L'Estate dei miei 18 anni
Sep. 11th, 2008 10:40 amBene, ho appena finito di vedere la sesta puntata di Heroes (che bello stare a casa a far niente!) e devo dire che ho il talento naturale per appassionarmi a telefilm in cui non si capisce un cavolo se non alla fine (che poi non è neanche detto!) ma niente batterà LOST cmq! alla 4 serie sono più o meno al livello di comprensione della prima!
ma basta ciance, pubblico il capitolo 9! (mi sto avvicinando pericolosamente a finire i capitoli scritti...potrebbe essere un problema XD meglio che mi dia una mossa a scrivere!)
CAPITOLO 9
-Se litigare equivale a farsi rinchiudere qui dentro una notte intera…dovremmo farlo più spesso!- esclamò Yuya, giocherellando con una ciocca di capelli della ragazza sdraiata accanto a lui.
Harumi si mise a ridere- Non credo che Shige pensasse che la cosa si evolvesse fino a questo punto. Credo che nel suo immaginario il tutto corrispondesse a me e te seduti su due sdraio a confrontarci verbalmente.
-Direi che il tipo di confronto che abbiamo avuto sia stato decisamente più soddisfacente…- osservò Tegoshi, facendo scorrere un dito lungo il collo di Harumi- Anzi, i confronti…mi hai sfinito…- aggiunse ridacchiando.
-Non sono io quella che si è eccitata di nuovo solo perché le hanno sfiorato una gamba!- sottolineò lei.
-Ammetto la mia colpa…- rispose Yuya, posandole un bacio appena sotto l’orecchio, provocandole un brivido-…però anche tu cedi facilmente…
Harumi si mosse contro di lui, chiudendo gli occhi e assaporando il tocco di quelle labbra calde, mentre il ragazzo scendeva a baciarle la base del collo. Le mani di Tegoshi iniziarono a scorrere lungo la pancia di lei, insinuando pericolosamente le dita sotto il bordo dei pantaloncini.
-Non ci provare…- mormorò Harumi bloccandolo con una mano-..è già mattina e si presuppone che qualcuno venga a tirarci fuori di qui!
-Se non altro vedranno che abbiamo risolto le nostre divergenze..- rispose Yuya con un sorriso, togliendosi la maglietta e sistemandosi sopra la ragazza.
-Dai Yu…per favore!- lo supplicò Harumi cercando di non reagire alle sue insistenti carezze.
-Mi piace quando mi chiami “Yu”…- le sussurrò lui all’orecchio, leccandoglielo lentamente.
-E CHE CAZZO!!!
Harumi e Yuya si voltarono spaventati verso la porta del magazzino, trovando un Nishikido con la bocca spalancata e un Kato che si copriva gli occhi imbarazzato.
-COSA DIAVOLO STATE FACENDO????
-Buongiorno Ryo…- mormorò Tegoshi, piuttosto irritato per essere stato interrotto.
-Buongiorno un corno! Ma questi due non erano sul piede di guerra?- chiese il ragazzo rivolto a Shigeaki- Com’è che adesso li troviamo a fare ginnastica ricreativa??
-Bhè…non credevo che le cose si risolvessero fino a questo punto…- rispose Kato.
-Dovreste essere contenti!- intervenne Tegoshi con un gran sorriso- Se avessimo finito per ammazzarci a vicenda ci avreste avuti sulla coscienza!
-Per la serie “Fate l’amore, non la guerra”?- domandò Ryo sarcastico- Non sono venuto a lavorare in spiaggia per vedere gli altri fare quello che vorrei fare io!
Gli altri tre si voltarono a guardarlo basiti.
-Maniaco...- mormorò Harumi cercando di trattenere un sorriso.
-Pesantemente...- aggiunse Yuya.
-Ce ne andiamo?- chiese Shige che si sentiva sempre più in imbarazzo ogni secondo che passava.
-Volentieri!- rispose la ragazza- Devo proprio farmi una doccia dopo..
-Una notte di follie!- esclamò Tegoshi.
Ryo si girò a guardarlo in cagnesco- Smettila di rendere il mondo partecipe della tua vita sessuale! E METTITI ADDOSSO QUALCOSA DANNAZIONE!
Harumi uscì grondante dalla doccia e afferrò l'asciugamano appeso lì accanto. Lo avvolse attorno al corpo, frenando le goccioline che le scorrevano lungo la schiena.
Aveva davvero bisogno di una doccia dopo una nottata passata nel magazzino e dopo aver fatto...bhè, quello che aveva fatto!
Faceva ancora fatica a crederci, sembrava più che altro tutto un sogno, ma il ricordo di Yuya che la baciava e la toccava era fin troppo vivido nella sua mente. Percepiva le sensazioni di quella notta vibrare ancora nel suo corpo.
All'improvviso sentì un rumore provenire dall'anticamera del bagno: chi diavolo poteva essere? Si strinse più saldamente l'asciugamano addosso, poi si diresse verso la porta scorrevole e l'aprì, trovandosi davanti Junko e Arisa che la fissavano con sguardo indagatore.
-Non sapevo che amaste spiare la gente mentre fà la doccia!- osservò Harumi.
-Dopo quello che abbiamo saputo essere successo, l'essere spiata sotto la doccia è il minore dei tuoi problemi!- rispose sarcastica Arisa.
Harumi alzò gli occhi al cielo. Possibile che lo sapesse già tutto l'emisfero settentrionale?
-Non ditemi che…- iniziò a mormorare, sapendo fin troppo bene chi fosse l’autore di questa divulgazione di informazioni.
-Esatto!- rispose Arisa sorridendo- Nishikido-kun ha passato i venti minuti in cui ti stavi facendo la doccia a svegliare tutti e a raccontare gli atteggiamenti poco equivocabili in cui vi trovavate tu e Tego!
-Come amiche abbiamo il sacrosanto diritto di essere informate sui dettagli!- continuò Junko- Noi vi lasciamo urlanti dentro un magazzino e voi vi fate ritrovare avvinghiati e con Tegoshi-kun mezzo nudo!
Harumi sorrise colpevole, prendendo le amiche per le braccia e indirizzandole verso la porta del bagno.
-Fatemi rivestire e vi giuro che poi vi racconto tutto! Bhè…forse non proprio tutto!
Arisa prese la lattina di aranciata che era posata accanto a lei e ne bevve una lunga sorsata, dopo di che la scosse per qualche istante, constatando che era vuota.
-Aranciata e pettegolezzi…proprio quello che ci voleva dopo una giornata di duro lavoro!- esclamò la ragazza stiracchiandosi e lasciandosi cadere debolmente all’indietro, atterrando su un futon.
-Duro lavoro mi pare esagerato…- osservò Junko raccogliendo la lattina che l’amica aveva bellamente fatto cadere sul tatami- Oggi sei sempre stata al bar e non è che ci fosse chissà quanta gente!
-Uff dettagli! È sempre lavoro!- ribatté l’altra rimettendosi a sedere e guardandosi attorno corrucciata- Avete idea di dove sia finito Kato-chan?
-Non che l’assenza di quel cuscino mi provochi dispiacere…- rispose Junko-…comunque non l’ho visto!
-Ehm…scusate…- intervenne Harumi con le braccia conserte e le gambe incrociate- Ma dopo aver passato trentacinque minuti a raccontare gli avvenimenti del magazzino…gradirei avere dei commenti da coloro che me li hanno insistentemente richiesti!
Le due amiche si scambiarono uno sguardo per poi scoppiare a ridere.
-Volevamo vedere quanto avresti resistito se avessimo mostrato indifferenza!- spiegò Junko.
Harumi piegò le labbra in un broncio- Malefiche…credete sia facile raccontarvi certe cose? Anche se siete mie amiche…
Le due ragazze sorrisero dolcemente, scompigliandole a turno i capelli.
-Bhè…- iniziò Junko-…direi che l’unico commento possibile sia che..
-State troppo bene insieme!- completò Arisa.
Harumi sorrise compiaciuta, svuotando la sua lattina di Sprite per poi sventolarla con un movimento oscillatorio davanti al naso di Arisa.
-Vuoi che vada a prenderne ancora, vero?- chiese la ragazza che capiva fin troppo bene cosa significasse quel sorrisone sulla faccia dell’amica.
-Vado vado…- disse alla fine alzandosi.
La porta scorrevole alle sua spalle si aprì un poco e ne spuntò una testa dai capelli corvini e pettinati all’insù.
-Posso?- chiese Shige senza entrare.
-Onii-chan! Vieni!- esclamò Harumi, lanciando uno sguardo sornione al volto paonazzo di Arisa.
-Vado a prendere da bere!- la ragazza lo disse praticamente urlando, afferrando l’ultima lattina ancora a terra e catapultandosi fuori dalla stanza.
-Le vado dietro…- disse Junko- Mica che inizi a schiacciarsi le lattine in fronte per auto-flagellarsi!
Harumi trattenne a stento una risata, mentre Kato entrava nella camera e l’amica ne usciva, chiudendosi la porta alla spalle.
Il ragazzo si avvicinò ad Harumi, sedendole di fronte a gambe incrociate.
-Dunque…- iniziò lui.
-Dunque…- ripeté lei.
-E così…tu e Yuya…- Shige guardò distrattamente i fili intrecciati del tatami, spostando poi lo sguardo su un calzino verde acido, presumibilmente di Arisa.
-Geloso?- chiese Harumi ridendo- Di Yuya, non di me!
Kato la guardò con un’espressione mista all’ilare e l’esasperato.
-Bhè, se non altro è finita bene…- disse alla fine con un gran sorriso.
La ragazza sorrise a sua volta, avvicinando le gambe al petto e poggiando il mento sulle ginocchia.
-Basta che adesso non mi chieda anche tu un riassunto della nottata!- esclamò lei, ricordando l’ultima mezz’ora e passa trascorsa a raccontare.
-Dio no, non ci tengo!- si affrettò a rispondere Shigeaki- Vorrei solo sapere a livello di dialogo come siete messi.
-Diciamo che non abbiamo parlato molto…
Il ragazzo la guardò male per un istante.
-Comunque prima di quello abbiamo litigato e in un certo modo ci siamo chiariti…- aggiunse poi lei.
-Allora credo sia il caso di darti una cosa…- disse Shige frugando nella tasta dei pantaloni ed estraendone quella che sembrava una busta spiegazzata.
-Che cos’è?- domandò Harumi incuriosita da quel pezzo di carta.
-Stamattina presto, prima che venissimo da voi, è passato Mizushima…- Kato sollevò lo sguardo per controllare qualche possibile reazione- Ha detto che non potrà venire per un po’ al lavoro a causa dell’università…ti ha lasciato questa.- aggiunse porgendole quella che si era rivelata essere davvero la busta di una lettera.
Harumi allungò una mano, sfiorando la carta con le dita, incerta se prenderla.
-Non ha detto altro?- chiese decidendo alla fine di afferrarla.
-No, niente. Si è solo raccomandato di darti la lettera.
La ragazza annuì piano osservando la carta e quei pochi ideogrammi scritti sopra che ne indicavano il destinatario. Da quando erano usciti, due giorni prima, lui e Hiro non si erano ancora visti e stranamente lui non l’aveva nemmeno cercata sul cellulare. Non che la cosa le avesse dato fastidio: dopo la loro conversazione, l’ultima cosa di cui aveva voglia era parlare con lui. Oltretutto quella lettera le incuteva un po’ d’ansia.
-La leggo dopo, se ho voglia!- disse Harumi cercando di mostrare indifferenza e infilandosi la lettera nella tasta dei jeans- Hai parlato con Arisa?
-Immagino che tu sappia già tutto…- disse Kato amareggiato- Non c’è nemmeno il gusto di raccontarti le cose!
-Non divagare! Adesso siete costretti a parlare!- esclamò lei puntandogli un dito contro- E se non lo fate ricordati sempre che c’è il magazzino! Potrei decidere di attuare la mia vendetta!
-Forse non sarebbe una cattiva idea, visto che appena mi vede fugge!
-Quindi devo andare a prendere le chiavi?
Harumi fece per alzarsi ma la porta si aprì e riapparve Arisa con delle lattine, e dietro di lei Junko.
-Ah, siete ancora qui…- osservò la prima ragazza, che sperava chiaramente che ormai Shigeaki se ne fosse andato.
-Ti aiuto con le lattine!- disse Harumi prendendogliele dalle braccia- Tu siediti, che Shige ti deve parlare!
I due ragazzi si voltarono a guardarla terrorizzati ma la ragazza rivolse ad entrambi uno sguardo che non ammetteva repliche e alla fine Arisa si sedette su un futon, mantenendo una distanza di circa due metri da Shige.
-Che c’è?- gli chiese senza guardarlo negli occhi e ostentando indifferenza.
Kato aprì la bocca, bloccandosi a riflettere su cosa dire, quando sentì la porta scorrevole che comunicava con la stanza dei ragazzi aprirsi all’improvviso. Un uragano di nome Koyama irruppe nella camera brandendo nella mano destra quello che sembrava paurosamente il cuscino rosa di Arisa. La ragazza sbiancò all’istante, non riuscendo a distogliere lo sguardo da quel ammasso di materiale acrilico.
-Adesso mi ricordo!!- esclamò l’ultimo arrivato con aria trionfante.
-Do…dove l’hai preso?- domandò Arisa con voce tremante.
-L’ho preso in prestito per il sonnellino pomeridiano!- rispose lui tranquillamente- E quando mi sono svegliato mi sono ricordato di quello che stavate dicendo la prima mattina qui!- rivolse poi uno sguardo malizioso all’indirizzo di Arisa e le altre, le quali compresero all’istante che Koyama aveva afferrato alla perfezione la natura del dialogo che avevano avuto.
-Certo che “Kato-chan” è proprio uno strano nome per un cuscino!- aggiunse alla fine Keiichiro con un enorme sorriso, lanciando il morbido oggetto verso Arisa, la quale lo prese in pieno viso- Vado a preparare la cena, a dopo cari!
Il ragazzo uscì dalla stanza, lasciandola in un’atmosfera di imbarazzo e gelo totale.
-Kato…chan?- chiese Shigeaki osservando confuso il cuscino che era ricaduto sulle gambe della ragazza.
-Si..l’ho chiamato così…- rispose Arisa sentendo la gola terribilmente secca e una voglia pazzesca di fuggire all’istante.
-Ehm…ecco…- intervenne Harumi, scambiandosi uno sguardo di intesa con Junko- Noi…noi abbiamo delle commissioni da fare!
-Ci vediamo dopo!- aggiunse l’altra prendendo l’amica per un braccio e uscendo il più velocemente possibile dalla stanza.
Kato e Arisa rimasero per qualche istante a fissare il legno della porta che si era appena chiusa. Shige capì cosa avevano dovuto provare Yuya e Harumi i primi momenti chiusi nel magazzino.
Arisa prese il cuscino e lo gettò in un angolo della stanza.
-E’ solo uno stupido cuscino, non vuol dire nulla!- disse alzandosi in piedi. Si strinse forte le mani e si diresse verso la porta, ma il ragazzo le si parò davanti, bloccandola.
-Non è vero…- rispose Shige guardandola intensamente negli occhi- Basta continuare a scappare.
-Non sto scappando!- rispose lei, punta sul vivo.
-Bugiarda…- Kato le si avvicinò lentamente, facendola arretrare verso la parete della stanza- Mi stai evitando e all’inizio lo facevo anch’io. Ma adesso basta! Quello che è successo in cucina non è stato un caso! Voglio sapere se quello che mi hai detto quella sera in bagno è vero!
Arisa sentì la parete premere contro la sua schiena e capì che non avrebbe più potuto scappare. L’aveva promesso. Aveva promesso a sé stessa che si sarebbe comportata da persona matura e avrebbe detto tutto chiaramente a Shige, accettando la sua risposta, qualunque fosse stata.
Prese un respiro profondo e guardò il ragazzo negli occhi, quegli occhi neri e intelligenti che per troppo tempo non aveva più osato guardare, che la scrutavano con intensità e impazienza.
-Hai ragione…- disse Arisa stringendo le mani a pugno- Stavo scappando. Ma l’ho fatto perché avevo paura.
Attese che Shige dicesse qualcosa, ma si limitò a fissarla con quei profondi occhi scuri, più vicini di quanto le sembrassero pochi istanti prima.
-Avevo paura…- riprese a parlare, visto che lui rimaneva in silenzio- Perché quello che ho detto quella notte…è vero.
Le sembrò che una luce attraversasse gli occhi del ragazzo e che Kato si fosse mosso impercettibilmente verso di lei.
-Quel discorso confusionario...- continuò abbassando lo sguardo- Quella che probabilmente è stata la peggiore dichiarazione di tutti i tempi…era vera! Tu mi piaci Shige, mi piaci da impazzire!
Quand’è che aveva iniziato ad ansimare? Il cuore aveva iniziato a batterle senza che se ne rendesse conto. E Kato era talmente vicino che ne sentiva il profumo. Avrebbe solo voluto stringerlo forte.
-Sai Arisa…- la voce di Shigeaki era quasi un sussurro, ma lei la sentiva distintamente- Lo so di essermi comportato male non rivolgendoti la parola per giorni, ma il mio cervello è stato invaso da dubbi e paranoie. Io non riesco mai a comportarmi in modo impulsivo, devo sempre analizzare tutto e rifletterci su almeno cinque volte. E sono lento a capire certe cose. A volte odio questo mio modo di essere…perché mi ha impedito di fare ciò che avrei voluto fare prima.
Arisa sollevò lo sguardo, per vedere se l’espressione di Shige era dolce come la sua voce. Ebbe tutto il tempo di vedere il viso del ragazzo avvicinarsi al suo e di chiudere gli occhi, un istante prima di sentire il morbido contatto di quelle labbra sulle sue. Il respiro le si fermò, come se avesse potuto spezzare un incantesimo, finché Kato non si mosse verso di lei e Arisa inspirò profondamente quel profumo che l’avvolgeva, mentre la lingua del ragazzo le accarezzava dolcemente il labbro inferiore. Dischiuse leggermente la bocca, permettendo al ragazzo di entrare e sentendo la sua lingua scontrarsi con la propria e iniziare una dolce battaglia, che stava diventando mano a mano più frenetica.
Shige premette il suo corpo contro quello di Arisa, accarezzandole la spalla per poi scendere lungo il braccio, provocandole la pelle d’oca. La ragazza gli insinuò una mano sotto la maglietta, passando le dita sugli addominali e inclinando la testa, per permettergli di approfondire il bacio sempre di più, ma ormai le loro bocche erano una cosa sola e le lingue non smettevano di toccarsi l’un l’altra, fameliche.
Si staccarono con i respiri affannosi e avvolti da un caldo opprimente; Shigeaki guardò gli occhi lucidi di Arisa, non sapendo bene cosa fare a quel punto, ma fece ricorso a tutto il suo coraggio e le prese la mano, portandola sul futon e facendola sedere di fronte a lui. La sua mano destra, quella con l’anello all’indice, le accarezzò la guancia, riavvicinando i loro volti e lasciando che i loro respiri caldi si stuzzicassero i visi a vicenda.
-Arisa-chan…- mormorò Shige appoggiando delicatamente le labbra su quelle di lei- All’inizio non ne ero sicuro, ma adesso lo sono…mi piaci davvero!
Sentì la ragazza sorridere contro le sue labbra e un istante dopo la lingua di lei entrare con foga nella sua bocca, spingendo contro di lui e costringendolo a stendersi, adagiando la schiena contro il materasso. Kato insinuò una mano sotto la maglietta di Arisa, stesa sopra di lui, accarezzando la pelle accaldata della schiena, andando sempre più su, fino ad incontrare la striscia di stoffa con i bordi di pizzo; indugiò un secondo, ma alla fine permise al suo istinto di prevalere e spostò la mano sul davanti, accarezzandole un seno e stringendolo dolcemente fra le sue dita, iniziando a massaggiarlo lentamente, incitato dai mugolii di Arisa nella sua bocca; ma si bloccò quando sentì la mano della ragazza accarezzargli con decisione il cavallo dei pantaloni, risalendo lentamente verso la pancia. Le sue dita fecero scattare il bottone dei jeans, tirarono giù la lampo e si insinuarono sotto i boxer, toccando la carne bollente di Shige, che tremò eccitato per quel contatto.
-A…Arisa…forse non…- mugugnò il ragazzo senza troppa convinzione.
La ragazza gli baciò il mento e poi le labbra.
-Shh…lascia fare a me…- gli disse, mentre la sua mano continuava ad accarezzarlo con maggiore forza, sentendo l’erezione crescere sotto le sue dita. Shige ansimò pesantemente, cercando di usare la poca coerenza che gli era rimasta per concentrarsi sul calore che si stava diffondendo dal suo basso ventre. Arisa strofinò il viso contro il collo del ragazzo, diminuendo la velocità dei movimenti, finché non abbandonò l’eccitazione di Kato, sollevandosi sopra di lui e abbassandogli pantaloni e boxer. Shigeaki sospirò soddisfatto per essere stato liberato da quella costrizione ma il primo contatto della bocca della ragazza con la sua erezione lo fece sobbalzare scioccato; tentò di guardare in giù, nonostante la vista offuscata dal piacere, stupito di quanto fosse eccitante vedere la lingua di Arisa correre con leggerezza sulla sua erezione. Cercò con la mano quella della ragazza, che gli stava accarezzando la pancia, e la strinse forte, mentre con l’altra afferrava saldamente il lenzuolo sotto di lui.
Arisa alzò lo sguardo sul viso arrossato del ragazzo, su quelle labbra rosse che emettevano gemiti incontrollati mischiati al suo nome e desiderò con tutta se stessa baciare quelle labbra, lasciare che quei mugolii venissero soffocati dalla sua bocca. Percorse con la lingua tutta la lunghezza del suo membro, per poi staccarsene e tornare a stringerlo con la mano, raggiungendo il volto di Kato e tappandogli la bocca con la sua, strusciandosi contro il fianco del ragazzo.
Shige ansimò faticosamente per quei movimenti sempre più rapidi e decisi che gli stavano facendo perdere la testa e con il braccio che prima era ancorato al lenzuolo, avvolse Arisa stringendola a sé il più forte possibile. Gemette disperatamente fra le sue labbra, venendo nella sua mano e abbandonando la testa all’indietro, esausto.
Mentre Shigeaki teneva ancora gli occhi chiusi e respirava a pieni polmoni, Arisa recuperò dei fazzoletti con i quali pulì entrambi e gli tirò di nuovo su boxer e jeans, allungandosi poi su lui e posandogli un bacio sull’angolo della bocca.
-Deduco ti sia piaciuto…- osservò lei soddisfatta della sua opera, stendendosi affianco a lui e posandogli una mano sul petto.
Shige mugolò qualcosa di affermativo in risposta, voltandosi verso Arisa e avvolgendola con le braccia, mentre le sue labbra andavano a posarsi sul suo collo, leccandolo leggermente.
-Mi sdebiterò…- sussurrò lui , respirando il profumo di balsamo dei suoi capelli.
Arisa fece scivolare una mano dietro di lui, passandogli dolcemente un dito lungo la schiena.
-Puoi starne certo…
Cara Rumi-chan,
non potrò venire allo stabilimento per una settimana o due, a causa dei test all'università. Per questo dovrò rinunciare a vederti.
Cercherò di dare il massimo e di tornare il prima possibile. Nel frattempo, per favore, aspettami.
Mi dispiace molto se la nostra conversazione dell'altro giorno ti ha turbata, non era mia intenzione. Volevo solo mostrarti la realtà e l'impossibilità di quello che tu speri possa avvenire. Volevo aiutarti a capire con chi potrai davvero essere felice. A volte la cosa migliore per noi non è quella che noi stessi immaginiamo.
Sono fermamente convinto del legame che ci unisce.
A presto.
Hiro
Harumi strinse con forza i pugni e la lettera si accartocciò fra le sue dita, mentre il respiro le diventava affannoso per la rabbia e per una paura che iniziava a crescerle nel petto. Quel ragazzo stava iniziando a spaventarla seriamente. Se prima il suo le sembrava un comportamento ancora nei limiti del normale, ora non ne era più sicura; quelle parole così chiare, così convinte, così…sincere a modo loro, le stavano facendo battere il cuore per l’ansia. Possibile che Hiro fosse davvero convinto di quello che diceva? Quel pensiero iniziava a terrorizzarla.
Harumi si appoggiò alla parete dietro di lei, sentendo un improvviso senso di vertigini e il battito cardiaco accelerare violentemente, mentre il respiro iniziava a mancarle. Scivolò verso terra, accucciandosi per cercare stabilità, con un orribile senso di oppressione al petto. Rimase immobile per qualche minuto, facendo dei profondi respiri per tentare di calmarsi, mentre la sua mano destra stritolava il pezzo il carta che aveva letto poco prima.
-Haru!
Si voltò verso la voce che l’aveva chiamata, vedendo Yuya in fondo al corridoio che correva, raggiungendola e inginocchiandosi davanti a lei.
-Che cos’hai, stai male?- chiese il ragazzo preoccupato, passandole una mano sulla fronte.
Harumi scosse la testa sorridendo. Appena l’aveva visto si era sentita meglio, il senso di oppressione al petto era scomparso, quindi decise di stare zitta e non dirgli nulla. Non voleva assolutamente farlo preoccupare; in fondo non era nulla di grave.
-Solo un piccolo calo di zuccheri!- disse la ragazza rimettendosi in piedi e infilandosi la lettera accartocciata in tasca- Forse sono troppe ore che non mangio, lo sai che io senza il cibo non resisto!
Lo disse mostrando il migliore dei suoi sorrisi, sperando di essere convincente.
Tegoshi la guardò dubbioso per qualche istante – Sicura?
Harumi annuì con decisione, prendendogli la mano e iniziando a camminare per il corridoio, trascinandoselo dietro.
-Manca ancora un bel po’ alla cena…- disse la ragazza girandosi a guardarlo maliziosa- Che ne dici di passare il tempo in maniera produttiva?
Yuya le sorrise di rimando, stringendole la mano e attirandola a sé.
-Attenta…me lo stai proponendo a tuo rischio e pericolo…- le sussurrò all’orecchio, mentre le sue mani esploravano il suo corpo sopra la maglietta.
-Ne sono perfettamente consapevole…- rispose Harumi, soffiando leggermente sul collo del ragazzo.
-Allora vieni con me!- le disse Tegoshi.
Yuya la appoggiò contro la parete fredda della doccia degli spogliatoi, chiudendo l’anta dietro di loro e gettandosi famelico sulle sue labbra, accarezzando con la lingua tutto quello che gli capitava a tiro. Harumi gli infilò le mani sotto la maglietta, prendendogli la lingua fra le labbra e succhiandola avidamente, mentre i suoi gemiti gli riempivano le orecchie.
-Adesso ti mostro quello che avrei voluto fare stamattina…- mormorò Tegoshi ansimando contro il collo della ragazza. Lei annuì mordendosi il labbro inferiore, appoggiando la testa contro le piastrelle e allungando una mano verso il rubinetto della doccia. Pochi attimi dopo l’acqua tiepida iniziò a bagnare i loro corpi che si accaldavano sempre di più.
Yuya cercò le labbra di Harumi, avvolgendole la lingua con la propria, mentre la sua mano accarezzava la pancia della ragazza, scendendo sempre più in basso, infilandosi sotto il bordo dei jeans. Harumi fremette per il contatto con quelle dita e l’altra mano di Tegoshi andò a slacciare i pantaloni, permettendogli libero accesso; Harumi si strinse al suo collo, mentre l’acqua scorreva sulla loro pelle. La mano del ragazzo si insinuò più a fondo dentro gli slip della ragazza, accarezzando con dolcezza ma decisione la sua intimità, mordendole nel frattempo il collo accaldato. Harumi mugolò qualcosa contro il suo orecchio, sentendo il corpo cedere miseramente sotto quelle attenzioni. Chiuse gli occhi, ansimando pesantemente e la bocca di Yuya raggiunse la sua, nello stesso momento in cui sentì le sue dita entrare dentro di lei, provocandole un gemito che soffocò fra le sue labbra. Le dita del ragazzo presero a muoversi ritmicamente, mentre il corpo della ragazza si contraeva contro di esse, scosso da spasmi incontrollabili di piacere.
-Haru…- mormorò Tegoshi, leccandole le labbra.
-S…si..- rispose debolmente la ragazza, l’acqua che le scorreva lungo il viso e il collo.
-Sentirti gemere per me…è la cosa più bella del mondo…- le disse lui, stringendola più forte e aumentando la velocità finché non sentì il corpo di Harumi tremare per l’orgasmo e le braccia di lei stringerlo spasmodicamente.
Yuya tolse lentamente le dita da dentro il suo corpo, abbracciandola dolcemente mentre sentiva il suo respiro ritornare regolare.
-Yamapi!- la voce di un ragazzo risuonò per lo spogliatoio, venendo soffocata un istante dopo.
Harumi sollevò il viso dal collo di Yuya, guardandolo allibita.
-Hai detto...“Yamapi”?- gli chiese con una voce che non sapeva se essere divertita o scioccata.
-Assolutamente no!- rispose subito Tegoshi, sentendosi quasi offeso.
-Allora chi è stato?
La risposta arrivò un attimo dopo, quando sentirono dei gemiti soffocati che decisamente non appartenevano a loro.
Harumi chiuse il rubinetto della doccia e si passò le mani fra i capelli bagnati per sistemarli, mentre Yuya le richiudeva i jeans e le posava un lieve bacio sul naso.
-Andiamo a vedere..- disse prendendole la mano e uscendo dal box della doccia.
Si guardarono attorno per i primi momenti, constatando che, escludendo loro due, lo spogliatoio sembrava deserto; ma un attimo dopo udirono altri gemiti provenire dalle docce in fondo alla stanza.
Tegoshi mosse qualche passo verso quel punto, ma Harumi lo bloccò.
-Aspetta…e se sono Junko e Massu? Non credo che riuscirei a sopportarne la visione!
Il ragazzo le rivolse uno sguardo divertito e riprese a dirigersi verso la doccia che avevano individuato come il punto da cui provenivano i mugolii. Harumi decise di seguirlo, mossa sostanzialmente dalla sua dannata curiosità.
Quando si avvicinarono si resero conto che l’anta del box non era stata chiusa e che la voce che invocava il nome di Yamapi era chiaramente maschile.
I due ragazzi trattennero il respiro quando videro due figure avviluppate una sull’altra, che si contorcevano e ansimavano l’una nella bocca dell’altra.
Toma e Yamashita.
no subject
Date: 2008-09-11 01:36 pm (UTC)Grrrande Ryo! cmq il mio capo lo dice meglio.. e che casso! ahahahhaah
La cosa che mi sconvolge di piu di questa ficcy è la reale esistenza del cuscino Kato-chan.. che in realtà si chiama Katomo-chan! O sbaglio?????
Brava Reru scrivi!! Sono arrivata ad un punto di non ritorno.. VOGLIO IL SEGUITO!!
gambatte kudasai!
no subject
Date: 2008-09-11 01:43 pm (UTC)e cmq io sto ancora aspettando la mail di avviso x questo commento!!! EH CHE CASSO!!!!
no subject
Date: 2008-09-11 06:25 pm (UTC)Qualcuno si vuole lamentare del mio Katomo-chan? Il mio adorato cuscino dall'ambigua forma fallica e dal colore rosa? Intanto è comodo XDXDXD
Se qualcuno vuole una foto del suddetto oggetto sono disposta a mostrarlo al mondo intero...ora riposa sul mio letto ihihihihih.
Per la serie “Fate l’amore, non la guerra”?- domandò Ryo sarcastico- Non sono venuto a lavorare in spiaggia per vedere gli altri fare quello che vorrei fare io!
Nishikido chan sei proprio un porco! ^__^
Oh quanto mi piace questo capitolo quanto mi piace (fischietta e fa finta di NON immedesimarsi in nessuno dei personaggi cui nome inizia con A e finisce con RISA)
Bene bene bene era da un po' che non mi rileggevo questo capitolo e un po' di ripassino non fa mai male...
Povero il nostro Hiro-senpai che è un pazzo furioso che ama Haru...beh bisogna attendere il continuo della storia per capire fino in fondo tutto quanto (uhuhuhuh).
Brava amour brava!
W l'ormone libero!
no subject
Date: 2008-09-11 09:47 pm (UTC)Ryo è il solito maiale XD
Ma come sono pucciose le coppie *__*
no subject
Date: 2008-09-12 12:09 am (UTC)io come sempre aspetto con tutta CALMA(se come noXD)
IL CAPITOLO 14 UHAUHAUHAUHAUHAUHA!!
VOGLIO QUEL CAPITOLO OSTì *_______*
saprò aspettare?(credo che ti costringerò a spoilerarmi tutto non appena avrai portato a termine il cap13XDDD)
PET TI PREGO MOSTRA A TUTTI IL TUO KATOMOCHAN!!XD
*ragazze è davvero adorabile*XDDD
bene, ciao tata ottimo lavoro come al solito!
aspetto e aspetto ihihihihi XDXDXD
no subject
Date: 2008-09-14 08:46 am (UTC)Ryo è un porco ma io lo adoro XD
In questo capitolo sono tutti molto "attivi" e il finale mi ha lasciato senza parole XD non me lo aspettavo proprio XDDDDDDDD
Attendo con ansia il prossimo capitolo^^