L'Estate dei miei 18 anni
Sep. 2nd, 2008 09:37 amEd eccomi di ritorno dai lidi adriatici....qui fa veramente un caldo assurdo!! a Cesenatico la sera e la mattina presto giravamo con la felpina >__< xò devo ammettere che non sarei resistita un altro giorno lontano dalla mia casuccia e dal mio pc XD
cmq, sono in Autocelebrazione Mode-on xkè ho appena guardato il video che ho fatto sui News con il dvd del tuor Pacific e anche se me lo dico da sola sono davvero un genio XD (modestia portami via!)
magari non ve ne frega niente, ma dovevo scriverlo da qualche parte XD
vabbuò, basta con l'autocelebrazione e posto il capitolo 7! dal prossimo capitolo la cosa diventerà decisamente Nc-17..uhuhuhuh
Harumi sentiva caldo sul viso e percepiva una forte luce che le batteva sulle palpebre chiuse. Né Arisa né Junko avevano chiuso le tende delle finestre prima di andare a letto; ma pensandoci, perché non l’aveva fatto lei? E soprattutto, come ci era finita a letto?
Si concentrò un secondo, per cercare di ricordarsi qualche evento della sera prima e i ricordi le invasero la mente come un fiume in piena. L’alcool, la festa, Tegoshi…la bocca di Tegoshi!
Il cuore prese a batterle furiosamente nel petto. Ultimamente succedeva troppo spesso.
“Dio. Ma sarà successo davvero? Adesso apro gli occhi e me lo sono sognato. In realtà sono venuta in camera ieri notte, sono crollata sul futon e ho sognato di baciare Tegoshi. Per forza. Però me lo ricordo troppo bene, sento ancora il suo respiro sul collo. Le sue labbra era troppo reali…ma anche troppo meravigliose per essere vere. Non posso averlo solo sognato. Non voglio averlo solo sognato”.
Fu in quel momento che decise si aprire gli occhi e muovendosi sentì di essere circondata da qualcosa. Si ritrovò faccia a faccia con il viso di Yuya, assopito accanto a lei, mentre la teneva ancora stretta da quando si erano addormentati abbracciati.
Allora non aveva sognato.
Harumi sorrise, posando le sue labbra su quelle del ragazzo e respirando profondamente, riconoscendo lo stesso profumo che l’aveva inebriata qualche ora prima. Ora era sicura. Si ricordava tutto quello che era successo, ogni dettaglio dal primo momento in cui le loro labbra si erano sfiorate. Solo una cosa non riusciva a rammentare: aveva l’impressione che Tegoshi le avesse detto qualcosa, prima che si addormentassero, ma non riusciva assolutamente a ricordare cosa. Però sapeva che era importante.
Scostò dolcemente il braccio del ragazzo che l’avvolgeva, avendo cura di non svegliarlo, e si mise a sedere. Guardò il suo viso addormentato per qualche istante, sforzando la memoria, ma senza risultati. Doveva rassegnarsi; sperava solo che le tornasse in mente presto.
Si alzò dal futon, pettinandosi i capelli con le mani, non avendo idea delle condizioni in cui potessero essere, poi si diresse verso la porta, che per tutta la notte era rimasta socchiusa.
Fece scorrere il pannello, non sapendo se mettersi a urlare o a ridere per lo spettacolo che le si presentò davanti.
La stanza, oltre ad essere disseminata delle bottiglie della sera prima, ora era disseminata anche di ragazzi sui 18 anni, completamente ubriachi e addormentati. Accanto a dove si trovava lei c’era Keiichiro, che dormiva in mutande, supino e con la bocca spalancata. Poco lontano si trovava Ryo, abbracciato a un cuscino e con una chiazza di bava vicino alla bocca. Dall’altra parte della stanza, Junko dormiva beata sotto un lenzuolo, con accanto Massu che si agitava nel sonno dicendo “Ne voglio ancora!”. E per finire c’era Toma sdraiato supino con le braccia aperte e sopra di lui Yamapi prono, sistemato sulla sua pancia, esattamente di traverso.
Harumi si guardò attorno, notando che mancava qualcuno all’appello. Traballante si diresse verso la porta, sentendo la testa girare e i postumi della sbronza iniziare a farsi sentire.
Poco dopo raggiunse il bagno, dove trovò Arisa abbracciata al water e Kato appoggiato con la schiena al mobiletto dietro di lei, entrambi ancora nel mondo dei sogni.
Decise che dopo tutto quello che aveva visto e il dolore alla testa, aveva assolutamente bisogno di un analgesico. E di qualcosa nello stomaco.
Andò in cucina, dove recuperò il medicinale che le serviva e mise a bollire l’acqua per il tè, mentre prendeva una delle merendine di Massu dalla dispensa.
Si sedette al tavolo, osservando le fiamme bluastre del fornello che danzavano sotto il bollitore. Adesso era sola ed era costretta a pensare. Si sentiva già più lucida di prima e pronta per tentare una prima analisi della situazione. Nell’arco di 12 ore aveva baciato due ragazzi e dormito con uno di loro. Però ad essere precisi in un caso era stata baciata, visto che Hiro le era praticamente saltato addosso. Ma il risultato non cambiava e in entrambi i casi non sapeva cosa fare. Il Sempai n’era andato senza dire nulla e avrebbe dovuto aspettare almeno fino a domani per vederlo, visto che quel giorno era di riposo. Il problema più imminente perciò era Tegoshi, anche se non sapeva se chiamarlo davvero problema. Per lei non lo era in realtà, si era resa conto che baciarlo per lei era tutt’altro che un problema. Ma per lui? D’altronde la sera prima avevano bevuto tantissimo tutti e due e Yuya non era molto lucido nel momento in cui l’aveva raggiunta di camera. Forse si era dimenticato gran parte di quello che era successo, o comunque aveva agito sotto effetto dell’alcool. Harumi non si pentiva di quello che era successo, ma lui?
Si prese la testa fra le mani, sentendo il mal di testa aumentare invece che diminuire.
-Come ti senti?
Haru alzò lo sguardo verso la porta, trovando Shige appoggiato allo stipite della stessa, con sguardo assonnato.
-Ohayou Onii-chan…- mormorò la ragazza sorridendo.
Kato le rispose con un altro sorriso- Che carino…mi piace sentirmi chiamare Onii-chan! Mi passi uno di quelli?- aggiunse indicando la scatola di analgesici sul tavolo.
Harumi la fece scivolare lungo tutta la superficie, fino a farla arrivare al ragazzo.
-Arigatou…- disse prendendo una pastiglia- Ti sei divertita ieri sera?
Lei annuì leggermente- Ma ho bevuto troppo…
Shigeaki si mise a ridere, prendendo una sedia e accomodandosi.
-Mia piccola e ingenua nee-chan…non mi riferivo all’alcool. Ma a te e Tego-chan teneramente abbracciati su un futon.
Se in quel momento Harumi avesse avuto in bocca qualcosa le sarebbe sicuramente andato di traverso.
-Ci…ci hai visti?
Kato annuì sornione- Ero venuto a controllare che nessun altro stesse male. Bastava già Arisa ad infestare il bagno. E ho trovato la stanza vuota e degli schiamazzi provenire dalla piscina. Poi mi sono accorto che la porta della vostra stanza era un po’ aperta, allora sono andato a controllare e vi ho visti. Eravate tremendamente carini.
Harumi si coprì il viso con le mani. Se li aveva visti Shige, poteva averli visti chiunque. Non bastava quello che era successo, adesso doveva pure essere di dominio pubblico.
-Ehi tranquilla Haru…- si affrettò a dire Kato vedendola preoccupata-…non lo dirò a nessuno!
Lei annuì, riappoggiando le mani sul tavolo e sospirando.
-Adesso che farai?- chiese di nuovo il ragazzo. Harumi pensò che neanche una sbronza e le sei del mattino riuscivano a far stare zitto Shige, quando aveva qualcosa da dire.
-Chi sceglierai dei due?
L’acqua sfrigolò violenta, schizzando fuori dal bollitore e Haru si alzò per spegnere il fuoco.
-Porca miseria Shi…chi dovrei scegliere? Non mi sembra che ci sia una lotta in corso per conquistarmi!
-Questo è quello che pensi tu. Mizushima, da parte sua, mi sembra che l’abbia già dimostrato…e anche Yuya…
Harumi scosse impercettibilmente la testa, versando l’acqua calda nelle tazze.
-Non credo…Tegoshi era ubriaco ieri sera…avrà fatto quello che ha fatto per divertirsi un po’…
Shige si alzò in piedi, affiancandola.
-Credo di conoscere bene Yuya e non è certo il tipo che si mette a baciare una ragazza solo perché è ubriaco. Anche se non era del tutto lucido, se l’ha fatto è perché aveva un motivo.
-Shi…smettila di voler vedere per forza qualcosa che non c’è. Forse hai ragione tu, come forse ho ragione io. Ma non posso iniziare a farmi illusioni per poi venire brutalmente delusa.
Kato non seppe cosa ribattere, così rimase in silenzio, osservando Haru che riappoggiava il bollitore e gli porgeva una tazza di tè.
-Grazie…- rispose lui prendendola e iniziando a sorbire lentamente il liquido caldo.
-Hai passato tutta la notte in bagno con Arisa?- domandò Harumi, tentando chiaramente di cambiare discorso.
Shige annuì.
-Non ha detto nulla di strano? Sai, quando è ubriaca ha la tendenza ad aprire troppo la bocca. Anche quando è sobria in realtà.
Si mise a ridere, mentre la faccia di Kato iniziava a diventare rossa.
-Non…non ha detto nulla di particolare…
La ragazza corrucciò le sopracciglia, scrutando il volto del ragazzo.
-Sicuro? Stanotte, quando sono venuta a vedere, sembravi sconvolto!
Shigeaki appoggiò bruscamente la tazza sul tavolo, girandosi dall’altra parte e passandosi una mano fra i capelli scompigliati.
-Si, sono sicuro- rispose freddamente- Adesso andiamo a svegliare gli altri.
Harumi annuì, bevendo ancora qualche sorso del suo tè e poi seguendo il ragazzo fuori dalla cucina.
Quando tornarono in camera, trovarono Tegoshi già in piedi, che tentava di svegliare Koyama. Gli occhi suoi e di Harumi si incontrarono e lui sorrise leggermente, ma la ragazza distolse lo sguardo. Si accucciò accanto a Ryo e iniziò a scuoterlo dolcemente, per svegliarlo.
Una volta che ebbero fatto alzare tutti, somministrando ad ognuno qualcosa per il mal di testa, iniziarono a fare un po’ di ordine nella stanza, dimenticandosi di Arisa ancora addormentata in bagno.
Passarono la giornata a fare il loro lavoro, ovviamente in condizioni molto meno favorevoli rispetto a quelle del giorno prima. Yuki si era domandata il perché di quel generale stato di malessere e stanchezza, ma avendo una certa idea aveva evitato di ricevere conferme. Se non altro nel caso sua sorella le avesse chiesto cosa combinava Harumi non avrebbe dovuto mentire.
La nipote dal canto suo aveva tentato per tutto il giorno di evitare Tegoshi, che al contrario cercava di restare da solo con lei e parlarle. Avevano dato il via a un gioco simile a “guardie e ladri”, in cui lui la braccava e lei fuggiva. E gli spettatori di tutto ciò erano parecchio esasperati ma anche divertiti. In realtà tutti quanti avevano visto i due ragazzi dormire insieme, ma sotto richiesta di Kato non avevano detto nulla, per non peggiorare la situazione.
Per fortuna poi Yuki aveva affidato un lavoro a Tegoshi che l’aveva costretto a restare in spiaggia per tutto il pomeriggio e Harumi aveva avuto un po’ di tregua. Si era messa a servire al bar insieme a Masuda e avevano passato lì il resto della giornata.
Arisa sbattè sul bancone il vassoio con il quale aveva appena portato dei drink ai clienti seduti ai tavoli in veranda.
-Mi domando perché debba mettermi a fare la cameriera anche qui! Come se non bastasse mia sorella a schiavizzarmi!
-Dai Ari-chan, lo sai che dobbiamo fare i turni!- le fece osservare Harumi asciugando i bicchieri che Massu stava lavando.
L’amica sospirò rassegnata, evitando di sporgere altre lamentele.
-Se non altro mancano poche ore per finire…è da un po’ che non vedo gli altri…- lo disse guardandosi attorno con aria ingenua, ma Harumi aveva capito benissimo che la frase era sottilmente riferita a lei.
-Cosa vuoi chiedermi Arisa?- domandò.
La ragazza sorrise soddisfatta- Dai Haru, lo sai anche tu che ieri sera vi ha visti tutto il mondo a te e Tego-chan!
-E quindi?
-E quindi voglio i dettagli!
Harumi appoggiò il bicchiere asciutto sul bancone e prese quello che Takahisa le stava porgendo, il quale tentava invano di non sembrare interessato alla conversazione.
-Come tutto il mondo ha potuto vedere, eravamo perfettamente vestiti, quindi non è successo nulla di illecito.
-Ma?
Harumi alzò gli occhi al cielo, cedendo miseramente agli occhioni curiosi che l’amica le stava mostrando.
-Ma ci siamo baciati.
-URRà!!
L’urlo che si sentì era composto da un po’ troppe voci e Harumi si guardò attorno per constatare chi ne fossero i proprietari.
Arisa, Masuda, Junko e Yamapi. Quando era arrivata tutta quella gente?
-Era ora!- esclamò Tomohisa andando dietro il bancone e scompigliando i capelli ad Harumi- Era davvero frustrante assistere ai continui sguardi che vi lanciavate tu e Yuya, senza fare nulla.
-Si, ma adesso non sembra che la situazione sia migliorata.- osservò Junko.
Haru annuì tristemente in direzione dell’amica e osservandola fare una cosa che lasciò tutti i presenti di sasso. Junko andò dietro il bancone e si diresse verso Massu, prendendogli il volto fra le mani e baciandolo.
Regnò il silenzio per venti secondi buoni, finché Arisa non iniziò a strillare puntando il dito indice verso i due.
-Vo..VOI!!
Harumi tentò di non mettersi a ridere- Vedo che la mia non è l’unica novità!
Junko annuì allegra, mentre Takahisa, che in pubblico riusciva solo a ingozzarsi, era arrossito violentemente.
-Suppongo che il misfatto sia successo questa notte…- osservò Yamapi che aveva l’aria di divertirsi immensamente con tutti quegli intrighi amorosi.
-No cioè, capiamoci…- iniziò Arisa che aveva smesso di balbettare e puntare il dito- Io ho passato una notte intera attaccata al cesso, con dietro un cerebroleso che non trovava altro da fare che illuminarmi circa sbronze e congeneri…mentre tutto il mondo se l’è spassata!
-Così la prossima volta impari a non attaccarti alla bottiglia di tequila!- le fece notare Harumi ridendo.
-E voi la prossima volta mi avvisate se decidete di dare il via a un’agenzia matrimoniale!
Alla fine della giornata Harumi si rifugiò nel magazzino dietro il bar, sedendosi per terra e appoggiando la schiena contro la superficie fresca del frigorifero. Prese una lattina di coca-cola e l’aprì, sorseggiando il liquido gassoso.
Per quanto sarebbe riuscita a sfuggire a Tegoshi? In realtà non era nemmeno sicura del motivo per cui lo stava facendo, forse aveva paura che parlandoci avrebbe scoperto quello che non voleva sapere: che per lui quella notte non aveva significato nulla. Mentre si stava accorgendo sempre di più che per lei era il contrario, che quel battito del cuore insistente stava cercando di dirle qualcosa.
-Mi piace…- mormorò a sé stessa, appoggiando la fredda lattina contro la fronte. Adesso era sicura.
Ci mise un po’ ad accorgersi della figura in piedi sulla porta, che la fissava. Era Tegoshi.
-Yu…- si bloccò, alzandosi in piedi e ammutolendo di fronte allo sguardo del ragazzo. Era terribilmente serio.
-Chi è che ti piace?
Lo disse quasi in tono accusatorio, socchiudendo leggermente gli occhi.
Harumi aprì la bocca, ma senza emettere alcun suono. Voleva dirglielo, voleva chiedergli se quello che era successo aveva significato qualcosa per lui. Ma lo sguardo che aveva in quel momento la stava spaventando.
-C’è una persona fuori…- disse Yuya, distogliendo la sguardo da lei- Sembra che abbia da dirti una cosa importante…
Harumi non capiva di cosa stesse parlando.
-Veramente io volevo…
-Vai- disse di nuovo lui, continuando a non guardarla- Prima che lui cambi idea.
Tegoshi uscì dalla stanza e Harumi lo seguì, percependo uno strano presentimento. Quando tornò dentro il bar trovò ad aspettarla quello che temeva.
Hiro era appoggiato al bancone, che la fissava con sguardo fermo e deciso. Haru si bloccò dov’era, guardando Tegoshi che a sua volta la fissava freddamente. Possibile che il Sempai gli avesse detto tutto?
-Rumi…- Hiro si avvicinò a lei, rimanendo però a una certa distanza. Lo stabilimento ormai aveva chiuso e gli unici presenti erano tutti gli altri ragazzi, che osservavano la scena in religioso silenzio.
Ad Harumi tutto questo dava l’aria di un annuncio ufficiale. Una annuncio che la terrorizzava.
-Mi dispiace per ieri…- continuò Hiro guardandola negli occhi- Ma ho riflettuto in queste ultime ore, e ho preso una decisione…
“Ti prego. Non dirlo. Non dirlo!!!”.
-Harumi…io conquisterò il tuo cuore. Costi quel che costi!
Le sembrò che calasse un silenzio ancora più grande di quello che già regnava nella stanza. Com’era possibile? Erano tutti già zitti, quindi com’era possibile? Forse era solo nella sua testa. Era nella sua testa che tutto si era azzittito.
Hiro non aggiunse altro, con un breve sorriso e un saluto uscì dal bar, scomparendo oltre la porta.
All’improvviso tutti gli altri iniziarono a parlare contemporaneamente, ma Harumi non li sentiva nemmeno. Quasi non si accorse neanche di Shige che le si era avvicinato, chiedendole preoccupato se si sentiva bene.
Harumi riusciva solo a tenere gli occhi fissi su Tegoshi…che non la stava più guardando.
no subject
Date: 2008-09-02 10:32 am (UTC)non puoi finire così *si dispera*
bentornata dalle vacanze, non vedevo l'ora di leggere il seguito, spero che la posterai presto perchè sto in ansia *__* voglio sapere cosa accadrà!!!
no subject
Date: 2008-09-02 11:43 am (UTC)per non dire di un certo capitolo 13!!!uhauhauhauhauah!!!
DEVO AVERLO A TUTTI I COSTI!!però sarebbe già un buon inizio avere il 12XDDDD
scherzo tata non ti voglio mettere fretta *fischia alzando gli occhi al cieloXDD*
bene, sai già cosa penso di questa ficci e credo che le mie numerose mail a riguardo ti abbiano già reso l'idea, quindi evito di scriverlo anche qui se no facciamo notteXDDD
ah! e mi raccomando, DEVO AVERE QUEL VIDEO!!!U_U
sono su msn, fammi un trillo quando ci sei^_-
ja ne!
no subject
Date: 2008-09-02 01:17 pm (UTC)Naturalmente sai che devo sapere cosa succederà ora sono troppo curiosa, quindi posta presto.
Ps: pure io voglio un amico come Shige ç______ç
no subject
Date: 2008-09-02 05:19 pm (UTC)e cmq si, Shige è l'amicone ideale! XD
"ti senti sola e depressa? acquista uno SHIGE, funziona meglio dei barbiturici!"
no subject
Date: 2008-09-02 05:22 pm (UTC)Il commento non è vincente come quello fatto prima che il pc esplodesse miseramente ma spero comprenda comunque quanto io amo la tua fanficcy anche se ultimamente ho la testolina tra le nuvole!
kisukisu