Love Revenge
May. 20th, 2015 03:14 pmSono 2 mesi che non posto, mi faccio davvero schifo da sola, mi riprometto sempre di postare presto poi non ci riesco, chiedo umilmente scusa a chi mi sta leggendo sta volta non faccio nemmeno promesse di postare presto.
Intanto vi lascio questo capitolo, in cui si scoprirà una verità importante che cambierà molto nel rapporto di Jun e Sho in seguito.
Titolo: Love Revenge
Gruppo: Arashi + Kanjani
Genere: AU, Storico (vagamente fantasy)
Rating: R
Pairing: Sakumoto, Ohmiya accennato
Desclaimers: Non sono di mia proprietà, lo è solo la storia di cui mi fanno da protagonisti contro la loro volontà XD
Ringraziamenti: A Harin e Jinny che si sorbiscono i capitoli per mail e che mi aiutano con le ricerche XD
Note: Per una migliore lettura scaricare la MAPPA
Capitoli precedenti: Intro, Cap.1, Cap.2, Cap.3, Cap.4, Cap. 5, Cap.6, Cap.7, Cap.8, Cap.9, Cap.10, Cap.11, Cap.12, Cap.13, Cap.14, Cap.15, Cap.16, Cap.17, Cap.18, Cap.19, Cap.20
Capitolo 21
Dopo 3 giorni di viaggio arrivarono alle pendici della montagna, i cavalli erano esausti e anche loro non si erano presi molto tempo per riposare, trovarono quindi un posto riparato e nascosto, ed anche se poco più del primo pomeriggio si accamparono, Nino parlò con i suoi uomini e mandò alcuni di loro, probabilmente delle spie, a controllare la zona e a vedere quale strada intraprendere il mattino seguente. Sho invece decise di approfittarne per allenarsi, la foresta che circondava la montagna aveva una struttura molto diversa rispetto a quella che avevano attraversato fino a quel momento e Sho non riuscì a trovare una zona molto ampia dove allenarsi, i movimenti gli erano molto più impediti dalla vegetazione, ma quello poteva essere ulteriore prova per il suo allenamento. Chiuse gl’occhi e si concentrò sui rumori che lo circondavano, la brezza leggera tra le foglie, il cinguettio degl’uccelli, c’era una calma incredibile, riusciva a sentire ogni rumore, poteva sentire il suo stesso respiro, era talmente concentrato che la sua testa smise di pensare e rimase immobile per diversi minuti, finchè improvvisamente non sentì un lieve rumore, come un leggerissimo fruscio tra le foglie, aprì gl’occhi di scatto e si mise in guardia, intorno a lui però non c’era nessuno, girò su se stesso, scrutando tra la vegetazione, ma nulla, che si fosse sbagliato? Forse era stato semplicemente il vento, o forse…
-Jun?- chiamò nel silenzio, ma non ottenne nessuna risposta. “È assurdo” pensò, era stato solo il vento o forse un animale e nient’altro, con questa convinzione cominciò ad allenarsi.
Li aveva preceduti fino ai piedi della montagna, avevano cavalcato ininterrottamente per giornate intere, ma per Jun non era stato difficile stargli dietro, li aveva preceduti ed aveva perlustrato la zona, non avrebbero potuto usare il sentiero principale, ma Jun conosceva un altro sentiero, non sarebbe stato semplice da percorrere, era usato solo dagl’haris e da quando era bambino non lo aveva più usato, quindi non sapeva in che condizioni fosse, era quindi andato avanti per verificarne lo stato, aveva circa mezza giornata di distanza con loro, si era assicurato che il percorso fosse per lo meno riconoscibile e dove poté lo liberò da alcuni ostacoli, non si avvicinò però al villaggio ma lo percorse solo per metà, l’importante era che lo avessero trovato, poi sarebbero stati in grado di percorrerlo senza il suo aiuto. Quindi scese di nuovo lungo le pendici, lì trovò accampati più distante di quanto sperava dal sentiero, ma confidava che le spie del re lo trovassero con facilità. Controllò con attenzione dove fosse Sho, ma non lo vide, quindi si allontanò per cercarlo e lo trovò non molto lontano, stava immobile e in silenzio, quando improvvisamente si mise in guardia, Jun si nascose immediatamente in alto tra le fronde degl’alberi, rimase sorpreso di quella improvvisa reazione, poi lo sentì chiamarlo e il cuore cominciò a battergli veloce nel petto. Che si fosse accorto di lui? Non era possibile che lo avesse visto. Lo aveva forse sentito? Possibile che Sho era riuscito a raggiungere una concentrazione tale da essere riuscito a percepire il suo movimento, seppure solo per un istante?
Alla fine sembrò decidersi che si era sbagliato e cominciare ad allenarsi, Jun tornò allora ad osservarlo, era felice di vedere i miglioramenti che Sho stava facendo, ed anche quello che era successo poco prima, se si era accorto di quel movimento, voleva dire che stava riuscendo a concentrarsi come Jun aveva tentato di spiegargli. Sho ce la stava mettendo tutta per raggiungere ciò che voleva, ma lui invece? Più passava il tempo più era spaventato, non riusciva a capire cosa doveva fare e non solo con Sho, ma anche cosa sarebbe successo una volta arrivati al suo villaggio, sapeva quali erano le sue responsabilità quando era un bambino, ma ora era cresciuto, solo e lontano dalla sua gente, si sentiva quasi un estraneo e quella non la sentiva quasi più come casa sua nonostante lo fosse ed essere arrivati lì glielo ricordava con i suoi odori e i suoi rumori.
Rimase diverse ore lì ad osservarlo e a pensare, finchè non arrivò Satoshi a chiamarlo, dicendogli che era stata preparata la cena e che avrebbe dovuto mangiare qualcosa e riposarsi. Sho sembrò essere d’accordo con lui e si allontanarono insieme, anche Jun allora si allontanò, era arrivato il momento anche per lui di trovarsi qualcosa da mangiare e un posto dove avrebbe potuto riposare mantenendo tutto sotto controllo.
Le sue spie gli avevano portato un dettagliato resoconto della zona circostante, si erano spinte fino al sentiero principale dove avevano verificato che era sotto stretta sorveglianza di diverse guardie armate.
-Abbiamo trovato qualcosa però altezza- disse uno degl’uomini.
-Di che si tratta?- domandò.
-Un sentiero, non molto facile da percorrere, ma sembra che porti direttamente al villaggio- spiegò.
-Ed è utilizzabile?- chiese sperando in una risposta affermativa.
-Con qualche attenzione credo proprio di sì, però…-
-Però?- lo incitò il re.
-Sembra come se qualcuno avesse fatto in modo di farcelo trovare, sicuro quel sentiero non viene usato da parecchio tempo, ma sembra stato sommariamente ripulito per renderlo più visibile- precisò la spia.
-Capisco… bene allora lo useremo- decise Nino.
-Pensate sia saggio?- domandò l’uomo un po’ dubbioso.
-Non c’è nulla di cui preoccuparsi, sarà il percorso più sicuro- disse con tranquillità.
-Sì altezza- rispose, poi con un inchino si congedò.
L’atmosfera tra gli uomini era molto intima, se ne stavano tutti intorno al fuoco parlando e ridendo, mentre bevevano e mangiavano la carne arrostita di una fortunata caccia nella foresta, anche il re era seduto tra i suoi uomini e questo li rendeva fieri di essere stati scelti per quella missione. Sho e Satoshi parteciparono con piacere e bevvero parecchio insieme agli uomini, soprattutto Satoshi che sembrava non voler mai dire di no a un bicchiere di birra o di vino, tanto che stavano esaurendo tutta la scorta che si erano portati dietro.
Mentre l’atmosfera allegra teneva gli uomini occupati, compreso il principe, Nino si allontanò silenziosamente e lentamente si addentrò nel bosco da solo, quando fu abbastanza lontano da non essere sentito, ma ancora abbastanza vicino da poter vedere tra gli alberi la luce del fuoco dell’accampamento, si fermò.
Rimase in silenzio scrutando il buio della foresta senza però notare nulla, sembrava essere solo.
-Principessa so che ti nascondi qui intorno, ti devo parlare- disse cercando di attirare l’attenzione dell’haris che probabilmente non era lontano o forse lo stava già osservando, ma non ricevette nessuna risposta.
-Abbiamo trovato il sentiero, so che non è un caso, lo hai ripulito per farcelo trovare- insistette cercando di farlo uscire allo scoperto, ma il silenzio persisteva e forse stava davvero parlando al nulla.
-Quello che devo dirti riguarda il tuo villaggio e credo che tu voglia saperlo- un leggero sibilo tra le foglie fece girare Nino alla sua sinistra, mentre Jun in completo silenzio e in perfetta rapidità si posizionava esattamente alla sua destra, nascondendosi tra i rami degl’alberi.
Nino capì di aver attirato la sua attenzione ed era sicuro che fosse lì ora.
-Quello che è successo tra te e il principe ti ha fatto diventare così timido?- chiese cercando di provocarlo ad uscire allo scoperto, ma la disciplina di un haris andava oltre la sua provocazione.
-Ok, va bene, va bene- si arrese a dover parlare da solo come un cretino agl’alberi, - Non so cosa sia successo esattamente tra te e il principe, anche se posso immaginarlo dato che continua a darsi la colpa per averti fatto andar via-
Jun era sorpreso, non pensava che Sho si stesse dando la colpa della sua scomparsa, in realtà era lui che non si sentiva di affrontarlo in quel momento, troppo tormentato da quello che provava e dall’odio che lo aveva consumato per tanto tempo nella sua vita.
-Io penso che se sei ancora qui vuol dire che ci tieni davvero a lui, se quello che ti frena è l’odio che hai provato per anni, forse è il momento che tu sappia la verità-
Di che verità stava parlando? Lui era lì, aveva visto massacrare la sua famiglia, quale verità poteva esserci oltre quella a cui aveva assistito?
-Voi Haris avete sempre provocato timore da quando Zamìn e Ab sono entrati in conflitto, nonostante si mantenesse un ostilità per lo più verbale e non militare da anni, il timore che voi poteste schierarvi con noi spaventava Zamìn, che pur avendo l’appoggio dei Sabaku, sapeva qual’era la vostra potenza e le vostre capacità. E quando il re si ammalò, il timore crebbe anche tra la popolazione, un timore infondato e alimentato però da altri; mio padre voleva mantenere la pace per il nostro popolo e non avrebbe mai provato a chiedere il vostro appoggio per attaccare Zamìn. C’era però chi desiderava un potere più grande e quello non era di certo il padre di Sho- fece una pausa, poi continuò –Nobuyoshi era il primogenito, nato da un matrimonio precedente di suo padre, che però non era legittimato dalla corona, oltretutto Nobuyoshi aveva sempre avuto delle tendenze perverse e suo padre non si fidava di lui, cosa contraria invece per il figlio più piccolo, nato dal secondo matrimonio con la figlia di un alto dignitario reale. Nobuyoshi non accettò mai questo affronto di essere stato messo da parte per il secondo genito, ma suo fratello gli voleva bene e si fidava di lui, quindi lo fece diventare il suo consigliere più stretto, quando si ammalò fu Nobuyoshi a fare le sue veci insieme al consigliere Songa, in questa occasione cominciarono a girare le voci sulla vostra ribellione, su assurde idee di alleanza con Ab. Questa ovviamente era una chiara bugia-
-Pensaci! Chi è stato a guidare l’attacco al tuo villaggio?- chiese Nino.
Jun non poteva credere a quelle parole, aveva considerato da sempre quell’uomo come la persona che lo aveva salvato dalla morte.
-Il consigliere Songa ha macchinato tutto, ha convinto il re insieme a Nobuyoshi, che voi foste un pericolo per il regno ed ha guidato l’esercito che ha trucidato la metà della tua popolazione insieme alla tua famiglia-
Quello che Nino gli stava raccontando era sconvolgente per Jun, aveva sempre odiato il sovrano e suo figlio, voleva vendicare la sua famiglia, mentre senza saperlo aveva continuato ad aiutare coloro che gli avevano distrutto la vita.
-Questo forse è difficile da accettare ma… se lo hai sempre protetto, al di là del tuo desiderio di vendetta, forse hai sempre saputo che non era colpevole-
Sho non era colpevole e Jun se ne era convinto già da tempo, da quando aveva capito che proteggerlo era diventato più importante per lui, ma ora che l’odio era dissipato del tutto gli rimaneva solo un sentimento che ancora non sapeva spiegare.
Il mattino seguente cominciò una lunga marcia a piedi fino al sentiero che li avrebbe portati al villaggio.
-Questo sentiero…- disse tra se Sho, sembrava essere quello che gli aveva accennato Jun, ma come era possibile che fosse stato così semplice trovarlo?
-Il sentiero segreto degl’haris, perfetto no?- disse Nino affiancandolo, -Possiamo chiamarlo cosi non credi? O forse… potremmo chiamarlo il sentiero della principessa- lo stava stuzzicando e si divertiva un sacco.
-Ma come lo avete trovato?- domandò Sho non avendo capito il riferimento di Nino.
-Non lo abbiamo trovato, qualcuno ce lo ha fatto trovare- rispose Nino, -Pensaci un attimo vedrai che ci arrivi- lo prese in giro Nino vedendo la faccia sorpresa, ma evidentemente felice di aver avuto la certezza che Jun non se ne fosse mai andato per davvero.
Intanto vi lascio questo capitolo, in cui si scoprirà una verità importante che cambierà molto nel rapporto di Jun e Sho in seguito.
Titolo: Love Revenge
Gruppo: Arashi + Kanjani
Genere: AU, Storico (vagamente fantasy)
Rating: R
Pairing: Sakumoto, Ohmiya accennato
Desclaimers: Non sono di mia proprietà, lo è solo la storia di cui mi fanno da protagonisti contro la loro volontà XD
Ringraziamenti: A Harin e Jinny che si sorbiscono i capitoli per mail e che mi aiutano con le ricerche XD
Note: Per una migliore lettura scaricare la MAPPA
Capitoli precedenti: Intro, Cap.1, Cap.2, Cap.3, Cap.4, Cap. 5, Cap.6, Cap.7, Cap.8, Cap.9, Cap.10, Cap.11, Cap.12, Cap.13, Cap.14, Cap.15, Cap.16, Cap.17, Cap.18, Cap.19, Cap.20
Capitolo 21
Dopo 3 giorni di viaggio arrivarono alle pendici della montagna, i cavalli erano esausti e anche loro non si erano presi molto tempo per riposare, trovarono quindi un posto riparato e nascosto, ed anche se poco più del primo pomeriggio si accamparono, Nino parlò con i suoi uomini e mandò alcuni di loro, probabilmente delle spie, a controllare la zona e a vedere quale strada intraprendere il mattino seguente. Sho invece decise di approfittarne per allenarsi, la foresta che circondava la montagna aveva una struttura molto diversa rispetto a quella che avevano attraversato fino a quel momento e Sho non riuscì a trovare una zona molto ampia dove allenarsi, i movimenti gli erano molto più impediti dalla vegetazione, ma quello poteva essere ulteriore prova per il suo allenamento. Chiuse gl’occhi e si concentrò sui rumori che lo circondavano, la brezza leggera tra le foglie, il cinguettio degl’uccelli, c’era una calma incredibile, riusciva a sentire ogni rumore, poteva sentire il suo stesso respiro, era talmente concentrato che la sua testa smise di pensare e rimase immobile per diversi minuti, finchè improvvisamente non sentì un lieve rumore, come un leggerissimo fruscio tra le foglie, aprì gl’occhi di scatto e si mise in guardia, intorno a lui però non c’era nessuno, girò su se stesso, scrutando tra la vegetazione, ma nulla, che si fosse sbagliato? Forse era stato semplicemente il vento, o forse…
-Jun?- chiamò nel silenzio, ma non ottenne nessuna risposta. “È assurdo” pensò, era stato solo il vento o forse un animale e nient’altro, con questa convinzione cominciò ad allenarsi.
Li aveva preceduti fino ai piedi della montagna, avevano cavalcato ininterrottamente per giornate intere, ma per Jun non era stato difficile stargli dietro, li aveva preceduti ed aveva perlustrato la zona, non avrebbero potuto usare il sentiero principale, ma Jun conosceva un altro sentiero, non sarebbe stato semplice da percorrere, era usato solo dagl’haris e da quando era bambino non lo aveva più usato, quindi non sapeva in che condizioni fosse, era quindi andato avanti per verificarne lo stato, aveva circa mezza giornata di distanza con loro, si era assicurato che il percorso fosse per lo meno riconoscibile e dove poté lo liberò da alcuni ostacoli, non si avvicinò però al villaggio ma lo percorse solo per metà, l’importante era che lo avessero trovato, poi sarebbero stati in grado di percorrerlo senza il suo aiuto. Quindi scese di nuovo lungo le pendici, lì trovò accampati più distante di quanto sperava dal sentiero, ma confidava che le spie del re lo trovassero con facilità. Controllò con attenzione dove fosse Sho, ma non lo vide, quindi si allontanò per cercarlo e lo trovò non molto lontano, stava immobile e in silenzio, quando improvvisamente si mise in guardia, Jun si nascose immediatamente in alto tra le fronde degl’alberi, rimase sorpreso di quella improvvisa reazione, poi lo sentì chiamarlo e il cuore cominciò a battergli veloce nel petto. Che si fosse accorto di lui? Non era possibile che lo avesse visto. Lo aveva forse sentito? Possibile che Sho era riuscito a raggiungere una concentrazione tale da essere riuscito a percepire il suo movimento, seppure solo per un istante?
Alla fine sembrò decidersi che si era sbagliato e cominciare ad allenarsi, Jun tornò allora ad osservarlo, era felice di vedere i miglioramenti che Sho stava facendo, ed anche quello che era successo poco prima, se si era accorto di quel movimento, voleva dire che stava riuscendo a concentrarsi come Jun aveva tentato di spiegargli. Sho ce la stava mettendo tutta per raggiungere ciò che voleva, ma lui invece? Più passava il tempo più era spaventato, non riusciva a capire cosa doveva fare e non solo con Sho, ma anche cosa sarebbe successo una volta arrivati al suo villaggio, sapeva quali erano le sue responsabilità quando era un bambino, ma ora era cresciuto, solo e lontano dalla sua gente, si sentiva quasi un estraneo e quella non la sentiva quasi più come casa sua nonostante lo fosse ed essere arrivati lì glielo ricordava con i suoi odori e i suoi rumori.
Rimase diverse ore lì ad osservarlo e a pensare, finchè non arrivò Satoshi a chiamarlo, dicendogli che era stata preparata la cena e che avrebbe dovuto mangiare qualcosa e riposarsi. Sho sembrò essere d’accordo con lui e si allontanarono insieme, anche Jun allora si allontanò, era arrivato il momento anche per lui di trovarsi qualcosa da mangiare e un posto dove avrebbe potuto riposare mantenendo tutto sotto controllo.
Le sue spie gli avevano portato un dettagliato resoconto della zona circostante, si erano spinte fino al sentiero principale dove avevano verificato che era sotto stretta sorveglianza di diverse guardie armate.
-Abbiamo trovato qualcosa però altezza- disse uno degl’uomini.
-Di che si tratta?- domandò.
-Un sentiero, non molto facile da percorrere, ma sembra che porti direttamente al villaggio- spiegò.
-Ed è utilizzabile?- chiese sperando in una risposta affermativa.
-Con qualche attenzione credo proprio di sì, però…-
-Però?- lo incitò il re.
-Sembra come se qualcuno avesse fatto in modo di farcelo trovare, sicuro quel sentiero non viene usato da parecchio tempo, ma sembra stato sommariamente ripulito per renderlo più visibile- precisò la spia.
-Capisco… bene allora lo useremo- decise Nino.
-Pensate sia saggio?- domandò l’uomo un po’ dubbioso.
-Non c’è nulla di cui preoccuparsi, sarà il percorso più sicuro- disse con tranquillità.
-Sì altezza- rispose, poi con un inchino si congedò.
L’atmosfera tra gli uomini era molto intima, se ne stavano tutti intorno al fuoco parlando e ridendo, mentre bevevano e mangiavano la carne arrostita di una fortunata caccia nella foresta, anche il re era seduto tra i suoi uomini e questo li rendeva fieri di essere stati scelti per quella missione. Sho e Satoshi parteciparono con piacere e bevvero parecchio insieme agli uomini, soprattutto Satoshi che sembrava non voler mai dire di no a un bicchiere di birra o di vino, tanto che stavano esaurendo tutta la scorta che si erano portati dietro.
Mentre l’atmosfera allegra teneva gli uomini occupati, compreso il principe, Nino si allontanò silenziosamente e lentamente si addentrò nel bosco da solo, quando fu abbastanza lontano da non essere sentito, ma ancora abbastanza vicino da poter vedere tra gli alberi la luce del fuoco dell’accampamento, si fermò.
Rimase in silenzio scrutando il buio della foresta senza però notare nulla, sembrava essere solo.
-Principessa so che ti nascondi qui intorno, ti devo parlare- disse cercando di attirare l’attenzione dell’haris che probabilmente non era lontano o forse lo stava già osservando, ma non ricevette nessuna risposta.
-Abbiamo trovato il sentiero, so che non è un caso, lo hai ripulito per farcelo trovare- insistette cercando di farlo uscire allo scoperto, ma il silenzio persisteva e forse stava davvero parlando al nulla.
-Quello che devo dirti riguarda il tuo villaggio e credo che tu voglia saperlo- un leggero sibilo tra le foglie fece girare Nino alla sua sinistra, mentre Jun in completo silenzio e in perfetta rapidità si posizionava esattamente alla sua destra, nascondendosi tra i rami degl’alberi.
Nino capì di aver attirato la sua attenzione ed era sicuro che fosse lì ora.
-Quello che è successo tra te e il principe ti ha fatto diventare così timido?- chiese cercando di provocarlo ad uscire allo scoperto, ma la disciplina di un haris andava oltre la sua provocazione.
-Ok, va bene, va bene- si arrese a dover parlare da solo come un cretino agl’alberi, - Non so cosa sia successo esattamente tra te e il principe, anche se posso immaginarlo dato che continua a darsi la colpa per averti fatto andar via-
Jun era sorpreso, non pensava che Sho si stesse dando la colpa della sua scomparsa, in realtà era lui che non si sentiva di affrontarlo in quel momento, troppo tormentato da quello che provava e dall’odio che lo aveva consumato per tanto tempo nella sua vita.
-Io penso che se sei ancora qui vuol dire che ci tieni davvero a lui, se quello che ti frena è l’odio che hai provato per anni, forse è il momento che tu sappia la verità-
Di che verità stava parlando? Lui era lì, aveva visto massacrare la sua famiglia, quale verità poteva esserci oltre quella a cui aveva assistito?
-Voi Haris avete sempre provocato timore da quando Zamìn e Ab sono entrati in conflitto, nonostante si mantenesse un ostilità per lo più verbale e non militare da anni, il timore che voi poteste schierarvi con noi spaventava Zamìn, che pur avendo l’appoggio dei Sabaku, sapeva qual’era la vostra potenza e le vostre capacità. E quando il re si ammalò, il timore crebbe anche tra la popolazione, un timore infondato e alimentato però da altri; mio padre voleva mantenere la pace per il nostro popolo e non avrebbe mai provato a chiedere il vostro appoggio per attaccare Zamìn. C’era però chi desiderava un potere più grande e quello non era di certo il padre di Sho- fece una pausa, poi continuò –Nobuyoshi era il primogenito, nato da un matrimonio precedente di suo padre, che però non era legittimato dalla corona, oltretutto Nobuyoshi aveva sempre avuto delle tendenze perverse e suo padre non si fidava di lui, cosa contraria invece per il figlio più piccolo, nato dal secondo matrimonio con la figlia di un alto dignitario reale. Nobuyoshi non accettò mai questo affronto di essere stato messo da parte per il secondo genito, ma suo fratello gli voleva bene e si fidava di lui, quindi lo fece diventare il suo consigliere più stretto, quando si ammalò fu Nobuyoshi a fare le sue veci insieme al consigliere Songa, in questa occasione cominciarono a girare le voci sulla vostra ribellione, su assurde idee di alleanza con Ab. Questa ovviamente era una chiara bugia-
-Pensaci! Chi è stato a guidare l’attacco al tuo villaggio?- chiese Nino.
Jun non poteva credere a quelle parole, aveva considerato da sempre quell’uomo come la persona che lo aveva salvato dalla morte.
-Il consigliere Songa ha macchinato tutto, ha convinto il re insieme a Nobuyoshi, che voi foste un pericolo per il regno ed ha guidato l’esercito che ha trucidato la metà della tua popolazione insieme alla tua famiglia-
Quello che Nino gli stava raccontando era sconvolgente per Jun, aveva sempre odiato il sovrano e suo figlio, voleva vendicare la sua famiglia, mentre senza saperlo aveva continuato ad aiutare coloro che gli avevano distrutto la vita.
-Questo forse è difficile da accettare ma… se lo hai sempre protetto, al di là del tuo desiderio di vendetta, forse hai sempre saputo che non era colpevole-
Sho non era colpevole e Jun se ne era convinto già da tempo, da quando aveva capito che proteggerlo era diventato più importante per lui, ma ora che l’odio era dissipato del tutto gli rimaneva solo un sentimento che ancora non sapeva spiegare.
Il mattino seguente cominciò una lunga marcia a piedi fino al sentiero che li avrebbe portati al villaggio.
-Questo sentiero…- disse tra se Sho, sembrava essere quello che gli aveva accennato Jun, ma come era possibile che fosse stato così semplice trovarlo?
-Il sentiero segreto degl’haris, perfetto no?- disse Nino affiancandolo, -Possiamo chiamarlo cosi non credi? O forse… potremmo chiamarlo il sentiero della principessa- lo stava stuzzicando e si divertiva un sacco.
-Ma come lo avete trovato?- domandò Sho non avendo capito il riferimento di Nino.
-Non lo abbiamo trovato, qualcuno ce lo ha fatto trovare- rispose Nino, -Pensaci un attimo vedrai che ci arrivi- lo prese in giro Nino vedendo la faccia sorpresa, ma evidentemente felice di aver avuto la certezza che Jun non se ne fosse mai andato per davvero.
no subject
Date: 2015-05-27 08:20 am (UTC)Pure io dovrei postare...prima dovrei scrivere... ahahah
ma veniamo al capitolo.
finalmente Sho sta diventando sempre più bravo e riesce pure a captare Jun!
Nino che parla nella foresta, apparentemente da solo, come un cretino mi ha fatto morire.
Jun lo sa da sempre nel suo cuoricino che Sho è bravo e non centra e non sa spiegarsi quel sentimento che prova per il principe. E' Ammore Jun! Ammoreeeeee!!!!!
Ne voglio ancoraaaaa
no subject
Date: 2015-06-01 06:25 am (UTC)Le cose si stanno evolvendo e Jun dopo quello che gli ha detto Nino dovrà fare i conti con quello che prova.
Nel prossimo capitolo ci sarà anche una new entry interessante.
Ps: betty dannazione scrivi!!!!!!
no subject
Date: 2015-06-01 12:19 pm (UTC)-Questo forse è difficile da accettare ma… se lo hai sempre protetto, al di là del tuo desiderio di vendetta, forse hai sempre saputo che non era colpevole-
Nino, TI AMO, perché sai sempre cosa è giusto e cosa è sbagliato. <3
Sono sfacciata se chiedo ANCORA? :D
Ancora! E Jun esci allo scoperto! Muoviti!
no subject
Date: 2015-06-01 01:01 pm (UTC)E sì Jun deve prendere una decisione ormai e presto si vedrà che deciderà, mancano ancora un paio di capitoli, perchè il riincontro vero e proprio tra Jun e Sho lo devo scrivere ancora. Sono terribilmente lenta =____=
Nino spesso e volentieri mi viene il personaggio migliore e pensare che all'inizio non lo sapevo gestire per niente XD