Attroiokuza (l'amore è fragile)
Mar. 22nd, 2014 12:01 pmPoi giuro che vado a mettere il futon ad arieggiare U_U
Piccola premessa al post: mirabolanti avventure in capannone, gente!
Allora, premetto che lavoro come inscatolatrice per un'azienda che fa compravendita di media usati, quindi lavoro in un capannone. Martedì alle 8 di sera è successa una cosa che ... boh, credo che ci fosse dell'lsd nell'aria e abbiamo avuto una bella allucinazione collettiva, comprese le telecamere ... Primo episodio, alle 8 in punto, collega spegne e stacca tutto, computer e stampantina per le etichette, che tanto dalle 8 rimangono in 3 e lasciare accesi 4 pc è inutile. Se ne va. Alle 8 e 5 tutti a guardare perchè la stampante s'è messa a sputare etichette. Da staccata. E ovviamente l'altra collega ha cacciato un urlo tremendo XD Mentre siamo li che guardiamo, cascano TUTTE le penne dai nostri tavoli. Tutte assieme. Vento, ci diciamo (mentre stiamo borbottando "cortocircuito" per la stampante), anche se nessuno ha sentito spifferi e i portelloni sono già chiusi. Babbè. 8 e 10 cascano TUTTI i carrelli che erano addossati alla parete da 20 minuti almeno senza che nessuno manco ci passasse vicino. Ottimo, ci diciamo. Una delle colleghe, vuoi per scaghello vuoi soprattutto per età, va in bagno (accompagnata, che non si sa mai XD) . Sentiamo swiiish dal suo tavolo e ci giriamo in tempo per vedere lo scatolone (Un centinaio di volumi di shonen ai tra l'altro XD) che si fa tutto il tavolo in lunghezza, ovviamente dalla parte dov'è attaccato agli altri, e ponf cade. Eeeeee le ultime due ore si sono fatte tutti vicini vicini. Il giorno dopo viene uno dei capi supremi (quelli con le poltrone dell'uffico in pelle umana, per intendersi) e visiona i video di sorveglianza, con noi "prresenti" al fattaccio dietro come testimoni sbircianti, e chiaramente le telecamere si sono fatte della stessa sostanza di cui ci siamo fatti noi altri U_U In più c'è anche una simpatica ripresa della mattina di mercoledì (io lavoro al pomeriggio) con 4 rotoli di plastica a pallini che belli dritti, non rotolando, vengono giù dal soppalco, come se qualcuno li avesse lanciati, ma la scala a pioli, unico accesso al soppalco in questione, è sdraiata a terra. Il capo dice che giovedì mattina fa venie il monaco. Io ora ... PERCHE' NON LAVORO IL GIOVEDI' MATTINA?! volevo vedere l'esorcismo/purificazione/quel che è X°°°D comunque invece di spaventarmi, mi sono esaltata tantissimo XD Il numero della neuro?
Bene, ora veniamo a noi. L'ultimo capitolo, gente! (uno dei finali più rappezzati che io ricordi XD)
TITOLO: ai wa kizutsukiyasuku (l'amore è fragile) (o anche Attroiokuza, grazie a vampiretta XD)
AUTRICE: jinny
GENERE: angstino
GRUPPO: Arashi
PAIRINGS: matsuba, ohmiya
RATING: nc-17
NOTE: inizio ad essere brilla U_U
GIA' POSTATE: 1 2 3 4 5 6 7
RINGRAZIAMENTI: alle Prime Lettrici vampiretta e harin <3 <3 <3 *tanti cuoriiii*
Jun guardò Masaki che controllava l’enorme agenda. Con un completo blu scuro e l’auricolare del telefono, sembrava non avesse mai fatto altro in vita sua
<< Si Nino, adesso arriva la macchina… no, ti raggiungo la. Non andare nel panico. E’ un provino per modo di dire, lo sai. Adesso devo sistemare un paio di cose qui, poi arrivo.>> gnip. Jun sorrise, mentre lo guardava. Sapeva che se era diventato il manager suo (e di Kazunari) era solo a causa del terrore di perderli per qualche motivo. Nel caso di Kazunari, la paura di vederlo in pericolo, dopo anni in cui lo aveva protetto. Nel suo caso… oltre ad essere sotto tiro, lui l’aveva anche mollato… lo abbracciò stretto, con un sospiro
<< hey, che c’è Jun-Jun?>> chiese Masaki, leggermente sorpreso. Jun non rispose subito. Rimase fermo, annusando il profumo di Masaki per darsi la carica. Poi si staccò
<< Niente di che. Solo… scusami.>> disse, sorridendo
<< Eh?>> Masaki era confuso. Jun abbassò il viso
<< Io… non sapendo perché tu facessi quello che facevi, ti ho mollato in un momento in cui invece avrei dovuto restarti vicino più che mai… mi dispiace moltissimo… >>
<< Jun! Ne abbiamo già parlato… e poi dai, è tardi! Devo mollarti sul set, ma prima devi dare un occhio a questi due ingaggi… questo secondo me è carino, l’altro un po’ meno, ma è un contratto davvero vantaggioso… >>
Jun rise e Masaki si fermò di nuovo
<< E adesso che c’è?>> chiese, leggermente contrariato
<< Solo che sei bellissimo.>> disse Jun, esaminando i fogli che Masaki gli porgeva.
Satoshi camminava avanti ed indietro. L’assistente sociale era già arrivato, ma sua moglie era in ritardo
<< Questo vuol dire meno tempo con i bambini?>> si informò, guardando l’orologio. L’assistente abbassò il viso
<< Potrei chiudere un occhio… non dipende da lei, a quanto pare…>> disse
<< Ikuta san, la faranno santo…>> disse Satoshi, sorridendo. In quel momento suonarono alla porta. Satoshi andò ad aprire
<< Scusa, ho trovato un incidente per strada… era tutto bloccato…>> disse la donna sulla porta. E poi i bambini entrarono correndo
<< Papà!>> urlarono, saltando in braccio a Satoshi. Satsuki ormai aveva quattro anni, mentre Hiro ne aveva tre. Satoshi li strinse a sé, ridendo, poi guardò la sua ex moglie
<< Beh, come ti va? Vuoi entrare?>>
Lei rimase sulla porta, titubante
<< Veramente avrei un appuntamento…>> disse, arrossendo leggermente.
<< Eh?>> chiese Satoshi, pronto a gioire anche se non sapeva bene per cosa
<< Si! Anche mamma ha un fidanzato ora!>> disse Satsuki
<< Pettegola!>> rise la donna. Satoshi sorrise
<< Beh, non è proprio un fidanzato… è solo un collega che sto frequentando…>>
<< Ma è una bella cosa!>> disse Satoshi << A parte che gli uomini sarebbero ciechi se non ti guardassero…>> aggiunse, alzando un sopracciglio
<< Oppure gay…>>
<< Frecciata enorme… grazie…>> disse Satoshi, con una smorfia. Lei rise
<< Scusami. Oh, com’è tardi… ora devo proprio andare… passo a prenderli mezz’ora dopo, quindi vai tranquillo. Bambini, fate i bravi, non fate ammattire papà!>> detto questo, lei sparì
<< Papà, è lui il tuo fidanzato?>> chiese Hiro.
<< No, lui è il signore che deve controllare che non vi rapisca…>> disse Satoshi, dirigendosi verso la cucina.
<< Detta così suona brutta, Ohno san!>> protestò l’altro
<< Comunque sono Ikuta Toma… sono un assistente sociale…>>
<< Cos’è un assistente sociale?>> chiese Hiro. Toma sospirò
<< In effetti… uno che controlla che vostro padre non vi rapisca…>>
I due bambini risero
<< Toma chan è bello… posso sposarlo, papà?>> chiese Satsuki. Satoshi scoppiò a ridere.
<< E quando ci fai conoscere il tuo fidanzato?>> chiese Hiro
<< Ma tu sei fissato!>> disse Satoshi
<< Ma il fidanzato della mamma lo conosciamo!>> protestò Satsuki
<< Tranquilli, Nino cenerà con noi.>> disse Satoshi, sorridendo. I bambini esultarono.
Kazunari guardò Masaki
<< Altra emergenza…>> disse. Masaki lo guardò
<< Nino, sto andando a casa…>>
<< Senti, sei il mio manager, ma sei anche il mio migliore amico, no?>> disse. Masaki annuì e si sedette.
<< I figli di Saccho… sono li a cena… in teoria dovevano già essere andati a casa per ora di cena, invece…>>
<< E dove sarebbe il problema? Scusami, sarà la stanchezza, ma non ti seguo…>>
<< Vogliono conoscermi!>> esclamò Kazunari, in preda ad un mezzo attacco di panico. Masaki sospirò, guardando serio Kazunari
<< Nino, ti rendi conto di cosa significa?>> chiese. Kazunari aprì e richiuse la bocca un paio di volte
<< Quei bambini ti hanno accettato. A priori! Senza averti mai visto. Non vogliono “vederti”. Vogliono conoscerti.>>
Kazunari rimase fermo. Poi le gambe gli cedettero, mentre quello che Masaki gli aveva appena dello lo raggiungeva. Masaki lo sostenne e lo fece sedere. Gli circondò le spalle con un braccio quando scoppiò in singhiozzi per la sorpresa ed il sollievo.
<< I bambini capiscono quando una cosa è davvero importante. O una persona. Hanno capito che Toshi ti ama.>>
<< Posso davvero essere così importante per lui?>> chiese Kazunari, asciugandosi gli occhi. Masaki gli sorrise
<< Certo che puoi. Sei Nino-chan!>>
<< Ah beh, allora…>> commentò Kazunari, ridendo.
Jun mise l’ultimo piatto in tavola e guardò l’effetto. Accese le candele e spense la luce. Appena in tempo. La porta d’entrata si aprì
<< Tadaima…>> arrivò dal soggiorno. Jun si precipitò fuori, ancora con il grembiule addosso
<< Chiudi gli occhi.>> disse, allegro. Masaki lo guardò, poi obbedì. Jun lo prese per mano e lo condusse in cucina.
<< Ok, adesso apri.>> disse, saltellando. Masaki aprì gli occhi. Candele. I suoi piatti preferiti. Gli si annebbiò la vista
<< Per festeggiare la tua dimissione dall’ospedale… e il tuo nuovo lavoro…>> disse Jun. Masaki si asciugò gli occhi, senza sapere che dire. Abbracciò stretto Jun
<< Grazie…>> riuscì a mormorare. Jun gli accarezzò la schiena e si staccò
<< Su, vieni a mangiare, sennò si raffredda tutto!>> disse. Masaki si ricompose ed annuì. Al dessert, però, rimase spiazzato di nuovo. Jun prese il gelato, e Masaki non fece caso al rapido movimento con cui si era infilato qualcosa in tasca. Mise il gelato sul tavolo e, di punto in bianco, si inginocchiò davanti a lui, con una scatolina in mano
<< So che in teoria non possiamo, ma… sono ormai cinque anni che stiamo insieme, a parte il mio momento di idiozia profonda… e… adesso viviamo insieme… insomma, vuoi sposarmi?>> chiese, ed aprì la scatolina, dove c’era un anello. Era semplice, una fedina sottile, in oro bianco, poteva quasi passare inosservata… Masaki si portò le mani alla bocca, cercando di reprimere i singhiozzi. Cadde in ginocchio davanti a Jun, sorridendo tra le lacrime
<< Si!>> singhiozzò << Si, voglio sposarti!>>
Jun iniziò a piangere a sua volta. Si staccò leggermente da Masaki e gli prese la sinistra, infilandogli l’anello al dito
<< Meno male… l’avevo già preso uguale…>> disse, infilandone uno anche alla propria sinistra. Masaki rise e si baciarono.
<< Posso davvero permettermi tanta felicità?>> chiese Masaki in un soffio. Jun prese una cucchiaiata di gelato e glie la cacciò in bocca
<< Direi che te la sia largamente guadagnata.>>
Masaki sorrise, poi si coprì la bocca
<< Bello il sorriso di cioccolato, immagino…>> mugugnò. Jun scoppiò a ridere. Poi lo baciò teneramente
<< Ti amo Masaki.>> disse.
<< Ti amo, Jun.>> rispose Masaki, con un sorriso dolce.
Kazunari sospirò e posò la testa sul petto di Satoshi.
<< Sono carini i tuoi bambini…>> disse
<< Lo dici solo perché ti adorano.>> rise Satoshi
<< Non per essere cattivo, ma che mi frega a me se loro mi adorano? Sei tu che devi adorarmi.>> disse Kazunari. Satoshi sospirò
<< Ma per me è un obbligo, adorarti. Perché… sei tu. Sei il mio sole. La mia aria. La mia ispirazione per dipingere. Una necessità primaria. Sono sicuro che potrei vivere senza mangiare e senza bere per settimane. Mi basterebbe guardarti. No, solo guardarti forse no… perché se non ti abbraccio, mi sembra di morire. Devo averti accanto per poter stare bene…>>
<< Se vai avanti, sarò costretto a provare quella del non mangiare e non bere… tutta questa dolcezza mi sta ammazzando…>> singhiozzò Kazunari. Satoshi rise e lo strinse a sé, per poi baciarlo.
<< Sei mesi fa era tutto un disastro…e adesso si è sistemato tutto… >> sospirò Kazunari.
<< Non so tu, Nino-chan. Ma io sono felice. Ti amo e sono felice.>> disse Satoshi. Kazunari lo guardò negli occhi
<< Ti amo anch’io. Ma sono sicuro di essere più felice di te.>>
<< No, sono più felice io.>>
<< No, io!>>
…
…
THE END
Piccola premessa al post: mirabolanti avventure in capannone, gente!
Allora, premetto che lavoro come inscatolatrice per un'azienda che fa compravendita di media usati, quindi lavoro in un capannone. Martedì alle 8 di sera è successa una cosa che ... boh, credo che ci fosse dell'lsd nell'aria e abbiamo avuto una bella allucinazione collettiva, comprese le telecamere ... Primo episodio, alle 8 in punto, collega spegne e stacca tutto, computer e stampantina per le etichette, che tanto dalle 8 rimangono in 3 e lasciare accesi 4 pc è inutile. Se ne va. Alle 8 e 5 tutti a guardare perchè la stampante s'è messa a sputare etichette. Da staccata. E ovviamente l'altra collega ha cacciato un urlo tremendo XD Mentre siamo li che guardiamo, cascano TUTTE le penne dai nostri tavoli. Tutte assieme. Vento, ci diciamo (mentre stiamo borbottando "cortocircuito" per la stampante), anche se nessuno ha sentito spifferi e i portelloni sono già chiusi. Babbè. 8 e 10 cascano TUTTI i carrelli che erano addossati alla parete da 20 minuti almeno senza che nessuno manco ci passasse vicino. Ottimo, ci diciamo. Una delle colleghe, vuoi per scaghello vuoi soprattutto per età, va in bagno (accompagnata, che non si sa mai XD) . Sentiamo swiiish dal suo tavolo e ci giriamo in tempo per vedere lo scatolone (Un centinaio di volumi di shonen ai tra l'altro XD) che si fa tutto il tavolo in lunghezza, ovviamente dalla parte dov'è attaccato agli altri, e ponf cade. Eeeeee le ultime due ore si sono fatte tutti vicini vicini. Il giorno dopo viene uno dei capi supremi (quelli con le poltrone dell'uffico in pelle umana, per intendersi) e visiona i video di sorveglianza, con noi "prresenti" al fattaccio dietro come testimoni sbircianti, e chiaramente le telecamere si sono fatte della stessa sostanza di cui ci siamo fatti noi altri U_U In più c'è anche una simpatica ripresa della mattina di mercoledì (io lavoro al pomeriggio) con 4 rotoli di plastica a pallini che belli dritti, non rotolando, vengono giù dal soppalco, come se qualcuno li avesse lanciati, ma la scala a pioli, unico accesso al soppalco in questione, è sdraiata a terra. Il capo dice che giovedì mattina fa venie il monaco. Io ora ... PERCHE' NON LAVORO IL GIOVEDI' MATTINA?! volevo vedere l'esorcismo/purificazione/quel che è X°°°D comunque invece di spaventarmi, mi sono esaltata tantissimo XD Il numero della neuro?
Bene, ora veniamo a noi. L'ultimo capitolo, gente! (uno dei finali più rappezzati che io ricordi XD)
TITOLO: ai wa kizutsukiyasuku (l'amore è fragile) (o anche Attroiokuza, grazie a vampiretta XD)
AUTRICE: jinny
GENERE: angstino
GRUPPO: Arashi
PAIRINGS: matsuba, ohmiya
RATING: nc-17
NOTE: inizio ad essere brilla U_U
GIA' POSTATE: 1 2 3 4 5 6 7
RINGRAZIAMENTI: alle Prime Lettrici vampiretta e harin <3 <3 <3 *tanti cuoriiii*
Jun guardò Masaki che controllava l’enorme agenda. Con un completo blu scuro e l’auricolare del telefono, sembrava non avesse mai fatto altro in vita sua
<< Si Nino, adesso arriva la macchina… no, ti raggiungo la. Non andare nel panico. E’ un provino per modo di dire, lo sai. Adesso devo sistemare un paio di cose qui, poi arrivo.>> gnip. Jun sorrise, mentre lo guardava. Sapeva che se era diventato il manager suo (e di Kazunari) era solo a causa del terrore di perderli per qualche motivo. Nel caso di Kazunari, la paura di vederlo in pericolo, dopo anni in cui lo aveva protetto. Nel suo caso… oltre ad essere sotto tiro, lui l’aveva anche mollato… lo abbracciò stretto, con un sospiro
<< hey, che c’è Jun-Jun?>> chiese Masaki, leggermente sorpreso. Jun non rispose subito. Rimase fermo, annusando il profumo di Masaki per darsi la carica. Poi si staccò
<< Niente di che. Solo… scusami.>> disse, sorridendo
<< Eh?>> Masaki era confuso. Jun abbassò il viso
<< Io… non sapendo perché tu facessi quello che facevi, ti ho mollato in un momento in cui invece avrei dovuto restarti vicino più che mai… mi dispiace moltissimo… >>
<< Jun! Ne abbiamo già parlato… e poi dai, è tardi! Devo mollarti sul set, ma prima devi dare un occhio a questi due ingaggi… questo secondo me è carino, l’altro un po’ meno, ma è un contratto davvero vantaggioso… >>
Jun rise e Masaki si fermò di nuovo
<< E adesso che c’è?>> chiese, leggermente contrariato
<< Solo che sei bellissimo.>> disse Jun, esaminando i fogli che Masaki gli porgeva.
Satoshi camminava avanti ed indietro. L’assistente sociale era già arrivato, ma sua moglie era in ritardo
<< Questo vuol dire meno tempo con i bambini?>> si informò, guardando l’orologio. L’assistente abbassò il viso
<< Potrei chiudere un occhio… non dipende da lei, a quanto pare…>> disse
<< Ikuta san, la faranno santo…>> disse Satoshi, sorridendo. In quel momento suonarono alla porta. Satoshi andò ad aprire
<< Scusa, ho trovato un incidente per strada… era tutto bloccato…>> disse la donna sulla porta. E poi i bambini entrarono correndo
<< Papà!>> urlarono, saltando in braccio a Satoshi. Satsuki ormai aveva quattro anni, mentre Hiro ne aveva tre. Satoshi li strinse a sé, ridendo, poi guardò la sua ex moglie
<< Beh, come ti va? Vuoi entrare?>>
Lei rimase sulla porta, titubante
<< Veramente avrei un appuntamento…>> disse, arrossendo leggermente.
<< Eh?>> chiese Satoshi, pronto a gioire anche se non sapeva bene per cosa
<< Si! Anche mamma ha un fidanzato ora!>> disse Satsuki
<< Pettegola!>> rise la donna. Satoshi sorrise
<< Beh, non è proprio un fidanzato… è solo un collega che sto frequentando…>>
<< Ma è una bella cosa!>> disse Satoshi << A parte che gli uomini sarebbero ciechi se non ti guardassero…>> aggiunse, alzando un sopracciglio
<< Oppure gay…>>
<< Frecciata enorme… grazie…>> disse Satoshi, con una smorfia. Lei rise
<< Scusami. Oh, com’è tardi… ora devo proprio andare… passo a prenderli mezz’ora dopo, quindi vai tranquillo. Bambini, fate i bravi, non fate ammattire papà!>> detto questo, lei sparì
<< Papà, è lui il tuo fidanzato?>> chiese Hiro.
<< No, lui è il signore che deve controllare che non vi rapisca…>> disse Satoshi, dirigendosi verso la cucina.
<< Detta così suona brutta, Ohno san!>> protestò l’altro
<< Comunque sono Ikuta Toma… sono un assistente sociale…>>
<< Cos’è un assistente sociale?>> chiese Hiro. Toma sospirò
<< In effetti… uno che controlla che vostro padre non vi rapisca…>>
I due bambini risero
<< Toma chan è bello… posso sposarlo, papà?>> chiese Satsuki. Satoshi scoppiò a ridere.
<< E quando ci fai conoscere il tuo fidanzato?>> chiese Hiro
<< Ma tu sei fissato!>> disse Satoshi
<< Ma il fidanzato della mamma lo conosciamo!>> protestò Satsuki
<< Tranquilli, Nino cenerà con noi.>> disse Satoshi, sorridendo. I bambini esultarono.
Kazunari guardò Masaki
<< Altra emergenza…>> disse. Masaki lo guardò
<< Nino, sto andando a casa…>>
<< Senti, sei il mio manager, ma sei anche il mio migliore amico, no?>> disse. Masaki annuì e si sedette.
<< I figli di Saccho… sono li a cena… in teoria dovevano già essere andati a casa per ora di cena, invece…>>
<< E dove sarebbe il problema? Scusami, sarà la stanchezza, ma non ti seguo…>>
<< Vogliono conoscermi!>> esclamò Kazunari, in preda ad un mezzo attacco di panico. Masaki sospirò, guardando serio Kazunari
<< Nino, ti rendi conto di cosa significa?>> chiese. Kazunari aprì e richiuse la bocca un paio di volte
<< Quei bambini ti hanno accettato. A priori! Senza averti mai visto. Non vogliono “vederti”. Vogliono conoscerti.>>
Kazunari rimase fermo. Poi le gambe gli cedettero, mentre quello che Masaki gli aveva appena dello lo raggiungeva. Masaki lo sostenne e lo fece sedere. Gli circondò le spalle con un braccio quando scoppiò in singhiozzi per la sorpresa ed il sollievo.
<< I bambini capiscono quando una cosa è davvero importante. O una persona. Hanno capito che Toshi ti ama.>>
<< Posso davvero essere così importante per lui?>> chiese Kazunari, asciugandosi gli occhi. Masaki gli sorrise
<< Certo che puoi. Sei Nino-chan!>>
<< Ah beh, allora…>> commentò Kazunari, ridendo.
Jun mise l’ultimo piatto in tavola e guardò l’effetto. Accese le candele e spense la luce. Appena in tempo. La porta d’entrata si aprì
<< Tadaima…>> arrivò dal soggiorno. Jun si precipitò fuori, ancora con il grembiule addosso
<< Chiudi gli occhi.>> disse, allegro. Masaki lo guardò, poi obbedì. Jun lo prese per mano e lo condusse in cucina.
<< Ok, adesso apri.>> disse, saltellando. Masaki aprì gli occhi. Candele. I suoi piatti preferiti. Gli si annebbiò la vista
<< Per festeggiare la tua dimissione dall’ospedale… e il tuo nuovo lavoro…>> disse Jun. Masaki si asciugò gli occhi, senza sapere che dire. Abbracciò stretto Jun
<< Grazie…>> riuscì a mormorare. Jun gli accarezzò la schiena e si staccò
<< Su, vieni a mangiare, sennò si raffredda tutto!>> disse. Masaki si ricompose ed annuì. Al dessert, però, rimase spiazzato di nuovo. Jun prese il gelato, e Masaki non fece caso al rapido movimento con cui si era infilato qualcosa in tasca. Mise il gelato sul tavolo e, di punto in bianco, si inginocchiò davanti a lui, con una scatolina in mano
<< So che in teoria non possiamo, ma… sono ormai cinque anni che stiamo insieme, a parte il mio momento di idiozia profonda… e… adesso viviamo insieme… insomma, vuoi sposarmi?>> chiese, ed aprì la scatolina, dove c’era un anello. Era semplice, una fedina sottile, in oro bianco, poteva quasi passare inosservata… Masaki si portò le mani alla bocca, cercando di reprimere i singhiozzi. Cadde in ginocchio davanti a Jun, sorridendo tra le lacrime
<< Si!>> singhiozzò << Si, voglio sposarti!>>
Jun iniziò a piangere a sua volta. Si staccò leggermente da Masaki e gli prese la sinistra, infilandogli l’anello al dito
<< Meno male… l’avevo già preso uguale…>> disse, infilandone uno anche alla propria sinistra. Masaki rise e si baciarono.
<< Posso davvero permettermi tanta felicità?>> chiese Masaki in un soffio. Jun prese una cucchiaiata di gelato e glie la cacciò in bocca
<< Direi che te la sia largamente guadagnata.>>
Masaki sorrise, poi si coprì la bocca
<< Bello il sorriso di cioccolato, immagino…>> mugugnò. Jun scoppiò a ridere. Poi lo baciò teneramente
<< Ti amo Masaki.>> disse.
<< Ti amo, Jun.>> rispose Masaki, con un sorriso dolce.
Kazunari sospirò e posò la testa sul petto di Satoshi.
<< Sono carini i tuoi bambini…>> disse
<< Lo dici solo perché ti adorano.>> rise Satoshi
<< Non per essere cattivo, ma che mi frega a me se loro mi adorano? Sei tu che devi adorarmi.>> disse Kazunari. Satoshi sospirò
<< Ma per me è un obbligo, adorarti. Perché… sei tu. Sei il mio sole. La mia aria. La mia ispirazione per dipingere. Una necessità primaria. Sono sicuro che potrei vivere senza mangiare e senza bere per settimane. Mi basterebbe guardarti. No, solo guardarti forse no… perché se non ti abbraccio, mi sembra di morire. Devo averti accanto per poter stare bene…>>
<< Se vai avanti, sarò costretto a provare quella del non mangiare e non bere… tutta questa dolcezza mi sta ammazzando…>> singhiozzò Kazunari. Satoshi rise e lo strinse a sé, per poi baciarlo.
<< Sei mesi fa era tutto un disastro…e adesso si è sistemato tutto… >> sospirò Kazunari.
<< Non so tu, Nino-chan. Ma io sono felice. Ti amo e sono felice.>> disse Satoshi. Kazunari lo guardò negli occhi
<< Ti amo anch’io. Ma sono sicuro di essere più felice di te.>>
<< No, sono più felice io.>>
<< No, io!>>
…
…
THE END
no subject
Date: 2014-03-25 08:35 pm (UTC)Gli Ohmiya sono ... non lo so cosa sono ♥♥♥
Grazie Jinny, per questa ennesima piacevolissima lettura! ^-^