Attroiokuza (l'amore è fragile)
Feb. 27th, 2014 02:43 pml'ultimo post è dell'11 gennaio, non ho parole X°D Approfittiamo del ciclo assassino va (ho la pressione così bassa che fatico a muovermi >_> per non parlare dei crampi, che oggi sono nel normale "bestemmiavolante", ma ieri m'è venuto da vomitare dal male ... ma andando avanti non dovrebbe migliorare la faccenda? Perchè ogni anno peggioro?! Coraggio, solo altri 20 >_>) e della vacanza forzata che mi sono presa da scuola e lavoro (e le mie presenze si riducono ancora >_> sento il non rinnovo del permesso arfiarmi sul collo >_> grazie fisico, grazie per non farcela mai quando serve >_>) e dopo solo quasi due mesi (argh!) posto!
Per chi non ricordasse dove siamo rimaste... beh sono troppo pigra per un riassunto quindi vi rimando ai link dei capitoli precedenti U_U XD Poi mi faccio fuori un'altra teiera di te verde, va. Così, perchè ho le voglie XD
TITOLO: ai wa kizutsukiyasuku (l'amore è fragile) (o anche Attroiokuza, grazie a vampiretta XD)
AUTRICE: jinny
GENERE: angstino
GRUPPO: Arashi
PAIRINGS: matsuba, ohmiya
RATING: nc-17
NOTE: inizio ad essere brilla U_U
GIA' POSTATE: 1 2 3 4 5
RINGRAZIAMENTI: alle Prime Lettrici vampiretta e harin <3 <3 <3 *tanti cuoriiii*
Masaki represse a stento un urlo, quando vide Jun. L’avevano legato, e chiaramente picchiato. Imbavagliato. E bendato.
<< Immagino firmerai il contratto per i prossimi anni, ne, Ma-chan?>> disse un uomo anziano, indicando Jun con il bastone. Masaki rimase in silenzio, tremante. Un uomo si avvicinò a Jun e gli tolse la benda dagli occhi. Jun si guardò intorno, terrorizzato. Guardò Masaki, che a sua volta lo guardava. L’uomo estrasse la pistola e la puntò alla tempia di Jun
<< Firmo… Firmo!>> urlò Masaki. Jun scosse la testa, ma Masaki aveva già preso la penna.
<< Ti facevo più forte, Ma-chan…>> disse il vecchio, in tono suadente, avvicinandosi a Masaki fino a sfiorargli l’orecchio con le labbra. Masaki vide Jun rabbrividire
<< Dammi il foglio e libera Jun, vecchio !>> sibilò Masaki. Il bastone si alzò e, con una forza impossibile per un uomo di quell’età, si abbatté su Masaki. Jun urlò, mentre Masaki cadeva a terra, tenendosi la spalla. Teneva gli occhi chiusi. Sapeva che sarebbero arrivati altri colpi, probabilmente più forti. Aprì un attimo gli occhi
<< Non guardare.>> mimò, con le labbra. Jun serrò gli occhi. Sentì solo i colpi. Nemmeno un suono da Masaki. Riaprì gli occhi, e vide Masaki rannicchiato a terra.
<< E’ svenuto?>> chiese un uomo
<< Non può… l’abbiamo drogato, prima…>> spiegò un altro. Il vecchio diede un calcio a Masaki, per scuoterlo, e Masaki si rannicchiò di più. Jun iniziò ad urlare, ma non riusciva ad articolare suoni comprensibili
<< Sei tu che non vuoi che lui firmi… lui è convinto, sei tu quello da convincere, Matsujun…>> disse il vecchio. Jun guardò Masaki, che tentava di respirare normalmente, rannicchiato a terra, le braccia strette attorno al corpo. L’uomo con la pistola tolse la sicura e tirò il cane. Masaki agitò la penna
<< Ho detto che firmo!>> urlò << Lasciate stare Jun!>>
<< Con voi innamorati non ci si può divertire!>> si lamentò il vecchio, dando un altro calcio a Masaki. Lui si lamentò, serrando gli occhi, e Jun scoppiò in lacrime
<< Vuoi che lo riduciamo così male che non potrà più lavorare? Non ci mettiamo molto, sai? Solo che… se non firma, tu muori… e non potrai comunque averlo tutto per te… >>
Jun iniziò a singhiozzare. In quel momento, un’esplosione molto forte fece tremare la stanza. Tutti gli uomini all’interno scattarono fuori, per vedere cosa succedeva
<< Idioti!>> urlò il vecchio, girandosi verso la porta. Enorme errore. Masaki, con uno scatto velocissimo, lo fece cadere, prendendogli il bastone. Aprì il bastone, scoprendo così una lunga lama affilatissima, che puntò alla gola del vecchio
<< Capo…>> sibilò l’uomo con la pistola, l’unico che non si era mosso
<< Ammazza il ragazzino!>> urlò il vecchio
<< Non lo farai, Takahashi.>> disse Masaki, freddissimo.
<< E’ un ordine!>> urlò il vecchio. La lama si avvicinò alla sua gola
<< Takahashi, credi di avere le palle di dire a tua moglie che quest’anno non andrete in vacanza in Italia perché sei disoccupato?>> chiese Masaki. L’uomo con la pistola rimase fermo
<< Lei… lei ha detto che sta con me solo perché le do sicurezza…>> mormorò.
<< Takahashi! Obbedisci!>> urlò il vecchio
<< Dammi la pistola, e i tuoi figli potranno andare in una scuola prestigiosa… potranno essere dei privilegiati. Tua moglie non ti lascerà…>> disse Masaki. Jun rabbrividì. Il tono di Masaki era gelido, il suo sguardo distante
<< Non dovresti riuscire nemmeno a stare in piedi!>> sbraitò il vecchio. Masaki rise, e Jun rabbrividì di nuovo. Chi era quell’essere spaventosamente freddo?
<< Errore. Mi avete drogato. Non posso svenire. Ma tu non sai il perché. Non l’hai mai provata su di te, stupido vecchio… finchè l’effetto non svanisce, sento poco o niente… e ne ho ancora per una mezz’ora abbondante. Se vuoi possiamo vedere quanto Takahashi, qui, tenga alla sua famiglia… io non ho impegni, per la prossima mezz’ora. Tu, Takahashi?>>
L’uomo appoggiò la pistola sulla tempia di Jun, deciso. Jun gemette, mentre lacrime di terrore gli rigavano il volto. Masaki guardò Takahashi dritto negli occhi, poi premette un po’ la lama sulla gola del vecchio
<< La pistola, Takahashi… sennò davvero rimarrai disoccupato…>> disse Masaki. L’uomo mise la sicura, posò la pistola a terra e la fece scivolare verso Masaki che si chinò e la raccolse, per poi togliere la sicura e puntarla contro il vecchio con la mano che non teneva la spada
<< Takahashi, mi fai un piacere, prima di fuggire… slegheresti Jun?>> chiese Masaki. Era pallido, notò Jun. Probabilmente aveva detto un paio di balle sulla droga, a giudicare dal sudore che gli imperlava la fronte. Takahashi slegò Jun, poi si avvicinò alla porta
<< Sei licenziato, Takahashi!>> urlò il vecchio
<< Tranquillo. Non per molto.>> disse Masaki, guardando l’uomo a terra. Takahashi corse via. In quel momento si sentirono degli spari in avvicinamento, poi passi di corsa
<< Ma-chan…>> chiamò Jun, ma Masaki non smise di guardare il vecchio
<< Oh, senti… Junji ha paura…>> disse il vecchio
<< Kitagawa san, non mi sembra nella posizione più adatta per canzonare qualcuno…>> gli fece notare Masaki. Il vecchio lo guardò, poi, con rabbia improvvisa, si mosse, colpendo Masaki alla caviglia col tallone. Masaki serrò la mandibola e barcollò, muovendo così la lama, che scalfì la pelle della gola del vecchio
<< Io non farei mosse azzardate.>> sibilò Masaki, cercando di riprendere il controllo. Jun lo sosteneva.
<< Andiamo… stanno arrivando…>> gemette
<< Tranquillo, Jun. Sono i rinforzi.>> disse Masaki. In quell’istante, un uomo completamente vestito di nero entrò nella stanza
<< Ma-chan, lascialo a me. Non fare cose di cui ti pentiresti.>> disse. Masaki gli passò la pistola e si allontanò cautamente dal vecchio
<< Esci, Ma-chan.>> disse l’uomo in nero. Masaki annuì e si avviò zoppicando verso la porta. Jun lo aiutò a camminare. Appena furono fuori, sentirono
<< Sakurai! Non oserai…>> e uno sparo. Uno solo. Masaki si appoggiò al muro, ansimando
<< Non è vero che non senti male…>> lo accusò Jun. Masaki fece un mezzo sorriso
<< Già… ho detto una bugia…>> mormorò << Ma… non volevo dargli soddisfazione… ed un’occasione simile non mi sarebbe più capitata… e poi se parlo, mi deconcentro e lo sento davvero meno…>>
<< Allora ti lascio parlare, ok?>> disse Jun
<< Voi due adesso andate su. C’è un’ambulanza che vi aspetta. >> disse l’uomo in nero. Masaki si girò a sorridergli
<< Grazie, Sho-chan…>> disse. Jun guardò Masaki, poi l’uomo in nero, poi di nuovo Masaki
<< Mio fratello… quando i nostri genitori hanno divorziato, lui è andato con mamma…>> disse. Poi guardò le scale
<< Non credo di farcela…>> gemette
<< Che palle, Ma-chan!>> si lamentò Sho, prendendolo in braccio bruscamente. Troppo bruscamente, a giudicare dal lamento di Masaki e dalla serie di imprecazioni che lo seguirono
<< Dove le hai imparate queste?>> chiese Sho. Masaki ridacchiò
<< Le ho sentite qua e la… i primi tempi mordevo, ed in certi momenti non è… piacevole…>>
<< Non volevo saperlo…>> si lamentò Jun
<< Ah! Sho, Jun… l’hanno picchiato…>>
<< Sto bene, scemo! >> disse Jun, brusco. << Ero intontito perché mi hanno preso a sberle, ma al contrario tuo non ho niente di rotto!>>
<< Ma neanch’io!>> protestò debolmente Masaki
<< E’ per quello che non ti reggi in piedi e respiri male.>> commentò Sho
<< Fanculo tutti e due.>> borbottò Masaki, ma sorridendo. Poi serrò gli occhi e nascose il viso nell’incavo del collo del fratello.
<< Tra poco starai meglio.>> gli disse Sho. Masaki non rispose, ma prese la mano di Jun.
Questo fa parte di quei capitoli che mi capitano nelle fanfiction rientranti nella categoria "sappiamo che non ti droghi, ma non sarebbe ora di cominciare?" conosciuti anche come "i miei ichiban si vogliono dimettere dal ruolo di ichiban perchè mi ci accanisco" XD
Per chi non ricordasse dove siamo rimaste... beh sono troppo pigra per un riassunto quindi vi rimando ai link dei capitoli precedenti U_U XD Poi mi faccio fuori un'altra teiera di te verde, va. Così, perchè ho le voglie XD
TITOLO: ai wa kizutsukiyasuku (l'amore è fragile) (o anche Attroiokuza, grazie a vampiretta XD)
AUTRICE: jinny
GENERE: angstino
GRUPPO: Arashi
PAIRINGS: matsuba, ohmiya
RATING: nc-17
NOTE: inizio ad essere brilla U_U
GIA' POSTATE: 1 2 3 4 5
RINGRAZIAMENTI: alle Prime Lettrici vampiretta e harin <3 <3 <3 *tanti cuoriiii*
Masaki represse a stento un urlo, quando vide Jun. L’avevano legato, e chiaramente picchiato. Imbavagliato. E bendato.
<< Immagino firmerai il contratto per i prossimi anni, ne, Ma-chan?>> disse un uomo anziano, indicando Jun con il bastone. Masaki rimase in silenzio, tremante. Un uomo si avvicinò a Jun e gli tolse la benda dagli occhi. Jun si guardò intorno, terrorizzato. Guardò Masaki, che a sua volta lo guardava. L’uomo estrasse la pistola e la puntò alla tempia di Jun
<< Firmo… Firmo!>> urlò Masaki. Jun scosse la testa, ma Masaki aveva già preso la penna.
<< Ti facevo più forte, Ma-chan…>> disse il vecchio, in tono suadente, avvicinandosi a Masaki fino a sfiorargli l’orecchio con le labbra. Masaki vide Jun rabbrividire
<< Dammi il foglio e libera Jun, vecchio !>> sibilò Masaki. Il bastone si alzò e, con una forza impossibile per un uomo di quell’età, si abbatté su Masaki. Jun urlò, mentre Masaki cadeva a terra, tenendosi la spalla. Teneva gli occhi chiusi. Sapeva che sarebbero arrivati altri colpi, probabilmente più forti. Aprì un attimo gli occhi
<< Non guardare.>> mimò, con le labbra. Jun serrò gli occhi. Sentì solo i colpi. Nemmeno un suono da Masaki. Riaprì gli occhi, e vide Masaki rannicchiato a terra.
<< E’ svenuto?>> chiese un uomo
<< Non può… l’abbiamo drogato, prima…>> spiegò un altro. Il vecchio diede un calcio a Masaki, per scuoterlo, e Masaki si rannicchiò di più. Jun iniziò ad urlare, ma non riusciva ad articolare suoni comprensibili
<< Sei tu che non vuoi che lui firmi… lui è convinto, sei tu quello da convincere, Matsujun…>> disse il vecchio. Jun guardò Masaki, che tentava di respirare normalmente, rannicchiato a terra, le braccia strette attorno al corpo. L’uomo con la pistola tolse la sicura e tirò il cane. Masaki agitò la penna
<< Ho detto che firmo!>> urlò << Lasciate stare Jun!>>
<< Con voi innamorati non ci si può divertire!>> si lamentò il vecchio, dando un altro calcio a Masaki. Lui si lamentò, serrando gli occhi, e Jun scoppiò in lacrime
<< Vuoi che lo riduciamo così male che non potrà più lavorare? Non ci mettiamo molto, sai? Solo che… se non firma, tu muori… e non potrai comunque averlo tutto per te… >>
Jun iniziò a singhiozzare. In quel momento, un’esplosione molto forte fece tremare la stanza. Tutti gli uomini all’interno scattarono fuori, per vedere cosa succedeva
<< Idioti!>> urlò il vecchio, girandosi verso la porta. Enorme errore. Masaki, con uno scatto velocissimo, lo fece cadere, prendendogli il bastone. Aprì il bastone, scoprendo così una lunga lama affilatissima, che puntò alla gola del vecchio
<< Capo…>> sibilò l’uomo con la pistola, l’unico che non si era mosso
<< Ammazza il ragazzino!>> urlò il vecchio
<< Non lo farai, Takahashi.>> disse Masaki, freddissimo.
<< E’ un ordine!>> urlò il vecchio. La lama si avvicinò alla sua gola
<< Takahashi, credi di avere le palle di dire a tua moglie che quest’anno non andrete in vacanza in Italia perché sei disoccupato?>> chiese Masaki. L’uomo con la pistola rimase fermo
<< Lei… lei ha detto che sta con me solo perché le do sicurezza…>> mormorò.
<< Takahashi! Obbedisci!>> urlò il vecchio
<< Dammi la pistola, e i tuoi figli potranno andare in una scuola prestigiosa… potranno essere dei privilegiati. Tua moglie non ti lascerà…>> disse Masaki. Jun rabbrividì. Il tono di Masaki era gelido, il suo sguardo distante
<< Non dovresti riuscire nemmeno a stare in piedi!>> sbraitò il vecchio. Masaki rise, e Jun rabbrividì di nuovo. Chi era quell’essere spaventosamente freddo?
<< Errore. Mi avete drogato. Non posso svenire. Ma tu non sai il perché. Non l’hai mai provata su di te, stupido vecchio… finchè l’effetto non svanisce, sento poco o niente… e ne ho ancora per una mezz’ora abbondante. Se vuoi possiamo vedere quanto Takahashi, qui, tenga alla sua famiglia… io non ho impegni, per la prossima mezz’ora. Tu, Takahashi?>>
L’uomo appoggiò la pistola sulla tempia di Jun, deciso. Jun gemette, mentre lacrime di terrore gli rigavano il volto. Masaki guardò Takahashi dritto negli occhi, poi premette un po’ la lama sulla gola del vecchio
<< La pistola, Takahashi… sennò davvero rimarrai disoccupato…>> disse Masaki. L’uomo mise la sicura, posò la pistola a terra e la fece scivolare verso Masaki che si chinò e la raccolse, per poi togliere la sicura e puntarla contro il vecchio con la mano che non teneva la spada
<< Takahashi, mi fai un piacere, prima di fuggire… slegheresti Jun?>> chiese Masaki. Era pallido, notò Jun. Probabilmente aveva detto un paio di balle sulla droga, a giudicare dal sudore che gli imperlava la fronte. Takahashi slegò Jun, poi si avvicinò alla porta
<< Sei licenziato, Takahashi!>> urlò il vecchio
<< Tranquillo. Non per molto.>> disse Masaki, guardando l’uomo a terra. Takahashi corse via. In quel momento si sentirono degli spari in avvicinamento, poi passi di corsa
<< Ma-chan…>> chiamò Jun, ma Masaki non smise di guardare il vecchio
<< Oh, senti… Junji ha paura…>> disse il vecchio
<< Kitagawa san, non mi sembra nella posizione più adatta per canzonare qualcuno…>> gli fece notare Masaki. Il vecchio lo guardò, poi, con rabbia improvvisa, si mosse, colpendo Masaki alla caviglia col tallone. Masaki serrò la mandibola e barcollò, muovendo così la lama, che scalfì la pelle della gola del vecchio
<< Io non farei mosse azzardate.>> sibilò Masaki, cercando di riprendere il controllo. Jun lo sosteneva.
<< Andiamo… stanno arrivando…>> gemette
<< Tranquillo, Jun. Sono i rinforzi.>> disse Masaki. In quell’istante, un uomo completamente vestito di nero entrò nella stanza
<< Ma-chan, lascialo a me. Non fare cose di cui ti pentiresti.>> disse. Masaki gli passò la pistola e si allontanò cautamente dal vecchio
<< Esci, Ma-chan.>> disse l’uomo in nero. Masaki annuì e si avviò zoppicando verso la porta. Jun lo aiutò a camminare. Appena furono fuori, sentirono
<< Sakurai! Non oserai…>> e uno sparo. Uno solo. Masaki si appoggiò al muro, ansimando
<< Non è vero che non senti male…>> lo accusò Jun. Masaki fece un mezzo sorriso
<< Già… ho detto una bugia…>> mormorò << Ma… non volevo dargli soddisfazione… ed un’occasione simile non mi sarebbe più capitata… e poi se parlo, mi deconcentro e lo sento davvero meno…>>
<< Allora ti lascio parlare, ok?>> disse Jun
<< Voi due adesso andate su. C’è un’ambulanza che vi aspetta. >> disse l’uomo in nero. Masaki si girò a sorridergli
<< Grazie, Sho-chan…>> disse. Jun guardò Masaki, poi l’uomo in nero, poi di nuovo Masaki
<< Mio fratello… quando i nostri genitori hanno divorziato, lui è andato con mamma…>> disse. Poi guardò le scale
<< Non credo di farcela…>> gemette
<< Che palle, Ma-chan!>> si lamentò Sho, prendendolo in braccio bruscamente. Troppo bruscamente, a giudicare dal lamento di Masaki e dalla serie di imprecazioni che lo seguirono
<< Dove le hai imparate queste?>> chiese Sho. Masaki ridacchiò
<< Le ho sentite qua e la… i primi tempi mordevo, ed in certi momenti non è… piacevole…>>
<< Non volevo saperlo…>> si lamentò Jun
<< Ah! Sho, Jun… l’hanno picchiato…>>
<< Sto bene, scemo! >> disse Jun, brusco. << Ero intontito perché mi hanno preso a sberle, ma al contrario tuo non ho niente di rotto!>>
<< Ma neanch’io!>> protestò debolmente Masaki
<< E’ per quello che non ti reggi in piedi e respiri male.>> commentò Sho
<< Fanculo tutti e due.>> borbottò Masaki, ma sorridendo. Poi serrò gli occhi e nascose il viso nell’incavo del collo del fratello.
<< Tra poco starai meglio.>> gli disse Sho. Masaki non rispose, ma prese la mano di Jun.
Questo fa parte di quei capitoli che mi capitano nelle fanfiction rientranti nella categoria "sappiamo che non ti droghi, ma non sarebbe ora di cominciare?" conosciuti anche come "i miei ichiban si vogliono dimettere dal ruolo di ichiban perchè mi ci accanisco" XD
no subject
Date: 2014-02-27 02:45 pm (UTC)Masa fa paura davvero se si incazza! Poi toccategli Jun che non capisce più niente! Tenero, però <333333333 soprattutto quando dice a Jun di chiudere gli occhi e non guardare T_T Per fortuna quello stronzo è morto! Oh! quando ci vuole, ci vuole!
no subject
Date: 2014-02-28 01:41 pm (UTC)Sho in nero è ... boh, me l'ero immaginato vestito da neo, tipo XD occhialetto compreso XDDDDDDDD (anche se forse, altezza a parte, gli starebbe meglio morpheus XDDDDDDDDD)
no subject
Date: 2014-02-28 02:48 pm (UTC)