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Bene, bene, bene. Capitolo 12...premetto che non mi ricordo cosa succede (e il bello è che l'ho scritto io XDDD)
Con questo capitolo inizia la parte "ansiosa" della storia, è tornato un certo ometto a rompere le scatole ai protagonisti...e poi...eh un po' di suspence ci vuole! (ma xkè sparo ste cavolate? sarà stata la mezz'ora passata in doccia a rimbambirmi!)

CAPITOLO 12

 

-Amore mio…

Harumi aprì piano la palpebra sinistra, sentendo un morbido tocco sul collo e il calore di un corpo accanto al suo; aprì tutti e due gli occhi e sorrise mentre Yuya saliva a baciarle le guance e la bocca.

-Ohayou…- mormorò Harumi con voce impastata.

-Dormito bene?- chiese il ragazzo sorreggendosi con il braccio destro.

-Quando sono con te dormo sempre benissimo…

-Oh, come siamo romantiche stamattina…- osservò divertito Tegoshi.

-Se vuoi smetto subito…- ribatté Harumi fingendosi offesa e girandosi dall’altra parte.

Yuya la abbracciò da dietro, ridacchiando.

-No, va benissimo così!- le rispose baciandole di nuovo il collo e facendole scivolare una mano sotto la maglietta del pigiama- Non mi sembra di avertelo ancora detto oggi…ma ti amo…

Harumi sorrise, girando la testa verso di lui- No, in effetti non l’hai ancora detto…- lo baciò, intrecciando la lingua con la sua, mentre una mano di Yuya le accarezzava i capelli.

-Ti amo anch’io!- gli disse per poi alzarsi e dare un’occhiata alla stanza.

Nel futon accanto al suo si intravedevano due teste spuntare da sotto il lenzuolo e gli ammassi di capelli biondi e corvini le identificavano come quelle di Arisa e Shige. Poco più in là i piedi Mayu spuntavano da un altro lenzuolo e nel quarto futon, quello di Junko, Harumi si accorse che non c’era nessuno.

-Credo che Jun sia andata a preparare la colazione, di solito è quella che si alza prima…

-E suppongo che tu la raggiungerai, invece di restare qui a con me…- disse Tegoshi con un lieve broncio dipinto in viso.

Come risposta ebbe il brontolio dello stomaco di Harumi, che lo indicò con sguardo significativo.

-Ho fame, Yu! E poi devi considerare che a stomaco pieno lavoro meglio…qualunque sia l’attività da intendere!

Tegoshi si mise a ridere, alzandosi anche lui dal futon.

-Su vai, io intanto sveglio gli altri!

Harumi gli schioccò un bacio sulla guancia, dirigendosi poi verso la porta a pannelli.

-Haru!- la chiamò Yuya prima che sparisse lungo il corridoio- E’ già stato detto che ti amo?

-Si, scemo!

 

 

A giudicare dai rumori provenienti dalla cucina, sembrava che fosse in corso la Terza Guerra Mondiale e non la preparazione della colazione. Junko schizzava da una parte all’altra della stanza, lanciando letteralmente le ciotole e i coperchi delle pentole.

Harumi si avvicinò con cautela al tavolo, afferrando al volo una ciotola che altrimenti sarebbe finita rovinosamente a terra.

-Buongiorno Junko-chan…- mormorò la ragazza, chiedendosi addirittura se fosse il caso di rivolgere la parola.

Junko si voltò verso di lei, con occhi venati di rosso per la stanchezza e le rivolse un sorriso amareggiato.

-Buongiorno Haru-chan…- rispose con voce spenta, immergendo il mestolo in una pentola e violentando letteralmente il riso che c’era dentro.

-Jun…sarà una mia impressione…- azzardò Harumi prendendo una sedia- Ma c’è qualcosa che non và?

-No, va tutto benissimo!- fu la risposta, seguita dal rumore di un uovo brutalmente fracassato contro il bordo di una padella.

-Già, ed è per questo che quella frittata è costituita più da gusci d’uovo che da altro?- osservò divertita Harumi, appoggiando il mento sul palmo della mano.

Junko diede un’occhiata allo scempio culinario che aveva creato e sospirò aprendo il cestino e buttando tutto quanto. Appoggiò la padella sui fornelli e poi prese anche lei una sedia, mettendosi accanto all’amica.

-Non va bene per niente…- mormorò Junko increspando le labbra in un broncio.

-Per caso centra il “dopo-karaoke” dell’altra sera?- domandò Harumi che in realtà sospettava già quale fosse il problema.

-Quando sono rimasta sola con Nishikido-kun…- confermò la ragazza mettendosi a raspare con l’unghia la superficie del tavolo; Harumi evitò di fare commenti e lasciò che l’amica proseguisse- Io…credo di essermi presa una cotta per Ryo…

Harumi fece tutti gli sforzi possibili e immaginabili per non urlare a Junko che si, era cotta di Ryo e che doveva andare a dirglielo seduta stante prima che quel ragazzo morisse nell’autocommiserazione. Ma si trattenne, doveva imparare a gestire gli impulsi.

-E Massu?- domandò alla fine.

Junko sospirò per la milionesima volta- Gli voglio bene, ma non credo che la cosa possa continuare. Non provo per lui quello che provo per Ryo…

-Jun, allora vai da Ryo-chan e diglielo!- la incoraggiò Harumi con un sorriso.

-E se per lui non è la stessa cosa? L’altra sera è successa una cosa strana…mi ha abbracciato e per un attimo ho pensato che non fosse l’abbraccio di un amico…ma forse mi sono immaginata tutto!

Harumi la guardò di sottecchi, soppesando l’idea di dirle o meno dei sentimenti di Nishikido. Ma in fondo una piccola spintarella nella direzione giusta non poteva fare male.

-Junko, anche Ryo ha una cotta per te…- le disse, aspettando di vedere quale sarebbe stata la sua reazione.

L’amica strabuzzò gli occhi, lasciandosi scappare un sorriso- Davvero?

Harumi sorrise di rimando, dandole un colpetto sulla fronte- Si, scema e credo che se non gli dici al più presto che anche lui ti piace, si ammazzerà…o ammazzerà Massu!

Junko fece una smorfia a sentire il nome di quello che era ancora il suo ragazzo- Dio, Takahisa…dovrò…dovrò…

-Lasciarlo?- completò l’altra.

Junko annuì- Spero non la prenda male…

-Portagli i gyoza…

L’amica la guardò con rimprovero.

-Ok, questa era cattiva…- ammise Harumi chinando la testa in segno di scuse- Adesso vado a chiamare gli altri, mentre tu cucini e non massacri la colazione!

Junko si mise a ridere, alzandosi in piedi e riprendendo in mano la padella- Haru, ma tua zia che fine ha fatto?

-Questa è un’ottima domanda, a cui mi farebbe piacere trovare una risposta!- disse la ragazza grattandosi la testa- Bhà, sarà andata in città a controllare il negozio!

-E non tornerà prima di 3 giorni…- riferì una voce accanto alla porta.

Le due ragazze si voltarono verso il nuovo arrivato e quando Harumi vide i lunghi capelli neri e quel sorriso da mascalzone che faceva impazzire la maggior parte delle ragazze, sentì le ginocchia cederle per un secondo.

Sapeva che prima o poi sarebbe tornato, anche se sperava che l’università l’avesse inghiottito.

-Hiro-sempai!- esclamò Junko sorpresa- Sei…sei tornato!

-Eh si, finalmente gli esami mi hanno dato un po’ di tregua!- rispose il ragazzo con allegria, appoggiando il suo zaino per terra- Ma non resto a dormire qui stanotte; Yuki mi ha avvisato che dovrà restare in città e mi ha chiesto di venire a darvi un’occhiata…- rivolse il suo sguardo ad Harumi, che stringeva forte il bordo della sua sedia- Come stai Rumi?

La ragazza prese un profondo respiro- Bene…

-Posso parlarti cinque minuti?

Harumi temeva che quel momento sarebbe arrivato. Junko le rivolse uno sguardo preoccupato, dicendole con gli occhi che se voleva poteva trovare una scusa qualsiasi per non lasciarla sola con lui; ma Harumi scosse lievemente la testa al suo indirizzo e si alzò dalla sedia, avvicinandosi ad Hiro.

-Solo cinque minuti però- disse seguendolo fuori dalla cucina.

Normalmente ci volevano dai 20 ai 30 secondi per andare dalla cucina al salotto, ma ad Harumi parvero 2 ore. Quando raggiunsero la stanza ancora avvolta nella penombra, con le tapparelle abbassate che lasciavo filtrare pochissima luce, Hiro si fermò accanto al divano, dando le spalle alla ragazza.

-E quindi?

Harumi stava cercando di non essere sgarbata, ma in quel momento la cosa le stava riuscendo difficile.

-Come promesso, non ci metterò molto…- esordì il ragazzo voltandosi-…volevo solo dirti che in questo periodo che siamo stati lontani i miei sentimenti per te non si sono affievoliti, tutt’altro…

Da un certo punto di vista, Harumi trovava la cosa abbastanza comica e avrebbe voluto davvero riderne di gusto per poi lasciar perdere la faccenda, ma il senso di oppressione che le cresceva nel petto era più forte di qualsiasi ilarità.

-Sempai, per favore…- mormorò con una voce che non sembrava neanche la sua, ma lui parve non sentirla nemmeno.

-E così adesso stai con quel Tegoshi?

Nel sentire il nome di Yuya, Harumi sembrò ridestarsi da un profondo torpore: non le era piaciuto affatto il tono e il modo in cui Mizushima si era riferito a lui e soprattutto la spaventava il fatto che sapesse già tutto, nonostante fosse appena arrivato dopo settimane di assenza.

Il ragazzo che le stava davanti la fissava con uno sguardo intenso, gli occhi appena visibili nella semioscurità della stanza. Cosa voleva da lei?

-Temevo che sarebbe finita così…- proseguì Hiro, calmo- Ma dopotutto nella vita si fanno degli errori e spero che presto ti renderai conto del tuo…

Harumi non sapeva perché non avesse ancora detto nulla, nonostante nella sua testa si affollassero mille pensieri e l’incredulità per quello che aveva appena sentito, ma in particolare per il modo in cui Mizushima l’aveva detto. Era seriamente convinto delle sue parole.

 

 

Tegoshi entrò nella cucina, rivolgendo un cenno di saluto a Junko che stava finendo di apparecchiare la tavola. Nella stanza c’era anche Mayu, Keiichiro e Toma, seduti al tavolo. Si guardò attorno, chiaramente alla ricerca di qualcuno, ma la cucina era decisamente piccola e a meno che Harumi non si fosse nascosta nella credenza, non era lì. Fece un passo in avanti e inciampò in qualcosa di morbido che si trovava per terra. Abbassò lo sguardo e vide uno zaino verde scuro.

-Di chi è?- domandò indicando l’oggetto e rivolgendosi agli altri nella stanza.

I tre seduti al tavolo fecero spallucce, non avendo idea di chi potesse essere il proprietario, ma Junko guardò Tegoshi con una certa agitazione.

-Ecco, Yuya-kun…quello zaino…- iniziò la ragazza, asciugandosi le mani con uno strofinaccio- E’ tornato Mizushima-sempai.

Tegoshi deglutì la poca saliva che gli era rimasta, perché la bocca gli si era seccata nel momento stesso in cui aveva sentito quel nome. Yuya non era mai stato il tipo da avere reazioni eccessive (quello lo lasciavano fare a Ryo) ma per qualche secondo i presenti nella stanza non ne furono più tanto sicuri.

-DOV’E’?- tuonò con una voce di cui non lo avrebbero mai creduto capace.

-In…in salotto…con Haru…voleva parlarle…- rispose Junko, pentendosi un istante dopo di avergli fornito quell’informazione.

Il ragazzo girò sui tacchi e uscì come una furia dalla cucina, travolgendo Nishikido che per non cadere si aggrappò a Shige, dietro di lui.

-Tegonyan..ma che cazz..?- ma la domanda di Ryo fu interrotta da Junko che urlava loro di seguirlo, accennando a una qualche strage.

Yuya percorse i pochi metri che lo separavano dal salotto con la mente annebbiata e quando vi giunse si bloccò sulla soglia, scorgendo le due figure nell’oscurità della sala; sentì i passi veloci dei suoi amici che lo raggiungevano.

Il primo a vederli fu Mizushima, che rivolse loro un saluto con la mano.

-Quanto tempo ragazzi!

Harumi si voltò nell’istante i cui Yuya accese la luce e appena lo vide si mosse istintivamente verso di lui, con una voglia matta di abbracciarlo, ma si bloccò per paura della reazione di Hiro.

-Sono venuto a vedere come state per conto di Yuki, mi fermerò solo per questa notte- li informò il sempai, in risposta ai loro sguardi interrogativi. Shige e Toma gli rivolsero qualche domanda sull’università, per evitare silenzi imbarazzanti, mentre Tegoshi si avvicinava lentamente ad Harumi, fissando Mizushima come se fosse il suo nemico naturale.

La ragazza gli rivolse un debole sorriso, protendendo la mano verso di lui, il quale la afferrò saldamente, colmando la distanza che li divideva; Yuya non mancò di notare la fugace occhiata che Mizushima aveva rivolto loro nell’istante in cui si erano toccati.

-Bhè, devo sbrigare alcune faccende stamattina e voi dovete fare colazione, quindi vi lascio!- esclamò il sempai con un sorriso. Si avvicinò ad Harumi che sentì la mano di Tegoshi stringere più forte quando il ragazzo si abbassò su di lei, schioccandole un bacio sulla guancia- Buona giornata Rumi- disse rivolgendo poi a Yuya un cenno del capo che avrebbe dovuto essere un saluto.

Lo guardarono uscire dal salotto e camminare a passo svelto per recuperare il suo zaino. Dopo pochi secondi sentirono la porta d’ingresso aprirsi e richiudersi.

Harumi tirò un sospiro di sollievo nel momento in cui fu consapevole che Hiro non si trovava a meno di 50 metri da lei e dalla faccia di Yuya anche lui doveva pensare la stessa identica cosa.

-Cosa diavolo voleva?- chiese il ragazzo, visibilmente innervosito.

-Niente…solo rinnovarmi i suoi sentimenti…tanto per cambiare!

Harumi si diresse verso la porta, seguendo gli altri che stavano tornando in cucina. Doveva assolutamente apparire rilassata, non poteva permettere che Yuya la vedesse spaventata o preoccupata, perché sapeva che a quel punto anche lui si sarebbe agitato e l’ultima cosa che voleva era farlo preoccupare.

Tegoshi la trattenne per la mano, costringendola a voltarsi e guardarlo in faccia.

-Sei sicura che vada tutto bene?- le chiese con occhi indagatori, cercando di cogliere ogni minimo segno.

-Si, stai tranquillo!- mentì lei, cercando di non abbassare lo sguardo.

Ma se stava riuscendo a non dire la verità a Yuya, lo stesso non si poteva dire riguardo a lei. Perché nonostante sorridesse al suo ragazzo con sguardo rassicurante, non poteva nascondere a sé stessa quel dolore e quel senso di oppressione che continuavano ad artigliarle il petto.

 

 

 

-Yu, in che lingua te lo devo dire che và tutto bene?- esclamò Harumi esasperata, dopo l’ennesima domanda da parte del ragazzo che aveva passato tutta la mattina a controllarla e a chiederle a intervalli regolari se fosse tutto a posto. Era riuscita ad ottenere una tregua durante il pranzo, più che altro perché anche gli altri iniziavano a trovarlo esasperante, ma non appena anche l’ultimo piatto era stato posto nel lavandino, la fatidica domanda era giunta.

Yuya la guardò imbronciato, con le braccia conserte e appoggiandosi allo schienale della sedia.

-Va bene, ho capito, non te lo chiedo più!- disse infine poco convinto.

Harumi gli rivolse un sorriso come ringraziamento, guardandosi attorno alla ricerca del maglioncino che di solito usava per dormire.

-Yuya, hai visto la felpa che avevo addosso stamattina?

-E’ appoggiata sulla tua sedia, ciollona!- rispose lui mentre Yamapi tentava di attirare la sua attenzione per mettersi a giocare a carte.

La ragazza prese l’indumento appoggiato allo schienale e vide un foglietto volare fuori da una tasca e posarsi dolcemente a terra. Si chinò verso il basso per raccoglierlo, chiedendosi cosa fosse: non ricordava di averlo messo nella tasca. Si rimise in piedi, aprendolo incuriosita.

Con una grafia un po’ sbilenca, ma che Harumi riconobbe subito, c’era scritto: Tu sei mia.

I battiti cardiaci presero ad accelerare all’improvviso e la mano che reggeva il biglietto lo strinse forte, portandosi istintivamente al petto. Harumi sentiva un dolore acuto poco sotto lo sterno e un bisogno tremendo di respirare, ma sembrava che i suoi muscoli non rispondessero più ai suoi comandi. Con la mano libera si appoggiò al tavolo, voltandosi verso Tegoshi che capì subito che qualcosa non andava.

Il ragazzo si alzò dalla sedia e la raggiunse in un attimo, prendendola per le spalle.

-Haru, stai male? Dimmi cos’hai!

Harumi lo guardò negli occhi, spaventata a morte e stringendosi forte la mano al petto.

-Non…non riesco a respirare…- riuscì a dire mentre Yuya la faceva sedere, il respiro che diventava sempre più affannoso e il dolore sotto lo sterno sempre più forte.

Yamapi nel frattempo aveva chiamato anche gli altri, che erano accorsi preoccupati, fermandosi però accanto alla porta per paura che troppa gente attorno potesse peggiorare le condizioni di Harumi.

Kato le si avvicinò con aria grave, mettendole una mano sulla schiena che si sollevava a si abbassava in modo irregolare.

-Credo sia il caso di portarla al pronto soccorso- disse a Yuya che annuì con forza, lanciando uno sguardo preoccupato alla sua ragazza che aveva iniziato a tremare.

-Chiamo subito l’ambulanza!- intervenne Arisa con prontezza- Stai tranquilla Haru!

Ma Harumi non stava ascoltando, tutti i suoni le giungevano ovattati e l’unica cosa su cui riusciva a concentrarsi, a parte di dolore, era il calore della mano di Yuya che stringeva la sua spasmodicamente.

 

 

-Niente di grave, è stato solo un attacco di panico! Le abbiamo dato un tranquillante e adesso è come nuova- disse il giovane infermiere alla schiera di ragazzi radunati nella piccola sala d’attesa- Possiamo farla tornare subito a casa, ma vorrei il numero di un genitore, siamo in obbligo di avvisarlo.

Nishikido si fece avanti, staccandosi dal gruppo.

-Non ce n’è bisogno, sono suo fratello maggiore!- affermò con decisione, mentre gli altri dietro di lui restavano in attesa della reazione dell’infermiere.

Il giovane lo guardò con aria scettica- Si, e io sono la regina Elisabetta- disse tornando poi a compilare la scheda medica di Harumi.

-Le do il numero della zia, la madre si trova attualmente all’estero!- intervenne Junko, mentre Ryo si faceva da parte, ferito nell’orgoglio.

L’infermiere parve soddisfatto e mentre la ragazza gli dettava le cifre, da una stanza laterale apparve Harumi, accompagnata da Yuya.

-Spiacente, non vi siete liberati di me!- esclamò la ragazza, mentre i suoi amici l’accerchiavano chiedendole come stava.

-Perché fai dell’ironia anche in questi momenti?- le chiese Mayu, che sembrava appena uscita da una doccia ghiacciata.

-Perché l’ironia è il profumo della vita!- rispose Keiichiro, accarezzando la schiena della sua ragazza.

-Cretino, quello è l’ottimismo!- lo corresse Yamapi.

-Che ne dite di riportare a casa la moribonda e piantarla con le scemenze?- chiese Arisa.

-Assolutamente si e chiamiamo un taxi per Harumi!- concluse Shigeaki.

La diretta interessata strabuzzò gli occhi- Un taxi?? Starai scherzando spero! Credo di essere ancora in grado di camminare fino a casa!

Kato rispose snocciolando una serie di controindicazioni mediche, che furono prontamente ignorate mentre la paziente prendeva armi e bagagli e si dirigeva fuori dal pronto soccorso.

 

 

Harumi camminava lungo il marciapiede, accanto a Yuya, guardando alternativamente l’asfalto e i ragazzi che chiacchieravano davanti a loro. Sentiva lo sguardo indagatore di Tegoshi su di sé e sapeva che non avrebbe potuto scappare ancora per molto all’inquisizione del suo ragazzo. Con la mano sfiorò la tasca dei jeans nella quale aveva nascosto il biglietto di Mizushima e le sembrò quasi di sentire la carta bruciare sotto la stoffa.

-Adesso che gli altri sono distratti…- esordì Yuya, sfiorandole il braccio con il proprio- Ti prego, dimmi cosa succede…

Haru prese un respiro profondo: non esisteva un modo semplice per dirlo, in ogni caso era certa che Yuya non l’avrebbe presa bene.

-Quando sono andata a prendere la mia felpa, ci ho trovato dentro un biglietto…- disse estraendo il foglio spiegazzato dalla tasca- Ce lo ha messo Mizushima-sempai…

Lo porse a Tegoshi, che già al sentire il nome di quella persona si era irrigidito, senza però smettere di camminare; il ragazzo lo dispiegò, fissando le pupille dilatate su quelle poche e brevi parole. Era incredibile come del semplice inchiostro su carta potesse provocargli tanta rabbia e tanto dolore; stracciò il foglio e lo lasciò cadere a terra, calpestandolo.

-Il comportamento di Hiro mi sta spaventando…ma non volevo farti preoccupare…- sussurrò Harumi, camminando a testa bassa, gli occhi fissi sul marciapiede, come se potesse trovarvi qualcosa di interessante.

-Dovevi dirmelo- mormorò lui, la mano chiusa a pugno per impedire che tremasse.

Harumi non rispose e Yuya la afferrò per il polso, attirandola a sé e abbracciandola forte.

-Ci sono io a proteggerti!- esclamò, i palmi aperti contro la schiena della ragazza, scossa da leggeri sussulti.

-Grazie…- mormorò Haru, nascondendo il viso nell’incavo fra il collo e la spalla di Tegoshi, cercando di reprimere le lacrime che le pizzicavano gli occhi.

-Ehi piccioncini, non vi bloccate in mezzo al marciapiede!- urlò Koyama qualche metro più avanti.

Harumi e Yuya sciolsero l’abbraccio, sorridendosi a vicenda e raggiunsero il resto del gruppo.

Quando finalmente arrivarono a casa la prima cosa che Junko fece, da brava mamma, fu mettere a bollire l’acqua per il tè, che una volta pronto portò nella stanza delle ragazze, dove Arisa e Mayu avevano insistito perché Harumi si mettesse sotto le coperte.

-Come ve lo devo dire che sto bene? Non ho l’influenza e poi ho caldo con queste!- esclamò la ragazza scostando le pesanti coltri.

-Abbiamo dato all’infermiere il numero di tua zia, sappiamo che se avessimo chiamato tua madre le sarebbe venuto un colpo apoplettico!- disse Arisa prendendo una delle tazze fumanti dal vassoio.

Mayu annuì in conferma- Almeno mia mamma le addolcirà la notizia.

Harumi trasse un sospiro di sollievo sapendo che almeno non si sarebbe ritrovata sua madre in preda a isteria che la scuoteva per controllare che fosse tutto a posto.

-Vuoi dirci cosa c’è che non và?- domandò Junko sedendosi a gambe incrociate di fronte all’amica. L’altra ragazza prese un bel respiro e raccontò quello che era successo, dai discorsi inquietanti di Mizushima al biglietto lasciato nella tasca della sua felpa.

-Quando l’ho letto mi è preso il panico…- concluse Harumi, giocherellando nervosamente con il bordo della coperta- Il biglietto lo ha stracciato Yuya…

-Ma come avrà fatto a metterlo nella tua felpa?- domandò Mayu visibilmente turbata da tutta la faccenda.

-Credo sia stato stamattina quando si è avvicinato per darmi il bacio sulla guancia.

-Penso sia il caso di parlarne con Yuki…- suggerì Arisa- in questo modo credo eviterebbe di farlo venire qui.

-Faremo meglio a stare tutti all’erta in questi giorni, nel caso si ripresentasse.- aggiunse Junko con fare protettivo- Per stasera farà Tegoshi-kun il primo turno di guardia!

-Che vorresti dire?- chiese Harumi abbastanza confusa.

Le sue amiche sorrisero sornione.

-Fra poco noi e gli altri usciamo a mangiare fuori, volevamo lasciarvi un po’ da soli…- iniziò Mayu.

-Visto che… “c’è lui a proteggerti”!- concluse ridendo Arisa, citando chiaramente la frase che Yuya aveva detto poco più di mezz’ora prima.

-Ma allora ci avete sentiti!- esclamò Harumi, fingendosi scandalizzata.

-Solo l’ultima frase..- corresse Arisa- Diciamo che l’ha un po’ urlata. Fatto sta che ti meriti qualche ora con il tuo bello, quindi gli amici rompiscatole si tolgono di mezzo per un po’!

-Ma voi non siete rompiscatole…non lo sarete mai…- disse Harumi con gli occhi leggermente lucidi.

Junko le accarezzò la testa sorridendo- Oh, fra qualche minuto ringrazierai il cielo per la nostra uscita!

-Mi portate una porzione di takoyaki?- chiese Haru con l’espressione di una bimba che chiedeva una caramella al genitore.

Le altre tre si misero a ridere, aggiungendo che li avrebbero portati di sicuro, mentre qualcuno bussava alla porta e la testa di Tegoshi compariva poco dopo.

-Gli altri stanno andando!- le informò entrando nella stanza, mentre le ragazze salutavano Harumi con un bacio sulla guancia e si alzavano dai futon.

-Ci vediamo più tardi!- dissero uscendo dalla camera da letto e lasciandola sola con il ragazzo.

-Allora piccola…- esordì Yuya porgendole la mano- Ce la sentiamo di alzarci dal letto?

-Ovviamente si!- Harumi la prese e in un attimo si ritrovò in piedi, a pochi centimetri dal volto di lui.

Tegoshi le accarezzò la guancia con la mano libera, posandole un lieve bacio a fior di labbra.

-Vieni con me…- le sussurrò stringendole di più la mano e conducendola fuori dalla camera.

Attraversarono tutta la casa, finché giunsero in salotto: le lampade della stanza erano state abbassate al minimo, creando una luce morbida e soffusa e ai piedi del divano era stata stesa una grande coperta, mentre dallo stereo proveniva la musica del gruppo preferito di Harumi.

Yuya la condusse fino al divano e si sedettero entrambi sulla coperta.

-Scommetto che hai fame- disse Tegoshi porgendole una coppetta di gelato che si trovava sul tavolino lì accanto.

-Sono così prevedibile?- chiese Harumi portandosi alla bocca il primo cucchiaino di gelato al cioccolato; chiuse per un secondo gli occhi, godendosi quel sapore fresco e dolce.

-Stai tentando di corrompermi con il cibo, ammettilo!- disse riaprendo gli occhi e trovando Yuya che rideva.

-Forse un po’ di si…ma mi piace vederti mangiare…soprattutto se lo fai in modo così sensuale…

Harumi sorrise, leccando in modo provocante il dorso del cucchiaino.

-Yu, tu non vuoi un po’ di gelato?- chiese mettendosi in bocca un altro po’ di dolce.

-Si, ma preferisco assaggiarlo da te!

Tegoshi si sporse in avanti, poggiando le proprie la labbra su quelle di lei e leccandole via qualche goccia di cioccolato; Harumi lasciò per terra la ciotola di gelato e strinse le sue braccia attorno al collo di Yuya, mentre le loro lingue si impossessavano l’una dell’altra, cercandosi fameliche.

Il sapore di Harumi mischiato a quello del cioccolato inebriava completamente Tegoshi, che mordeva e leccava quelle labbra incessantemente, accarezzando ogni centimetro del corpo della ragazza. Harumi lo spinse leggermente, facendolo stendere sulla coperta e sistemandosi sopra di lui, continuando quel bacio profondo e mozzafiato. Si staccò dalle sue labbra respirando affannosamente e si concentrò sui bottoni della camicia che indossava Yuya, iniziando a sbottonarli uno alla volta, con una calma calcolata; sentiva il corpo di Tegoshi fremere sotto di lei, mentre con un sorriso sardonico lo liberava anche dagli ultimi due bottoni. Aprì di botto la camicia, scoprendo il torace abbronzato e con i muscoli leggermente accennati, che si sollevava e si abbassava eccitato.

Harumi si morse il labbro inferiore guardando il viso arrossato del suo ragazzo e sentendo le sue mani intrufolarsi sotto la maglietta e accarezzarle la pelle calda. Yuya la attirò a sé, tornando a baciarla con foga, mentre le sue mani correvano fino al reggiseno e lo slacciavano con una facilità che sorprese Harumi; in un secondo le tolse sia la maglietta che l’indumento intimo e con un colpo di reni ribaltò la situazione. Quando le fu sopra si tolse la camicia e interruppe il contatto fra le loro labbra per scendere a gustarsi la pelle morbida del collo, mordendola e lasciandole piccoli baci sopra la clavicola, mentre dalla bocca di Haru iniziavano a uscire piccoli gemiti mal celati. Le mani impazienti del ragazzo percorrevano la parte superiore del suo corpo, soffermandosi sui seni sodi, stringendoli e accarezzandoli, mentre la sua bocca indugiava sull’ombelico, penetrandolo dolcemente con la lingua.

Harumi accarezzò con le dita i capelli di Yuya, chiudendo gli occhi ed espirando profondamente, mentre sentiva il ragazzo risalire lungo il percorso che aveva tracciato poco prima con le labbra.

-Questa sera voglio farti impazzire….- le sussurrò all’orecchio, mentre una mano si insinuava sotto i pantaloni della tuta di Harumi, oltrepassando con decisione gli slip; le dita tiepide sfiorarono con leggerezza la sua intimità, provocandole un brivido caldo lungo il corpo e un gemito sommesso.

Yuya sorrise contro le labbra di Haru e le diede un tenero bacio, mentre senza preavviso la penetrava con due dita; la ragazza si mosse verso di lui, come a chiedere un contatto maggiore e le dita di Tegoshi presero a muoversi con calma, per poi aumentare gradualmente il ritmo. Harumi raggiunse di nuovo la bocca di Yuya, schiudendo le labbra e cercando la lingua di lui, succhiandola avidamente, sentendo il piacere farsi strada dentro il suo corpo.

I movimenti della mano di Tegoshi tornarono a farsi lenti, finchè le sue dita non uscirono da dentro di lei, che emise un gemito di disapprovazione; Yuya la zittì con un bacio.

-Fidati di me…- le disse allontanandosi dal suo volto, scendendo verso il basso, le mani che scorrevano lungo i fianchi, raggiungendo i pantaloni e trascinandoli via insieme agli slip. Messi gli indumenti da parte, Yuya sorrise malizioso, poggiando il viso sul ventre della ragazza, respirando il profumo della sua pelle.

Quando Harumi capì le sue intenzioni, il cuore prese a batterle all’impazzata, sentendo per la prima volta il tocco caldo e umido di una lingua contro la sua intimità. Le labbra di Yuya la baciavano con decisione e dolcezza allo stesso tempo e senza accorgersene Harumi aveva preso ad accarezzargli lentamente i capelli, chiudendo gli occhi e lasciandosi investire dalle ondate di piacere; sentiva la lingua del ragazzo entrare e uscire da dentro di lei, baciare ogni centimetro della sua pelle bollente, toccarla come nessuno aveva mai fatto prima.

-Yu…Yuya…- Harumi invocò il suo nome un istante prima che l’orgasmo la investisse con tutta la sua forza, facendola tremare di piacere, mentre le sue mani cercavano istintivamente il corpo del ragazzo.

Yuya risalì verso il suo viso, baciando tutto ciò che incontrava nel suo percorso: la pancia, l’ombelico, l’incavo fra i seni, il collo, il mento e infine le labbra. Le sorrise, appoggiando la propria fronte contro quella accaldata di lei, ascoltando il suono del respiro umido e affannato.

Una mano di Harumi si intrufolò sotto i jeans di Tegoshi, constatando da sopra i boxer l’eccitazione del ragazzo che ormai era quasi al limite.

-Ti voglio nudo…- mormorò Haru al suo orecchio, mentre le dita oltrepassavano l’intimo e accarezzavano la punta del suo membro eretto e pulsante, provocando un gemito incontrollato da parte di Tegoshi.

Yuya si mise seduto, la schiena appoggiata contro il divano, la cui stoffa fresca gli procurò la pelle d’oca al solo contatto; si sfilò velocemente quello che ancora indossava e prima che se ne rendesse conto Harumi era già sopra di lui e la sua erezione entrava lentamente dentro il corpo di lei.

-Non potevo più aspettare…- si giustificò Harumi baciando teneramente i nei sopra il labbro di Tegoshi, che le rispose riunendo le loro bocche in un bacio profondo.

Harumi prese a muoversi lentamente e fece scivolare le sue braccia attorno alle spalle di Yuya, mentre il ragazzo le accarezzava le natiche, assecondando i suoi movimenti, spingendo con il bacino verso il corpo di lei, per rendere la loro unione più profonda di quanto già non fosse.

Yuya prese ad ansimare pesantemente contro la spalla di Harumi, toccando con le mani ogni centimetro di pelle che riusciva a raggiungere, mentre le dita di lei si artigliavano alle sue spalle e il volto si nascondeva fra i capelli del ragazzo, i gemiti di entrambi che si mischiavano nell’aria umida e calda del salotto.

 

Perché ho capito come amare davvero profondamente qualcuno

Tutto ciò che gli occhi vedono inizia ad essere raggiante

Quel sorriso, tutto questo, sono disposto a proteggerlo

Quindi, sarò sempre con te

 

Yuya sussurrò le parole della canzone che risuonava nella stanza e Harumi lo baciò, poco prima di gettare la testa all’indietro e invocare il suo nome al culmine del piacere, sentendo Tegoshi seguirla e una sensazione di calore diffondersi dentro il suo corpo.

Si appoggiò sfinita contro la sua spalla, ascoltando i respiri di entrambi tornare lentamente regolari, mentre lui faceva passare le dita fra i suoi lunghi capelli castano scuro. Yuya la sollevò con dolcezza, permettendogli di uscire dal suo corpo e si stesero entrambi sulla coperta, prendendone un’altra appoggiata sul divano per coprirsi.

Harumi si strinse al corpo ancora caldo e sudato di Yuya, intrecciando le gambe con le sue e appoggiandosi alla sua fronte con la propria.

-Ti piace proprio intrecciare le gambe, vero?- le chiese Tegoshi con un sorriso.

Harumi annuì felice, allontanando un poco il viso per perdersi nelle iridi scure del ragazzo.

-Yu…ti amo…- gli disse in un sussurro.

Tegoshi le sfiorò il naso con il proprio.

-Anch’io Haru…

 

Non importa che tipo di storia, che tipo di futuro, lo sentiremo insieme

Quindi, andrò dove ci sei tu

Quindi, sarò sempre con te

 

 

 

 

Harumi sorrise guardando il volto addormentato di Yuya, che teneva la bocca leggermente aperta e anche nel sonno le stringeva la mano. Cercò di districarsi dalla presa il più dolcemente possibile, per evitare di svegliarlo e quando ci riuscì lui aggrottò le sopracciglia, come se anche da addormentato si fosse reso conto del contatto interrotto. Gli accarezzò una guancia, poi si alzò e recuperò i suoi vestiti sparsi per il salotto.

Quando si fu rimessa anche la maglietta uscì dalla stanza, attraversando il corridoio buio, a piedi scalzi. Arrivata in cucina tastò la parete alla ricerca dell’interruttore, ma quando lo premette la luce non si accese. Provò un altro paio di volte, senza risultati, e quando tentò di accendere la luce del corridoio l’esito fu il medesimo.

Alla casa era stata tolta l’elettricità e Harumi non riusciva a spiegarsi perché. Non c’erano stati temporali e le bollette erano tutte pagate.

All’improvvisò sentì un rumore alle sue spalle e si voltò di scatto, tentando di scrutare qualcosa attraverso l’oscurità, ma non vide nulla se non le sagome dei mobili, mentre il ticchettio dell’orologio, che fino a un istante prima non aveva notato, sembrava essere assordante. Si girò a guardare le lancette fosforescenti che indicavano le 11 e mezza passate e furono l’ultima cosa che vide prima di sentire un fazzoletto schiacciato contro la sua bocca e un odore forte e pungente che le fece perdere i sensi.

Date: 2009-01-28 05:15 pm (UTC)
From: [identity profile] concy.livejournal.com
Ahhhh *____* che bel capitolo e che fine tragica T_____T
Adesso non dormirò sogni tranquilli finchè non leggerò il continuo, cosa vuol fare quel mascalzone del senpai eh? è____éP
Braviccima *___* aspetto il seguito!

Date: 2009-01-28 06:07 pm (UTC)
From: [identity profile] mery-jun.livejournal.com
Ogni volta che rileggo questo capitolo e penso a cosa succederà dopo mi viene l'ansia!!
Mi vengono le manie di persecuzione!!ihihih
Brava amour..come già detto per tutti i capitoli scorsi...ora aspettiamo solo quelli nuovi ^_____^
Prima però studia nee!
kisu kisu Je t'aime!

Date: 2009-01-28 06:51 pm (UTC)
From: [identity profile] massy-chan.livejournal.com
MA IO QUELLO LO DENUNCIO! -_-
mamma mia il senpai!brighella!!xDDDDDDDDD
brava taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa...e ancor più bello è il seguito!!!<3<3<3<3<3<3<3 sbavsbavsbav *___________________*
posta in fretta taaaaaaa che se no qui davvero non si dorme la notte, oh meglio.. sogneranno il senpai che stacca a testa a tutti!xDDDDD
aspetto i prossimi ne! ihihihihihihihihhi
un bacione amoreeeeeeeeeeeee!!!

Date: 2009-03-04 08:14 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Devo dire che Hiro prima mi stava simpatico adesso fa veramente paura è diventato un pazzo manico
Yuya svegliati diamineeee!!!!!
Pian piano sto recuperando presto sarò in paro con tutto, mi spiace se non ho letto molto m(_ _)m

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