L'Estate dei Miei 18 Anni
Jan. 6th, 2009 10:29 amE son tornata! Dopo mesi di assenteismo in cui, lo ammetto, ho scritto veramente poco (e ho delle araniussine che possono testimoniare la sofferenza XD) ho finalmente superato il blocco che avevo al capitolo 13! adesso sono al 15 e cosa ANCORA più importante, VEDO una fine per questa fanfiction! per quanto io la ami, amo ancora di più vedere una fine U_U
quindi vi lascio il capitolo 11 se qualcuno ha ancora voglia di seguire Estate18 *___*, altrimenti...pazienza XD
ps: vediamo se mi ricordo come si posta su LJ XD
CAPITOLO 11
-Quindi alla fine cosa facciamo?- chiese Keiichiro strofinandosi gli occhi per il sonno e appoggiando i gomiti sul tavolo della cucina.
-Per la duecentesima volta…- rispose Harumi esasperata- Mentre Arisa tiene occupato Shige…nel modo in cui preferisce…- aggiunse lanciando uno sguardo sornione all’amica- Noi prepariamo la cena a base di cibo italiano, e dopo andremo al karaoke dove abbiamo già prenotato una sala per questa sera!
-Chi ha avuto l’idea del karaoke?- chiese Yamapi, giocherellando con un elastico per capelli.
-Io, perché?- rispose Tegoshi, prendendo Harumi per una mano e facendola sedere sulle sue ginocchia.
-No, niente…- disse Tomohisa lanciando uno sguardo divertito a Nishikido- Spero solo che alla fine saremo talmente ubriachi da non ricordare le doti canore di qualcuno…
-Fingerò di non aver colto la sottile allusione…- mormorò Ryo versandosi del tè freddo.
-Dai Ryo-kun, basta che non porti la tua chitarra e tutto andrà bene!- esclamò Massu mentre gli altri rispondevano con una risata molto mal celata. Nishikido rivolse uno sguardo truce al ragazzo, il quale pensò si trattasse di una tipica reazione dell’Osaka-man quando lo si prendeva in giro, ma Ryo provava ostilità verso di lui per un altro motivo, e quel motivo se ne stava seduto accanto a Takahisa, mangiucchiando dei dolcetti di riso.
Ryo distolse lo sguardo da Junko, tornando a concentrarsi sul suo bicchiere di tè, cercando di auto-convincersi che non doveva odiare Masuda e che non doveva pensare alla ragazza.
-Ma come faccio a tenerlo occupato?- domandò Arisa, con l’espressione poco intelligente che mostrava sempre nei primi quaranta minuti dopo il risveglio.
-Non lo so!- rispose Harumi- Fai qualcosa: portalo al parco, andate a prendere un gelato…chiudetevi in camera da letto! A tua scelta!
Arisa annuì debolmente, probabilmente non afferrando subito le implicazioni della terza proposta.
-Non sarà il caso di andare a svegliarlo?- si intromise Toma- Prima che si svegli da solo e ci colga nel pieno del nostro complotto!
-Ikuta-chan ha ragione! Andiamo a fargli i primi auguri della giornata!- esclamò Yamapi balzando in piedi e dirigendosi fuori dalla cucina, mentre poco alla volta lo seguivano anche gli altri.
Shige aprì un occhio, non vedendo altro che le sagome dei mobili e delle pareti nell’oscurità della stanza. Possibile che stessero ancora tutti dormendo? Allora non era tardi come pensava.
Si stropicciò gli occhi con la mano destra, mentre stendeva indietro il braccio sinistro per stiracchiarsi. Sentì un lieve scricchiolio provenire da un punto indefinito della stanza, ma non vi prestò molto caso, finché allo scricchiolio non si aggiunsero dei bisbigli miseramente mal celati.
-…e che cazzo…!
Shige corrugò le sopracciglia, chiedendosi perché Ryo imprecasse da un angolo della camera.
-Si può sapere che hai?- chiese Harumi decisamente irritata.
-Keii mi ha pestato un piede, dannazione!
-Ah, era il tuo piede?- domandò Koyama.
-Cosa credevi che fosse, una pantegana?- ribatté Nishikido.
-Ma la volete piantare?!- si intromise Yuya- Così sveglierete Shige!
"Troppo tardi…" pensò il ragazzo passandosi la mano sulla fronte "Ma cosa accidenti hanno in mente di fare?".
-Tanto non lo svegliano nemmeno le bombe atomiche!- esclamò Massu, per quanto il parlare a bassa voce potesse permettergli di esclamare qualcosa.
-Una volta si è addormentato in classe e il prof gli ha urlato contro sette volte prima che si svegliasse…- raccontò Harumi trattenendo le risate.
-Povero cucciolo, la sera prima aveva fatto tardi al suo part-time!- lo difese a spada tratta Arisa.
-E tu che ne sai, sei rimasta appostata fino a tardi a spiarlo?- chiese Junko, con quella che Kato immaginò essere un’espressione sardonica.
-Nessuno batterà mai Tomo-chan però!- disse Ikuta- Si è addormentato mentre…mentre…facevamo ginnastica!
Calò un momento di silenzio generale, poi seguirono altre risate sommesse.
Kato scostò il suo lenzuolo e si mise molto lentamente in piedi, cercando di non farsi sentire, cosa non particolarmente difficile visto che ormai i suoi amici stavano facendo un baccano infernale. Camminò con molta lentezza verso la parete della stanza, alla ricerca dell’interruttore, ringraziando di essersi messo un pigiama scuro e che gli altri fossero talmente presi dai loro bisbigli da non essersi accorti che il loro obbiettivo si era svegliato e anche alzato.
-Qualcuno si ricorda ancora il motivo per il quale stiamo gattonando su un tatami nella completa oscurità della stanza?- bisbigliò Yuya a un certo punto.
-Cazzo! Shige!- borbottò Arisa.
Fu in quel preciso istante che Kato accese la luce rendendo improvvisamente ciechi tutti coloro che si trovavano nella stanza. Erano ammassati vicino all’ingresso, Harumi e Yuya in testa, seguiti da Arisa e Nishikido, mentre gli altri erano disposti disordinatamente dietro di loro, in quel momento impegnati a coprirsi gli occhi per l’improvviso attacco alle loro retine.
-Esattamente…- esordì Shige a braccia conserte-…cosa pensavate di fare?
La prima a riprendere l’uso della vista fu Arisa, che si alzò faticosamente in piedi dirigendosi verso il ragazzo.
-Shi…scusaci, volevamo farti degli auguri a sorpresa!- spiegò la ragazza, mentre tentava di capire se il campo di battaglia costituito dai capelli di Kato fosse vero o un’allucinazione dovuta al trauma alle retine.
Anche tutti gli altri si misero in piedi, annuendo per quello che aveva detto Arisa.
Shigeaki si lasciò scappare un sorriso, sospirando- Che carini che siete…vabè, vi perdono questa incursione mattutina!
Harumi prese la mozzarella di bufala dal sacchetto della spesa e la sistemò in uno scaffale del frigorifero. Arisa era seduta dietro di lei, agitandosi sulla sedia della cucina.
-Ma che hai?- le chiese la ragazza chiudendo lo sportello del frigorifero.
-Fra poco devo uscire con Shige per "tenerlo impegnato" mentre voi vi date alla nouvelle cuisine!
-Ed esattamente cos’è che ti rende così nervosa?
Arisa estrasse dalla tasca dei pantaloni due pezzi di carta variopinti, sui quali troneggiava la scritta a caratteri cubitali "MOSTRA DELLA SCIENZA". Harumi prese i due biglietti fra le mani, esaminandoli attentamente.
-Wow! Shige ne sarà entusiasta, è esattamente il tipo di cose che piacciono a lui!- esclamò sventolando i foglietti davanti al naso di Arisa.
-Si, hai detto bene…che piacciono A LUI! E a me piace che a lui piacciano! Ma non piacciono a me! Non so se il concetto è chiaro…
-Fin troppo…ma allora perché hai preso dei biglietti per una mostra del genere?
-Perché quelli per la mostra delle bambole di cera erano già esauriti…
Harumi aggrottò le sopracciglia chiedendosi se l’amica scherzasse, ma preferì non indagare.
-E poi volevo che sembrasse questo il mio regalo di compleanno- aggiunse Arisa rimettendosi i biglietti in tasca.
-E non lo è?
L’amica scosse lievemente la testa, distendendo le labbra in un sorriso sornione- Diciamo che quello vero e proprio lo riceverà alla fine della serata…in privacy…
-Usate precauzioni!- esclamò Koyama spuntando da dietro la porta, con indosso un accappatoio e i capelli gocciolanti di acqua.
-Keii, dove sei stato?- chiese Harumi.
-Ho appena finito la mia lezione di nuoto con Mayu!- rispose il ragazzo mettendosi il cappuccio sulla testa e frizionandosi i capelli- Quella ragazza è davvero una bravissima insegnante!
-Esattamente quando la smetterai di fingerti una schiappa nel nuoto e le dirai la verità?- continuò l’amica.
-Bhè visto che in questo modo passo molto tempo con lei e soprattutto mi tocca ovunque per mettermi nelle posizioni giuste….MAI!- sentenziò Keiichiro con un gran sorriso.
-Spero per te che non lo scopra, altrimenti passerai un brutto quarto d’ora…- lo avvertì Arisa puntandogli un dito contro.
-Invece di farmi la predica, progetta bene la tua seratina con Shige!
-Di questo non devi preoccuparti, sarà tutto perfetto!
Arisa si alzò dalla sua sedia, controllando un’altra volta di avere i biglietti in tasca- Bene, vado a prendere Shige, così voi potete iniziare a cucinare! Mi raccomando, niente roba piccante!
I due amici annuirono e la salutarono con la mano mentre usciva dalla cucina cercando di farsi coraggio da sola per il pomeriggio che l’attendeva.
-Ah dimenticavo!- urlò Koyama- SHIGE è SENSIBILE NELL’INTERNO COSCIA!
Subito dopo sentirono un rumore chiaramente identificabile come Arisa che sbatteva contro il mobile del corridoio.
-Keii, esattamente…- disse Harumi-…tu…cosa ne sai dell’interno coscia di Shige???
Yuya, Ryo, Junko, Masuda, Yamashita e Toma stavano seduti dietro il tavolo della cucina, ammassanti sulla panca accostata al muro, osservando abbastanza preoccupati colei che in quel momento li squadrava come un sergente istruttore in procinto di massacrare le sue reclute.
-Mi rendo conto che non avete la più pallida idea di che cosa siano queste…- disse Harumi puntando un dito sull’immagine in primo piano del libro di cucina spalancato sul tavolo- Ma a tutto c’è rimedio e giuro che la cena di stasera sarà fenomenale! Come piatti principali prepareremo lasagne al forno, scaloppine al vino bianco e prezzemolo e caprese!! Ci sono domande?
Massu alzò timidamente la mano.
-Ma…questa caprese…non sarà mica una cosa macabra? Il sangue e le capre mi fanno impressione.
-Massu, l’unica cosa che qui fa impressione è il tuo cervello…- osservò Ryo spazientito.
-O il tuo cinismo…- aggiunse Harumi con un sopracciglio alzato- Visto che vi vedo così "preparati" in materia, credo non sia il caso di indugiare oltre. Chi si offre per le lasagne?
Yamapi alzò prontamente la mano, sventolando le sue dita avvolte da fascinosi anelli- Io io! So fare la besciamella, me lo ha insegnato Arisa!
-Allora sia rovinati…- mormorò Ryo, guadagnandosi un’occhiataccia generale.
-Io non dovrei avere problemi nel preparare il sugo!- aggiunse Toma, aggiudicandosi insieme al suo amato la preparazione del primo piatto.
-La carne…- Harumi osservò gli occhi di Massu, il quale pareva attendere da tutta la vita il momento in cui sarebbe rimasto da solo con le fettine di vitello. Passarono diversi secondi in cui la ragazza credette di vedere la faccia di Takahisa diventare essa stessa un’enorme scaloppina -Ok, alla carne Ryo e Yu!
Il volto di Nishikido assunse la tipica espressione da Nishikido, ma non osò dire nulla, consapevole che se non era la carne era la caprese e quel punto la cosa avrebbe potuto avere dei risvolti negativi.
-Il che vuol dire…che devo fare la mozzarella?- domandò Masuda sull’orlo del pianto.
-Massu, devi semplicemente tagliarla a fette con i pomodori, credo che con l’aiuto di Junko ce la potrai fare persino tu- rispose Harumi prendendo un grembiule e avvolgendolo attorno alla vita.
-Ma dove sono finiti Mayu e Koyama?- domandò Yuya, con un tono che aveva un che di accusatorio.
-A fare compere- rispose Ikuta- Mayu-chan ha chiesto a Keii di aiutarla a prendere un regalo a Shige, visto che non lo conosce molto bene.
-E così sono scampati al massacro…- mormorò Tegoshi, rivolgendo uno sguardo leggermente preoccupato verso la sua ragazza. Harumi strinse gli occhi in due fessure.
-Qualcosa non và, Yu-chaaaan?- sibilò lei.
-Assolutamente no, piccola mia! Dimmi dov’è la carne!
E così ognuno iniziò a svolgere il compito che gli era stato assegnato.
Yamapi e Toma si affacciarono sul libro di cucina, aperto proprio sulla pagina delle lasagne, iniziando a studiare la preparazione del piatto e tirando fuori tutto quello di cui avevano bisogno. Ikuta prese la salsa di pomodoro, la carne e le verdure da tagliare, mentre Harumi metteva a bollire dell’acqua per il brodo.
-Toma-chan, inizia pure a tagliare le carote e il sedano, intanto che si prepara il brodo!- disse la ragazza, osservando fiduciosa il ragazzo che sembrava destreggiarsi molto bene con il coltello; rivolse poi lo sguardo all’individuo lì accanto, che osservava contrito un panetto di burro.
-Pi, sei sicuro di saper fare la besciamella?- chiese Harumi preoccupata- Se vuoi ti aiuto…
Tomohisa le rivolse un enorme sorriso, che se non fosse stato per le circostanze avrebbe letteralmente fatto sciogliere la ragazza- Non preoccuparti Haru-chan, mi ha insegnato Arisa! Controlla Massu, che mi sembra in difficoltà con quei pomodori.
Harumi annuì leggermente, rivolgendo uno sguardo ansioso al pentolino e al pacco di farina che il ragazzo brandiva in mano.
Quando vide la ragazza rivolgere il suo occhio vigile altrove, Yamashita iniziò a versare la farina nel contenitore. Si guardò attorno, per accertarsi che nessuno lo stesse guardando: si sarebbe sentito in imbarazzo ad essere osservato.
Lanciò un’occhiata a Toma, poco distante da lui che faceva soffriggere il trito di verdure con la carne.
"Com’è virile il mio Ikuta" pensò prendendo il panetto di burro e scartandolo. Osservò la sostanza bianco-giallognola che iniziava ad ammorbidirsi, domandandosi quale fosse la dose corretta: ma senza tanta preoccupazione schiaffò il panetto direttamente nel pentolino. Afferrò un enorme mestolo di legno e lo calò con decisione nell’intruglio di farina e burro, trovando quest’ultimo decisamente troppo solido. Provò a mescolare i due ingredienti, senza risultati confortanti e si bloccò, alzando gli occhi al cielo e riflettendo.
Gli si parò davanti l’immagine della faccia di Arisa che gli diceva "Metti il laaaaaatteeeeee".
Con rinnovato ardore, Yamapi si diresse verso il frigorifero, tirando fuori una bottiglia di latte da due litri e tornando a dedicarsi a quella che ad opera compiuta avrebbe dovuto essere della besciamella. O almeno ci sperava.
Iniziò a versare il liquido bianco nel pentolino, mescolando e agitando convulsamente il mestolo per fare in modo che il burro e la farina, uniti in un intruglio mortale, si staccassero; ma dopo 8 minuti buoni di rimescolamento, sentì una mano posarsi sulla sua spalla.
Si voltò, trovandosi a pochi centimetri la faccia di Harumi che lo guardava compassionevole.
-Tomo-chan…non volevo dirtelo ma…hai dimenticato di accendere il fuoco- e detto questo posò sul tavolo un cartoncino di besciamella già pronta, appena uscita dal frigo.
-Cosa devo fare con questa?- domandò Nishikido, sollevando con indice e pollice un’enorme fetta di carne di vitello.
-Devi batterla con questo, Ryotan- rispose Tegoshi passandogli un pestacarne- Poi dalle a me che le infarino e le metto in padella.
Nishikido afferrò l’oggetto che l’amico gli stava porgendo, posando la fetta di carne su un tagliere e osservandola leggermente annoiato- Non è che io non tenga al compleanno di Kato e tutto il resto…ma non sono molto bravo a cucinare qualcosa che non sia il mio riso all’aglio.
Yuya gli si affiancò davanti al tavolo.
-E dai, a Shige farà piacere sapere che hai contribuito, e poi…- si avvicinò al suo orecchio, abbassando la voce- Fingi che quel pezzo di carne sia Massu.
Il corpo del compagno fu scosso da un brivido e la testa si voltò di scatto mostrando un’espressione degna di un Oni.
-Tu..tu..cosa vorresti dire?- balbettò in preda a furia e panico insieme.
-Sshh…non farti sentire…- gli disse Yuya guardandosi attorno- Lo so che ti piace Junko, diciamo che ho le mie fonti.
-E scommetto che la fonte si chiama Harumi..- bisbigliò Nishikido stringendo con forza il pestacarne.
-Si, ma stai tranquillo, lei in realtà non ha detto nulla, sono io che l’ho capito da solo! E comunque non ho la minima intenzione di dirlo a qualcuno, ti puoi fidare.
I muscoli del viso di Ryo sembrarono rilassarsi e il ragazzo annuì lievemente, mantenendo sempre e comunque un’espressione truce.
-Bene, adesso batti quelle scaloppine…- esclamò Tego- e ricordati…immagina che siano Massu!
A quelle parole l’Osaka-man sollevò il batticarne come un guerriero vichingo solleverebbe l’ascia e abbatté la sua furia sulle fette di carne.
-Grazie mille per avermi accompagnato!- esclamò Mayu rivolgendo un grande sorriso al ragazzo che le camminava accanto.
-Ma ti pare, è un piacere stare in tua compagnia!- rispose Keiichiro raggiante.
-Sai, ero un po’ in ansia…sono l’ultima arrivata e davvero non ho idea di che regalo fare a Kato-kun. Ma per fortuna hai accettato di aiutarmi a sceglierlo!
Koyama annuì con forza, indicandole un centro commerciale dove avrebbero facilmente trovato un regalo per il festeggiato.
Quando varcarono le porte automatiche del superstore, furono investiti da una ventata di aria condizionata che per un attimo fece rabbrividire Mayu, vestita solo con una canottiera verde chiaro.
-Hai freddo, vuoi che ti dia la mia camicia?- chiese subito Keiichiro, iniziando a togliersi l’indumento.
-No, ci mancherebbe, poi resteresti tu in canottiera!- si affrettò a rispondere la ragazza- Non ti preoccupare, è stato solo lo sbalzo di temperatura.
Koyama si rimise la camicia sulle spalle, sorridendo al suo indirizzo e riprendendo a camminare.
Passeggiarono un po’ per i corridoi del centro commerciale, fermandosi ogni tanto a guardare qualche vetrina che a Mayu sembrava interessante, ma non riuscendo mai a trovare qualcosa che la soddisfacesse come regalo.
-Forse dovrei provare con i vestiti…anche se non ho idea di quale sia la taglia di Kato-kun…- borbottò la ragazza, fissando gli articoli dell’ennesimo negozio.
-Bhè, se prendi cose come magliette e canottiere, posso provarle io nel camerino! Abbiamo la stessa taglia!- propose Keiichiro.
Il volto di Mayu si illuminò- Perfetto! Allora andiamo subito!
Prese la mano del ragazzo e iniziò a trascinarlo verso il più vicino negozio di abbigliamento, senza rendersi conto che Koyama era avvampato non appena le loro dita si erano sfiorate.
Keiichiro fissò le loro mani giunte per tutti i 15 metri che li separavano dall’"Angolo della Moda", sussultando non appena Mayu lo lasciò per mettersi a cercare fra gli scaffali.
-Cerca qualcosa anche tu!- gli disse la ragazza- Sicuramente conosci i gusti di Kato meglio di me. Ci vediamo poi nei camerini!
Keiichiro annuì, rivolgendole un debole sorriso misto a un pizzico di delusione, per poi dirigersi dall’altra parte del negozio.
Cosa si aspettava, che Mayu gli tenesse la mano per tutto il tempo, come due fidanzatini? Il suo non era stato altro che un gesto impulsivo che dimostrava come lei si sentisse a suo agio con lui, senza preoccuparsi di ogni cosa che diceva o faceva. Era ben lontano dall’essere un gesto fatto con l’intenzione che Keiichiro sperava.
"Alla fine ci conosciamo appena…" pensò guardando distrattamente una maglietta con una strana fantasia a fiori "Io non so nulla di lei e lei non sa nulla di me, a parte che sono una sega nel nuoto! E non è che la cosa migliori visto che è una grandissima balla!".
Si voltò a guardare Mayu, che frugava in mezzo a delle canottiere a coste.
"Certo che ho posto davvero delle solide basi per un rapporto…che sia d’amicizia o no".
Desiderando prendesi a frustate da solo, Keiichiro afferrò qualche maglietta dagli scaffali più vicini e si diresse verso i camerini per provarle.
-Posso aiutarti?- chiese la commessa, una ragazza minuta e dai lineamenti dolci.
Mayu osservò incerta un paio di magliette che aveva appena preso da uno scaffale.
-Ecco…dovrei fare un regalo…- iniziò a spiegare.
La commessa sorrise complice- E’ per il tuo fidanzato? Scommetto che è il ragazzo che è entrato con te!
Mayu pensò che in quel momento tutto il sangue presente nel suo corpo fosse affluito alle guance, perché anche se non poteva vedersi, sapeva di assomigliare più a un pomodoro geneticamente modificato, piuttosto che ad un essere umano.
-Ecco…no..no…ma che dici…assolutamente no!- iniziò a balbettare in preda all’imbarazzo- È solo un…un mio amico!
L’altra ragazza le rivolse un sorriso rassicurante, scusandosi per aver avanzato delle ipotesi azzardate e le mostrò poi alcune magliette molto belle. Mayu le prese tutte e ringraziando la commessa con un lieve inchino si mise letteralmente a correre verso i camerini. Si bloccò solo all’ingresso del corridoio sul quale si affacciavano le porte di diverse cabine, appoggiandosi alla parete con il cuore che le batteva a mille.
Meno male che Koyama non era presente, avrebbe potuto morire di infarto. Koyama, il suo ragazzo; la sola idea le faceva arrossire persino le punte dei capelli, nonostante riuscisse a comportarsi con disinvoltura nei suoi confronti. Anche se nel momento in cui gli aveva preso la mano per portarlo dentro il negozio aveva pensato di aver davvero esagerato. Ma lui non aveva detto nulla e non si era divincolato, quindi probabilmente lo aveva preso come un semplice gesto fra amici.
Sicuramente Keiichiro non pensava a lei in quel senso, quindi non c’era motivo per imbarazzarsi tanto. Diede un’occhiata alle magliette appoggiate sul suo braccio e poi si diresse verso un camerino che non fosse chiuso; spalancò la porta del primo che trovò, pensando giustamente che fosse vuoto ma trovandoci dentro Koyama a petto nudo e intento a mettersi una delle magliette che aveva scelto.
Mayu fu sicura che il rosso delle sue guance fosse diventato viola.
-ODDIO! Ti prego scusami, credevo fosse vuoto! Io…io me ne vado subito!
La ragazza fece per indietreggiare ma Keiichiro la bloccò afferrandola per il polso.
-No, aspetta!- esclamò guardandola intensamente negli occhi e tirandola lentamente verso di sé- Voglio che tu mi dica come mi sta la maglietta…
Gli occhi di Mayu corsero rapidi sui muscoli del suo petto, scendendo fino agli addominali e provocandole un brivido lungo tutto il corpo.
-Però…dovresti mettertela…la maglietta…- gli disse lei, tornando a sollevare lo sguardo, per paura di sembrare inopportuna a fissarlo in quel modo.
Keiichiro annuì lievemente, facendo entrare Mayu nel camerino e chiudendo la porta.
Avvicinò il suo viso a quello di lei, senza smettere di fissare le sue iridi in un modo che faceva sentire Mayu nuda di fronte a lui.
-Si…dovrei metterla…- mormorò il ragazzo un istante prima di posare le sue labbra su quelle della ragazza, che per la sorpresa non riusciva nemmeno a muoversi.
Koyama avanzò nel poco spazio della cabina, costringendo Mayu ad arretrare e a scontrare la sua schiena con la parete bianca, mentre le bocca del ragazzo premeva sempre di più contro la sua; la mano sinistra di Keiichiro si appoggiò al muro, mentre la destra accarezzava dolcemente il collo di lei.
A quel tocco Mayu sembrò riprendersi dallo stato di trance in cui era caduta e come se non avesse aspettato altro dal primo momento in cui aveva visto Keiichiro, fece cadere le magliette che aveva in mano e cinse il collo del ragazzo con le braccia, schiudendo le labbra. La lingua calda di Koyama le si insinuò in bocca, accarezzando dolcemente la sua lingua, prima di spingere più forte e far gemere Mayu; il ragazzo la prese per la vita e la sollevò, sfruttando il sostegno del muro e facendo in modo che la differenza di altezza fosse annullata. Mayu allacciò le sue gambe attorno ai fianchi di Keiichiro per sorreggersi e gli passò le mani fra i capelli, sospirando fra le sue labbra umide e accaldate.
-Volevo farlo da quando ti ho vista la prima volta con in braccio Nyanta…- mormorò Koyama, staccandosi dal bacio per riprendere fiato.
Mayu si mise a ridere e gli scompigliò ancora di più i capelli- Se per questo anche io! A saperlo ci saremmo dati una mossa prima!
Anche Koyama rise, facendo scendere la ragazza da quella posizione e sistemandole la canottiera che nell’impeto si era alzata un po’.
-Volevo chiederti una cosa…- disse Keiichiro prendendo la sua maglietta e rivestendosi-…riguardo stasera.
-Dimmi- lo incoraggiò Mayu.
-Ecco…se vuoi…mi piacerebbe che ci andassimo insieme!
La ragazza lo guardò leggermente interdetta.
-Koyama, noi ci andiamo già insieme…ci andiamo con tutti gli altri!
-Si, ma non intendevo in quel senso! Intendevo…andarci insieme come due che ci vanno insieme…come…
-Come due che stanno insieme?- completò Mayu con un grande sorriso.
Keiichiro annuì, sollevato che la ragazza avesse capito prima che il suo cervello fosse esploso per lo sforzo.
-Si…- rispose Mayu abbassando lo sguardo e arrossendo-…ne sarei immensamente felice…Keii-chan…
Il ragazzo spalancò la bocca e strabuzzò gli occhi per qualche istante.
-Posso chiamarti "Keii-chan", vero?- di affrettò a chiedere Mayu.
Keiichiro la prese per la vita, attirandola a sé- Puoi chiamarmi anche "patatina fritta" se ti và!
-Ragazzi, non so davvero come ringraziarvi!- esclamò Shige ripiegando accuratamente la maglietta frutto del pomeriggio di ricerche di Keiichiro e Mayu.
-Se ci vuoi ringraziare come minimo devi scolarti due birre e cantare un pezzo solista!- sentenziò Koyama, brandendo pericolosamente un microfono.
-Keii, siamo minorenni e non abbiamo alcolici qui!- fece notare Kato, sperando che quelle obbiezioni fossero sufficienti a farlo desistere.
-Au contraire mon ami!
A quella parole, dalle borse megagiganti delle ragazze, comparvero numerose bottiglie di bevande alcoliche che lasciarono Shige con un misto di sorpresa, ammirazione e disapprovazione.
-Come vedi ci siamo premuniti!- disse Yamapi prendendo un bicchiere di plastica e iniziando a versarsi da bere.
-Ragazzi, vi prego, siamo in un luogo pubblico, quindi andiamoci piano…- li implorò il festeggiato mentre un bicchiere stracolmo gli veniva brutalmente messo in mano.
-Possiamo iniziare a cantare?- domandò Yuya mentre con il telecomando faceva scorrere l’elenco delle canzoni sullo schermo.
-Inizio io!- esclamò Nishikido con voce che non ammetteva repliche.
Tegoshi si voltò verso di lui con sguardo minaccioso- Veramente…pensavo di cominciare io…
Seguirono un paio di secondi in cui sembrò proprio che fra gli occhi dei due ragazzi scaturissero delle saette, come nei cartoni animati.
-Qualcuno li fermi prima che il karaoke vada a fuoco…- mormorò Masuda, abbracciato a una ciotola di pop-corn.
-Ok ragazzi, la prima canzone cantatela insieme, così eviteremo spargimenti di sangue!- si intromise Harumi porgendo un microfono a entrambi i ragazzi.
I due amici si squadrarono per qualche istante, poi entrambi distesero i muscoli facciali e Nishikido accennò un sorriso.
-Però se canto con Tegonyan voglio cantare "Zutto"!- affermò Ryo selezionando la canzone dalla lista.
-Eh, l’amore…- mormorò Pi, aggiungendo una risatina soffocata.
Entrambi i ragazzi lanciarono un’occhiataccia a Yamashita, poi si posizionarono di fronte al pubblico, brandendo con decisione i loro microfoni, mentre la melodia iniziava.
Sotto il cielo stellato
Abbiamo camminato verso casa
Ancora un po’ a disagio nell’essere da soli
Yuya alzò lo sguardo, cercando nella penombra della sala il volto di Harumi e trovando i suoi occhi brillare per le luci colorate e fissarlo con intensità mentre intonava quelle note.
Era felice. Felice di quel periodo della sua vita e di vedere il sorriso di Harumi in risposta al suo, mentre cantava quelle parole che gli ricordavano la ragazza, in ogni sillaba, in ogni suono.
Qui, dove guardiamo le stelle
Voglio abbracciarti forte
In modo che tu rimanga la mia fianco ora e per sempre
Perché solo averti con me mi fa stare bene
E guardando Harumi, appoggiata con i gomiti sul tavolino, con un lieve sorriso a incresparle le labbra, Yuya capì che era davvero così, che avrebbe fatto qualunque cosa per fare in modo che quel sorriso non svanisse e quegli occhi continuassero a guardarlo così dolcemente.
Doveva dirglielo. Doveva dire ad Harumi quello sentiva, anche se forse così si sarebbe compromesso, anche se forse così si sarebbe esposto troppo.
Sento di poter dire quelle parole più e più volte
Ma ancora non riesco a dirle
E probabilmente non sarebbe mai riuscito a farlo.
Ryo osservò i suoi amici, che ascoltavano lui e Tego cantare quella canzone d’amore, e i suoi occhi si soffermarono su Junko, seduta accanto a Takahisa.
Anche se era buio Ryo vedeva il braccio del ragazzo avvolto attorno al fianco di lei e anche se sapeva di non poterci fare nulla, non riusciva ad evitare di sentirsi così frustrato.
La desiderava, nonostante fosse proibita perché era già di un altro.
Voglio abbracciarti forte
…
Perché solo averti con me mi fa stare bene
Senza nemmeno rendersene conto aveva puntato il suo sguardo su lei e non l’aveva più distolto. Per il resto della canzone Ryo continuò a fissare quelle iridi castano scuro, scandendo ogni parola con maggiore intensità, come se sperasse che almeno in quel modo i suoi sentimenti potessero raggiungerla, senza che qualcun altro li scoprisse.
Adesso sento di poter dire più e più volte le parole
"Voglio stare con te per sempre"
no subject
Date: 2009-01-08 02:54 pm (UTC)TAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
io adoro come hai caratterizzato tutti i personaggi, sono fantastici..a parte tatinofrittellino che praticamente in mezzo a tutta la ficci è caratterizzato come il fancazzista medio!xDDDDD
complimenti taaaa continua a scrivere questa ficci, mettendo sempre al primo spoto lo studio però!U_U, e sappi che non mi sono ancora del tutto ripresa dall'ultimo cap.uhauhauhauh xQ_____________________________________ .. ma adesso parto prevenuta...prima di leggere le tue mail mi preparo una caraffa di acqua e zucchero!!uhauhauhauhauh
...ragazze, prima o poi questa donna mi farà secca GIUVO!!XDDDDD
UN BEN TORNATA ALLA RERUUUUUUUUUU YEEEEEEEEEEEEEE!!!
e speriamo che tu non ti perda nuovamente nei meandri infiniti di internet!muaaaaaaaaaaak un bacione a tra poco taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
PS: Tra poco sono li da lei Koyama-sama mi aspetti!!!xDDDD
no subject
Date: 2009-01-15 10:53 pm (UTC)no subject
Date: 2009-03-03 08:53 am (UTC)Continuo a finire il capitolo...