L'Estate dei miei 18 anni
Oct. 5th, 2008 11:31 amEbbene si lo ammetto, mi sono dimenticata di postare! XD
Bhè, più che altro volevo aspettare e scrivere ancora qualcosa, giusto per avere un altro capitolo di riserva, ma visto che con l'inizio dell'uni il mio lavoro non sta andando proprio a corsa di giaguaro, intanto posto il cap 10, proprio per non sembrare un'assenteista XD cmq spero di non metterci tanto a concludere il cap 13, soprattutto per la Massy che ha urgente bisogno del cap 14 XD
facciamo un riassunto delle puntate precedenti!
Haru e Yuya sono stati tirati fuori dal magazzino! Il cuscino Kato-chan ha finalmente compiuto il miracolo di unire Shige e Arisa! Hiro-sempai ha levato i battenti, ma per quanto? E sopratutto cosa ci fanno Toma e Pi nelle docce degli spogliatoi???
La risposta a questa e altre domande, nel capitolo qui sotto! XD
CAPITOLO 10
-Cosa…state…facendo?
La voce di Harumi rimbombò fra le pareti dello spogliatoio, provocando il distaccamento dei due ragazzi che, più che baciarsi, sembrava si stessero divorando fra di loro. Toma, che era appoggiato alla parete della doccia, vide immediatamente Harumi e Tegoshi che li guardavano increduli ed ebbe tutto il tempo di sentirsi morire intanto che Yamapi si voltava e si rendeva conto di essere osservato.
-Oh cazzo…- mormorò Tomohisa allontanandosi subito dall’altro ragazzo e risistemandosi la maglietta che era sollevata quasi fino ai pettorali.
-Non è come sembra…- aggiunse Ikuta guardando nervosamente i due ragazzi di fronte a loro.
Yuya si passò una mano fra i capelli bagnati aprendo la bocca, ma non sapendo bene che cosa dire finì per richiuderla; in confronto a lui Harumi sembrava quasi rilassata in quella situazione e aveva dipinto sul viso un leggero sorriso.
-Bhè, direi che la situazione è abbastanza ovvia…- osservò la ragazza cercando di tranquillizzare i due amici attraverso gli occhi- Ci sediamo?
Yamashita e Toma si scambiarono uno sguardo ansioso, ma decisero di seguire la ragazza che si era diretta verso le panche portandosi dietro un Tegoshi che non aveva ancora aperto bocca.
Camminando Yamapi sfiorò il braccio di Ikuta con il suo e sentì l’amico fremere e ritrarsi dal quel contatto; lo guardò frustrato e gli afferrò rabbiosamente la mano, trattenendolo quando l’altro tentò di allontanarsi.
-Io non mi vergogno di te…- gli sussurrò Tomohisa, cercando di essere il più dolce possibile nonostante quel atteggiamento lo stesse ferendo- In questo momento meno che mai…
Toma sollevò lo sguardo su di lui, sorridendo debolmente mentre sentiva i battiti del cuore rallentare e gli strinse più forte la mano.
Raggiunsero Harumi e Yuya, sedendo sulla panca di fronte alla loro.
-Da quanto và avanti?- chiese la ragazza, sperando con il suo sorriso di far stare meglio i due ragazzi che sembravano abbastanza agitati.
-Da qualche mese…- rispose Yamapi, ostentando una rilassatezza che in realtà non aveva.
-Da maggio…- precisò Toma tenendo lo sguardo basso; sentì la mano dell’altro ragazzo stringere la sua più forte.
Harumi spalancò la bocca- Da così tanto? E nessuno si è mai accorto di nulla! Come diavolo fate con tutte quelle ragazze che vi ronzano attorno tutto il santo giorno?
-Diciamo che sappiamo dissimulare bene…- rispose Tomohisa fissando la mano del ragazzo stretta nella sua- e abbiamo fatto tutto nel più assoluto segreto...- odiava doverlo dire ma era la verità: per quei mesi non avevano fatto altro che nascondersi come dei ladri, accontentandosi l’uno del calore e dell’amore dell’altro. Non si aspettavano di essere capiti, non lo speravano nemmeno, sapevano di vivere in un mondo che ancora faticava ad accettare ciò che loro erano.
La ragazza davanti a loro sorrise di nuovo, come se il trovarsi di fronte a due sue amici e scoprire la loro omosessualità fosse la cosa più semplice del mondo da accettare.
-Junko e Arisa saranno sconvolte dalla cosa…Pi, ti rendi conto che quelle due al primo anno di liceo erano cotte di te? Non si sono parlate per un mese intero!
-Veramente?- chiese il ragazzo sorpreso- Non ne sapevo nulla!
-Erano completamente cotte, facevano a gara a chi passava più tempo con te durante la giornata!
Yamashita sorrise compiaciuto, beccandosi una gomitata di Toma in mezzo alle costole.
-Questa cosa non deve venire fuori!- esclamò Ikuta di nuovo allarmato.
-Ma To..
-No Haru!- la interruppe lui- Io…sono davvero felice che per te non cambi nulla, ma non tutti la pensano al tuo stesso modo. Forse non sono pronto per lasciare che si sappia, ho troppa paura. Ho paura di essere guardato in modo differente…ho paura che i nostri amici non ci considerino più come prima.
Lanciò uno sguardo al ragazzo seduto accanto a lui, il quale non osava dire altro, perché in realtà era quello che pensava anche lui, erano le sue stesse paure. Harumi rimase in silenzio, a guardare le mani unite dei due ragazzi e a pensare che non era giusto che due persone innamorate dovessero nascondersi da tutto a da tutti solo perché appartenenti allo stesso sesso.
Toma le rivolse uno sguardo e le sorrise, comunicandole con gli occhi che non importava, che andava bene così, anche se per lei non andava bene affatto.
-Siete due stupidi…
Harumi, Yamashita e Ikuta guardarono sorpresi Tegoshi, che aveva parlato dopo essere rimasto nel silenzio più totale per diversi minuti.
-Siete due stupidi…- ripeté guardando in faccia di due ragazzi- Avete una così bassa considerazione dei vostri amici? Davvero ci considerate delle persone così meschine da non accettarvi per quello che siete? Cosa credete che ce ne importi se vi piacciono le ragazze o i ragazzi! Siete nostri amici, dannazione! Al diavolo tutto il resto!
Yamapi inspirò profondamente, sentendo le lacrime pizzicargli gli occhi e la mano tremare fra le dita di Ikuta. Era molto di più di quanto avesse mai sperato. Si alzò in piedi, portando Toma con sé e prese Yuya per un braccio, costringendolo ad alzarsi e a trovarsi un istante dopo stretto in abbraccio a tre, che Harumi guardava commossa, seduta lì accanto.
-Grazie Tesshi…- sussurrarono i due ragazzi, stritolando l’amico nella loro morsa.
-Oh accidenti…adesso non fatemi piangere!- esclamò Tegoshi sciogliendo l’abbraccio e lanciando uno sguardo alla ragazza che gli sorrideva dolcemente.
-Che carini, potreste fare un ménage à trois!- osservò Harumi per sciogliere la tensione.
-Adesso non esageriamo!- rispose Yuya- Va bene loro, ma io non ho intenzione di passare all’altra sponda!
-E poi tu come faresti senza il tuo ragazzo?- chiese Yamapi con un sorrisetto malizioso.
-Spiegateci un po’ perché eravate qui e perché siete completamente bagnati…- aggiunse Toma, assumendo la stessa espressione del compagno.
Harumi sentì le guance ardere senza che lei potesse controllarle e si alzò in piedi, come se quella mossa fosse una preparazione alla fuga -Probabilmente quello che stavate facendo voi!- rispose distogliendo nervosamente lo sguardo.
-E per colpa vostra sono anche stato accusato di aver urlato il nome di Yamapi!- aggiunse Yuya puntando il dito contro gli altri due.
-Eh si…Ikuta-chan non riesce a controllarsi molto bene in quei momenti!- esclamò Tomohisa estremamente divertito, mentre Toma gli colpiva la nuca con il palmo della mano.
-Possiamo andare a cena e porre fine a questa imbarazzante conversazione?- domandò il ragazzo esasperato.
Furono di brontolii degli stomaci degli altri tre a fornire la risposta e tutti quanti si diressero fuori dagli spogliatoi, ansiosi e al contempo spaventati di sapere cose avessero cucinato Keiichiro e Ryo.
Harumi trattenne per la maglietta Tegoshi, lasciando che Yamashita e Toma andassero avanti per primi.
-Che c’è?- chiese il ragazzo prendendole la mano che stringeva il tessuto.
-Hai sentito cosa ha detto prima Pi?
Yuya guardò verso il ragazzo davanti a loro, facendo finta di nulla, ma sapendo benissimo a cosa si riferisse la ragazza.
-No, cosa?- le chiese con un lieve sorriso e un’aria incuriosita.
-Stai facendo il finto tonto per caso?- domandò Harumi accigliandosi- Lo sai…quando ha detto che sei il mio…ragazzo…
Tegoshi si fermò in mezzo al corridoio- Ti ha dato fastidio?
La ragazza si affrettò a scuotere la testa- Assolutamente no! Anzi…è che mi ha fatto pensare…insomma, noi due cosa siamo?
-Immagino che la definizione “amici di letto” non renda l’idea…- osservò Tegoshi cercando di nascondere il sorriso che gli si stava stampando in faccia.
-Yuya…- lo rimproverò lei con sguardo truce.
-Vorresti che fosse come ha detto Yamapi?
Harumi abbassò lo sguardo, consapevole di stare arrossendo di nuovo, e strinse più forte la mano del ragazzo.
-Se ti dicessi di si?
-Haru…- disse lui prendendole il mento fra le dita e sollevandole il viso-…tu sei mia e io sono tuo. Quindi è già così!
Harumi sorrise mentre Yuya si chinava su di lei e la baciava a fior di labbra.
-Ma quanto manca???- chiese Massu battendo ritmicamente le bacchette contro il bordo del tavolo.
-Ormai è pronto!- rispose Koyama dando le spalle ai fornelli e mostrando a tutti i presenti il suo grembiule con le Omuraisu.
-Devi proprio cucinare con quello?- chiese Ryo indicando con un certo ribrezzo la stoffa che avvolgeva i fianchi dell’amico.
-Mi fa entrare nello spirito giusto!- rispose l’altro sventolando il mestolo.
-Comunque non si mangia finché non arrivano tutti!- esclamò il ragazzo di Osaka- E qui manca un sacco di gente all’appello!
-Presenti!- esclamarono Toma e Yamapi entrando nella cucina.
-Le chiediamo perdono per il ritardo Nishikido-san!- esclamò Tomohisa con molta poca convinzione- Comunque stanno arrivando anche Tesshi e Haru, li abbiamo lasciati a scambiarsi effusioni.
-E non eravamo i soli!- esclamò la ragazza appena nominata entrando nella stanza con un sorriso sornione. Per un secondo Toma e Yamashita si voltarono terrorizzati verso di lei, temendo che si riferisse a loro, ma si rilassarono all’istante quando apparve Tegoshi trascinando in cucina un Kato facilmente scambiabile per un peperone ambulante, seguito da un’Arisa allegra ma un po’ imbarazzata.
-Guardate chi abbiamo trovato a pomiciare in corridoio!- disse Yuya con un gran sorriso e la mano sulla spalla di Shige.
-Uuuuuh! Sento odore di pettegolezzi!!- squittì Keiichiro agitando il mestolo e spargendo gocce di curry ovunque.
-Tecnicamente…- intervenne Shige, arricciando in uno strano modo il naso-… non sono pettegolezzi se i diretti interessati sono presenti…eee….eee…
-E?- chiese Koyama incuriosito.
-ECCIUUUUUUUU’!!!!!!!!!!!!
Lo starnuto di Kato riecheggiò nella cucina provocando le urla isteriche di Keiichiro e Ryo che si fiondarono a proteggere il cibo, mentre Harumi gli porgeva un fazzoletto che il ragazzo accettò con gratitudine.
-Comunque…- intervenne Arisa mentre l’altro era intento a soffiarsi il naso- Si, stavamo pomiciando. No, non gli sono saltata addosso io. Si, stiamo insieme!
Tutti i presenti si voltarono verso di lei, compreso Shige che aveva l’impressione di essersi perso qualche passaggio. Arisa lo guardò con il sorriso più grande e dolce che avesse mai mostrato, così lui si limitò a risponderle felice ed ad annuire.
-Ora possiamo mangiare??? Mi sto auto-digerendo!!!- urlò Massu con tono lamentoso.
-Ma ci siamo tutti?- Koyama si guardò attorno mettendosi a contare le persone nella stanza.
-Dov’è Junko?- chiese all’improvviso Ryo, notando l’assenza della ragazza.
-Oggi doveva sistemare lei gli ombrelloni e le sdraio…- rispose Harumi raggiungendo la finestra e guardano verso la spiaggia.
-Dannazione…si sta anche alzando il vento!- disse Arisa raggiungendo l’amica- Non sarà successo nulla…vero?
-Però è strano che non sia ancora tornata…- osservò Toma guardando l’orologio.
-Junko fa sempre le cose con calma, si sarà attardata un po’!- disse Takahisa fremendo sulla sua sedia- Iniziamo a mangiare, tanto arriverà!
Ryo sbattè violentemente il mestolo per il riso sul tavolo.
-POTRESTI EVITARE DI PENSARE AL TUO STOMACO ALMENO PER CINQUE MINUTI?- urlò il ragazzo, mentre una piccola vena gli pulsava sul collo- Dio santo! È la tua ragazza! Potresti almeno far finta di mostrarti vagamente preoccupato!
Massu e gli altri lo guardarono increduli; era tipico di Ryo essere un po’ scorbutico, era la sua parte divertente, ma in quel momento era davvero furioso, come si mostrava raramente. Poteva fare davvero paura.
Takahisa lo guardò tremante per un istante, poi abbassò lo sguardo terribilmente dispiaciuto.
-Io…mi dispiace…non intendevo dire che…
-Non devi chiedere scusa a me!- ribatté Ryo voltandosi verso il fornello, sotto gli sguardi ansiosi di tutti gli altri.
-Non sarà successo nulla…- mormorò Harumi, sentendo l’atmosfera talmente pesante da schiacciarla.
Dei passi in corsa risuonarono nel corridoio, facendo tendere le orecchie a tutti e un attimo dopo comparve Juno sulla soglia, ansimante.
-Scu…scusate! Ho fatto tardi!- esclamò la ragazza cercando di riprendere fiato. Si appoggiò con la mano allo stipite della porta, osservando i suoi amici che la osservavano a loro volta, in completo silenzio.
-Che succede?- chiese percependo una tensione generale che tuttavia sembrava concentrarsi nei due metri che separavano Massu, seduto al tavolo, e Ryo, appoggiato al ripiano del fornello.
-No niente…- rispose titubante Yamashita- Adesso che ci siamo tutti, che ne dite di mangiare?
Koyama rispose con entusiasmo iniziando ad armeggiare con il curry, mentre tutti quanti si mettevano a tavola, cercando di far sparire la tensione che regnava fino a pochi secondi prima.
Junko si avvicinò a Ryo, ancora rivolto verso il fornello, il viso coperto dai ciuffi di capelli neri.
-Nishikido-kun…tutto bene?- domandò la ragazza, senza però azzardarsi a toccarlo.
Ryo non disse nulla, prese una delle ciotole davanti a lui e la riempì con il riso caldo, per poi porgerla a Junko, cercando di sorridere.
-Tranquilla! Adesso vai a tavola con gli altri!
Harumi uscì dal bagno delle ragazze, sistemandosi l’asciugamano attorno al collo e guardandosi attorno. Secondo i suoi calcoli e secondo l’itinerario di vita del Nishikido medio, Ryo sarebbe passato di lì per andare nella stanza dei ragazzi fra tre…due…uno…
-Ryo-chan!- esclamò la ragazza placcando l’amico, rischiando di farlo finire a terra.
-E che cazzo…- mormorò il ragazzo cercando di mantenersi in piedi.
-L’imprecazione del Nishikido medio…- ridacchiò Harumi, guadagnandosi uno sguardo truce- Stavi andando a letto?
-Si, prima che l’Harumi media mi tendesse un agguato! Mi cercavi per un motivo?
-Mmmm…può darsi…magari potrei solo venire con te e dare la buonanotte a Yuya…- disse la ragazza con aria vaga.
Ryo aggrottò le sopracciglia, consolidando la generica convinzione maschile che le donne vivano in un mondo a parte. Si incamminarono per il corridoio, nel silenzio più totale e con un’andatura innaturalmente lenta.
Ryo lanciò uno sguardo verso Harumi, che fece la stessa identica cosa nel medesimo istante, costringendo il ragazzo a posare rapidamente gli occhi da un’altra parte.
-C’è qualcosa che vorresti dirmi?- chiese Harumi con un semplice sorriso e mantenendo un tono di voce pacato.
-No…assolutamente niente!
-No, perché sai…ho trovato curioso che tu ti sia arrabbiato in quel modo con Massu…forse è stato eccessivo...
-Mi ha solo fatto arrabbiare la sua totale indifferenza!- rispose secco Ryo, fermandosi in mezzo al corridoio- Se Junko fosse stata la mia ragazza mi sarei precipitato a cercarla! Sarebbe stato il minimo!
-Sai…in quel momento sembrava proprio che tu volessi farlo…- osservò Harumi, senza smettere di sorridere e fissarlo.
-Non capisco a cosa tu ti riferisca…
-Forse la mia è solo una supposizione…non mi azzarderei nemmeno a parlartene, ne non fossi abbastanza sicura che…
Interruppe la frase, tentando di creare una pausa ad affetto che ebbe il chiaro risultato di far agitare Ryo ancora di più.
-Sicura di cosa?- chiese Nishikido, le mani che sudavano mentre stringeva il suo asciugamano.
-Sicura che Junko non ti è indifferente!- rispose Harumi, fiera della sua conclusione.
Ryo la guardò come se fosse pazza e mugugnò qualcosa di incomprensibile, ricominciando a camminare verso la sua stanza a passo svelto. La ragazza gli corse dietro e quando lo raggiunse lo afferrò per la maglietta e per poco non lo strozzò.
-Allora è vero!!! Ti piace Junko!!!- esclamò Harumi con voce assurdamente alta.
Nishikido si voltò di scatto e le mise rapido una mano sulla bocca, per evitare che le sue urla svegliassero gli altri.
-Ti prego! Evita di gridare ai quattro venti certe cose!- mormorò il ragazzo guardandosi attorno con apprensione. Harumi prese la mano di Ryo e se la scostò lentamente dal viso.
-Quindi è vero?- chiese per l’ennesima volta, ma tenendo un tono di voce basso.
Nishikido sospirò con aria grave, anche troppo grave secondo Harumi.
-Possiamo far finta che questa conversazione non sia mai avvenuta?- chiese il ragazzo abbassando lo sguardo.
Il viso della ragazza si fece serio e con la mano sfiorò il braccio di Ryo.
-Non c’è nulla di male…
-Lei sta con Massu, quindi si, qualcosa di male c’è!- rispose lui stringendo forte nella mano l’asciugamano- Adesso andiamo a dormire ti prego…
Harumi annuì sospirando, capendo che sarebbe stato inutile continuare la discussione il quel momento.
-Ok oniichan, andiamo a dormire!
-Come cavolo mi hai chiamato???- domandò Nishikido, dal cui viso scomparve del tutto l’espressione affranta che aveva poco prima.
-Oniichan!- rispose Harumi con un sorrisone- Mi piace pensare di stare adottando voi ragazzi come fratelli, l’ho già fatto con Shige!
Ryo alzò un sopracciglio, ma non sembrò del tutto contrario alla cosa.
-Ok, però solo se mi chiami “aniki”!
Harumi prese l’asciugamano di Ryo e iniziò a trascinare il ragazzo per il corridoio.
-Ok, ok! Vada per “aniki”! Certo che sei proprio un yakuza!- disse la ragazza fermandosi di fronte alla porta della stanza dei maschi.
-Adesso andiamo a dormire…- aggiunse abbassando la voce in un sussurro e aprendo lentamente il pannello scorrevole.
-Cosa cavolo vuoi fare?- domandò Nishikido, abbassando la voce anche lui, per non svegliare i ragazzi che sembrava stessero già dormendo.
-Devo dare la buonanotte a Tego- rispose semplicemente lei, entrando nella stanza e ignorando le obbiezioni del ragazzo.
Entrarono nella stanza e Harumi rimase accanto alla porta, chiudendola e attendendo che Ryo si mettesse a letto.
-Se fate casino vi ammazzo…- disse alla fine Nishikido, infilandosi sotto il lenzuolo, senza aggiungere altro.
Harumi si lasciò scappare una risatina soffocata, poi si avvicinò lentamente all’ammasso di capelli che aveva riconosciuto come quelli di Tegoshi, accucciandosi a terra e camminando gattoni. Arrivò fino al suo futon, scostando il lenzuolo che copriva metà della faccia del ragazzo e accostò il proprio viso al suo, soffiando leggermente.
-Yu-chan…- mormorò posandogli un bacio sull’angolo della bocca.
Yuya aprì lentamente gli occhi, sorridendo quando riconobbe la sagoma di Harumi anche nell’oscurità della stanza.
-Che fai qui?- le chiese dolcemente, ma senza attendere una risposta scostò il lenzuolo e lasciò che la ragazza si sdraiasse accanto a lui, stringendosi al suo petto.
-Hai intenzione di restare qui tutta la notte?- domandò Tegoshi, passandole una mano sulla schiena e poi infilandola sotto la maglietta.
-Ti dà fastidio…?- Harumi strofinò il naso contro il suo collo, mentre le dita giocherellavano con il laccio dei pantaloni della tuta di lui.
-Niente affatto…ma potrebbe finire male…- ridacchiò Yuya iniziando a baciarle il mento e salendo a sfiorarle le labbra.
-Chi ti dice che non potrei essere io ad approfittarmi di te?- chiese la ragazza insinuando la mano sotto il bordo del pantaloni e sfiorando con le dita il suo membro da sopra la stoffa dei boxer.
Tegoshi infilò la lingua fra le labbra di Harumi e gemette con forza nella sua bocca, accarezzandole con una mano il petto e seguendo le curve del suo seno.
Fu in quel momento che da un angolo della stanza rimbombò un sonoro starnuto di Shige che bloccò i due ragazzi e li fece ridere sommessamente.
-Credo che non ci riuscirei mai con Shi che starnutisce in sottofondo…- disse Harumi sfilando lentamente la mano da sotto i pantaloni di Yuya e limitandosi ad accarezzargli il fianco.
Tegoshi la strinse di più a sé, mentre le gambe della ragazza si avvolgevano attorno alle sue.
-Mi basta averti qui…- le sussurrò sfiorandole le labbra- Non ho bisogno di nient’altro…
-Oyasumi, Yu…
-Oyasumi, piccola…
-Qualcuno ha una vaga idea di dove sia Shige?- domandò Arisa mentre serviva in tavola la colazione.
-Prima, quando siamo usciti, era ancora a letto!- rispose Harumi fiondandosi letteralmente sulla sua ciotola.
-A proposito!- intervenne Junko con l’aria della mamma apprensiva- Tu la prossima volta chiedi il permesso prima di passare la notte in altre camere!!! Quando ci siamo svegliate ci è venuto un colpo non trovandoti e poi scopriamo che eri imboscata nel futon di Tego!
Harumi si mise a ridere sputacchiando chicchi di riso un po’ ovunque, ma assumendo l’aria della figlia che non ha la minima intenzione di dar retta alla madre.
-Ma veramente sei stata tutta la notte nella nostra stanza??- domandò Koyama sedendosi a tavola- Non mi sono accorto di nulla!
-E ringrazia il cielo per questo…- sottolineò Ryo- Non sarebbe stato bello se te ne fossi accorto!
-Ehi! Non abbiamo fatto nulla di illecito!- esclamò all’improvviso Tegoshi, riemergendo da dietro la sua tazza di tè.
-Confermo!- intervenne Yamapi alzando la mano- L’unica cosa che ho sentito è stato un mugolio sommesso, poi si sono messi a dormire!
-Quindi eri sveglio!!!- esclamò scioccata Harumi, inghiottendo il suo boccone di riso.
-Hai corso un bel rischio…- ripeté Nishikido impassibile.
-Ryotan, la pianti????- chiese esasperato Yuya.
-Ehm scusate!!!- cercò di attirate l’attenzione Toma- Ma c’è Kato!
Tutti quanti si voltarono di scatto verso la porta, al cui stipite era appoggiato Shigeaki con l’aria di uno zerbino calpestato da un carro-armato. Si reggeva in piedi a malapena, cercando sostegno con il muro e aveva gli occhi talmente gonfi e rossi da sembrare che lo avessero preso ripetutamente a pugni durante la notte. A completare l’opera, un insistente moccio al naso.
-Dio santissimo! Shige, stai bene?- chiese immediatamente Arisa lanciandosi verso di lui armata di fazzoletto.
-Dalla faccia direi proprio di no…- osservò Tomohisa con ironia- Ma hai preso il raffreddore?
-Non ne ho idea…- rispose Kato tirando rumorosamente su col naso- Ho iniziato a starnutire ieri…ma non ho febbre o mal di gola…sembra quasi che sia aller..
-HAI BISOGNO DI RIPOSO!!!- urlò all’improvviso Keiichiro, saltando in piedi e interrompendo l’amico- Vedrai che con una dormita e una bella aspirina passa tutto!- aggiunse mettendosi a cercare nervosamente nel mobile dei medicinali.
-Keii, a me sembra che tu abbia bisogno di una camomilla invece…- disse Harumi, un attimo prima che il suono del campanello riecheggiasse per la casa.
-Chi può essere a quest’ora?- domandò Junko- Non può essere Yuki, lei ha le chiavi.
Harumi fece spallucce e si diresse all’ingresso seguita a ruota da tutti i presenti in cucina.
-Chiunque sia, si prenderà un colpo a vedere tutta questa gente ad aprire alla porta!- osservò Arisa trascinandosi dietro un Kato non molto lucido.
Il campanello suonò una seconda volta e quando Harumi aprì la porta si trovò davanti una ragazza non molto alta, della sua stessa età e con dei voluminosi e ricci capelli scuri. Reggeva in braccio un ammasso di pelo grigio, da sotto il quale spuntava il muso di un gatto dall’aria assonnata.
Le due ragazze rimasero a fissarsi come due ebeti per qualche secondo, dopodiché iniziarono ad emettere delle urla che rasentavano la barriera del suono, correndo ad abbracciarsi, provocando il quasi-soffocamento del gatto.
-Mayuuu!!!
-Haruuu!!!
-MAYUUUU!!!
-HARUUUU!!!
-ABBIAMO CAPITO COME VI CHIAMATE!!!- urlò Nishikido cercando di sovrastare le urla delle ragazze.
Harumi e la ragazza che, evidentemente, si chiamava Mayu, si staccarono dall’abbraccio, rivolgendosi agli altri con dei grandi sorrisi.
-Ragazzi!- esordì Haru- Questa è mia cugina, Mayu! È la figlia di mia zia Yuki!
-Piacere di conoscervi!- esclamò Mayu raggiante.
Regnò un silenzio di pochi istanti e poi un urlo generale.
-QUELLA DONNA HA UNA FIGLIA????!!!!!!
Harumi si batté una mano sulla fronte, esasperata.
-Ti prego, scusali…- disse alla cugina- sono dei casi disperati! Però ti ricordi di Junko e Arisa?
-Si certo!- rispose Mayu avvicinandosi alle due ragazze abbracciandole a turno- Ne è passato di tempo, ma mi ricordo!
-E’ bello rivederti Mayu!- disse Arisa sciogliendo l’abbraccio- Ma quella palla di pelo da dove arriva?- aggiunse indicando il gatto che, pacifico, se ne stava ancora fra le braccia della ragazza.
-Ah si…l’ho trovato che zampettava qui fuori e..
-UN MOMENTO!!!!!!- un urlo disumano interruppe il loro dialogo e Shige e il suo naso rosso si fecero largo fra la folla radunata sull’ingresso -Quella…quella bestia….- disse tremante indicando il felino sonnacchioso-…è…è…E’ NYANTA!!!!!!!!
-Il gatto di Keii-chan?- chiese sorpreso Tegoshi- Cosa ci fa qui?
-Lo vorrei sapere anch’io…ecco perché mi è venuta l’allergia!- disse Kato tirando su col naso- KEEEEIIIII-CHAAAAAN??????
-Siiii Shige-kun?- una vocina timida si levò da un punto poco dietro le spalle di Nishikido, ma il metro e settanta dell’Osaka-man non era certo sufficiente a nascondere Koyama e i suoi 180 centimetri.
-Mi spieghi cosa ci fa qui Nyanta???- domandò Shigeaki, rosso sia per l’allergia che per il nervoso.
-Bhè ecco…- Keiichiro riemerse da dietro le spalle di Ryo-…vedi i miei genitori mi hanno detto che Nyanta era tanto triste senza di me…così l’ultimo week-end in cui sono andato a trovarli…mi sono portato via Nyanta…
Il ragazzo abbassò la testa dispiaciuto, chiedendo umilmente scusa. A quel punto Shige fu costretto a mostrarsi magnanimo.
-Va bene va bene, ma il prossimo week-end lo riporti subito a casa! Non voglio rischiare di avere uno shock anafilattico!
Koyama rialzò la testa e sorrise contento, dirigendosi verso Mayu e il felino, che sembrava trovarsi totalmente a suo agio in braccio a lei.
-Credo che tu piaccia al mio gatto!- esclamò Keiichiro, porgendo le braccia per prenderlo lui stesso.
-E lui piace a me!- rispose Mayu con un bellissimo sorriso, che provocò al ragazzo un tremore alle ginocchia.
Mayu era l’unica figlia di Yuki e cugina di primo grado di Harumi. Viveva con la madre e frequentava una scuola in un’altra prefettura, un liceo famoso per il rinomato club di nuoto; Mayu infatti si era dedicata a quello sport fin dalle scuole medie e ben presto aveva raggiunto il livello agonistico. Quell’anno era riuscita ad ottenere la convocazione nella nazionale juniores e le prime settimane delle vacanze estive le aveva passate in ritiro con la squadra; alla ripresa delle lezioni avrebbe cambiato scuola, trasferendosi in quella della cugina, perché più vicina al luogo in cui la squadra si allenava.
-E così sei una giovane campionessa!- esclamò Koyama, appoggiato al bancone del bar, fissando estasiato i grandi occhi di Mayu.
-Bhè, non esageriamo!- rispose la ragazza bevendo il suo frullato alla banana- Ho un sacco di cose da imparare ancora, ci sono ragazze molto più brave di me!
-Come sei modesta…- sospirò il ragazzo ammirato.
-Come sei scansafatiche!- esclamò Tegoshi, colpendolo sulla nuca- Se non ti ricordi male è anche il tuo turno al bar! Qui sto facendo tutto io!
-Ma c’è già Haru-chan che serve ai tavoli e oggi non c’è tanta gente…- replicò il ragazzo con il migliore dei suoi sorrisi. Un vassoio lo colpì sonoramente sulla testa.
-Sei incredibile!- disse Harumi appoggiando l’arma del delitto sul bancone- Ti perdono solo perché stai tenendo compagnia a Mayu!
-E poi è proprio bravo a fare i frullati alla banana!- osservò la cugina succhiando rumorosamente con la cannuccia.
L’immenso sorriso che si dipinse sul volto di Keiichiro fece scuotere con amarezza le teste di Yuya e Harumi.
-Credo che sia rimasto fulminato sul colpo…- mormorò Tegoshi alla ragazza, che l’aveva raggiunto dietro il bancone per lavare i bicchieri.
-Temo anch’io…ci mancano solo gli occhioni a cuore, un’aura rosa tutt’attorno e avremo la perfetta rappresentazione della condizione emotiva di Keii-chan!
-Mi daresti lezioni di nuoto??? Io sono davvero imbranato!
L’improvvisa richiesta di Koyama fece voltare di scatto Harumi e Yuya, trovando una Mayu che accettava volentieri la richiesta del ragazzo.
-Se vuoi possiamo iniziare subito!- propose lei alzandosi dalla sedia.
-Sarebbe perfetto!
-Allora vado a mettermi il costume, arrivo subito!
Mayu si allontanò dal bar, dirigendosi verso gli spogliatoi e lasciando un Keiichiro Koyama estremamente soddisfatto e un Tegoshi e una Harumi basiti.
-Keii…- disse la ragazza tastandogli la spalla con il dito indice- Ma fai sul serio?
-Ovviamente si!- rispose lui felice come un bambino.
-Sbaglio o…- intervenne Tegoshi con le braccia conserte- Eri proprio tu quello che alle medie ha fatto nuoto a livello agonistico e poi ha mollato perché troppo pigro?
Koyama si alzò dalla sedia, saltellando allegro verso l’uscita- Dettagli!
no subject
Date: 2008-10-05 12:49 pm (UTC)povero il mio piccolo Buuchan...ci penso io U///U
BELLA LA MIA ADORATISSIMA NYANTA ghghghghghghghghghghghghghg
BVABVA TATA BVAVAAAAAAAAAA!!!rileggere è sempre un piacere uhauhauha!!
14noi vogliamo, noi vogliamo, noi il quattordiciiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
il quattordiciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!XDDDD
un ippip urrà per Nyanta per favore!U_U
e non mi credere na pazza solo perchè sei accanto a mè e stò praticamente sbavanto solo per aver letto capitolo 14!!uhauhauha
no subject
Date: 2008-10-05 04:36 pm (UTC)tu sei fumata!! XD (senti da che pulpito)
e ricorda....sanpaculo amici! saaaaanpaculo!
no subject
Date: 2008-10-05 05:43 pm (UTC)Keii è una forza mi sta facendo morire, ora sono curiosa di sapere come andrà avanti, e Ryo che farà adesso?
Sono curiosa scrivi scriviiiiiiiiiiiii
no subject
Date: 2008-10-08 07:48 pm (UTC)Reruuuuuuuuuu... mi stai facendo morireee!!
Scriivi!!
Voglio sapere come continua! Non puoi lasciarmi con certe situazioni lasciate a meta!! ti prego...
no subject
Date: 2008-10-09 11:58 pm (UTC)Toma e Pi sono così teneri insieme!