CHASING WAYS
Jun. 19th, 2013 01:27 pmSe non si fosse capto dalle assenze prolungate, ho iniziato a lavorare! Ergo, se non sono a scola, sono a inscatolare roba e viceversa XD Ma va bene così, mi servono soldi U_U Viva viva i part time in Giappone ecco XD
Vediamo di postare. Ieri sera presa da insonnia (finsco alle 8, prima delle 9 non riesco a caracollare a casa, perchè si, vado a piedi, e li il sonno è bello che andato ...) ho recuperato!Yay! (nons o chi ho commentato e chi no però >< non sto capendo più niente inq uesto periodo XD ma prenderò il ritmo! Sto ancora tarando i tempi XD)
OH questo capitolo °-°
TITOLO: Chasing Ways (credits to: Harin)
AUTRICE: Jinny (da sobria, non posso nemmeno incolpare l'alcool!)
GENERE: AU, storico, angst
FANDOM: Arashi + Rupert Everett (Shhhh, non dite nulla U_U)
PAIINGS: Sakumoto, Ohmiya, Aimoto onesided, Everaiba (??), Ohno/OC, Nino/OC, Rupert/OC, Aiba/OC
RATING: nc-17 (poco, ma c'è)
DISCLAIMERS: Non mi appartiene nessun Arashi, e nemmeno il buon vecchio (eh, ormai ...) Rupert. In compenso gli OC sono tutti miei ... muuuhhahahahahaha!
NOTE: Ambientanzione ottocentesca, avanti e indietro da Inghilterra, a Giappone, a Inghilterra, a Giappone ...
RINGRAZIAMENTI: Ila e Dada, che come sempre si sono sorbito tutto in anteprima <3 e a Dada che da una parola (in tono disperato, tra l'altro, che inizia ad essere mattina) ha trovato il titolo perfetto
GIA' POSTATI: Prologo 1 2 3 4
Masaki aprì gli occhi. Il viaggio era stato lungo, e non era ancora finito. Un’auto, l’ultima novità che Sakurai san si era procurato, era venuta a prenderlo a Dover. L’uomo che la guidava aveva stipato il piccolo portabagagli ed il sedile posteriore con i bagagli di Masaki, poi l’aveva fato salire. Masaki era riuscito a sorridere, ma poi, stremato dal viaggio, si era addormentato
<< Siamo quasi a Londra!>> gli annunciò l’uomo che guidava. Masaki annuì, sorridendo
<< Riconosco questi posti.>> disse
<< Lei dev’essere il signorino Masaki … da come la descrivevano mi aspettavo un viaggio piuttosto movimentato, invece è stato tranquillo … ha dormito tutto il tempo …>>
Masaki rise.
Quando arrivarono alla residenza dei Sakurai, venne accolto da sorrisi e parole gentili da parte dei Matsumoto. Matsumoto Okaa-san gi chiese di Jun e di Sho, e Masaki rispose a tutte le domande, sorridendo
<< Tu hai passato tutto il tempo con loro, immagino ti manchino molto, ne?>> chiese ad un tratto lei, posandogli una mano sulla guancia, come faceva quand’era bambino. Masaki si scostò leggermente da quel gesto ed abbassò lo sguardo, concentrandosi sulla tazza di te che aveva tra le mani e bevendo un lungo sorso. La mano di Matsumoto Okaa-san gli accarezzò i capelli
<< Lei li ha allevati. Jun è suo figlio, e Sho è come se lo fosse … immagino manchino molto di più a lei …>> mormorò. La donna li fece alzare il viso
<< Io so che non c’era verso di staccarti da quei due, e che di punto in bianco a Sakurai san è arrivato un telegramma in cui chiedevi di poter tornare qui … ma i tuoi voti si sono alzati e allora ho pensato che forse … forse qualcosa ti ha fatto male e hai voluto allontanarti. E’ così?>>
Masaki si morse il labbro inferiore, posando la tazza. Non si sfugge allo sguardo di una madre, pensò. Sospirò
<< Ho solo rinunciato a lottare con i kanji … non sono abbastanza intelligente …>> disse
<< Farò finta di crederti. Ma ricorda che puoi dirmi tutto, piccino. D’accordo?>>
Masaki fece un mezzo sorriso
<< Mi dispiace contraddirla, ma temo ci siano cose che dovrò tenere per me …>> mormorò. Dopodiché si scusò ed uscì dalla stanza, inchinandosi. Appena fuori, un altro sorriso attirò la sua attenzione
<< Il nobile marito vorrebbe vederti, Masaki. E poi vorrei che venissi a raccontarmi del Giappone .. >> disse Sakurai Okaa-san. Masaki sorrise e chinò la testa
<< Verrò.>> disse. Yaeko si allontanò, sorridendo e canticchiando. E Masaki si passò le mani sul viso
<< Sono fuggito da un guaio e mi ritrovo in uno peggiore …>> mormorò
Pochi istanti dopo, era nello studio di Sakurai san. L’uomo era in piedi, accanto alla finestra, ma si girò appena sentì la porta aprirsi, e gli sorrise
<< I kanji sono davvero così spaventosi?>> gli chiese. Masaki annuì, con un mezzo sorriso
<< Perdonatemi, ho fallito …>> disse poi. L’uomo scosse la testa
<< Non hai fallito. Vedo che non è quello. Qualcosa ti ha turbato tanto da farti allontanare …>>
Masaki fece una smorfia
<< Ho solo rinunciato a lottare con i kanji … credo di non essere abbastanza intelligente, tutto qui …>> disse, in giapponese. L’uomo gli si avvicinò e gli posò una mano sulla spalla
<< E cos’altro?>> chiese. Masaki serrò la mandibola un attimo, poi lo guardò negli occhi
<< Vorrei sapere qualcosa sulla mia famiglia … in realtà no, non voglio, ma … forse si … non … non so chi sono, non so quale sia il mio ruolo in tutto questo … >> si morse forte le labbra, cercando di controllarsi. Odiava essere così emotivo. Fragile.
<< Siediti …>> disse Sakurai san, e Masaki si affrettò ad obbedire, stringendosi poi le mani in grembo
<< Per me è difficile dirti quello che sospettavo, e che ho scoperto essere vero, ma temo di dovertelo … quando arrivai in Inghilterra, qui vi era un’altra famiglia molto importante, sempre nell’ambito del commercio … gli Aiba … io li conoscevo solo di nome, come tutti del resto … era un nome che incuteva timore, non ci si poteva mettere contro di loro, ma io lo feci, e ben presto li superai … troppo … tanto che andarono in bancarotta … Tua madre venne a pregarmi di avere un minimo di pietà e di ritirarmi, almeno finché non si fossero ripresi, ma in un anno avevo preso il monopolio su tutto il commercio inglese, quindi rifiutai … Aiba-san si uccise, portando con sé nella morte anche la moglie … non sapevo avessero un figlio, ma … assomigli fin troppo a tua madre … se sei finito in un orfanotrofio, non è perché non avresti dovuto nascere. Non è perché non ti avessero voluto. Ci sei finito, perché tua madre ha voluto salvarti … adottandoti speravo di espiare almeno in parte, ma … >>
<< Basta così, vi prego …>> mormorò Masaki, portandosi poi una mano alla bocca. Non avrebbe retto, lo sentiva. Non ce l’avrebbe fatta …
<< Io sono considerato la causa della fine dei tuoi genitori, ed è così che mi sento … per questo non posso tornare in Giappone … non ho mai detto a nessuno chi tu fossi realmente … ma uno dei tuoi insegnanti e Ninomiya san, uno dei sostenitori degli Aiba, ti hanno riconosciuto … >>
Masaki si alzò
<< Io capisco poco di queste cose, ma so che non sono facili da gestire … ci sono molti soldi in ballo, e il potere, quindi capisco perché non vi siate ritirato … ho un’ipotesi, e vi supplico di non contraddirla … avevate appena perso vostra moglie, e Sho-chan era appena nato, giusto? Voi avete pensato alla vostra famiglia, e mia madre alla sua … e alla fine avete pensato anche a me, quindi … quindi direi che è a posto … è tutto a posto, no?>> la voce gli tremò, e Masaki abbassò il viso.
<< Grazie …>> mormorò Sakurai san, avvicinandosi. Masaki lo guardò, poi si inchinò brevemente ed uscì dalla stanza. Fu quasi senza rendersene conto che si trovò nel salottino privato di Yaeko, stringendo tra le mani tremanti una tazza di te, mentre la donna gli accarezzava il viso
<< Che è successo? Sei sconvolto, Masaki …>>
Il ragazzo posò la tazza e tentò di sorridere
<< Nulla …>> riuscì a mormorare. La donna lo strinse in un abbraccio, accarezzandogli i capelli, e Masaki sospirò, completamene incapace di fare qualunque altro movimento. Chiuse gli occhi, inspirando il profumo di Yaeko, chiedendosi quanto fosse sbagliato accettare quel gesto di conforto … si staccò, sospirando di nuovo, tenendo la donna per le spalle e guardandola dritta negli occhi
<< Non dovrei essere qui.>> disse
<< Lo so.>> rispose lei, e Masaki capì che stavano pensando all’unisono. Sospirò nuovamente e fece per alzarsi, ma lei gli prese le mani, fermandolo
<< Sakurai Okaa-san!>> protestò Masaki, ma debolmente. Troppo debolmente. Lei si alzò e chiuse la porta, in silenzio, per poi avviarsi verso la stanza da letto. Sulla porta si girò e lo guardò
<< Sakurai Okaa-san, perché siete diventata improvvisamente tanto gentile con me?>> chiese Masaki, tentando di mantenere il controllo. Lei sospirò
<< Ho visto qualcosa nei tuoi occhi, quando improvvisamente sei cresciuto, e … ma no, forse mi sono sbagliata … mi sento sola, e tendo a vedere cose che in realtà non ci sono … sono arrivata qui che ero più piccola di te, mi sono trovata sposata e con due figli, di cui uno adottivo, prima di rendermi conto di essere una donna. Mio marito non mi ha mai sfiorata con un dito, perché mi rispetta troppo, perché sono giovane, per un sacco di motivi assurdi …>>
Masaki si passò le mani sul volto
<< Penso tu non debba preoccuparti più di tanto, Masaki. Penso che la vita ti abbia già punito abbastanza …>>
<< Si, beh, studio nelle migliori scuole, sono stato adottato da una famiglia ricca, sono proprio sfortunato …>> ironizzò Masaki. Yaeko gli si avvicinò e lo tirò in piedi, trascinandolo verso la camera
<< Sei stato adottato dall’uomo che ha distrutto la tua famiglia, si chiama senso di colpa, non fortuna.>>
<< Secondo me è fortuna … e poi non credo che fosse una gran famiglia, la mia. Se erano così ricchi e potenti, non penso fossero dei santi.>>
<< Non parlare in Inglese, ragazzino!>> lo rimproverò Yaeko, e Masaki rise. Lei approfittò dell’abbassamento della guardia e lo baciò. Masaki serrò gli occhi, ma rinunciò subito a lottare. Senza quasi rendersene conto, si trovò sul letto, e Yaeko lo stava osservando, seguendo con le dita i contorni della voglia che aveva sulla spalla sinistra. Poi le cicatrici
<< Vi trattavano davvero così male, anche se eravate così piccoli?>> chiese, preoccupata.
<< Ero un bambino molto vivace … lo sai bene …>> disse Masaki, con un mezzo sorriso. Lei lo strinse a sé, e Masaki sentì il calore della sua pelle sulla propria
<< Questo è davvero così sbagliato?>> chiese, in un sussurro.
<< Abbastanza, si …>> mormorò lei, con aria colpevole. Masaki le baciò la fronte, facendola sdraiare
<< Non ho bene idea di come funzioni …>> confessò poi, arrossendo. Lei sorrise
<< Ti guiderò io, tranquillo …>> rispose. E Masaki si lasciò andare completamente. Si riscosse solo quando si rese conto che quella che toccava non era la pelle di Jun. Non era il calore di Jun quello che sentiva. Non era Jun quello tra le sue braccia … Yaeko lo strinse, lasciandolo piangere, accarezzandogli i capelli, cullandolo
<< Avevo ragione. Tu hai il cuore spezzato …>> mormorò la donna. Masaki mormorò qualcosa, che nemmeno lui capì. Un suono indistinto. Un singhiozzo soffocato
<< Tu lo ami.>> tradusse lei, sorridendogli ed asciugandogli gli occhi. Masaki si morse forte le labbra poi affondò il viso nel cuscino, e rimase fermo
<< L’amore è sempre una bella cosa. Anche quando ci fa soffrire …>>
<< Al momento non mi piace proprio per niente.>> borbottò Masaki, calmandosi un po’ e girandosi su un fianco per guardare Yaeko che, nel mentre, aveva cominciato a rivestirsi
<< Sai, penso che parlerò col nobile marito, più tardi … non ti offendere piccino, sei stato bravo, ma … non sei mio marito … se rimarrò delusa, magari potrei …>>
<< Non offendetevi, Sakurai Okaa-san, ma non siete Jun.>> rispose Masaki, sorridendo. Yaeko scoppiò a ridere e Masaki capì che ora la strada era una sola. Magari non era giusta, ma almeno non aveva più la sensazione di essere strattonato.
Vediamo di postare. Ieri sera presa da insonnia (finsco alle 8, prima delle 9 non riesco a caracollare a casa, perchè si, vado a piedi, e li il sonno è bello che andato ...) ho recuperato!Yay! (nons o chi ho commentato e chi no però >< non sto capendo più niente inq uesto periodo XD ma prenderò il ritmo! Sto ancora tarando i tempi XD)
OH questo capitolo °-°
TITOLO: Chasing Ways (credits to: Harin)
AUTRICE: Jinny (da sobria, non posso nemmeno incolpare l'alcool!)
GENERE: AU, storico, angst
FANDOM: Arashi + Rupert Everett (Shhhh, non dite nulla U_U)
PAIINGS: Sakumoto, Ohmiya, Aimoto onesided, Everaiba (??), Ohno/OC, Nino/OC, Rupert/OC, Aiba/OC
RATING: nc-17 (poco, ma c'è)
DISCLAIMERS: Non mi appartiene nessun Arashi, e nemmeno il buon vecchio (eh, ormai ...) Rupert. In compenso gli OC sono tutti miei ... muuuhhahahahahaha!
NOTE: Ambientanzione ottocentesca, avanti e indietro da Inghilterra, a Giappone, a Inghilterra, a Giappone ...
RINGRAZIAMENTI: Ila e Dada, che come sempre si sono sorbito tutto in anteprima <3 e a Dada che da una parola (in tono disperato, tra l'altro, che inizia ad essere mattina) ha trovato il titolo perfetto
GIA' POSTATI: Prologo 1 2 3 4
Masaki aprì gli occhi. Il viaggio era stato lungo, e non era ancora finito. Un’auto, l’ultima novità che Sakurai san si era procurato, era venuta a prenderlo a Dover. L’uomo che la guidava aveva stipato il piccolo portabagagli ed il sedile posteriore con i bagagli di Masaki, poi l’aveva fato salire. Masaki era riuscito a sorridere, ma poi, stremato dal viaggio, si era addormentato
<< Siamo quasi a Londra!>> gli annunciò l’uomo che guidava. Masaki annuì, sorridendo
<< Riconosco questi posti.>> disse
<< Lei dev’essere il signorino Masaki … da come la descrivevano mi aspettavo un viaggio piuttosto movimentato, invece è stato tranquillo … ha dormito tutto il tempo …>>
Masaki rise.
Quando arrivarono alla residenza dei Sakurai, venne accolto da sorrisi e parole gentili da parte dei Matsumoto. Matsumoto Okaa-san gi chiese di Jun e di Sho, e Masaki rispose a tutte le domande, sorridendo
<< Tu hai passato tutto il tempo con loro, immagino ti manchino molto, ne?>> chiese ad un tratto lei, posandogli una mano sulla guancia, come faceva quand’era bambino. Masaki si scostò leggermente da quel gesto ed abbassò lo sguardo, concentrandosi sulla tazza di te che aveva tra le mani e bevendo un lungo sorso. La mano di Matsumoto Okaa-san gli accarezzò i capelli
<< Lei li ha allevati. Jun è suo figlio, e Sho è come se lo fosse … immagino manchino molto di più a lei …>> mormorò. La donna li fece alzare il viso
<< Io so che non c’era verso di staccarti da quei due, e che di punto in bianco a Sakurai san è arrivato un telegramma in cui chiedevi di poter tornare qui … ma i tuoi voti si sono alzati e allora ho pensato che forse … forse qualcosa ti ha fatto male e hai voluto allontanarti. E’ così?>>
Masaki si morse il labbro inferiore, posando la tazza. Non si sfugge allo sguardo di una madre, pensò. Sospirò
<< Ho solo rinunciato a lottare con i kanji … non sono abbastanza intelligente …>> disse
<< Farò finta di crederti. Ma ricorda che puoi dirmi tutto, piccino. D’accordo?>>
Masaki fece un mezzo sorriso
<< Mi dispiace contraddirla, ma temo ci siano cose che dovrò tenere per me …>> mormorò. Dopodiché si scusò ed uscì dalla stanza, inchinandosi. Appena fuori, un altro sorriso attirò la sua attenzione
<< Il nobile marito vorrebbe vederti, Masaki. E poi vorrei che venissi a raccontarmi del Giappone .. >> disse Sakurai Okaa-san. Masaki sorrise e chinò la testa
<< Verrò.>> disse. Yaeko si allontanò, sorridendo e canticchiando. E Masaki si passò le mani sul viso
<< Sono fuggito da un guaio e mi ritrovo in uno peggiore …>> mormorò
Pochi istanti dopo, era nello studio di Sakurai san. L’uomo era in piedi, accanto alla finestra, ma si girò appena sentì la porta aprirsi, e gli sorrise
<< I kanji sono davvero così spaventosi?>> gli chiese. Masaki annuì, con un mezzo sorriso
<< Perdonatemi, ho fallito …>> disse poi. L’uomo scosse la testa
<< Non hai fallito. Vedo che non è quello. Qualcosa ti ha turbato tanto da farti allontanare …>>
Masaki fece una smorfia
<< Ho solo rinunciato a lottare con i kanji … credo di non essere abbastanza intelligente, tutto qui …>> disse, in giapponese. L’uomo gli si avvicinò e gli posò una mano sulla spalla
<< E cos’altro?>> chiese. Masaki serrò la mandibola un attimo, poi lo guardò negli occhi
<< Vorrei sapere qualcosa sulla mia famiglia … in realtà no, non voglio, ma … forse si … non … non so chi sono, non so quale sia il mio ruolo in tutto questo … >> si morse forte le labbra, cercando di controllarsi. Odiava essere così emotivo. Fragile.
<< Siediti …>> disse Sakurai san, e Masaki si affrettò ad obbedire, stringendosi poi le mani in grembo
<< Per me è difficile dirti quello che sospettavo, e che ho scoperto essere vero, ma temo di dovertelo … quando arrivai in Inghilterra, qui vi era un’altra famiglia molto importante, sempre nell’ambito del commercio … gli Aiba … io li conoscevo solo di nome, come tutti del resto … era un nome che incuteva timore, non ci si poteva mettere contro di loro, ma io lo feci, e ben presto li superai … troppo … tanto che andarono in bancarotta … Tua madre venne a pregarmi di avere un minimo di pietà e di ritirarmi, almeno finché non si fossero ripresi, ma in un anno avevo preso il monopolio su tutto il commercio inglese, quindi rifiutai … Aiba-san si uccise, portando con sé nella morte anche la moglie … non sapevo avessero un figlio, ma … assomigli fin troppo a tua madre … se sei finito in un orfanotrofio, non è perché non avresti dovuto nascere. Non è perché non ti avessero voluto. Ci sei finito, perché tua madre ha voluto salvarti … adottandoti speravo di espiare almeno in parte, ma … >>
<< Basta così, vi prego …>> mormorò Masaki, portandosi poi una mano alla bocca. Non avrebbe retto, lo sentiva. Non ce l’avrebbe fatta …
<< Io sono considerato la causa della fine dei tuoi genitori, ed è così che mi sento … per questo non posso tornare in Giappone … non ho mai detto a nessuno chi tu fossi realmente … ma uno dei tuoi insegnanti e Ninomiya san, uno dei sostenitori degli Aiba, ti hanno riconosciuto … >>
Masaki si alzò
<< Io capisco poco di queste cose, ma so che non sono facili da gestire … ci sono molti soldi in ballo, e il potere, quindi capisco perché non vi siate ritirato … ho un’ipotesi, e vi supplico di non contraddirla … avevate appena perso vostra moglie, e Sho-chan era appena nato, giusto? Voi avete pensato alla vostra famiglia, e mia madre alla sua … e alla fine avete pensato anche a me, quindi … quindi direi che è a posto … è tutto a posto, no?>> la voce gli tremò, e Masaki abbassò il viso.
<< Grazie …>> mormorò Sakurai san, avvicinandosi. Masaki lo guardò, poi si inchinò brevemente ed uscì dalla stanza. Fu quasi senza rendersene conto che si trovò nel salottino privato di Yaeko, stringendo tra le mani tremanti una tazza di te, mentre la donna gli accarezzava il viso
<< Che è successo? Sei sconvolto, Masaki …>>
Il ragazzo posò la tazza e tentò di sorridere
<< Nulla …>> riuscì a mormorare. La donna lo strinse in un abbraccio, accarezzandogli i capelli, e Masaki sospirò, completamene incapace di fare qualunque altro movimento. Chiuse gli occhi, inspirando il profumo di Yaeko, chiedendosi quanto fosse sbagliato accettare quel gesto di conforto … si staccò, sospirando di nuovo, tenendo la donna per le spalle e guardandola dritta negli occhi
<< Non dovrei essere qui.>> disse
<< Lo so.>> rispose lei, e Masaki capì che stavano pensando all’unisono. Sospirò nuovamente e fece per alzarsi, ma lei gli prese le mani, fermandolo
<< Sakurai Okaa-san!>> protestò Masaki, ma debolmente. Troppo debolmente. Lei si alzò e chiuse la porta, in silenzio, per poi avviarsi verso la stanza da letto. Sulla porta si girò e lo guardò
<< Sakurai Okaa-san, perché siete diventata improvvisamente tanto gentile con me?>> chiese Masaki, tentando di mantenere il controllo. Lei sospirò
<< Ho visto qualcosa nei tuoi occhi, quando improvvisamente sei cresciuto, e … ma no, forse mi sono sbagliata … mi sento sola, e tendo a vedere cose che in realtà non ci sono … sono arrivata qui che ero più piccola di te, mi sono trovata sposata e con due figli, di cui uno adottivo, prima di rendermi conto di essere una donna. Mio marito non mi ha mai sfiorata con un dito, perché mi rispetta troppo, perché sono giovane, per un sacco di motivi assurdi …>>
Masaki si passò le mani sul volto
<< Penso tu non debba preoccuparti più di tanto, Masaki. Penso che la vita ti abbia già punito abbastanza …>>
<< Si, beh, studio nelle migliori scuole, sono stato adottato da una famiglia ricca, sono proprio sfortunato …>> ironizzò Masaki. Yaeko gli si avvicinò e lo tirò in piedi, trascinandolo verso la camera
<< Sei stato adottato dall’uomo che ha distrutto la tua famiglia, si chiama senso di colpa, non fortuna.>>
<< Secondo me è fortuna … e poi non credo che fosse una gran famiglia, la mia. Se erano così ricchi e potenti, non penso fossero dei santi.>>
<< Non parlare in Inglese, ragazzino!>> lo rimproverò Yaeko, e Masaki rise. Lei approfittò dell’abbassamento della guardia e lo baciò. Masaki serrò gli occhi, ma rinunciò subito a lottare. Senza quasi rendersene conto, si trovò sul letto, e Yaeko lo stava osservando, seguendo con le dita i contorni della voglia che aveva sulla spalla sinistra. Poi le cicatrici
<< Vi trattavano davvero così male, anche se eravate così piccoli?>> chiese, preoccupata.
<< Ero un bambino molto vivace … lo sai bene …>> disse Masaki, con un mezzo sorriso. Lei lo strinse a sé, e Masaki sentì il calore della sua pelle sulla propria
<< Questo è davvero così sbagliato?>> chiese, in un sussurro.
<< Abbastanza, si …>> mormorò lei, con aria colpevole. Masaki le baciò la fronte, facendola sdraiare
<< Non ho bene idea di come funzioni …>> confessò poi, arrossendo. Lei sorrise
<< Ti guiderò io, tranquillo …>> rispose. E Masaki si lasciò andare completamente. Si riscosse solo quando si rese conto che quella che toccava non era la pelle di Jun. Non era il calore di Jun quello che sentiva. Non era Jun quello tra le sue braccia … Yaeko lo strinse, lasciandolo piangere, accarezzandogli i capelli, cullandolo
<< Avevo ragione. Tu hai il cuore spezzato …>> mormorò la donna. Masaki mormorò qualcosa, che nemmeno lui capì. Un suono indistinto. Un singhiozzo soffocato
<< Tu lo ami.>> tradusse lei, sorridendogli ed asciugandogli gli occhi. Masaki si morse forte le labbra poi affondò il viso nel cuscino, e rimase fermo
<< L’amore è sempre una bella cosa. Anche quando ci fa soffrire …>>
<< Al momento non mi piace proprio per niente.>> borbottò Masaki, calmandosi un po’ e girandosi su un fianco per guardare Yaeko che, nel mentre, aveva cominciato a rivestirsi
<< Sai, penso che parlerò col nobile marito, più tardi … non ti offendere piccino, sei stato bravo, ma … non sei mio marito … se rimarrò delusa, magari potrei …>>
<< Non offendetevi, Sakurai Okaa-san, ma non siete Jun.>> rispose Masaki, sorridendo. Yaeko scoppiò a ridere e Masaki capì che ora la strada era una sola. Magari non era giusta, ma almeno non aveva più la sensazione di essere strattonato.
no subject
Date: 2013-06-20 11:52 am (UTC)Eeeeeeeeeeeeee??? XDDD
Ok ... avevi detto che ne succedevano di tutti i colori, ma LOL XDDDDDD
Dunque Masa è tornato a Londra ... e a scoperto la verità sui suoi genitori ç_ç e poi, come se non bastasse, Yaeko ha già capito tutto quello che sta succedendo tra lui, Sho e Jun ...
Il finale mi preoccupa ... Yaeko deve parlare al marito ... per dirgli cosa? ho la sensazione che presto qualcuno in Giappone ne farà le spese ... e so pure chi ... ç_ç ç_ç ç_ç Non me li dividere, ti prego! ç_ç
<3<3
no subject
Date: 2013-06-21 05:09 am (UTC)XD
Si, Masa ha avuto un rientro un pelo traumatico XDDDDDDD
MASA: minchia, sono a casa °-°
no subject
Date: 2013-06-21 06:53 am (UTC)no subject
Date: 2013-06-21 09:47 pm (UTC)... povero "piccolo" Masa, è ancora più triste di prima O.O
<< L’amore è sempre una bella cosa. Anche quando ci fa soffrire …>>
<< Al momento non mi piace proprio per niente.>
Ecco, quotiamo alla grande. perché sì.
Un punto a Nino per aver sgamato l'erede degli Aiba XD
no subject
Date: 2013-06-22 03:07 am (UTC)AIBA: proprio >_>'
Ochan, che è poi un po' in combutta con nino sernior XDDDD Ahhh, che intrighi XD Giuro che però non escono ridge e brooke
no subject
Date: 2013-06-22 09:16 pm (UTC)Per un attimo ho avuto un brivido lungo la schiena XD
Okay, allora se non c'è questo pericolo, per tutto il resto sono pronta (più o meno, anche se non godo proprio per niente mentre quel poveraccio del tuo ichiban c'ha il musetto afflitto ç-ç)
Nino dove seiiii? Qualcuno ha bisogno che gli pizzichi le mascelle per consolarlo. E consolarti... che Ochan, sotto sotto... O.O
no subject
Date: 2013-06-23 03:40 am (UTC)no subject
Date: 2013-06-24 08:16 pm (UTC)no subject
Date: 2013-06-25 02:35 am (UTC)Vai al prossimo capitolo, va U_U *donna che fa berna*
no subject
Date: 2013-06-24 05:16 pm (UTC)Grazie Aiba per la scusa << Ho solo rinunciato a lottare con i kanji … non sono abbastanza intelligente …>> incomincerò ad utilizzarla anch'io.
Ma allora Nino e Ohno hanno altro da fare oltre a sbaciucchiarsi negli angoli appartati? Uhuhuhuuuhhhhhuhhuhhhhuu!!!!
no subject
Date: 2013-06-25 02:38 am (UTC)La scusa dei kanji non la posso più usare, io ç_ç XD (e non la voglio usare U_U Rimango qui aggrappate a denti e unghie al mio visto!)
Nino e Ohno hanno molti altri posti per sbaciucchiarsi, oltre agli angoli XD
no subject
Date: 2013-08-29 10:09 pm (UTC)*invidiaaaa*
Ora lo rispedisce in giappone alla conquista di Jun *_*