[ Il regalo più grande ]
Dec. 15th, 2008 02:45 amWaaa, ma da quant'è che non posto?XDD Un sacco mi sa o_o però le fic le leggo sempre ;__; (Vampiretta çOç io voglio il nuovo capitolo XDD +fugge XDD+).
Avviso che non è una fic molto allegra xDD ma nemmeno poi tanto deprimente ç_ç date tutta la colpa a Tiziano Ferro visto che è una song-fic con il testo de "Il regalo più grande"che è bellissima e nel ritornello non potevo non vederci Taisuke o_o.
Titolo: Il regalo più grande
Fandom: Kis-My-Ft2
Raiting: R
Pairing: HiroSuke
Disclaimer: Solo la storia è mia ç__ç il testo è del rispettivo autore <3 mentre i ragazzi si appartengono XD.
A/N: Potrebbero esserci degli errori di battitura ç_ç perchè non l'ho riletta XD nel caso fatemeli sapere che così la correggo?XD o ignorateli XD
[ Voglio farti un regalo
Qualcosa di dolce
Qualcosa di raro
Non un comune regalo
Di quelli che hai perso
Mai aperto
O lasciato in treno
O mai accettato
Di quelli che apri e poi piangi
Che sei contenta e non fingi
In questo giorno di metà settembre
Ti dedicherò
Il regalo mio più grande ]
Si stava preparando per uscire, era un giorno di metà Settembre e non faceva neanche tanto freddo. Per sua fortuna poi, non doveva andare in un luogo gelato, l’appartamento del compagno era sempre riscaldato per bene, prima di uscire però, avrebbe dovuto finire quella lettera su cui lavorava da almeno due settimane.
Più volte prima di arrivare a quel pezzo di carta, aveva pensato a cosa potergli regalare, lui non era mai stato un capo nei regali, molto spesso non ne aveva azzeccati e la gente aveva sempre finto di essere felice comunque, non voleva che l’altro sorridesse per educazione al suo stupido regalo.
“Prova a scrivergli una lettera!”
Gli era sembrata un’idea assurda in principio, Kitayama Hiromitsu non era di certo uno che si perdeva a scrivere lettere, per lui era già abbastanza difficile cercare di esprimere le proprie emozioni a voce, come avrebbe fatto a metterlo su carta bianca?
Non era neanche sicuro che fosse un buon regalo, di sicuro era raro, non credeva che ci fosse ancora qualcuno che scrivesse lettere, non a mano almeno.
Si avvicinò alla scrivania, senza agganciarsi la camicia che indossava, a prepararsi ci avrebbe pensato dopo, adesso doveva finire quella lettera.
Voleva che ne uscisse qualcosa di dolce per far si che il compagno rimanesse di stucco, riuscendo a pensare che anche Hiromitsu poteva essere una persona zuccherosa.
“Non dovevi prendermi un regalo costoso Hiromii~”
Nessuno degli altri regali poteva essere paragonato a quella lettera, soprattutto per il fatto che quella la stava scrivendo con le sue mani, era sicuro che almeno quello, avrebbe fatto piangere Taisuke.
“Mi chiamo Fujigaya Taisuke~”
Si erano conosciuti in un parco, due anni prima, Hiromitsu stava portando a passeggio il proprio cane mentre Taisuke stava studiando su una panchina.
Pocky, il suo cane, era corso verso l’altro ragazzo chiedendo insistentemente delle carezze che erano arrivate non molto dopo.
Hiro ricordava ancora il sorriso dolce che aveva Fujigaya quel giorno, la sua espressione innocente mentre accarezzava il cane di uno sconosciuto. Era rimasto talmente colpito da quel ragazzo che aveva immediatamente avuto la voglia di conoscerlo.
“Il mio cane ti ha disturbato?”
“No~ è un cucciolo così carino”
Hiro prese tra le mani Pocky, scuotendolo in modo giocoso; non era più propriamente un cucciolo, ma era comunque carino.
“Grazie a te l’ho conosciuto, sai?”
Non che volesse bene al cane solo per quello, ma se quel giorno non ci fosse stato lui, probabilmente le loro vite non si sarebbero mai incrociate e Hiro non avrebbe mai scoperto cosa fosse la vera felicità.
“Dici che così va bene Pocky~?”
Si, stava facendo leggere quello che aveva scritto al cane, che in tutta risposta prese a leccargli la guancia, come se approvasse le parole scritte.
Taisuke aveva conquistato anche quella pallina di pelo, oltre a lui, persino i suoi amici lo trovano adorabile ed era convinto che anche sua madre ne sarebbe stata innamorata, anche se lo conosceva solo tramite i suoi racconti.
Aveva scritto anche quello nella lettera.
“Adesso che l’ho finita, è il caso di prepararmi, che dici?”
Accarezzò la schiena del cane prima di posarlo per terra. Si sarebbe messo anche un paio di jeans aderenti, così nel caso Taisuke avesse schifato la sua lettera, avrebbe potuto buttare tutto nel sesso.
“Hi-Hiro..”
Quanto amava stare insieme a lui? Nel vero senso della parola.
Diventare una cosa sola con l’altro, gli lasciava sempre un senso di completezza addosso, ogni volta sentiva il mondo esterno sparire e rimanevano solo loro due. Nessun altro.
Si sentiva anche terribilmente vivo.
“Sto uscendo di casa Tai-chan~”
Gli aveva fatto quella chiamata per avvertirlo, così si sarebbe preparato anche lui mentre lo aspettava~, tanto poi, sarebbe stato bellissimo comunque.
Afferrò la lettera, posandoci un bacio sopra, e prese le chiavi della sua auto; non vedeva l’ora di andare da Taisuke.
Era la stessa voglia che sentiva ogni volta che doveva stare con lui, specie in quell’ultimo periodo.
Nell’auto aveva persino roba che apparteneva a lui, come il suo cd preferito o un maglione che aveva lasciato là una volta che avevano usato la macchina come nido d’amore. Tra l’altro, Fujigaya stava benissimo con quel coso addosso.
Arrivò a casa del compagno e sentì il proprio cuore cominciare a battere più forte; possibile che si sentisse a quel modo, ancora prima di vederlo?
Uscì velocemente dall’auto, controllando che avesse tutto con sé, ci mancava solo che si dimenticasse il suo regalo.
“Sono arrivato Tai-chan~”
[ Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente
Perché tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche
Che molto stanco il tuo sorriso non andava via
Devo partire però so nel cuore
La tua presenza è sempre arrivo
E mai partenza
Il regalo mio più grande
Il regalo mio più grande ]
“Hai visto com’è alta la Luna stasera?”
“Si”
Stavano davanti a quella finestra almeno da mezz’ora, l’appartamento di Taisuke non era in centro, quindi qualche volta capitava che si fermassero ad osservare la Luna e le stelle, dato che avevano la possibilità di vederle.
L’altro ragazzo gli si era accoccolato contro, passando l’altra metà del piumone attorno alle sue spalle; un tempo Hiro non avrebbe mai acconsentito ad una cosa così sdolcinata, le stelle, la Luna, loro due avvolti in una coperta…
“Hai freddo Tai-chan?”
“Un po’ ”
Si avvicinò ancora di più a Taisuke cercando di riscaldarlo, aveva le mani completamente gelate, nonostante le stesse tenendo dentro quelle del più grande.
Continuò a sfregarle mentre il compagno posava le labbra dolcemente sulle sue. Non faceva particolarmente freddo quella notte, era anche vero però, che l’altro sentiva il freddo più di lui.
“Sei silenzioso stasera, c’è qualcosa che non va?”
“No, no, solo che mi mancherai”
“Starò via pochi giorni~”
“Lo so, ma…”
Hiro strinse più forte le mani di Taisuke, che nel frattempo aveva abbassato lo sguardo verso un’altra parte; era sicuro che ci fosse qualcosa di più oltre alla mancanza che avrebbe sentito.
“Ehi, guardami Taipi”
Afferrò il volto del compagno costringendolo a guardarlo, non gli piaceva vederlo a quel modo, sembrava sul punto di piangere e se c’era una cosa che Kitayama non reggeva, era proprio vederlo piangere, forse perché sembrava più fragile del solito.
“Hi-Hiro”
“Cosa c’è che ti preoccupa?”
Perché sapeva che c’era qualcosa, ormai lo conosceva così bene che sapeva cosa gli passava per la mente, almeno in linea generale.
Taisuke chiuse gli occhi per un attimo tremando leggermente, si stava preparando a confessare qualsiasi cosa lo stesse preoccupando.
“E se…se quando tornerai, non dovessi più esserci?”
“Andrà tutto bene”
“Come fai ad esserne sicuro?”
Non sapeva che rispondergli, ogni cosa gli sembrava stupida, banale e scontata.
Avrebbe voluto dirgli che se lo sentiva, che sapeva che non lo avrebbe mai lasciato, soprattutto prima di rivederlo, ma dubitava che Fujigaya si accontentasse di quella risposta.
Hiromitsu non sapeva con certezza che l’altro si sarebbe salvato, la sua era una speranza ed una voglia di credere che tutto sarebbe andato bene.
“S-sono malato Hiro…”
Non si era ammalato da molto, forse due mesi, i medici sembravano essere ottimisti all’inizio, avevano detto che con qualche medicinale ed un trapianto di Midollo osseo si sarebbe salvato, peccato che fino a quel momento, non era stato trovato nessun donatore compatibile. Quando si era offerto lui in prima persona, Taisuke aveva minacciato di chiudere la loro storia se lo avesse fatto, per poi supplicarlo di dargli ascolto. Per quanto assurdo, aveva deciso di cedere al desiderio dell’altro, non aveva potuto resistere a quegli occhioni pieni di lacrime.
“Se non vuoi, non partirò”
“Ma è tua madre, non sarebbe giusto”
Se non lo avesse amato così tanto, gli avrebbe detto di decidersi, ma dire una cosa del genere a Fujigaya lo avrebbe fatto sentire uno schifo.
Decise di trascinarlo dolcemente verso il letto, baciandolo nel viso. Gli sfiorava la fronte, per poi passare alla guancia, depositò un piccolo bacio al suo naso, provocandogli un leggero sorriso.
“Quando arrivi alle labbra Hiromii~?”
Fece sdraiare Taisuke sul letto e si tolse la maglia prima di portarsi sopra di lui, cominciando a baciarlo sulle labbra, come gli aveva chiesto.
Delle volte, il più piccolo stava così male che non faceva altro che dormire, quello era uno dei giorni in cui stava sul serio bene; il destino gli stava facendo un favore, eh?
Gli passò piano le mani sui fianchi alzando la sua maglia leggermente, sfilandogliela dai jeans, passò la punta delle dita sulla sua pelle calda, accarezzandone ogni centimetro che trovava.
Il compagno aveva portato le braccia attorno alla sua vita, passava le mani sulla sua schiena nuda, incavando le unghie nelle sue spalle; gli piaceva la sensazione che gli provocava quel gesto.
Continuava a baciarlo mentre lo accarezzava sotto la maglia, gli prese i capezzoli tra le dita facendoli indurire tra di esse, Taisuke in tutta risposta inarcò il corpo come per incontrare il suo tocco maggiormente.
“Hi-Hiro..”
“Vuoi che mi fermi?”
“N-no”
Approfittando della loro distanza sfilò del tutto la maglia di Fujigaya, esponendo così il suo addome. Adorava passare le dita lentamente sul suo corpo.
Farle scivolare verso il ventre e poi afferrare il piercing che si trovava all’ombelico.
“Guarda che mi sono fatto!”
Era rimasto sorpreso quando lo aveva visto, piacevolmente sorpreso. Taisuke era sempre stato quel tipo di ragazzo innocente che poi riusciva a stupire con cose come quella.
Hiro posò le labbra sul collo dell’altro, risucchiandone la pelle, lo sentiva mugolare contro di lui mentre con le mani continuava ad accarezzare la schiena del più grande.
Passando le mani sul corpo del più piccolo, sentì il gonfiore che si era formato a causa della malattia, doveva fermarsi adesso?
“N-non vuoi più Hiro?”
“Non voglio che ti sforzi”
“Sto bene Hiro-chan”
Che si stesse preoccupando troppo? Se Fujigaya fosse stato male, glielo avrebbe detto, no?
Avvertì i palmi delle mani del compagno sul volto e tornò ad osservarlo, gli stava sorridendo. Sarebbe morto prima o poi a causa di quei sorrisi.
Anche se stanchi, c’erano sempre, non importava quanto i sintomi della sua malattia lo stancassero, Taisuke sorrideva sempre.
“Voglio stare con te, Hiro”
E lo tirò verso di sé, ricominciando a baciarlo, non poteva resistergli più di tanto~
Abbassò le proprie labbra sul collo di Taisuke, leccandolo e mordicchiandolo, stava cercando di non lasciargli segni o il medico lo avrebbe rimproverato.
Scendeva verso il suo petto, trascinandoci anche le mani, con le quali prese di nuovo i suoi capezzoli.
Lentamente fece scivolare una mano tra le gambe del più piccolo muovendola piano su esso, sentiva le mani di Taisuke ancora sulla sua schiena, si muovevano per tutta la sua lunghezza.
Hiromitsu attaccò un morso al petto dell’altro, nella zona vicina ad uno dei capezzoli, provocandogli dei brividi lungo il busto.
Fujigaya aveva iniziato a mugolare il suo nome mentre lui cominciava ad aprirgli i pantaloni, infilò la mano dentro quelli, prendendo ad accarezzare la sua erezione.
“Hi-Hiromii..”
Il più grande tolse del tutto i jeans del compagno, facendo poi lo stesso coi boxer liberando così il membro eretto che nascondevano. Se proprio doveva essere sincero, gli era sempre piaciuto il fisico di Taisuke, anche la sua parte più bassa.
Avvolse tra le dita il suo fallo iniziando a toccarlo, Taisuke gli passò una mano tra i capelli avvicinandolo a sé, in quel momento Hiro catturò le sue labbra reclamandole come sue, ancora.
“E-entra dentro di me Hiro…”
Kitayama sogghignò a quella richiesta, era così raro che gli chiedesse una cosa del genere, di solito lasciava che si prendesse il suo tempo. Oh beh, alla fine non si poteva di certo lamentare.
Tolse la mano dal sesso del compagno per recuperare il lubrificante che sapeva essere in un comodino. Quando lo prese, lo aprì rivestendoci due dita, fece segno al più piccolo di allargare le gambe in modo che potesse avere un accesso migliore.
“Se ti faccio male…”
“Non preoccuparti più~”
Gli aveva chiesto troppe volte se stava bene, eh?
Posandogli un bacio leggero sulla fronte portò un dito alla sua entrata, spinse il polpastrello al suo interno, cercando di capire come meglio poteva le reazioni dell’altro.
Il calore del corpo di Fujigaya lo stava avvolgendo, esattamente come i suoi muscoli; ogni volta che lo preparava, sentiva la voglia di averlo aumentare.
Infilò anche il secondo dito quando vide l’espressione di Taisuke farsi più rilassata, Hiromitsu cominciò a spingersi piano con le dita, provando a non lasciarsi prendere dalla propria voglia di avere Taisuke, a quel modo gli avrebbe fatto solo male.
Non molto dopo, l’altro prese a spingersi contro di sé e lui si fermò a fissarlo; lo trovava bello, come aveva sempre fatto.
“Andrà tutto bene Taisuke”
“Se dovesse andare nel peggiore dei modi…se ti dicessi che per un po’ vorrei che tu continuassi a pensare solo a me, sarei una persona
cattiva?”
Glielo aveva detto una volta, Taisuke gli aveva spiegato che a causa della propria gelosia era uscito quel pensiero. Hiro lo aveva stretto a sé dicendogli che avrebbe pensato a lui per il resto della sua vita. Non gli era mai importato quanto Fujigaya potesse essere geloso, lui si sentiva sempre contento dopo una sua scenata, anche perché l’altro era parecchio divertente a quel modo e non gli interessava neanche cosa pensasse la gente, lui adorava la gelosia del più piccolo.
[ Vorrei mi facessi un regalo
Un sogno inespresso
Donarmelo adesso
Di quelli che non so aprire
Di fronte ad altra gente
Perché il regalo più grande
È solo nostro per sempre ]
“Cosa vorresti fare al mio ritorno?”
“Uhm, andare a cena fuori!”
Gli strofinò l’asciugamano sui capelli, asciugandoli leggermente. Avevano appena finito di farsi il bagno e Hiro si stava prendendo cura di lui.
A causa della sua malattia Taisuke aveva perso peso, il medico aveva detto che poteva persino sfociare nell’anoressia.
“Nient’altro?”
Ci doveva pur essere qualcosa che desiderava, qualcosa che non gli aveva mai chiesto.
Per lui avrebbe fatto qualsiasi cosa, anche programmare le loro vite, cosa a cui era contrario. Aveva sempre creduto che fare dei programmi fosse inutile, in fondo tutti quelli che si era fatto erano sempre cambiati, ma con Fujigaya si sentiva in dovere di farlo, anche solo per non fargli pensare alla propria malattia.
“Prometti di non ridere?”
“Promesso~”
Il compagno si voltò verso di lui, avvolgendo le braccia al suo collo; con l’asciugamano sulla testa a quel modo, pareva tanto un egiziano!
Hiromitsu posò le mani sui suoi fianchi, trascinandolo verso di sé, Taisuke sorrise prima di posargli un bacio veloce sulle labbra.
“V-vorrei vivere con te”
Era arrossito immediatamente, perché avrebbe dovuto ridere per una cosa del genere? In tutta la sua vita non aveva mai pensato di vivere con qualcun altro, forse perché nessuno era mai stato importante, non quanto Taisuke.
Vide il compagno spostare lo sguardo mentre si mordeva il labbro inferiore, forse si stava pentendo di averglielo detto, più per il fatto che Hiromitsu fosse ancora in silenzio che altro.
“Piacerebbe anche a me”
Glielo disse muovendo sui suoi capelli l’asciugamano e lo vide sorridere, intrecciando poi le dita con alcune ciocche alla base del collo di Kitayama.
Se avessero vissuto insieme, avrebbero potuto condividere tutte quelle piccole abitudini quotidiane?
Avrebbero passato persino ore a non fare niente, solo a coccolarsi?
“Appena torno dal viaggio, organizziamo tutto per bene, eh?”
“D-davvero?”
Taisuke sembrava felice adesso, sorrideva nel modo più sincero possibile, era uno di quei sorrisi che Kitayama vedeva spesso, l’altro glieli riservava ogni volta e, stranamente, a lui batteva sempre forte il cuore.
Baciò sul naso il più piccolo e poi lo avvolse meglio nell’accappatoio, quel coso gli stava scivolando dalle spalle e se non l’avesse tirato su, sarebbe caduto lasciando l’altro nudo. Non che gli spiacesse, ma l’aria era piuttosto fredda quella mattina.
“Ed io che lo stavo facendo scendere apposta~”
“Ci rifaremo quando tornerò, tranquillo~”
“Mi chiami appena arrivi?”
“Ovvio! Tanto non starò via molto”
E dopo avergli detto quello, catturò le sue labbra con le proprie, iniziando l’ennesimo bacio della giornata; non avrebbe mai smesso di baciarlo, le labbra di Taisuke erano un qualcosa di inebriante.
“Adesso devo andare…Dio, mi mancherai come l’aria…”
“Mi mancherai anche tu Hiromii”
Fujigaya lo strinse a sé e Hiro cercò di non tremare contro di lui. Negare di essere preoccupato per la sua salute sarebbe stata la cosa più falsa della propria vita, se solo avesse saputo che ci fosse stato un donatore là fuori, sarebbe partito tranquillo.
Lasciò l’appartamento del compagno, salutandolo dalla finestra, visto da là sotto, sembrava piccolo.
Quando si infilò dentro l’auto, afferrò il cellulare componendo il numero del medico di Taisuke.
“Sarò là fra dieci minuti, ho bisogno di parlarle.”
[ Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente
Perché tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche
Che molto stanco il tuo sorriso non andava via
Devo partire però so nel cuore
La tua presenza è sempre arrivo
E mai... ]
“Aprilo!”
“Mi inquieta che tu mi abbia scritto una lettera~”
Hiro gli diede una leggera botta sulla testa, facendolo ridere, osava inquietarsi per la sua lettera, tsk, e lui che ci aveva passato giorni a scriverla! Era bello però, sentire Taisuke ridere di gusto.
“Stavo scherzando Hiro-chan!”
Gli baciò una guancia continuando ad aprire la lettera, oltre a quella, Hiromitsu aveva avuto la grande idea di metterci anche un disegno.
Ovviamente non era niente di eccezionale, ma si era impegnato pensando al più piccolo.
“Oh ma che carino il disegno! E’ la Luna, vero?”
“Uhm, col tuo so-sorriso..”
Era arrossito come un idiota, ma quel disegno era davvero imbarazzante, solo uno come lui poteva arrivare ad una cosa del genere, disegnare una Luna con un sorriso era forse la cosa più cretina che potesse fare.
Però nel momento in cui l’aveva disegnato, gli era sembrato carino, ci vedeva sul serio il sorriso di Fujigaya.
“Così la Luna sorride come me?”
“No, ho regalato il tuo sorriso alla Luna, così ogni volta che la guarderò, penserò a te”
“Quanto sei dolce Hiro-chan”
E dire che ancora non aveva letto la lettera vera e propria, chissà se lo avrebbe considerato nuovamente dolce o solo patetico.
“Posso leggere la lettera?”
“Certo! Ma non prendermi in giro, capito?”
Trovava un po’ traumatico sapere che Taisuke stava leggendo qualcosa scritto da lui, in quel pezzo di carta ci aveva scritto i suoi pensieri più intimi, tutto quello che provava per lui.
Aveva scritto quanto lo amasse, quanto non potesse vivere senza di lui ormai. Di quanto adorasse vederlo sorridere, perché con un solo sorriso gli illuminava la giornata.
Aveva aggiunto pure che non gli importava della sua gelosia, che si sentiva importante anche per quello e che la gente poteva considerarlo stupido quanto voleva, tanto lui era semplicemente innamorato.
Quando riportò lo sguardo sull’altro ragazzo, lo vide piangere, si stava sforzando di non singhiozzare. Doveva aspettarselo, sensibile com’era Taisuke, era prevedibile che piangesse.
Si avvicinò a lui accarezzandogli la testa, in quel momento Fujigaya alzò gli occhi arrossati verso di lui. Era dannatamente carino.
“Perché stai piangendo~?”
“I-io…le tue parole…”
“Erano stupide, lo so”
Lo vide scuotere la testa di lato in segno negativo e sorrise; stava muovendo quella testa così veloce che temeva volasse via!
“E-erano bellissime Hiro-chan, non…non me le merito”
Un secondo dopo Taisuke scoppiò a piangere più forte, lasciando liberi anche i singhiozzi. Perché credeva di non meritarsele?
Se Hiro le aveva scritte, se era riuscito a buttare giù quella lettera, era stato solo perché aveva pensato a lui, a tutto quello che gli provocava la sua vicinanza.
Ogni cosa che aveva scritto, era uscito dal suo cuore, era stato un modo per fargli capire meglio quanto contasse per lui.
“Ohi, ascoltami Taisuke…”
Il più grande accarezzò il volto di Fujigaya in modo dolce, sfiorandogli anche le labbra con la punta delle dita. A quel modo aveva ottenuto la sua attenzione.
“Ti meriti tutto quello che ho scritto, sono cose che penso, che sento e che provo. Ogni giorno passato con te mi ha reso felice e sono sicuro che tutti quelli che passeremo insieme avranno lo stesso effetto.
Io ti amo Taisuke, sei la cosa più bella della mia vita, la più importante”
Il compagno lo strinse a sé, affondando il volto nel suo petto, Hiro lo avvolse dalle spalle mentre con le ginocchia sfiorava i fianchi di Taisuke. Stava ancora piangendo e strusciando la guancia sul suo petto adesso.
“Ti amo anche io Hiro, tanto”
Kitayama si abbassò all’altezza di Taisuke prendendogli il volto tra le mani, col pollice cominciò a scacciare via le lacrime che continuavano a bagnargli le guance.
“Voglio vederti sorridere adesso~”
[ E se arrivasse ora la fine
Che sia in un burrone
Non per volermi odiare
Solo per voler volare
E se ti nega tutto quest’estrema agonia
E se ti nega anche la vita respira la mia
E stavo attento a non amare prima di incontrarti
E confondevo la mia vita con quella degli altri
Non voglio farmi più del male adesso
L’amore amore ]
“Il tuo midollo potrebbe non essere compatibile, lo sai, vero?”
“Si, ma voglio provare”
Alla fine poi gli esami li aveva fatti, il medico gli aveva detto che avrebbe saputo i risultati in un paio di giorni, Taisuke non ne sapeva nulla, se glielo avesse detto si sarebbe arrabbiato.
Anche se stava ancora dalla madre, non faceva altro che aspettare una chiamata da quel medico, voleva che Fujigaya trovasse un donatore al più presto, la sola idea di poterlo perdere lo spaventava.
“Come va la tua schiena Hiro?”
“Meglio, grazie”
Fare quegli esami era stato doloroso, sua madre non faceva altro che mettergli del ghiaccio sulla schiena perché da solo non ci arrivava; se il suo midollo fosse stato compatibile si sarebbe dovuto far pungere nello stesso punto. Se avesse aiutato il compagno però, quel dolore sarebbe stato ripagato.
“Il medico ti ha chiamato?”
“No, secondo te c’è speranza?”
Voleva sentirsi rassicurato da qualcuno, dato che col diretto interessato non poteva parlarne, sua madre poi era a conoscenza di ogni cosa, erano uniti loro due, non avendo un padre era normale che si confidasse con lei.
Quando le aveva detto della sua storia con Fujigaya, la donna si era sorpresa, non perché stesse con un ragazzo, ma perché anche lei aveva capito fin da subito quanto il più piccolo contasse per lui.
La mano della madre si strinse alla sua e Hiro sospirò, neanche lei sapeva cosa dirgli per farlo stare tranquillo, vero?
“Vedrai che andrà tutto bene, Taisuke-kun guarirà”
Annuì e la donna gli sorrise leggermente, la strada per la guarigione completa sarebbe stata lunga e neanche certa, lui non sapeva a che stadio fosse la malattia di Taisuke, su quello l’altro era stato molto vago, come se non volesse dirgli del tutto la verità.
Chiudendo gli occhi, nella propria mente vide la figura del compagno, era convinto che se le cose fossero andate male, lui sarebbe morto con Taisuke, non avrebbe retto la sua perdita, ormai quel ragazzo più piccolo contava davvero troppo.
Cosa avrebbe fatto separato da lui? Alla sola idea sentiva un vuoto dentro di sé.
“Stai bene Taisuke?”
Lo vide annuire alla sua domanda mentre teneva una mano alla bocca, stava rimettendo e perdendo sangue sia dalla bocca che dal naso, oltre alla perdita di peso anche quello rientrava nelle conseguenze della malattia.
Hiromitsu odiava vedere Taisuke a quel modo, odiava vederlo piegato in due rimettendo persino l’anima, oppure vederlo con una semplice febbre che poi si trasformava in altro. Perché doveva soffrire a quel modo?
Perché doveva sopportare tutta quell’agonia?
“Ti sta squillando il telefono Hiro”
Che fosse il medico di Taisuke?
Aveva i risultati dei suoi esami per caso?
Afferrò il cellulare rispondendo con la speranza che ci fosse qualcosa di positivo, l’attesa dei risultati lo aveva snervato per tutti i giorni precedenti.
^ Kitayama-kun…Taisuke è in ospedale^
“Cosa?”
Non era vero, non poteva essere.
Lui…lui aveva promesso a Fujigaya che sarebbe andato tutto bene, che si sarebbero rivisti dopo la visita alla madre. Non poteva essersene andato a quel modo, non senza di lui, non da solo.
^ Le sue condizioni stanno peggiorando e…potresti venire per il trapianto?^
“S-si, arrivo subito”
Taisuke non era morto ed il proprio midollo era compatibile, sarebbe stato il suo donatore si, gli avrebbe salvato la vita o quasi.
Hiro riattaccò il telefono alzandosi poi velocemente dalla poltrona, ignorando anche il dolore aveva sentito per il suo gesto, la madre lo stava guardando in modo strano, forse lo stava anche credendo matto.
“Devo andare in ospedale, Taisuke sta male”
“Ti accompagno io Hiro”
Era sicuro che sua madre avesse capito che si era agitato, non sarebbe sicuramente arrivato vivo all’ospedale.
Arrivarono in ospedale un’ora dopo e Hiro cercò immediatamente i genitori di Taisuke. Lì aveva conosciuti qualche mese prima, quando ancora nessuno sapeva che il compagno fosse malato, gli erano subito piaciuti, sia i genitori che i due fratelli, era proprio la classica famiglia felice quella dei Fujigaya, c’era sempre una strana allegria intorno a loro.
“Hiro-kun”
“C-come sta?”
"Il medico dice che lo stanno preparando per il trapianto, pare che abbiano trovato un donatore”
Ancora non sapevano che quel donatore fosse lui, eh?
Sicuramente sarebbero rimasti sorpresi, il figlio aveva chiesto anche a loro di non sottoporsi agli esami e lo aveva fatto nello stesso momento in cui l’aveva chiesto a Hiro.
Quando gli avevano chiesto il motivo, Taisuke aveva semplicemente risposto che non voleva che sentissero dolore a causa sua.
“Tieni le pillole Tai-chan”
“Non ne posso più Hiro..”
“Lo so, ma vedrai che finirà presto”
“Kitayama-kun, puoi venire con me”
Annuì al medico, mentre stringeva la mano della madre di Taisuke, poi abbracciò la propria madre, seguendo poi il medico. Nonostante il dolore che avrebbe provato durante l’operazione,nella sua testa ci sarebbe stato solo il compagno.
“Ogni volta che starai male, baciami o stringimi, in modo che tu possa respirare la mia vita”
Passando davanti alla stanza di Fujigaya, lo notò sdraiato sul letto completamente addormentato. Vedendolo così aveva l’illusione che stesse bene, non fosse stato per la maschera dell’ossigeno sul suo volto.
“Perché stai sorridendo così Taipi~?”
“Perché mi sono svegliato accanto a te”
Non si era mai innamorato di qualcuno, aveva sempre cercato di non caderci, nonostante poi mentisse con gli amici e raccontasse di storie d’amore che non erano sue. Poi quel ragazzo vitale, conosciuto in un parco, lo aveva fatto innamorare di sé talmente tanto che non credeva di poter vivere senza di lui.
[ Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente
E poi
L’amore dato amore preso amore mai reso
Amore grande come il tempo che non si è arreso
Amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte
Sei tu sei tu sei tu sei tu sei tu
Il regalo mio più grande ]
Aprì gli occhi lentamente, cercando di abituarsi alla luce che entrava dalla finestra, che ore erano? Il sole sembrava alto nel cielo, probabilmente era pomeriggio inoltrato. Quanto aveva dormito?
Si portò una mano sugli occhi stropicciandoli piano, aveva ancora sonno a dire il vero, se fosse stato per lui si sarebbe messo a dormire ancora.
Sentì un movimento provenire dall’altra parte del letto ed allungò le braccia, avvolgendo il corpo di fianco a lui.
“Ti sei svegliato~?”
“Uhm”
Lo poteva prendere come un “più o meno”, il tutto era condito anche dal fatto che l’altro stava strusciando il proprio volto contro il suo petto. Hiro infilò una mano tra i suoi capelli coccolandolo, gli piaceva toccarli, erano così morbidi.
“Guarda cosa c’è là Hiro-chan~”
Kitayama osservò il punto che Taisuke gli aveva indicato, là sul comodino c’era il disegno che gli aveva fatto poco prima di partire, l’aveva portata in ospedale?
“Quando sono stato male, l’unica cosa che sono riuscito ad afferrare è stata la tua lettera”
Ormai erano passati due mesi dal trapianto di Taisuke, continuava a fare tutte le cure possibili, anche se una guarigione completa non era garantita, l’altro avrebbe comunque vissuto più del previsto.
Quando gli aveva detto di aver fatto gli esami prima di andare da sua madre, gli occhi di Fujigaya erano passati dal sorpreso ad un qualcosa che non aveva ben capito, ed era raro che non capisse che cosa passasse nel suo sguardo.
Se avessero chiesto a Hiro perché aveva fatto una cosa del genere, avrebbe risposto per amore.
Passò delicatamente una mano sul braccio del più piccolo, carezzandolo, in tutta risposta Taisuke si avvicinò ancora di più a lui.
Alla fine poi, erano andati a vivere sul serio insieme, avevano organizzato tutto in ospedale, forse non era il luogo più romantico dove farlo, ma almeno era riuscito a distrarre l’altro.
L’appartamento lo aveva visto Kitayama, era molto simile a quello in cui Fujigaya aveva vissuto fino a quel momento, per farlo vedere anche a lui, aveva fatto una decina di foto dicendo all’agente immobiliare la loro situazione.
“Ma è bellissima Hiromii!”
“Ti piace sul serio?”
“Si può’ vedere anche la Luna, eh~”
Baciandogli la testa, lo vide aprire gli occhi lentamente e dopo posò un bacio sul suo petto. Svegliarsi accanto a Taisuke ogni mattina, era la cosa più bella che avesse mai vissuto, l’altro era così carino coi capelli lasciati un po’ al caso e quella sua espressione ancora mezza addormentata.
“Buongiorno bell’addormentato~”
“ ‘giorno Hiro-chan”
Fujigaya alzò il viso per baciarlo sulle labbra e dopo gli sorrise; da quando si era operato, Hiro non temeva più di vederlo stare male appena sveglio, probabilmente era sempre stato troppo paranoico, ma la sua era solamente paura di vederlo andare via.
“Ti senti meglio?”
“Si, grazie~”
Durante la notte Fujigaya aveva avuto un piccolo attacco di nausea, niente di grave ad ogni modo, però erano rimasti entrambi svegli per gran parte della sera. Poi quando erano andati a dormire, l’altro gli aveva sussurrato un grazie a fior di labbra.
In quel momento, due occhi color nocciola si erano incollati ai suoi, poteva vederci tutto l’amore e l’affetto che sapeva provasse Taisuke per lui. Si poteva perdere in quegli occhi, erano così profondi ed espressivi che Hiromitsu si chiedeva come fosse possibile che una persona potesse esprimere tanto solo con gli occhi.
“Se mi guardi così potrei non riprendermi, sai~?”
Dopo avergli detto quella frase, afferrò i lati del volto del più piccolo chiudendo le loro bocche insieme.
Ogni volta che lo baciava sentiva come una scarica elettrica lungo la schiena, anche quella rientrava in una delle cose che non aveva mai provato prima d’ora.
Era anche sicuro che i suoi amici lo avrebbero trovato completamente cambiato, ma che importava?
Lui stava bene con Taisuke.
“Io…”
“Non devi dirmi di nuovo grazie e neanche dirmi che mi hai fatto soffrire..”
Avevano già affrontato quel discorso, poco dopo il trapianto di midollo, Fujigaya gli aveva detto quanto si sentisse in colpa, quanto era stato egoista, che per non fargli provare dolore fisico aveva solo procurato un dolore peggiore.
Kitayama aveva tentato di dirgli che non aveva importanza, che tutti avevano capito i suoi motivi, solo che l’altro sembrava non aver accettato la sua spiegazione, dato che rimarcava ancora su quello.
“L’ importante è che tu sia vivo Taisuke”
E che lui potesse vedere ancora quegli occhi profondi, quegli occhi che gli trasmettevano amore. Gli occhi che appartenevano al regalo più grande che la vita gli aveva donato.
Avviso che non è una fic molto allegra xDD ma nemmeno poi tanto deprimente ç_ç date tutta la colpa a Tiziano Ferro visto che è una song-fic con il testo de "Il regalo più grande"
Titolo: Il regalo più grande
Fandom: Kis-My-Ft2
Raiting: R
Pairing: HiroSuke
Disclaimer: Solo la storia è mia ç__ç il testo è del rispettivo autore <3 mentre i ragazzi si appartengono XD.
A/N: Potrebbero esserci degli errori di battitura ç_ç perchè non l'ho riletta XD nel caso fatemeli sapere che così la correggo?XD o ignorateli XD
[ Voglio farti un regalo
Qualcosa di dolce
Qualcosa di raro
Non un comune regalo
Di quelli che hai perso
Mai aperto
O lasciato in treno
O mai accettato
Di quelli che apri e poi piangi
Che sei contenta e non fingi
In questo giorno di metà settembre
Ti dedicherò
Il regalo mio più grande ]
Si stava preparando per uscire, era un giorno di metà Settembre e non faceva neanche tanto freddo. Per sua fortuna poi, non doveva andare in un luogo gelato, l’appartamento del compagno era sempre riscaldato per bene, prima di uscire però, avrebbe dovuto finire quella lettera su cui lavorava da almeno due settimane.
Più volte prima di arrivare a quel pezzo di carta, aveva pensato a cosa potergli regalare, lui non era mai stato un capo nei regali, molto spesso non ne aveva azzeccati e la gente aveva sempre finto di essere felice comunque, non voleva che l’altro sorridesse per educazione al suo stupido regalo.
“Prova a scrivergli una lettera!”
Gli era sembrata un’idea assurda in principio, Kitayama Hiromitsu non era di certo uno che si perdeva a scrivere lettere, per lui era già abbastanza difficile cercare di esprimere le proprie emozioni a voce, come avrebbe fatto a metterlo su carta bianca?
Non era neanche sicuro che fosse un buon regalo, di sicuro era raro, non credeva che ci fosse ancora qualcuno che scrivesse lettere, non a mano almeno.
Si avvicinò alla scrivania, senza agganciarsi la camicia che indossava, a prepararsi ci avrebbe pensato dopo, adesso doveva finire quella lettera.
Voleva che ne uscisse qualcosa di dolce per far si che il compagno rimanesse di stucco, riuscendo a pensare che anche Hiromitsu poteva essere una persona zuccherosa.
“Non dovevi prendermi un regalo costoso Hiromii~”
Nessuno degli altri regali poteva essere paragonato a quella lettera, soprattutto per il fatto che quella la stava scrivendo con le sue mani, era sicuro che almeno quello, avrebbe fatto piangere Taisuke.
“Mi chiamo Fujigaya Taisuke~”
Si erano conosciuti in un parco, due anni prima, Hiromitsu stava portando a passeggio il proprio cane mentre Taisuke stava studiando su una panchina.
Pocky, il suo cane, era corso verso l’altro ragazzo chiedendo insistentemente delle carezze che erano arrivate non molto dopo.
Hiro ricordava ancora il sorriso dolce che aveva Fujigaya quel giorno, la sua espressione innocente mentre accarezzava il cane di uno sconosciuto. Era rimasto talmente colpito da quel ragazzo che aveva immediatamente avuto la voglia di conoscerlo.
“Il mio cane ti ha disturbato?”
“No~ è un cucciolo così carino”
Hiro prese tra le mani Pocky, scuotendolo in modo giocoso; non era più propriamente un cucciolo, ma era comunque carino.
“Grazie a te l’ho conosciuto, sai?”
Non che volesse bene al cane solo per quello, ma se quel giorno non ci fosse stato lui, probabilmente le loro vite non si sarebbero mai incrociate e Hiro non avrebbe mai scoperto cosa fosse la vera felicità.
“Dici che così va bene Pocky~?”
Si, stava facendo leggere quello che aveva scritto al cane, che in tutta risposta prese a leccargli la guancia, come se approvasse le parole scritte.
Taisuke aveva conquistato anche quella pallina di pelo, oltre a lui, persino i suoi amici lo trovano adorabile ed era convinto che anche sua madre ne sarebbe stata innamorata, anche se lo conosceva solo tramite i suoi racconti.
Aveva scritto anche quello nella lettera.
“Adesso che l’ho finita, è il caso di prepararmi, che dici?”
Accarezzò la schiena del cane prima di posarlo per terra. Si sarebbe messo anche un paio di jeans aderenti, così nel caso Taisuke avesse schifato la sua lettera, avrebbe potuto buttare tutto nel sesso.
“Hi-Hiro..”
Quanto amava stare insieme a lui? Nel vero senso della parola.
Diventare una cosa sola con l’altro, gli lasciava sempre un senso di completezza addosso, ogni volta sentiva il mondo esterno sparire e rimanevano solo loro due. Nessun altro.
Si sentiva anche terribilmente vivo.
“Sto uscendo di casa Tai-chan~”
Gli aveva fatto quella chiamata per avvertirlo, così si sarebbe preparato anche lui mentre lo aspettava~, tanto poi, sarebbe stato bellissimo comunque.
Afferrò la lettera, posandoci un bacio sopra, e prese le chiavi della sua auto; non vedeva l’ora di andare da Taisuke.
Era la stessa voglia che sentiva ogni volta che doveva stare con lui, specie in quell’ultimo periodo.
Nell’auto aveva persino roba che apparteneva a lui, come il suo cd preferito o un maglione che aveva lasciato là una volta che avevano usato la macchina come nido d’amore. Tra l’altro, Fujigaya stava benissimo con quel coso addosso.
Arrivò a casa del compagno e sentì il proprio cuore cominciare a battere più forte; possibile che si sentisse a quel modo, ancora prima di vederlo?
Uscì velocemente dall’auto, controllando che avesse tutto con sé, ci mancava solo che si dimenticasse il suo regalo.
“Sono arrivato Tai-chan~”
[ Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente
Perché tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche
Che molto stanco il tuo sorriso non andava via
Devo partire però so nel cuore
La tua presenza è sempre arrivo
E mai partenza
Il regalo mio più grande
Il regalo mio più grande ]
“Hai visto com’è alta la Luna stasera?”
“Si”
Stavano davanti a quella finestra almeno da mezz’ora, l’appartamento di Taisuke non era in centro, quindi qualche volta capitava che si fermassero ad osservare la Luna e le stelle, dato che avevano la possibilità di vederle.
L’altro ragazzo gli si era accoccolato contro, passando l’altra metà del piumone attorno alle sue spalle; un tempo Hiro non avrebbe mai acconsentito ad una cosa così sdolcinata, le stelle, la Luna, loro due avvolti in una coperta…
“Hai freddo Tai-chan?”
“Un po’ ”
Si avvicinò ancora di più a Taisuke cercando di riscaldarlo, aveva le mani completamente gelate, nonostante le stesse tenendo dentro quelle del più grande.
Continuò a sfregarle mentre il compagno posava le labbra dolcemente sulle sue. Non faceva particolarmente freddo quella notte, era anche vero però, che l’altro sentiva il freddo più di lui.
“Sei silenzioso stasera, c’è qualcosa che non va?”
“No, no, solo che mi mancherai”
“Starò via pochi giorni~”
“Lo so, ma…”
Hiro strinse più forte le mani di Taisuke, che nel frattempo aveva abbassato lo sguardo verso un’altra parte; era sicuro che ci fosse qualcosa di più oltre alla mancanza che avrebbe sentito.
“Ehi, guardami Taipi”
Afferrò il volto del compagno costringendolo a guardarlo, non gli piaceva vederlo a quel modo, sembrava sul punto di piangere e se c’era una cosa che Kitayama non reggeva, era proprio vederlo piangere, forse perché sembrava più fragile del solito.
“Hi-Hiro”
“Cosa c’è che ti preoccupa?”
Perché sapeva che c’era qualcosa, ormai lo conosceva così bene che sapeva cosa gli passava per la mente, almeno in linea generale.
Taisuke chiuse gli occhi per un attimo tremando leggermente, si stava preparando a confessare qualsiasi cosa lo stesse preoccupando.
“E se…se quando tornerai, non dovessi più esserci?”
“Andrà tutto bene”
“Come fai ad esserne sicuro?”
Non sapeva che rispondergli, ogni cosa gli sembrava stupida, banale e scontata.
Avrebbe voluto dirgli che se lo sentiva, che sapeva che non lo avrebbe mai lasciato, soprattutto prima di rivederlo, ma dubitava che Fujigaya si accontentasse di quella risposta.
Hiromitsu non sapeva con certezza che l’altro si sarebbe salvato, la sua era una speranza ed una voglia di credere che tutto sarebbe andato bene.
“S-sono malato Hiro…”
Non si era ammalato da molto, forse due mesi, i medici sembravano essere ottimisti all’inizio, avevano detto che con qualche medicinale ed un trapianto di Midollo osseo si sarebbe salvato, peccato che fino a quel momento, non era stato trovato nessun donatore compatibile. Quando si era offerto lui in prima persona, Taisuke aveva minacciato di chiudere la loro storia se lo avesse fatto, per poi supplicarlo di dargli ascolto. Per quanto assurdo, aveva deciso di cedere al desiderio dell’altro, non aveva potuto resistere a quegli occhioni pieni di lacrime.
“Se non vuoi, non partirò”
“Ma è tua madre, non sarebbe giusto”
Se non lo avesse amato così tanto, gli avrebbe detto di decidersi, ma dire una cosa del genere a Fujigaya lo avrebbe fatto sentire uno schifo.
Decise di trascinarlo dolcemente verso il letto, baciandolo nel viso. Gli sfiorava la fronte, per poi passare alla guancia, depositò un piccolo bacio al suo naso, provocandogli un leggero sorriso.
“Quando arrivi alle labbra Hiromii~?”
Fece sdraiare Taisuke sul letto e si tolse la maglia prima di portarsi sopra di lui, cominciando a baciarlo sulle labbra, come gli aveva chiesto.
Delle volte, il più piccolo stava così male che non faceva altro che dormire, quello era uno dei giorni in cui stava sul serio bene; il destino gli stava facendo un favore, eh?
Gli passò piano le mani sui fianchi alzando la sua maglia leggermente, sfilandogliela dai jeans, passò la punta delle dita sulla sua pelle calda, accarezzandone ogni centimetro che trovava.
Il compagno aveva portato le braccia attorno alla sua vita, passava le mani sulla sua schiena nuda, incavando le unghie nelle sue spalle; gli piaceva la sensazione che gli provocava quel gesto.
Continuava a baciarlo mentre lo accarezzava sotto la maglia, gli prese i capezzoli tra le dita facendoli indurire tra di esse, Taisuke in tutta risposta inarcò il corpo come per incontrare il suo tocco maggiormente.
“Hi-Hiro..”
“Vuoi che mi fermi?”
“N-no”
Approfittando della loro distanza sfilò del tutto la maglia di Fujigaya, esponendo così il suo addome. Adorava passare le dita lentamente sul suo corpo.
Farle scivolare verso il ventre e poi afferrare il piercing che si trovava all’ombelico.
“Guarda che mi sono fatto!”
Era rimasto sorpreso quando lo aveva visto, piacevolmente sorpreso. Taisuke era sempre stato quel tipo di ragazzo innocente che poi riusciva a stupire con cose come quella.
Hiro posò le labbra sul collo dell’altro, risucchiandone la pelle, lo sentiva mugolare contro di lui mentre con le mani continuava ad accarezzare la schiena del più grande.
Passando le mani sul corpo del più piccolo, sentì il gonfiore che si era formato a causa della malattia, doveva fermarsi adesso?
“N-non vuoi più Hiro?”
“Non voglio che ti sforzi”
“Sto bene Hiro-chan”
Che si stesse preoccupando troppo? Se Fujigaya fosse stato male, glielo avrebbe detto, no?
Avvertì i palmi delle mani del compagno sul volto e tornò ad osservarlo, gli stava sorridendo. Sarebbe morto prima o poi a causa di quei sorrisi.
Anche se stanchi, c’erano sempre, non importava quanto i sintomi della sua malattia lo stancassero, Taisuke sorrideva sempre.
“Voglio stare con te, Hiro”
E lo tirò verso di sé, ricominciando a baciarlo, non poteva resistergli più di tanto~
Abbassò le proprie labbra sul collo di Taisuke, leccandolo e mordicchiandolo, stava cercando di non lasciargli segni o il medico lo avrebbe rimproverato.
Scendeva verso il suo petto, trascinandoci anche le mani, con le quali prese di nuovo i suoi capezzoli.
Lentamente fece scivolare una mano tra le gambe del più piccolo muovendola piano su esso, sentiva le mani di Taisuke ancora sulla sua schiena, si muovevano per tutta la sua lunghezza.
Hiromitsu attaccò un morso al petto dell’altro, nella zona vicina ad uno dei capezzoli, provocandogli dei brividi lungo il busto.
Fujigaya aveva iniziato a mugolare il suo nome mentre lui cominciava ad aprirgli i pantaloni, infilò la mano dentro quelli, prendendo ad accarezzare la sua erezione.
“Hi-Hiromii..”
Il più grande tolse del tutto i jeans del compagno, facendo poi lo stesso coi boxer liberando così il membro eretto che nascondevano. Se proprio doveva essere sincero, gli era sempre piaciuto il fisico di Taisuke, anche la sua parte più bassa.
Avvolse tra le dita il suo fallo iniziando a toccarlo, Taisuke gli passò una mano tra i capelli avvicinandolo a sé, in quel momento Hiro catturò le sue labbra reclamandole come sue, ancora.
“E-entra dentro di me Hiro…”
Kitayama sogghignò a quella richiesta, era così raro che gli chiedesse una cosa del genere, di solito lasciava che si prendesse il suo tempo. Oh beh, alla fine non si poteva di certo lamentare.
Tolse la mano dal sesso del compagno per recuperare il lubrificante che sapeva essere in un comodino. Quando lo prese, lo aprì rivestendoci due dita, fece segno al più piccolo di allargare le gambe in modo che potesse avere un accesso migliore.
“Se ti faccio male…”
“Non preoccuparti più~”
Gli aveva chiesto troppe volte se stava bene, eh?
Posandogli un bacio leggero sulla fronte portò un dito alla sua entrata, spinse il polpastrello al suo interno, cercando di capire come meglio poteva le reazioni dell’altro.
Il calore del corpo di Fujigaya lo stava avvolgendo, esattamente come i suoi muscoli; ogni volta che lo preparava, sentiva la voglia di averlo aumentare.
Infilò anche il secondo dito quando vide l’espressione di Taisuke farsi più rilassata, Hiromitsu cominciò a spingersi piano con le dita, provando a non lasciarsi prendere dalla propria voglia di avere Taisuke, a quel modo gli avrebbe fatto solo male.
Non molto dopo, l’altro prese a spingersi contro di sé e lui si fermò a fissarlo; lo trovava bello, come aveva sempre fatto.
“Andrà tutto bene Taisuke”
“Se dovesse andare nel peggiore dei modi…se ti dicessi che per un po’ vorrei che tu continuassi a pensare solo a me, sarei una persona
cattiva?”
Glielo aveva detto una volta, Taisuke gli aveva spiegato che a causa della propria gelosia era uscito quel pensiero. Hiro lo aveva stretto a sé dicendogli che avrebbe pensato a lui per il resto della sua vita. Non gli era mai importato quanto Fujigaya potesse essere geloso, lui si sentiva sempre contento dopo una sua scenata, anche perché l’altro era parecchio divertente a quel modo e non gli interessava neanche cosa pensasse la gente, lui adorava la gelosia del più piccolo.
[ Vorrei mi facessi un regalo
Un sogno inespresso
Donarmelo adesso
Di quelli che non so aprire
Di fronte ad altra gente
Perché il regalo più grande
È solo nostro per sempre ]
“Cosa vorresti fare al mio ritorno?”
“Uhm, andare a cena fuori!”
Gli strofinò l’asciugamano sui capelli, asciugandoli leggermente. Avevano appena finito di farsi il bagno e Hiro si stava prendendo cura di lui.
A causa della sua malattia Taisuke aveva perso peso, il medico aveva detto che poteva persino sfociare nell’anoressia.
“Nient’altro?”
Ci doveva pur essere qualcosa che desiderava, qualcosa che non gli aveva mai chiesto.
Per lui avrebbe fatto qualsiasi cosa, anche programmare le loro vite, cosa a cui era contrario. Aveva sempre creduto che fare dei programmi fosse inutile, in fondo tutti quelli che si era fatto erano sempre cambiati, ma con Fujigaya si sentiva in dovere di farlo, anche solo per non fargli pensare alla propria malattia.
“Prometti di non ridere?”
“Promesso~”
Il compagno si voltò verso di lui, avvolgendo le braccia al suo collo; con l’asciugamano sulla testa a quel modo, pareva tanto un egiziano!
Hiromitsu posò le mani sui suoi fianchi, trascinandolo verso di sé, Taisuke sorrise prima di posargli un bacio veloce sulle labbra.
“V-vorrei vivere con te”
Era arrossito immediatamente, perché avrebbe dovuto ridere per una cosa del genere? In tutta la sua vita non aveva mai pensato di vivere con qualcun altro, forse perché nessuno era mai stato importante, non quanto Taisuke.
Vide il compagno spostare lo sguardo mentre si mordeva il labbro inferiore, forse si stava pentendo di averglielo detto, più per il fatto che Hiromitsu fosse ancora in silenzio che altro.
“Piacerebbe anche a me”
Glielo disse muovendo sui suoi capelli l’asciugamano e lo vide sorridere, intrecciando poi le dita con alcune ciocche alla base del collo di Kitayama.
Se avessero vissuto insieme, avrebbero potuto condividere tutte quelle piccole abitudini quotidiane?
Avrebbero passato persino ore a non fare niente, solo a coccolarsi?
“Appena torno dal viaggio, organizziamo tutto per bene, eh?”
“D-davvero?”
Taisuke sembrava felice adesso, sorrideva nel modo più sincero possibile, era uno di quei sorrisi che Kitayama vedeva spesso, l’altro glieli riservava ogni volta e, stranamente, a lui batteva sempre forte il cuore.
Baciò sul naso il più piccolo e poi lo avvolse meglio nell’accappatoio, quel coso gli stava scivolando dalle spalle e se non l’avesse tirato su, sarebbe caduto lasciando l’altro nudo. Non che gli spiacesse, ma l’aria era piuttosto fredda quella mattina.
“Ed io che lo stavo facendo scendere apposta~”
“Ci rifaremo quando tornerò, tranquillo~”
“Mi chiami appena arrivi?”
“Ovvio! Tanto non starò via molto”
E dopo avergli detto quello, catturò le sue labbra con le proprie, iniziando l’ennesimo bacio della giornata; non avrebbe mai smesso di baciarlo, le labbra di Taisuke erano un qualcosa di inebriante.
“Adesso devo andare…Dio, mi mancherai come l’aria…”
“Mi mancherai anche tu Hiromii”
Fujigaya lo strinse a sé e Hiro cercò di non tremare contro di lui. Negare di essere preoccupato per la sua salute sarebbe stata la cosa più falsa della propria vita, se solo avesse saputo che ci fosse stato un donatore là fuori, sarebbe partito tranquillo.
Lasciò l’appartamento del compagno, salutandolo dalla finestra, visto da là sotto, sembrava piccolo.
Quando si infilò dentro l’auto, afferrò il cellulare componendo il numero del medico di Taisuke.
“Sarò là fra dieci minuti, ho bisogno di parlarle.”
[ Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente
Perché tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche
Che molto stanco il tuo sorriso non andava via
Devo partire però so nel cuore
La tua presenza è sempre arrivo
E mai... ]
“Aprilo!”
“Mi inquieta che tu mi abbia scritto una lettera~”
Hiro gli diede una leggera botta sulla testa, facendolo ridere, osava inquietarsi per la sua lettera, tsk, e lui che ci aveva passato giorni a scriverla! Era bello però, sentire Taisuke ridere di gusto.
“Stavo scherzando Hiro-chan!”
Gli baciò una guancia continuando ad aprire la lettera, oltre a quella, Hiromitsu aveva avuto la grande idea di metterci anche un disegno.
Ovviamente non era niente di eccezionale, ma si era impegnato pensando al più piccolo.
“Oh ma che carino il disegno! E’ la Luna, vero?”
“Uhm, col tuo so-sorriso..”
Era arrossito come un idiota, ma quel disegno era davvero imbarazzante, solo uno come lui poteva arrivare ad una cosa del genere, disegnare una Luna con un sorriso era forse la cosa più cretina che potesse fare.
Però nel momento in cui l’aveva disegnato, gli era sembrato carino, ci vedeva sul serio il sorriso di Fujigaya.
“Così la Luna sorride come me?”
“No, ho regalato il tuo sorriso alla Luna, così ogni volta che la guarderò, penserò a te”
“Quanto sei dolce Hiro-chan”
E dire che ancora non aveva letto la lettera vera e propria, chissà se lo avrebbe considerato nuovamente dolce o solo patetico.
“Posso leggere la lettera?”
“Certo! Ma non prendermi in giro, capito?”
Trovava un po’ traumatico sapere che Taisuke stava leggendo qualcosa scritto da lui, in quel pezzo di carta ci aveva scritto i suoi pensieri più intimi, tutto quello che provava per lui.
Aveva scritto quanto lo amasse, quanto non potesse vivere senza di lui ormai. Di quanto adorasse vederlo sorridere, perché con un solo sorriso gli illuminava la giornata.
Aveva aggiunto pure che non gli importava della sua gelosia, che si sentiva importante anche per quello e che la gente poteva considerarlo stupido quanto voleva, tanto lui era semplicemente innamorato.
Quando riportò lo sguardo sull’altro ragazzo, lo vide piangere, si stava sforzando di non singhiozzare. Doveva aspettarselo, sensibile com’era Taisuke, era prevedibile che piangesse.
Si avvicinò a lui accarezzandogli la testa, in quel momento Fujigaya alzò gli occhi arrossati verso di lui. Era dannatamente carino.
“Perché stai piangendo~?”
“I-io…le tue parole…”
“Erano stupide, lo so”
Lo vide scuotere la testa di lato in segno negativo e sorrise; stava muovendo quella testa così veloce che temeva volasse via!
“E-erano bellissime Hiro-chan, non…non me le merito”
Un secondo dopo Taisuke scoppiò a piangere più forte, lasciando liberi anche i singhiozzi. Perché credeva di non meritarsele?
Se Hiro le aveva scritte, se era riuscito a buttare giù quella lettera, era stato solo perché aveva pensato a lui, a tutto quello che gli provocava la sua vicinanza.
Ogni cosa che aveva scritto, era uscito dal suo cuore, era stato un modo per fargli capire meglio quanto contasse per lui.
“Ohi, ascoltami Taisuke…”
Il più grande accarezzò il volto di Fujigaya in modo dolce, sfiorandogli anche le labbra con la punta delle dita. A quel modo aveva ottenuto la sua attenzione.
“Ti meriti tutto quello che ho scritto, sono cose che penso, che sento e che provo. Ogni giorno passato con te mi ha reso felice e sono sicuro che tutti quelli che passeremo insieme avranno lo stesso effetto.
Io ti amo Taisuke, sei la cosa più bella della mia vita, la più importante”
Il compagno lo strinse a sé, affondando il volto nel suo petto, Hiro lo avvolse dalle spalle mentre con le ginocchia sfiorava i fianchi di Taisuke. Stava ancora piangendo e strusciando la guancia sul suo petto adesso.
“Ti amo anche io Hiro, tanto”
Kitayama si abbassò all’altezza di Taisuke prendendogli il volto tra le mani, col pollice cominciò a scacciare via le lacrime che continuavano a bagnargli le guance.
“Voglio vederti sorridere adesso~”
[ E se arrivasse ora la fine
Che sia in un burrone
Non per volermi odiare
Solo per voler volare
E se ti nega tutto quest’estrema agonia
E se ti nega anche la vita respira la mia
E stavo attento a non amare prima di incontrarti
E confondevo la mia vita con quella degli altri
Non voglio farmi più del male adesso
L’amore amore ]
“Il tuo midollo potrebbe non essere compatibile, lo sai, vero?”
“Si, ma voglio provare”
Alla fine poi gli esami li aveva fatti, il medico gli aveva detto che avrebbe saputo i risultati in un paio di giorni, Taisuke non ne sapeva nulla, se glielo avesse detto si sarebbe arrabbiato.
Anche se stava ancora dalla madre, non faceva altro che aspettare una chiamata da quel medico, voleva che Fujigaya trovasse un donatore al più presto, la sola idea di poterlo perdere lo spaventava.
“Come va la tua schiena Hiro?”
“Meglio, grazie”
Fare quegli esami era stato doloroso, sua madre non faceva altro che mettergli del ghiaccio sulla schiena perché da solo non ci arrivava; se il suo midollo fosse stato compatibile si sarebbe dovuto far pungere nello stesso punto. Se avesse aiutato il compagno però, quel dolore sarebbe stato ripagato.
“Il medico ti ha chiamato?”
“No, secondo te c’è speranza?”
Voleva sentirsi rassicurato da qualcuno, dato che col diretto interessato non poteva parlarne, sua madre poi era a conoscenza di ogni cosa, erano uniti loro due, non avendo un padre era normale che si confidasse con lei.
Quando le aveva detto della sua storia con Fujigaya, la donna si era sorpresa, non perché stesse con un ragazzo, ma perché anche lei aveva capito fin da subito quanto il più piccolo contasse per lui.
La mano della madre si strinse alla sua e Hiro sospirò, neanche lei sapeva cosa dirgli per farlo stare tranquillo, vero?
“Vedrai che andrà tutto bene, Taisuke-kun guarirà”
Annuì e la donna gli sorrise leggermente, la strada per la guarigione completa sarebbe stata lunga e neanche certa, lui non sapeva a che stadio fosse la malattia di Taisuke, su quello l’altro era stato molto vago, come se non volesse dirgli del tutto la verità.
Chiudendo gli occhi, nella propria mente vide la figura del compagno, era convinto che se le cose fossero andate male, lui sarebbe morto con Taisuke, non avrebbe retto la sua perdita, ormai quel ragazzo più piccolo contava davvero troppo.
Cosa avrebbe fatto separato da lui? Alla sola idea sentiva un vuoto dentro di sé.
“Stai bene Taisuke?”
Lo vide annuire alla sua domanda mentre teneva una mano alla bocca, stava rimettendo e perdendo sangue sia dalla bocca che dal naso, oltre alla perdita di peso anche quello rientrava nelle conseguenze della malattia.
Hiromitsu odiava vedere Taisuke a quel modo, odiava vederlo piegato in due rimettendo persino l’anima, oppure vederlo con una semplice febbre che poi si trasformava in altro. Perché doveva soffrire a quel modo?
Perché doveva sopportare tutta quell’agonia?
“Ti sta squillando il telefono Hiro”
Che fosse il medico di Taisuke?
Aveva i risultati dei suoi esami per caso?
Afferrò il cellulare rispondendo con la speranza che ci fosse qualcosa di positivo, l’attesa dei risultati lo aveva snervato per tutti i giorni precedenti.
^ Kitayama-kun…Taisuke è in ospedale^
“Cosa?”
Non era vero, non poteva essere.
Lui…lui aveva promesso a Fujigaya che sarebbe andato tutto bene, che si sarebbero rivisti dopo la visita alla madre. Non poteva essersene andato a quel modo, non senza di lui, non da solo.
^ Le sue condizioni stanno peggiorando e…potresti venire per il trapianto?^
“S-si, arrivo subito”
Taisuke non era morto ed il proprio midollo era compatibile, sarebbe stato il suo donatore si, gli avrebbe salvato la vita o quasi.
Hiro riattaccò il telefono alzandosi poi velocemente dalla poltrona, ignorando anche il dolore aveva sentito per il suo gesto, la madre lo stava guardando in modo strano, forse lo stava anche credendo matto.
“Devo andare in ospedale, Taisuke sta male”
“Ti accompagno io Hiro”
Era sicuro che sua madre avesse capito che si era agitato, non sarebbe sicuramente arrivato vivo all’ospedale.
Arrivarono in ospedale un’ora dopo e Hiro cercò immediatamente i genitori di Taisuke. Lì aveva conosciuti qualche mese prima, quando ancora nessuno sapeva che il compagno fosse malato, gli erano subito piaciuti, sia i genitori che i due fratelli, era proprio la classica famiglia felice quella dei Fujigaya, c’era sempre una strana allegria intorno a loro.
“Hiro-kun”
“C-come sta?”
"Il medico dice che lo stanno preparando per il trapianto, pare che abbiano trovato un donatore”
Ancora non sapevano che quel donatore fosse lui, eh?
Sicuramente sarebbero rimasti sorpresi, il figlio aveva chiesto anche a loro di non sottoporsi agli esami e lo aveva fatto nello stesso momento in cui l’aveva chiesto a Hiro.
Quando gli avevano chiesto il motivo, Taisuke aveva semplicemente risposto che non voleva che sentissero dolore a causa sua.
“Tieni le pillole Tai-chan”
“Non ne posso più Hiro..”
“Lo so, ma vedrai che finirà presto”
“Kitayama-kun, puoi venire con me”
Annuì al medico, mentre stringeva la mano della madre di Taisuke, poi abbracciò la propria madre, seguendo poi il medico. Nonostante il dolore che avrebbe provato durante l’operazione,nella sua testa ci sarebbe stato solo il compagno.
“Ogni volta che starai male, baciami o stringimi, in modo che tu possa respirare la mia vita”
Passando davanti alla stanza di Fujigaya, lo notò sdraiato sul letto completamente addormentato. Vedendolo così aveva l’illusione che stesse bene, non fosse stato per la maschera dell’ossigeno sul suo volto.
“Perché stai sorridendo così Taipi~?”
“Perché mi sono svegliato accanto a te”
Non si era mai innamorato di qualcuno, aveva sempre cercato di non caderci, nonostante poi mentisse con gli amici e raccontasse di storie d’amore che non erano sue. Poi quel ragazzo vitale, conosciuto in un parco, lo aveva fatto innamorare di sé talmente tanto che non credeva di poter vivere senza di lui.
[ Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
Di notte chi la guarda possa pensare a te
Per ricordarti che il mio amore è importante
Che non importa ciò che dice la gente
E poi
L’amore dato amore preso amore mai reso
Amore grande come il tempo che non si è arreso
Amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte
Sei tu sei tu sei tu sei tu sei tu
Il regalo mio più grande ]
Aprì gli occhi lentamente, cercando di abituarsi alla luce che entrava dalla finestra, che ore erano? Il sole sembrava alto nel cielo, probabilmente era pomeriggio inoltrato. Quanto aveva dormito?
Si portò una mano sugli occhi stropicciandoli piano, aveva ancora sonno a dire il vero, se fosse stato per lui si sarebbe messo a dormire ancora.
Sentì un movimento provenire dall’altra parte del letto ed allungò le braccia, avvolgendo il corpo di fianco a lui.
“Ti sei svegliato~?”
“Uhm”
Lo poteva prendere come un “più o meno”, il tutto era condito anche dal fatto che l’altro stava strusciando il proprio volto contro il suo petto. Hiro infilò una mano tra i suoi capelli coccolandolo, gli piaceva toccarli, erano così morbidi.
“Guarda cosa c’è là Hiro-chan~”
Kitayama osservò il punto che Taisuke gli aveva indicato, là sul comodino c’era il disegno che gli aveva fatto poco prima di partire, l’aveva portata in ospedale?
“Quando sono stato male, l’unica cosa che sono riuscito ad afferrare è stata la tua lettera”
Ormai erano passati due mesi dal trapianto di Taisuke, continuava a fare tutte le cure possibili, anche se una guarigione completa non era garantita, l’altro avrebbe comunque vissuto più del previsto.
Quando gli aveva detto di aver fatto gli esami prima di andare da sua madre, gli occhi di Fujigaya erano passati dal sorpreso ad un qualcosa che non aveva ben capito, ed era raro che non capisse che cosa passasse nel suo sguardo.
Se avessero chiesto a Hiro perché aveva fatto una cosa del genere, avrebbe risposto per amore.
Passò delicatamente una mano sul braccio del più piccolo, carezzandolo, in tutta risposta Taisuke si avvicinò ancora di più a lui.
Alla fine poi, erano andati a vivere sul serio insieme, avevano organizzato tutto in ospedale, forse non era il luogo più romantico dove farlo, ma almeno era riuscito a distrarre l’altro.
L’appartamento lo aveva visto Kitayama, era molto simile a quello in cui Fujigaya aveva vissuto fino a quel momento, per farlo vedere anche a lui, aveva fatto una decina di foto dicendo all’agente immobiliare la loro situazione.
“Ma è bellissima Hiromii!”
“Ti piace sul serio?”
“Si può’ vedere anche la Luna, eh~”
Baciandogli la testa, lo vide aprire gli occhi lentamente e dopo posò un bacio sul suo petto. Svegliarsi accanto a Taisuke ogni mattina, era la cosa più bella che avesse mai vissuto, l’altro era così carino coi capelli lasciati un po’ al caso e quella sua espressione ancora mezza addormentata.
“Buongiorno bell’addormentato~”
“ ‘giorno Hiro-chan”
Fujigaya alzò il viso per baciarlo sulle labbra e dopo gli sorrise; da quando si era operato, Hiro non temeva più di vederlo stare male appena sveglio, probabilmente era sempre stato troppo paranoico, ma la sua era solamente paura di vederlo andare via.
“Ti senti meglio?”
“Si, grazie~”
Durante la notte Fujigaya aveva avuto un piccolo attacco di nausea, niente di grave ad ogni modo, però erano rimasti entrambi svegli per gran parte della sera. Poi quando erano andati a dormire, l’altro gli aveva sussurrato un grazie a fior di labbra.
In quel momento, due occhi color nocciola si erano incollati ai suoi, poteva vederci tutto l’amore e l’affetto che sapeva provasse Taisuke per lui. Si poteva perdere in quegli occhi, erano così profondi ed espressivi che Hiromitsu si chiedeva come fosse possibile che una persona potesse esprimere tanto solo con gli occhi.
“Se mi guardi così potrei non riprendermi, sai~?”
Dopo avergli detto quella frase, afferrò i lati del volto del più piccolo chiudendo le loro bocche insieme.
Ogni volta che lo baciava sentiva come una scarica elettrica lungo la schiena, anche quella rientrava in una delle cose che non aveva mai provato prima d’ora.
Era anche sicuro che i suoi amici lo avrebbero trovato completamente cambiato, ma che importava?
Lui stava bene con Taisuke.
“Io…”
“Non devi dirmi di nuovo grazie e neanche dirmi che mi hai fatto soffrire..”
Avevano già affrontato quel discorso, poco dopo il trapianto di midollo, Fujigaya gli aveva detto quanto si sentisse in colpa, quanto era stato egoista, che per non fargli provare dolore fisico aveva solo procurato un dolore peggiore.
Kitayama aveva tentato di dirgli che non aveva importanza, che tutti avevano capito i suoi motivi, solo che l’altro sembrava non aver accettato la sua spiegazione, dato che rimarcava ancora su quello.
“L’ importante è che tu sia vivo Taisuke”
E che lui potesse vedere ancora quegli occhi profondi, quegli occhi che gli trasmettevano amore. Gli occhi che appartenevano al regalo più grande che la vita gli aveva donato.
no subject
Date: 2008-12-15 09:51 am (UTC)Mi chiedevo quando avresti postato qualcosa ed eccomi accontentata, è veramente dolcissima brava *clapclap*
Per quanto riguarda il mio capitolo... XD beh ho aperto pasticceria per postare quando ho trovato la tua fict, quindi troverai un nuovo capitolo ^__-
no subject
Date: 2008-12-15 12:50 pm (UTC)Cercherò di postare qualcos'altro *-* che qualcosa di finito ce l'ho da qualche parte XDD.
Ho vistoo *_* adesso lo vado a leggere ** vediamo se riesco a rivalutare Sho XD
no subject
Date: 2008-12-15 10:34 am (UTC)Non ho altre parole per descriverla ç_____ç
*fugge via col fazzoletto in mano*
no subject
Date: 2008-12-15 12:51 pm (UTC)Sono contenta che sia piaciuta ç___ç *passa un altro fazzoletto*
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Date: 2009-10-04 10:36 pm (UTC)no subject
Date: 2009-10-04 10:39 pm (UTC)Grazie a te per averla letta *_* e per i complimenti ovviamente *///*