L'Estate dei Miei 18 Anni
Jul. 25th, 2008 06:03 pmDio che fatica....postare (da qualsiasi parte) sta diventando un 'impresa visto che il mio "amatissimo" lavoro mi prosciuga letteralmente....ancora due giorni, ancora due giorni, forza ele, ancora due giorni!
Bene, posto il capitolo 6 della mia ficcy (che è stata brutalmente abbandonata...le 4 righe che ho scritto l'altro giorno possono essere considerate un vero e proprio miracolo!)
CAPITOLO 6
Nishikido alzò in alto il bicchiere scontrandolo con quello di Koyama, con il risultato che metà del loro contenuto schizzò addosso al resto dei presenti.
-KAMPAI!!!!- gridarono con tutto il fiato che avevano in corpo.
Harumi urlò entusiasta, ignorando le goccioline di vodka e succo d’arancia sul viso, mentre Junko accanto a lei beveva il suo rum con coca cola, mugugnando qualcosa sull’essere completamente ubriaca.
Una volta che Harumi e Kato avevano seguito Koyama nella stanza dei ragazzi, l’avevano trovata completamente addobbata per la serata: i futon erano stati riposti negli armadi e al loro posto si trovavano dei bassi tavoli stracolmi di cibo e bevande alcoliche. Tutti gli altri erano già lì ad aspettarli, preparando i cocktail e tentando di tenere Masuda lontano da tutto ciò che era commestibile.
Harumi si era buttata immediatamente nella mischia, prendendo il primo bicchiere che Toma le aveva offerto, mentre Kato era rimasto per un po’ in disparte a osservare la scena con profonda disapprovazione. Entro poco tempo Yamashita si era messo a cantare e ballare in modo provocante una canzone, agitando sensualmente i fianchi, causando le urla di approvazione delle ragazze e disgraziatamente anche quelle dei ragazzi; Toma gli si era affiancato, crollando poco dopo sul tatami insieme a lui.
Nishikido aveva dato sfogo a una delle sue sfuriate, complice l’alcool e la mancanza della sua chitarra che era stata nascosta preventivamente; ma Koyama aveva saputo calmare l’amico con un paio di sorsi di vodka. Takahisa si era concentrato prevalentemente sul cibo, bevendo molto poco rispetto agli altri, ma non essendo abituato aveva finito per essere ugualmente brillo; traballante si era diretto verso Junko, che beveva sodo ma senza farsi notare troppo, e l’aveva abbracciata con foga, collassando fra le braccia della ragazza che stranamente non lo aveva respinto.
Dopo un’oretta buona Tegoshi era riuscito a convincere Shige a bere qualcosa, e questa dimostrazione di cedimento da parte del ragazzo aveva provocato un’esagerata euforia in Arisa che finalmente gli si era avvicinata, iniziando a rivolgersi a lui con la disinibizione che le regalava l’alcool.
Avevano passato buona parte della serata a cantare, parlare e fare giochi comunitari anche se con molta poca lucidità.
A un certo punto, dallo stereo di Keiichiro, partì una canzone americana degli anni ’70, Hot Stuff, e Harumi spiegò come essa fosse la theme song di un famoso film intitolato Full Monty, in cui un gruppo di uomini decidevano di cimentarsi nello spogliarello per guadagnare soldi. L’idea piacque talmente tanto, che i ragazzi decisero senza remore si esibirsi in uno streap tease, tutti troppo ubriachi per rendersi conto di quello che si accingevano a fare; persino Kato si unì al gruppo senza obiezioni.
Le ragazze, probabilmente più euforiche dei maschi, sistemarono lo stereo, facendo partire la canzone. Non appena le prime note si diffusero nell’aria, i sette ragazzi iniziarono a dimenare i loro fondoschiena, inizialmente con movimenti goffi e impacciati, non sapendo bene cosa fare.
Tegoshi si scontrò tre volte con Ryo e Massu cadde inciampando in una bottiglia vuota. Con grande sorpresa di tutti, Shige si rivelò il più portato (se non altro da ubriaco) e presto tutti quanti iniziarono a seguire i suoi movimenti. Lo svestimento poteva avere inizio, e per prima cosa si tolsero le magliette, incitati dalle urla entusiaste delle tre ragazze.
Le sfilarono con movimenti lenti e sensuali, cercando di restare a ritmo di musica, per poi lanciare gli indumenti per la stanza, senza preoccuparsi di dove potessero atterrare. Continuarono a muoversi, seguendo principalmente Shigeaki che era diventato la colonna portante, e iniziarono ad armeggiare con le cinture dei pantaloni, o perlomeno chi ne era in possesso.
Koyama riuscì poco dopo a sganciare la sua e pensò che sarebbe stato un bell’effetto quello di sfilarla in un colpo solo: afferrò un’estremità e tirò forte, facendo uscire a velocità supersonica la cintura dai passanti, la quale andò a sbattere sonoramente contro la coscia di Nishikido. Un urlo disumano sovrastò la musica, seguito poco dopo dalle grida di Keiichiro che tentava di fuggire dal compagno.
Gli altri continuarono imperterriti a ballare e spogliarsi, raggiungendo il momento critico: i pantaloni.
Non essendosi precedentemente preparati, non indossavano i meravigliosi pantaloni con il velcro da strappare in un secondo, così dovettero accontentarsi del metodo classico, difficile da attuare restando in piedi e cercando di ballare sensualmente.
Tegoshi, Kato, Yamapi e Toma iniziarono ad aprire la zip dei pantaloni in modo provocante, mentre Massu restava indietro chiedendosi perché quel giorno si fosse messo l’unico paio di jeans con bottoni presente sulla faccia della terra.
I quattro ragazzi iniziarono ad abbassarsi i pantaloni, mentre alle urla femminili si mischiavano delle risate convulse per le mutande rosa di Tomohisa. Toma tentò di consolare l’amico con una pacca sulla spalla, perdendo completamente la concentrazione e l’equilibrio necessari per potersi sfilare dei jeans a ritmo di musica; cadde addosso al compagno che cadde addosso a Kato, che a sua volta crollò addosso a Yuya, con il risultato di ritrovarsi tutti e quattro a terra in un groviglio di braccia, gambe e pantaloni.
Le tre ragazze si alzarono dalle loro postazioni, applaudendo e lanciando ai malcapitati delle monete da 100 yen, come se il fatto di essere aggrovigliati come se avessero appena giocato a twister e con i sederi al vento non fosse già abbastanza.
Kato ne se stava sdraiato per terra, supino. Aveva il petto nudo e i pantaloni slacciati e le braccia erano aperte come se attendesse che qualcuno giungesse a crocefiggerlo.
Guardava il soffitto con occhi spalancati, mentre attorno a lui udiva il vociare degli amici.
Ripensò a quello che era successo quasi un’ora prima: allo spogliarello e al domino umano.
-Dio…che cosa ho fatto?- sussurrò sconfortato.
All’improvviso vide Harumi comparire nel suo campo visivo e ridacchiargli in faccia.
-Eddai Shi! Eri davvero sexy! A guardare te e Tego c’era da perdere la testa!
Il ragazzo si tirò su a sedere- Ti rendi conto di quello che hai appena detto?- le chiese allungandosi a recuperare la sua maglietta.
Haru sorrise raggiante- Che Tego mi fa perdere la testa!
Shigeaki diede un’occhiata a quello che la ragazza aveva in mano, trovandoci una bottiglia di birra.
-Oh Gesù! Da quand’è che avete ricominciato a bere?- domandò esasperato.
-Da un po’…- rispose Harumi scrollando le spalle- E comunque io sono quella che ci sta andando più leggera. Credo che Ryo-chan e Keii presto giungeranno al coma etilico! E Arisa non sembra avere un colorito rassicurante.
Kato guardò in direzione della ragazza, che ne stava sdraiata con la testa sotto un tavolo, mugugnando qualcosa sul fatto di non sentirsi molto bene.
-La puoi portare in bagno?- domandò Haru.
-E va bene…- rispose il ragazzo alzandosi e dirigendosi verso la moribonda.
-Ah Shi!
-Che c’è??
-Tirati su la patta!
Kato entrò nel bagno trascinando di peso un’Arisa sconvolta e in procinto di svenire, ma che nonostante l’evidente stato di malessere aveva ancora la forza di parlare. Parlava di tutto, dai tramezzini a quanto le facesse schifo il colore delle scarpe di Nishikido.
Shige la appoggiò delicatamente per terra, mettendole le braccia sul water, più che altro per farle capire di avere a disposizione il giusto oggetto dove dare sfogo al suo malessere, nel caso ne avesse avuto bisogno. La ragazza fissò per un attimo spaesata la ceramica bianca, poi quando sembrò capire dove si trovasse rivolse al ragazzo il sorriso più dolce che lo scarso controllo su i suoi muscoli facciali le consentiva in quel momento.
-Arigatou…
Shige non poté fare a meno di rispondere con un altro sorriso, in fondo aveva un che di tenero in quello stato di ubriachezza totale.
Ma il momento idilliaco durò molto poco e il sorriso di Arisa si trasformò in una smorfia.
-Credo che vomiterò…- affermò la ragazza, buttando la testa dentro il water un secondo dopo.
Shige le si avvicinò e le prese i capelli in modo che non le finissero davanti alla faccia e attese. Quando finalmente lei riemerse le lasciò i capelli e le passò un asciugamano umido. Arisa lo prese e se lo passò sulla faccia, anche per rinfrescarsi un po’.
-Grazie…- disse di nuovo la ragazza-…scusami, ti sto rovinando la serata…
Si appoggiò contro il mobile che era alle sue spalle, stringendo le braccia attorno allo stomaco, sicura che di lì a poco sarebbe arrivato un altro conato.
Kato scosse la testa- Non ti preoccupare, preferisco stare qui ed essere sicuro che tu stia bene.
Arisa sorrise senza rispondere. La dolcezza di quel ragazzo la colpiva ogni giorno di più.
-Comunque…- continuò Shigeaki-…credo che dopo tu debba mangiare e bere qualcosa. Adesso il tuo corpo è disidratato e hai bisogno di reintegrare zuccheri e vitamine, soprattutto vitamina B1, per le funzioni neurologiche.
Arisa guardò il ragazzo con una smorfia causata sia dal malessere fisico che da quello mentale che lui le stava procurando sciorinando informazioni tecniche sulle sbronze. Ma si disse che in fondo lo adorava proprio perché era un piccolo secchione.
-Poi bisogna evitare di mischiare vari tipi di alcool, e Keii si è portato dietro di tutto! Credo che dei carboidrati sarebbero perfetti per riequilibrare la nutrizione e diminuire i sintomi!
Arisa tentò di concentrarsi sui disegnini rossi dell’asciugamano, visto che quel discorso le stava solo aumentando il mal di testa.
-Sai, l’acool in realtà lascia il colpo abbastanza in fretta, sono in congeneri che ci mettono più tempo e la quantità di ore è uguale al numero di bicchieri bevuti!
A quel punto Arisa si voltò verso il ragazzo con lo sguardo più minaccioso di cui era capace in quello stato.
-Shige…- esordì con voce roca- Sei bello, sei bravo. Mi piaci da impazzire, passerei le ore ad ascoltarti o guardarti mentre leggi con quella stupenda aria assorta. Sai un sacco di cose e sei terribilmente dolce. Ma ti prego….STAI ZITTO!!!
E un attimo dopo la sua faccia scomparve di nuovo dentro il water, lasciando uno Shigeaki Kato con la bocca aperta e l’aria stranita.
Junko percorse il corridoio buio appoggiandosi alla parete e avanzando a tentoni. Per qualche motivo non aveva minimamente pensato di accendere la luce e quando inciampò in una piega del tappeto, finendo faccia a terra, si pentì amaramente di non averlo fatto.
Ma se non altro la botta le aveva ridato un po’ di lucidità e decise che per quella sera aveva bevuto abbastanza. Si ripromise anche di non ubriacarsi più in quel modo, ma sapeva molto bene che non avrebbe mantenuto la promessa.
Si alzò riappoggiando la mano sul muro e percorse gli ultimi metri che la separavano dalla cucina. Quando entrò trovò la luce accesa e Masuda seduto al tavolo che guardava con sconforto quella che sembrava una confezione di merendina miracolosamente intatta.
La ragazza lo raggiunse, prendendo la bottiglia d’acqua che si trovava sul ripiano e bevendo una lunga sorsata. Il liquido fresco che le scivolava giù per la gola le diede un immediato sollievo.
Riappoggiò la bottiglia e si rivolse al ragazzo.
-Che c’è Massu? Quella non la mangi?
Takahisa scosse affranto la testa, per poi sollevarla e guardare tristemente Junko.
-Ho fame…ma questa non mi và. Cosa faccio?
La ragazza cercò di trattenere una risata di fronte ad un’affermazione tanto incredibile detta da lui, ma preferì non infierire. Invece gli si sedette accanto e prese lei la merendina, iniziando a scartarla.
-Se vuoi ti posso cucinare qualcosa…- gli suggerì addentando il primo morso.
Massu aprì sorpreso la bocca, quasi non credendo alle sue orecchie.
-Davvero lo faresti? A quest’ora? Ma sei sicura che non ti dia fastidio?
Junko negò con la testa, inghiottendo un altro boccone- Mi fa piacere, davvero! E poi così posso provare a fare la pasta che mi ha insegnato Haru!
Takahisa sorrise raggiante, annuendo con la testa ad indicare che allora andava bene.
La ragazza finì di mangiare, poi si alzò dalla sedia e si voltò verso i fornelli, iniziando a cercare le pentole che le servivano.
-Per favore Massu, puoi cercare degli spaghetti nella dispensa?
Il ragazzo si alzò all’istante, lanciandosi verso il mobile e rischiando di sbattersi l’anta in faccia mentre l’apriva. Guardò per qualche secondo tutti i tipi di pasta con cui Harumi aveva invaso la dispensa, finchè su una scatola lesse “Spaghetti” e la prese, portandola alla sua cuoca.
La appoggiò sul ripiano accanto ai fornelli, mentre osservava la ragazza che riempiva una pentola con l’acqua e la sistemava sul fuoco alto; in un’altra invece, che sembrava più un incrocio con una padella, mise della salsa di pomodoro, sistemandola su un fornello con il fuoco basso.
Takahisa rimase a guardare quei movimenti veloci e sicuri e quelle mani che sembravano sapere con assoluta certezza cosa fare. Nessuno aveva mai cucinato per lui a quell’ora della notte. Bhè, in effetti non era normale mangiare all’una e mezza passata. Ma osservare Junko che si dava da fare per lui gli infondeva un piacevole tepore in tutto il corpo.
Si spostò dietro di lei, osservandole la schiena che si muoveva leggermente mentre spostava oggetti e ingredienti da una parte all’altra. Le si avvicinò e le mise dolcemente le braccia attorno alla vita, cercando di non spaventarla in modo che non si facesse male con qualche strumento.
Junko fece cadere il mestolo che aveva in mano per la sorpresa, non sapendo molto bene se divincolarsi o no.
-Massu?
Il ragazzo la strinse più forte nell’abbraccio, sistemando il viso nell’incavo fra il collo e la spalla della ragazza.
-Arigatou…- le sussurrò, sentendola fremere leggermente per il solletico che le causava il suo respiro sulla pelle.
Junko appoggiò una mano su quelle giunte di Takahisa, ma non le sciolse, sorrise e appoggiò la testa contro quella di lui.
Quando Harumi tornò nella stanza dei ragazzi la trovò completamente vuota.
Era andata in bagno a controllare in che condizioni si trovasse Arisa, e aveva trovato la ragazza ancora china sul water e Shigeaki seduto in un angolo con la faccia completamente rossa e incapace di proferire parola. Aveva quindi deciso di lasciarli al loro destino e tornare in stanza dove sdraiarsi e cercare di riprendersi un po’.
Fece qualche passo nella camera deserta, chiedendosi dove fossero andati tutti quanti, ma le voci esultanti che sentì giungere dal giardino le fecero intuire dove potessero essere finiti. Si affacciò alla finestra e l’aprì accorgendosi che le luci notturne della piscina erano state accese e che le voci si stavano spostando in quella direzione. Harumi sperò solo che nessuno finisse affogato.
Non richiuse la finestra, permettendo alla fresca brezza notturna di entrare e si sedette per terra prendendo una bottiglia d’acqua, l’unica rimasta intatta lì dentro, dopo di che si guardò attorno. In giro c’era ancora qualche maglietta dei ragazzi, a testimoniare che qualcuno si era portato avanti dirigendosi alla piscina già mezzo nudo. Per il resto la stanza era disseminata di vassoi, ciotole e bottiglie vuote. Lo scenario non era dei migliori, ma comunque non sarebbe stata una gran fatica risistemare il giorno dopo; per fortuna avevano fatto baldoria della stanza dei ragazzi, dove Yuki di sicuro non si sarebbe avventurata. Ora l’unico problema era rappresentato dalle pessime condizioni fisiche e mentali nella quali si sarebbero ritrovati la mattina dopo.
Dopo aver bevuto Harumi rimise la bottiglia per terra, decidendo che non aveva voglia di pensarci e che in quel momento desiderava solo sdraiarsi e far smettere alla stanza di girarle attorno. Stava per andare a recuperare almeno un cuscino dall’armadio,quando sentì la porta scorrevole aprirsi e Tegoshi comparire sulla soglia.
-Ah, eccoti!- disse il ragazzo entrando e richiudendo la porta dietro di sé.
Harumi si stropicciò l’occhio sinistro, sentendo il sonno farsi sempre più pesante- Si, mi cercavi?
Yuya si sedette accanto a lei annuendo- Mi stavo chiedendo dove fossi finita!
-Ero andata a vedere se Arisa-chan stava bene…credo che sia successo qualcosa in quel bagno, perché Shige sembrava sconvolto.
Tegoshi si mise a ridere- Magari lei l’ha mandato al diavolo perché continuava a blaterare cosa assurde.
Sorrise anche Harumi, pensando che la cosa non era da escludersi.
-Ma perché gli altri sono usciti?- domandò un attimo prima di sbadigliare.
-In realtà non me lo ricordo…- rispose Tegoshi-…credo sia stato perché Keii-chan voleva fare un bagno. Non ci sto molto con la testa in questo momento!- aggiunse ridacchiando.
Harumi si voltò a guardarlo, aveva gli occhi lucidi e le guance arrossate per l’acool. In quel momento pensò che era davvero bello, con i ciuffi di capelli che gli coprivano un po’ le iridi scure e quel neo sul lato sinistro delle labbra. Abbassò lo sguardo sulle sue mani: le mani erano una delle prime cose che guardava in un ragazzo e quelle di Yuya le piacevano tantissimo, poi lui portava sempre un polsino di pelle, un’altra cosa che la faceva impazzire.
Distolse lo sguardo, prima che i suoi pensieri divagassero eccessivamente e l’alcool le facesse fare cose che non avrebbe dovuto: in fondo non erano solo i ragazzi ad avere impulsi di un certo tipo.
-Che c’è?- chiese Tegoshi, che probabilmente aveva notato il suo imbarazzo.
-No niente…- rispose Harumi sistemandosi il solito ciuffo di capelli dietro l’orecchio. Sarebbe stato meglio per lei andare a dormire il prima possibile.
-Posso prendere l’acqua?- domandò il ragazzo all’improvviso.
Lei annuì; stava per girarsi e prendere la bottiglia, ma Tegoshi si allungò verso di lei, per prenderla lui; Harumi si trovò il suo corpo estremamente vicino, riusciva a sentire il suo profumo. Ma Yuya non prese la bottiglia, si girò verso di lei e la baciò.
Rimasero fermi, con le labbra semplicemente unite per qualche secondo; Haru sentiva i battiti del cuore rimbombarle nelle orecchie e quel dolce profumo inebriarla. Decise di non ascoltare tutte le assurde obiezioni che urlavano nella sua testa e di fare solo quello che si sentiva.
Si mosse leggermente verso di lui che allora le mise una mano dietro la schiena, attirandola a sé e spingendo con la lingua sulle sue labbra. Harumi la accolse subito, sentendola morbida e calda nella sua bocca, mentre la mano del ragazzo si insinuava sotto la maglietta, accarezzandole la pelle nuda; aveva un tocco forte ma dolce e le mani calde. Si mosse ancora contro di lui, avvolgendogli un braccio attorno al collo, mentre i respiri si confondevano, accelerando sempre di più.
Tegoshi iniziò a muoversi e a mettersi in piedi, portando Harumi con sé, continuando a baciarla senza interruzione. Si diresse lentamente verso la porta che comunicava con la stanza delle ragazze, senza separare le loro labbra, mentre il bacio si faceva di attimo in attimo sempre più coinvolgente. Quando la raggiunsero Yuya l’aprì quel tanto per farli passare, chiudendola quasi del tutto dietro di sé.
Harumi camminava all’indietro, facendosi guidare da lui e quando sentì la morbidezza di un futon sotto i suoi piedi prese Tegoshi per il colletto della maglietta trascinandolo in basso insieme a lei. Si stesero sul materasso, l’uno sopra l’altra, continuando a baciarsi, intrecciando le lingue, mordendosi dolcemente le labbra.
Quando finalmente si allontanarono per un attimo i loro occhi si incontrarono, i respiri affannosi. Anche se nella stanza era buio, Harumi vedeva le iridi di Yuya brillare e osservarla in ogni minimo dettaglio, mentre le passava lentamente una mano lungo il collo, provocandole brividi di piacere.
Tegoshi si abbassò verso quel punto, soffiando leggermente e mordendola con dolcezza.
-Sei sensibile sul collo, vero?- le sussurrò a fior di pelle e il gemito che sentì gli diede la risposta che voleva. Tornò a baciarla, salendo verso il mento e indugiando sulle labbra, leccandole in modo provocante.
Harumi sentiva la mente meravigliosamente sgombra e i brividi caldi che le percorrevano il corpo; allungò le mani sui fianchi di lui, sollevandogli la maglietta e insinuandole sotto di essa, accarezzando la pelle bollente. Era vagamente cosciente del modo in cui avrebbe potuto concludersi tutto ciò, forse ne era persino spaventata, ma sembrava non avere la forza e la coscienza per bloccare tutto, le stava piacendo troppo. Baciare Tegoshi era dannatamente meraviglioso.
All’improvviso sentì qualcosa sussurrato contro le sue labbra, ma non capì cosa le aveva detto il ragazzo e si allontanò un poco, chiedendogli di ripetere. Tegoshi si staccò del tutto, sdraiandosi accanto ad Harumi ma restando girato verso di lei e facendola girare a sua volta, in modo che si potessero guardare negli occhi.
-Credo di essere troppo ubriaco…se continuassi non riuscirei più a fermarmi…
Le mise un braccio attorno alla vita, attirandola a sé e stringendola forte, come se non volesse farla scappare. Appoggiò le labbra contro la sua fronte, respirando a fondo il suo profumo.
-Cosa hai detto prima?- chiese di nuovo Haru. Avvolse il ragazzo con le braccia, chiudendo gli occhi e sentendo la stanchezza farsi di nuovo strada dentro di lei.
Yuya le sollevò il mento con una mano, baciandola di nuovo, con dolcezza.
-Haru, sei sveglia?
La ragazza emise un debole gemito, per far capire che era ancora cosciente, anche se presto avrebbe ceduto al sonno.
-Mi piaci…- le sussurrò Tegoshi sulle labbra, un attimo prima di chiudere gli occhi.
no subject
Date: 2008-07-26 07:04 am (UTC)Voglio un altro capitolo posta posta!!!!!!!!!!!!!!
no subject
Date: 2008-07-26 10:03 pm (UTC)Mai fare incazzare il Sexy Osaka Man...ha ucciso per molto meno XDXD Povero Ryo puccy...lo stereotipiamo di brutto (beh dopo Sousuke non è che lui stesso abbia aiutato molto...è un po' un ometto dall'ego gonfiato ne!!!)
Comunque brava amour! MI raccomando ti prego da lunedi scrivi continua che io a furia di rileggere i primi 10 capitoli me lo sto imparando a memoria e potrei già farti delle citazioniXD
Zaozao
Pet
no subject
Date: 2008-07-29 04:08 am (UTC)apparte gli scherzi..DOBBIAMO AVERE I NUOVI CAPITOLIIII..
mhuahuahuahuah adesso non hai più scuse devi scrivere!!!XD
come sempre aspetto il seguito!!!(e intendiamoci..non il cap7 sai chiaro!XD)
anche se la riunione di ieri mi ha più che soddisfatto ciò non vuol dire che posso attendere ancora molto!XD..
io e la pet partiamo venerdì prossimo..vero che ce la fai!?!?!vero che ce la fai!?!?!vero che ce la fai!?!?!
XDDDDDDDDD ciao tata..raburabu*__*