chiuso con Nino e non voleva saperne più niente. Dopo mesi di sofferenza, aveva deciso di andare avanti per la propria strada. Certo, i primi tempi erano stati difficili, e anche fingere davanti alle telecamere era diventato uno strazio perché questa volta riusciva a stento a trattenere le lacrime. Ben presto, le cose cambiarono e Aiba iniziò a separare la vita privata dal lavoro, riuscendo a spegnere, come se fosse un interruttore, i propri sentimenti.
La corsa durò pochi minuti e si fermarono davanti ad una porta bianca su cui c’era scritto “Kanjani8”. Aiba sentiva che qualcosa non andava, d’istinto si voltò preoccupavo verso Ohkura e lo trovò sorridente.
- No!! Non di nuovo!! TI PREGO! - non gli servì a niente urlare perché con una spinta Tacchon lo spedì dentro al camerino e lo chiuse dentro. – Basta scherzare.. Voglio uscire!!! - Continuava a sbraitare dando pugni sulla porta – OHKURA TI SENTO ANSIMARE!!! APRI!! - ma nessuno gli aprì e si ritrovò a girovagare per lo stanzino per una decina di minuti.
Si buttò sul divanetto e, con braccia e gambe incrociate, incominciò a bofonchiare. Oltre a dover sopportare gli sguardi pieni di preoccupazione e gli insistenti “Aiba, come stai?” “Tutto ok?” “Oggi ti vedo bene!” dei suoi compagni, ora doveva pure sottostare agli stupidi scherzi di quello là! Era già la seconda volta che lo fregava.. “Effettivamente questo sembra un dejà-vu.. ”pensò scompigliandosi i capelli. Ohkura che lo butta dentro ad un camerino, l’attesa e poi la porta che si apre.. *clik clik* Vide la manopola delle porta girarsi.
- Fa che non sia come l’ultima volta, fa che non sia come l’ultima volta..- ripeteva a fior di labbra con gli occhi chiusi. Tutto quello che sentì fu “SCUSAMI AIBA!” e la porta sbattere.
Non voleva aprire gli occhi per paura di vedere chi aveva portato Tacchon e commettere un omicidio.
-Ehm..- sentendo i suoni che l’intruso cercava di emettere Aiba si costrinse ad aprire gli occhi. Una fitta gli colpì il cuore.
-Tu! – era deciso, avrebbe ammazzato lui, Ohkura e visto che c’era pure Nino. – Di nuovo tu!- gli si avvicinò puntandogli l’indice contro - Spero di non dover ascoltare un’altra volta una tua smielata dichiarazione-.
-In realtà..- non fece in tempo a finire che Aiba lo interruppe.
-Maru, parliamoci chiaro! Ti sembro di umore giusto per una cosa del genere? E’ da mesi che sto cercando di rimettermi in sesto dopo la rottura con Nino e tu.. Proprio tu!- le ultime parole le uscirono di getto. Finalmente aveva trovato qualcuno su cui riversare tutta la sua frustrazione e rabbia e non gli importava assolutamente nulla che questa persona fosse Maru, anzi…
Maru divenne tutto rosso -Io? Ma cosa ti ho fatto?- fece per avvicinarsi per prendergli le mani, ma questo lo allontanò bruscamente.
-Non provare a toccarmi con quelle mani sudaticce!- e lo lasciò davanti alla porta con un’espressione inebetita.
Decise di sedersi sul piccolo divanetto che c’era nel camerino, lontano da Maru e lontano dalla tentazione di trattarlo male ulteriormente. La realtà era che incominciava a vergognarsi del suo comportamento. Guardandosi le mani decise di buttare tutto fuori.
-Pur sapendo che stavo con Nino, con la complicità di Ohkura, sei venuto sul set del nostro drama e ti sei dichiarato, oltretutto mettendomi mille pulci nell’orecchio. “Guarda che Nino non si comporta bene quando tu non ci sei.. Non ti fidare.. Io non ti tratterrei così..” ti ricordi? Ma io non volevo buttare tutto all’aria per quei pettegolezzi, ma poi le cose avevano incominciato ad andare male e più io cercavo di sistemare la situazione e più questa si stava disintegrando. Confesso che, quando io e Nino ci siamo lasciati, avevo incominciato a pensare a te.. Come posso dire.. In un modo diverso- Aiba si fermò un attimo per riprendere fiato – Poi tu hai rovinato tutto. Dimmi perché sei venuto ad Arashi ni Shiyagare a dire che ti piaceva Nino? L’hai fatto apposta? E’ stata una fottutissima ripicca per averti respinto? E poi l’espressione compiaciuta di quel nano di merda…
Non riuscendo a sta fermo per l’agitazione che gli stava attorcigliando le viscere, si alzò e andò verso la finestra. Ormai fuori era tutto buio e, a causa della luce che rifletteva sul vetro, riusciva a vedere Maru ancora fermo davanti alla porta. La testa bassa e le mani strette in pugni. A quella visione Aiba abbassò lo sguardo, avrebbe voluto rimangiarsi tutto quello che aveva detto ma era troppo tardi.
Inaspettatamente sentì i passi di Maru sempre più vicini e, quando sentì le sue mani cingergli la vita, gli si mozzò il fiato.
-Aiba, ti prego..- gli sussurrò all’orecchio - Voglio stare con te.. Non farmi andare via- mentre diceva quelle parole aveva incominciato a mordicchiargli il lobo dell’orecchio.
Aiba non sapeva come reagire perchè lasciarsi andare dopo tutto quello che aveva passato era difficile e l’erezione di Maru appoggiata sul suo sedere non aiutava. Maru mise il mento sulla spalla di Aiba e, guardando verso la finestra, che ormai rifletteva la loro immagine quasi quanto uno specchio, gli sorrise imbarazzato.
-Scusami, ma ogni volta che ti vedo, che sento il tuo profumo mi fai questo effetto.- disse girandolo verso di sé e stringendolo ancora più forte.
Ora che ce l’aveva davanti, a pochi centimetri di distanza, Aiba non poteva non guardarlo negli occhi e si accorse che scintillavano. Si sentì uno stupido nel pensare che sembravano due piccole stelle che stavano brillando solo per lui, ma non poteva farci nulla, era il lato romantico che stava riaffiorando. Gli sorrise e Maru gli diede un bacio sul naso.
E i baci incominciarono ad aumentare e Aiba si faceva sbaciucchiare volentieri. Un bacio sulla guancia. Il primo bottone della camicia che veniva sbottonato. Un bacio sul lobo dell’orecchio. Un bottone. Un bacio sul pomo d’Adamo. Aiba, gemendo, buttò all’indietro la testa mentre Maru gli toglieva la camicia. Ora che era a torso nudo, un brivido gli percorse la schiena e cercò di scaldarsi avvicinandosi a Maru. Gli mise le braccia attorno al collo ma lui gliele scostò mettendogliele adese ai fianchi.
Aiba non cercò di liberarsi dalle mani che gli stringevano i polsi, era troppo occupato a seguire i movimenti della lingua che dal collo passarono alla spalla, lasciando come delle strisce di fuoco sulla pelle.
–Ho sempre sognato farlo… - sussurrò per poi riprendere a tracciare con la lingua i contorni della voglia che gli marcava la spalla.
Sentendo quelle parole Aiba venne travolto dal desiderio di stringerlo a sé, fece per allungare le mani ma si ritrovò ancora imprigionato. Maru lo guardò dritto negli occhi e sogghignò. Appena lo lasciò libero di muoversi, Aiba gli prese la testa tra le mani e lo baciò. Con naturalezza le loro bocche si aprirono come si volessero divorare a vicenda. Non voleva più staccarsi da quelle labbra così morbide e da quella bocca che gentilmente gli succhiava la lingua facendolo sentire vivo dopo tanto, troppo tempo.
Le mani di Maru scesero velocemente verso la cintura dei pantaloni di Aiba.
-Ora ti libero…- disse staccandosi per un attimo dalle labbra di Aiba.
-Grazie, incominciavo a sentirmi un po’ costretto.- rispose sorridendogli.
Maru si inginocchiò e Aiba si sentì quasi mancare. “Tranquillo. Devi stare tranquillo.. Non è la tua prima volta, no? Sai come si fa, giusto? E se non dovesse andare bene? Oh, per l’amor del cielo!!! STOP! Cervello stai zitto! Lasciati andare e BASTA!” continuava a ripetersi per incoraggiarsi mentre Maru, senza perdere tempo, l’aveva ormai spogliato completamente.
Appena sentì le mani di Maru prendere con delicatezza la sua erezione dovette aggrapparsi al davanzale della finestra perché le gambe gli cedettero miserevolmente. Istintivamente Aiba abbassò lo sguardo per guardare la reazione di Maru a quella figuraccia e quando vide le fossette sulle sue guance sbocciare come due fiorellini si senti arrossire fino al punto di dover coprire il volto con le mani.
Sentì Maru alzarsi. “Ho rovinato tutto..” pensò e invece Maru gli scoprì la faccia. Prese tra le mani una ciocca di capelli e tirò con forza la testa da un lato. A quel gesto improvviso Aiba sussultò. Con la lingua tracciò una linea dalla spalla fino ad arrivare la lobo dell’orecchio.
-Vieni con me..- gli disse prendendolo per mano.
Aiba lo seguì come fosse un cagnolino. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui in quel momento. Si ritrovarono su un tappeto, entrambi nudi e vogliosi l’uno dell’altro. Si baciarono con trasporto mentre le loro mani si davano piacere. Aiba era completamente rapito dall’espressione di Maru e a volte aumentava la velocità dei movimenti della mano solo per vederlo mordersi le labbra e gemere.
-Aiba.. Ai..- gli si mozzò il fiato quando Aiba, che aveva capito cosa stava per chiedergli, lo penetrò con forza. Maru dovette coprirsi la bocca per soffocare l’urlo misto di dolore e piacere.
-Scusa! Ti ho fatto tanto male?- domandò preoccupato Aiba
-Sì, tantissimo e mi è piaciuto! Continua ti prego!-
Aiba ancora più eccitato gli sollevò la gamba mentre con l’altra mano prese l’erezione e rincominciò a muoverla sempre più veloce.
-Vengo.. Ven.. AIBA!- urlò mentre Aiba si chinò per baciarlo . Ora che erano occhi negli occhi i suoi movimenti si fecero sempre più rapidi. Voleva raggiungere il piacere in quella posizione, con Maru che guardava solo lui, desiderava solo lui.
-Anch’io Maru.. Sto per…- Maru non lo fece finire e lo tirò verso di sé mettendogli la lingua in bocca, poi lo lasciò andare e Aiba si staccò dall’abbraccio, uscì delicatamente da Maru e gli venne sulla sua pancia.
Aiba prese dei fazzolettini e corse a pulire Maru. “Come avevo potuto dire tutte quelle cose ad una persona così dannatamente speciale? Sono stato uno stupido.. Ero arrabbiato. Sì, sì, ero arrabbiato.. Ma per che cosa? Non ricordo! Oddio, guarda quanto è bello.” Sentì le guance diventare rosse “Smettila di fare il ragazzino Aiba! Ormai non sei più il tredicenne che arrossiva quando un senpai lo baciava di nascosto dietro le quinte. Forse dovrei chiedergli scusa.. Forse se…” Maru lo prese per il polso e lo tirò verso di sé.
-Basta pensare troppo!- lo intimò mentre lo stringeva forte.
Aiba si lasciò coccolare tra le braccia di Maru pensando che quello era decisamente il posto più bello del mondo.
Uscendo dallo studio televisivo Aiba trovò Nino ad aspettarlo. Aveva le braccia incrociate e l’espressione della viso non prometteva niente di buono.
-Dove sei stato fino adesso?
-Dovevo parlare con qualcuno..- rispose pensando che avrebbe voluto scappare il prima possibile.
- E ci hai messo così tanto tempo? Con chi eri? Ti rendi conto che sono rimasto qui ad aspettarti?
Aiba non sapeva cosa rispondere, anzi, non aveva voglia. Non voleva rovinare quella serata con l’ennesima discussione inutile con Nino.
-Aiba, mi vuoi rispondere!!
In lontananza si sentì il rombo di una moto che si stava avvicinando e quando questa si fermò a pochi metri di distanza da loro entrambi si voltarono. Il motociclista si tolse il casco.
-Maru, cosa vuoi?- gli urlò Nino irritato dal fatto di essere stato interrotto.
-AIBA!
Aiba non se lo fece ripetere due volte e corse verso Maru lasciando Nino a bocca aperta.
-Grazie Maru, mi hai salvato!
-Sono o non sono il tuo principe con la motocicletta?- disse sorridendo
Aiba non riuscì a resistere a quelle fossette e gli saltò addosso baciandolo di sfuggita. Infilò il casco e salì in moto stringendosi forte ai fianchi di Maru.
“Ciao Nino!!!” urlò mentre la moto si allontanava a tutta velocità.
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Date: 2013-02-16 06:06 pm (UTC)Sì Maru sei un principino carino <3