Auguri DivaH! <3
Aug. 30th, 2013 06:01 pmPremetto che ho scritto di getto perchè tra una cosa e l'altra non ho avuto tempo e che nessuno sapeva dell'esistenza di questa ... cosa ... prima di oggi (nemmeno io X°D) ... auguri Junjette!
TITOLO: Disastro
AUTRICE: Jinny
PAIRING: Sakumoto
GENERE: Diabete, au
RATING: inesistente X°D
NOTE: il caldo da alla testa, a me e a chi scrivo XD
Sospirò, posando la ventiquattrore sulla scrivania e sistemandosi la cravatta che aveva allentato mentre finiva quella noiosissima infinita relazione. Alla fine Agosto era arrivato alla fine. Il 30 per la precisione. 3°, come gli anni che stava per compiere … l’interfono trillò improvvisamente. Una chiamata dall’ufficio del capo. Jun guardò la lucetta lampeggiare per un altro trillo. Ogni volta che l’interfono squillava moriva dalla voglia di sentire la Sua voce. Ma allo stesso tempo aveva paura che quella voce, che tanto amava, gli dicesse che il suo contratto era appena stato dato alle fiamme.
Perché si, due settimane prima Jun aveva fatto la cosa più folle di tutta la sua vita. Dopo una serata di bagordi tra colleghi, aveva diviso il taxi con Sakurai shacho, e nel taxi, in penombra, gli si era dichiarato. L’altro si era addormentato subito dopo, preda dell’alcool, e Jun sperava che non avesse sentito nulla. Ma non riusciva a smettere di osservarlo, cercando di interpretare ogni suo sguardo o gesto …
“Matsumoto kun, so che è improvviso,e probabilmente hai già preso programmi per la serata, ma … mi si è presentata una faccenda improvvisa da risolvere e non so proprio a chi altri chiedere … mi aspetteresti nel parcheggio? Ti spiego per strada …”
Jun fece per gridare che no,non aveva nessun impegno, forever alone, solo i suoi elettrodomestici muti (e si, una bottiglia di vino, doveva ammetterlo) lo stavano aspettando, ma si trattenne
<< Veramente … >> tentò
“Hai ragione, effettivamente è il tuo compleanno, avrai sicuramente da fare … cercherò di sbrigarmela da solo …”
Sapeva che era il suo compleanno?!
<< Stavo dicendo che veramente non ho preso impegni per la serata … aspetto al parcheggio …>> si affrettò ad interromperlo Jun. Dall’altra parte ci fu un momento di silenzio
“Grazie, Matsumoto kun. Davvero, mi stai salvando!”
Jun poté giurare che Sho stesse sorridendo.
Si infilò la giacca, prese la ventiquattrore e si infilò nell’ascensore. Raggiunse il piano del parcheggio e si avvicinò alla zona dove di solito si trovavano le auto aziendali che Sho era solito adoperare. Una si avvicinò. Satoshi, l’autista, abbassò leggermente il finestrino, salutandolo con un cenno della testa
<< Sali, su>> gli disse, con un’aria stranamente sveglia rispetto al suo solito. Jun obbedì e sedette nell’auto che, improvvisamente, partì
<< Ma che …>>
Il cellulare gli squillò. Jun rispose al terzo squillo, vedendo il numero di Sho, in tono meno secco di quanto avrebbe voluto
“Perdonami, ti prego, ti raggiungo la! Davvero! Appena arrivo ti spiego! Sono stato trattenuto … non ti arrabbi, vero?”
Non posso, pensò Jun, non posso arrabbiarmi con te!
<< Non mi arrabbio … mi serve ancora questo lavoro …>> la buttò sul ridere. Sho ridacchiò
“Ti faranno santo, Matsumoto kun!” disse,e riattaccò. Jun sospirò, poi chiuse gli occhi ed approfittò del tragitto per dormire un poco. Quando l’auto si fermò, però, si svegliò. Qualcuno, che risultò essere un usciere in livrea, gli aprì la portiera, e Jun si trovò davanti ad un enorme albergo dall’aria estremamente lussuosa.
<< Prego, da questa parte.>> lo guidò l’usciere, partendo poi a ciarlare di cose senza nessun senso.
<< Basta così, Masaki, da qui me ne occupo io, grazie.>> disse quello che Jun avrebbe scambiato per un ragazzino se non l’avesse conosciuto come uno dei migliori clienti della loro azienda immobiliare.
<< Ninomiya san …>> lo salutò Jun, inchinandosi.
<< Su su, niente convenevoli, seguimi.>> disse Kazunari, e lo guidò per un dedalo di corridoi in penombra. In fondo ad uno di questi, aprì una porta, e Jun si sarebbe aspettato di trovare gente in completo e con la faccia seria in riunione. Invece quando Kazunari, senza dire niente, uscì e chiuse la porta e Jun si abituò alla luce improvvisa, si trovò in una sala dal soffitto alto, arredata come un palazzo del tardo settecento. E Sho, che gli venne incontro con un enorme mazzo di rose rosse
<< Che …>> tentò di chiedere Jun. Sho arrossì, porgendogli le rose. Jun le prese, annusandone il profumo istintivamente. Sho gli posò una mano sulla schiena e lo guidò ad un tavolo, apparecchiato per due. Gli sistemò la sedia, poi prese le rose e le mise in un vaso su un tavolo più piccolo accanto al loro. Jun guardò un terzo tavolo, abbastanza vicino da poter prendere le cose senza doversi alzare, su cui c’erano tutti i suoi piatti e vini preferiti
<< Che significa?>> chiese con un filo di voce. Sho sospirò
<< Significa che ho sentito la tua dichiarazione, ma che non ho avuto il coraggio di dirti nulla fin’ora perché temevo di aver sentito male. Significa che sono cotto perso di te. E significa che non passerai il tuo trentesimo compleanno da solo con i tuoi elettrodomestici che non ti rispondono quando li saluti entrando … beh, almeno i miei non lo fanno …>>
<< Neanche i mobili, se è per questo …>> sorrise Jun, cercando di mascherare le lacrime che gli erano salite agli occhi. Sho, che era ancora accanto alla sua sedia, in piedi, gli si accucciò di fronte, prendendogli le mani e baciandogliele, per poi alzare il viso. Jun si morse il labbro inferiore. Sho lo baciò, dolcemente. Jun si sentì come se dovesse esplodergli il cuore. Poco male, pensò, perchè adesso sono felice …
<< Auguri, Jun.>> gli sorrise Sho, quando si staccarono. Jun non riuscì a fare altro che gettargli le braccia al collo, facendolo capitombolare sul pavimento e cadendogli addosso rovesciando la sedia.
TITOLO: Disastro
AUTRICE: Jinny
PAIRING: Sakumoto
GENERE: Diabete, au
RATING: inesistente X°D
NOTE: il caldo da alla testa, a me e a chi scrivo XD
Sospirò, posando la ventiquattrore sulla scrivania e sistemandosi la cravatta che aveva allentato mentre finiva quella noiosissima infinita relazione. Alla fine Agosto era arrivato alla fine. Il 30 per la precisione. 3°, come gli anni che stava per compiere … l’interfono trillò improvvisamente. Una chiamata dall’ufficio del capo. Jun guardò la lucetta lampeggiare per un altro trillo. Ogni volta che l’interfono squillava moriva dalla voglia di sentire la Sua voce. Ma allo stesso tempo aveva paura che quella voce, che tanto amava, gli dicesse che il suo contratto era appena stato dato alle fiamme.
Perché si, due settimane prima Jun aveva fatto la cosa più folle di tutta la sua vita. Dopo una serata di bagordi tra colleghi, aveva diviso il taxi con Sakurai shacho, e nel taxi, in penombra, gli si era dichiarato. L’altro si era addormentato subito dopo, preda dell’alcool, e Jun sperava che non avesse sentito nulla. Ma non riusciva a smettere di osservarlo, cercando di interpretare ogni suo sguardo o gesto …
“Matsumoto kun, so che è improvviso,e probabilmente hai già preso programmi per la serata, ma … mi si è presentata una faccenda improvvisa da risolvere e non so proprio a chi altri chiedere … mi aspetteresti nel parcheggio? Ti spiego per strada …”
Jun fece per gridare che no,non aveva nessun impegno, forever alone, solo i suoi elettrodomestici muti (e si, una bottiglia di vino, doveva ammetterlo) lo stavano aspettando, ma si trattenne
<< Veramente … >> tentò
“Hai ragione, effettivamente è il tuo compleanno, avrai sicuramente da fare … cercherò di sbrigarmela da solo …”
Sapeva che era il suo compleanno?!
<< Stavo dicendo che veramente non ho preso impegni per la serata … aspetto al parcheggio …>> si affrettò ad interromperlo Jun. Dall’altra parte ci fu un momento di silenzio
“Grazie, Matsumoto kun. Davvero, mi stai salvando!”
Jun poté giurare che Sho stesse sorridendo.
Si infilò la giacca, prese la ventiquattrore e si infilò nell’ascensore. Raggiunse il piano del parcheggio e si avvicinò alla zona dove di solito si trovavano le auto aziendali che Sho era solito adoperare. Una si avvicinò. Satoshi, l’autista, abbassò leggermente il finestrino, salutandolo con un cenno della testa
<< Sali, su>> gli disse, con un’aria stranamente sveglia rispetto al suo solito. Jun obbedì e sedette nell’auto che, improvvisamente, partì
<< Ma che …>>
Il cellulare gli squillò. Jun rispose al terzo squillo, vedendo il numero di Sho, in tono meno secco di quanto avrebbe voluto
“Perdonami, ti prego, ti raggiungo la! Davvero! Appena arrivo ti spiego! Sono stato trattenuto … non ti arrabbi, vero?”
Non posso, pensò Jun, non posso arrabbiarmi con te!
<< Non mi arrabbio … mi serve ancora questo lavoro …>> la buttò sul ridere. Sho ridacchiò
“Ti faranno santo, Matsumoto kun!” disse,e riattaccò. Jun sospirò, poi chiuse gli occhi ed approfittò del tragitto per dormire un poco. Quando l’auto si fermò, però, si svegliò. Qualcuno, che risultò essere un usciere in livrea, gli aprì la portiera, e Jun si trovò davanti ad un enorme albergo dall’aria estremamente lussuosa.
<< Prego, da questa parte.>> lo guidò l’usciere, partendo poi a ciarlare di cose senza nessun senso.
<< Basta così, Masaki, da qui me ne occupo io, grazie.>> disse quello che Jun avrebbe scambiato per un ragazzino se non l’avesse conosciuto come uno dei migliori clienti della loro azienda immobiliare.
<< Ninomiya san …>> lo salutò Jun, inchinandosi.
<< Su su, niente convenevoli, seguimi.>> disse Kazunari, e lo guidò per un dedalo di corridoi in penombra. In fondo ad uno di questi, aprì una porta, e Jun si sarebbe aspettato di trovare gente in completo e con la faccia seria in riunione. Invece quando Kazunari, senza dire niente, uscì e chiuse la porta e Jun si abituò alla luce improvvisa, si trovò in una sala dal soffitto alto, arredata come un palazzo del tardo settecento. E Sho, che gli venne incontro con un enorme mazzo di rose rosse
<< Che …>> tentò di chiedere Jun. Sho arrossì, porgendogli le rose. Jun le prese, annusandone il profumo istintivamente. Sho gli posò una mano sulla schiena e lo guidò ad un tavolo, apparecchiato per due. Gli sistemò la sedia, poi prese le rose e le mise in un vaso su un tavolo più piccolo accanto al loro. Jun guardò un terzo tavolo, abbastanza vicino da poter prendere le cose senza doversi alzare, su cui c’erano tutti i suoi piatti e vini preferiti
<< Che significa?>> chiese con un filo di voce. Sho sospirò
<< Significa che ho sentito la tua dichiarazione, ma che non ho avuto il coraggio di dirti nulla fin’ora perché temevo di aver sentito male. Significa che sono cotto perso di te. E significa che non passerai il tuo trentesimo compleanno da solo con i tuoi elettrodomestici che non ti rispondono quando li saluti entrando … beh, almeno i miei non lo fanno …>>
<< Neanche i mobili, se è per questo …>> sorrise Jun, cercando di mascherare le lacrime che gli erano salite agli occhi. Sho, che era ancora accanto alla sua sedia, in piedi, gli si accucciò di fronte, prendendogli le mani e baciandogliele, per poi alzare il viso. Jun si morse il labbro inferiore. Sho lo baciò, dolcemente. Jun si sentì come se dovesse esplodergli il cuore. Poco male, pensò, perchè adesso sono felice …
<< Auguri, Jun.>> gli sorrise Sho, quando si staccarono. Jun non riuscì a fare altro che gettargli le braccia al collo, facendolo capitombolare sul pavimento e cadendogli addosso rovesciando la sedia.
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Date: 2013-08-30 09:23 am (UTC)Auguri Jun!!!
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Date: 2013-08-31 01:32 am (UTC)no subject
Date: 2013-08-30 10:35 am (UTC)no subject
Date: 2013-08-31 01:32 am (UTC)no subject
Date: 2013-08-30 01:41 pm (UTC)Dolcissima! <3
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Date: 2013-08-31 01:33 am (UTC)no subject
Date: 2013-08-31 07:44 am (UTC)Sho... aveva sentito la dichiarazione di Jun ma ha fatto finta di dormire perché si é cagato in mano secondo me... tipico XD ma ha organizzato una gran bella sorpresa per Jun, che tesoro *__* e sul finale sono meravigliosi. <3
Grazie mille. <3<3<3
no subject
Date: 2013-09-11 04:39 am (UTC)no subject
Date: 2013-09-01 08:41 pm (UTC)Toshi autista mi ha fatto morire però XDDDDDD autista toshi XDDDDDDDDD
Una cosa però non ho capito Nino era lì perché? Eraa il proprietario dell'albergo?
no subject
Date: 2013-09-11 04:52 am (UTC)Toshi stranamente sveglio ... prima o poi mi picchierà XDDDDDDDDDD