Kurenai cap.12
Oct. 12th, 2008 05:52 pmE' incredibile, ma oggi abbiamo finito di scrivere l'ultimo capitolo di Kurenai! Quindi cerchiamo di sbrigarci per arrivarci, ecco il dodicesimo capitolo! x3
Titolo: Kurenai
Rating: R con parti NC-17
Autori: Vampiretta87 e Subaru87
Fandom: Arashi
Genere: AU e un tantino angst
Pairing: Sakumoto
Disclaimers: gli Arashi non ci appartengono ma ci sono apparsi in sogno chiedendoci di accoppiare Jun e Sho in una ff quindi li abbiamo accontentati XD
Post precedenti: Capitolo 1, Capitolo 2, Capitolo 3, Capitolo 4, Capitolo 5, Capitolo 6, Capitolo 7, Capitolo 8, Capitolo 9, Capitolo 10, Capitolo 11
Capitolo 12
POV/JUN
Iniziò a rivestirsi allacciandosi lentamente i bottoni della camicia; anche questa sembrava essere una notte movimentata. Chiuse un attimo gli occhi cercando di distrarsi e non pensare di avere ancora davanti a sé molte ore di lavoro.
Quel posto era cambiato da quando lo aveva lasciato. Aveva sperato di non ritrovarci quell’uomo, ma quando era arrivato lì il primo giorno aveva scoperto non solo che era ancora lì, ma che ora era stato incaricato della gestione del locale, e che aveva l’abitudine di divertirsi con i ragazzi quando non aveva niente da fare. Fortunatamente lui finora era riuscito a scamparla grazie alle numerose richieste che riceveva, però non sarebbe andata sempre così e la cosa lo spaventava a morte. La sola idea di essere toccato da quell’uomo lo faceva star male.
Sospirò preoccupato avviandosi verso la porta; sperava di avere subito un’altra richiesta, non voleva restare in giro per il locale e rischiare d’esser preso di mira da quel tipo.
Aprì la porta uscendo nello stretto corridoio illuminato dalle bianche luci al neon, il suono sommesso della musica della sala principale si sentiva fin lì. Camminò senza fretta raggiungendo la porta che dava nel salone; come entrò fu avvolto dall’odore di fumo e dal chiacchiericcio mischiato al volume alto della musica che veniva mandata a ripetizione dalle casse posizionate a tutti gli angoli della sala.
Quella sera il locale era piuttosto pieno; molti clienti erano seduti ai tavoli insieme ai ragazzi o al bancone a bere, altri aspettavano il loro turno nell’atrio. Cercò di passare la sala ignorando i commenti degli uomini seduti intorno rivolti a lui; era una scena indecente, eppure si ritrovava costretto lì dentro ogni sera e l’unica cosa che poteva fare era stringere i denti e sopportare. A volte si chiedeva fin quando sarebbe dovuto sottostare a tutto questo e se sarebbe mai venuto un giorno in cui sarebbe stato libero.
Si avvicinò al banco e l’uomo che vi stava dietro come lo vide gli fece un cenno con la mano. “Jun, hai un’altra richiesta, devi salire immediatamente alla camera due al quarto piano. Sbrigati, il cliente sta già aspettando da quasi mezzora!”
Si sentì vagamente sollevato nel sentirselo dire; annuì silenziosamente e si girò subito dirigendosi verso l’ascensore. Si fermò davanti alle porte aspettando che arrivasse, appoggiandosi contro il muro. Sarebbe stato stravolto alla fine della serata, già lo sapeva.
In realtà in quegli ultimi giorni non si stava preoccupando troppo della sua stanchezza, cercava di tenere la mente più occupata possibile altrimenti avrebbe ricominciato a pensare a… lui.
Fu percorso improvvisamente da un brivido nel momento in cui tornò con la mente a quella sera quando aveva seguito Nino in quel vicolo, quando aveva visto quelle figure, quando aveva capito cos’era Sho veramente.
Scosse piano la testa scostandosi dal muro; non voleva ricordare. Tutto quello che c’era stato con Sho – le notti insieme, i baci e le carezze – ora era tutto come intriso di sangue. Non voleva ricordare, aveva soltanto voglia di dimenticare.
Si aprirono le porte dell’ascensore; si spostò da un lato per permettere di uscire alle altre persone. In quel momento alzò poco lo sguardo e i suoi occhi si spalancarono con terrore: davanti a lui c’era quell’uomo. Era appena uscito dall’ascensore e aveva un ragazzo accanto a lui, lo teneva per una spalla; poteva immaginare cosa gli aveva appena fatto.
Fece istintivamente un passo indietro distogliendo lo sguardo. Lo vide girarsi dalla sua parte con la coda dell’occhio mentre gli passava accanto, e le sue labbra piegarsi in un sorriso malizioso prima di allontanarsi all’interno della sala.
Rimase immobile per qualche istante incapace di muoversi, il suo corpo che iniziava a tremare senza controllo. S’infilò velocemente nell’ascensore premendo il pulsante del quarto piano e poi si gettò contro la parete stringendosi le braccia intorno al corpo.
Aveva sorriso, con quel sorriso orribile e perverso che gli aveva visto in volto anche quella notte mentre lo costringeva sotto di lui. Rabbrividì di nuovo; significava che si ricordava ancora di lui? Che presto sarebbe accaduto di nuovo? No… non ci voleva neanche pensare.
Gli occhi gli si gonfiarono improvvisamente di lacrime e una goccia gli scorse rapida lungo il viso. Si asciugò cercando di riacquisire il controllo di sé ed assumere un’espressione normale: se si fosse presentato in quelle condizioni il cliente si sarebbe lamentato e lui sarebbe stato punito.
Le porte si aprirono sul quarto piano ed uscì fermandosi nel corridoio prendendosi ancora qualche istante per calmarsi.
Fece un profondo respiro e poco dopo iniziò ad incamminarsi a passo lento verso la camera. Arrivato alla porta l’uomo che stava lì davanti bussò piano, poi aprì facendogli segno di entrare.
Varcò la soglia della porta che si richiuse subito dietro di lui entrando nella stanza poco illuminata. L’uomo che lo stava aspettando era di spalle, appoggiato alla finestra. Fece qualche passo verso di lui dicendo “Omatase shima…” ma in quel momento l’uomo si voltò e capì di chi si trattava.
“Sho…”
Rimase immobile in mezzo alla stanza fissando la figura davanti a sé. Come era possibile? Come aveva saputo di quel posto?
Sho si girò completamente verso di lui senza spostarsi dalla finestra, continuando a guardarlo negli occhi. Era come congelato, non sapeva cosa fare. Non poteva uscire, ma non voleva restare lì dentro con lui; il pensiero di quello che era e che poteva fare lo faceva rabbrividire.
Dopo attimi di silenzio che parvero infiniti, Sho iniziò a parlare. “Scusami se sono venuto a disturbarti fin qui, io… ho davvero bisogno di parlarti.”
“Come hai saputo di questo posto?” chiese lui come se non avesse sentito quello che gli aveva appena detto.
Sho parve un po’ interdetto. “Questo non ha importanza, adesso vorrei solo che tu mi ascoltassi, lo farai?”
Jun si morse leggermente il labbro, non sapendo esattamente cosa fare; voleva solo che Sho andasse via da lì.
“Tu non dovresti essere qui, Sho. Ti prego, vattene via” disse distogliendo lo sguardo, gli occhi che ricominciavano a riempirsi di lacrime.
“Jun, per favore…” disse Sho facendo lentamente qualche passo verso di lui.
“No, non ti avvicinare!” gli intimò alzando la voce. Sho si fermò immediatamente sui suoi passi, un’espressione triste dipinta sul suo volto.
Si pentì improvvisamente di aver urlato a quel modo contro di lui vedendo i suoi occhi tristi; avrebbe voluto chiedergli scusa, ma le parole gli morirono in gola. Abbassò il viso senza aggiungere altro.
Sho rimase a lungo in silenzio spostando lo sguardo all’interno della stanza, poi lo riportò su di lui e disse a bassa voce, quasi sussurrando: “Non ti farei mai del male, Jun… preferirei morire, piuttosto…”
Jun continuò a tenere lo sguardo basso, avvolto da mille pensieri, tanto che non si accorse di Sho che camminò verso di lui fino a fermarglisi davanti. Sussultò silenziosamente quando sentì la sua mano avvicinarsi al suo viso accarezzandogli la guancia.
Avrebbe voluto non avere paura, ma era terrorizzato, e anche Sho doveva essersene accorto perché scostò piano la mano facendo un passo indietro cercando di cogliere il suo sguardo.
“Mi ascolterai?” chiese poi delicatamente.
Jun alzò piano il viso su di lui; gli occhi bagnati dalle lacrime gli impedivano di vedere per bene, ma riusciva a distinguere la figura di Sho davanti a lui, il suo sguardo quasi supplichevole.
Sospirò mordendosi nuovamente il labbro e asciugandosi gli occhi con la manica della maglietta, “Va bene…” disse in un soffio.
Sho si allontanò vedendo che Jun era a disagio con lui così vicino, e tornò alla finestra dandogli le spalle.
“La verità è che ti ho mentito... ti ho mentito sempre, ti ho fatto credere di essere quello che non sono, mentre la verità è che io sono... un mostro.”
Jun era rimasto fermo senza dire una parola, Sho poteva sentire il suo respiro alle sue spalle regolare ma allo stesso tempo agitato.
“Tu sei...” sussurrò Jun piano quasi impercettibilmente.
“Un vampiro” disse Sho finendo per lui la frase.
Senti Jun muoversi nervoso nella stanza e sedersi sul letto.
“In realtà il giorno che ci siamo incontrati per la prima volta non so neanche io perchè ti ho chiesto di parlarti... forse sentivo che in te c’era qualcosa che rispecchiava il mio stesso stato d’animo.”
Jun ricordava molto bene quella sera e lo strano comportamento che aveva avuto quell’uomo quando Sho lo aveva disarmato; ora cominciava capire il motivo, doveva aver visto in lui la sua vera natura o comunque quello che non era.
“Poi mi sono trovato inconsapevolmente a cercarti... volevo rivederti, e quando ti ho trovato e mi sei svenuto tra le braccia non sapevo che fare, avevo paura di lasciarti solo e allo stesso tempo avevo paura di portarti con me... poi mi sono convinto che ero in grado di controllarmi e di resistere, ma quando ti sei tagliato e ho sentito l’odore del tuo sangue sono impazzito, i miei istinti hanno avuto il sopravvento e... ti ho morso.”
Jun sussultò a quel ricordo vago; in realtà non ricordava bene e sapeva che in fondo non gli aveva fatto veramente del male, però la paura ora era tanta e non sapeva come comportarsi nonostante i suoi sentimenti.
Poi improvvisamente sentì Sho colpire il davanzale della finestra con un pugno e si girò per la prima volta verso di lui; aveva i muscoli tesi e sembrava arrabbiato.
POV/SHO
“Ho fatto di tutto per evitare che succedesse ma... ero affamato e non ho resistito... mi dispiace… per questo poi ho cercato di allontanarti, non volevo rischiare di ucciderti per colpa dei miei istinti. Poi quando sei venuto da me non ricordando nulla di quello che era successo non sapevo cosa fare; volevo mandarti via, ma ormai avevo capito di provare qualcosa per te e quando mi hai baciato ho ceduto, mi sono convinto che potevo provare a crearmi una vita con te, anche se dentro di me sapevo che non era così perchè la mia condizione non mi permetteva di poterti stare vicino per sempre.” spiegò Sho continuando a guardare fuori dalla finestra.
“Se solo potessi essere umano... potrei essere libero di amarti.” disse Sho mentre una lacrima gli rigava il viso.
Non se ne era neanche reso conto, ma Jun si era alzato e gli si era avvicinato e anche se impaurito gli aveva posato una mano sulla spalla, a quel contatto Sho sussultò improvvisamente e Jun tirò indietro la mano un po’ spaventato.
“Scusami.” disse Sho vedendo di averlo spaventato.
“È vero quello che hai detto?” chiese Jun con lo sguardo basso.
“Certo, è quello che ho provato finora e che provo ancora... io ti amo, ma capisco benissimo che tu non mi voglia più vedere e che sia disgustato da me.” disse Sho tristemente.
“Io non sono disgustato... sono spaventato, e il fatto che tu mi abbia raccontato tutte queste bugie finora non mi aiuta a tornare ad avere fiducia in te.” cercò di spiegare Jun senza riuscire ancora a guardarlo.
“Mi dispiace, pensavo di proteggerti non dicendotelo... ma penso che questo ti abbia fatto soltanto soffrire, mi dispiace veramente tanto Jun.” disse continuando a cercare di scusarsi, anche se pensava che mille scuse non sarebbero mai bastate a giustificare il suo comportamento.
Jun rimase in silenzio per un pò poi disse.
“Posso farti delle domande?”
“Certo. Non voglio più mentirti, chiedimi quello che vuoi.” gli rispose subito Sho.
“Chi è veramente Nino?” chiese Jun per la prima volta alzando lo sguardo.
“...sapevo che me lo avresti chiesto. Nino è... il mio creatore.”
“Il tuo creatore?” chiese Jun perplesso.
“Si, lui mi ha reso ciò che sono ora, mi ha trasformato in un vampiro… Nino sembra un ragazzino ma è più vecchio di quanto tu possa pensare. Io per essere un vampiro sono relativamente giovane.” cercò di spiegare Sho.
“E c’era qualcosa tra di voi?” chiese ancora Jun.
“No, era solo amicizia, almeno per quanto mi riguardava.” rispose.
“E perché ora non siete più in buoni rapporti?”
“Diciamo che non ho mai apprezzato quello che mi ha fatto.”
“Intendi la trasformazione?”
Sho tornò a guardare la finestra come se in quel modo gli fosse più facile ricordare.
“Io non volevo… non avrei mai voluto, ma lui mi trasformò senza che io sapessi nulla di quello che mi sarebbe successo e di cosa sarei diventato. Questo non gliel’ho mai perdonato. Stetti con lui per qualche anno perché mi era impossibile sopravvivere da solo, e poi me ne andai. Lui si infuriò e mi cercò più volte; poi pensavo che avesse rinunciato, invece è tornato e proprio adesso che ti avevo incontrato.” raccontò.
“Se prima non potevi sopravvivere senza di lui ora come fai? E come mai sei così ricco?” ogni sua domanda era logica, gli aveva detto tante di quelle bugie che ora voleva sapere quel poco di verità che c’era stata nelle sue parole.
“All’inizio rubavo.” Rispose, e vide Jun un po’ shockato, non se l’era aspettato.
“Si rubavo… rubavo il denaro alle mie vittime, poi con il tempo ho imparato a investirlo, dopotutto avevo veramente studiato economia, quindi dopo qualche anno sono stato in grado di provvedere a me stesso… la nostra vita non è facile, si vive nell’ombra, e soprattutto si è soli, non avviciniamo mai gli umani se non per nutrirci oppure per… trasformarli. A volte è solo per la voglia di provare a vedere se se ne è capaci, almeno questo è quello che succede ai più giovani, altre volte è la disperata necessità di avere un compagno, ma non dura mai a lungo e prima o poi ci si allontana, ci si stanca l’uno dell’altro. Per me e Nino non è stato così, lui voleva che stessi con lui, mentre io volevo stare solo. Odiavo ciò che mi aveva fatto, io non volevo diventare…un assassino” pronunciò quell’ultima parola con dolore e rassegnazione.
“Ma perché? Perché devi uccidere? Non puoi semplicemente nutrirti senza fare del male? Senza…uccidere?” fece queste domande alzando leggermente la voce, come cercando un assenso, una speranza di non considerarlo realmente un mostro.
“Posso non uccidere e spesso lo faccio, ma a volte la fame è tanta da sapere di non potermi controllare e allora scelgo persone malate o gente malvagia; ciò mi da meno rimorso, anche se il dolore rimane.”
Jun lo guardava come se stesse riflettendo su quelle parole, come se lo stesse studiano cercando di capire se credergli oppure no.
“Quindi tu sei veramente immortale?” chiese poi Jun.
Era una domanda banale ma era anche la domanda più dolorosa per Sho in quel momento.
“Si, non invecchierò e rimarrò sempre come mi vedi ora, se mi ferisco guarisco in fretta e l’unica cosa che mi può ferire veramente è il sole… per questo in realtà all’inizio ho cercato di allontanarti, per paura di farti del male e perché se stessimo insieme tu invecchieresti mentre il mio aspetto rimarrebbe immutato e questo ti farà impazzire, quindi forse è meglio che tu abbia scoperto tutto e che ora mi odi e mi disprezzi. Giuro che non mi vedrai più, non ti devi preoccupare.” disse infine facendo per muoversi e allontanarsi verso la porta.
Poi sentì la mano di Jun stringersi intorno al suo braccio per trattenerlo e si fermò sorpreso girandosi a guardarlo; lui lo fissava con gli occhi lucidi come se stesse per mettersi a piangere.
“Mi ameresti anche se diventassi brutto e vecchio?” chiese Jun in un sussurro.
Sho lo fissò per un attimo quasi incredulo di sentirgli pronunciare quelle parole, poi la felicità riempì il suo cuore e istintivamente strinse forte Jun al suo corpo. Jun aveva i muscoli tesi ma poco dopo quel contatto lo fece rilassare e Sho poté sentirlo ricambiare l’abbraccio stringendo con le mani la sua camicia.
“Certo che ti amerei uguale, io amo te non il tuo aspetto.” gli sussurrò all’orecchio.
Jun affondò il viso nel petto di Sho cominciando a piangere.
“Jun che hai?” chiese Sho preoccupato.
“Sono felice.” rispose stringendo più forte Sho.
“Anch’io.” disse Sho accarezzando dolcemente i capelli di Jun.
Yep! x3
no subject
Date: 2008-10-12 04:22 pm (UTC)cuccioli <333 che bello hanno fatto pace e io mi sono sciolta al pensiero di loro due *__* che teneri!che bellini!
ok basta XD non vedo l'ora di sapere come procede!!ci stiamo anche avvicinando alla fine!!
no subject
Date: 2008-10-12 05:31 pm (UTC)no subject
Date: 2008-10-12 05:34 pm (UTC)comeh o gia' detto sono curiosissima di leggere cosa succede!