[ Brand New Season pt.2 ]
Aug. 28th, 2008 12:36 amDato che ho appena finito di vedere Heroes in tv ;_; posso postare senza distrazioni XDD. Questa parte mi piace di più rispetto alla prima ç_ç forse perchè l'ho scritta leggermente meglio XDD.
Non so che altro scrivere XD quindi posto *_*''
Titolo: Brand New Season
Fandom: Kis-My-Ft2
Genere: Angst XDD
Raiting: NC-17
Pairing: HiroSuke <3
Desclaimers: Hiro e Taisuke non mi appartengono e blablabla <3.
Summary: Dopo un brutto incidente ;_; Hiro ha perso la memoria così lo hanno spedito in un'altra città XDD (si, sono proprio brava a fare i riassunti XDD)
Non so che altro scrivere XD quindi posto *_*''
Titolo: Brand New Season
Fandom: Kis-My-Ft2
Genere: Angst XDD
Raiting: NC-17
Pairing: HiroSuke <3
Desclaimers: Hiro e Taisuke non mi appartengono e blablabla <3.
Summary: Dopo un brutto incidente ;_; Hiro ha perso la memoria così lo hanno spedito in un'altra città XDD (si, sono proprio brava a fare i riassunti XDD)
"Fa' attenzione Hiromitsu, chiama quando arrivi"
Sua "madre" gli aveva dato mille avvertenze, come se fosse un bambino!
Non aveva fatto altro che dire: "Stai attento Hiro", "Non parlare con nessuno in treno" e blablabla, aveva perso la memoria ma non era mica scemo.
Adesso doveva solo cercare di ricordarsi dove andare, perchè erano comunque passati 5 anni dall'ultima volta che era stato in quella città e non aveva la più pallida idea di dove dovesse andare. Vagare per la stazione nella speranza che qualcuno lo avrebbe aiutato, era una buona idea? Tra l'altro uno dei suoi vecchi amici, Totsuka Shota, doveva andarlo a prendere e non ne vedeva manco l'ombra.
Considerando il rapporto che avevano prima dell'incidente, era sicuro che non gli avrebbe chiuso il telefono nè tanto meno che lo avrebbe lasciato vagare per Kanagawa senza un posto dove dormire.
Forse doveva girare da qualche parte, almeno dalla stazione era riuscito ad uscire anche se non sapeva dove fosse.
Mentre vagava senza una meta precisa, sempre intorno al luogo in cui si trovava, qualcuno gli venne addosso.
"S-scusa...mi"
Uhm, quella voce...
"Ne, Hiro?"
Era lui, vero? La voce era la stessa, avrebbe riconosciuto il suo incubo fra mille!
Si voltò di scatto ritrovandosi davanti...il ragazzo della foto? Non poteva confonderlo con qualcun altro, appena lo aveva visto, qualcosa nella sua mente era scattato, tanto da portarlo a dargli una certa sicurezza sul fatto che fosse proprio quella persona.
Hiromitsu era rimasto a fissarlo per qualche istante, perché non si ricordava completamente di lui?
Perché l’unica cosa che riusciva a ricordare, era solo quel pezzo di frase, che era sicuro facesse parte di tutto un discorso.
“S-stai bene?”
Non sapeva come rispondergli, era talmente confuso ed in stato di shock che a malapena riusciva a respirare. Che gli avrebbe dovuto dire? “Oh ciao, non mi ricordo di te ma la tua voce mi tormenta ogni notte?”, non credeva che fosse la cosa giusta da dire ad una persona che neanche conosceva alla fine.
Forse il loro rapporto non era stato profondo come pensava, no? Se non aveva nessun ricordo di lui, era probabile che non fosse stata una persona importante nella sua vita. Si sarebbe convinto che fosse davvero così se solo non avesse sognato la sua voce per notti intere.
E poi c’era stata la sensazione che aveva provato nell’accarezzare la sua foto, nel vedere il suo sorriso, non era normale che sentisse delle labbra sulle sue solo vedendo una semplice foto, ne era sicuro. Almeno di quello.
“S-si, non volevo finirti addosso, mi dispiace”
“Ti sono finito addosso io, dovrei essere quello che si scusa”
Chissà perché, ma aveva la sensazione che alla persona di fronte a lui, non andasse molto di scambiare due parole.
Se davvero si conoscevano, se davvero avevano condiviso qualcosa nel passato, era giusto che gli chiedesse aiuto, no? Hiromitsu voleva sapere solo cos’era successo tra loro, cosa avevano fatto o cosa poteva avergli detto, non ricordava niente se non quel minuscolo pezzo di dialogo.
Lo vide inchinarsi educatamente prima di riprendere a camminare verso il luogo in cui era diretto prima di finirgli addosso, non poteva lasciarlo sparire a quel modo, aveva bisogno di risposte e lui avrebbe potuto dargliele!
Hiro aveva notato una catena con un ciondolo, un ciondolo fatto a T, probabilmente l’iniziale del suo nome, avrebbe solo dovuto sforzarsi un po’ e sperare di indovinare il suo nome.
“T..”
Ta…escludeva Takashi, non aveva la faccia da Takashi lui, eppure doveva aver pronunciato il suo nome tante altre volte, se lo sentiva, quindi perché se ci pensava, vedeva solo un buco nero? Sembrava che qualcuno gli avesse cancellato i ricordi, specialmente quelli legati a quel ragazzo, come mai il suo cervello si rifiutava di dargli anche un solo indizio?
Perché non riusciva a ricordarsi nulla di nulla? Eppure ce lo aveva davanti, più o meno visto che si stava allontanando.
“TA-TAISUKE!”
Era sicuro che fosse quello il suo nome, non sapeva cosa lo rendesse così tanto convinto, forse era quello strano formicolio allo stomaco a dargli quella convinzione? Aveva come avuto un flash di pochi attimi, era stato come se si fosse rivisto mentre lo chiamava, mentre faceva uscire il suo nome dalle labbra. Adesso sperava solo che l’altro si voltasse e fermasse il proprio cammino, in caso opposto, avrebbe sbattuto la testa contro un muro per aver fallito il suo intento.
Sembrava che il ragazzo lo avesse sentito davvero.
Poteva vederlo voltarsi prima con la testa e poi con tutto il resto del corpo, rimanendo fermo dov’era però.
Pareva spaventato, o almeno Kitayama credeva che lo fosse, senza sapere neanche il motivo per cui avesse quell’impressione; da quando lo aveva visto, aveva cominciato ad avere sensazioni strane, come se fossero connessi tra loro.
Decise di raggiungerlo prima che cambiasse idea e riprendesse il suo cammino. Si avvicinò in un attimo, che gli era sembrato decisamente troppo lungo e dopo si perse negli occhi dell’altro…non riusciva a distogliere lo sguardo.
“E’-è il tuo nome, vero?”
“Hiro…”
Quindi lo conosceva, aveva detto il suo nome!
Sapeva che tornare a Kanagawa dopo cinque anni, avrebbe portato a qualcosa di buono, avrebbe potuto sapere quello che era successo, come aveva avuto quell’incidente, cosa c’era stato tra loro, avrebbe colmato tutto il vuoto che c’era nella sua mente.
Però Taisuke gli sembrava ancora spaventato, a Hiromitsu stava venendo il dubbio di avergli fatto qualcosa d’atroce, perché da come lo guardava, non credeva di essere stato propriamente buono con lui. Magari prima dell’incidente non si sopportavano?
Però aveva un anello in quella scatola e una sua foto, quindi dubitava che lo avesse mai odiato in prima persona, forse lo aveva fatto soffrire tradendolo, per quanto si ricordava, aveva sempre avuto l’abitudine di giocare coi sentimenti della gente e dormire un po’ con chiunque gli capitasse a tiro.
“Quindi ti ricordi di me, sono contento”
E stranamente lo era sul serio, aveva avuto il timore che, una volta incontrato il ragazzo della voce, lui non si sarebbe ricordato della sua esistenza.
Dio, era là, davanti a lui, molto più bello di quello che ricordava tramite la foto che aveva con sé, se l’era portata dietro anche in quel viaggio, gliel’avrebbe potuta mostrare? Poteva essere utile in fondo. Aveva voglia di toccargli il viso, come se facendo così, potesse rendersi sul serio conto che ce lo aveva davanti. Per settimane aveva solo ricordato la sua voce, per giorni aveva visto solo quell’inquietante ombra nera che gli parlava, gli sembrava quasi irreale che fosse lì.
“Possiamo andare a parlare da qualche parte?
Ho tante di quelle cose da chiederti…”
Probabilmente sembrava piuttosto patetico, ma la faccia di Taisuke, gli faceva strano pensarlo associandolo ad un nome, lasciava trapelare il fatto che fosse poco incline a parlargli, oltretutto non aveva detto una sola parola da quando gli si era avvicinato.
Sarebbe stato difficile ottenere uno sguardo meno freddo?
Gli voleva parlare, dopo cinque anni in cui era sparito? Non ricordandosi neanche della sua esistenza poi.
Credeva sul serio che bastasse tornare là ed ottenere tutto quello che gli mancava? Usualmente Taisuke era una persona che dava l’anima per far star bene gli altri, per far passare qualunque cosa alle persone a cui voleva bene, ma con Hiromitsu non poteva riuscirci. Si sentiva ancora così arrabbiato e deluso, che aveva la sensazione di avere ancora 15 anni, rivederlo gli aveva fatto più male di quanto credesse, si era sempre chiesto come avrebbe reagito il suo cuore nel rivederlo,ma mai era arrivato a pensare che potesse stare così male. Così tanto che gli mancava il respiro.
Per anni aveva pensato a lui di nascosto.
Per anni aveva aperto quella scatola che teneva nell’armadio, lontana dagli occhi di tutti, solo per rivedere il suo volto, il volto che ricordava almeno.
Per anni aveva anche provato a dimenticarlo, a fare finta che in fondo, se non lo aveva riconosciuto, probabilmente non lo avrebbe mai più cercato. E invece cos’era successo? Hiromitsu stava là, curioso di sapere quello che gli era successo, tra tutte le persone doveva per forza incontrare lui?
“C’è una piccola pasticceria qua vicino, ci sono anche dei tavoli, potremmo andare là”
Anche se avrebbe preferito un pugno sullo stomaco piuttosto che stare a rispondere alle sue domande.
Non era mai stato un tipo bravo nel controllare le proprie emozioni e sapeva che se l’altro avesse toccato il loro rapporto, si sarebbe lasciato andare in un qualche modo.
Gli avrebbe potuto gridare tutta la sua rabbia ed amarezza per non averlo riconosciuto.
Gli avrebbe potuto pure gettare le braccia attorno al collo e dirgli quanto fosse contento di vederlo.
Ma sperava di potersi controllare, semplicemente non poteva permettersi il lusso di ricadere tra le braccia di Kitayama, per quanto sentisse di amarlo ancora comunque.
Si incamminarono silenziosamente verso quella piccola pasticceria e a Taisuke sembrava strano il fatto di stare in silenzio in presenza di Hiro. Quando stavano insieme non succedeva mai, lui parlava in continuazione provocando dei gran mal di testa all’altro, però alla fine gli diceva sempre che non gli importava perché poteva sentire la sua voce.
Avrebbe voluto chiedergli se proprio non si ricordava nulla di lui, a parte il nome.
“E’ carino qua”
“Già…”
Era stato dentro quel posto per quasi un mese, ogni giorno andava là e si fissava sui treni che arrivavano, con la speranza di rivedere la figura di Hiromitsu farsi strada tra la gente. Era stato davvero uno stupido a 15 anni, ma che ci poteva fare? Voleva solo che il suo Hiro tornasse da lui e gli dicesse di ricordarsi tutto, che gli dicesse di aver finalmente ricordato cosa avevano passato insieme. Quando aveva capito che stare in quel luogo non gli avrebbe mai permesso di rivederlo, aveva smesso di stare là a fissare fuori dalla finestra, probabilmente il suo era un modo per evitare di vedere come stavano le cose, stare fermo lì a fissare i treni gli dava la falsa speranza che forse, lui e Hiromitsu sarebbero stati insieme per sempre. Se solo l’altro fosse mai tornato.
“Ci vieni spesso?”
“No, solo quando capita”
Era sicuro di sembrare anche abbastanza freddo, ma faceva solo bene a proteggersi, giusto? Se avesse abbassato la guardia, avrebbe permesso a Kitayama di rientrare nella sua vita ed era l’ultima cosa che voleva. Ci aveva messo cinque anni per accantonare il dolore per la sua perdita.
Cinque anni in cui aveva pianto.
In cui si era chiesto perché non lo avesse riconosciuto.
E poi decideva di tornare a quel modo spezzandogli il cuore ancora una volta. Perché quando gli era andato addosso in stazione, Taisuke aveva sentito il suo cuore rompersi.
“Non ti va molto di parlare con me, eh?
Devo essere stato proprio uno stronzo se mi parli così freddamente”
Glielo disse con un sorriso amaro sulle labbra, come se ci fosse rimasto male per il suo comportamento. Che si aspettava? Che gli dicesse: “Ero il tuo ragazzo ma non mi hai riconosciuto, è una cosa che succede”?
Non funzionavano così le cose, non per lui, per quanto buono fosse sul serio, riusciva a portare rancore come tutte le persone e per Hiro ne sentiva davvero tanto.
Quel giorno, in ospedale, si era sentito morire, si era chiesto se per lui contasse sul serio dato che non sapeva neanche chi avesse di fronte. Era normale che ce l’avesse con lui.
“E’…è più complicato di questo”
“Che vuoi dire?”
Taisuke sospirò, alzando per la prima volta lo sguardo verso di lui, per tutto il tempo aveva fissato le proprie mani, anche mentre gli rispondeva.
Vedere i suoi occhi dopo tanto tempo, gli aveva provocato un piccolo sussulto, quanto aveva voluto rivederli?
Quante volte aveva pensato a Hiromitsu in quegli anni?
Una parte di sé voleva solo dirgli che era contento di rivederlo, che voleva aiutarlo a ricordare tutto per poi tornare insieme, ma quella più razionale gli diceva di stare in silenzio e di non lasciarsi trasportare da quello che sentiva.
“Quando hai avuto quell’incidente, io sono stato il primo a poterti vedere, sai? Ero così preoccupato per te, credevo di averti perso e…e non volevo.
Quando Totsu mi ha telefonato per dirmi che eri in ospedale, avevo come l’impressione che tutto sarebbe andato male”
“Conosci anche Totsu?”
“Uhm, me l’hai presentato tu”
Era il suo migliore amico e delle volte si aggregava a loro con qualche amica o roba simile, a Taisuke non dava poi fastidio, in fondo a lui piaceva parlare con gente nuova. Si ricordava che era stato lui a dirgli di andare per primo da Hiromitsu, gli aveva detto che sicuramente avrebbe avuto bisogno del suo Tai-chan, peccato che non sapesse chi fosse.
“I medici avevano detto che avresti recuperato la memoria entro un paio di mesi e lentamente ti sei ricordato i tutti, hai ricostruito la tua vita e poi sei partito”
“Ma perché non mi ricordo di te?”
“Non lo so, forse non ero importante quanto gli altri”
Chiederlo a lui era decisamente la cosa più sbagliata del mondo, era la stessa domanda che si faceva da cinque anni, teoricamente, avrebbe dovuto essere Kitayama quello a dirgli il perché non se lo ricordava.
Dire quella frase gli era costato, dirla a Goseki non gli aveva fatto così male, era come se dirla davanti a Hiromitsu potesse farla sembrare ancora più reale.
Abbassando lo sguardo di nuovo sulle proprie mani, le vide tremare.
Era stato un illuso a credere che non sarebbe stato male, che non avrebbe versato neanche una lacrima in sua presenza, perché non riusciva ad essere forte come voleva?
Quando sentì le mani di Hiromitsu avvolgere le sue, Taisuke alzò la testa di scatto, vedendolo con un’espressione preoccupata sul volto; perché lo guardava a quel modo?
“Io non credo che sia per quello, ho sognato la tua voce per notti intere prima di tornare qua.
Ho una scatola nel mio armadio contenente quello che avevo quando ho lasciato Kanagawa”
Una mano di Kitayama lasciò le sue per portarsi dentro un taschino della giacca che l’altro indossava, sembrava che stesse cercando qualcosa e, dall’espressione che lui aveva assunto, pareva essere parecchio importante.
Chissà che voleva dire col fatto che avesse sognato la sua voce, forse aveva cominciato a ricordarsi qualcosa anche di lui?
“Ecco, è un po’ sbiadita ma so che questo sei tu”
Aveva messo una foto sul tavolo, indicandogli un ragazzo col dito.
Taisuke alzò un sopracciglio prima di assecondarlo e guardare il punto indicato da Hiromitsu. Se la ricordava quella foto, l’aveva anche lui d’altronde, l’aveva scattata Goseki una volta che erano andati al mare, saltando la scuola. Lui aveva avuto la febbre per tutta la settimana ed i suoi genitori gli avevano proibito di uscire se non per andare a scuola, quando era arrivato là, Hiromitsu lo aveva trascinato via dicendogli che un po’ d’aria aperta gli avrebbe fatto bene, così erano andati al mare sul serio, insieme ad altre persone.
“E’ di cinque anni fa Hiro”
“Però sei tu, no?”
Lo guardava come se sperasse che gli dicesse di si, come se volesse per forza sentirsi dire che fosse lui quello della foto. Annuì alla sua domanda, continuando a fissare quella foto, ogni volta che rivedeva foto di quel periodo della sua vita, si chiedeva se sarebbe mai riuscito a sentirsi di nuovo così felice. Era stato contento si, ma mai felice seriamente.
All’improvviso, qualcosa di freddo venne a contatto con il dorso della sua mano e portò lo sguardo sulle dita di Kitayama, aveva un anello all’anulare, perché lo indossava ancora? Perché lo aveva proprio a quel dito?
“L’anello…”
“Era nella scatola insieme alla foto, quando me ne sono reso conto, lo avevo già al dito”
Taisuke tirò fuori dalla maglia una collana, con lo stesso anello attaccato, lo teneva così da quando Hiromitsu se n’era andato, pensava che sarebbe stato più vicino al suo cuore di quanto potesse farlo stando su un dito o dentro un cassetto. Hiro allungò una mano verso la sua collana, prendendo tra le dita l’anello, era uguale al suo, chissà se quel piccolo dettaglio gli avrebbe fatto ricordare qualcosa, a voce in fondo, non avrebbe saputo come dirglielo.
“Ho bisogno che mi aiuti a ricordare Taisuke”
“Perché?
Non ti va bene la tua vita attuale?”
“No, finchè non ricordo cos’ho vissuto con te”
I commenti sono sempre ben accetti ovviamente <33
Sua "madre" gli aveva dato mille avvertenze, come se fosse un bambino!
Non aveva fatto altro che dire: "Stai attento Hiro", "Non parlare con nessuno in treno" e blablabla, aveva perso la memoria ma non era mica scemo.
Adesso doveva solo cercare di ricordarsi dove andare, perchè erano comunque passati 5 anni dall'ultima volta che era stato in quella città e non aveva la più pallida idea di dove dovesse andare. Vagare per la stazione nella speranza che qualcuno lo avrebbe aiutato, era una buona idea? Tra l'altro uno dei suoi vecchi amici, Totsuka Shota, doveva andarlo a prendere e non ne vedeva manco l'ombra.
Considerando il rapporto che avevano prima dell'incidente, era sicuro che non gli avrebbe chiuso il telefono nè tanto meno che lo avrebbe lasciato vagare per Kanagawa senza un posto dove dormire.
Forse doveva girare da qualche parte, almeno dalla stazione era riuscito ad uscire anche se non sapeva dove fosse.
Mentre vagava senza una meta precisa, sempre intorno al luogo in cui si trovava, qualcuno gli venne addosso.
"S-scusa...mi"
Uhm, quella voce...
"Ne, Hiro?"
Era lui, vero? La voce era la stessa, avrebbe riconosciuto il suo incubo fra mille!
Si voltò di scatto ritrovandosi davanti...il ragazzo della foto? Non poteva confonderlo con qualcun altro, appena lo aveva visto, qualcosa nella sua mente era scattato, tanto da portarlo a dargli una certa sicurezza sul fatto che fosse proprio quella persona.
Hiromitsu era rimasto a fissarlo per qualche istante, perché non si ricordava completamente di lui?
Perché l’unica cosa che riusciva a ricordare, era solo quel pezzo di frase, che era sicuro facesse parte di tutto un discorso.
“S-stai bene?”
Non sapeva come rispondergli, era talmente confuso ed in stato di shock che a malapena riusciva a respirare. Che gli avrebbe dovuto dire? “Oh ciao, non mi ricordo di te ma la tua voce mi tormenta ogni notte?”, non credeva che fosse la cosa giusta da dire ad una persona che neanche conosceva alla fine.
Forse il loro rapporto non era stato profondo come pensava, no? Se non aveva nessun ricordo di lui, era probabile che non fosse stata una persona importante nella sua vita. Si sarebbe convinto che fosse davvero così se solo non avesse sognato la sua voce per notti intere.
E poi c’era stata la sensazione che aveva provato nell’accarezzare la sua foto, nel vedere il suo sorriso, non era normale che sentisse delle labbra sulle sue solo vedendo una semplice foto, ne era sicuro. Almeno di quello.
“S-si, non volevo finirti addosso, mi dispiace”
“Ti sono finito addosso io, dovrei essere quello che si scusa”
Chissà perché, ma aveva la sensazione che alla persona di fronte a lui, non andasse molto di scambiare due parole.
Se davvero si conoscevano, se davvero avevano condiviso qualcosa nel passato, era giusto che gli chiedesse aiuto, no? Hiromitsu voleva sapere solo cos’era successo tra loro, cosa avevano fatto o cosa poteva avergli detto, non ricordava niente se non quel minuscolo pezzo di dialogo.
Lo vide inchinarsi educatamente prima di riprendere a camminare verso il luogo in cui era diretto prima di finirgli addosso, non poteva lasciarlo sparire a quel modo, aveva bisogno di risposte e lui avrebbe potuto dargliele!
Hiro aveva notato una catena con un ciondolo, un ciondolo fatto a T, probabilmente l’iniziale del suo nome, avrebbe solo dovuto sforzarsi un po’ e sperare di indovinare il suo nome.
“T..”
Ta…escludeva Takashi, non aveva la faccia da Takashi lui, eppure doveva aver pronunciato il suo nome tante altre volte, se lo sentiva, quindi perché se ci pensava, vedeva solo un buco nero? Sembrava che qualcuno gli avesse cancellato i ricordi, specialmente quelli legati a quel ragazzo, come mai il suo cervello si rifiutava di dargli anche un solo indizio?
Perché non riusciva a ricordarsi nulla di nulla? Eppure ce lo aveva davanti, più o meno visto che si stava allontanando.
“TA-TAISUKE!”
Era sicuro che fosse quello il suo nome, non sapeva cosa lo rendesse così tanto convinto, forse era quello strano formicolio allo stomaco a dargli quella convinzione? Aveva come avuto un flash di pochi attimi, era stato come se si fosse rivisto mentre lo chiamava, mentre faceva uscire il suo nome dalle labbra. Adesso sperava solo che l’altro si voltasse e fermasse il proprio cammino, in caso opposto, avrebbe sbattuto la testa contro un muro per aver fallito il suo intento.
Sembrava che il ragazzo lo avesse sentito davvero.
Poteva vederlo voltarsi prima con la testa e poi con tutto il resto del corpo, rimanendo fermo dov’era però.
Pareva spaventato, o almeno Kitayama credeva che lo fosse, senza sapere neanche il motivo per cui avesse quell’impressione; da quando lo aveva visto, aveva cominciato ad avere sensazioni strane, come se fossero connessi tra loro.
Decise di raggiungerlo prima che cambiasse idea e riprendesse il suo cammino. Si avvicinò in un attimo, che gli era sembrato decisamente troppo lungo e dopo si perse negli occhi dell’altro…non riusciva a distogliere lo sguardo.
“E’-è il tuo nome, vero?”
“Hiro…”
Quindi lo conosceva, aveva detto il suo nome!
Sapeva che tornare a Kanagawa dopo cinque anni, avrebbe portato a qualcosa di buono, avrebbe potuto sapere quello che era successo, come aveva avuto quell’incidente, cosa c’era stato tra loro, avrebbe colmato tutto il vuoto che c’era nella sua mente.
Però Taisuke gli sembrava ancora spaventato, a Hiromitsu stava venendo il dubbio di avergli fatto qualcosa d’atroce, perché da come lo guardava, non credeva di essere stato propriamente buono con lui. Magari prima dell’incidente non si sopportavano?
Però aveva un anello in quella scatola e una sua foto, quindi dubitava che lo avesse mai odiato in prima persona, forse lo aveva fatto soffrire tradendolo, per quanto si ricordava, aveva sempre avuto l’abitudine di giocare coi sentimenti della gente e dormire un po’ con chiunque gli capitasse a tiro.
“Quindi ti ricordi di me, sono contento”
E stranamente lo era sul serio, aveva avuto il timore che, una volta incontrato il ragazzo della voce, lui non si sarebbe ricordato della sua esistenza.
Dio, era là, davanti a lui, molto più bello di quello che ricordava tramite la foto che aveva con sé, se l’era portata dietro anche in quel viaggio, gliel’avrebbe potuta mostrare? Poteva essere utile in fondo. Aveva voglia di toccargli il viso, come se facendo così, potesse rendersi sul serio conto che ce lo aveva davanti. Per settimane aveva solo ricordato la sua voce, per giorni aveva visto solo quell’inquietante ombra nera che gli parlava, gli sembrava quasi irreale che fosse lì.
“Possiamo andare a parlare da qualche parte?
Ho tante di quelle cose da chiederti…”
Probabilmente sembrava piuttosto patetico, ma la faccia di Taisuke, gli faceva strano pensarlo associandolo ad un nome, lasciava trapelare il fatto che fosse poco incline a parlargli, oltretutto non aveva detto una sola parola da quando gli si era avvicinato.
Sarebbe stato difficile ottenere uno sguardo meno freddo?
Gli voleva parlare, dopo cinque anni in cui era sparito? Non ricordandosi neanche della sua esistenza poi.
Credeva sul serio che bastasse tornare là ed ottenere tutto quello che gli mancava? Usualmente Taisuke era una persona che dava l’anima per far star bene gli altri, per far passare qualunque cosa alle persone a cui voleva bene, ma con Hiromitsu non poteva riuscirci. Si sentiva ancora così arrabbiato e deluso, che aveva la sensazione di avere ancora 15 anni, rivederlo gli aveva fatto più male di quanto credesse, si era sempre chiesto come avrebbe reagito il suo cuore nel rivederlo,ma mai era arrivato a pensare che potesse stare così male. Così tanto che gli mancava il respiro.
Per anni aveva pensato a lui di nascosto.
Per anni aveva aperto quella scatola che teneva nell’armadio, lontana dagli occhi di tutti, solo per rivedere il suo volto, il volto che ricordava almeno.
Per anni aveva anche provato a dimenticarlo, a fare finta che in fondo, se non lo aveva riconosciuto, probabilmente non lo avrebbe mai più cercato. E invece cos’era successo? Hiromitsu stava là, curioso di sapere quello che gli era successo, tra tutte le persone doveva per forza incontrare lui?
“C’è una piccola pasticceria qua vicino, ci sono anche dei tavoli, potremmo andare là”
Anche se avrebbe preferito un pugno sullo stomaco piuttosto che stare a rispondere alle sue domande.
Non era mai stato un tipo bravo nel controllare le proprie emozioni e sapeva che se l’altro avesse toccato il loro rapporto, si sarebbe lasciato andare in un qualche modo.
Gli avrebbe potuto gridare tutta la sua rabbia ed amarezza per non averlo riconosciuto.
Gli avrebbe potuto pure gettare le braccia attorno al collo e dirgli quanto fosse contento di vederlo.
Ma sperava di potersi controllare, semplicemente non poteva permettersi il lusso di ricadere tra le braccia di Kitayama, per quanto sentisse di amarlo ancora comunque.
Si incamminarono silenziosamente verso quella piccola pasticceria e a Taisuke sembrava strano il fatto di stare in silenzio in presenza di Hiro. Quando stavano insieme non succedeva mai, lui parlava in continuazione provocando dei gran mal di testa all’altro, però alla fine gli diceva sempre che non gli importava perché poteva sentire la sua voce.
Avrebbe voluto chiedergli se proprio non si ricordava nulla di lui, a parte il nome.
“E’ carino qua”
“Già…”
Era stato dentro quel posto per quasi un mese, ogni giorno andava là e si fissava sui treni che arrivavano, con la speranza di rivedere la figura di Hiromitsu farsi strada tra la gente. Era stato davvero uno stupido a 15 anni, ma che ci poteva fare? Voleva solo che il suo Hiro tornasse da lui e gli dicesse di ricordarsi tutto, che gli dicesse di aver finalmente ricordato cosa avevano passato insieme. Quando aveva capito che stare in quel luogo non gli avrebbe mai permesso di rivederlo, aveva smesso di stare là a fissare fuori dalla finestra, probabilmente il suo era un modo per evitare di vedere come stavano le cose, stare fermo lì a fissare i treni gli dava la falsa speranza che forse, lui e Hiromitsu sarebbero stati insieme per sempre. Se solo l’altro fosse mai tornato.
“Ci vieni spesso?”
“No, solo quando capita”
Era sicuro di sembrare anche abbastanza freddo, ma faceva solo bene a proteggersi, giusto? Se avesse abbassato la guardia, avrebbe permesso a Kitayama di rientrare nella sua vita ed era l’ultima cosa che voleva. Ci aveva messo cinque anni per accantonare il dolore per la sua perdita.
Cinque anni in cui aveva pianto.
In cui si era chiesto perché non lo avesse riconosciuto.
E poi decideva di tornare a quel modo spezzandogli il cuore ancora una volta. Perché quando gli era andato addosso in stazione, Taisuke aveva sentito il suo cuore rompersi.
“Non ti va molto di parlare con me, eh?
Devo essere stato proprio uno stronzo se mi parli così freddamente”
Glielo disse con un sorriso amaro sulle labbra, come se ci fosse rimasto male per il suo comportamento. Che si aspettava? Che gli dicesse: “Ero il tuo ragazzo ma non mi hai riconosciuto, è una cosa che succede”?
Non funzionavano così le cose, non per lui, per quanto buono fosse sul serio, riusciva a portare rancore come tutte le persone e per Hiro ne sentiva davvero tanto.
Quel giorno, in ospedale, si era sentito morire, si era chiesto se per lui contasse sul serio dato che non sapeva neanche chi avesse di fronte. Era normale che ce l’avesse con lui.
“E’…è più complicato di questo”
“Che vuoi dire?”
Taisuke sospirò, alzando per la prima volta lo sguardo verso di lui, per tutto il tempo aveva fissato le proprie mani, anche mentre gli rispondeva.
Vedere i suoi occhi dopo tanto tempo, gli aveva provocato un piccolo sussulto, quanto aveva voluto rivederli?
Quante volte aveva pensato a Hiromitsu in quegli anni?
Una parte di sé voleva solo dirgli che era contento di rivederlo, che voleva aiutarlo a ricordare tutto per poi tornare insieme, ma quella più razionale gli diceva di stare in silenzio e di non lasciarsi trasportare da quello che sentiva.
“Quando hai avuto quell’incidente, io sono stato il primo a poterti vedere, sai? Ero così preoccupato per te, credevo di averti perso e…e non volevo.
Quando Totsu mi ha telefonato per dirmi che eri in ospedale, avevo come l’impressione che tutto sarebbe andato male”
“Conosci anche Totsu?”
“Uhm, me l’hai presentato tu”
Era il suo migliore amico e delle volte si aggregava a loro con qualche amica o roba simile, a Taisuke non dava poi fastidio, in fondo a lui piaceva parlare con gente nuova. Si ricordava che era stato lui a dirgli di andare per primo da Hiromitsu, gli aveva detto che sicuramente avrebbe avuto bisogno del suo Tai-chan, peccato che non sapesse chi fosse.
“I medici avevano detto che avresti recuperato la memoria entro un paio di mesi e lentamente ti sei ricordato i tutti, hai ricostruito la tua vita e poi sei partito”
“Ma perché non mi ricordo di te?”
“Non lo so, forse non ero importante quanto gli altri”
Chiederlo a lui era decisamente la cosa più sbagliata del mondo, era la stessa domanda che si faceva da cinque anni, teoricamente, avrebbe dovuto essere Kitayama quello a dirgli il perché non se lo ricordava.
Dire quella frase gli era costato, dirla a Goseki non gli aveva fatto così male, era come se dirla davanti a Hiromitsu potesse farla sembrare ancora più reale.
Abbassando lo sguardo di nuovo sulle proprie mani, le vide tremare.
Era stato un illuso a credere che non sarebbe stato male, che non avrebbe versato neanche una lacrima in sua presenza, perché non riusciva ad essere forte come voleva?
Quando sentì le mani di Hiromitsu avvolgere le sue, Taisuke alzò la testa di scatto, vedendolo con un’espressione preoccupata sul volto; perché lo guardava a quel modo?
“Io non credo che sia per quello, ho sognato la tua voce per notti intere prima di tornare qua.
Ho una scatola nel mio armadio contenente quello che avevo quando ho lasciato Kanagawa”
Una mano di Kitayama lasciò le sue per portarsi dentro un taschino della giacca che l’altro indossava, sembrava che stesse cercando qualcosa e, dall’espressione che lui aveva assunto, pareva essere parecchio importante.
Chissà che voleva dire col fatto che avesse sognato la sua voce, forse aveva cominciato a ricordarsi qualcosa anche di lui?
“Ecco, è un po’ sbiadita ma so che questo sei tu”
Aveva messo una foto sul tavolo, indicandogli un ragazzo col dito.
Taisuke alzò un sopracciglio prima di assecondarlo e guardare il punto indicato da Hiromitsu. Se la ricordava quella foto, l’aveva anche lui d’altronde, l’aveva scattata Goseki una volta che erano andati al mare, saltando la scuola. Lui aveva avuto la febbre per tutta la settimana ed i suoi genitori gli avevano proibito di uscire se non per andare a scuola, quando era arrivato là, Hiromitsu lo aveva trascinato via dicendogli che un po’ d’aria aperta gli avrebbe fatto bene, così erano andati al mare sul serio, insieme ad altre persone.
“E’ di cinque anni fa Hiro”
“Però sei tu, no?”
Lo guardava come se sperasse che gli dicesse di si, come se volesse per forza sentirsi dire che fosse lui quello della foto. Annuì alla sua domanda, continuando a fissare quella foto, ogni volta che rivedeva foto di quel periodo della sua vita, si chiedeva se sarebbe mai riuscito a sentirsi di nuovo così felice. Era stato contento si, ma mai felice seriamente.
All’improvviso, qualcosa di freddo venne a contatto con il dorso della sua mano e portò lo sguardo sulle dita di Kitayama, aveva un anello all’anulare, perché lo indossava ancora? Perché lo aveva proprio a quel dito?
“L’anello…”
“Era nella scatola insieme alla foto, quando me ne sono reso conto, lo avevo già al dito”
Taisuke tirò fuori dalla maglia una collana, con lo stesso anello attaccato, lo teneva così da quando Hiromitsu se n’era andato, pensava che sarebbe stato più vicino al suo cuore di quanto potesse farlo stando su un dito o dentro un cassetto. Hiro allungò una mano verso la sua collana, prendendo tra le dita l’anello, era uguale al suo, chissà se quel piccolo dettaglio gli avrebbe fatto ricordare qualcosa, a voce in fondo, non avrebbe saputo come dirglielo.
“Ho bisogno che mi aiuti a ricordare Taisuke”
“Perché?
Non ti va bene la tua vita attuale?”
“No, finchè non ricordo cos’ho vissuto con te”
I commenti sono sempre ben accetti ovviamente <33
no subject
Date: 2008-08-28 12:28 am (UTC)grazie mille per la velocità con cui hai postato il cap2!!!*_*
mè superfelice yatta!!! e tu che volevi smettere, sarei diventata molto violenta e a quel punto e ti avrei saccheggiato il Johnny's shop delle cose di Taipi a costo di farti scrivereXDDDDDD
ancora tanti complimenti, io ormai non sò più come dirtelo che mi piace un casino la storia e come scrivi..perciò scrivi!XDDDD
Dai Taipi, infondo tu sei buono fagli ricordare tutto come solo tu sai fareXDDDD e tu caro Mitsu ripigliati! sùsù che non c'è tempo da perdere..ricorda!!attiva i neuroni!!daiiiiiiXDD *sclera*
aspetto con mega ansia il cap3 e il restoXDDDDDD *non stà morendo di curiosità noooooooooooooooooooooooo*XDDDD
baci ja neeeeeeee!^_-
no subject
Date: 2008-08-28 12:16 pm (UTC)Quella è un opzione che tengo ancora in considerazione, sisi XDD cosa non si fa per Taisuke <3.
Tutti questi complimenti ogni volta ç__ç troppo gentile pure tu ç__ç grazie çOç
Basta che non lo picchiate più poverino XDD +lo patta+
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Date: 2008-08-28 12:52 am (UTC)appena ho visto che avevi postato il secondo capitolo mi sono catapultata a leggerlo!!
la storia si sta facendo davvero molto, molto interessante!
mi piace come scrivi! aspetto il continuo!!
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Date: 2008-08-28 12:14 pm (UTC)Troppo gentile ç__ç
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Date: 2008-08-28 04:49 pm (UTC)“No, finchè non ricordo cos’ho vissuto con te”
Awwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww
Ti prego aiutalo, lo vedi che stando vicino ricorda pian piano, taipi aiutalo aiutaloooooooooo
Posta postaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!
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Date: 2008-08-28 10:33 pm (UTC)Lì Hiro mostrava tutta la sua determinazione da seme <3 XD.
Si ricorderà tutto se Taisuke lo aiuta ç__ç già si ricorda il nome! XD
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Date: 2008-08-29 12:29 pm (UTC)Però l'ultima frase è troppo puccia >////<
Hiro, ricorda!
Tai, non abbandonarlo, aiutalo!
ç()ç
Ma guardi Heroes XDDD
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Date: 2008-08-29 12:50 pm (UTC)Hiro si vuole ricordare di Taisuke perchè è confuso su quello che prova ç__ç.
Grazie ç__ç +si prende i meriti lei XDD+
Hiro lo guardava anche come cane bastonato insomma ç__ç
Sii XDD a dire il vero ho già visto anche tutta la seconda stagione XDD
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Date: 2008-08-31 05:25 pm (UTC)E' normale lavorare e pensare a come andrà avanti la storia?
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Date: 2008-09-01 08:19 pm (UTC)Forse si ricorderà ç_ç forse no XD +scappa XD+ quanto sono perfida con le mie lettrici ç_ç XD
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Date: 2008-09-11 06:10 pm (UTC)