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Entry 10

Titolo: Director's cut
Gruppo: Kanjani8
Pairing: Ryohkura + Maru
Rating: NC-17
Disclaimers: L'autrice di questo scritto pubblicato in forma anonima garantisce di non possedere diritti sulle persone e le cose realmente esistenti contenute in esso.
Note:
Ryo avrebbe dovuto capire l'inganno quando gli è stato detto di chiedere la sua chiave al front-desk. Okura avrebbe dovuto capirlo quando l'invito a bere si è trasformato in una sessione fotografica. Ma quando ci sono arrivati, era troppo tardi per riuscire a tirarsi indietro.
Meglio per loro.

“Indovina di chi sono questi nei?”
“Sei con Okura?”
“Siamo a bere, sì”
“Siete andati fuori e non mi avete chiamato? Bastardi.”
“Avevo delle cose di cui discutere con lui. Per farmi perdonare ti mando una foto dei suoi bellissimi occhi.”
“Stai parlando di 'bellissimi occhi' ad uno che sui suoi occhi all'ingiù si è fatto una carriera?”
“Allora approfitto del fatto che si è appena alzato per andare in bagno, per mandarti il suo didietro”
“Guarda che il mio culo è più figo suo”
“E le sue labbra, allora? Non vorresti sapere quanto sono morbide a baciarle?”
“No, non sono te”
“E il suo collo? Così lungo, vien voglia di leccarlo...”
“Smettila, imbecille.”
“E le mani? Chissà quante cose saprebbe fare con queste mani... eh?”
“Idiota”




-Sai, l'altro giorno stavo guardando i nostri kohai... e mi è tornato in mente quando eravamo junior. Sho-chan sembrava così normale, e Ryo-chan, era così piccolo... Chi lo avrebbe mai detto che sarebbe diventato alto, bello e... sexy.
-Beh, essere sexy fa parte del nostro lavoro, no?
-Sì, ma non trovi che lui lo sia... particolarmente?
-Ah ah ah! Ok, forse sì, un po' sopra la media lo è.
-”Un po' sopra la media”? Altro che sopra la media! Tutto di lui ispira sesso! Il suo sguardo, il suo modo di fare, le sue spalle... non hai mai immaginato di passare le mani su quella pelle abbronzata, e su quel corpo asciutto...
-Coff... hem, sinceramente no... Sei solo tu quello che fa questo genere di pensieri sui ragazzi del gruppo.
-Dici? Secondo me dev'essere più che piacevole... Ah, quello è il tuo ultimo bicchiere!
-Eh? Perché?
-Se ti ubriachi troppo, poi ti addormenti...
-...
-...e rischi di non svegliarti in tempo. Domattina dobbiamo lavorare.
-Va bene, hai ragione. Ma tu smettila di farmi foto col telefono, ok?





Okura entrò nella camera ondeggiando. Non era proprio ubriaco, Maru non glielo aveva permesso, ma nemmeno era completamente lucido, e il fatto che fosse tardissimo, certo non aiutava.
Così, si era già richiuso la porta prima di rendersi conto della luce azzurrognola nella stanza. E solo dopo qualche passo nella camera riconobbe nell'ombra sdraiata sul letto, la figura di Ryo.

Distratto da ciò che stava facendo, Ryo non si accorse subito della porta che si era aperta.
E appena realizzò che qualcuno fosse entrato, correre al telecomando e spegnere tutto fu il suo impulso prioritario rispetto a cercare di capire chi fosse entrato. (Se fosse stata una fan-stalker arrivata ad ammazzarlo, e tutti i dettagli del ritrovamento del suo cadavere fossero stati resi noti, non sarebbe stato bello per la sua immagine). A forza di tastare la coperta intorno a lui, alla fine riuscì a trovare l'apparecchio, ma troppo tardi per fare qualunque cosa più che mettere il video in pausa.

-Che ci fai nella mia camera?- Chiese Okura, sedendosi pesantemente sul letto.

-Questa è la MIA camera.- Rispose Ryo, cercando di nascondere l'imbarazzo.- Cioè, doveva essere la camera di Yoko, ma visto che voleva stare in quella vicina ad Hina, e si vergognava a chiedermelo, Maru ci ha fatto fare a cambio.

-No, no, no... E' stato Shota a fare cambio con me per andare da Subaru, e Maru mi ha dato la chiave della sua stanza...

-Quindi tu hai dato la tua chiave a Maru in cambio di quella per questa camera?

-Hem, si...

-Fantastico. Deve averci dato due copie della stessa chiave. E siccome può averle solo se le ha chieste direttamente a qualcuno dell'albergo, non credo si sia sbagliato. Ma... che razza di scherzo sarebbe?

Forse era effetto dell'alcool, ma Ryo sembrava così intelligente mentre ricostruiva l'accaduto.
-Ricordi in che stanza sta Maru?- Chiese Okura.- Così ci facciamo ridare l'altra chiave.

-Io è già tanto se faccio caso al numero della mia stanza... a meno che non debba farmi restituire da uno di voi qualcosa di mio.- Ryo sospirò, prendendo il telefono dal comodino.- Gli mando un messaggio.
“Ha, ha, ha. Molto divertente. Ora riportaci la chiave, o dicci in che stanza sei così vengo a prenderla.”
“Hum... semmai domani. Per ora, buonanotte, ragazzi <3”

-Posso provare a chiamare Sho-chan. Lui potrebbe essere ancora sveglio.- Propose Okura.
-E per cosa? Non è lui ad avere l'altra chiave. E se fosse da Subaru, a disturbarli a quest'ora... domattina siamo morti tutti e due.

Ryo girò lo sguardo verso l'orologio. Le due meno dieci. Troppo tardi per andare a fare a quell'imbecille la scenata che si sarebbe meritato, senza finire poi per ricevere una bella ramanzina da parte dei manager.
Bastardo. Come era riuscito a farli finire nella stessa stanza? Beh, certo, se lui non avesse lasciato tutta la sua roba in giro e avesse almeno aperto gli armadi probabilmente si sarebbe accorto che quella maledetta diva aveva riposto tutto là dentro. Poi era bastato che Maru lo facesse uscire, offrendogli cibo (fin troppo facile), prima che Ryo arrivasse all'albergo e secondo istruzioni chiedesse alla signorina della hall la chiave che gli era stata lasciata “dal suo compagno di band”.

-Non ci resta che dividere la stanza, allora...- Prese atto Okura.
La testa gli girava un poco, e volle sdraiarsi accanto a Ryo.
-Quante volte abbiamo dormito nella stessa camera, prima di diventare abbastanza importanti da far spendere soldi all'agenzia...- Continuò, per poi guardare per la prima volta il televisore.- Oh, Machiko-chan!

Ryo, preso dagli istinti omicidi verso il suo bassista, si era quasi dimenticato di ciò che stava guardando prima di essere interrotto dall'arrivo di Okura. Che ora restava tranquillamente sdraiato accanto a lui, a riconoscere per nome il fermo-immagine del suo porno.
-Ah, hem... io qui... meglio che spengo, ecco...- Balbettò Ryo, improvvisamente caduto in uno dei suoi baratri di imbarazzo, afferrando tra le mani tremolanti il telecomando.

-No, perché? Lei è la mia preferita.- Lo fermò Okura, fissando lo schermo con un sorriso.- Continuiamo a guardarlo, dai.

Ryo, poco convinto, ripremette il pulsante “play”.
E la scena riprese da dove Okura lo aveva interrotto. Che, ovviamente, era proprio dove la “storia” iniziava a farsi interessante. Non solo a parere di Ryo, ma anche di “qualcuno” lassotto.

Okura quel video lo aveva già visto, più volte (non a tutti gli estimatori della pornografia piace sbandierarlo come fanno Maru o Subaru... c'è anche chi preferisce essere più riservato, e allora?), e per un istante spostò l'attenzione da Machiko-chan e Hanako-sama, per guardare Ryo.
L'ultima volta che avevano visto un porno insieme, sicuramente c'era anche Subaru e forse anche Hina, i Kanjani non erano ancora debuttati. E seppur ormai vicini ai diciotto anni, la voglia di fare colpo sui senpai, di mostrarsi “uomini” alla loro altezza, era la priorità, anche se un poco sapevano che c'era una certa componente di presa per il culo del kohai (molto più tardi Yoko confessò che più volte avevano fatto scommesse su quale dei giovani avrebbe ceduto verso il bagno per primo).
Quello che aveva accanto a se oggi, non era più il ragazzino che dimostra molto meno della sua età, e che combatte la timidezza per tenere gli occhi sullo schermo pur di conquistarsi il rispetto del gruppo. Quello che vedeva era un uomo, un bellissimo adulto, che fissava le immagini con un'attenzione focalizzata, mordendosi le labbra, le pupille dilatate e la mano non casualmente appoggiata all'attaccatura delle gambe.
In quel momento Okura realizzò che Ryo aveva addosso solo dei pantaloni da tuta, e che il riflesso dello schermo illuminava i pettorali di Ryo, i suoi capezzoli, i suoi addominali sottili e scolpiti...
Un gemito di Machiko-chan lo riportò al video. O forse, peggiorò semplicemente le cose.

Il film non era ripartito da nemmeno dieci minuti, che l'aria nella stanza si era già fatta un po' troppo calda. Ryo aveva iniziato a toccarsi più di quanto avrebbe desiderato, e sinceramente, da se stesso si sarebbe aspettato più resistenza.
Pensava che avere Okura con se avrebbe ammortizzato il tutto, reso un momento di eros solitario una rievocazione della goliardia da dormitorio di quando erano junior. E invece, forse, era proprio l'idea di avere qualcuno accanto che rendeva tutto ancora più eccitante, costringendolo a tenere lo sguardo sulle immagini davanti a se per non rischiare di incrociarne un altro.
Ma ormai si stava avvicinando troppo alla sua soglia di resistenza. Ryo ripremette “pausa”.
Non poteva certo prendersi “cura di sé” di fronte ad Okura.
Non quando la decisione di concedersi un po' di porno la aveva presa apposta per liberarsi la mente da quelle strane idee che gli avevano messo in testa le foto e frasi con cui Maru lo aveva bombardato tutta la sera. Pensando che poi avrebbe dovuto condividerci la stanza per tutta la notte, forse era proprio meglio evitare qualsiasi cosa, sia di fronte ad Okura che ad appena una parete di distanza.
Una doccia fredda. Una bella doccia per raffreddare qualunque cosa gli si stesse accendendo dentro, prima di andare a nanna dividendo il letto da buoni compagni di stanza.

Ryo aveva interrotto il video, lasciando lo schermo al menù del on-demand, ed Okura non capiva perché. Si girò a guardarlo pronto a chiederli spiegazioni.
-Ah, hem... Io credo che andrò a farmi una doccia...- Blaterò Ryo, grattandosi la testa e non guardandolo in faccia.
Una doccia? Alle due passate, Ryo andava a farsi una doccia?
Una “doccia” nel senso di una “doccia pre-sesso”? Ryo gli si stava offrendo?
La mente appannata un po' dall'alcool, un po' dal sonno, un po' dal porno faceva difficoltà a mettere insieme i pezzi.
Solo, l'immagine di Ryo, con i capelli bagnati e centinaia di goccioline che scivolavano lungo la sua schiena, gli rimbalzò nel cervello.
Con lo stesso scatto che avrebbe usato per battere in velocità una mano estranea in avvicinamento all'ultimo kara-age, Okura afferrò il polso di Ryo e lo spinse sul cuscino.
-Per quanto mi riguarda, la doccia possiamo anche saltarla.- Mormorò, prima di baciarlo con forza sulle labbra.

Okura lo stava baciando. Quel bacio che gli aveva negato più volte nonostante le numerose richieste che gli erano state fatte (sia dai loro compagni di gruppo che dalle fan), quel bacio che forse gli aveva anche già dato qualche volta, ma se così fosse stato entrambi dovevano essere stati così sbronzi da non renderlo un ricordo attendibile.
Ora ad Okura erano bastati uno scherzo di Maru, qualche birra (che si fosse trattato di birra, lo riconosceva dal sapore, che non potessero essere più di tante, lo aveva capito dal comportamento di Okura: lo aveva visto perso così tante volte da conoscere tutti gli stadi della sua ubriacatura, e al momento si trovava appena alla fase “un po' brillo”) e nemmeno un quarto d'ora di porno per avercelo addosso.
I movimenti di Okura non erano dei più precisi e la sua stretta non era particolarmente ferma. Volendo Ryo avrebbe potuto liberarsi. Anche se lui stesso aveva qualche difficoltà a pensare coerentemente e a muoversi, o almeno a dover correre fuori dalla stanza, nella sua condizione, avrebbe avuto qualche problemino. E come la lingua di Okura sembrava impegnata a massaggiare la sua, rendeva la situazione peggiore.
Ma di sicuro Ryo aveva abbastanza orgoglio da non restare li a farsi baciare da quell'imbecille.
Con un colpo di spalla si capovolse sull'altro, lo buttò con la schiena sul materasso e fece in modo di essere lui a baciare Okura.

Ryo sopra di lui era più leggero e più forte di quanto avrebbe immaginato. Non che Okura se ne lamentasse. Non finché continuava a far scivolare le dita sotto i suoi vestiti, e a baciarlo con tutto quell'impeto.
Come lo bloccava, toccava, baciava, tutto aveva così un che di “nishikidoso”, deciso, ostinato e determinato al controllo della situazione al punto da finire per perderlo, che Okura ne avrebbe sorriso se solo le sue labbra non fossero state bloccate da quelle di Ryo.

Ryo aveva deciso di smettere di ragionare, se questo poteva aiutarlo a lasciarsi andare al punto di assicurargli la “superiorità” su Okura.
Ma tutti quegli strati di stoffa che ancora lo ricoprivano, non solo lo portavano “indietro” (secondo la logica per cui essere più nudi rende più vulnerabili) ma anche lo irritavano tantissimo per come costringevano i suoi polsi a piegarsi per poter toccare il più possibile la sua pelle, che in ogni caso non sembrava mai essere abbastanza.
Staccarsi dalla bocca di Okura fu accolto da un grugnito di disapprovazione. Ryo ne sorrise, auto-compiaciuto del poter annoverare il povero batterista nelle file delle vittime del suo irresistibile fascino.
Velocemente tirò il bordo delle maglie di Okura (entrambe contemporaneamente) e gli fece attraversare il giro della testa, riprendendo a baciarlo prima ancora di averlo completamente liberato delle maniche.

I vestiti di Okura sparirono da qualche parte oltre il bordo del letto.
Ma in quel momento la cosa non lo preoccupò affatto, nonostante i fumi dell'alcool si stessero dissipando.
Le priorità sono un concetto relativo alle circostanze.

Ora anche Okura era a petto nudo. In vantaggio su Ryo di appena di un paio di calzini, forse.
Ora il gioco tornava giusto.
Ovvero, dalla sua parte.
Distraendolo a suon di baci, afferrò ad Okura entrambi i polsi, per alzarli oltre la sua testa, bloccandolo in una posizione che lo lasciava quasi indifeso. Si fermò dal baciarlo solo per contemplare la bellezza di quel corpo sotto di lui.
Quante volte si era unito agli altri a prenderlo in giro dicendogli di dimagrire? Eppure quella era la meraviglia di Okura, come quel fisico riuscisse ad essere muscoloso ma morbido, un accenno di rotondità che lo rendeva allo stesso tempo virile e simile ad una bambola. Irresistibile.
E il suo viso, benché senza trucco, era comunque troppo bello per essere il viso di un uomo; anche secondo parametri Johnny's, troppo bello. E con tutte quelle imperfezioni della pelle a renderlo così umano.
Un uomo non dovrebbe essere così bello.
Le sue labbra, rosse ed umide per i baci che si erano scambiati, rilucevano morbide in un espressione lascivamente rilassata.
La bocca di Ryo voleva quel collo, le sue dita quel petto.
Dopo avergli lanciato un ghigno, si buttò su di lui, baciandolo e toccandolo ovunque riusciva. La linea della mascella, il pomo d'Adamo, i pettorali, i fianchi...
Il tutto ritmato dagli spasmi e i gemiti di piacere di Okura.
Fino ad un tremito più prolungato degli altri, ed un mugolio che sembravano più che altro una rista.
No, ma che...? Quella era VERAMENTE una risata.
Lo spostamento di angolazione provocato dal movimento inaspettato fu tutt'altro che spiacevole per Ryo. Che comunque, si mostrò offeso.
Non si ride quando si è tra le braccia di Nishikido Ryo.

Ryo alzò la testa e fissò Okura alzando un sopracciglio.
-Scusa...- Sorrise Okura.- E' solo che... Mi è appena tornato in mente che proprio questa sera Maru mi stava dicendo di come ti sei fatto sexy... e ora, ton! Sono qui a letto con te... Le coincidenze!
-Coincidenze per un cazzo.- Ryo lo guardò sbattendo gli occhi un paio di volte, prima di tornare a tracciare con le labbra una scia lungo il suo collo.
-Eh?- Okura lo fissò con uno sguardo così stupido da farlo sembrare ancora più stupido del normale.
-A me ha mandato tue foto tutta la sera...- Disse Ryo, alternando un bacio ad ogni parola.- Non è una coincidenza, idiota. E' che Maru ci ha incastrati perché finissimo a far sesso.
-Ouh... E per quale ragione?
-Imbecille... Non ti sei accorto che il ragazzo si è preso una completa sbandata per te?- Ryo si alzò su entrambe le braccia per guardarlo negli occhi.
Okura nel frattempo era riuscito a spostare le braccia dalla scomoda posizione in cui lo aveva forzato prima Ryo, e ora ne stava approfittando per far scivolare le mani lungo la sua schiena.
-Maru? Per me?- Pur non essendone propriamente convinto, l'idea di avere attirato l'affetto di Maru gli scaldò il cuore così come Ryo stava scaldando il suo corpo.
-Non hai mai visto l'espressione idiota con cui ti fissa adorante ogni volta che ti ammazzi dalle risate per una sua battuta?- Ridacchiò Ryo, prima di tornare a succhiargli un capezzolo.
Effettivamente, no. Di solito era troppo impegnato a rotolarsi sul pavimento o a cercare di prendere fiato.
-Non capisco però... Se gli piaccio, perché cercare di combinare noi due?
-Tu non vuoi che Subaru e Yasu o gli Yokohina stiano insieme?
-Come tutti, ma... Quel che voglio è che si tengano per mano davanti al tramonto, non voglio immaginarli che fanno... “cose”.- E qui Okura dovette bloccare il pensiero, prima che l'idea gli facesse perdere l'eccitazione.
C'era un motivo se ogni volta che finiva in una stanza accanto ad uno di loro dormiva sempre coi tappi per le orecchie, per non rischiare di dover essere testimone, anche solo audio, di... beh, “cose”. Alla fine, se non fosse stato per la minaccia di poter sentire qualche verso di Subaru ed urlo di Shota, forse non avrebbe accettato lo scambio di chiave, e non si sarebbe trovato in quella circostanza.
-E in ogni caso...- Continuò Okura, mentre Ryo gli stava leccando il collo.- Non sono innamorato di nessuno dei quattro. Non è possibile, così proprio non ha senso...
-Stiamo parlando di Maru. E' proprio perché non ha senso che è possibile.- Concluse Ryo.
E Okura smise di parlare, non solo perché aveva ragione, ma anche perché Ryo stava cercando di far entrare la lingua nel suo ombelico.

Ryo sentì la gamba di Okura intricarsi tra le sue, mentre gli afferrava la testa invitandolo a salire per un ulteriore bacio. In qualche modo riuscì a liberarsi di pantaloni e boxer, e, intrecciandosi ancor più con lui, anche Okura stava facendo lo stesso.
Ryo stava per scoparsi Okura, e tutto aveva piacevolmente dell'inverosimile. Ma anche un preciso artefice.
Che forse, prima di passare alla fase decisiva, era il caso di ringraziare. O di far rodere all'idea che il suo strampalato piano, in qualche modo, aveva avuto stranamente successo.
Ryo stese un braccio e prese il suo telefono dal comodino.

-Che diavolo stai facendo?- Chiese Okura, vedendo Ryo puntargli il telefono verso il petto.
-Mando a Maru un piccolo messaggio di 'missione compiuta' - Rispose Ryo, fotografandogli un capezzolo.
Okura rise, spingendo Ryo su di se con una spinta-palpata al sedere appena quello appoggiò via il telefono.
Le mani di Ryo scendevano sempre più in basso, esprimendo inequivocabilmente le sue intenzioni. Ottima cosa, essendo le stesse di Okura. Stava per proporre di trasformare quelle intenzioni in azione, quando il telefono di Ryo prese a vibrare sul legno del tavolino.
A quell'ora non poteva essere che la risposta di Maru: i due si scambiarono uno sguardo divertito.

Ryo prese il suo cellulare e lesse.
“Hey ragazzi, nel cassetto del comodino credo ci siano delle cose che potrebbero servirvi”
-Maru.- Spiegò Ryo, tirandosi su con un braccio fino ad essere quasi seduto.- Dice di guardare il cassetto del comodino.
Okura alzò la schiena a sua volta, ed accese la lampadina. Ryo aprì il cassetto.
Che non era vuoto, come ci si sarebbe invece aspettato in una stanza di albergo. Perché chissà in quale momento, Maru doveva essere entrato nella stanza per prepararla per loro, e lasciargli...
-Lozione?- Chiese Okura sbirciando gli oggetti che Ryo stava tirando fuori.
-E preservativi.
-Grazie al cielo. Meglio avere delle protezioni. Non voglio neanche pensare fin'oggi a quante te ne sei fatte... di donne... uomini... cose...- Disse Okura, gesticolando con le mani verso l'alto.
Ryo lo guardò male.
-Certo, perché ha parlato il santo.- Ryo lo colpì al petto col dorso della mano.
Okura gli sorrise e gli diede un veloce bacio sulla fronte prendendo i due oggetti che Ryo stava tenendo.
Appena capì cosa quel gesto potesse significare, Ryo prontamente li ritirò verso di se.
Okura fece lo stesso.

Si rimbalzarono lozione e preservativi più volte, nessuno dei due pronto a cedere.
-Okura, forse tu non sai come funziona tra uomini, ma questi è a me che servono.- Commentò Ryo, tentando di fregarlo con uno strattone più forte degli altri.
Bel tentativo.
-No, sono io che devo usarli.- Ribatté Okura, stringendo le dita intorno alle confezioni.
-Non crederai mica che io ti permetterò di mettermelo nel...
-E perché, invece, dovrei esserlo io?

-Non fare il solito rompicoglioni, Okura!

-Scendi dal piedistallo, Nishikido.

-E va bene...- Mormorò Ryo, lasciando la presa e stringendo il pugno.

-Che, vuoi fare a botte, ora?

-Sasso- carta- forbice. Ci stai?

-Io ho un idea migliore.

Okura gli rifilò uno dei suoi sorrisi più irritanti, per poi allungarsi a prendere il telefono di Ryo. Nel fare questo ebbe la cura di strusciarsi abbondantemente su Ryo, che per un secondo, sentendo la pelle di Okura scivolargli sui capezzoli, dovette resistere alla tentazione di alzare le braccia ed autorizzarlo a fare di lui quel che voleva.
Ryo gli si appoggiò dietro la schiena, per sbirciare che stesse smanettando col cellulare.
Stava scrivendo una mail. A Maru.
-“Sono Okura”? Ma cosa sei, ti chiami per cognome pure da solo?

-Sta zitto.- Okura spinse la testa di Ryo sul suo collo, in modo da farsi baciare mentre scriveva il messaggio a Maru.
-Sbrigati...- Mormorò Ryo contro di lui.
“Sono Okura. Non riusciamo a decidere chi dei due debba stare sotto. Puoi darci una mano?”

Aspettando la risposta, Ryo pensò di ingannare l'attesa accarezzando il petto, la pancia e l'interno-coscia di Okura.
Una nuova mail arrivò subito.

“Ryo-chan”

Ryo guardò lo schermo scuotendo ampiamente la testa.
-No, no! Scordatevelo.

-Ah, ah!- Okura lo colpì al petto con la punta dell'indice.- Ordini del regista...

-Bastardi. Domani vi ammazzo a tutti e due!- Grugnì Ryo. Lo intendeva veramente.
Ma poi lasciò che Okura, ridendo, lo spingesse dolcemente con la pancia sul materasso.

Ryo sdraiato sul letto, con la testa girata sul cuscino a continuare a bofonchiare lamentele, era più di quanto Okura potesse sopportare.
Si piegò su di lui per lasciargli un bacio sulla prima vertebra del collo, e poi a scendere giù, lungo tutta la spina dorsale fino al taglio dei glutei.
Con questo almeno Ryo si era azzittito.
E si era anche alzato sulle ginocchia.
Okura diligentemente si versò una noce di lozione sulla punta di un dito, deglutì sentendo la tensione del passo che stava per compiere, e premette piano sulla apertura di Ryo.
Non fece neppure a tempo a toccarlo che Ryo scattò come una molla, irrigidendosi sul letto.

-Ma che cazzo fai imbecille!- Urlò Ryo voltandosi verso Okura, seduto vicino al bordo del letto.- Quella roba è gelata!
Okura si guardò la mano.
-Devi prima scaldarla un po' tra il palmo delle mani, idiota!- Gli dovette spiegare Ryo, rimettendosi in posizione.

Okura questa volta versò la sostanza sulla mano sinistra, la impastò con l'altra mano e si ri-unse le dita. Prima che Ryo si girasse a chiedergli che stesse aspettando, costringendolo ad ammettere una certa agitazione, lasciò entrare l'indice dentro di lui.
Il corpo di Ryo reagì soltanto con un leggero brivido, ed Okura subito aggiunse un secondo dito, prendendo a massaggiare l'interno in piccoli circoli, pian piano più ampi, pian piano più in profondità.

Ryo era un uomo, un vero uomo, uno a cui piacciono le donne.
Non per questo non aveva avuto le sue esperienze anche con altri maschi. Per Ryo, era solo la prova di come il suo sex-appeal fosse così considerevole da non poter essere contenuto dalle barriere dei sessi.
Su Okura, invece, non si era mai fatto una idea precisa. La sua teoria era che il cretino avesse una così scarsa stima della sua sessualità da non avere mai avuto il coraggio di farsi nessuno che non avesse almeno una coppa C.
Ma il modo in cui ora lo stava preparando, gli faceva venire dei dubbi.

Okura non stava più pensando a nulla.
Sentiva solo il suo cuore pulsargli nella sua erezione e nelle sue orecchie in un “Forza, Ryo, sbrigati”.

Sentire il terzo dito mandò Ryo oltre la sua resistenza.
“Merda, Okura, fottimi, fottimi” urlò la sua testa.
-Okura, non devi scavare un tunnel.- Ruggì.- Vuoi muoverti?

Okura liberò Ryo e si asciugò velocemente la mano nel lenzuolo, si srotolò un preservativo addosso, e si allineò a Ryo, prima di piegarsi su di lui.

-Oh, dammi! Fuck, yes!

Okura non sapeva un quarto dell'inglese di Ryo, ma negli attacchi di impazienza da attesa della versione giapponese, aveva visto abbastanza episodi di Gossip Girl sottotitolati da poter comprendere l'imprecazione.

Ryo si sentiva riempire e circondare da Okura. Non solo fisicamente.

Dapprima Okura non si mosse.
Una volta dentro Ryo, Okura fu attraversato dalla sensazione piacevole del sentirsi stretto in quel corpo.
Poi la sua mente focalizzò sulla persona che aveva sotto di lui.
Nishikido. L'uomo che da solo poteva riempire un Dome. Il suo fascino. Il suo carisma. Il suo talento. Un idol anche tra gli idol. Una star nazionale.
E poi Ryo. Il ragazzo che gli passava la bottiglia dell'acqua durante le prove. Gentile, irascibile, ironico, generoso, orgoglioso, doM, malalingua, timido... Meravigliosamente normale.
Questo era l'uomo in cui stava affondando.
La sola idea gli risultava irreale.
Stupenda ed irreale.

Ryo sentì il calore del petto di Okura coprire la sua schiena, le sue mani scivolare lungo i fianchi fino a salire e avere le sue dita circolargli intorno ai capezzoli, mentre iniziava a muoversi sopra e dentro di lui.
Ryo faticava a respirare.

Il fisico di Ryo era familiare alle mani di Okura. Ballando Torn saranno state centinaia le volte in cui lo aveva abbracciato da dietro, non molto differentemente da come lo stava stringendo in quel momento. Eppure sentire la sua pelle nuda, e sotto quella sentir scorrere l'eccitazione di Ryo, aveva un calore nuovo e molto, molto erotico.
A pochi centimetri dalle sue labbra, la nuca di Ryo brillava di goccioline di sudore, troppo invitante perché potesse resistere.

Ryo sentì i denti di Okura pizzicare la pelle tra la base del collo e l'inizio della spalla.
-Di più, Okura! Più forte!- Sibilò Ryo.
Non capendo lui stesso se si riferiva alle spinte, o al morso.

-Oh, fuck, fuck! Di più... più forte, più veloce...
Okura voleva mantenere il controllo dei suoi movimenti, sapendo che questo lo avrebbe aiutato a durare più a lungo. Ma il modo in cui Ryo lo stava implorando, stringendo la federa e mordendo il cuscino, lo convinsero ad ubbidire alla richiesta.

La velocità con cui Okura premeva in lui prese ad aumentare costantemente.
“Maledetto batterista” Pensò Ryo. O forse lo disse tra i gemiti che non riusciva a controllare. In quel momento poco gli importava, mentre restava lì a godersi i vantaggi di essere sbattuti da un genio del ritmo.

La pressione ed il calore e Ryo ormai erano arrivati oltre il punto di resistenza di Okura.
-Ryo... io... ora... non...- Mormorò Okura.

Nonostante la forza con cui Okura lo spingeva sul materasso, Ryo riuscì a recuperare il suo telefono, ed in qualche modo a inquadrare Okura nello schermo della fotocamera.

Perso nel suo orgasmo, Okura nemmeno sentì il rumore del “click”.

Ryo sentì Okura lasciare il suo corpo, emettendo un sospiro fin troppo soddisfatto.
Riguardò l'immagine della foto sul suo telefono (un po' sfumata e mossa, con un angolazione assurda, ma la faccia di Okura si vedeva quasi tutta) e la inviò a Maru nella conversazione ancora aperta.
Poi si rigirò su se stesso, verso Okura che sembrava starsi facendo i suoi comodi dimenticando di avere ancora del lavoro da fare.
-Oi, Okura!- Lo richiamò.- Non vorrai lasciarmi così, vero?

Okura si liberò dal preservativo e lo gettò da parte.
-Sì, un attimo.- Rispose Okura spazientito dalla sua fretta.

-Cazzo, Okura! Ti pesa il culo pure a fare sesso!

-Avrei dovuto immaginare che saresti stato impaziente e insopportabile anche a letto.

Ryo sistemò la schiena sul cuscino, allontanando le ginocchia in modo da consentire un miglior accesso ad Okura.
Come sentì le dita lunghe e ruvide avvolgere la sua erezione, Ryo ringraziò il fatto che non lo avesse toccato fino a quel momento, altrimenti non sarebbe durato così tanto.

Seduto al fianco destro di Ryo, Okura lo massaggiava per tutta la sua lunghezza, con cadenza controllata a seconda del respiro affannato che Ryo aveva per lui.
In quel momento il solito ronzio avvertì dell'arrivo della risposta di Maru.
Senza staccarsi da lui, Okura prese il cellulare con la mano libera e guardò lo schermo ridendo, per poi mostrarlo a Ryo.

Ryo venne nella mano di Okura, con negli occhi l'immagine di Maru, il suo sguardo ebete e il sorriso beato con dente sporgente, che potevano essere dovuti ad una sola ragione.

Okura si sdraiò accanto a Ryo, e i due rimasero per qualche minuto in un silenzio attutito dalla calma post-sessuale, ma pur sempre imbarazzante.

-Che schifo, mi sento appiccicoso ovunque.- Piagnucolò Okura.
-Non iniziare come al solito a lamentarti, ora. E' già tardi... - Gli fece notare Ryo, con voce rauca.- Non avrai intenzione di farti una doccia.
-Sono troppo stanco per quello.- Mormorò Okura, stiracchiandosi il collo.
-Nel bagno ci sono degli asciugamani puliti, prendine uno. E magari passane uno anche a me.

Okura si alzò dal letto e barcollò verso il bagno. Afferrò due asciugamani: uno se lo passò velocemente addosso, l'altro lo lanciò verso Ryo che fece lo stesso.

Ryo spense sia il televisore che la abajour del comodino, facendo tornare nella stanza la penombra dell'unica luce che filtrava attraverso le tende.

Okura tornò sotto le coperte, ed abbracciò Ryo appoggiando la testa sul suo petto, con nessun altra ragione se non quella di cercare di irritarlo, sarebbe stato pronto a giurarlo.
Con scarsa speranza, si chiese se a dividere il letto con Ryo, si sarebbe preso calci durante la notte.

-La prossima volta, però, il passivo sei tu.

-La prossima volta invitiamo anche Maru.

-Hum.- Ryo concordò alzando le spalle e fingendo scarso entusiasmo.
Poi si girò sul suo lato, facendo in modo di tirarsi dietro buona parte della coperta.

Date: 2013-02-20 10:16 pm (UTC)
From: (Anonymous)
Okura, non devi scavare un tunnel - Ruggì
... e non avessi già riso parecchio prima, quando sono arrivata qui sono morta XD
Bellissima fanfic, trovo che entrambi i personaggi siano perfetti, molto naturali nella parte anche se, naturalmente, ciascuno col suo delirio di onnipotenza (Ryoooooo XD) <3
Mitico Maru con la sua provvidenziale interferenza: Maru, se non ci fossi tu a shipparli...

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